Stimson - The gradual acceptance of the Copernican theory of the universe - 1917 | L | v
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1 Astronomia antica: stelle e primi modelli cosmologici
“The stars were an even greater problem” - (fr:63) [Le stelle rappresentavano un problema ancora maggiore]. Anaximeno le considerava “fissate come chiodi” in un firmamento cristallino, mentre altri pensavano fossero “piastre di fuoco dorate simili a immagini” [fr:63]. La solida natura dei cieli poneva problemi, come spiegare la breve presenza di una cometa [fr:64].
Tra i filosofi, si annoveravano matematici, con come leader Pitagora (circa 550 a.C.) [fr:68]. Pitagora ed Eudossio (409?-356? a.C.) visitarono l’Egitto [fr:69], influenzati dalle osservazioni astronomiche dei sacerdoti egizi [fr:69]. Pitagora fu il primo a dichiarare che la Terra era rotonda e a discutere degli antipodi [fr:71].
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2 L’Evoluzione delle Teorie Astronomiche nell’Antichità
La percezione della stabilità della Terra e il movimento apparente del Sole sollevano interrogativi sulla sua posizione. Il movimento del Sole, a volte più a nord o a sud, stimolava riflessioni sulla sua posizione, come evidenziato da: “A man did not have to be trained in the schools to observe that the earth seemed stable under his feet and that each morning the sun swept from the east to set at night in the west” - (fr:110). Cleante, secondo Plutarco, suggerì di perseguire Aristarco di Samo per blasfemia, sostenendo che la sua teoria del movimento terrestre e dell’immobilità celeste minava le fondamenta del mondo: “Cleanthes,[16] according to Plutarch,[17], advised that the Greeks ought to have prosecuted Aristarchus the Samian for blasphemy against religion, as shaking the very foundations of the world” - (fr:114). La mancanza di supporto osservativo e la difficoltà di affrontare l’opinione pubblica come pensatori impii contribuirono a limitare l’accettazione di questa teoria: “Few would care to face their fellows as blasphemers and impious thinkers on behalf of an unsupported theory” - (fr:115).
L’impossibilità di sperimentazione e lo sviluppo della scienza applicata, legati alla schiavitù, ostacolarono il progresso delle osservazioni e degli esperimenti: “Experimentation and the development of applied science was practically an impossibility where the existence of slaves made manual labor degrading and shameful” - (fr:119). Parallelamente, si sviluppò la teoria degli epicicli ed eccentrici, elaborata da Apollonio di Perga e Ipparco, e cristallizzata nell’Almagesto di Tolomeo, che rimase il principio fondamentale della scienza per secoli: “This theory of epicycles and eccentrics worked out by Apollonius of Perga (c. 225 B.C.) and by Hipparchus (c. 160 B.C.) and crystallized for posterity in Ptolemy’s great treatise on astronomy, the Almagest, (c. 140 A.D.) became the fundamental principle of the science” - (fr:124). Questa teoria, basata sull’idea che i corpi celesti seguissero orbite circolari attorno a un centro diverso da quello dell’osservatore terrestre, spiegava le variazioni apparenti nella distanza del Sole dalla Terra: “The theory of the eccentric was based on the idea that heavenly bodies Following circular orbits revolved around a center that did not coincide with that of the observer on the earth” - (fr:126).
Nonostante la prevalenza della teoria geocentrica, la teoria eliocentrica non fu dimenticata, come dimostra l’affermazione di Vitruvio, che suggerì che Mercurio e Venere orbitassero attorno al Sole: “Vitruvius, a famous Roman architect of the Augustan Age, discussing the system of the universe, declared that Mercury and Venus, the planets nearest the sun, moved around it as their center, though the earth was the center of the universe” - (fr:132).
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3 Formazione e primi studi di Copernico
Copernico studia a Cracovia e Bologna, dove entra in contatto con figure chiave per la sua futura teorizzazione.
Copernico, secondo Prowe, è considerato “prussiano” per la sua lunga residenza nella diocesi prussiana di Ermeland e per il suo riferimento alla Prussia come “nostra cara patria” - (fr:280). Dopo la formazione scolastica a Thorn, Copernico si iscrisse all’università di Cracovia nel 1491-1494, dove studiò sotto la facoltà di arti - (fr:281). L’università era un centro di matematica e astronomia, con sedici insegnanti dedicati a queste materie durante il soggiorno di Copernico - (fr:282). Nonostante ciò, non esistono registrazioni del suo lavoro con loro - (fr:283). Copernico lasciò Cracovia senza una laurea, tornando a Thorn nel 1494, quando la sua famiglia decise che avrebbe dovuto entrare nella Chiesa dopo aver studiato in Italia - (fr:285). Nel 1496 attraversò le Alpi e si iscrisse alla “nazione tedesca” a Bologna - (fr:286). Successivamente ricevette la notizia della sua nomina a canone del capitolo della cattedrale di Ermeland - (fr:287). Copernico rimase in Italia per circa dieci anni, studiando diritto civile a Bologna, diritto canonico e medicina a Padova, e ricevendo il dottorato in diritto canonico all’università di Ferrara nel 1503 - (fr:288). Trascorse anche diversi mesi a Roma durante l’anno giubilare del 1500 - (fr:289). Durante il suo soggiorno a Bologna, Copernico ebbe l’opportunità di studiare con Dominico Maria di Novara, un professore di astronomia che osò criticare il sistema tolemaico e sottolineò l’armonia e la semplicità della natura - (fr:294). Copernico potrebbe aver acquisito queste idee da Novara, che era associato a lui - (fr:295). A Bologna, Copernico iniziò anche lo studio del greco, che in seguito lo incoraggiò nella sua teorizzazione, introducendolo agli antichi che avevano pensato lungo linee simili - (fr:296). Nel 1501, dopo aver visitato Roma, Copernico tornò al capitolo di Frauenburg per ottenere un’ulteriore licenza di assenza per studiare medicina all’Università di Padova - (fr:300).
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4 Copernico e Aristarco di Samo: un’indagine storica
La dedizione di Copernico a Aristarco di Samo rivela un interesse per le teorie sulla rotazione terrestre, sebbene con apparente indifferenza.
Copernico, nel suo manoscritto originale, fa riferimento ad Aristarco di Samo, sostenitore della teoria della rotazione terrestre, ma il riferimento è stato cancellato (fr:339). La scoperta di questo passaggio dimostra che Copernico conosceva Aristarco, ma la sua apparente indifferenza è strana, dato che un resoconto del suo insegnamento si trova nello stesso libro di Plutarco da cui Copernico apprese anche di Filolao (fr:341). La conoscenza di Aristarco deriva principalmente da Archimede, le cui opere furono pubblicate nel 1544, un anno dopo la morte di Copernico (fr:342). La posizione degli astri fissi nel cielo cambia leggermente a seconda della posizione della Terra nella sua orbita, una prova della rotazione terrestre (fr:343). Questa prova definitiva fu ottenuta solo nel 1838 da Bessel, che osservò la parallasse stellare da Koenigsberg (fr:347). Copernico era riluttante a pubblicare il suo libro a causa dei possibili malintesi e attacchi (fr:350). Forse temeva anche l’ostilità del suo vescovo, Dantiscus (fr:351).
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5 La vita e le scoperte di Tycho Brahe e Johann Kepler
“Est autem et haee altitudo Poli inventa, semper minor vsurpata distantia ejus à Vertice” - (fr:3233) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.]
Tycho Brahe, nato nel 1546, fu adottato dal suo zio e si dedicò allo studio della matematica e dell’astronomia, abbandonando la carriera politica. “A partial eclipse of the sun on August 21st, 1560 as foretold by the astronomers thrilled the lad and determined him to study a science that could foretell the future and so affect men’s lives” - (fr:411) [Un’eclissi parziale del sole il 21 agosto 1560, predetta dagli astronomi, entusiasmò il giovane e lo determinò a studiare una scienza che potesse prevedere il futuro e influenzare la vita delle persone]. Dopo un periodo di vagabondaggio, ricevette il sostegno del re Federico II, che gli concesse l’isola di Hveen per costruire un osservatorio. “Through the interest and favor of King Frederick II, he was given the island of Hveen near Elsinore, with money to build an observatory and the pledge of an annual income from the state treasury for his support” - (fr:416) [Grazie all’interesse e al favore del re Federico II, gli fu data l’isola di Hveen, vicino a Elsinore, con denaro per costruire un osservatorio e la promessa di un reddito annuale dal tesoro statale per il suo sostegno].
Brahe propose un sistema cosmologico ibrido, il sistema Tychonico, che combinava elementi del sistema tolemaico e copernicano. “This system was in harmony with the Bible and accounted as satisfactorily by geometry as either of the other two systems for the observed phenomena” - (fr:424) [Questo sistema era in armonia con la Bibbia e spiegava i fenomeni osservati tanto quanto gli altri due sistemi]. Il suo lavoro preparò il terreno per le scoperte di Kepler, che divenne il suo assistente. “This”Phoenix among Astronomers“–as Kepler calls him,[150]–was the father of modern practical astronomy” - (fr:420) [Questo “Fenice tra gli astronomi”, come lo chiama Kepler, era il padre dell’astronomia pratica moderna].
Kepler, nato nel 1571, studiò a Tubinga e sviluppò un forte interesse per la teoria copernicana. “Because of Maestlin’s teaching Kepler developed into a confirmed and enthusiastic adherent to the new doctrine” - (fr:441) [Grazie all’insegnamento di Maestlin, Kepler divenne un sostenitore confermato e appassionato della nuova dottrina]. Le sue leggi sui pianeti, derivate dai dati di Brahe, confermarono la teoria copernicana. “Johann Kepler[159] earned for himself the proud title of”lawmaker for the universe” in defiance of his handicaps of ill-health, family troubles, and straitened finances” - (fr:436) [Johann Kepler si guadagnò il titolo orgoglioso di “legislatore dell’universo” nonostante le sue difficoltà di salute, i problemi familiari e le ristrettezze finanziarie].
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6 L’eredità di Copernico: un percorso scientifico
Un’analisi del contributo di Kepler e Galileo alla conferma del sistema copernicano.
Kepler, nel suo libro, cercò di dimostrare che il Creatore, nell’organizzare l’universo, aveva pensato ai cinque corpi regolari che possono essere inscritti in una sfera, regolando così l’ordine, il numero e le proporzioni dei cieli e dei loro movimenti - (fr:449) [È stato trovato anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.]. Il libro, importante per la sua novità e per aver fornito una spiegazione pubblica e una difesa della dottrina copernicana - (fr:450) [Est autem et haee altitudo Poli inventa, semper minor vsurpata distantia ejus à Vertice.], fu ripubblicato da Kepler stesso con la sua Harmonia Mundi - (fr:451) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.].
Kepler accettò l’invito di Tycho Brahe a Praga, dove, dopo alcuni aggiustamenti, si stabilì con la sua famiglia fino alla morte di quest’ultimo - (fr:455) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.]. Con a disposizione i risultati delle ricerche di Tycho, Kepler sviluppò due delle sue tre leggi planetarie, basate sulle osservazioni di Marte - (fr:458) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.].
Kepler era un sostenitore della nuova teoria, come dimostra la sua Epitome Astronomiae Copernicanae (1616) - (fr:465) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.], e cercò di convertire i suoi amici al nuovo sistema - (fr:466) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.].
Contemporaneamente, in Italia, Galileo con il suo telescopio dimostrò che Venere aveva fasi, che Giove aveva satelliti e che la Luna era segnata e irregolare - (fr:470) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.]. Dopo la morte di Galileo, nacque Newton, il cui lavoro sulla legge di gravitazione universale (1687) rappresentò un punto culminante nello sviluppo del sistema copernicano - (fr:472) [È stata trovata anche questa altezza del Polo, sempre minore rispetto alla distanza assunta dal Vertice.].
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7 Giordano Bruno: un precursore della scienza
Il monaco-filosofo Giordano Bruno, perseguitato dall’Inquisizione, fu un pioniere della divulgazione della teoria copernicana.
Giordano Bruno, nato a Nola, entrò nel monastero domenicano nel 1562, assumendo il nome di Giordano - (fr:615). Prima del 1572, quando divenne sacerdote, abbracciò la teoria copernicana, che divenne poi il fulcro del suo pensiero filosofico - (fr:616). A causa del suo carattere ribelle, Bruno abbandonò la vita monastica e intraprese un lungo viaggio in Europa, diffondendo la filosofia dell’universo infinito - (fr:618). Dopo un periodo a Ginevra, dove fu accusato di aver scritto invettive contro un professore e rischia l’escomunione - (fr:620), Bruno si trasferì a Parigi e poi in Inghilterra, dove tenne lezioni a Oxford e difese la teoria copernicana - (fr:625). A Londra, Bruno scrisse opere fondamentali come La Cena de la Ceneri e De l’Infinito e Mondi, in cui difese la teoria copernicana e sviluppò la sua filosofia dell’universo infinito - (fr:634). Durante questo periodo, Bruno conobbe figure importanti come Sir Philip Sydney, e potrebbe aver conosciuto anche Bacon, ma è improbabile che abbia incontrato Shakespeare - (fr:637).
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8 Contestazioni e Condanne per Galileo
“His Delle Macchie Solari (1611) brought on a sharp contest over the question of priority of discovery between him and the Jesuit father, Christopher Scheiner of Ingolstadt, from which Galileo emerged victorious and more disliked than before by that order.” - (fr:706) [La pubblicazione delle sue “Macchie Solari” nel 1611 scatenò una disputa sulla priorità della scoperta con il gesuita Christopher Scheiner, portando a una vittoria per Galileo, ma anche a un aumento della sua impopolarità tra i gesuiti.]
L’opposizione a Galileo si intensificò, con il professore di matematica Castelli proibito di discutere il moto della Terra anche solo per allusioni. Nel 1613, una conversazione a corte rivelò che la Granduchessa Cristina aveva espresso preoccupazioni sulla contraddizione tra il moto della Terra e le Scritture. Galileo rispose con una lettera, (fr:710), in cui definì i confini tra scienza e religione, sostenendo che l’interpretazione letterale delle Scritture fosse errata.
La lettera, divulgata nonostante fosse considerata privata, (fr:712), scatenò una reazione pubblica, con un sermone di Padre Caccini che denunciò la dottrina copernicana come eretica. (fr:713) Seguì una risposta da un gesuita napoletano, (fr:714), e una denuncia formale a Roma da parte di Padre Lorini, (fr:717), che accusava la lettera di contenere proposizioni “sospette o temerarie”. (fr:718)
Dopo un’indagine segreta, Galileo fu convocato da Cardinal Bellarmin, (fr:733), e ordinato di abbandonare la dottrina copernicana, pena l’imprigionamento. (fr:737) Nonostante Galileo dichiarò di aver obbedito, (fr:738), le voci di un’abiura si diffusero, portando a una difesa di Galileo da parte di Cardinal Bellarmin, (fr:740), che negò l’abiura e affermò che Galileo non aveva ricevuto alcuna penitenza.
Durante il processo del 1633, Galileo sostenne di aver obbedito all’ordine di Bellarmin, ma fu accusato di aver trattato il soggetto proibito in ogni modo. (fr:745) La situazione culminò con la sospensione di opere come “De Revolutionibus” di Copernico e la proibizione di libri che trattavano il tema. (fr:749)
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9 La pubblicazione del “Dialogo” e il processo a Galileo
“The first writer underlined the passages to be deleted or altered with marginal notes indicating the changes ordered; the second writer scratched out these passages, and wrote out in full the changes the other had given in abbreviated form.” - (fr:774) [Il primo scrittore sottolineava i passaggi da cancellare o modificare con note marginali che indicavano le modifiche ordinate; il secondo scrittore cancellava questi passaggi e ne scriveva in esteso le modifiche che l’altro aveva dato in forma abbreviata.]
Il “Dialogo” fu completato nel 1630 e presentato a Riccardi, Maestro del Sacro Palazzo, per l’autorizzazione alla stampa a Roma (fr:776). Dopo molte letture, Riccardi e il Padre Visconti concessero il permesso con la condizione di inserire una prefazione e una conclusione che enfatizzassero il carattere ipotetico dell’opera (fr:777). Il Papa sostenne che la possibilità di limitare l’onnipotenza divina tramite le maree rendesse l’argomento assurdo (fr:778).
La pubblicazione fu poi trasferita a Firenze, dove Galileo fu costretto a inviare la prefazione e la conclusione a Roma, mentre Riccardi autorizzava l’Inquisitore fiorentino (fr:782). Il libro apparve nel febbraio dell’anno successivo, con tutte le autorizzazioni necessarie (fr:783).
Il libro, scritto in italiano per essere accessibile a tutti (fr:785), presentava un’analisi del sistema aristotelico, evidenziando le somiglianze tra la Terra e i pianeti (fr:786). I capitoli successivi dimostravano la rotazione giornaliera della Terra, la difficoltà di osservare il parallasse stellare e la rotazione annuale della Terra, e cercavano di provare questa rotazione attraverso le maree (fr:787-789).
L’Inquisizione esaminò il libro e denunciò Galileo per aver difeso la dottrina copernicana (fr:791). Galileo fu interrogato quattro volte, durante le quali affermò di aver obbedito al decreto del 1616 e di aver presentato il libro alla censura (fr:792).
Dopo un’interrogazione sotto minaccia di tortura, Galileo dichiarò la verità delle teorie di Tolomeo e promise di denunciare altri copernicani (fr:820). Fu costretto ad abiurare pubblicamente e a promettere di denunciare altri eretici (fr:822). La sua pena fu commutata in un arresti domiciliari nella sua villa a Arcetri, con l’ordine di non ricevere visitatori (fr:827). Morì nel 1642, senza una sepoltura pubblica (fr:831).
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10 L’opera monumentale di Riccioli: un’analisi complessa
Il lavoro monumentale di Riccioli, testimonianza della sua erudizione e operosità.
L’opera monumentale di Riccioli, la più importante produzione letteraria della Società nel XVII secolo, è una testimonianza della sua notevole erudizione e operosità - (fr:1030). Quasi un quinto del volume totale dei due enormi volumi è dedicato a una dichiarazione della controversia copernicana - (fr:1016). Riccioli propose un adattamento del sistema di Tycho Brahe, più in linea con i fatti, in quanto la sua formazione scientifica gli impediva di accettare la teoria aristotelica-tolemaica alla luce delle scoperte di Galileo, la sua posizione di gesuita gli precludeva di adottare il sistema condannato dai suoi rappresentanti e il sistema di Tycho Brahe non gli piaceva del tutto - (fr:1017). In particolare, Riccioli fece orbitare attorno al sole solo Marte, Mercurio e Venere, con orbite che escludevano la Terra - (fr:1019). Questa scelta fu motivata da considerazioni relative ai movimenti di Giove e Saturno, all’eccentricità dei pianeti e alla loro relazione con il sole - (fr:1020). L’opera include un’analisi di 57 argomenti contro la dottrina copernicana, con Riccioli che ne rivendica 40 nuovi a favore di Copernico e 77 contro di esso - (fr:1026).
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11 L’opposizione al sistema copernicano e le sue giustificazioni
“But the Protestant leaders were quite as emphatic in their denunciations, though less influential because of the Protestant idea of the right to individual belief and interpretation” - (fr:1227) [Ma i leader protestanti furono ugualmente enfatici nelle loro denunce, sebbene meno influenti a causa dell’idea protestante del diritto alla credenza e all’interpretazione individuale]. La resistenza al sistema copernicano, che si è protratta fino ai giorni nostri, è stata sostenuta da figure di spicco di diverse confessioni religiose, tra cui Luther, Melancthon, Calvin, Turrettin, Owen e Wesley (fr:1228).
La persistenza di questa opposizione è dovuta alla difficoltà di conciliare le interpretazioni letterali delle Scritture con le evidenze scientifiche, come dimostra l’episodio del predicatore Brother Jasper che sosteneva che il sole si fosse fermato su comando di Giosuè (fr:1230). Anche la Chiesa cattolica ha affrontato questo conflitto, come evidenziato da una dichiarazione nella nuova Catholic Encyclopedia che sottolinea la necessità di un’adesione proporzionale alla convinzione della verità di una delle due teorie, copernicana o ptolemaica (fr:1231).
Le giustificazioni per la condanna del sistema copernicano sono state molteplici, passando dalla pretesa di un tentativo di conciliare le idee con le Scritture (fr:1238) a quella di una persecuzione dovuta a una disputa tra professori aristotelici e sostenitori dell’esperimento (fr:1240). Alcuni hanno sostenuto che la condanna fosse solo provvisoria (fr:1241), mentre altri l’hanno attribuita a un errore teorico o a una contraddizione tra scienza e fede (fr:1246).
Nonostante le spiegazioni, alcuni autori cattolici hanno riconosciuto che la condanna ha comportato una piena adesione del papato, e la maggior parte dei protestanti si è adeguata alla verità probabile del sistema copernicano (fr:1248). Tuttavia, sono emerse proteste isolate, spesso basate su interpretazioni letterali delle Scritture (fr:1249).
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12 La centralità della Terra e il moto apparente
“It seems unnecessary to me, therefore, to seek out the cause of attraction towards the center when it is once evident from the phenomena themselves, that the earth occupies the center of the universe and that all heavy bodies are borne towards it” - (fr:1308) [Mi sembra inutile cercare la causa dell’attrazione verso il centro quando è evidente dai fenomeni stessi che la Terra occupa il centro dell’universo e che tutti i corpi pesanti sono attratti verso di essa]. La centralità della Terra è evidente, e i corpi pesanti tendono naturalmente verso di essa. “Obviously these bodies would all meet at the center if they were not stopped by the surface” - (fr:1309) [Ovviamente questi corpi si incontrerebbero tutti al centro se non fossero fermati dalla superficie]. La forza di gravità li attirerebbe verso il centro, ma la superficie terrestre impedisce questo incontro. “But if the earth had a movement which was common to it and to all other heavy bodies, it would soon seemingly outstrip them as a result of its weight” - (fr:1318) [Ma se la Terra avesse un movimento comune a sé e a tutti gli altri corpi pesanti, presto supererebbe questi ultimi a causa del suo peso]. Questo porterebbe a conseguenze ridicole, come la perdita di supporto per gli animali e il contatto con i confini del cielo. “Thus the bodies which do not rest on it would appear always to have a motion contrary to its own” - (fr:1323) [Così i corpi che non poggiano su di essa sembrerebbero sempre avere un moto contrario al suo]. Questo renderebbe impossibile osservare il movimento apparente degli oggetti, poiché la Terra li supererebbe costantemente. “That is, however, what we see happening, since neither the retardation nor the acceleration of anything is traceable to the movement of the earth” - (fr:1326) [Tuttavia, questo è ciò che vediamo accadere, poiché né il rallentamento né l’accelerazione di qualcosa può essere ricondotto al movimento della Terra]. L’assenza di effetti percepibili sul movimento degli oggetti suggerisce che la Terra non si muove.
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13 La struttura celeste e il ruolo divino
La fertilità dei cieli e la loro connessione con il divino.
Le acque celesti, ricche di fertilità, si diffondono a volte più ampiamente e a volte meno, come se fossero contenute, dando luogo a fenomeni come inondazioni e chiusure celesti: “It has also been shown that these celestial waters full of fertility and productiveness sometimes are spread abroad more widely and sometimes less so, as though obviously restrained, whence the heavens are said to be closed and roofed with clouds or that floods burst forth out of the heaven to inundate the earth” - (fr:1483). Si legge nelle Sacre Scritture che Dio è seduto sul diluvio: “Finally we read in the Holy Scriptures that the eternal God is seated upon the flood” - (fr:1484). La struttura celeste è complessa, con la sfera cristallina separata dalle acque inferiori dal firmamento: “Because the crystalline sphere is said to have been separated from the inferior waters by the firmament, and it therefore cannot be called a heaven” - (fr:1491). Questo concetto è legato alla costruzione dell’altare, che è coperto da un padiglione, e al fatto che Dio copre i cieli con le nuvole: “This also is signified in the construction of the altar which was covered with a pavilion in addition to its ten curtains for, as it is stated elsewhere, God covers the heavens with clouds” - (fr:1494). La distanza tra la sfera più lontana e l’esistenza di una sfera acquatica o cristallina è paragonata alla distanza tra l’oceano e la terra: “It does not seem so marvelous to me that an aqueous or crystalline sphere exists beyond the ten spheres, as that it is as far beyond the furthermost sphere as the ocean is far this side of it” - (fr:1499). Dio è chiamato “Helion”, il Sole, e il cielo è steso sotto i suoi piedi come un cristallo: “Therefore God is called in Hebrew Helion, the Sun, that is, the Most High, and under His feet the heaven is spread like a crystal” - (fr:1502). La sua potenza è infinita e riempie il cielo e la terra: “His train filled the temple” - (fr:1502).
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14 La natura divina e il ruolo degli angeli
Esiste un mezzo tra Dio e gli angeli?
Il testo esplora la natura divina e il ruolo degli angeli nel cosmo. “Is there some medium between God and the angels which shares in the nature of both?” - (fr:1515) [Esiste un mezzo tra Dio e gli angeli che condivida la natura di entrambi?]. Si discute della natura incorporea e indivisibile di Dio, che non può comunicare la sua essenza ad altre creature, poiché ciò implicherebbe che ogni creatura fosse Dio stesso. “What is incorporeal and indivisible cannot communicate any part of its essence to another; for if a creature had any part of the divine essence, it would be all God, since God neither has parts nor can be divided, therefore He must be separated from all corporeal contact or intermixture” - (fr:1517) [Ciò che è incorporeo e indivisibile non può comunicare alcuna parte della sua essenza ad un altro; perché se una creatura avesse una parte dell’essenza divina, sarebbe tutto Dio, poiché Dio non ha parti né può essere diviso, quindi deve essere separato da tutto contatto o intermista corporale].
Si descrivono i Seraphim, angeli vicini al Creatore, con sei ali, due per volare e quattro per coprire la testa e i piedi, indicando la loro velocità nell’esecuzione dei comandi e la loro origine sconosciuta. “The two Seraphim, who stand near the eternal Creator,[467] and who are said to have six wings, two wherewith to fly, the others to cover head and feet” - (fr:1522) [I due Seraphim, che stanno vicino al Creatore eterno, e che si dice abbiano sei ali, due per volare, le altre per coprire la testa e i piedi]. Si sottolinea che gli angeli versano olio per l’illuminazione attraverso un imbuto, simbolo di come il Creatore distribuisce forza e potere ai sette pianeti, invitando a rivolgersi verso il Creatore. “And they also pour oil for lighting through a funnel into the seven-branched candlestick; that is, strength and power are poured forth by the Creator to the seven planets, so that we should turn from created things to the worship and love of the Creator” - (fr:1525) [E versano anche olio per l’illuminazione attraverso un imbuto nel candelabro a sette braccia; cioè, forza e potere sono riversati dal Creatore ai sette pianeti, affinché ci si rivolga dalle cose create all’adorazione e all’amore del Creatore].
Si discute dell’origine del male, attribuito all’imperfezione della materia, e si afferma che il male è l’assenza o la privazione del bene. “It is true Plato and Aristotle attributed the cause of all ills to the imperfection of matter in which they thought was some kakopoion,[468] but that is absurd since it is distinctly written: All that God had made was good, or as the Hebrews express it, beautiful,–so evil is nothing-else than the absence[469] or privation of good” - (fr:1536) [È vero che Platone e Aristotele attribuirono la causa di tutti i mali all’imperfezione della materia in cui pensavano ci fosse una sorta di kakopoion,[468] ma è assurdo poiché è scritto in modo distinto: tutto ciò che Dio aveva fatto era buono, o come esprimono gli ebrei, bello: così il male non è altro che assenza[469] o privazione del bene].
Si evidenzia come gli angeli siano necessari per la generazione, la gestione e la protezione del mondo, e si menziona Leviatano, simbolo del flusso e riflusso di tutte le cose. “Thus God is said[470] to have made Leviathan, which is the outflow of Himself, that is, the natural rise and fall of all things” - (fr:1543) [Così si dice[470] che Dio abbia fatto Leviatano, che è il deflusso di Sé stesso, cioè la naturale ascesa e discesa di tutte le cose]. Si conclude che il male deriva dalla sottrazione dello spirito divino, e che Dio non può essere accusato di fare il male. “For so God says of Himself:[472]”I am the God making good and creating evil, making light and creating darkness“ - (fr:1546) [Perché così dice di Sé stesso:[472] “Io sono il Dio che fa il bene e crea il male, che fa la luce e crea l’oscurità”].
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[15.1-73-1576|1648]
15 Argomentazioni contro il moto terrestre
Thirdly; no probable argument can be thought out from philosophy to prove that the earth is moved and the heavens are at rest. - (fr:1576) [In terzo luogo, non si può pensare a un argomento probabile dalla filosofia per dimostrare che la terra è in movimento e i cieli sono a riposo.]
Il testo presenta una serie di argomentazioni contro l’idea che la Terra sia in movimento e i cieli fermi, escludendo la possibilità di dimostrarlo attraverso la filosofia o la matematica (fr:1576, fr:1577). Si sostiene che mantenere la Terra ferma e i cieli in movimento semplifica la risoluzione dei fenomeni celesti, paragonando la situazione all’ottica dove si può spiegare la visione sia come proveniente dall’oggetto all’occhio, sia come proveniente dall’occhio all’oggetto (fr:1579).
Si afferma che la Terra dovrebbe essere ferma, poiché è al centro dell’universo e tutti i corpi celesti si muovono attorno ad essa (fr:1581). Il movimento della Terra implicherebbe un movimento naturale o forzato, ma la Terra dovrebbe muoversi attorno a qualcosa di fermo (fr:1582). Si discute poi del movimento circolare della Terra, sostenendo che questo richiederebbe una forza o una natura specifica che la Terra non possiede (fr:1585, fr:1586, fr:1587, fr:1588, fr:1589, fr:1590).
Si contesta l’idea che il Sole possa essere la causa del movimento terrestre, poiché i loro movimenti dovrebbero provenire da poli opposti (fr:1591, fr:1592). Si sottolinea che la Terra non segue il movimento di altri corpi celesti e che un movimento terrestre implicherebbe una forza violenta, che è contraddittoria (fr:1593, fr:1595).
Si discute poi del movimento dell’aria, sostenendo che se la Terra si muovesse, l’aria dovrebbe muoversi con essa, ma questo implicherebbe che l’aria sia mossa dalla Terra stessa o da un altro corpo celeste, il che è impossibile (fr:1604, fr:1605, fr:1607, fr:1608, fr:1609, fr:1610, fr:1611, fr:1612, fr:1613, fr:1614, fr:1615, fr:1616, fr:1617, fr:1618, fr:1619, fr:1620, fr:1621, fr:1622, fr:1623, fr:1624, fr:1625, fr:1626, fr:1627, fr:1628, fr:1629, fr:1630, fr:1631, fr:1632, fr:1633, fr:1634, fr:1635, fr:1636, fr:1637, fr:1638, fr:1639, fr:1640, fr:1641, fr:1642, fr:1643, fr:1644, fr:1645, fr:1646, fr:1647, fr:1648).
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