Stimson - The gradual acceptance of the Copernican theory of the universe - 1917 | L
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1 Riferimenti bibliografici e teorie antiche sulle stelle
Note a piè di pagina citano studi moderni e fonti classiche su concezioni astronomiche antiche.
Le stelle rappresentavano un problema complesso: secondo Anassimene erano “fastened like nails” [fissate come chiodi] in un firmamento cristallino, mentre altri le vedevano come “fiery plates of gold resembling pictures” [lastre infuocate d’oro simili a dipinti] - (fr:63). La solidità del cielo, però, rendeva inspiegabile la comparsa delle comete - (fr:64). Tra i filosofi matematici spiccava Pitagora (c. 550 a.C.) - (fr:68), che, assieme al suo discepolo Eudosso, probabilmente fu influenzato dalle osservazioni astronomiche dei sacerdoti egizi - (fr:70). Secondo la stessa fonte, “Pythagoras was the first to declare the earth was round and to discuss the antipodes” [Pitagora fu il primo a dichiarare che la terra era rotonda e a discutere degli antipodi] - (fr:71). Il blocco include numerosi riferimenti bibliografici ad autori classici come Plutarco, Diogene Laerzio, Platone e Aristotele - (fr:58, fr:60, fr:62, fr:67), nonché a studiosi moderni - (fr:56, fr:57).
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2 L’opposizione alla teoria eliocentrica e l’alternativa geocentrica
La teoria eliocentrica fu osteggiata perché contraria all’evidenza sensoriale e alla religione, mentre si affermava il sistema tolemaico degli epicicli.
L’osservazione comune suggeriva una terra stabile e un sole in movimento: “A man did not have to be trained in the schools to observe that the earth seemed stable under his feet and that each morning the sun swept from the east to set at night in the west” - (fr:110). Questo rendeva difficile accettare l’ipotesi eliocentrica, tanto che filosofi come Cleante arrivarono a considerarla blasfema: “advised that the Greeks ought to have prosecuted Aristarchus the Samian for blasphemy against religion, as shaking the very foundations of the world, because this man endeavoring to save appearances, supposed that the heavens remained immovable and that the earth moved” - (fr:114). La riluttanza a sperimentare, dovuta anche al disprezzo per il lavoro manuale in una società schiavista, impedì di verificare o migliorare le osservazioni: “Men might reason indefinitely; but few, if any, were willing to try to improve the instruments of observation or to test their observations by experiments” - (fr:120).
Nel frattempo, si affermava la teoria geocentrica degli epicicli e degli eccentrici, sviluppata da Apollonio e Ipparco e sistematizzata da Tolomeo: “This theory of epicycles and eccentrics worked out by Apollonius of Perga… and by Hipparchus… and crystallized for posterity in Ptolemy’s great treatise on astronomy, the Almagest” - (fr:122, fr:123, fr:124). Questo modello, che spiegava il moto apparente dei corpi celesti con orbite circolari composte, divenne il principio fondamentale dell’astronomia per secoli. Tuttavia, l’idea eliocentrica non fu dimenticata, come testimonia Vitruvio, che per Mercurio e Venere ammetteva un moto intorno al sole.
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3 Gli studi di Copernico in Polonia e Italia
La formazione accademica e gli anni italiani del futuro astronomo.
Dopo la scuola elementare a Thorn, Copernico studiò alla facoltà di arti dell’università di Cracovia dal 1491 al 1494, dove “Nowhere else north of the Alps at this time were mathematics and astronomy in better standing than at this university” - (fr:282). Lasciò Cracovia senza laurearsi e, decisa la carriera ecclesiastica, si trasferì in Italia nel 1496, iscrivendosi all’università di Bologna. Qui fu associato al professor Dominicus Maria di Novara, descritto come un uomo “ingenio et animo liber” che osava criticare il sistema tolemaico - (fr:294). Copernico rimase in Italia circa dieci anni, studiando diritto civile a Bologna, diritto canonico e medicina a Padova, e laureandosi in diritto canonico a Ferrara nel Durante questo periodo, nel 1500, fu a Roma per il Giubileo e, nell’estate del 1497, ricevette la nomina a canonico della cattedrale di Ermeland, che gli assicurò un reddito annuo. A Bologna iniziò anche lo studio del greco, che in seguito gli avrebbe permesso di conoscere le teorie degli antichi.
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4 Note e riferimenti sulla genesi del “De Revolutionibus”
Un manoscritto cancellato e la vastità delle stelle fisse: le reticenze di Copernico.
Il manoscritto originale conteneva un riferimento, poi cancellato, ad Aristarco di Samo come sostenitore della teoria del moto terrestre: “In the original MS. occurs a reference (struck out) to Aristarchus of Samos as holding the theory of the earth’s motion.” - (fr:339). Questo prova che Copernico ne era almeno a conoscenza, ma la sua apparente indifferenza è strana, dato che notizie su di lui si trovavano nella stessa opera di Plutarco da cui Copernico apprese di Filolao: “But the chief source of our knowledge about Aristarchus is through Archimedes, and the editio princeps of his works did not appear till 1544, a year after the death of Copernicus.” - (fr:342). Una prova cruciale del moto terrestre, la parallasse stellare, non poté essere osservata da Copernico a causa dell’enorme distanza delle stelle fisse: “The distance to the fixed stars is so vast, however, that this final proof of the earth’s motion was not attained till 1838 when Bessel (1784-1846) observed stellar parallax from Koenigsberg.” - (fr:347). Copernico era estremamente riluttante a pubblicare la sua opera per i malintesi e gli attacchi che avrebbe suscitato, e forse anche per non inasprire ulteriormente i rapporti già tesi con il suo vescovo, Dantiscus: “Copernicus was extremely reluctant to publish his book because of the misunderstandings and malicious attacks it would unquestionably arouse.[118] Possibly, too, he was thinking of the hostility already existing between himself and his Bishop, Dantiscus,[119] whom he did not wish to antagonize further.” - (fr:350-351).
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5 La vita e il sistema di Tycho Brahe, con cenni a Keplero
L’astronomo danese Tycho Brahe, dalla formazione accidentata alla creazione di un sistema cosmologico alternativo, fornì con le sue osservazioni la base per le leggi di Keplero.
Nato in una famiglia nobile danese nel 1546, Tyge (Tycho) Brahe fu destinato alla carriera politica, ma un’eclissi solare nel 1560 lo spinse verso l’astronomia: “A partial eclipse of the sun … thrilled the lad and determined him to study a science that could foretell the future” - (fr:411) [Un’eclissi parziale di sole… entusiasmò il giovane e lo determinò a studiare una scienza che potesse predire il futuro]. Nonostante l’opposizione familiare, studiò matematica e astronomia in Germania, dove si ferì in un duello. Tornato in Danimarca, la comparsa di una nuova stella nel 1572 lo consacrò al suo lavoro. Grazie al re Federico II, ottenne l’isola di Hveen, dove costruì l’osservatorio di Uraniborg e, dal 1576 al 1597, “made the great catalogue of the stars, and studied comets and the moon” - (fr:417) [realizzò il grande catalogo delle stelle e studiò comete e la luna]. Successivamente, costretto a lasciare Hveen, si stabilì a Praga sotto l’imperatore Rodolfo II, assistito da Johann Keplero.
Brahe propose un sistema cosmologico, detto Ticonico, che era un compromesso: “the earth is motionless and is the center of the orbits of the sun, the moon, and the sphere of the fixed stars, while the sun is the center of the orbits of the five planets” - (fr:422) [la terra è immobile ed è il centro delle orbite del sole, della luna e della sfera delle stelle fisse, mentre il sole è il centro delle orbite dei cinque pianeti]. Questo sistema, in armonia con la Bibbia, rifiutava quello copernicano, che Brahe considerava assurdo, in parte perché le sue osservazioni non mostravano parallasse stellare. Tuttavia, il suo lavoro distrusse l’idea delle sfere cristalline solide e, soprattutto, le sue accurate osservazioni fornirono a Keplero la materia prima: “Tycho Brahe … contributed in his mass of painstaking, accurate observations the raw material of facts to be worked up by Kepler” - (fr:435) [Tycho Brahe… contribuì con la sua massa di osservazioni accurate e meticolose la materia prima di fatti da elaborare per Keplero].
Keplero, nato nel 1571, studiò all’Università di Tubinga sotto l’insegnamento di Michael Maestlin, un sostenitore del sistema copernicano, e “Because of Maestlin’s teaching Kepler developed into a confirmed and enthusiastic adherent to the new doctrine” - (fr:441) [A causa dell’insegnamento di Maestlin, Keplero divenne un convinto ed entusiasta sostenitore della nuova dottrina].
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6 L’importanza del “Mysterium Cosmographicum” e il lavoro di Keplero con i dati di Tycho Brahe
Il libro di Keplero diede pubblica spiegazione e difesa alla dottrina copernicana e gli valse l’apprezzamento di scienziati come Tycho Brahe e Galileo.
Keplero, nel suo Mysterium Cosmographicum, cercò di provare che il Creatore aveva disposto l’universo secondo i cinque solidi regolari, regolando con essi i cieli. “(449) - in which he sought to prove that the Creator in arranging the universe had thought of the five regular bodies which can be inscribed in a sphere according to which He had regulated the order, the number and the proportions of the heavens and their movements.” Il libro fu importante per la sua novità e perché “(450) - it gave the Copernican doctrine public explanation and defense.” Keplero lo tenne in così alta considerazione da ristamparlo venticinque anni dopo, e “(452) - it won for him appreciative letters from various scientists, notably from Tycho Brahe and Galileo.”
Accettato l’invito di Tycho, Keplero si trasferì a Praga nel Alla morte di Tycho, Keplero divenne matematico imperiale e “(457) - With the researches of Tycho’s lifetime placed at his disposal, Kepler worked out two of his three great planetary laws from Tycho’s observations of the planet Mars.” Fu fortunato che i dati non fossero troppo accurati, altrimenti le variazioni dovute alla gravità (allora sconosciuta) avrebbero potuto impedirgli di formulare le sue leggi. La scoperta che “(459) - a planet’s orbit is an ellipse and not the perfect circle was of course a triumph for the new science over the scholastics and Aristotelians.”
Keplero fu un sostenitore del copernicanesimo fin dai suoi studi, definendolo “(468) - ‘Cor et animam meam’” (cuore e anima mia). Cercò in ogni modo di convertire gli amici alla nuova teoria, ignorando l’ultimo desiderio di Tycho di proseguire sul suo sistema. “(467) - It was in vain that Tycho on his deathbed had urged Kepler to carry on their work not on the Copernican but on the Tychonic scheme.” Il suo approccio fu di ragionare “(469) - according to physics the laws by which the planets moved.”
Contemporaneamente, Galileo in Italia, con il telescopio, forniva prove osservative a sostegno di Copernico. Poco dopo la morte di Galileo nacque Newton, la cui legge di gravitazione universale (1687) “(472) - was perhaps the climax in the development of the Copernican system.” Le prove definitive arrivarono negli anni successivi con le scoperte sulla velocità della luce, l’aberrazione, la parallasse stellare e la dimostrazione sperimentale del moto terrestre.
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7 Giordano Bruno: il filosofo errante del copernicanesimo
Monaco ribelle e filosofo, viaggiò per l’Europa insegnando l’universo infinito derivato dalla teoria di Copernico.
Giordano Bruno, il primo a soffrire per le nuove idee, fu processato dal Sant’Uffizio in un caso premonitore per Galileo. “The first to suffer was the famous monk-philosopher, Giordano Bruno, whose trial by the Holy Office was premonitory of trouble to come for Galileo.” - (fr:614) [Il primo a soffrire fu il famoso monaco-filosofo, Giordano Bruno, il cui processo da parte del Sant’Uffizio fu premonitore dei guai in arrivo per Galileo.] Entrò nell’ordine domenicano giovane ma accettò pienamente la teoria copernicana, che divenne la base del suo pensiero. “Before 1572, when he entered the priesthood, he had fully accepted the Copernican theory which later became the basis of all his philosophical thought.” - (fr:616)
Non adatto alla vita monastica, fu avviato contro di lui vari processi. Fuggì da Roma, abbandonò l’abito e iniziò sedici anni di peregrinazioni come insegnante della filosofia di un universo infinito. “Various processes were started against him, and fleeing to Rome he abandoned his monk’s garments and entered upon the sixteen years of wandering over Europe, a peripatetic teacher of the philosophy of an infinite universe as deduced from the Copernican doctrine and thus in a way its herald.” - (fr:618) [Furono avviati vari processi contro di lui, e fuggendo a Roma abbandonò l’abito monacale e intraprese i sedici anni di peregrinazioni per l’Europa, un insegnante peripatetico della filosofia di un universo infinito dedotta dalla dottrina copernicana e quindi in un certo senso suo araldo.]
Dopo esperienze a Ginevra, Tolosa e Parigi, fu in Inghilterra. A Oxford difese pubblicamente il copernicanesimo, una prima assoluta in Inghilterra. “To Bruno belongs the glory of the first public proclamation in England of the new doctrine” - (fr:631) [A Bruno appartiene la gloria della prima proclamazione pubblica in Inghilterra della nuova dottrina.] Trascorse anni felici a Londra come segretario dell’ambasciatore francese, dove scrisse opere fondamentali. In “La Cena de la Ceneri” difese Copernico e criticò aspramente i docenti di Oxford. In “De l’Infinito e Mondi” sviluppò la sua filosofia dell’universo infinito. “He developed his philosophy of an infinite universe in De l’Infinito e Mondi” - (fr:635) [Sviluppò la sua filosofia di un universo infinito in De l’Infinito e Mondi.] Un altro libro, “Spaccio de la Bestia Trionfante”, fu visto come un attacco alla Chiesa Romana e divenne una base per le accuse dell’Inquisizione. “This last book was at once thought to be a biting attack upon the Roman Church and later became one of the grounds of the Inquisition’s charges against him.” - (fr:636) [Quest’ultimo libro fu subito considerato un mordace attacco alla Chiesa Romana e in seguito divenne uno dei motivi delle accuse dell’Inquisizione contro di lui.]
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8 L’opposizione alla dottrina copernicana e l’incontro di Galileo con Bellarmino
Il conflitto tra la teoria eliocentrica e l’interpretazione delle Scritture porta alla denuncia formale di Galileo e a un avvertimento ufficiale da parte del Sant’Uffizio.
Le pubblicazioni di Galileo e le discussioni sulla dottrina copernicana provocano una crescente opposizione. “His Delle Macchie Solari (1611) brought on a sharp contest over the question of priority of discovery between him and the Jesuit father, Christopher Scheiner of Ingolstadt, from which Galileo emerged victorious and more disliked than before by that order.” - (fr:706). L’ostilità si concretizza in divieti, come quello al padre Castelli di discutere il moto della Terra, e in una conversazione a corte dove la Granduchessa madre Cristina solleva obiezioni religiose basate sulle Scritture (fr:707, fr:708, fr:709). In risposta a Castelli, Galileo scrive una lettera in cui delinea i confini tra scienza e religione, sostenendo che non si debba prendere alla lettera i passi biblici scritti per la comprensione comune (fr:710). La diffusione di questa lettera accende il dibattito (fr:712).
La disputa diventa pubblica con una denuncia dal pulpito contro Galileo come eretico (fr:713), seguita a febbraio 1615 da una denuncia formale al Sant’Uffizio a Roma, accompagnata da una copia della lettera a Castelli (fr:717, fr:718). L’Inquisizione inizia a muoversi segretamente (fr:719). Dopo aver esaminato la copia della lettera, i consultori del Sant’Uffizio trovano solo poche espressioni modificabili, concludendo che per il resto non devia dalla vera fede (fr:727). Tuttavia, Galileo, allarmato dalle voci, scrive una lunga elaborazione della sua posizione indirizzata alla Granduchessa madre e, alla fine del 1615, va volontariamente a Roma per cercare di scongiurare una condanna (fr:731, fr:732).
Il 26 febbraio 1616, Galileo viene convocato dal cardinale Bellarmino e informato che il Sant’Uffizio ha già condannato la dottrina copernicana due giorni prima, dichiarandola “foolish and absurd in philosophy and formally heretical” e contraria alle Scritture (fr:733, fr:734). Un minuto dell’incontro riporta che a Galileo fu ordinato di abbandonare l’opinione condannata e di astenersi dal “teaching, defending or discussing it”, pena l’imprigionamento, e che egli promise di obbedire (fr:737, fr:738). Per chiarire le voci circolanti, Galileo chiese poi a Bellarmino una dichiarazione scritta. Il cardinale rispose confermando che Galileo non aveva abiurato né ricevuto penitenze, ma che gli era stato comunicato il decreto secondo cui la dottrina copernicana “is contrary to the Holy Scriptures and therefore cannot be defended nor held (non si possa difendere ne tenere)” (fr:739, fr:740, fr:741, fr:742). Il 3 marzo, Bellarmino riferì alla Congregazione che Galileo aveva acconsentito all’avvertimento (fr:748). La Congregazione pubblicò quindi un decreto che sospendeva l’opera di Copernico e proibiva altri libri sulla dottrina condannata (fr:749, fr:750).
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[9.1-63-774|836]
9 Il processo a Galileo e la condanna per il “Dialogo”
La pubblicazione del “Dialogo” portò Galileo davanti al Sant’Uffizio, all’abiura e alla condanna al domicilio coatto.
Dopo aver ottenuto, non senza condizioni, l’imprimatur per Roma, Galileo stampò il Dialogo a Firenze nel Il libro, scritto in italiano, esponeva il sistema copernicano e “ebbe una grande accoglienza” “It is a brilliant book and received a great reception.” - (fr:790). Le autorità inquisitorie lo esaminarono e denunciarono Galileo perché insegnava e difendeva la dottrina condannata, sospettandolo di “ferma adesione a questa opinione” “because in it he not merely taught and defended the ‘condemned doctrine but was gravely suspected of firm adherence to this opinion.’” - (fr:791). Tra le accuse, quella di aver messo la conclusione imposta “in bocca a uno sciocco (Simplicio)” “and had put the required conclusion into the mouth of a fool (Simplicio)” - (fr:792), suscitando l’ira del Papa che si convinse di essere stato ridicolizzato in quel personaggio.
Nonostante l’età avanzata e le precarie condizioni di salute certificate dai medici, Galileo fu costretto a recarsi a Roma nel gennaio 1633, minacciato di essere inviato “in catene” “sent in chains” - (fr:801) se avesse tergiversato. Durante gli interrogatori, sostenne inizialmente di aver obbedito al decreto del 1616, poi confessò che alcuni passaggi del libro potevano fuorviare il lettore, attribuendo ciò alla sua “vana ambizione” “vain ambition” - (fr:810). Sotto minaccia di tortura, dichiarò di non ritenere più vera la dottrina di Copernico.
Il 22 giugno 1633, Galileo fu costretto all’abiura in ginocchio davanti alla Congregazione e condannato al “carcere formale” “formal imprisonment” - (fr:823) e a recitare salmi penitenziali. La pena fu commutata in arresti domiciliari, prima a Siena e poi nella sua villa di Arcetri, con divieto di ricevere visite. Morì l’8 gennaio 1642 e, poiché il Papa “si oppose a funerali pubblici per un uomo condannato dal Sant’Uffizio” “objected to a public funeral for a man sentenced by the Holy Office” - (fr:832), fu sepolto senza epitaffio.
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10 Riccioli e il suo sistema cosmologico alternativo
Un gesuita del Seicento propone una propria teoria dell’universo per conciliare scienza e fede, prima di attaccare dottrinalmente il sistema copernicano.
L’opera monumentale di Riccioli, Almagestum Novum, testimonia la sua erudizione e operosità. “This monumental work, the most important literary production of the Society in the 17th century, is abundant witness to Riccioli’s remarkable erudition and industry.” - (fr:1015) Circa un quinto dell’opera è dedicato alla controversia copernicana, preceduta dall’esposizione della sua teoria personale. “Nearly one-fifth of the total bulk of the two huge volumes is devoted to a statement of the Copernican controversy. This is prefaced by a brief account of his own theory of the universe” - (fr:1016, 1017)
La sua formazione scientifica gli impediva di accettare il sistema tolemaico alla luce delle scoperte di Galileo, mentre la sua fedeltà alla Chiesa gli precludeva di adottare il sistema copernicano condannato. Perciò propose un adattamento del sistema ticonico. “his scientific training prevented his acceptance of the Aristotelian-Ptolemaic theory…; his position as a Jesuit and a faithful son of the Church precluded him from adopting the system condemned by its representatives; and Tycho Brahe’s scheme was not wholly to his liking. Therefor he proposed an adaptation of the last-named” - (fr:1017, 1018)
Nella sua versione, solo Marte, Mercurio e Venere orbitano attorno al Sole, con orbite di raggio tale che, nel caso di Mercurio e Venere, escludano la Terra. “Riccioli made only Mars, Mercury and Venus encircle the sun,–Mars with an orbit the radius of which included the earth within its sweep, the other two planets with orbital radii shorter than that of the sun, and so excluding the earth.” - (fr:1019) Fornì poi diverse ragioni per questa scelta, legate alla gerarchia dei pianeti e alle loro caratteristiche di moto. “This he did, (1) because both Jupiter and Saturn have their own kingdoms in the heavens… (5) because it is likely that one of the planets would have much in common both with Saturn and Jupiter and with Mercury and Venus also.” - (fr:1020)
Infine, affronta direttamente la dottrina copernicana, presentando numerosi argomenti pro e contro. “Then he takes up the attack upon the Copernican doctrine. M. Delambre summarizes and comments upon 57 of his arguments against it, and Riccioli himself claims to have stated ‘40 new arguments in behalf of Copernicus and 77 against him.’” - (fr:1025, 1026)
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11 Le reazioni delle Chiese alla teoria copernicana
La condanna del sistema copernicano ha generato una lunga e complessa difesa da parte cattolica, mentre i protestanti lo accettarono prima, pur con resistenze isolate.
La teoria copernicana incontrò opposizioni sia tra i leader protestanti che cattolici. “Luther, Melancthon, Calvin, Turrettin,[413] Owen, and Wesley are some of the notable opponents to it.” - (fr:1228) [Lutero, Melantone, Calvino, Turrettin, Owen e Wesley sono alcuni dei notevoli oppositori.] Tuttavia, i protestanti in maggioranza accettarono la probabile verità della dottrina prima della fine del XVIII secolo, sebbene “down to the present day, however, there have been isolated protests raised against it, usually on technical grounds supported by reference to the Scriptures.” - (fr:1249) [fino ad oggi, tuttavia, ci sono state proteste isolate sollevate contro di essa, di solito su basi tecniche supportate dal riferimento alle Scritture.]
Nella Chiesa cattolica, l’opposizione ufficiale fu attenuata nel 1757, ma “not completely ended till the publication of the Index in 1835” - (fr:1235) [non completamente terminata fino alla pubblicazione dell’Indice nel 1835]. Da allora, gli scrittori cattolici sono stati attivi nel difendere le posizioni della Chiesa, senza però accordo tra loro. “They have not agreed among themselves as to whether the infallibility of the Church had been involved in these condemnations, nor as to the reasons for them.” - (fr:1237) [Non sono stati d’accordo tra loro sul fatto che l’infallibilità della Chiesa fosse stata coinvolta in queste condanne, né sulle ragioni di esse.]
Le loro difese sono state diverse e successive: si sostenne che Galileo fu condannato per tentare di conciliare le sue idee con le Scritture, poi per contumacia, poi per una disputa tra professori. “More recently, Roman Catholics have held that Galileo was no more a victim of the Roman Church than of the Protestant” - (fr:1242) [Più recentemente, i cattolici romani hanno sostenuto che Galileo non fu più vittima della Chiesa romana che di quella protestante]. La posizione più recente è che “the condemnation of the doctrine by the popes was not as popes but as men simply” - (fr:1243) [la condanna della dottrina da parte dei papi non fu come papi ma semplicemente come uomini]. Alcuni cattolici moderni definiscono l’azione delle congregazioni “a theoretical mistake” - (fr:1246) [un errore teorico], o “a deplorable mistake, but practically their only serious one” - (fr:1246) [un errore deplorevole, ma praticamente il loro unico errore grave].
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12 La Terra al centro: gravità e moto nell’universo
La Terra, sferica e immobile al centro dell’universo, attrae i corpi pesanti verso il suo mezzo, mentre quelli leggeri si dirigono verso la periferia.
La Terra occupa il centro dell’universo e tutti i corpi pesanti sono portati verso di essa, poiché la direzione della loro caduta è sempre perpendicolare alla superficie sferica terrestre. “It seems unnecessary to me, therefore, to seek out the cause of attraction towards the center when it is once evident from the phenomena themselves, that the earth occupies the center of the universe and that all heavy bodies are borne towards it” - (fr:1308). Ovviamente, questi corpi si incontrerebbero tutti al centro se non fossero fermati dalla superficie. “Obviously these bodies would all meet at the center if they were not stopped by the surface” - (fr:1309). I corpi leggeri e sottili vanno verso l’esterno, ciò che chiamiamo “su”, mentre quelli pesanti e densi sono attratti verso il mezzo, ciò che chiamiamo “giù”. “As to the bodies which it encloses, by a consequence of their nature it happens that those that are light and subtle are as though blown by the wind to the outside and to the circumference, and seem to appear to us to go up” - (fr:1314). “It happens on the other hand that heavy bodies and those composed of dense parts are drawn towards the middle as towards a center, and appear to us to fall down” - (fr:1315). Nell’universo sferico non esiste un alto o un basso assoluti. “There is neither up nor down in the universe, for that cannot be imagined in a sphere” - (fr:1313).
L’idea che la Terra sia in movimento è errata e porta a conseguenze assurde. Se la Terra ruotasse da ovest a est, supererebbe tutti gli altri corpi. “But if the earth had a movement which was common to it and to all other heavy bodies, it would soon seemingly outstrip them as a result of its weight” - (fr:1318). I corpi non appoggiati su di essa, come nuvole o uccelli in volo, apparirebbero muoversi sempre all’indietro verso ovest. “Thus the bodies which do not rest on it would appear always to have a motion contrary to its own… all the rest would appear to move backwards towards the west” - (fr:1323). Se anche l’atmosfera fosse trascinata, nulla sembrerebbe muoversi in avanti o indietro. “If they were swept along with the air, no longer would anything seem to precede or to follow, but all would always appear stationary” - (fr:1325). Tuttavia, non osserviamo nessun rallentamento o accelerazione riconducibile a un movimento della Terra. “That is, however, what we see happening, since neither the retardation nor the acceleration of anything is traceable to the movement of the earth” - (fr:1326).
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13 La natura delle sfere celesti e le acque superiori
Discussione sulla sfera cristallina, le acque superiori e la collocazione di Dio al di là dei cieli.
Il testo discute perché non si contano undici sfere celesti, nonostante le Scritture menzionino acque al di sopra del firmamento. La ragione principale è che la sfera cristallina, associata a queste acque, è considerata immobile e separata dal firmamento, quindi non classificata come un “cielo” in senso proprio: “Because the crystalline sphere is said to have been separated from the inferior waters by the firmament, and it therefore cannot be called a heaven” - (fr:1491). Inoltre, “motion is proper to all the heavens, but the crystalline one is stationary” - (fr:1492).
Viene presentata un’interpretazione del termine ebraico Scamajim, suggerendo che possa riferirsi alla dualità formata dalla sfera cristallina e da quella stellare: “the Hebrew word Scamajim may be applied only to a dual number, so that they take it to mean the crystalline sphere and the starry one” - (fr:1495). Un’altra interpretazione, basata sulle parole di Salomone, distingue tra la sfera cristallina (“il cielo del cielo”, al singolare) e le altre dieci sfere (“i cieli dei cieli”, al plurale): “refer in the singular to the crystalline sphere, in the plural to the ten lesser spheres” - (fr:1496).
La collocazione di questa sfera acquosa è descritta come molto al di là della sfera più esterna, a una distanza paragonabile a quella che separa l’oceano dalla Terra: “it is as far beyond the furthermost sphere as the ocean is far this side of it” - (fr:1499). La posizione di Dio è definita come trascendente: Egli è al di sopra di tutte le sfere, “above all the spheres” - (fr:1502), e il firmamento occupa la posizione centrale tra le acque superiori e inferiori: “the firmament holds the middle place between the two waters” - (fr:1501). Dio è incorporeo ed eterno, a differenza delle creature, ed è descritto come il “Più Alto” (the Most High).
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14 La natura degli angeli e l’origine del male
Dialogo teologico sulla gerarchia celeste e la teodicea: dagli spiriti più vicini a Dio alla funzione del male nel mondo.
Tra Dio, incorporeo e indivisibile, e le creature non vi è un medium che partecipi di entrambe le nature, poiché la Sua essenza non è comunicabile “What is incorporeal and indivisible cannot communicate any part of its essence to another” - (fr:1517). Nella natura corporea, gli esseri più vicini a Dio sono i due Serafini, rappresentati con sei ali “The two Seraphim, who stand near the eternal Creator… and who are said to have six wings” - (fr:1522). La loro iconografia simboleggia l’obbedienza rapida e la conoscenza onniveggente “By this is signified the admirable swiftness with which they fulfill His commands… they have eyes scattered in all parts of their bodies to indicate that nothing is hidden from them” - (fr:1523, 1524).
Dio ha assegnato angeli come guide e custodi per ogni aspetto della creazione “God has gathered together angels as leaders and directors for all the celestial places, for the elements, for living beings, for plants, for minerals, for states, provinces, families and individuals” - (fr:1541). Tuttavia, esistono anche spiriti esecutori e punitori, come il Leviatano, descritto come “the outflow of Himself, that is, the natural rise and fall of all things” - (fr:1543). Il male, quindi, non è una sostanza creata da Dio – poiché “All that God had made was good” – ma una privazione del bene “evil is nothing-else than the absence or privation of good” - (fr:1536). Morte e calamità derivano dal ritiro dello spirito vitale da parte di Dio: “when He withdraws His spirit, evil follows the good… nor can He be said to do evil to anyone in taking back what is His own” - (fr:1547, 1548). Egli è l’autore sia del bene che del male solo in senso accidentale: “I am the God making good and creating evil, making light and creating darkness” - (fr:1546).
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[15.1-73-1576|1648]
15 Confutazione del moto terrestre attraverso argomenti filosofici, matematici ed empirici
Una serie di ragioni per cui la Terra deve essere considerata immobile al centro dell’universo.
Non esistono argomenti probanti dalla filosofia o dalla matematica per dimostrare che la Terra si muova e il cielo sia fermo. “By saying that the heavens are moved and the earth is at rest, all phenomena of the heavenly bodies can be solved.” - (fr:1578) [Dicendo che i cieli sono mossi e la terra è ferma, tutti i fenomeni dei corpi celesti possono essere risolti.] Pertanto, è meglio attenersi all’opinione antica. La Terra è il centro dell’universo e i corpi celesti si muovono attorno ad essa; quindi essa stessa deve essere immobile, poiché ciò che si muove dovrebbe farlo attorno a qualcosa di fermo. “for anything that moves, it seems, should move around or above something that is motionless.” - (fr:1581)
Se la Terra si muovesse circolarmente, ciò sarebbe per natura propria o per forza di un altro corpo. Non per natura propria, poiché il suo moto naturale è rettilineo verso il basso, e un corpo semplice non può avere due moti naturali distinti. “a simple body can not have two natural motions of distinct kinds or classes.” - (fr:1584) Né può essere mossa da un altro corpo, come il Sole, poiché un corpo in moto non può imprimere un movimento simile o contrario al proprio. Inoltre, se fosse mossa, il suo moto sarebbe violento, ma “no violence can be regular and perpetual.” - (fr:1595)
L’esperienza confuta il moto terrestre. Se la Terra si muovesse, una freccia scagliata verso l’alto non ricadrebbe nello stesso punto, ma ciò non accade. “But this is not so.” - (fr:1605) La risposta comune, che l’aria è trascinata con la Terra, è un’evasione. L’aria, diversa dalla Terra per essenza e qualità, non può condividere lo stesso moto naturale o essere mossa con la stessa forza. Se si muovesse più lentamente, su un’alta torre si sentirebbe sempre un forte vento. “a man living in a very high tower, however quiet the air, ought then always to feel the strongest wind” - (fr:1627)
Un’altra prova: una pietra lasciata cadere da un’alta torre colpisce il punto sottostante. Se la Terra si muovesse, ciò sarebbe impossibile, sia che l’aria si muova a velocità uguale o disuguale a quella terrestre. Nel primo caso, la gravità della pietra la fa resistere al trasporto dell’aria; nel secondo, il moto della Terra la supererebbe. “the stone tending by gravity towards the center resists the carrying of the air.” - (fr:1633)
Infine, se la Terra ruotasse da ovest a est, una freccia scagliata verso est volerebbe molto più lontano di una scagliata verso ovest, poiché nel primo caso il moto dell’aria la favorirebbe. “For when he shot toward the east, the arrow would fly with the natural movement of the air” - (fr:1644) Poiché ciò non si osserva, la Terra è ferma.
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