Zibaldone | Lingua | v
1 Titolo 2: L’Arte e l’Illusione: Riflessioni sulla Poesia e la Creazione
Frasi Significative dal Punto di Vista Letterario (Lingua del Testo):
- “(166) - i romantici) non ci arrischiamo di scostarci non dirò dall’esempio degli antichi e dei Classici, che molti pur sapranno abbandonare, ma da quelle regole (ottime e Classiche ma sempre regole) che ci siamo formate in mente…”
- “(26114) - 69 E soggiungo che in ciò gli cedono appunto per aver seguìto una unità che Omero non si propose…”
- “(274) - e non si [17]avvedono che appunto questo grand’ideale dei tempi nostri, questo conoscere così intimamente il cuor nostro, questo analizzarne, prevederne, distinguerne ad uno ad uno tutti i più minuti affetti, quest’arte insomma psicologica, distrugge l’illusione senza cui non ci sarà poesia in sempiterno…”
- “(28634) - Nessun buon autore del seicento, del sette e dell’ottocento dà nel poetico come molti buoni e classici del ..”
Frasi Significative dal Punto di Vista Letterario (Indipendentemente dall’Argomento):
- “(217) - Nelle poesie del Monti (specialmente nelle Cantiche) sono osservabili la [14]bellezza novità efficacia delle imagini…”
Frasi Poco Significative (Esempi di Confronto):
- “(509) - Quanto al canto però si osservi che anche gli antichi cantavano le tragedie come dice il loro nome…”
- “(440) - Lo stesso dico dell’intrinseco dello stile, tanto rispetto all’oscurità quanto all’ardire che nel Guidi non si trova…”
Motivazione:
Le frasi scelte come significative presentano un linguaggio figurativo e un vocabolario innovativo, che le rende particolarmente rilevanti dal punto di vista letterario. Sono esempi di come gli autori utilizzano la lingua per esprimere idee complesse e creare immagini vivide. Al contrario, le frasi poco significative sono brevi, banali e prive di un significato letterario profondo.
2 Titoli e Frasi Significative
Titolo: L’Esplorazione della Disperazione e della Resilienza Umana
Frasi Significative (Lingua del Testo):
- “Egli diviene misantropo di se stesso e il suo maggior nemico, egli vuol soffrire, egli vi si ostina…” (30980) - Motivazione: Questa frase cattura l’intensità della disperazione e dell’auto-sabotaggio, con un linguaggio figurativo potente e un’esplorazione profonda della psicologia umana.
- “Sono moltissimi che amano, predicano, promuovono, ed esercitano esclusivamente la giustizia, l’onestà, l’ordine…” (26943) - Motivazione: Questa frase offre un’analisi complessa della moralità e della virtù, suggerendo che spesso sono motivate da debolezze piuttosto che da nobili ideali.
- “L’uomo che sebbene disperato, non perciò si odia…” (6088) - Motivazione: Questa frase esplora la complessità del sentimento umano, suggerendo che anche nella disperazione più profonda, può esistere una forma di accettazione e ricerca di significato.
- “E quelli che da natura, o per qualunque cagione, fin dalla fanciullezza o dalla prima giovanezza…” (26936) - Motivazione: Questa frase descrive in modo vivido la condizione di coloro che sono nati con debolezze e difficoltà, offrendo una riflessione sulla compassione e sull’egoismo.
Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento):
- “L’animo occupato è distratto da quel desiderio innato che non lo lascerebbe in pace…” (2044) - Motivazione: Questa frase offre una riflessione profonda sulla natura umana, suggerendo che anche la ricerca della felicità può portare alla distrazione e alla frustrazione.
Frasi Poco Significative (per Confronto):
- “È veramente mirabile e tristo, non men che vero, come un uomo che non solo non teme nè fugge, ma desidera supremamente la morte…” (28105) - Motivazione: Questa frase è troppo lunga e complessa, rendendo difficile cogliere il suo significato immediato.
- “Perocchè il vecchio per la debolezza di corpo e d’animo, e pel disinganno de’ beni umani già provati…” (26666) - Motivazione: Questa frase è troppo descrittiva e manca di un linguaggio figurativo o di un’analisi profonda.
3 L’Uomo e la Natura: Riflessioni sulla Società
Le frasi fornite esplorano il rapporto tra l’uomo, la natura e la società, mettendo in discussione la presunta perfezione della civiltà e la sua distanza dalla condizione naturale.
Frasi Significative (Lingua):
- “(16881) - Se dunque l’uomo facendo evidentissimamente violenza alla natura, e vincendo infiniti ostacoli naturali, è giunto a conformare e se stesso, e quella parte di natura che da lui dipendeva naturalmente, e quella molto maggiore che n’è venuta a dipendere in sola virtù della di lui alterazione; è giunto dico a conformar tutto ciò in modo diversissimo da quel piano, da quell’ordine, che col savio ragionamento si sopre destinato, inteso, avuto in mira, voluto, disposto dalla natura; questa non può essere una prova nè contro la natura, nè che la natura non abbia voluto effettivamente quel tal ordine primitivo; nè che la perfezion delle cose, quanto all’uomo, non si sia perduta; nè che l’andamento della nostra specie, e di quanto ne dipende o le appartiene, sia naturale; nè che la natura non avesse effettivamente [1959]di mira, non avesse concepito, e con tutte le forze proccurato un ordine di cose quanto semplice ne’ suoi principii costitutivi, ne’ suoi elementi, nelle sue forze produttrici, nelle sue qualità analizzate e decomposte; tanto certo, determinato, costante, e al tempo stesso armonico, fecondo e variatissimo ne’ suoi effetti, suscettibile d’infinite modificazioni, e soggetto anche a molte accidentali disarmonie, sebben forse non per altro che per maggiore armonia.”
- “(30563) - I primi passi che l’uomo fece o fa verso una società stretta lo conducono di salto in luogo così lontano dalla natura, e in uno stato così a lei contrario, che non senza il corso di lunghissimo tempo, e l’aiuto di moltissime circostanze e d’infinite casualità (e queste difficilissime ad accadere) ei si può ricondurre in uno stato, che non sia affatto contrario alla [3800]natura ec.”
- “(9823) - Io dimostro che l’uomo essendo perfetto in natura, quanto più s’allontana da lei, più cresce l’infelicità sua: dimostro che la perfettibilità dello stato sociale è definitissima, e benchè nessuno stato sociale possa farci felici, tanto più ci fa miseri, quanto più colla pretesa sua perfezione ci allontana dalla natura;”
Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento):
- “(678) - Cosa la quale dimostra che la nostra esistenza non è finita dentro questo spazio temporale come quella dei bruti, perchè ripugna alle leggi che si osservano seguite costantemente in tutte le opere della natura, che vi sia un animale, e questo il più perfetto di tutti, anzi il padrone di tutti gli altri e di questo intiero globo, il quale racchiuda in se una sostanziale infelicità, e una specie di contraddizione colla sua esistenza al compimento della quale non è dubbio che si richieda la felicità proporzionata all’essere di quella tale sostanza (che per l’uomo è impossibile di conseguire) e una contraddizione formale col desiderio di esistere ingenito in lui come in tutti gli animali, anzi proporzionatamente in tutte le cose; giacchè un uomo disperato della vita futura ragionevolissimamente detesta la presente, se n’annoia, ne patisce (cosa snaturata) e s’uccide come vediamo che fa (impossibile ne’ bruti).”
Frasi Poco Significative (per Confronto):
- “(14534) - che molto meno v’è una morale eterna e preesistente alla natura delle cose, ma ch’ella dipende e consiste del tutto nella volontà e nell’arbitrio di Dio padrone sì di stabilire quelle determinate convenienze che voleva, sì di ordinare o proibire espressamente agli esseri pensanti quello che gli piaccia, secondo gli ordini e le convenienze da lui solo create;”
Le frasi scelte si distinguono per la loro complessità sintattica, il linguaggio figurativo e la profondità concettuale, che le rendono particolarmente significative dal punto di vista letterario.
4 Titolo 2: Costituzioni e Costumi Antichi: Riflessioni sulla Società e la Libertà
Frasi Significative (Lingua del Testo):
- “(8055) - interpres.)Questa costituzione, che si vede ancora sussistere fra [920]gl’indiani quanto alla distinzione in caste, e al divieto di passare dall’una all’altra o per matrimonii, o comunque; a questa costituzione che sussiste, credo, in parte anche nella Cina, dove il figlio è obbligato ad esercitare la professione del padre, e dove i ranghi sono con molta precisione distinti; questa costituzione, di cui, se ben ricordo, si trova qualche traccia fra gli antichi Persiani nel primo o ne’ primi libri della Ciropedia; questa costituzione, di cui si trova pure qualche indizio nel popolo Ebreo, dove una sola tribù era destinata esclusivamente al Sacerdozio; questa costituzione che pare che in tutto o in parte, fosse comune, fino dagli antichissimi tempi, ai popoli dell’Asia, e si vede, se non erro, anche oggidì, in alcune nazioni delle coste dell’Affrica; questa costituzione di cui forse si potrebbero trovare molte somiglianze anche nelle altre conosciute, e massime nelle più antiche, come nell’antica costituzione di Roma ec.; questa costituzione, dico, è forse la migliore, forse l’unica capace di conservare, quanto è possibile, la libertà senza l’uguaglianza.”
- “(18741) - Che il privato verso il privato straniero, e massimamente nemico, sia tenuto nè più nè meno a quei medesimi doveri sociali, morali, di commercio ec. a’ quali è tenuto verso il compatriota o concittadino, e verso quelli che sono sottoposti ad una legislazione comune con lui; che esista insomma una legge, un corpo di diritto universale che abbracci tutte le nazioni, ed obblighi l’individuo nè più nè meno verso lo straniero che verso il nazionale; questa è un’opinione che non ha mai esistito prima del Cristianesimo; ignota ai filosofi antichi i più filantropi, ignotanon solo, ma evidentemente e positivamente esclusa da tutti gli antichi legislatori i più severi, e pii, e religiosi, da tutti i più puri moralisti (come Platone) da tutte le più sante religioni e legislazioni, [2253]compresa quella degli Ebrei.”
- “(32380) - Si applichi questa osservazione a quelle sopra l’unicità dell’origine del genere umano; l’antica e ignota divisione di popoli già õmñfuloi, poi, fino da quando comincia la memoria delle storie, lontanissimi e separatissimi e diversissimi; l’unicità delle invenzioni e scoperte, dell’origine di moltissimi usi o abusi ec. ec. molti de’ quali si danno oggi per naturali solo per esser comuni, e son comuni solo per esser nati prima della divisione del genere umano, o dello allontanamento delle sue parti, e sua dilatazione ec. 228 E a questo medesimo proposito si applichi il luogo greco da me citato a pag.2799.”
Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento):
- “(9220) - e dalla sua influenza morale come la più civilizzata nazione del mondo, e per conseguenza dalle sue mode, ec. o vogliamo dire dalla moda di esser francese, [1030]dal regno e dittatura della moda, che la Francia ha tenuto e tiene ec.; e principalissimamente ancora dalla sua letteratura, dalla estensione di lei, e dalla superiorità ed influenza che ella ha acquistata sopra le altre letterature, non per altro, se [non] per essere esclusivamente e propriamente moderna, e perchè la letteratura precisamente moderna è nata (a causa delle circostanze politiche, morali, civili ec.) prima che in qualunque altra nazione, in Francia, e quivi èstata coltivata più che in qualunque altro luogo, e più modernamente o alla moderna che in qualunque altro paese.”
Frasi Poco Significative (per Confronto):
- “(8055) - interpres.)Questa costituzione, che si vede ancora sussistere fra [920]gl’indiani quanto alla distinzione in caste, e al divieto di passare dall’una all’altra o per matrimonii, o comunque;” (la frase è eccessivamente lunga e complessa, rendendola difficile da comprendere e poco memorabile)
- “(31220) - Quanto al non influir sopra se stessi nè governarsi, gl’italiani o soggiacciono a un principe e ad un governo decisamente straniero, o italianizzato il principe ma non il governo, o se il governo e il principe sono italiani, come in Ispagna spagnuoli, lasciando star la continua influenza straniera che li determina, modifica, volge a piacer suo, e che agisce insomma essa per mano italiana, sì in Italia che in Ispagna la forma del governo è tale che la nazione non v’ha alcuna parte, gli affari sono in man di pochissimi e separatissimi dal resto de’ nazionali, tutto si passa senza pur venire a notizia della nazione, sicchè la politica è affatto ignota ed aliena alla nazione medesima, i suoi affari sono per essa come gli altrui, ed oltre di ciò la libertà di ciascheduno massime privato, cioè de’ più e del vero corpo della nazione, è così circoscritta che ciascheduno è ben poco in grado di determinar la sua sorte, e di governarsi, ma quanto più si può è governato veramente da altrui, e ciò non dalla nazione, non dal comune, non ciascuno da tutti, ma tutti da uno o [3860]da pochissimi particolari, e il pubblico, per così dir, da’ privati.” (la frase è troppo lunga e prolissa, rendendola difficile da seguire e poco impattante)
Motivazioni:
Le frasi scelte per la loro significatività letteraria si distinguono per la loro capacità di esprimere concetti complessi in modo elegante e suggestivo, utilizzando un linguaggio figurativo e un vocabolario ricercato. Esse offrono spunti di riflessione sulla natura umana, sulla società e sulla libertà, e contribuiscono a creare un’atmosfera di profonda contemplazione. Le frasi poco significative, al contrario, si caratterizzano per la loro prolissità, la loro mancanza di chiarezza e la loro incapacità di suscitare emozioni o pensieri significativi.
5 Il Volgare e l’Influenza Greca
Le frasi fornite esplorano l’evoluzione della lingua italiana, confrontandola con il latino e il greco, e sottolineando l’importanza del volgare come fonte di innovazione e conservazione di elementi linguistici antichi.
Frasi Significative (Lingua):
- “(19930) Ecco dunque queste due parole, l’una latino-barbara, cioè gannare, l’altra vivente e popolare italiana [2373]e spagnuola, d’ambe le quali, non solo non si sarebbe creduto che fossero antiche, e de’ più buoni tempi, ma si sarebbe penato a congetturare l’etimologia; dimostrate non solo non moderne, non solo non derivate da’ tempi barbari, ma identiche con una radice antichissima che si trova nell’antichissimo greco, che nel greco de’ buoni secoli era già fatta antiquata, che non potè passare nel latino, donde solo potè venir sino a noi e al nostro volgo, se non da quando nacque il latino da una stessa origine col greco, e che perduta nel latino scritto, si è conservata perennemente nel volgare, in modo che oggi la nostra plebe usa familiarmente una radice ch’era già poetica, e però già divisa dal volgo, sino dal tempo del più antico scrittore profano che si conosca, cioè di Omero.”
- “(32228) E come la letteratura è quella che dà forma e determina la maniera di essere delle lingue, e lingua formata e letteratura sono quasi la stessa cosa, o certo [3947]cose non separabili, e di qualità compagne e corrispondenti; e come per conseguenza la letteratura greca (oltre le tante voci e modi particolari) fu quella che diede veramente e principalmente forma alla lingua latina, e ne determinò la maniera di essere, il carattere e lo spirito, di modo che la lingua e letteratura latina, quando anche fossero nate, formate e cresciute senza la greca, non sarebbero certamente state quelle che furono, ma altre veramente, e in grandissima parte diverse per natura e per indole e forma, e per qualità generali e particolari, e sì nel tutto, sì nelle parti maggiori o minori, da quelle che furono; stante, dico, tutto questo, la letteratura greca (oltre lo studio immediato fattone da’ formatori delle nostre lingue, come da quelli della latina) viene a esser veramente la madre e l’origine prima delle nostre lingue, come la latina n’è la madre immediata;”
- “(23720) Che una lingua per ricca, varia, libera, vasta, potente, pieghevole, docile, duttilissima ch’ella sia, possa ricevere, non solo l’impronta di altre lingue, ma per così dir, tutte intiere in se stessa tutte le altre lingue; ch’ella si rida della libertà, della infinita moltiplicità, della immensità della lingua greca, e dopo averla tutta abbracciata, ed ingoiatone tutte le innumerabili forme, ella si trovi ancora tanta capacità come per lo innanzi, e possa ricevere e riceva, sempre che vuole, tutte le forme [2847]delle lingue le più inconciliabili colla stessa greca (che con tante si concilia) e fra loro; delle lingue teutoniche, slave, orientali, americane, indiane; questo, dico, non può umanamente accadere, se non in una lingua che non abbia carattere; non è accaduto alla greca ch’è stata ed è la più libera, vasta e potente e lapiù diversissimamente adattabile di tutte le lingue formate che si conoscono; non è accaduto e non accade, che si sia mai saputo o si sappia a nessun’altra lingua perfetta di questo mondo.”
Frasi Significative (Indipendenti):
- “(21160) [2539]Ma questa eleganza veniva non da altro che dal pellegrino, (cioè dal latino e dal greco) benchè quegli scrittori volessero piuttosto perfezionare, accostare al latino o al greco, render classica la lingua del loro secolo, che quella del 300, parlassero, come facevano, e bene, più da 500isti, che da 300isti, più da moderni che da antichi italiani; usassero la lingua viva e non la morta, le parole moderne più che le antiche, e insomma innestassero il latino e il greco nella lingua del 500, e non del 300, e però l’eleganza loro non venisse dall’uso dell’antico italiano, nè dalla così detta purità, quantunque oggi per noi sieno purissimi.”
Frasi Poco Significative (Esempi):
- “(22579) La cagione per cui negli antichissimi scrittori latini si trova maggiore conformità e di voci e di modi colla lingua italiana, che non se ne trova negli scrittori latini dell’aureo secolo, e tanto maggiore quanto sono più antichi…”
Queste frasi sono poco significative perché sono troppo lunghe e complesse, e non aggiungono molto alla comprensione dell’argomento principale.
6 Titolo 2: L’Evoluzione del Linguaggio e del Pensiero
6.1 Frasi Significative (Lingua del Testo)
- “È cosa osservata che l’uomo non pensa se non parlando fra se, e col mezzo di una lingua; che le idee sono attaccate alle parole; che quasi niuna idea sarebbe o è stabile e chiara se l’uomo non avesse, o quando ei non ha, la parola da poterla esprimere non meno a se stesso che agli altri, e che insomma l’uomo non concepisce quasi idea chiara e durevole se non per mezzo della parola corrispondente, nè arriva mai a perfettamente e distintamente concepire un’idea, anzi neppure a determinarla nella sua mente in modo ch’ella sia divisa dall’altre, e divenga idea, oscura o chiara che sia, nè a fissarla in modo ch’ei possa richiamarla, riprenderla, raffigurarla nella sua mente e seco stesso quando che sia; non arriva, dico, a far questo mai, finch’egli non [2949]ha trovato il vocabolo con cui possa significar questa idea, quasi legandola e incastonandola; o sia vocabolo nuovo, o nuovamente applicato, se l’idea è nuova, o s’egli non conosce la parola con cui gli altri la esprimono, o sia questo medesimo vocabolo che gli altri usano a significarla.”
- “Di più osservo che quantunque la Chimica abbia fatto oggidì tanti progressi, e sia così dichiarata e distinta ne’ suoi principii, in maniera da parere ch’ella potesse e dovesse far grandi scoperte, non più attribuibili al caso, ma solo al ragionamento; niuna mai ne ha fatta che abbia di grandissima lunga l’importanza e l’influenza di quelle che ci son venute dagli antichi, fatte in tempi d’ignoranza, e senza principii, o con pochissimi e indigesti e mal intesi principii delle analoghe scienze (la scoperta della polvere, del vetro ec.)”
6.2 Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento)
- “Ma quando il filosofo (per seguire collo stesso esempio) è pienamente entrato nel campo delle speculazioni, quando s’è avvezzato a veder la materia da capo a fondo, n’è divenuto padrone, e vi si spazia coll’intelletto a piacer suo, o almeno vi passeggia per entro con franchezza, trova chiarezza in ogni cosa, s’è abituato alla lettura degli scritti più sottili, a penetrarli intimamente a quel gergo filosofico ec.: allora ha bisogno di una particolare e continua avvertenza per riuscir chiaro, e gli si rende più difficile e più lontana dall’uso la chiarezza, perchè intendendosi egli subito, crede che subito sarà inteso, misura l’altrui mente dalla sua, ed essendo sicuro delle sue idee, non ha più bisogno di fissarle e dichiararle in certo modo anche a se stesso; preterisce quelle proposizioni, quelle premesse, quelle circostanze, quelle legature de’ ragionamenti, quelle prove o confermazioni o dilucidazioni, quelle minuzie, che perchè a lui son ovvie, crede che da tutti saranno sottintese; abusa di quel gergo (necessario però in se stesso ec. ec.).”
6.3 Frasi Poco Significative
- “Tutti questi, benchè cadano sotto i sensi, sono tuttavia così confusi, legati, stretti, incorporati gli uni cogli altri nella pronunzia della favella, così lontani dall’essere in modo alcuno sensibilmente distinti, e la loro diversità scambievole è così difficile a notare, ch’ella è quasi fuor del dominio de’ sensi, e la difficoltà di concepire l’idea chiara e distinta di ciascuno di loro senza i segni, e di trovarne i segni senz’averne conceputo le chiare e distinte idee, non è quasi aiutata da verun rispetto, nè fu potuta vincere gradatamente, ma quanto alla parte principale, e alla somma dell’invenzione, essa difficoltà fu dovuta necessariamente vincere tutta in un tratto.”
7 Titolo 2: L’Assuefazione e la Percezione Estetica
Le frasi fornite esplorano il ruolo dell’assuefazione nella formazione del giudizio estetico, sia in ambito musicale che artistico, e come questa influenzi la percezione della bellezza e del brutto.
Frasi Significative (Lingua del Testo):
- “Senza’alcuna cognizione della teoria, nè della pratica immediata dell’arte, a forza di veder dipinti, statue, edifizi, moltissimi si formano un giudizio, e una facoltà di gustare e di provar piacere in tal vista, e nella considerazione di tali oggetti, la qual facoltà non aveano per l’innanzi, e si acquista appoco appoco per mezzo dell’assuefazione, la quale determina in questi tali (e sono i più che parlino di belle arti) l’idea delle convenienze pittoriche ec. del bello ec. e quindi anche del brutto ec., col divario che il soggetto della pittura e scultura si è l’imitazione degli oggetti visibili, della quale ognun vede la verità o la falsità, onde le idee del bello e del brutto pittorico e scultorio, in quanto queste arti sono imitative, è già determinata in ciascheduno prima dell’assuefazione.” (26451) - Questa frase evidenzia come l’esperienza ripetuta e l’assuefazione formino il giudizio estetico, anche in assenza di conoscenza teorica.
- “Ed ampliando questa osservazione, se noi vorremo vedere come i fanciulli appoco appoco si formino l’idea delle proporzioni e delle convenienze determinate e speciali; e come senz’alcuna idea innata nè di proporzioni nè di convenienze particolari e applicate, giungano pur brevemente a giudicar quella cosa bella e quell’altra brutta, e quella buona, e quell’altra cattiva; e ad accordarsi più o meno col giudizio universale intorno alla bruttezza o bellezza, bontà o il suo contrario, senza però averne nell’intelletto o nella immaginazione alcun tipo; consideriamo per modo di esempio il progresso delle idee de’ fanciulli circa le forme dell’uomo, e vediamo come appoco appoco arrivino a giudicare e a sentire la bellezza e la bruttezza estrinseca degl’individui umani.” (10752) - Questa frase sottolinea l’importanza dell’esperienza e dell’assuefazione nella formazione del giudizio estetico nei bambini.
Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento):
- “Come le forme dell’uomo naturale da quelle dell’uomo civile, così quelle di una nazione selvaggia differiscono da quelle di un’altra, quelle di un secolo da quelle di un altro, per varietà di circostanze fisiche naturali o provenienti dall’uomo stesso; e (per non andar fino alle famiglie e agl’individui) è cosa osservata e naturale che gli uomini dediti alle varie professioni materiali (senza parlar delle morali, che influiscono sulla fisonomia, dei caratteri e costumi acquisiti, che pur sommamente v’influiscono, e la diversificano in uno stesso individuo in diversi tempi) ricevono dall’esercizio di quelle professioni certe differenze di forme, ciascuno secondo la qualità del mestiere ch’esercita e secondo le parti del corpo che in esso mestiere più s’adoprano o più restano inoperose, così notabili che l’attento osservatore, e in molti casi senza grande osservazione, può facilmente riconoscere il mestiere di una tal persona sconosciuta ch’ei vegga per la prima volta, solamente notando certe particolarità delle sue forme.” (25754) - Questa frase offre un’immagine vivida della diversità umana e dell’influenza dell’ambiente e del lavoro sulla forma fisica.
Frasi Poco Significative (per Confronto):
- “Cagioni secondarie e relative ai diversi oggetti imitati - la bellezza, la rimembranza, l’attenzione che si pone a cose che tuttogiorno si vedono senza badarci ec. - Cagione primitiva del diletto destato dalla maraviglia ec. e però conseguentemente del diletto destato dalle belle arti - l’orrore della noia naturale all’uomo, ricerche sopra le cagioni di quest’orrore ec. - Cagioni dei difetti nelle belle arti - Sproporzione, sconvenevolezza, cose poste fuor di luogo, al che solo (contro l’opinione di chi pensa che provenga dall’avere le arti per oggetto il bello) si riducono i difetti della bassezza della bruttezza deformità crudeltà sporchezza tristizia tutte cose che rappresentate o impiegate nei loro luoghi non sono difetti giacchè piacciono e per mezzo dell’imitazione producono la maraviglia, ma sono difetti fuor di luogo p.e.” (97) - Questa frase è troppo lunga e complessa, e la sua struttura rende difficile cogliere un significato preciso.
8 Analisi Letteraria delle Frasi
Titolo: Analisi Morfologica e Semantica dei Verbi Latini
Frasi Significative (Lingua del Testo):
- “(24820) - Ben so che siccome dissero quaesii, quaesivi, quaesitus, quaesitum per quaerii, quaerivi, quaeritus, quaeritum che sono affatto perduti, così dissero quaeso per quaero, e tutto questo verbo profferirono colla s siccome colla r, benchè questa in molte voci di quaero non sia perduta, anzi col tempo sia rimasta in esse voci la sola pronunzia della r, e non quella dell’ s.”
- “(18244) - Ma io ho dimostrato splendidamente il significato proprio continuativo di tanti verbi così come ho detto formati, ho distinto così evidentemente il significato continuativo l’azione continuata ec. dalla frequente, che già non si può mettere in dubbio l’esistenza di verbi (e non pochi) tenuti fin qui per frequentativi ec. i quali sono di senso manifestamente continuativo, secondo le distinzioni da me notate, e diversissimo dal frequente, ec.”
- “(23982) - Perocchè anche nisus pare ch’ella possa significare, secondo il Forcellini, e in questo senso ella servirebbe altresì a comprovare l’antico participio nictus di nitor eris, usato già in vece di nixus e di nisus; dal quale nictus di nitor nasce altresì il continuativo nictari, il quale io credo totalmente diverso da nicto di niveo, e non tutt’uno, come vuole il Forcellini ec. giacchè i due significati non hanno la menoma analogia, e d’altra parte l’origine dell’uno e dell’altro verbo è pianissima, perchè se v’è conniveo dovette esservi niveo, e facendosi da conniveo connixi, deve farsi nel supino, connictum, come da dixi, dictum, e quindi da niveo, nictum, e quindi nictare:”
- “(25238) - Bensì vissuto(che molti dicono e dissero più regolarmente vivuto, anche trecentisti, come ho trovato io medesimo, non altrimenti che da riceVERE riceVUTO) sembra venire da un altro, ed anche più antico e regolare participio latino vixitus, cambiato l’ i in u, come in latino a ogni tratto (v. p.2824-5. principio, e ), e come particolarmente in italiano ne’ participii passivi per proprietà, costume e regola della lingua (venditus-venduto, redditus-renduto, perditus-perduto, seditus antico [3039]e regolare - seduto, debitus da altra coniugazione - devuto, tenitus, antico e regolare - tenuto, ceditus antico e regolare - ceduto.).”
Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento):
- “(33258) - Infiniti sono e in latino e massime nel latino basso e nelle lingue figlie i derivati e di questo e d’altri molti generi, e sorte di significati ec. V. p.4006. ec. che avendo un senso positivo, e corrispondente a quello del positivo da cui hanno origine, sono però fatti da un diminutivo (usitato o no, ed anche semplicemente supposto) di esso positivo,sia ch’esso diminutivo abbia un uso positivato, o no, ec. e che tali voci derivino dal latino, o no, ec.”
Frasi Poco Significative (per Paragone):
- “(29757) - La desinenza de’ perfetti in evi o [3705]in vi,propria della prima coniugazione e, come abbiamo mostrato, della seconda, che ora ha più sovente ui, ch’è il medesimo, e finalmente eziandio della quarta che conserva però anche quella in ii, è al tutto aliena da’ verbi della terza, se non se per qualche rara anomalia, come in crevi da cerno, e suoi composti perfetto irregolarissimo, per cerni, e in sevi da sero, e suoi composti verbo d’altronde ancora irregolarissimo, come si vede nel suo supino satum, ne’ composti situm, solita mutazione in virtù della composizione ec. V. p.3848. ec.”
Motivazioni:
Le frasi significative sono state scelte per la loro complessità sintattica, il linguaggio figurativo e la capacità di esprimere concetti complessi in modo originale. Le frasi poco significative, al contrario, sono caratterizzate da una sintassi complessa e ridondante, che rende la lettura difficile e poco coinvolgente.
9 Titoli e Analisi Letteraria delle Frasi Fornite
Titolo: La Lingua e la Letteratura Antica: Un’Esplorazione di Stile e Significato
Frasi Significative (Lingua del Testo):
- “Ell nikow d¢ õ l¡sbiñw fhsin Hrakl¡a tw Ghruñnou boèw pelaænonta eÞwArgow…” (23925) - Questa frase, con la sua combinazione di elementi arcaici e descrizioni vivide, offre uno spaccato della lingua e dello stile letterario dell’epoca.
- “Dice Luciano nelle Lodi della patria (t.2. p.479.): KaÜ toçw kat tòn t°w podhmÛaw xrñnon lamproçw genom¡nouw…” (1587) - La frase, attribuita a Luciano, mostra un linguaggio figurativo e un’eleganza retorica tipici della letteratura classica.
- “Pl tvna J ei zei (cioè Damascio)… tÇn nevstÜ d¢ Parfærion kaÜ I mblixon kaÜ Surianòn…” (38908) - La frase, con la sua ricchezza di termini e la complessità sintattica, riflette la profondità e la raffinatezza del pensiero filosofico e letterario dell’epoca.
- “Alipes, aliger, armifer, armipotens, armisonus, aeripes, aerisonus…” (23912) - Questa lunga lista di termini, con la sua precisione e la sua eleganza, offre uno spaccato del vocabolario e dell’innovazione lessicale dell’epoca.
- “En m¢n toÝw ¤gkvmÛoiw kaÜ cñgoiw frontiwt¡on kaÜ prooimÛvn…” (37503) - La frase, con la sua struttura complessa e il suo linguaggio figurativo, riflette la profondità e la raffinatezza del pensiero filosofico e letterario dell’epoca.
Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento):
- “KaÜ moi dokeÝ, eà tiw tÇn J eÇn p ntaw n J rÅpouw eÜw §na pou xÇron sunagagÇn…” (23240) - Questa frase, con la sua struttura complessa e il suo linguaggio figurativo, riflette la profondità e la raffinatezza del pensiero filosofico e letterario dell’epoca.
Frasi Poco Significative (per Confronto):
- “cod.161. dando conto dei libri di Ecloghe o Estratti di Sopatro sofista…” (38581) - Questa frase, con la sua struttura semplice e il suo linguaggio descrittivo, manca della profondità e della raffinatezza delle frasi significative.
- “Tolomeo Efestione nel quarto libro perÜ t°w eÞw polim J eian kain°w ßstorÛaw…” (38718) - Questa frase, con la sua struttura semplice e il suo linguaggio descrittivo, manca della profondità e della raffinatezza delle frasi significative.
Motivazioni:
Le frasi significative sono state scelte per la loro combinazione di linguaggio figurativo, vocabolario innovativo, stile narrativo e rilevanza linguistica. Le frasi poco significative, al contrario, sono state scelte per la loro struttura semplice, il loro linguaggio descrittivo e la loro mancanza di profondità e raffinatezza.
10 Titoli e Frasi Significative
Titolo: L’Eredità Epica e la Ricerca delle Origini
Frasi Significative (Lingua del Testo):
- “The arrival of Tarquinius the Lucumo at Rome: his deeds and victories; his death; then the marvellous story of Servius; Tullia’s impious nuptials; the murder of the just king; the whole story of the last Tarquinius; the warning presages of his fall; Lucretia; the feint of Brutus; his death; the war of Porsenna; in fine the truly Homeric battle of Regillus; all this forms an epopee, which in depth and brilliance of imagination leaves every thing produced by Romans in later times far behind it.” (43334)
- “Certainement quelque système qu’on adopte, il n’en est point qui ne présente des objections, parce que dans ces premiers âges de la poésie, où les lois de la prononciation n’étaient point encore soumises au frein de l’écriture qui les rend plus invariables, il devait y avoir une foule d’anomalies qu’on ne pouvait expliquer que par l’usage, plus fort que le raisonnement, et même que les règles de l’analogie; parce qu’enfin sous Pisistrate, quand on transcrivit pour la première fois les vers d’Homère, la prononciation avait déjà subi des altérations notables qu’il est impossible de déterminer précisément aujourd’hui.” (41329)
- “L’Allemand est en lui-même une langue aussi primitive et d’une construction presque aussi savante que le grec.” (17654)
Frasi Significative (Indipendentemente dall’Argomento):
- “Ces exemples ne prouvent pourtant pas que les 4 langues aient puisé dans un idiome plus ancien que le latin classique, car les mots cités par l’auteur peuvent tout aussi bien dater du temps de la décadence de l’empire et de la langue latine; ainsi feu, fuoco, fuego et fuoc sont du temps de la basse latinité, lorsque les mots anciens étaient déjà détournés en partie de leur véritable acception, et lorsque le mot de foyer (focus), qui désignait d’abord le lieu du feu, fut employé par les barbares pour exprimer le feu même.” (41294)
Frasi Poco Significative (Esempi):
- “(43296) - (l’autore, p.196. the German national epic poem, the Niebelungen lay.) and now that we listen to the Servian lays, and to those of Greece…”
- “(41065) - Il faut convenir, en effet, que le poëte (car M. Schubarth n’admet pas avec Wolf que l’Iliade et l’Odyssée soient des productions dues à plusieurs rhapsodes), s’il eût été Ionien, aurait choisi pour la première de ses épopées un sujet bien étrange, bien peu propre à flatter les Grecs…”
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