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Wiener - The human use of human beings - 1950 | L | m


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1 Corrispondenza, pattern e misura dell’informazione

“Ogni centesimo corrisponde a una mela e solo a quella, e ogni mela a un centesimo e solo a quello” - (fr:53).

La corrispondenza uno-a-uno non vale solo per insiemi finiti: ad esempio, i numeri interi e quelli pari seguono lo stesso schema se si assegna a ciascuno il suo doppio (“the pattern of the sequence of whole numbers from 1 on is identical with that of the sequence of even numbers” - fr:55). Un pattern può estendersi nello spazio (carta da parati) o nel tempo (composizione musicale), e include anche messaggi come conversazioni telefoniche o telegrammi (“the pattern of dots and dashes of a telegram” - fr:58). Questi ultimi trasmettono informazioni perché selezionati tra alternative: inviare una e ha senso solo se esiste la possibilità di inviare una o (“If I am sending the letter e, it gains its meaning in part because I have not sent the letter o” - fr:62).

Con l’evoluzione della telefonia, la capacità delle linee è diventata cruciale. Grazie alla modulazione (spostamento di frequenze), più messaggi possono viaggiare sulla stessa linea senza interferire (“two messages may be sent along the same telephone line” - fr:78). Questo processo, chiamato carrier-telephony, ha aumentato l’efficienza delle linee (“telephone lines have been used at a high efficiency of message transmission” - fr:81), ma ha anche evidenziato limiti come il rumore di linea, che distorce i messaggi (“the very existence of electric currents in a line is the cause of what is called line noise” - fr:83).

L’informazione si misura in base alla regolarità di un pattern: un messaggio casuale non ne contiene (“a haphazard sequence of symbols […] can convey no information” - fr:87), mentre uno improbabile ne trasporta di più (“the less probable a message is, the more meaning it carries” - fr:110). La perdita di ordine è inevitabile: un messaggio disturbato dal rumore o tradotto perde parte del suo significato (“some of the author’s meaning is lost” - fr:102). Anche i messaggi convenzionali (come i telegrammi augurali) dimostrano questo principio: la loro brevità è possibile solo perché ripetono schemi noti (“the sentiments expressed are merely conventional and repetitive” - fr:105).

L’informazione non è solo umana: premere un pulsante per attivare il riscaldamento o ricevere un fischio dall’uovo alla coque sono esempi di scambio di messaggi tra macchine e persone (“I am sending messages to all these pieces of apparatus” - fr:113).


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2 Feedback e controllo nei sistemi meccanici e umani

“Il feedback corregge l’azione basandosi sul risultato effettivo, non su quello atteso.”

Il taping (fr:162) è l’inserimento di dati che definiscono il funzionamento di macchine per elaborare informazioni. Un sistema efficace richiede che la macchina riceva informazioni sui risultati delle proprie azioni per adattarsi all’ambiente (fr:165). Ad esempio, un ascensore deve confermare di essere effettivamente al piano prima di aprire le porte: “It is important that the release for opening the door be dependent on the fact that the elevator is actually at the door” (fr:167).

Questo principio, chiamato feedback, usa sensori per monitorare l’azione reale e correggerla: “This control of a machine on the basis of its actual performance rather than its expected performance is known as feedback” (fr:168). Nei cannoni, il feedback compensa variazioni come la viscosità del grasso (fr:173-175), riducendo gli errori: “If these orders are reinforced by an extra push given when the gun fails to respond easily […] the error […] will be decreased” (fr:176). Tuttavia, un feedback eccessivo può causare oscillazioni instabili (fr:178).

Anche l’uomo agisce così: “If I pick up my cigar, I do not will to move any specific muscles” (fr:182). Il cervello corregge il movimento in base allo scarto tra posizione reale e obiettivo, senza conoscere i muscoli coinvolti (fr:183-184).


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3 Probabilità, informazione ed entropia: ordine e disordine nel mondo

“La misura dell’informazione è una misura dell’ordine” - (fr:231)

Il calcolo delle probabilità mostra che la certezza (probabilità = 1) è il limite massimo, mentre eventi meno probabili trasmettono più informazione. “The probability of drawing two kings from one pack […] will be the probability of drawing one king the first time […] multiplied by the probability of drawing a king the second time” - (fr:223) [La probabilità di estrarre due re da un mazzo ben mescolato è data dalla probabilità di estrarne uno la prima volta (1/13) moltiplicata per quella della seconda estrazione (3/51), risultando in 1/17]. Poiché le probabilità si combinano per moltiplicazione, mentre l’informazione si somma, “the relation between the amount of information given by a message and the probability of that message will be that between a set of numbers that multiply and a set that add” - (fr:224) [la relazione tra informazione e probabilità è quella tra numeri che si moltiplicano e numeri che si sommano]. Da qui l’uso dei logaritmi: “if one set of numbers adds, while the corresponding numbers of the second set multiply, the first set is said to consist of the logarithms of the second set” - (fr:225) [se un insieme di numeri si somma mentre l’altro si moltiplica, il primo è l’insieme dei logaritmi del secondo].

L’informazione, misura dell’ordine, ha come controparte l’entropia, misura del disordine: “Its negative will be a measure of disorder” - (fr:233). “This measure of disorder is known to the statistical mechanicist as entropy” - (fr:235), e “in an isolated system, the probability that the entropy shall decrease is zero” - (fr:263) [la seconda legge della termodinamica]. L’entropia tende al massimo, portando al “Wärmetod” (fr:265) [morte termica], ma “it is necessary to keep these cosmic physical values well separated from any human system of valuation” - (fr:267) [questi valori fisici non coincidono con quelli umani].

L’ordine non riguarda solo sequenze temporali: “The notion of pattern is however not confined to a pattern distributed in time” - (fr:251) [il concetto di schema non si limita a pattern nel tempo]. Più un pattern è probabile, meno ordine contiene: “the more probable the type of pattern, the less order it contains” - (fr:254). La misura dell’ordine è il logaritmo negativo della probabilità, mentre l’entropia è il suo opposto: “the measure of disorder is the positive logarithm of the probability” - (fr:260).

Anche in biologia, come in fisica, il successo è raro: “the origin of a species is an extremely rare event” - (fr:270), ma “we weigh nature […] on a scale which is heavily weighted in favor of the new and interesting” - (fr:274) [valutiamo la natura privilegiando ciò che è nuovo]. La seconda legge della termodinamica vale solo per sistemi isolati: “the statement that we are dealing with an isolated system is of the essence” - (fr:277). Nei sistemi aperti, l’entropia può diminuire, grazie a scambi di energia e informazione: “the coupling […] will in general be both energetic and informational” - (fr:279). La fisica moderna lega energia e informazione: “light itself has an atomic structure […] there can be no radiation of less energy than a single light quantum” - (fr:290) [la luce ha una struttura atomica e non può essere emessa con energia inferiore a un quanto].


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4 L’età dello sfruttamento: progresso come consumo accelerato

“L’epoca moderna è l’era di uno sfruttamento coerente e senza freni: delle risorse naturali, dei popoli conquistati, dell’uomo comune.”

L’età moderna nasce con le esplorazioni, quando l’Europa scopre terre “piene di risorse inesplorate, non solo d’oro e argento, ma di ogni merce commerciale” - (fr:418) [“Per la prima volta l’Europa aveva preso coscienza dell’esistenza di vaste aree scarsamente popolate, capaci di accogliere una popolazione superiore a quella dell’Europa del tempo”]. Queste risorse sembravano “inesauribili” - (fr:419), tanto che “quattrocentocinquant’anni sono più di quanto la maggior parte delle persone scelga di guardare avanti” - (fr:420). L’atteggiamento era quello del “Mad Tea Party” - (fr:421): quando una sedia finiva il tè, si passava alla successiva. “Quando Alice chiese cosa sarebbe successo tornando al punto di partenza, la Lepre Marzolina cambiò discorso” - (fr:423).

Con il tempo, però, “il tavolo da tè delle Americhe non si è rivelato infinito” - (fr:425). Lo sfruttamento accelerò: “In meno di mille anni di vita medievale o persino settecentesca, l’Europa non avrebbe esaurito le risorse come ha fatto un secolo delle nostre procedure disinvolte” - (fr:436). L’eroe nazionale divenne “l’espropriatore che ha trasformato questa dote naturale in denaro contante” - (fr:437), celebrato come creatore di ricchezza “che in realtà ha rubato e dilapidato” - (fr:438). Si viveva “per il giorno della prosperità, sperando che un cielo benevolo perdonasse gli eccessi e rendesse la vita possibile ai nostri nipoti impoveriti” - (fr:439) – la “quinta libertà” - (fr:440).

Le nuove tecnologie, come la ferrovia e il telegrafo, “unirono gli Stati chiamati Uniti” - (fr:432), ma servirono solo ad accelerare lo sfruttamento. “Il minatore con piccone è stato sostituito dall’operatore di escavatrice a vapore” - (fr:442), e “le risorse inesauribili del Mesabi Range di minerale di ferro sono state ridotte a scarti” - (fr:443). Anche la guerra divenne un modo per “esaurire più rapidamente le risorse già depauperate” - (fr:444), un gioco chiamato “beggar-your-neighbor” - (fr:446). Ora “raschiamo il fondo del barile” - (fr:448): “la nostra fornitura interna di petrolio si mantiene solo con la scoperta continua di nuovi giacimenti, la maggior parte dei quali non si trova negli Stati Uniti” - (fr:449), e “dal ritrovamento all’esaurimento spesso passano appena vent’anni” - (fr:450).


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5 Dipendenza dal progresso e fragilità moderna

Scommettiamo sul futuro senza conoscere le carte.

La fiducia nelle invenzioni future per risolvere la crisi delle risorse è un azzardo cieco. “Thus in depending on the future of invention to extricate us from the situations into which the squandering of our natural resources has brought us we are manifesting our national love for gambling” - (fr:481) [Affidandoci al futuro delle invenzioni per tirarci fuori dalle situazioni in cui ci ha portato lo sperpero delle risorse naturali, manifestiamo il nostro amore nazionale per il gioco d’azzardo]. Nessuno sa cosa valga davvero questa scommessa: “In this gamble on the future of inventions, nobody knows the value of a hand” - (fr:483).

La vulnerabilità è immediata. Un’interruzione di sei ore dell’acqua a New York farebbe salire i morti (fr:486), due giorni senza treni di rifornimento basterebbero a far morire qualcuno di fame (fr:487). “Now, we are far nearer to famine and pestilence than we like to think” - (fr:485). Le città vivono sull’orlo del collasso, ma la gente ignora i rischi: “Every engineer who has to deal with the administration of the public facilities of a great city has been struck with terror at the risks which people are willing to undergo” - (fr:488).

La globalizzazione ha moltiplicato i pericoli. Un tempo, le catastrofi restavano locali: “The fall of Rome was scarcely realized to exist in a China almost ignorant of Rome itself” - (fr:491). Oggi, una crisi si propaga ovunque: “Compare this with the universal misery left by the last World War” - (fr:493). La guerra moderna ha devastato interi continenti in modo senza precedenti (fr:494-495), ma anche senza conflitti la minaccia è costante.

Le malattie viaggiano in aereo: un uomo con la peste può sbarcare negli Stati Uniti prima che i sintomi appaiano (fr:498). “Thus it is easy for disease to become rife among us” - (fr:499). La medicina è avanzata, ma basta un errore di minuti per trasformare un’epidemia in disastro (fr:500).


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6 Darwinismo vs Lamarckismo: evoluzione, selezione e derive morali

“La teoria darwiniana si distingue dalle precedenti ipotesi evolutive, come quelle di Lamarck o di Erasmus Darwin, per un meccanismo che non presuppone forze vitali ma elimina ciò che non si adatta.”

Il darwinismo rompe con le teorie evolutive precedenti, come quelle di Lamarck (fr:609), che presupponevano una “forza vitale” (fr:612) capace di guidare le variazioni verso l’adattamento. Queste idee, diffuse in ambienti come l’URSS (fr:612), si basavano su due assunti: l’ereditarietà influenzata dall’ambiente (fr:614) e la convinzione che l’ambiente “evocasse” variazioni utili alla sopravvivenza (fr:615), priva di prove (fr:635). Darwin invece introdusse la selezione naturale (fr:620), ispirata da Malthus (fr:621): le variazioni sono casuali, spesso dannose (fr:623), e solo quelle favorevoli sopravvivono alla competizione (fr:625). Il risultato non è un “progresso” guidato da una forza vitale (fr:628), ma un equilibrio ottenuto per eliminazione (fr:630), come “il reticolo di vene di una foglia dopo la dissoluzione della lamina” (fr:630).

Gli esperimenti successivi, come quelli di Weissmann (fr:632), fallirono nel dimostrare l’ereditarietà dei caratteri acquisiti (fr:633-634), e il lamarckismo fu abbandonato dalla genetica moderna (fr:640-641). Tuttavia, la sua influenza persiste in visioni ottimistiche del progresso (fr:616-617), che ignorano come la selezione non premi il “merito” morale: “la tenia è frutto di un’evoluzione lunga quanto quella umana” (fr:647), e il “più adatto” non è necessariamente il migliore (fr:648). Questa distorsione ha giustificato derive come il malthusianesimo razzista (fr:645), dove si negano cure mediche per “controllare” la crescita demografica (fr:650-651), una logica che “condanna moralmente chi la applica” (fr:653) e riduce la civiltà a una “guerra di tutti contro tutti” (fr:657).


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7 Comunità umane e modelli sociali: tra democrazia e rigidità

“L’ideale democratico è un’aspirazione spesso tradita, mentre il fascino dell’ordine gerarchico persiste, anche se mascherato.”

Le società umane variano: alcune, come quelle eschimesi, si basano sulla cooperazione spontanea per sopravvivere (fr:734), altre, come in India, sono rigidamente stratificate per nascita (fr:735). Ci sono regimi dispotici, dove ogni relazione è subordinata al potere centrale (fr:736), e sistemi feudali con gerarchie fisse (fr:737). Negli Stati Uniti, molti preferiscono una democrazia “flessibile”, ma l’ideale è spesso disatteso: il razzismo ne mina la credibilità (fr:738-740), mentre chi predilige l’efficienza sogna una società di ruoli predeterminati, simile a quella delle formiche (fr:741-742).

Questa tendenza emerge nei comportamenti: il capo che isola i dipendenti o il ricercatore che limita la libertà intellettuale dei collaboratori rivelano una preferenza per l’ordine gerarchico, nonostante dichiarino di sostenere la democrazia (fr:746). “Il modello a cui aspirano è quello delle formiche” (fr:747): caste fisse di lavoratori, soldati, sovrani (fr:748-750), un sistema che, applicato all’uomo, diventerebbe uno Stato fascista (fr:751).

Ma questa visione ignora una differenza fondamentale: “L’insetto è un individuo rigido, prodotto in serie, senza valore individuale” (fr:753), mentre l’essere umano è un “investimento costoso” (fr:754), frutto di decenni di apprendimento. Sacrificare questa unicità per imitare le formiche significa “degradare la natura umana” (fr:755): un uomo costretto a un ruolo fisso non sarà nemmeno una buona formica, figurarsi un buon essere umano (fr:756). “Condannare l’umanità a funzioni permanenti significa sprecarne il potenziale” (fr:757-758).


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8 L’evoluzione della rigidità: gusci, scheletri e metamorfosi

Dalla vita acquatica a quella terrestre: adattamenti radicali per respirare, muoversi e sopravvivere.

Il passaggio dall’acqua alla terra ha imposto cambiamenti profondi: “Both the insect and the man are air-breathing forms, and represent the end of a long transition from the easygoing life of the water-borne animal to the much more exacting demands of the land” - (fr:761) [Sia l’insetto che l’uomo sono forme che respirano aria e rappresentano la conclusione di una lunga transizione dalla vita rilassata dell’animale acquatico alle richieste molto più esigenti della terraferma]. Questo ha richiesto miglioramenti in respirazione, circolazione, sostegno meccanico e organi sensoriali (“This transition from water to land […] has involved radical improvements in breathing, in the circulation generally, in the mechanical support of the organism, and in the sense organs” - fr:762).

Due strategie principali si sono evolute per il sostegno del corpo. Negli animali come i molluschi, un guscio calcareo cresce per accrescimento (“part of the outer surface secretes a non-living mass of calcareous tissue, the shell” - fr:764), ma diventa un peso insostenibile per animali attivi (“the shell must be a very appreciable burden, suitable only for land animals of the slowly moving and inactive life of the snail” - fr:767). L’alternativa è lo scheletro interno: nei vertebrati, cartilagine e osso (“certain internal parts of the connective tissue assume a consistency […] of a very hard, stiff jelly” - fr:771) permettono muscoli potenti e vita attiva. Questi scheletri, pur contenendo tessuti non vivi, sono attraversati da cellule e vasi sanguigni (“throughout this mass of intercellular tissue there is a living structure of cells, cellular membranes, and nutritive blood vessels” - fr:775).

Gli artropodi, invece, hanno un esoscheletro di chitina (“The outer wall of the body is surrounded by a wall of chitin secreted by the cells of the epidermis” - fr:782), rigido e protettivo ma incapace di crescere. Per svilupparsi, devono mutarlo (“the arthropod lives within a strait-jacket […] Any internal growth can be converted into external growth only by discarding the old strait-jacket” - fr:789), passando attraverso fasi di muta (“the stages of growth are marked by definite moults” - fr:791). Negli insetti più evoluti, la metamorfosi è radicale: il corpo larvale viene quasi completamente distrutto (“The greater part of the tissues are attacked by leucocytes […] They resolve themselves into a structureless mush” - fr:799) e ricostruito a partire da pochi abbozzi (“imaginal buds or discs […] represent the whole of the imago” - fr:801). Questo processo cancella gran parte della memoria larvale (“The erasure of metamorphosis is too radical to leave much permanent record of these changes” - fr:806).

Un altro limite degli insetti è la respirazione: un sistema di tubuli aperti (“The body of the animal contains a system of branched tubules, carrying air directly from the outside into the tissues” - fr:813) funziona per diffusione, ma perde efficienza con l’aumentare delle dimensioni (“the efficiency of this system tends to fall off very rapidly with the size of the animal” - fr:818). Il sangue, privo di pigmenti corpuscolati (“This blood is without pigmented corpuscles” - fr:810), è meno efficiente di quello dei vertebrati, che pompano ossigeno tramite un cuore chiuso (“a heart of relatively high efficiency” - fr:778).


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9 Feedback e apprendimento nelle macchine di controllo

Dalla retroazione semplice al meccanismo che impara dai dati.

Il feedback regola un sistema reinserendo i risultati della sua performance. Se usato solo per correzioni numeriche, resta un controllo base (fr:885-886). Se invece modifica il metodo di esecuzione, diventa apprendimento (fr:887).

Un esempio è il cannone antiaereo della Seconda guerra mondiale: doveva prevedere la traiettoria di un aereo in fuga, calcolando posizione, distanza e tempo di impatto del proiettile senza intervento umano (fr:889). L’efficacia dipendeva dalle abitudini del pilota: impossibilitato a manovre troppo brusche (per evitare la perdita di coscienza da forza centrifuga) o condizionato dall’addestramento, seguiva schemi statistici prevedibili (fr:891-893). “Queste regolarità non sono certezze assolute, ma preferenze statistiche che si manifestano quasi sempre” - (fr:893).

Il sistema di puntamento doveva incorporare i calcoli direttamente nel meccanismo, usando dati statistici su aerei e condizioni di volo (fr:895-897). Oggi i cannoni usano dati fissi o un numero limitato di opzioni, selezionate manualmente (fr:898-899). Ma è possibile automatizzare anche la fase lenta: osservare la traiettoria dell’aereo, ricavarne statistiche e trasformarle in regole di controllo (fr:901-902). “Potremmo costruire un cannone che osserva da sé le statistiche del bersaglio, le elabora in un sistema di controllo e lo applica per aggiustare il tiro” - (fr:904). Un meccanismo che impara, modificando non solo i dati ma il processo stesso (fr:906-907).

L’apprendimento qui descritto è meccanico, diverso da quello umano (fr:909). Per replicarlo, si guardano modelli come l’associazione lockiana o il riflesso condizionato di Pavlov (fr:911). La base teorica parte dai neuroni: impulsi elettrici che viaggiano in modo binario (tutto o niente) attraverso sinapsi, dove la risposta dipende da combinazioni di stimoli (fr:914-921). “Il problema della trasmissione attraverso uno strato sinaptico dipende da un pattern complesso: certe combinazioni di impulsi in arrivo, entro un tempo limitato, fanno proseguire il segnale; altre no” - (fr:921).

Questo modello digitale (sì/no) è più preciso delle macchine analogiche (che misurano), perché evita errori di scala (fr:938-939). “Una macchina che conta o decide tra sì e no è più accurata di quelle che misurano” - (fr:939). Ecco perché la maggior parte delle macchine che simulano il cervello si basa su principi digitali (fr:940).


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10 Riflessi condizionati e apprendimento: stimoli, sinapsi e meccanismi biologici

“Gli stimoli originari – fame, dolore – plasmano risposte vitali, poi trasferite a segnali neutri come la vista di una recinzione.”

I riflessi condizionati nascono da stimoli cruciali per la sopravvivenza (“The salivation reflexes […] involve something connected with the taking of food” - fr:985; “the response to a sensation of pain is one of those most vitally necessary” - fr:990). Un esempio pratico: le recinzioni elettriche per il bestiame. Dopo pochi contatti dolorosi, l’animale associa la vista del filo (“The transferred trigger is the sight of the fence” - fr:991) al pericolo, evitandolo senza bisogno di resistenza fisica (“the steer has developed a conditioned reflex which tends to prevent it from coming into contact” - fr:989).

Il meccanismo si basa su una trasferibilità degli stimoli: una risposta originariamente legata a uno stimolo forte (dolore, fame) viene attivata da un segnale neutro, purché ripetutamente associato al primo (“the new active stimulus need have almost nothing predetermined about it except the fact of repeated concomitance” - fr:1000). Questo avviene attraverso modifiche delle sinapsi (“a change in taping” - fr:997), dove la permeabilità dei percorsi nervosi viene alterata dall’associazione tra stimoli (“the old stimulus had a power to change the permeability of those pathways” - fr:999).

L’autore ipotizza che il condizionamento coinvolga messaggi diffusi (“To-whom-it-may-concern” messages - fr:1011), simili a un allarme antincendio che raggiunge tutti, ma attiva solo chi è già in ascolto (“the fire siren is a call to all the citizens […] but in particular to members of the Fire Department” - fr:1008). Questi segnali potrebbero viaggiare tramite il sangue (“more economically performed through the blood than through the nerves” - fr:1023), forse mediati da sostanze chimiche come gli ormoni (“the blood carries in it substances which have the possibility of altering nervous action” - fr:1032), anche se la natura esatta rimane incerta (“I have no evidence” - fr:1024).

L’emozione potrebbe giocare un ruolo chiave (“the sort of phenomenon which is recorded subjectively as emotion may not be merely a useless epiphenomenon” - fr:1035), ma l’autore avverte: non tutti i riflessi condizionati dipendono da essa (“it is certainly going too far to attach emotion to all conditioners of reflexes” - fr:1034). Infine, pur non conoscendo i meccanismi esatti dell’apprendimento umano, l’ingegneria potrebbe replicarli (“learning processes […] do not lie entirely outside of the field of invention” - fr:1039).


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11 Comunicazione, macchine e livelli di ricezione umana

“La stazione riceve ordini in modo nuovo, e le sue azioni – aprire interruttori, sincronizzare generatori, regolare flussi d’acqua – sono un linguaggio con probabilità proprie” - (fr:1070-1071).

La trasmissione di informazioni tra linea e macchina può essere perfetta, ma spesso richiede fasi di traduzione che dissipano dati senza mai aggiungerne: “l’informazione può essere dissipata, ma non guadagnata” - (fr:1076). Questo principio riflette la seconda legge della termodinamica applicata alla cibernetica.

Le macchine terminali della comunicazione sono spesso esseri umani, dotati di tre livelli di elaborazione: 1. Fonetico: orecchio e circuiti cerebrali fissi che decodificano suoni (“l’apparato fonetico riguarda il suono, quello semantico il significato” - fr:1082). Un discorso sintetico può sembrare inglese perfetto foneticamente, ma privo di senso. 2. Semantico: memoria e associazioni temporanee di neuroni (“l’internuncial pool”) che estraggono significati (“la ricezione semantica non traduce parola per parola, ma idea per idea” - fr:1105). Qui intervengono ritardi e astrazioni, come nel caso di lingue diverse (“le difficoltà tra tedesco e inglese sono semantiche” - fr:1083). 3. Comportamentale: traduzione delle esperienze (consce o no) in azioni osservabili (“un livello che trasforma il semantico e il fonetico in gesti esterni” - fr:1107-1108).

L’orecchio filtra frequenze inutili (“quelle alte non portano informazioni significative” - fr:1091), mentre la scrittura (come il cinese) ha un equivalente visivo del fonetico, spesso confuso con esso da chi ignora le differenze tra occhio e orecchio (“i sinologi meno sofisticati non distinguono i due livelli” - fr:1094).


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12 L’istinto umano al linguaggio e il limite degli scimpanzé

“Perché gli scimpanzé non parlano e i bambini non possono non imparare?”

L’uomo è l’unica specie con un impulso innato a usare il linguaggio, ma la forma specifica va appresa. Gli scimpanzé, pur vicini all’uomo, non sviluppano capacità linguistiche: i loro suoni sono emotivi, non organizzati in un codice preciso (“The few sounds emitted by chimpanzees have […] not the finesse of that clear and repeated accuracy of organization needed to make them into a code” - fr:1125). A differenza degli umani, non traducono i suoni uditi in idee o comportamenti complessi (“The chimpanzee has simply no built-in mechanism which leads it to translate the sounds that it hears into the basis for its own ideas” - fr:1142).

Ogni comunità umana, anche la più isolata, ha una propria lingua (“there is no community of individuals […] which does not have its own mode of speech” - fr:1128), ma nessuna forma linguistica è innata: i bambini, se isolati, creerebbero comunque un linguaggio rudimentale (“if a community of children were left out of contact with the language of their seniors […] they would emerge with something […] unmistakably a language” - fr:1132). L’impulso a comunicare è biologico, ma la struttura del linguaggio è culturale (“the impulse to use some sort of language is overwhelming; but […] the particular language used is a matter which has to be learned” - fr:1136).

Esiste un periodo critico per l’apprendimento: se un bambino lo supera senza contatto umano, il linguaggio diventa difficile e imperfetto (“there is a critical period during which speech is most readily learned” - fr:1150). Gli scimpanzé, invece, mancano del meccanismo cerebrale che trasforma i suoni in significato (“the block preventing young chimpanzees from learning to talk is a block which concerns the semantic and not the phonetic stage” - fr:1141). L’uomo, al contrario, è predisposto a codici – parlati, scritti o visivi – ma nessuno di essi è innato (“there is not one fragment of these codes which is born into us as a pre-established ritual” - fr:1138).


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13 Il declino del latino come lingua internazionale e le sue conseguenze

“La perdita di una lingua comune per la scienza e la cultura ha un prezzo alto.”

Il mondo islamico mantiene l’unità grazie all’arabo classico, “unito da una tradizione di arabo classico, anche se la maggioranza dei musulmani non lo parla e i dialetti moderni sono molto diversi” - (fr:1199). Lingue non più usate nel quotidiano possono sopravvivere per secoli come idiomi della cultura: “È possibile che una lingua non più usata comunemente resti lingua della scienza per generazioni” - (fr:1200). L’ebraico moderno ne è esempio, “sopravvissuto per duemila anni senza uso quotidiano al tempo di Cristo, per poi tornare come lingua viva” - (fr:1201).

Il latino, invece, subì un destino diverso. Con il Rinascimento, “gli standard artistici dei latinisti si innalzarono, eliminando i neologismi post-classici” - (fr:1203). Diventò “un’opera d’arte nelle mani dei grandi studiosi italiani” - (fr:1204), ma richiedeva una formazione inaccessibile agli scienziati, “il cui lavoro deve concentrarsi sul contenuto, non sulla perfezione formale” - (fr:1204). Docenti e utilizzatori si separarono: “i maestri insegnavano solo un latino ciceroniano raffinato e inutilizzabile” - (fr:1205), fino a “eliminare ogni funzione per sé stessi, tranne quella di specialisti” - (fr:1206). Il risultato? “Abbiamo pagato con l’assenza di una lingua internazionale adeguata, superiore a quelle artificiali come l’esperanto” - (fr:1207).

Oggi, “gli atteggiamenti dei classicisti sono spesso incomprensibili per il profano” - (fr:1208). Un esempio: un discorso accademico lamentava “la forza centrifuga della conoscenza moderna, che allontana scienziati, sociologi e letterati” - (fr:1209), immaginando “un viaggio con Aristotele reincarnato in un’università moderna” - (fr:1210).


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[14.1-51-1270|1320]

14 Monadi, biologia e identità individuale: tra Leibniz e la scienza moderna

“Le monadi non hanno finestre” e la mente umana come macchina computazionale.

Le monadi di Leibniz sono entità prive di interazioni reali (“This perception does not however represent any true interaction of the monads” - fr:1270), chiuse e predisposte da Dio per sincronizzarsi eternamente (“The monads ‘ha~e no windows,’ and have been wound up by God at the creation of the world” - fr:1271). Indistruttibili (“They are indestructible” - fr:1272), la loro filosofia si intreccia con speculazioni biologiche dell’epoca, come quelle di Leeuwenhoek, che al microscopio osservò spermatozoi (“It was in Leibniz’s time that Leeuwenhoek first applied the simple microscope […] Among the animals that he saw were spermatozoa” - fr:1274-1275). Allora si credeva che lo spermatozoo contenesse un feto miniaturizzato, con generazioni future già preformate (“This foetus was supposed to contain in itself spermatozoa which were to develop into the next generation” - fr:1280), mentre la femmina era solo un “nutrice” (“The female was supposed to be merely the nurse of the spermatozoon” - fr:1281). Una visione oggi falsa (“this biology is simply false” - fr:1282), poiché ovulo e spermatozoo contribuiscono equamente all’eredità (“The spermatozoon and the ovum are nearly equal participants” - fr:1283).

L’identità individuale non risiede nella materia, soggetta a continuo ricambio (“The physical identity of an individual does not consist in the matter of which it is made” - fr:1301), ma in una “continuità di processo” e nella memoria dello sviluppo passato (“The biological individuality […] lies in a certain continuity of process, and in the memory by the organism of the effects of its past development” - fr:1303). Questo vale anche per la mente: come una macchina computazionale, la sua individualità dipende dalla conservazione dei dati e dall’evoluzione lungo traiettorie predefinite (“the individuality of a mind lies in the retention of its earlier tapings and memory” - fr:1305). Fenomeni come i gemelli identici (“each will grow into a complete frog” - fr:1288) o le personalità multiple (“several better-or-worse-developed personalities seemed to succeed one another” - fr:1296) mostrano che l’individuo può “biforcarsi” (“a living individual forking or divaricating into two individuals sharing the same past” - fr:1306), senza necessità di una divisione fisica completa.

L’analogia con le macchine suggerisce che la mente possa disaccoppiarsi in sottosistemi indipendenti (“its connections divided into partial assemblies” - fr:1309), spiegando casi come quelli studiati da Morton Prince. Allo stesso modo, due sistemi potrebbero fondersi (“two large machines […] may become coupled so as to work as a single machine” - fr:1311), come avviene con l’unione dei gameti. L’identità, dunque, è più simile a una fiamma che a una pietra (“the individuality of the body is that of a flame rather than that of a stone” - fr:1314): un pattern replicabile, non una sostanza immutabile. Questa visione apre persino a ipotesi fantascientifiche, come la trasmissione di un organismo via telegrafo (“one might conceivably travel by telegraph” - fr:1318), pur con difficoltà enormi (“The difficulties are, of course, enormous” - fr:1319). La quantità di informazione ereditaria, codificata nei geni, è misurabile e distinta da quella appresa (“It is possible to evaluate […] the order of the significant information covered by all the genes” - fr:1320).


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[15.1-39-1342|1380]

15 Chiarezza e prevedibilità: i pilastri del diritto

“Un codice giuridico equo non basta: deve essere anche chiaro e riproducibile.”

Il diritto richiede precisione. Non basta enunciare principi di giustizia: le norme devono permettere ai cittadini di prevedere diritti e doveri, evitando contenziosi (“Even the greatest human decency and liberalism in the general conception of the law will not of itself produce a fair and administrable legal code” - fr:1342). La certezza del diritto dipende dalla chiarezza dei termini e dalla coerenza delle interpretazioni (“the law must be so clear and reproducible that the individual citizen can assess his rights and duties in advance” - fr:1343).

Nei contratti, ad esempio, l’equilibrio tra le parti si basa sulla definizione univoca degli obblighi (“If it is unambiguously clear what each task and each payment is to be […] the decision may safely be left to the judgment of the two contracting parties” - fr:1348). Se i termini sono ambigui o variano tra tribunali, la giustizia diventa impossibile (“What […] they cannot be expected to settle with any justice among themselves is the meaning of the bargain” - fr:1350). Da qui l’importanza del precedente: stabilisce significati condivisi e limita l’arbitrio (“precedent has a very important theoretical weight in most legal systems” - fr:1354). Sistemi come quello romano o quello inglese, pur diversi, convergono su questo punto (“no new legal term has a completely secure meaning until it […] has been determined in practice” - fr:1358).

Anche nel diritto civile, la prevedibilità è cruciale. Prendiamo la responsabilità per danni: se le regole sono note, chi rischia di più può tutelarsi aumentando i prezzi, distribuendo così il costo sulla collettività (“the law of torts tends to partake somewhat of the same nature as the law of contracts” - fr:1370). Ma l’equità teorica fallisce se una parte agisce sotto costrizione (“legal responsibility should not be of such a nature that one party acts under duress” - fr:1377). Storicamente, trattati con i nativi americani hanno mostrato i rischi di ambiguità e coercizione (“the Indians had neither the bulk of population nor the equality of arms to meet the whites on a fair basis” - fr:1379). Senza chiarezza e riproducibilità, il diritto diventa strumento di ingiustizia.


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[16.1-66-1385|1450]

16 Giustizia ambigua e legge inefficace: tra contraddizioni e abusi

“Fino a quando la comunità non deciderà se vuole espiazione, rimozione, riforma o deterrenza, otterrà solo confusione in cui il crimine genera altro crimine” - (fr:1391)

Il diritto penale oscilla tra obiettivi contrastanti: minaccia per scoraggiare, rituale di espiazione, isolamento sociale o rieducazione. “La legge parla ora in una lingua, ora in un’altra” (fr:1390), senza coerenza. Risultato: codici ibridi, come quello “un quarto basato sul pregiudizio ottocentesco di impiccare, un quarto sull’allontanamento del criminale, un quarto su una riforma tiepida e un quarto sull’esibizione di un corvo morto per spaventare gli altri” (fr:1392), che non risolvono nulla. “Il primo dovere della legge è sapere cosa vuole” (fr:1393).

La comunicazione giuridica è altrettanto problematica. Le norme spesso non corrispondono alla realtà che regolano, creando “zone di nessuno” (fr:1399) dove prosperano “intermediari disonesti” (fr:1400). Il criminale moderno sfrutta proprio queste “interstizi della legge” (fr:1401).

Il caso più eclatante è il diritto dei brevetti, fondato su un “equivoco” (fr:1402, 1407): la teoria giuridica presuppone invenzioni individuali e artigianali, ma la realtà è quella di scoperte collettive e sistemiche. “Un’invenzione è tale solo se basata su una comprensione non troppo completa del suo oggetto” (fr:1417): un circuito elettrico ottenuto per tentativi è brevettabile, uno ottimizzato con metodi statistici no (fr:1418-1419). Questa discrepanza rende i brevetti “non certificati di proprietà, ma biglietti per la lite” (fr:1426), dove “un brevetto forte in mani deboli è meno efficace di uno debole in mani forti” (fr:1427).

L’abuso è sistemico. Gli avvocati che incoraggiano cause strumentali sono sanzionati in altri ambiti, ma nel diritto brevettuale “diventano ricchi e rispettati” (fr:1429). I periti, “ritenuti come avvocati ma con la responsabilità morale di testimoni” (fr:1433), sono spinti a “colorare le testimonianze” (fr:1438) per compiacere chi li paga. Il risultato è che “gran parte delle prove peritali appartiene più al dominio del compurgatore medievale che a quello del testimone” (fr:1439-1442).

Le soluzioni proposte? Affiancare ai giudici “assessori tecnici” (fr:1444) e affidare i periti al tribunale, non alle parti (fr:1445-1446). Ma finché “il processo resta una battaglia tra testimoni a pagamento, il diritto brevettuale meriterà la sua cattiva fama” (fr:1447).


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[17.1-16-1495|1510]

17 L’evoluzione dell’invenzione: da artigiani a laboratori industriali

Dal fabbro al team di scienziati: come l’invenzione è diventata un prodotto organizzato.

All’inizio dell’era industriale, la scienza era avanzata rispetto alle capacità tecniche degli artigiani. “In the early days of modern invention, science was far ahead of the workman” - (fr:1496). La precisione meccanica era rudimentale: “A piston was considered to fit an engine-cylinder when […] a thin sixpence could just be slipped between the two” - (fr:1498). Materiali come l’acciaio e il ferro erano prodotti artigianali, “for swords and armor” o “slag-filled product of the puddler” - (fr:1499).

Figure come Daniel Doyce, inventore pratico, faticavano a imporsi contro istituzioni burocratiche come il “Circumlocution Office”, che lo ostacolavano pur temendolo come simbolo di un “new industrialism” - (fr:1501-1502). Negli Stati Uniti, Edison segnò il passaggio tra questi artigiani e i “gentlemen of the Mudfog Association” (scienziati teorici), pur volendo apparire come un Doyce - (fr:1504-1505). La sua svolta fu creare il “industrial research laboratory”, trasformando l’invenzione in un prodotto aziendale - (fr:1507).

Le grandi imprese come General Electric e Bell Labs seguirono il modello, impiegando “scientists by hundreds” e sostituendo l’intuizione individuale con “a careful, comprehensive search by a team” - (fr:1508-1509). Oggi, l’invenzione perde la sua identità di “commodity” di fronte a sistemi più complessi - (fr:1510).


[18]

[18.1-19-1702|1720]

18 Matematica e arte nel Novecento: un confronto

“La matematica moderna ha giganti, ma l’arte langue.”

Il Novecento ha avuto matematici di levatura storica: Hilbert, Weyl, Kolmogorov, Poincaré, Birkhoff. “The German mathematician Hilbert is but recently dead, and Hilbert would have been among the great names of any age” - (fr:1702) [Il matematico tedesco Hilbert è morto da poco, e sarebbe stato tra i grandi nomi di ogni epoca]. “Poincare, the great French mathematician, lived well along into the present century, and America has had her Birkhoff, at Harvard” - (fr:1704) [Poincaré, il grande matematico francese, è vissuto a lungo nel secolo attuale, e l’America ha avuto il suo Birkhoff, ad Harvard]. Hanno affrontato problemi complessi, superando i confini della disciplina, con una tecnica pari o superiore ai predecessori come Euler o Gauss. “If it cannot be expected of any of these to have done the bulk of work of an Euler, or to have opened as many fields as a Gauss, they have handled problems of the greatest possible difficulty […] and they have shown a technical facility as great as that of their greatest predecessors, or even greater” - (fr:1705) [Se non ci si può aspettare che qualcuno di loro abbia prodotto la mole di lavoro di un Euler o aperto tanti campi quanto un Gauss, hanno affrontato problemi di difficoltà estrema […] e mostrato una padronanza tecnica pari o superiore a quella dei loro più grandi predecessori].

In arte, il quadro è diverso. La musica ha pochi compositori, mentre abbondano gli interpreti. “Performers we have in plenty; but it must be confessed that it is the composers, not the performers, who keep the flame of music burning” - (fr:1709) [Gli interpreti non mancano; ma bisogna ammettere che sono i compositori, non gli interpreti, a tenere viva la fiamma della musica]. Anche la pittura resiste meglio, con figure come Matisse e Picasso, e scuole nazionali innovative (ad esempio in Messico). “The newer modes have already developed their grand old men, such as Matisse and Picasso” - (fr:1712) [Le nuove correnti hanno già i loro grandi maestri, come Matisse e Picasso]. “In ~lexica, a national school of fresco painting has shown remarkable resources of originality and of vigor” - (fr:1713) [In Messico, una scuola nazionale di pittura murale ha mostrato notevoli risorse di originalità e vigore]. Tuttavia, per ogni artista significativo, ci sono dieci scienziati di pari livello rispetto ai grandi del passato. “For each competent artist of today, with a new message of beauty or truth, there are probably ten scientists who equal him in their relative rank, as compared with the great names of the past” - (fr:1714) [Per ogni artista competente di oggi, con un nuovo messaggio di bellezza o verità, ci sono probabilmente dieci scienziati che gli equivalgono nel rango relativo, rispetto ai grandi nomi del passato].

La letteratura, legata alla lingua e alla nazione, è più difficile da valutare. “The appreciation of literature, on the other hand, is largely confined to the compatriots and co-linguals of the authors” - (fr:1716) [L’apprezzamento della letteratura, d’altra parte, è in gran parte limitato ai compatrioti e ai parlanti la stessa lingua degli autori]. Negli Stati Uniti e in Inghilterra, gli scrittori si distinguono più per competenza tecnica che per creatività. “I have the impression […] that both in England and in the United States, the present writers are distinguished more for a rather high level of technical competence in the use of language than for any particular creative power” - (fr:1718) [Ho l’impressione che, sia in Inghilterra che negli Stati Uniti, gli scrittori attuali si distinguano più per un livello piuttosto alto di competenza tecnica nell’uso della lingua che per un particolare potere creativo]. La scienza e l’arte, pur globalizzate, seguono traiettorie divergenti. “History shows a general concomitance between the development of the sciences and the development of the arts. However, the pattern of the artistic development of the past half-century has departed widely from that of its scientific development” - (fr:1706-1707) [La storia mostra una concomitanza generale tra lo sviluppo delle scienze e quello delle arti. Tuttavia, il modello di sviluppo artistico dell’ultimo mezzo secolo si è discostato notevolmente da quello dello sviluppo scientifico].


[19]

[19.1-99-1780|1878]

19 L’educazione tra rigore e frustrazione: modelli, fallimenti e resistenze

“L’istruzione doveva forgiare menti disciplinate, ma spesso si riduceva a un rituale vuoto o a una prova di forza.”

L’educazione tradizionale imponeva standard elevati: in madrepatria, gli studenti scrivevano prose rigorose (fr:1780), mentre nelle lingue straniere – tranne per i tedeschi – si tolleravano incertezze di pronuncia, purché la comprensione fosse solida (fr:1781-1782). La matematica non era un percorso agevole: richiedeva la padronanza di teoremi e problemi originali complessi (fr:1783-1784), sotto minacce fisiche (in Inghilterra e Germania) o sociali (in Francia, dove un fallimento nel concours poteva rovinare una carriera) (fr:1785-1788). Negli Stati Uniti, il modello iniziale ricalcava quello inglese – classici e matematica come a Harvard, che all’inizio somigliava più a una public school che a un’università (fr:1790-1792). Col tempo, le istituzioni americane si trasformarono in università, lasciando il vuoto della scuola secondaria a pochi istituti d’élite (Andover, Exeter) e, soprattutto, alle public high schools (fr:1793-1795).

Queste ultime, nate dalle Little Red School Houses rurali – dove i figli dei contadini imparavano le “tre R” (leggere, scrivere, far di conto) per tenersi occupati (fr:1796-1797) –, offrivano un curriculum elementare: geografia convenzionale, aritmetica superficiale, nessuna preparazione per studi superiori (fr:1799-1801). La disciplina era minima – si trattava di evitare che i ragazzi lanciassero cancellini, non di studiare (fr:1803) –, e nelle zone di frontiera il maestro doveva spesso imporsi con la forza (fr:1804-1805). A quattordici anni, gli studenti venivano catapultati in un programma ambizioso: latino, greco, trigonometria, lingue straniere, Shakespeare (fr:1806). Pochi riuscivano, molti si arrendevano: “Il risultato di questo sforzo cieco verso la cultura fu pura frustrazione” (fr:1808). Le materie impegnative divennero così un privilegio per pochi o una tortura per gli altri (fr:1812-1813).

Il sistema americano, basato sull’idea di un’istruzione per tutti, non per una classe privilegiata (fr:1813), portò a un progressivo smantellamento dei programmi classici. Il greco scomparve per primo – inutile, tranne che per i futuri pastori (fr:1785-1786, 1814-1816) –, seguito dal latino, ridotto a un requisito formale per l’ammissione al college (fr:1817-1818). Le lingue moderne (francese, tedesco) persero terreno: il francese, un tempo lingua di cultura (fr:1822), divenne un insegnamento sterile (fr:1823); il tedesco morì dopo le guerre mondiali (fr:1824). Lo spagnolo, utile ai confini con il Messico, veniva insegnato in modo così approssimativo da non permettere nemmeno una conversazione di base (fr:1826-1827). Il problema di fondo era l’isolamento linguistico degli Stati Uniti: “L’americano non incontra la necessità di una lingua straniera tra Montreal e Laredo” (fr:1831), e tratta i non anglofoni con sufficienza (fr:1832-1833). Così, anche le lingue vive divennero “questioni morte” (fr:1834).

La storia, unica materia approfondita, era spesso distorta da patriottismo e leggi locali: i manuali sulla Guerra Civile cambiavano a seconda che fossero destinati al Nord o al Sud (fr:1837-1838). Le scienze e la matematica sopravvivevano solo in alcune scuole tecniche d’élite, come il MIT, mentre negli state colleges gli studenti arrivavano così impreparati da dover recuperare in due anni ciò che un europeo imparava a sedici (fr:1839-1842). L’inglese, unica materia con potenziale culturale, era insegnato da giovani donne in attesa di matrimonio, senza particolari competenze (fr:1845-1846): il risultato era che i diplomati non sapevano scrivere né leggere con comprensione (fr:1847).

L’università si trovava così a dover recuperare anni di lacune: “Il peso della formazione seria viene spostato al periodo tra i diciotto e i vent’anni” (fr:1849), quando è già tardi per acquisire abitudini di studio (fr:1850-1851). Gli studenti dovevano specializzarsi in fretta, sacrificando cultura per scienza o viceversa (fr:1852-1853). Le materie “riempitivo” (economia, governo) non offrivano né disciplina né solide basi (fr:1854-1855), mentre i corsi survey – che presentavano Platone o la matematica in modo superficiale – producevano solo “la capacità di parlare con convinzione di ciò che non si conosce” (fr:1864-1866).

Il sistema, infine, penalizzava i più dotati: ignorati o trattati come disturbatori (fr:1858-1859), raramente venivano messi alla prova con problemi all’altezza delle loro capacità. Il risultato era un “minerale di bassa qualità” (fr:1860-1861): ingegneri che seguivano manuali senza comprendere, scienziati limitati a un solo campo, umanisti frustrati che diventavano critici – “doppia frustrazione: per la mancanza di contatto con la cultura moderna e per l’incapacità di creare” (fr:1876-1877). La democrazia, intesa come istruzione accessibile a tutti, aveva finito per livellare verso il basso: “L’idea che la democrazia richieda un’educazione alla portata del più ottuso” (fr:1857) aveva soffocato l’eccellenza.


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[20.1-111-1980|2090]

20 L’evoluzione tecnologica tra macchine, energia e controllo

Dalla manifattura artigianale all’automazione elettrica: come l’industria ha trasformato lavoro, invenzione e società.

La rivoluzione industriale affonda le radici in una catena di macchine che risale agli antichi torni a mano del Settecento. “These must be done through machines that have themselves been manufactured by other machines” - (fr:1980) [Questo deve essere fatto attraverso macchine che sono state a loro volta prodotte da altre macchine]. Gli inventori erano spesso orologiai o costruttori di strumenti scientifici, come Watt, che “was a scientific instrument maker” - (fr:1982).

Il motore a vapore segnò l’inizio della rivoluzione industriale vera e propria. Partì dalla pompa di Newcomen, usata per prosciugare le miniere, un lavoro “one of the most brutal forms of human or animal labor” - (fr:1990) [una delle forme più brutali di lavoro umano o animale], spesso svolto da schiavi. “The use of the steam engine to replace this servitude must certainly be regarded as a great humanitarian step forward” - (fr:1994) [L’uso del motore a vapore per sostituire questa schiavitù deve certamente essere considerato un grande passo umanitario in avanti]. Successivamente, il motore di Watt rivoluzionò fabbriche e trasporti: nacquero il battello a vapore, che “opened up the interior of the United States” - (fr:1997) [aprì l’entroterra degli Stati Uniti], e la locomotiva, inizialmente usata per il trasporto merci.

Parallelamente, l’industria tessile fu meccanizzata. Le prime macchine, come il telaio per calze, esistevano già nel Cinquecento, ma la produzione era insufficiente: “The bulk of production which they could perform fell far short of the demands of the day” - (fr:2002) [La quantità di produzione che potevano realizzare era molto inferiore alle richieste dell’epoca]. L’introduzione delle macchine peggiorò le condizioni dei lavoratori, con lo sfruttamento di donne e bambini. “There was an exploitation of the labor of children and women to an extent, and of a brutality, scarcely conceivable at the present time” - (fr:2012) [Ci fu uno sfruttamento del lavoro di bambini e donne a un livello e con una brutalità oggi difficilmente concepibili].

Le fabbriche si svilupparono attorno al motore a vapore, inefficiente ma più economico su larga scala. “The steam engine was very uneconomical of fuel by modern standards” - (fr:2016) [Il motore a vapore era molto dispendioso in termini di carburante secondo gli standard moderni], ma la trasmissione meccanica dell’energia richiedeva grandi stabilimenti con alberi di trasmissione e cinghie. “The first among these were the line of shafting, supplemented by the belt and the pulley” - (fr:2021) [I primi tra questi erano le linee di alberi, integrate da cinghie e pulegge].

L’elettricità cambiò tutto. Il motore elettrico permise di distribuire l’energia in modo flessibile, rendendo possibile “to return to cottage industry” - (fr:2038) [tornare all’industria domestica] e riducendo la necessità di concentrare le macchine in un unico luogo. “The electrical motor is a mode of distributing power which it is very convenient to construct in small sizes” - (fr:2034) [Il motore elettrico è un modo di distribuire l’energia che è molto conveniente costruire in piccole dimensioni].

Un’altra svolta fu il tubo a vuoto, che permise di controllare grandi potenze con segnali deboli. “The most flexible universal apparatus for amplifying small energy-levels into high energy-levels is the vacuum tube” - (fr:2059) [L’apparecchio più flessibile e universale per amplificare piccoli livelli di energia in livelli alti è il tubo a vuoto]. Inizialmente usato nelle telecomunicazioni, rivoluzionò poi l’automazione industriale, permettendo di regolare processi complessi come la laminazione dell’acciaio con precisione e senza sprechi di energia. “It is quite possible to form a certain pattern of behavior response at levels even much lower than those found in usual radio sets, and then to employ a series of amplifying tubes to control by this apparatus a machine as heavy as a steel-rolling mill” - (fr:2066) [È possibile formare un certo schema di risposta comportamentale a livelli anche molto inferiori a quelli dei normali apparecchi radio, e poi usare una serie di tubi amplificatori per controllare con questo apparato una macchina pesante come un laminatoio].

Le invenzioni spesso rivelano il loro impatto solo col tempo. Il tubo a vuoto, ad esempio, fu inizialmente visto come un semplice strumento per migliorare le telecomunicazioni, ma poi trasformò l’industria e la progettazione delle macchine. “Invention in the old sense has been supplanted by the intelligent employment of the laws of nature” - (fr:2072) [L’invenzione nel senso tradizionale è stata soppiantata dall’impiego intelligente delle leggi della natura].


[21]

[21.1-16-2135|2150]

21 L’avvento dell’automazione industriale e il ruolo del feedback

“Un uomo al timone fa con facilità ciò che un intero equipaggio faceva a fatica” - (fr:2138)

La rivoluzione industriale introduce sistemi di controllo automatico: un apparato misura la distanza tra un elemento e il timone, regolando l’afflusso di vapore (o elettricità) per allineare il timone al comando del volante (fr:2136, fr:2137). Il feedback, inizialmente meccanico, si estende a soluzioni elettriche e a valvole termoioniche, diventando il metodo standard per progettare dispositivi di controllo (fr:2139, fr:2140, fr:2141).

Le fabbriche si automatizzano da tempo: la produzione di viti, ad esempio, non richiede più l’intervento umano continuo (fr:2143, fr:2144). “Ciò che feedback e valvole termoioniche hanno reso possibile non è la creazione occasionale di macchine automatiche, ma una strategia generale per costruirne di ogni tipo” - (fr:2146). A questo si aggiunge una nuova teoria della comunicazione, che considera lo scambio di informazioni tra macchine (fr:2147).

L’attuale panorama industriale unisce i risultati della prima rivoluzione industriale a invenzioni precorritrici della seconda (fr:2149). “È questa combinazione di circostanze a rendere possibile la nuova era automatica” - (fr:2148). I confini tra le due rivoluzioni restano ancora indefiniti (fr:2150).


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[22.1-14-2237|2250]

22 Guerra e automazione: la svolta inevitabile

Una guerra con una grande potenza accelererebbe l’automazione industriale, rendendola questione di sopravvivenza nazionale.

Una guerra contro una potenza come la Russia imporrebbe un drastico cambiamento: la sostituzione del lavoro umano con macchine diventerebbe “una questione di vita o di morte per la nazione” - (fr:2239). L’automazione non è solo un’opzione, ma una necessità per mantenere la produzione industriale mentre la manodopera viene assorbita dal fronte. Il progresso tecnologico è già avanzato: oggi siamo “al livello dello sviluppo del radar nel 1939” - (fr:2240), e un conflitto spingerebbe a bruciare le tappe come accadde durante la Battaglia d’Inghilterra, quando “l’emergenza accelerò lo sviluppo del radar di decenni” - (fr:2241).

Le competenze necessarie esistono: “il personale di radioamatori, matematici e fisici” che progettò i radar è ancora disponibile, e “una nuova generazione formata da loro” - (fr:2243) potrebbe replicare lo stesso processo per le fabbriche automatiche. Il tempo di implementazione sarebbe breve: “due anni per il radar, non di più per la fabbrica automatica” - (fr:2244). Alla fine della guerra, la conoscenza tecnica sarebbe diffusa, e “attrezzature prodotte per il governo” - (fr:2246) finirebbero sul mercato, rendendo l’automazione accessibile alle industrie. Entro cinque anni, “l’era automatica sarebbe in pieno svolgimento” - (fr:2247).

Le conseguenze sarebbero immediate: “cessazione definitiva della domanda di manodopera per compiti puramente ripetitivi” - (fr:2250). La guerra non cambierebbe solo gli equilibri geopolitici, ma anche il lavoro, la produzione e la società.


[23]

[23.1-12-2301|2312]

23 Feedback e tropismi nei sistemi di controllo automatico

Un meccanismo di guida regola la direzione in base alla luce, simulando comportamenti biologici.

Un potenziometro rileva la differenza tra due motori di posizionamento e, tramite un amplificatore, regola il timone (“The output of the potentiometer which represents the difference between the position of the two positioning motors leads through a second adjustable amplifier to the second positioning motor, thus regulating the tiller” - fr:2301). Il sistema si orienta verso o lontano dalla luce più intensa (“According to the direction of the output of the bridge, this instrument will be steered either toward the quadrant with more intense light or away from it” - fr:2302), bilanciandosi automaticamente (“In either case, it automatically tends to balance itself” - fr:2303).

Il feedback parte dalla sorgente luminosa, passa attraverso fotocellule e controlla il timone, modificando l’angolo di incidenza della luce (“There is thus a feedback dependent on the source of light proceeding from the light to the photo-electric cells, and thence to the rudder control system, by which it finally regulates the direction of its own motion and changes the angle of incidence of the light” - fr:2306). Questo processo simula il fototropismo positivo o negativo (“This feedback tends to accomplish the purpose of either positive or negative photo-tropism” - fr:2307), analogo a una scelta volontaria negli esseri umani (“It is the analogue of a voluntary feedback, for in man we consider that a voluntary action is essentially a choice among tropisms” - fr:2308).

Se il feedback viene sovraccaricato aumentando l’amplificazione, il sistema (definito “falena” o “cimice”) oscilla sempre più violentemente verso o lontano dalla luce (“When this feedback is overloaded by increasing the amplification, the little cart or ‘the moth’ or ‘the bedbug’ according to the direction of its tropism will seek the light or avoid it in an oscillatory manner, in which the oscillations grow ever larger” - fr:2309), fenomeno paragonabile al tremore intenzionale causato da lesioni cerebellari (“This is a close analogue to the phenomenon of intention tremor, which is associated with injury to the cerebellum” - fr:2310).

Un secondo feedback, posturale, collega il potenziometro al motore e ne regola il punto zero in base al primo feedback (“The positioning mechanism for the rudder contains a second feedback which may be considered as postural. This feedback runs from the potentiometer to the second motor and back to the potentiometer, and its zero point is regulated by the output of the first feedback” - fr:2311-2312).


[24]

[24.1-24-2367|2390]

24 Protesi uditive e riduzione dell’informazione sonora

“Qualsiasi ausilio per i totalmente sordi deve essere portatile e indossato in modo continuo, sfruttando un altro senso come il tatto” - (fr:2367)

Per compensare la sordità totale, gli ausili devono trasmettere informazioni attraverso sensi alternativi, come il tatto, ma mantenendo la portabilità degli apparecchi acustici. La quantità di dati utili nell’udito è però sovrastimata: un range di 000 cicli e 80 decibel rappresenta un limite teorico, non pratico. “Il parlato telefonico non supera i 3000 cicli e un range di 5-10 decibel” - (fr:2371), e anche così il cervello elabora solo una frazione dei dati ricevuti.

Il Vocoder dei Bell Labs dimostra che suddividendo il parlato in cinque bande di frequenza, rettificate e modulate, la voce resta riconoscibile pur riducendo l’informazione a un decimo o un centesimo del totale. “Si distingue tra la capacità di codifica dell’orecchio e quella che attraversa la catena orecchio-cervello” - (fr:2375). L’orecchio riceve più dati di quanti il cervello ne utilizzi per comprendere.

Per i sordi, gli altri sensi (tranne la vista) trasmettono meno informazioni al secondo. “L’unico modo per sfruttare al massimo un senso inferiore come il tatto è inviare non l’intero flusso uditivo, ma una versione editata” - (fr:2382). Si sposta così parte dell’elaborazione corticale su un “cervello esterno”: le bande di frequenza del parlato, separate come nel Vocoder, vengono convertite in vibrazioni tattili. “Ad esempio, cinque bande possono essere inviate rispettivamente a pollice e quattro dita di una mano” - (fr:2386).

I test mostrano che molti suoni sono distinguibili senza un lungo addestramento. “La ricerca futura dovrà concentrarsi sull’allenamento dei sordomuti al riconoscimento e riproduzione dei suoni” - (fr:2389), oltre a migliorare la portabilità dei dispositivi.


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25 Progettare macchine per giocare a scacchi: tra calcolo, apprendimento e applicazioni strategiche

“Un approccio per costruire macchine capaci di giocare a scacchi, non perfette ma competitive, sfruttando la velocità di calcolo e l’apprendimento automatico.”

L’autore propone un metodo per realizzare una macchina in grado di giocare a scacchi, partendo da idee storiche (come l’analisi di Poe su un automa fraudolento “lavorato da un invalido senza gambe” - fr:2399) e sfruttando i progressi dei computer moderni. L’obiettivo non è la perfezione — “è impossibile costruire una macchina che giochi a scacchi perfetti” (fr:2401) per l’enorme numero di combinazioni (fr:2402) — ma un sistema che valuti le mosse migliori in un orizzonte limitato, ad esempio due mosse avanti, usando criteri come il controllo della scacchiera o la protezione dei pezzi (fr:2412). Le macchine attuali possono analizzare tutte le possibilità per due mosse nel tempo di una singola mossa legale (fr:2406), ma già tre mosse richiederebbero un tempo proibitivo (fr:2408), mentre una partita intera (circa 50 mosse) è fuori portata (fr:2409).

Claude Shannon ha migliorato l’idea introducendo valutazioni più sofisticate e la capacità di estendere l’analisi in caso di situazioni instabili (come scacco o minacce immediate), anche se ciò potrebbe rallentare il gioco (fr:2413-2414). L’autore accetta l’ipotesi che una macchina così concepita potrebbe raggiungere “un livello da alto dilettante o addirittura da maestro” (fr:2415), pur con uno stile “rigido e poco interessante, ma più sicuro di qualsiasi giocatore umano” (fr:2416). Per evitare sconfitte sistematiche, si può introdurre un elemento di casualità nelle valutazioni (fr:2417-2418), mentre una versione avanzata potrebbe memorizzare partite passate per imparare (fr:2420), benché la tecnologia per macchine “che apprendono” sia ancora imperfetta (fr:2421-2422).

L’apprendimento dipenderebbe dagli avversari: una macchina allenata contro giocatori forti migliorerebbe, mentre scelte sbagliate potrebbero “rovinarla” (fr:2423-2425), analogamente a “un cavallo rovinato da cavalieri inesperti” (fr:2426). Cruciale è distinguere tra preferenze (comportamenti modificabili) e vincoli (regole fisse): senza le regole degli scacchi come vincolo, una macchina potrebbe “trasformarsi in qualcosa di completamente diverso” (fr:2430-2431).

Oltre alla curiosità intellettuale — l’autore ammette un “certo narcisismo ostentatorio” (fr:2434) —, Shannon suggerisce applicazioni pratiche: una macchina del genere potrebbe essere “il primo passo verso sistemi per valutare situazioni militari e determinare la mossa migliore” (fr:2437), un’ipotesi da prendere sul serio (fr:2438).


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26 Conformismo e rigidità: tra Chiesa, comunismo e paura della diversità

“La tendenza a uniformarsi secondo piani preconfezionati soffoca la variabilità e l’integrità comunicativa umana.”

L’autore denuncia la perdita di coraggio intellettuale in un’epoca che premia l’omologazione. La paura non è solo quella dell’autorità, ma del giudizio altrui: “We cringe before the even greater fear of incurring the persecution implicit in being different from other people” - (fr:2569). La scuola e le istituzioni legittimano questa crudeltà, riducendo il dissenso a schemi inerti. Per invertire la rotta, occorre resistere “the psychopathic compulsion to universal likeness” - (fr:2571).

La ricerca della verità non coincide con la coerenza logica immediata. Le contraddizioni (come tra relatività e fisica quantistica) sono fasi necessarie: “a consistent view of things […] marks […] the final conquest and integration into a larger world” - (fr:2574). Ma quando un movimento diventa propaganda militante, come il marxismo o il cattolicesimo gesuita, abbandona le zone grigie per rifugiarsi in una logica chiusa e difensiva. “Whenever an intellectual movement becomes a militant religious propaganda, there is also a drive to relinquish those imperfectly defensible outposts of knowledge” - (fr:2578).

Gesuiti e comunisti condividono tratti totalitari: disciplina ferrea, logica come fortezza, e un sistema di spionaggio capillare. I primi si ispirano a Tommaso d’Aquino, i secondi a Hegel via Marx, ma entrambi subordinano la verità agli interessi dell’ordine: “Its discipline, its logic, and its use of logic to make the truth subservient to the will of the Church” - (fr:2591). Anche la casistica gesuita, come il diritto comune, trasforma la morale in un campo di battaglia.

Sul fronte dello spionaggio, l’Occidente nasconde la propria doppia morale dietro l’ipocrisia: “There is a pretense that this espionage does not exist” - (fr:2518). La Russia, invece, lo ammette senza pudore, esigendo dai suoi membri lealtà assoluta. L’autore non difende i traditori, ma critica la caccia alle streghe che annebbia il dibattito: “I am quite convinced that there is a hue and cry all over the country, which considers conviction an achievement in itself” - (fr:2527). La scienza, infine, è terreno di scontro: i gesuiti hanno una tradizione scientifica, ma solo se non contrasta con la dottrina. I comunisti, invece, piegano la dialettica hegeliana a dogma, anche quando suggerirebbe evoluzione.


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27 Rigidità ideologiche: Chiesa, Comunismo e Occidente

“Tra Chiesa, Comunismo e capitalismo americano, la libertà di pensiero è schiacciata da dogmi opposti ma simili.”

Il testo analizza tre forze totalitarie che limitano la libertà intellettuale: l’Unione Sovietica, la Chiesa cattolica e gli Stati Uniti.

L’URSS impone ortodossie scientifiche e politiche, punendo il dissenso (“Worst of all, matters such as the gene theory of inheritance […] have come within the cognizance of the Russian Government” - fr:2643). In Occidente, intellettuali socialisti moderati sono emarginati sia da Mosca che dagli USA (“This middle group is at fighting a losing battle on both fronts” - fr:2647).

La Chiesa cattolica, come il Comunismo, è un sistema totalitario che non tollera alternative (“Quod semper, quod ubique, quod ab omnibus […] will only bear a totalitarian interpretation” - fr:2651). Non accetta compromessi permanenti (“It can accept no permanent compromise” - fr:2656) e strumenti come l’Inquisizione restano pronti all’uso (“The Inquisition remains in its quiver” - fr:2659). Anche altre chiese cristiane rivendicano un monopolio sulla verità (“There are very few Christian churches which do not put forward a claim of this sort” - fr:2663), tranne eccezioni come il sincretismo cinese o il quaccherismo (“They are abandoned in the religious syncretism” - fr:2666).

Il passaggio dalla “Chiesa dei Santi” a quella “dei Vescovi” segna l’abbandono della spiritualità pura per il potere istituzionale (“The Church of the Bishops must assume that it is a universal organization” - fr:2672). I santi, con la loro relazione diretta con Dio, minacciano l’autorità gerarchica (“There is something in personal holiness which is akin to an act of choice” - fr:2676). Von Neumann paragona la scienza moderna a questa transizione: i direttori di laboratori assomigliano a vescovi, mentre gli scienziati indipendenti a santi (“The heads of great laboratories are very much like Bishops” - fr:2680).

Anche il Comunismo ha perso lo slancio rivoluzionario iniziale, sostituito da una burocrazia rigida (“The new generation of Communist leaders has replaced the insurgence […] by the rigidity of the great administrator” - fr:2691). Come la Chiesa, ha tradito gli ideali originari per il controllo (“The men of the Russian Revolution […] were men of great courage and great suffering” - fr:2686).

Gli Stati Uniti, infine, adottano metodi autoritari senza avere una fede autentica (“We have synthesized a new propaganda, lacking only […] the element of Belief” - fr:2708). Inquisizioni moderne (giuramenti dei docenti, commissioni congressuali) servono a difendere il capitalismo, non principi (“They have been false to the dearest part of our American traditions” - fr:2705). Senza ideali, puniscono l’eresia senza convinzione (“Ourselves without faith, we presume to punish heresy” - fr:2710).


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