Stimson - The gradual acceptance of the Copernican theory of the universe - 1917 | A
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1 L’evoluzione delle teorie astronomiche dal sistema tolemaico alla gravitazione universale
Dalle sfere cristalline ai vortici cartesiani: un percorso di osservazioni, controversie e leggi.
Le frasi descrivono lo sviluppo storico dell’astronomia, concentrandosi sul superamento del sistema geocentrico tolemaico-aristotelico. Il sistema copernicano, inizialmente contrastato, guadagna sostenitori come Galileo e Kepler. “After commenting here upon the greater clarity and simplicity of the Copernican theory, Didacus a Stunica then states that the theory is not contradicted by Solomon in Ecclesiastes” - (fr:553). Le obiezioni includono l’assenza di parallasse stellare osservata e il conflitto con l’autorità scritturale. Tycho Brahe, pur rifiutando Copernico, fornisce osservazioni cruciali e propone un sistema alternativo. “Tycho Brahe, though denying its validity, contributed in his mass of painstaking, accurate observations the raw material of facts to be worked up by Kepler” - (fr:435). Le scoperte strumentali, come il telescopio di Galileo, e le leggi di Kepler preparano il terreno per la sintesi di Newton. “The appearance of Newton’s Principia in 1687 with his statement of the universal application of the law of gravitation, soon ended hesitancy for most people” - (fr:1136). Il processo coinvolge anche il ruolo degli arabi nella preservazione del sapere greco, le controversie teologiche e il graduale declino dell’autorità aristotelica nelle scuole.
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2 L’accettazione graduale della teoria copernicana
Un’analisi storica della diffusione e opposizione al sistema eliocentrico.
Il testo esamina la progressiva affermazione della teoria eliocentrica di Copernico, contrapposta al sistema geocentrico tradizionale. La ricerca si basa sull’opera biografica di Leopold Prowe su Copernico. Copernico, descritto come un uomo di affari e di stato oltre che studioso, sviluppò la sua teoria sentendosi erede di pensatori greci come Filolao, Eraclide di Ponto e Ecfante. “He quoted the Greek referring to Philolaus the Pythagorean, Heraclides of Pontus, and Ecphantes the Pythagorean.” - (fr:328). Sebbene avesse sentito parlare di Aristarco di Samo, mostrò indifferenza verso il suo precedente. “The finding of this passage proves that Copernicus had at least heard of Aristarchus, but his apparent indifference is the more strange” - (fr:341). Il suo manoscritto originale conteneva un riferimento cancellato ad Aristarco. “In the original MS. occurs a reference (struck out) to Aristarchus of Samos as holding the theory of the earth’s motion.” - (fr:339). La prima ampia diffusione del sistema copernicano avvenne tramite la Narratio Prima di Retico, il cui motto era un detto greco sulla libertà di filosofare. “One who intends to philosophize must be free in mind.” - (fr:1302). L’opposizione alla teoria si basò anche su argomenti scritturali, come i Salmi che descrivono una terra immobile. “Another Psalm states that the earth was founded not to be moved for eternity” - (fr:487). La Chiesa Cattolica, attraverso figure come Agostino, enfatizzava l’importanza minore degli oggetti visibili. “Early in the first century A.D., Philo Judaeus emphasized the minor importance of visible objects compared with intellectual matters,–a foundation stone in the Church’s theory of an homocentric universe.” - (fr:174). Il caso di Galileo illustra il conflitto: il Papa si convinse di essere stato ridicolizzato nel personaggio di Simplicio. “The Pope became convinced that Galileo had ridiculed him in the character of Simplicio” - (fr:795). Galileo, durante il processo, ammise che alcuni passi del suo libro potevano fuorviare il lettore. “Galileo declared he had been thinking matters over… and freely confessed that there were several passages which would mislead a reader” - (fr:810). La censura ecclesiastica trovò colpevole un testo per aver imputato falsità alle Scritture. “the Examiners found fault as imputing falsehood to the Scriptures although they are infallible.” - (fr:728). La diffusione della teoria incontrò ostacoli come la Guerra dei Trent’anni in Germania. “The absorption of the German states in the Thirty Years War may account for the apparent absence there of Copernican discussion” - (fr:960). La dottrina fu considerata un “paradosso prodigioso” da autori come Robert Burton. “speaks of the doctrine as a ‘prodigious tenent, or paradox,’ lately revived by ‘Copernicus, Brunus and some others’” - (fr:1111).
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3 La diffusione e la ricezione del sistema copernicano nel XVI e XVII secolo
Studi, controversie e insegnamento dell’eliocentrismo da Copernico a Newton.
Il testo tratta delle vicende biografiche e accademiche di figure chiave nella storia dell’astronomia, in particolare Niccolò Copernico, e del percorso di diffusione, opposizione e insegnamento della sua teoria eliocentrica in Europa tra il XVI e il XVII secolo. Viene descritta la formazione di Copernico: studi a Cracovia, Bologna, Padova e Ferrara, dove si laureò in diritto canonico “(288) - He remained in Italy, however, about ten years altogether, studying civil law at Bologna, and canon law and medicine at Padua,[83] yet receiving his degree as doctor of canon law from the university of Ferrara in [84]” [Rimase in Italia, tuttavia, circa dieci anni in totale, studiando diritto civile a Bologna, e diritto canonico e medicina a Padova,[83] pur ricevendo la sua laurea in diritto canonico dall’università di Ferrara nel [84]]. La sua nomina a canonico della cattedrale di Ermeland fu favorita dallo zio vescovo “(287) - The following summer he received word of his appointment to fill a vacancy among the canons of the cathedral chapter at Ermeland where his uncle had been bishop since [82]” [La seguente estate ricevette notizia della sua nomina a coprire un vacante tra i canonici del capitolo della cattedrale a Ermeland dove suo zio era vescovo dal [82]]. Il suo lavoro fu sostenuto dal discepolo Retico, che lo visitò a Frauenburg nonostante le tensioni religiose “(384) - Rheticus,[136] at twenty-five years of age professor of mathematics at Wittenberg, had gone uninvited to Frauenburg early that summer to visit Copernicus and learn for himself more in detail about this new system.” [Retico,[136] a venticinque anni professore di matematica a Wittenberg, era andato senza invito a Frauenburg all’inizio di quell’estate per visitare Copernico e apprendere per sé stesso più in dettaglio di questo nuovo sistema] e “(385) - This was rather a daring undertaking, for not only were Luther and Melancthon outspoken in their condemnation of Copernicus, but Rheticus was going from Wittenberg, the headquarters of the Lutheran heresy, into the bishopric of Ermeland where to the Bishop and the King his overlord, the very name of Luther was anathema.” [Questa fu un’impresa piuttosto audace, poiché non solo Lutero e Melantone erano schietti nella loro condanna di Copernico, ma Retico stava andando da Wittenberg, quartier generale dell’eresia luterana, nella diocesi di Ermeland dove per il Vescovo e il Re suo sovrano, il solo nome di Lutero era anatema]. Retico, con l’amico e vescovo Tiedeman Giese, convinse Copernico a pubblicare le sue opere “(352) - But his devoted pupil and friend, Rheticus, aided by Tiedeman Giese, Bishop of Culm and a lifelong friend, at length (1542) persuaded him.[120]” [Ma il suo devoto allievo e amico, Retico, aiutato da Tiedeman Giese, Vescovo di Culm e amico di una vita, alla fine (1542) lo persuase.[120]]. La pubblicazione fu affidata a Giese, che la passò a Retico “(353) - So he entrusted the matter to Giese who passed it on to Rheticus, then connected with the University at Wittenberg as professor of mathematics.[121]” [Quindi affidò la cosa a Giese che la passò a Retico, allora collegato all’Università di Wittenberg come professore di matematica.[121]]. La prefazione non autorizzata all’opera di Copernico suscitò l’indignazione di Giese “(366) - Giese and Rheticus of course knew that the preface falsified Copernicus’s work, and Giese, highly indignant at the”impiety” of the printer (who he thought had written it to save himself from blame) wrote Rheticus urging him to write another “praefatiunculus” purging the book of this falsehood.[129]“ [Giese e Retico ovviamente sapevano che la prefazione falsificava il lavoro di Copernico, e Giese, altamente indignato per l’“empietà” dello stampatore (che pensava l’avesse scritta per salvarsi dalla colpa) scrisse a Retico esortandolo a scrivere un’altra “praefatiunculus” purgando il libro da questa falsità.[129]].
La diffusione del sistema copernicano fu graduale e contrastata. In Inghilterra, Robert Recorde pubblicò la prima descrizione del sistema “(528) - In 1551, Robert Recorde, court physician to Edward and to Mary and teacher of mathematics, published in London his Castle of Knowledge, an introduction to astronomy and the first book printed in England describing the Copernican system.[190]” [Nel 1551, Robert Recorde, medico di corte di Edoardo e di Maria e insegnante di matematica, pubblicò a Londra il suo Castle of Knowledge, un’introduzione all’astronomia e il primo libro stampato in Inghilterra che descriveva il sistema copernicano.[190]]. In Spagna, l’Università di Salamanca consentiva agli studenti di scegliere tra Tolomeo e Copernico “(547) - It contained the provision in the curriculum that”Mathematics and Astrology are to be given in three years, the first, Astrology, the second, Euclid, Ptolemy or Copernicus ad vota audientium,” which also indicates, as Vicente de la Fuente points out, that at this University “the choice of the subject-matter to be taught lay not with the teachers but with the students, a rare situation.”[194]“ [Conteneva la disposizione nel curriculum che ”Matematica e Astrologia devono essere impartite in tre anni, il primo, Astrologia, il secondo, Euclide, Tolomeo o Copernico ad vota audientium,” il che indica anche, come sottolinea Vicente de la Fuente, che in questa Università ”la scelta della materia da insegnare non stava con gli insegnanti ma con gli studenti, una situazione rara.”[194]]. In Francia, alla fine del XVI secolo, il sostegno aperto al sistema era scarso ”(1201) - It seems, however, as though M. Piegeon were slightly in advance of his age, or more daring, perhaps, than his contemporaries, for there was almost no outspoken support of the Copernican system at this time in France.” [Sembra, tuttavia, che il signor Piegeon fosse leggermente in anticipo sui tempi, o più audace, forse, dei suoi contemporanei, poiché non c’era quasi nessun sostegno dichiarato al sistema copernicano in questo periodo in Francia]. L’astronomo e filosofo Jean Bodin, nella sua opera Universae Naturae Theatrum, fornì una sintesa dell’astronomia tradizionale di fine Cinquecento “(1282) - The elements of this traditional conception are summarized in the fifth book of Bodin’s Universae Naturae Theatrum, a scholar’s account of astronomy at the close of the sixteenth century.[436]” [Gli elementi di questa concezione tradizionale sono riassunti nel quinto libro del Universae Naturae Theatrum di Bodin, un resoconto erudito dell’astronomia alla fine del XVI secolo.[436]].
L’opposizione al sistema copernicano fu basata su argomenti scientifici, come quelli contro la rotazione terrestre esposti da Thomas Feyens “(918) - All the more common arguments against the diurnal rotation of the earth are well stated in an interesting little letter (1619) by Thomas Feyens, or Fienus, a professor at the school of medicine in the University of Louvain.[306]” [Tutti gli argomenti più comuni contro la rotazione diurna della terra sono ben esposti in un’interessante letterina (1619) di Thomas Feyens, o Fienus, professore alla scuola di medicina dell’Università di Lovanio.[306]], e su obiezioni religiose. Un resoconto denigratorio attribuiva a Copernico la semplice riscoperta di un manoscritto pitagorico “(1255) - His account of the origin of the Copernican system is noteworthy: it was originated by Pythagoras and his deciples but lay neglected because it was held to be untenable in their time; it was”revived when learning was at its lowest ebb by a monk in his cloister, Copernicus, who in ransacking the contents of the monastery happened to lay his hands on the MS. and then published it to the world with all its blunders and imperfections!“[424]” [Il suo resoconto dell’origine del sistema copernicano è degno di nota: fu originato da Pitagora e dai suoi discepoli ma giaceva trascurato perché ritenuto insostenibile ai loro tempi; fu “rivitalizzato quando l’apprendimento era al suo livello più basso da un monaco nel suo chiostro, Copernico, che frugando nei contenuti del monastero capitò di mettere le mani sul manoscritto e poi lo pubblicò al mondo con tutti i suoi errori e imperfezioni!”[424]]. Il gesuita Riccioli, incaricato di compilare un’opera sulla controversia “(1011) - Father Riccioli had been professor of philosophy and of mathematics for six years and of theology for ten when by order of his superiors, he was released from his lectureship to prepare a book containing all the material he could gather together on this great controversy of the age.[328]” [Padre Riccioli era stato professore di filosofia e di matematica per sei anni e di teologia per dieci quando, per ordine dei suoi superiori, fu sollevato dalla sua cattedra per preparare un libro contenente tutto il materiale che poteva raccogliere su questa grande controversia dell’epoca.[328]], incluse nel suo Almagestum Novum un’approvazione che subordinava la scienza alla fede “(1067) - He quotes the conclusion from Nicetas Orthodoxus …:”That the sun is revolved by diurnal and by annual motion, and that the earth is at rest I firmly hold, infallibly believe, and openly confess, not because of mathematical reasons, but solely at the command of faith, by the authority of the Scriptures, and the nod of approval (nutu) of the Roman See, whose rules laid down at the dictation of the spirit of truth, may I, as befits everyone, uphold as law.“[344]” [Cita la conclusione da Nicetas Orthodoxus …: “Che il sole sia rivolto da moto diurno e annuale, e che la terra sia in riposo fermamente tengo, infallibilmente credo, e apertamente confesso, non per ragioni matematiche, ma soltanto per comando della fede, dall’autorità delle Scritture, e dal cenno di approvazione (nutu) della Sede Romana, le cui regole dettate dallo spirito di verità, possa io, come si addice a tutti, sostenere come legge.”[344]].
Le vicende di Giordano Bruno e Galileo Galilei illustrano i rischi dell’adesione al copernicanesimo. Bruno, dopo vari spostamenti in Europa “(647) - After a stay of a year and a half, he moved on to Prague for a few months, then to Helmstadt, Frankfort and Zurich, and back to Frankfort again where, in 1591, he received an invitation from a young Venetian patrician, Moecenigo, to come to Venice as his tutor.” [Dopo un soggiorno di un anno e mezzo, si spostò a Praga per alcuni mesi, poi a Helmstadt, Francoforte e Zurigo, e di nuovo a Francoforte dove, nel 1591, ricevette un invito da un giovane patrizio veneziano, Moecenigo, a venire a Venezia come suo precettore], fu processato e bruciato. Galileo, professore a Padova, era a conoscenza del suo caso “(668) - It is well to remember Bruno’s fate, when considering Galileo’s case, for Galileo[227] was at that time professor of mathematics in the university of Padua and fully cognizant of the event.” [È bene ricordare la sorte di Bruno, quando si considera il caso di Galileo, poiché Galileo[227] era a quel tempo professore di matematica all’università di Padova e pienamente consapevole dell’evento]. La sua conversione al sistema copernicano avvenne dopo aver sentito le lezioni di un seguace di Copernico “(685) - … there chanced to come into these parts a certain foreigner of Rostock, whose name as I remember, was Christianus Vurstitius, a follower of Copernicus, who in an Academy made two or three lectures upon this point, to whom many flock’t as auditors …” [… capitò di venire in queste parti un certo straniero di Rostock, il cui nome se ricordo, era Christianus Vurstitius, un seguace di Copernico, il quale in un’Accademia tenne due o tre lezioni su questo punto, a cui molti accorsero come uditori …].
L’affermazione definitiva del sistema copernicano-newtoniano fu lenta. Nel 1758 furono ancora pubblicati scritti di opposizione “(1273) - He included in this pamphlet … a list of twenty-six titles from 1758 to 1883, books and pamphlets evidently opposed in whole or in part to the modern astronomy, and seventeen of these were in German or printed in Germany.[434]” [Incluse in questo opuscolo … un elenco di ventisei titoli dal 1758 al 1883, libri e opuscoli evidentemente contrari in tutto o in parte all’astronomia moderna, e diciassette di questi erano in tedesco o stampati in Germania.[434]]. Il sistema ottenne l’approvazione generale degli studiosi solo dopo 150 anni dalla pubblicazione del De Revolutionibus, e la sua insegnamento aperto, ad esempio a Oxford, arrivò ancora più tardi “(1292) - Yet it was fully one hundred and fifty years after the publication of the De Revolutionibus before its system met with the general approval of scholars as well as of mathematicians; then nearly a generation more had to elapse before it was openly taught even at Oxford where the Roman Catholic and Lutheran Churches had no control.” [Eppure furono pienamente centocinquanta anni dopo la pubblicazione del De Revolutionibus prima che il suo sistema incontrasse l’approvazione generale degli studiosi oltre che dei matematici; poi dovette trascorrere quasi un’altra generazione prima che fosse apertamente insegnato anche a Oxford dove le Chiese Cattolica Romana e Luterana non avevano controllo]. A Oxford, John Keill inaugurò le prime lezioni sulla nuova filosofia newtoniana “(1137) - Twelve years later, John Keill, (1671-1721), the Scotch mathematician and astronomer at Oxford, refuted Descartes’s theory of vortices and opened the first course of lectures delivered at Oxford on the new Newtonian philosophy.[370]” [Dodici anni dopo, John Keill, (1671-1721), il matematico e astronomo scozzese a Oxford, confutò la teoria dei vortici di Descartes e aprì il primo corso di lezioni tenute a Oxford sulla nuova filosofia newtoniana.[370]].
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4 La ricezione e diffusione della dottrina copernicana nel XVI e XVII secolo
Pubblicazioni, processi e dibattiti intorno al nuovo sistema del mondo.
Le opere di Copernico furono pubblicate nel 1543 con una prefazione non autorizzata che presentava il sistema come un’ipotesi matematica. I Tabulae Prutenicae (1551) di Rheticus, basati sui calcoli copernicani, sostituirono per decenni quelle di Regiomontano. L’opera di Recorde The Castle of Knowledge (1556) introdusse la dottrina in Inghilterra. Giordano Bruno, entrato nell’ordine domenicano nel 1563, divenne un insegnante itinerante, deducendo da Copernico una filosofia dell’universo infinito e proclamando per primo pubblicamente in Inghilterra la nuova dottrina. “To Bruno belongs the glory of the first public proclamation in England of the new doctrine” - (fr:631). Tuttavia, Bruno non convinse il pubblico inglese e al suo ritorno a Londra visse come segretario dell’ambasciatore francese. Processato dall’Inquisizione veneziana e poi consegnato a quella romana, le accuse si basavano su travestimenti delle sue opinioni. “Bruno told the story of his life and stated his beliefs in answer to the charges against him, based mainly on travesties of his opinions” - (fr:651). Alla fine del Cinquecento la dottrina copernicana aveva pochi sostenitori dichiarati. In Inghilterra, William Gilbert ne accettava solo il moto diurno. Anche Francis Bacon, nonostante l’interesse per le scoperte galileiane, respinse la nuova idea. La Compagnia di Gesù, legata alla visione tradizionale, mantenne posizioni curiosa davanti alle nuove scoperte. “The Jesuit order, still a power in Europe in the early 18th century, was bound to the support of the traditional view, which led them into some curious positions” - (fr:1207). Un manuale gesuita del 1620 si basava ancora sul trattato di Sacrobosco senza menzionare Copernico. Nel Seicento, il pluralismo dei mondi di Huygens e Wilkins dedusse dai pianeti abitati. Il manuale di Gassendi Institutio (1683) fu il testo standard nelle università in un periodo di incertezza. All’inizio del Settecento, il sistema newtoniano non aveva convinto la gente comune, che credeva fermamente al geocentrismo per fedeltà alle Scritture. “Many Common Christians to this day firmly believe that the earth really stands still… because they look upon themselves bound to believe what the Scripture asserts” - (fr:1162). La vecchia fraseologia sopravviveva in inni e poesie. A Yale, le teorie newtoniane furono adottate dopo il
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5 Il processo a Galileo Galilei e la condanna del sistema copernicano
La vicenda giudiziaria dello scienziato pisano dinanzi al Sant’Uffizio.
Il Santo Uffizio ricevette una denuncia formale contro Galileo Galilei nel febbraio “in Favaro: ] In February (1615), came the formal denunciation of Galileo to the Holy Office at Rome by Father Lorini” - (fr:717). In seguito a una lettera di Galileo, discussa pubblicamente, che difendeva il sistema copernicano, Papa Paolo V ordinò a Padre Caccini di deporre a Roma. “Pope Paul sent word to Father Caccini to appear before the Holy Office in Rome to depose on this matter of Galileo’s errors” - (fr:721). Il 25 febbraio 1616, il Papa ordinò al Cardinale Bellarmino di convocare Galileo e, alla presenza di un notaio, di ammonirlo ad abbandonare l’opinione condannata. “the Pope ordered Cardinal Bellarmin to summon Galileo and, in the presence of a notary and witnesses lest he should prove recusant, warn him to abandon the condemned opinion” - (fr:737). Il 26 febbraio, Bellarmino riferì a Galileo la condanna della dottrina copernicana da parte del Sant’Uffizio, avvenuta due giorni prima. “It came as a decided surprise to him to receive an order to appear before Cardinal Bellarmin on February 26, 1616,[2] and there to learn that the Holy Office had already condemned it two days before” - (fr:733). Un minuto dell’incontro riporta che il Cardinale ordinò a Galileo di abbandonare la proposizione “nec eam de caetero, quovis modo, teneat, doceat aut defendat, verbo aut scriptis” e che Galileo promise di obbedire. “in which the Cardinal is said to have ordered Galileo to relinquish this condemned proposition, ‘nec eam de caetero, quovis modo, teneat, doceat aut defendat, verbo aut scriptis,’ and that Galileo promised to obey” - (fr:738). Il 3 marzo, Bellarmino riferì alla Congregazione che Galileo aveva acquiescito. “On the third of March the Cardinal reported to the Congregation in the presence of the Pope that he had warned Galileo and that Galileo had acquiesced” - (fr:748). Il decreto di condanna fu pubblicato dal Maestro del Sacro Palazzo. “The Pope ordered this decree to be published by the Master of the Sacred Palace, which was done two days later” - (fr:750). In seguito, Bellarmino rilasciò una dichiarazione per smentire voci secondo cui Galileo avesse abiurato, confermando che gli era stato solo comunicato il decreto che la dottrina copernicana “non si possa difendere ne tenere”. “the doctrine attributed to Copernicus… is contrary to the Holy Scriptures and therefore cannot be defended nor held (non si possa difendere ne tenere)” - (fr:740).
Nel 1630, Galileo sottopose il manoscritto del Dialogo al Maestro del Sacro Palazzo, Riccardi, per il permesso di stampa a Roma. “In 1630 he brought the completed manuscript to Riccardi, Master of the Sacred Palace, for permission to print it in Rome” - (fr:776). Il permesso fu concesso a condizione dell’inserimento di una prefazione e una conclusione che ne enfatizzassero il carattere ipotetico. “permission was at length granted on condition that he insert a preface and a conclusion practically dictated by Riccardi, emphasizing its hypothetical character” - (fr:777). A causa delle difficoltà nel far viaggiare il testo, si concordò che Galileo avrebbe stampato a Firenze, inviando prefazione e conclusione a Roma per l’approvazione. “Galileo was to send the preface and conclusion to Rome and Riccardi agreed to instruct the Inquisitor at Florence as to his requirements and to authorize him to license the book” - (fr:782). Il libro, con tutte le licenze, fu pubblicato a Firenze nel febbraio “the book did not appear till February of the following year, when it was published at Florence with all these licenses” - (fr:783).
Il libro suscitò immediatamente accuse. Tra le altre, che Galileo aveva stampato le licenze romane senza permesso, che aveva distaccato tipograficamente la prefazione dal corpo del testo, e che aveva messo la conclusione richiesta in bocca a un personaggio sciocco (Simplicio). “Other charges made against him were that he had printed the Roman licenses without the permission of the Congregation, that he had printed the preface in different type so alienating it from the body of the book, and had put the required conclusion into the mouth of a fool (Simplicio)” - (fr:792). Il 23 settembre 1632, il Sant’Uffizio ordinò all’Inquisitore di Firenze di notificare a Galileo di presentarsi a Roma entro un mese, fermando nel frattempo la vendita del libro. “On the 23rd of September, he ordered the Inquisitor of Florence to notify Galileo… to come to Rome and appear before the Sacred Congregation before the end of the next month; the publication and sale of the Dialogo meanwhile being stopped” - (fr:796). Dopo diversi rinvii, Galileo arrivò a Roma il 13 febbraio “upon his arrival (February 13, 1633), he was welcomed into the palace of Niccolini, the warm-hearted ambassador of the Grand Duke” - (fr:803).
Nel primo esame, il 12 aprile, Galileo dichiarò di aver obbedito al decreto del 1616, poiché il Dialogo non difendeva ma confutava la dottrina copernicana, e di aver sottoposto il manoscritto alla censura. “he told how he thought he had obeyed the decree of 1616 as his Dialogo did not defend the Copernican doctrine but rather confuted it, and that… he had personally submitted the book while in manuscript to the censorship” - (fr:806). In un successivo esame, presentò una dichiarazione scritta sostenendo che la frase “vel quovis modo docere” gli era sconosciuta e di aver obbedito all’ordine firmato da Bellarmino. “he presented a written statement of his defence in which he claimed that the phrase vel quovis modo docere was wholly new to him, and that he had obeyed the order given him by Cardinal Bellarmin over the latter’s own signature” - (fr:812). Supplicò i Cardinali di considerare la sua età, i suoi problemi di salute e le sofferenze del viaggio. “he begged the Cardinals to ‘consider his miserable bodily health and his incessant mental trouble for the past ten months, the discomforts of a long hard journey at the worst season, when 70 years old’” - (fr:813). Durante il processo, gli fu concesso un trattamento di riguardo, assegnandogli dapprima stanze nelle prigioni del Sant’Uffizio con il servo, poi il palazzo dell’ambasciatore. “the Holy Office then assigned Galileo to a suite of rooms within the prisons of the Holy Office, allowed him to have his servant with him… On the 30th after his examination, they even assigned as his prison, the Ambassador’s palace” - (fr:808, 809).
La sentenza fu commutata in arresti domiciliari: prima nel palazzo arcivescovile di Siena, poi nella sua villa di Arcetri, con l’ordine di vivere in solitudine. “his sentence was commuted almost at once, to imprisonment first in the archiepiscopal palace in Siena… then in his own villa at Arcetri, outside Florence, though under strict orders not to receive visitors” - (fr:826). Una successiva richiesta di maggiore libertà per cure mediche fu negata con un comando papale di non presentare ulteriori petizioni. “on March 23, 1634, this was denied him with a stern command from the Pope to refrain from further petitions lest the Sacred Congregation be compelled to recall him to their prisons in Rome” - (fr:827). Il divieto di visite non fu sempre rigidamente applicato. “The rule forbidding visitors seems not to have been rigidly enforced all the time, for Milton visited him, ‘a prisoner of the Inquisition’ in 1638” - (fr:828). Tuttavia, per ricevere visite specifiche, come quella di Padre Castelli, era necessario un permesso da Roma. “Father Castelli had to write to Rome for permission to visit him” - (fr:828). Anche per recarsi a messa a Firenze durante una breve visita medica, Galileo necessitò del consenso dell’Inquisitore. “Galileo had to have the especial consent of the Inquisitor in order to attend mass at Easter” - (fr:829).
Un tema secondario riguarda i precedenti rapporti tra la Chiesa e l’opera di Copernico. Cardinali e Papi si erano mostrati interessati alla sua teoria prima della condanna. “During the lifetime of Copernicus, Roman Catholic churchmen had been interested in his work: Cardinal Schoenberg wrote for full information, Widmanstadt reported on it to Pope Clement VII and Copernicus had dedicated his book to Pope Paul III” - (fr:478). Papa Clemente VII aveva ordinato a Widmanstadt di riferirgli sul nuovo sistema. “This little book probably occasioned the order from Pope Clement VII in 1533 to Widmanstadt to report to him on the new scheme” - (fr:377). La lettera del Cardinale Schoenberg a Copernico fu stampata in apertura del suo libro. “But that Copernicus was pleased by this recognition is evident from the prominence he gave to the cardinal’s letter, as he printed it in his book at the beginning, even before the dedication to the Pope” - (fr:382). Anche Papa Urbano VIII, prima della sua elezione, aveva difeso Copernico. “his Holiness had reminded the Cardinal how he (the Pope) had defended Copernicus in the time of Paul V” - (fr:764).
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6 La condanna ecclesiastica della teoria copernicana
Un conflitto tra scienza e fede attraverso i decreti, le correzioni e le revisioni dell’Indice.
La Chiesa cattolica, attraverso la Congregazione dell’Indice, condannò ufficialmente la dottrina copernicana nel 1616, sospendendo “Nicolai Copernici De Revolutionibus Orbium Coelestium, et Didaci Astunica in Job” fino a correzione e proibendo “Epistola Fratris Pauli Antonii Foscarini Carmelitae” insieme a tutti gli altri libri che trattavano la dottrina (fr:749). I libri di Copernico, Galileo, Foscarini, Stunica e Kepler rimasero nell’Index Librorum Prohibitorum fino all’edizione del 1835 (fr:865; fr:1235). L’applicazione della condanna includeva la correzione forzata delle opere: una pagina del De Revolutionibus mostra un passaggio sottolineato con annotazione marginale che ordina la cancellazione, mentre un altro esemplare riporta il testo cancellato e un rinvio all’Almagestum Novum di Riccioli per il testo dell’ordine (fr:1372; fr:1373). L’opposizione all’interno della Chiesa cattolica fu ufficialmente indebolita nel 1757, quando fu omessa la frase che proibiva i libri sull’immobilità del sole e mobilità della terra, ma la dottrina fu completamente accettata solo più tardi (fr:862; fr:1235). Reazioni successive all’interno del cattolicesimo hanno variamente definito l’azione delle Congregazioni un “errore teorico”, un “deplorevole errore” o un evento “provvidenziale” (fr:1246). Alcuni sostennero che la condanna dei papi non era ex cathedra, poiché non avevano firmato i decreti, e quindi non impegnava la Chiesa (fr:1243). L’ordine dei Gesuiti, attraverso il portavoce padre Riccioli nel suo Almagestum Novum del 1651, fornì la risposta ufficiale per giustificare la condanna (fr:1010). La diffusione della dottrina fu aiutata dalle traduzioni di Thomas Salusbury dei libri condannati dall’Indice (fr:1130).
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7 La condanna del sistema copernicano e la difesa dell’interpretazione letterale delle Scritture
Un conflitto tra evidenza scientifica e autorità scritturale nel XVII secolo.
Il sistema copernicano, che proponeva il moto della Terra e l’immobilità del Sole, fu dichiarato contrario alle Sacre Scritture dalla Chiesa cattolica. La Sacra Congregazione dell’Indice stabilì che tale dottrina “non si possa difendere ne tenere” - (fr:740). L’Inquisizione condannò l’opinione come “stolta e assurda in filosofia e formalmente eretica” - (fr:734) e Galileo Galilei, accusato di averla sostenuta, fu costretto all’abiura. La condanna fu motivata dalla contraddizione con “il senso comune” - (fr:1344) e con l’interpretazione letterale di molti passi biblici, difesa come necessaria per la “preservazione delle Sacre Scritture intatte e intonse” - (fr:1012). Teologi come Riccioli difesero la censura, affermando che non era meramente provvisoria, poiché “il contrario non potrebbe mai essere dimostrato” - (fr:1068). L’opposizione si basava sull’autorità dei Padri della Chiesa e dei dottori di teologia, e considerava l’eliocentrismo più pericoloso delle eresie protestanti. La Chiesa cattolica, per la sua struttura organizzativa, si oppose al copernicanesimo in modo più visibile e efficace rispetto alle chiese protestanti, sebbene molti suoi membri individualmente lo favorissero. Anche i protestanti, tuttavia, vi si opposero sul piano dottrinale, aderendo a un’interpretazione letterale della Bibbia. La resistenza popolare persistette a lungo, alimentata dalla tradizione e da una reverenza superstiziosa per il testo sacro. Sistemi alternativi, come quello ticonico o la filosofia cartesiana, funsero da compromesso per conciliare conoscenza scientifica e Scritture, prima che il lavoro di Newton dimostrasse pienamente la verità scientifica del sistema.
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8 La rivoluzione copernicana e i sistemi cosmologici
Dalle sfere celesti agli infiniti mondi: l’evoluzione dell’astronomia.
Il testo tratta della transizione dal sistema cosmologico geocentrico a quello eliocentrico, con particolare riferimento al sistema di Copernico e alle successive modifiche e obiezioni. Viene descritto il modello copernicano, in cui la Terra è un pianeta in movimento attorno al Sole, insieme agli altri pianeti, mentre la sfera delle stelle fisse è immobile e vastissima. “He supposes that the fixed stars and the sun remain motionless, but that the earth following a circular course, revolves around the sun as a center” - (fr:86). Questo sistema ridusse il numero delle sfere necessarie a spiegare i moti celesti rispetto al complesso sistema tolemaico. “Copernicus, reviving Eudoxus’ idea, held that the earth moved around the motionless sun; and he has also removed the epicycles with the result that he has greatly reduced their number” - (fr:1432). Il sistema copernicano era comunque finito, delimitato dalla sfera delle stelle fisse. “The universe according to Copernicus, though vastly greater than that conceived by Aristotle and Ptolemy, was still finite because enclosed within the sphere of the fixed stars” - (fr:653). Si affrontano le principali obiezioni al sistema, come la mancanza di parallasse stellare osservabile e lo spazio apparentemente vuoto tra Saturno e le stelle fisse. “To Tycho Brahe… the Copernican [system was] absurd… because to account for the absence of stellar parallax it left vacant and purposeless a vast space between Saturn and the sphere of the fixed stars” - (fr:425). In risposta a queste critiche, furono proposti sistemi alternativi, come quello ticonico, che manteneva la Terra immobile al centro dell’universo, con il Sole che orbitava attorno ad essa e i pianeti attorno al Sole. “In this the Tychonic system, the earth is motionless and is the center of the orbits of the sun, the moon, and the sphere of the fixed stars, while the sun is the center of the orbits of the five planets” - (fr:422). Altre modifiche, come quella di Riccioli, prevedevano che solo Marte, Mercurio e Venere orbitassero attorno al Sole. Il testo menziona anche le prove sperimentali e osservative a sostegno del moto terrestre e del sistema eliocentrico, fornite da Galileo con il telescopio. “Galileo with his optic tube… was demonstrating that Venus had phases even as Copernicus had declared, that Jupiter had satellites… ocular proof that the old system… must be cast aside” - (fr:470). Le fasi di Venere confutarono una forte obiezione al sistema copernicano. “The discovery of the phases of Venus refuted a hitherto strong objection to the Copernican system” - (fr:846). Prove definitive giunsero in seguito con la scoperta della velocità della luce, dell’aberrazione, della parallasse stellare e della dimostrazione del moto assiale terrestre con il pendolo di Foucault. “Complete and final proof was adding in the succeeding years by Roemer’s discovery of the velocity of light, by Bradley’s study of its aberration, by Bessel’s discovery of stellar parallax in 1838, and by Foucault’s experimental demonstration of the earth’s axial motion with a pendulum in 1851” - (fr:473). Viene citata l’estensione filosofica dell’idea a un universo infinito con innumerevoli mondi, proposta da Bruno. “Bruno declared that… ‘all the planets and other stars are infinite worlds without number composing an infinite universe’” - (fr:654). Un tema secondario rilevante è la discussione sulla natura e sul numero delle sfere celesti, con riferimenti alle teorie antiche e medievali. “The ancients knew well that there were the seven spheres of the planets, and an eighth sphere of the fixed stars” - (fr:1457). Si menzionano inoltre le argomentazioni teologiche e le interpretazioni delle Scritture in relazione al moto della Terra.
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9 La concezione cosmologica pre-copernicana: un universo finito e gerarchico al servizio dell’uomo
Un’indagine sulle strutture celesti, le intelligenze angeliche e il posto centrale della Terra nella Creazione divina.
Il testo presenta una visione cosmologica in cui l’universo è finito, geocentrico e strutturato in sfere concentriche. La Terra occupa il centro della Creazione, un posto d’onore affinché l’uomo possa contemplare l’opera di Dio: “He places man not in an obscure corner but in the center of the universe so that He might better and more easily than in heaven contemplate the universe” - (fr:1559). L’universo è composto da dieci cieli, rappresentati dalle cortine del Tabernacolo mosaico, oltre ai quali si trova una sfera cristallina immobile, chiamata trono di Dio: “The Tabernacle … was like the Archetype of the universe, with its ten curtains … representing the ten heavens” - (fr:1439); “the crystalline sphere which Ezekiel called the great crystal and upon which he saw God seated … is motionless and therefore is called God’s throne” - (fr:1479). Il movimento dei cieli e degli astri è diretto da intelligenze angeliche, descritte come guide e direttori assegnati da Dio a ogni parte del creato: “God has gathered together angels as leaders and directors for all the celestial places, for the elements, for living beings, for plants, for minerals, for states, provinces, families and individuals” - (fr:1541). Questi esseri celesti sono dotati di intelligenza, come suggerito dalle Scritture: “the heavens have a nature endowed with intelligence” - (fr:1393). Il sistema copernicano, che attribuisce il movimento alla Terra, è esplicitamente rigettato come assurdo e contrario sia all’esperienza sensibile che al racconto mosaico della Creazione: “That neither heavens nor stars do turn at all … But the earth itself … Turns round about” - (fr:540) viene presentato come un’idea da condannare senza comprensione; le teorie che negano l’immobilità terrestre sono definite “vain and false by daily experience as well as by the account of Creation” - (fr:1204). L’ordine cosmico riflette la bontà divina, e il male è inteso solo come assenza o privazione del bene: “All that God had made was good … so evil is nothing-else than the absence or privation of good” - (fr:1536). L’intero cosmo, inclusi cieli e stelle, esiste al servizio dell’uomo: “All the heavens and stars were made in man’s behalf and, with other terrestrial bodies, are the servants of man to warm, light, and vivify him” - (fr:1572). Dio, trascendente e incorporeo, presiede dall’Empireo, al di sopra di tutte le sfere: “God presides over all from the Empyrean above” - (fr:1283); “He is neither excluded nor included in any part of the universe, it is however consistent with His Majesty to be above all the spheres” - (fr:1502).
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10 La mobilità della Terra e le obiezioni fisiche
Discussioni sulla rotazione terrestre e le sue conseguenze sul moto dei corpi.
Le frasi trattano il dibattito sulla possibilità che la Terra si muova, contrapponendosi alla visione tradizionale della sua immobilità al centro dell’universo. Vengono presentate obiezioni fisiche alla rotazione terrestre: se la Terra ruotasse, un sasso lasciato cadere da una torre non cadrebbe verticalmente sul punto sottostante, ma verrebbe lasciato indietro dal movimento del suolo, come argomentato nelle frasi (1629), (1632) e (585) - “For if the earth were to be moved, neither an arrow shot straight up, nor a stone dropped from the top of a tower would fall perpendicularly, but either ahead or behind.” Allo stesso modo, una freccia scagliata verso l’alto non tornerebbe al punto di partenza (1604, 1626). Si osserva che se la Terra si muovesse, dovrebbe superare in velocità tutti gli altri corpi pesanti, lasciandoli indietro nell’aria (1638, 1318, 1322). Un’ulteriore obiezione è che si percepirebbe un vento fortissimo se l’aria non accompagnasse la Terra alla stessa velocità (1627, 1628). I sostenitori dell’immobilità terrestre replicano che l’aria viene trascinata insieme alla Terra, permettendo ai corpi di partecipare al suo moto (1607). Tuttavia, si obietta che l’aria, essendo di sostanza diversa dalla Terra, non può ricevere la stessa spinta e muoversi allo stesso modo (1614, 1624). La discussione coinvolge principi fisici come la gravità, che spinge i corpi densi verso il centro del mondo, identificato con il centro della Terra (1308, 1315) - “all heavy bodies are borne towards it” e “heavy bodies and those composed of dense parts are drawn towards the middle as towards a center”. Si cita l’opinione comune che colloca l’Inferno al centro del mondo (887). Viene menzionato il principio aristotelico che un corpo semplice ha un solo moto naturale, pertanto la Terra, corpo semplice, non può avere il moto circolare della rotazione oltre a quello rettilineo verso il centro (493, 1467, 1612). Le obiezioni includono anche l’argomento scritturale e la testimonianza dei sensi (1188). D’altra parte, si osserva che è più probabile che il moto appartenga ai corpi celesti, già osservati in movimento, piuttosto che alla Terra (1600). Viene citata l’opinione di astrologi secondo cui l’universo è una sfera con centro coincidente con quello della Terra (84).
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