Santorio - Medicina Statica | L
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[1.1-24]
1 Un’arte nuova: la ponderazione della perspirazione insensibile
Sanctorio Sanctori presenta al lettore la sua innovazione scientifica: la misura esatta del peso della “perspirazione insensibile” tramite una bilancia e una sedia appositamente costruita, difendendone il valore contro le critiche prevedibili.
Il testo costituisce la dedica e la prefazione al lettore di un’opera scientifica di Sanctorio Sanctori. L’autore si rivolge prima a un dedicatario, forse un mecenate, affermando che un discorso casuale ha accelerato la decisione di pubblicare la sua traduzione o opera, che intende come un ringraziamento pubblico per i vantaggi ricevuti dalla loro conoscenza: “that it may ftand asa publick acknowledgement of the fatisfaction and advantages, which I have derived from your happy acquaintance” - (fr:18). Rivolgendosi poi al lettore generale, Sanctorio afferma con forza la novità assoluta della sua impresa: “It is a thing new, and not before heard of, in Medicine, that any one should be able to find out the exact weight of insensible perspiration” - (fr:20). Sottolinea di essere il pioniere in questo campo specifico della facoltà medica, un’arte portata a perfezione “by reason, and the experience of thirty years” - (fr:22).
Spiega la scelta di una forma aforistica per la sua esposizione, motivandola con il desiderio di seguire le orme di un grande “Dettatore” (probabilmente Ippocrate) e perché gli esperimenti stessi, condotti per molti anni, conducevano naturalmente a quel metodo. Paragona il suo lavoro a quello delle api, che raccolgono il miele da molti fiori per poi disporlo con ordine nei favi: “as Bees having first gather’d the Hony from a great variety of flowers, do afterwards in an excellent order and economy dispose it wrought up to perfection into the little receptacles of their bony-combs” - (fr:26). Pur ritenendo ovvia l’importanza medica della conoscenza della perspirazione insensibile, l’autore dedica ampio spazio a una difesa preventiva della sua arte contro le critiche. Prevede che molti, spinti da invidia, ambizione o spirito di contraddizione, “will rise up against this new Art, and will heavily inveigh against it, though they are not so much as acquainted with the very name of it” - (fr:31).
A costoro oppone un invito all’empiria e alla verifica sperimentale diretta: la verità da lui esposta può essere non solo compresa, ma “seen with their Eyes, and felt with their Hands” - (fr:32), purché si sottopongano a un esame rigoroso tramite la bilancia tutto ciò che il libro espone riguardo alla ponderazione. L’oggetto centrale di questo metodo è la “sedia pesante” (Weighing Chair), posta nel frontespizio del libro, il cui uso conferma la verità degli aforismi contenuti nella sua precedente opera di Medicina Statica. Da questo strumento si ricavano due vantaggi, il primo dei quali è la scoperta della perspirazione insensibile quotidiana. Il tono è insieme trionfale, per la scoperta, e polemico, nello sferzare con disprezzo gli avversari potenziali, definiti con allusioni classiche “dull Euboeans and Cordubans” e “most frivolous Aristarchus’s and Criticks” - (fr:36). Il testo è quindi una testimonianza storica della nascita di un metodo quantitativo in fisiologia e della battaglia per la sua affermazione contro il dogmatismo e la resistenza accademica.
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[2.1-11]
2 Resoconto di un Trattato di Medicina Statica
Descrizione di una “Sedia a Bilancia” per misurare la perdita di peso corporeo durante i pasti e regolare l’alimentazione.
Il testo descrive il funzionamento e lo scopo di uno strumento scientifico, una “Sedia a Bilancia”, concepito per misurare la cosiddetta “perspiratio insensibilis” (perspirazione insensibile). Il meccanismo è basato su un principio di equilibrio: quando la persona seduta consuma cibo e bevande, la parte remota del braccio della bilancia si alza leggermente e la sedia scende di conseguenza. “then the remote part of the Beam is a little elevated, and the Chair withal immediately descends a little” - (fr:44). Questa discesa costituisce un segnale per l’utente: “That descent of the Chair tells the person sitting in it, that he has taken the requisite quantity of his refection” - (fr:45). Lo strumento mira quindi a determinare in modo oggettivo e individuale la giusta quantità di cibo da assumere, basandosi sulla misura della perdita di peso corporeo durante il pasto stesso.
Il testo ha un significato storico come testimonianza di un approccio meccanicistico e quantitativo alla fisiologia e alla dietetica nel XVII secolo. L’idea di pesare il corpo per regolare l’assunzione di cibo, collegando direttamente la “perspiratio insensibilis” al metabolismo, riflette l’influenza della fisica e della statica sulla medicina dell’epoca. L’autore rinvia per i dettagli specifici a un’opera più ampia: “any one may easily understand by our Book of Statick Medicine” - (fr:47).
La struttura tematica dell’opera di riferimento è delineata in una serie di sezioni, che evidenziano i fattori ritenuti fondamentali per la salute in questa prospettiva “statica”. Gli argomenti principali includono: la ponderazione della perspirazione insensibile, lo studio di aria e acqua, la regolazione di cibo e bevande, il ciclo sonno-veglia e l’equilibrio tra esercizio fisico e riposo (“Of Meat and Drink: Of Sleep and Vigilance. Of Exercise and Rest” - (fr:52, 53)). Questo schema rivela una visione sistematica del corpo umano, visto come un sistema in equilibrio dinamico influenzato da fattori ambientali e comportamentali misurabili.
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[3.1-20]
3 Sul governo della salute attraverso la perspirazione insensibile
Principi fisiologici per il medico, basati sulla misura e il bilancio dei fluidi corporei.
Il testo, estratto da un trattato scientifico di medicina o fisiologia, delinea i principi fondamentali per la preservazione e il recupero della salute, ponendo al centro il concetto di perspirazione insensibile. L’argomento peculiare è la gestione della salute attraverso la conoscenza e il controllo quantitativo di questa secrezione impercettibile, considerata più rilevante delle evacuazioni sensibili. Il medico che ignora questo principio “non cura, ma inganna” i pazienti (fr:61). La competenza del medico ideale è definita con precisione: “Solo colui che sa a quale quantità, e quando, la segreta perspirazione del corpo di un uomo ammonta a più o a meno, scoprirà quanto, e quando, qualsiasi cosa debba essere aggiunta o sottratta; al fine della preservazione, o del recupero della sua Salute” (fr:63).
Il testo procede con definizioni e dati quantitativi. La perspirazione insensibile avviene attraverso i pori della pelle o tramite la respirazione dalla bocca, quest’ultima stimabile in “circa mezza libbra al giorno” (fr:65). Viene stabilito un bilancio fisiologico standard: se l’assunzione di cibo e bevande in un giorno ammonta a otto libbre, “la insensibile o traspirazione ordinariamente ammonta a cinque libbre, o giù di lì” (fr:67). Tuttavia, questa quantità non è fissa, ma ammette “qualche varietà secondo la diversità della Natura, Clima, Stagioni, Età, Malattie, Alimento, e altre cose non-naturali” (fr:69).
Il metodo principale di indagine e controllo proposto è la ponderazione, ovvero la pesatura del corpo. Si suggerisce di calcolare la perspirazione notturna pesando il corpo al mattino, prima e dopo l’escrezione sensibile (fr:71). La salute è definita come uno stato di equilibrio ponderale: “Il Corpo è preservato nello stesso stato di Salute, quando ritorna allo stesso peso, senza alcuna insolita evacuazione sensibile” (fr:74). Al contrario, se lo stesso peso è raggiunto grazie a un’evacuazione sensibile più abbondante del solito, la salute inizia a declinare (fr:75). Un aumento di peso ingiustificato prelude a difficoltà respiratorie (fr:73), mentre un’ostruzione della perspirazione avrà come conseguenza, nei giorni seguenti, una perspirazione più copiosa, un’evacuazione sensibile più abbondante, o sintomi di malattia come la febbre (fr:77). Il testo osserva infine un’antitesi fisiologica: “Molta perspirazione, e un’abbondante e più del solito evacuazione sensibile non coesistono insieme” (fr:78).
Storicamente, il frammento testimonia una fase della medicina pre-moderna che cercava di applicare principi quantitativi e meccanicistici (peso, bilancio idrico) alla comprensione del corpo umano, anticipando concetti di omeostasi. L’enfasi sulla misurazione oggettiva (la pesatura) come strumento diagnostico superiore alla sola osservazione dei sintomi sensibili rappresenta un elemento di modernità scientifica in un contesto teorico ancora umorale (si parla di “cose non-naturali”). La centralità data alla “perspirazione insensibile” riflette l’importanza attribuita alle teorie della traspirazione e della “cottura” degli umori nel XVII e XVIII secolo.
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[4.1-15]
4 Sulle Qualità, l’Eccesso e la Perspirazione: Regole dalla Fisiologia Ippocratica
Un estratto sulle cause delle malattie, la riduzione degli eccessi umorali e il ruolo cruciale della “perspirazione invisibile”.
Il testo, strutturato come una serie di aforismi numerati, tratta della teoria umorale e dei processi fisiologici legati alla salute e alla malattia. Si stabilisce innanzitutto un principio generale: “Evil qualities are the productions of excefs, but we muft not affirm the contrary, to wit, that good qualities are the productions of defect” - (fr:91) [Le qualità malvagie sono prodotte dall’eccesso, ma non dobbiamo affermare il contrario, cioè che le buone qualità siano prodotte dal difetto]. Ciò indica che l’eccesso di un umore causa patologia, mentre la sua semplice mancanza non è di per sé generatrice di salute, delineando un’asimmetria causale fondamentale.
La riduzione di questo eccesso dannoso può avvenire in modi diversi. “Not only the weight, but the excefs alfo is diminifh’d, either by che evacuation of the fenfible or infenfible crude matter, or by that of the fenfible or infenfible concocted matter” - (fr:93) [Non solo il peso, ma anche l’eccesso è diminuito, sia tramite l’evacuazione della materia cruda sensibile o insensibile, sia tramite quella della materia cotta sensibile o insensibile]. L’evacuazione della materia “concocted” (digerita, matura) “conduces to health”, mentre quella della materia “crude” “takes away the excefs, but leaves the ill quality behind” - (fr:94) [toglie l’eccesso, ma lascia indietro la cattiva qualità]. È quindi la rimozione dell’umore patologico maturo, non di quello grezzo, a essere terapeutica.
Un ruolo centrale è assegnato alla “perspirazione insensibile” (traspirazione invisibile), di cui si distinguono due tipi. Uno avviene dopo il sonno, “upon the compleating of the concoction, and after this there is an augmentation of a man’s {trength” - (fr:97, 98) [al completamento della cottura, e dopo ciò c’è un aumento della forza di un uomo]. L’altro avviene “in the time of vigilance” ed è causato da umori crudi, per cui “the ftrengthis impair’d” - (fr:98) [la forza è menomata]. La sua intensità varia con il movimento durante la veglia.
Si precisa che il vero sollievo per il corpo non viene dalla sudorazione visibile, ma da questa “invifible expiration or breathihg” - (fr:101) [espirazione o respirazione invisibile], la quale in inverno può eliminare “in the’ fspace of Four and Twenty hours, … Fifty Ounces, or more” - (fr:101) [nell’arco di ventiquattro ore, … cinquanta once, o più]. Questa perspirazione invisibile diventa visibile “either when there is an excefs of nutriment, or wheathere is a remiffion of Heat, or by reafon of violent motion” - (fr:104) [sia quando c’è un eccesso di nutrimento, o dove c’è una remissione del Calore, o a causa di un movimento violento], elencando così le tre cause principali della sudorazione.
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[5.1-19]
5 Sull’equilibrio tra peso, vigore e salute nel corpo animale
Analisi di principi fisiologici che legano il peso corporeo al vigore e allo stato di salute.
Il testo, strutturato in aforismi numerati, esplora la relazione tra il peso del corpo, il suo vigore e il suo stato di salute, stabilendo regole generali. Il concetto fondamentale è che il peso corporeo non è un dato neutro, ma è strettamente correlato alla forza e al benessere dell’organismo. Viene stabilito che esiste un peso proporzionale allo “healthful ftate” (fr:130) [stato di salute] e che allontanarsi da questa proporzione indica un peggioramento.
Una distinzione cruciale è tra la diminuzione di peso dovuta a sforzo e quella che segue il sonno. “When the body, by reafon of any exercife of it felf, or of the mind, becomes of lefs weight, there immediately enfues a diminution of its vigour; which does not happen, ‘if it becomes of lefs weight after fleep, when there is a perfe& concoction” - (fr:133) [Quando il corpo, a causa di qualsiasi esercizio di sé stesso, o della mente, diventa di minor peso, ne consegue immediatamente una diminuzione del suo vigore; il che non accade, se diventa di minor peso dopo il sonno, quando c’è una perfetta digestione]. Il sonno, associato a una “perfetta digestione”, permette una perdita di peso senza intaccare il vigore, a differenza dell’affaticamento da esercizio.
Il testo classifica poi tre modalità di indebolimento dell’animale: quando il peso aumenta senza che il vigore ne risenta; quando il vigore diminuisce a parità di peso; e infine quando diminuiscono entrambi, peso e vigore (fr:138, 139). Tra queste, la condizione più pericolosa è proprio l’ultima: “That wearinefs which enfues upon the Body’s becoming lefs ftrong, and of lefs weight, is more dangerous than any other : for ponderofity is a-kind of ftrength” - (fr:141) [Quella stanchezza che consegue al Corpo che diventa meno forte e di minor peso, è più pericolosa di qualsiasi altra: poiché la ponderosità è una specie di forza]. Il peso è qui definito esplicitamente come una forma di forza intrinseca, che aiuta nelle azioni fisiche di trazione, trasporto e spinta (fr:143).
Questa concezione meccanica del peso come componente della forza trova un’applicazione specifica nella vecchiaia: “The ftrength of an old man does many times depend more on the weight, than the vigour of his body : an old Animal of little weight may live a long time, but cannot be ftrong” - (fr:145, 146) [La forza di un vecchio molte volte dipende più dal peso, che dal vigore del suo corpo: un Animale vecchio di poco peso può vivere a lungo, ma non può essere forte]. Si delinea così una gerarchia: la longevità può sussistere anche con poco peso, ma la forza no, perché in età avanzata il vigore declina e il sostegno meccanico dato dalla massa corporea diventa preponderante.
Un passaggio peculiare riguarda la diagnosi di uno stato patologico: se il peso diminuisce senza una causa violenta precedente e con esso il vigore, la ragione è che “there is not fo much reftor’d, as had been loft” - (fr:136) [non viene restaurato tanto quanto era stato perso]. Il problema non è quindi la perdita in sé, ma un deficit nel processo di ripristino, indicando una visione dell’organismo come sistema in equilibrio dinamico tra consumo e rinnovamento.
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[6.1-13]
6 Osservazioni sulla perspirazione e il ritmo delle evacuazioni corporee
Un trattato fisiologico settecentesco quantifica le secrezioni giornaliere e ne regola i tempi per la salute.
Il testo analizza il fenomeno della perspirazione (o traspirazione) corporea, distinguendo tra quella ”secreta e insensibile” e le evacuazioni sensibili, e ne misura le quantità in ore precise. Un concetto peculiare è la quantificazione oraria e giornaliera delle perdite di peso e dei fluidi, trattata con precisione numerica. Si afferma che “Il corpo non traspira ogni ora secondo lo stesso tasso” (fr:188), delineando un ritmo preciso: dopo il pasto, in cinque ore si espelle circa una libbra; dalla quinta alla dodicesima ora, circa tre libbre; e dalla dodicesima alla sedicesima, appena mezza libbra. Questa osservazione conduce a una regola di condotta: “Colui che prende il suo pasto, o è evacuato da una Medicina, durante le ore della maggiore traspirazione… è gravemente danneggiato” (fr:191), perché l’attività digestiva o farmacologica “estremamente devia” (fr:192) la perspirazione stessa.
Viene stabilita una gerarchia di importanza tra le evacuazioni. La perspirazione insensibile è ritenuta primaria: “La segreta e insensibile perspirazione ci solleva più di tutte quelle sensibili messe insieme” (fr:194). La prova è nel risveglio, quando, prima di ogni evacuazione sensibile, ci si sente più leggeri “perché si è realmente diventati più leggeri, di tre libbre o giù di lì” (fr:195). Il testo fornisce poi un calcolo dettagliato delle evacuazioni notturne: “Nello spazio di una notte, sono comunemente evacuati, di Urina, sedici once, più o meno; di escrementi concocti, per stool, quattro Once; e per occulta perspirazione, quaranta e sopra” (fr:197). Quest’ultimo dato, quaranta once di perspirazione occulta contro quattro di feci, sottolinea la sproporzione.
Il significato storico-testimoniale risiede nell’approccio iatromeccanico e quantitativo alla fisiologia, tipico del periodo. Il corpo è visto come un sistema idraulico i cui flussi (perspirazione, urine, feci) devono essere misurati, regolati e bilanciati nel tempo per mantenere la salute. Le regole derivano dall’osservazione, ma sono presentate come assiomi (come nelle voci “LVII”, “LIX”, etc.), riflettendo uno stile tra il trattato scientifico e il manuale di precetti igienici. Un’ultima, vivida comparazione sintetizza il concetto fondamentale: “Ci sono molti che nello spazio di ventiquattro ore evacuano tanto per insensibile perspirazione quanto fanno per stool nello spazio di quindici giorni” (fr:199), confermando la schiacciante preminenza fisiologica assegnata a questo processo invisibile.
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[7.1-14]
7 Regole per una vita lunga e sana attraverso il bilancio della perspirazione
Un metodo empirico per calcolare la perspirazione ottimale e osservazioni sui cicli fisiologici naturali.
Il testo propone un calcolo pratico per determinare la quantità giornaliera di “perfpiration” (perspirazione) necessaria a mantenere uno stato di salute ottimale e garantire longevità. Il metodo si basa sul confronto tra due misurazioni effettuate in condizioni diverse: una dopo una cena abbondante e l’altra dopo un digiuno serale, avendo comunque consumato una cena moderata il giorno precedente. La prima osservazione, condotta in un arco di dodici ore, rivela una “greater perfpiration” (fr:211). Se questo valore, ad esempio, ammonta a cinquanta once e il valore in condizioni di digiuno a venti once, la proporzione moderata di cibo e altre cause “non-naturali” dovrebbe mirare a ridurre giornalmente la perspirazione alla media dei due estremi. “This fore-known , pitch upon that moderate proportion of Meat and other non-natural caufes, which will be likely to reduce thee daily to the mean between Fifty and Twenty Ounces” - (fr:212, 213) [Questo, noto in anticipo, fissa quella moderata proporzione di Carne e altre cause non-naturali, che sarà verosimilmente in grado di ridurti giornalmente alla media tra Cinquanta e Venti Once]. La media calcolata è di trentacinque once, e rispettarla promette una “long and healthful life, nay haply arrive to that of a hundred years” - (fr:214) [vita lunga e sana, anzi forse di arrivare a quella di cento anni].
Un secondo concetto peculiare riguarda le fluttuazioni mensili del peso negli individui sani e moderati a tavola. Essi “become every month more than ufually ponderous… by one pound or two, and are reduc’d to the ufual weight about the month’s end, as it happens to Women” - (fr:216, 218) [diventano ogni mese più del solito ponderosi… di una libbra o due, e sono ridotti al peso consueto verso la fine del mese, come accade alle Donne]. Questa crisi mensile, paragonata esplicitamente al ciclo femminile, avviene attraverso “a more plentiful or more muddy emiflion of Urine” - (fr:218) [un’emissione di Orina più abbondante o più torbida]. Prima di questa evacuazione, si avvertono sintomi come “a drowfinefs of the head, or wearinefs of the body” - (fr:219) [una sonnolenza della testa, o stanchezza del corpo], che poi si risolvono.
Il testo elenca infine le cause esterne che ostacolano ordinariamente la perspirazione, considerandole un impedimento alla salute. Tra queste: “a cold, troubled, and moitt air; {wimming in cold: water, grofs, and vifcous meats; the intermiflion of Corporeal exercife, or that of the mind, and, in robuft perfons, overmuch abftinence from venery” - (fr:222) [un’aria fredda, turbolenta e umida; il nuotare in acqua fredda, carni grossolane e viscose; l’intermissione dell’esercizio Corporeo, o quello della mente, e, nelle persone robuste, l’eccessiva astinenza dalla venere].
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[8.1-14]
8 Resoconto: Teorie sulla trasmissione e natura della peste in un trattato del XVII secolo
Esposizione di regole sanitarie e teorie eziologiche della peste, con riferimenti a pratiche di contenimento.
Il testo presenta una serie di regole sanitarie (“44 Rules of health”) e fornisce una spiegazione teorica sulla trasmissione e sul decorso della peste. La teoria dominante esclude il contagio diretto per contatto tra persone, affermando invece che l’infezione avvenga “by drawing in the peftiferous Air, or the vapours arifing from tnfected goods” - (fr:408) [inalando l’Aria pestifera, o i vapori che si levano dalle merci infette]. Il meccanismo patologico descritto è articolato: l’aria infetta corrompe lo spirito vitale, il quale a sua volta causa un’alterazione del sangue. “the vital fpirit ts infected by the Air, by fuch infection of the fpirit the blood is congeald” - (fr:409) [lo spirito vitale è infettato dall’Aria, da tale infezione dello spirito il sangue si coagula]. Questo sangue alterato, se espulso dal corpo, genera i segni caratteristici della malattia, come “carbuncles, black fpots, and Buboes” - (fr:409) [carbonchi, macchie nere e bubboni]; la sua espulsione completa è considerata segno di guarigione, mentre il suo ristagno interno causa la morte.
Un concetto peculiare è l’idea che l’individuo non sviluppi la peste spontaneamente, ma che questa gli venga sempre trasmessa dall’esterno: “We are not of our felves infected with the Plague, but itis brought to us by others” - (fr:415) [Noi non veniamo infettati dalla Peste da noi stessi, ma ci è portata da altri]. A sostegno di questa tesi, l’autore cita un’osservazione storica o di cronaca, riferendosi all’“experiment of fuch as are fhut upin Nunneries” - (fr:417) [esperimento di coloro che sono rinchiusi nei Monasteri], implicando che l’isolamento totale prevenga la malattia. Il testo fornisce anche una stima della letalità dell’epidemia, indicando che “Not all, but much about the third part of mankind dies of the Peftilence” - (fr:419) [Non tutti, ma circa un terzo del genere umano muore per la Pestilenza], un dato che riflette la gravità percepita e l’impatto demografico storico delle grandi pestilenze. La struttura frammentaria e la numerazione romana (CXXVII, CXXIX, CXXX) suggeriscono che queste frasi siano estratte da una lista più ampia di capitoli o paragrafi di un trattato sistematico.
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[9.1-26]
9 Resoconto su un trattato seicentesco riguardante la peste
Analisi di estratti di un testo medico del XVII secolo sulle cause, la prognosi e le misure di contenimento della peste.
Il testo presenta una teoria umorale e meccanicistica della malattia, descrivendo il processo infettivo come una corruzione del sangue che si localizza e deve essere espulsa: “being infected, becomes a clot of blood, and this laft be wholly thruft out by buboes and carbuncles, they are cur’d: if it be not wholly fore’d out, they dic” - (fr:425) [una volta infettato, diventa un grumo di sangue, e questo infine viene completamente espulso da bubboni e carbonchi; essi sono guariti: se non viene completamente espulso, muoiono]. La prognosi dipende interamente da questo esito: “they, who have their ulcers and buboes open’d, if the internal infection be wholly come out, recover; if not, they die” - (fr:427).
Le misure di salute pubblica proposte sono due: isolare i sani e garantire spazio arieggiato agli infetti. Per quest’ultimo punto si suggerisce di non costringere i malati in luoghi da loro odiati e di non bruciare i loro beni domestici, probabilmente per evitare che fuggano e diffondano il contagio: “that they be not fent to places they abhor to come into; and that their houfholdftuff be not burnt” - (fr:430). Viene indicata una predisposizione fisica individuale, legata allo spessore dei polmoni, e si precisa che la peste, a differenza del fuoco, “decreafes, though the fuel of it remain in the same pofture” - (fr:435) [diminuisce, sebbene il suo combustibile rimanga nella stessa posizione]. Il contagio si sposta col vento, ma non tramite “any violence of a lucid body” - (fr:437) [alcuna violenza di un corpo lucido].
L’autore è estremamente scettico verso i rimedi farmacologici, affermando che “They who prefcribe any other remedy for the fhunning of the Plague, befides that of flying from it, are either ignorant men, or cheating Quacks” - (fr:441) [Coloro che prescrivono qualsiasi altro rimedio per evitare la Peste, oltre a quello di fuggire da essa, sono o uomini ignoranti, o ciarlatani imbroglioni]. Questa posizione spiegherebbe perché, secondo il testo, i nobili (che potevano permettersi medici e cure) raramente guarivano, mentre molti poveri sopravvivevano senza rimedi: “persons of Quality none almost are cur’d by remedies; but very many of the meaner fort of people, without them” - (fr:443).
Il testo elenca infine le cause della prolungata diffusione dell’epidemia: l’aerazione degli oggetti infetti durante il picco, che ne disperde le particelle; il furto e la diffusione di tali beni da parte di ladri; il mancato auto-isolamento dei malati obbligati a lasciare la città; e il permettere assembramenti nelle chiese. Per quest’ultimo caso, la soluzione proposta è radicale: “Divine service at such times should be perform’d in the open air” - (fr:450) [Il servizio divino in tali momenti dovrebbe essere svolto all’aria aperta].
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[10.1-12]
10 Regole della salute riguardanti l’aria, la traspirazione e il freddo
Analisi di principi igienistici settecenteschi sulla relazione tra ambiente, traspirazione corporea e salute.
Il testo, strutturato in aforismi numerati, espone una serie di regole pratiche per la salute, incentrate sugli effetti dell’aria e della temperatura sul corpo umano, con particolare attenzione al processo della traspirazione (perfiration). Il principio cardine è che un’ostruzione improvvisa della traspirazione, specialmente in seguito a calore, è dannosa per l’organismo. Si afferma che “If cold weather, fucceed a warm … Air … it fhall hinder about a third part of the (per)fpiration” - (fr:485, 486) [Se il tempo freddo succede a un caldo… Aria… esso impedirà circa un terzo della traspirazione], condizione che, se la traspirazione “is not made fenfible, is apt-to difpofe the body to putrefaction, or fome evil habit” - (fr:486) [non è resa sensibile, è incline a disporre il corpo alla putrefazione, o a qualche cattiva disposizione].
Viene stabilita una gerarchia di pericolosità: l’impedimento improvviso è più nocivo di quello graduale, poiché “The hindrance of perfpiration occafion’d by unexpected cold is more hurtful to weak bodies, than that which is hindred by degrees” - (fr:487). Un esempio quantificato illustra questo fenomeno: una persona sorpresa dal freddo dopo il caldo “is wont to perfpire lefs by about two pounds in one days fpace” - (fr:489) [è solita traspirare meno di circa due libbre in un giorno], anche senza sintomi immediati.
Il testo introduce una distinzione peculiare tra tipi di freddo. Una “pleafant and fomewhat cool breeze” - (fr:492) [brezza piacevole e alquanto fresca] su un corpo riscaldato è giudicata più “prejudicial” - (fr:492) che un freddo intenso. La spiegazione fornita è fisiologico-meccanicistica: la brezza “does notrender the body lighter, but obftructs and :loofens it” - (fr:492) [non rende il corpo più leggero, ma lo ostruisce e lo rilassa], mentre il freddo eccessivo “obftruéts and corroborates it, and thence it comes that the bodies are lefs ponderous” - (fr:492) [ostruisce e rinforza, e da ciò deriva che i corpi sono meno pesanti].
Un ulteriore asserzione riguarda le condizioni ambientali che predispongono alla putrefazione maligna, notando che in tali casi “their weight for the moft part is but little heeded” - (fr:494) [il loro peso per la maggior parte è poco considerato]. L’autore ipotizza una possibile ragione, collegandosi a un’osservazione patologica: “that by their corruption the nerves become ftronger, as it is obferv’d in diftracted perfons” - (fr:494) [che con la loro corruzione i nervi diventano più forti, come si osserva nelle persone furiose].
Infine, il testo condanna con forza una pratica apparentemente comune ma ritenuta letale: “To Swim in cold water after violent exercife is extreamly pleafant, but mortal” - (fr:495) [Nuotare in acqua fredda dopo violento esercizio è estremamente piacevole, ma mortale], definendola “nothing more pernicious” - (fr:495) [niente di più pernicioso]. Questo avvertimento perentorio sintetizza la preoccupazione centrale del trattato: il contrasto termico improvviso come minaccia fondamentale alla salute.
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[11.1-14]
11 Resoconto sulle osservazioni igienico-climatiche in un trattato scientifico seicentesco
Riflessioni sulle cause ambientali delle indisposizioni fisiche, con particolare attenzione agli effetti dell’aria, del vento e della traspirazione.
Il testo analizzato presenta una serie di aforismi o regole di carattere medico-igienico, incentrati sulla relazione tra l’ambiente esterno (in particolare le condizioni atmosferiche e termiche) e la salute del corpo umano. Il nucleo concettuale ruota attorno all’idea che cambiamenti climatici apparentemente innocui o addirittura piacevoli possano in realtà agire in modo subdolo e traditore sull’organismo, predisponendolo a malattie. Come si osserva, “That which treacheroufly difpofes the entrails to indifpofition, does not many times feem to beeither heavy, or unpleafant” - (fr:498) [Ciò che in modo traditore predispone le viscere all’indisposizione, molte volte non sembra essere né grave, né spiacevole].
Un tema ricorrente è il pericolo insito nelle correnti d’aria e negli sbalzi termici. Una brezza piacevole può rivelarsi mortale in circostanze specifiche: “A pleafant gale of wind from the fouth furprizing a man in a violent exercife, is many times mortall… for the gale occafions a difficulty of breathing, and from the exercife proceeds actimony” - (fr:500) [Una piacevole brezza di vento da sud che sorprenda un uomo in violento esercizio, è molte volte mortale… poiché la brezza causa difficoltà di respiro, e dall’esercizio procede acrimonia]. Allo stesso modo, ricercare un fresco eccessivo dopo cena espone a rischi: “It happens to thofe, who after fupper, are defirous of having a cooler gale of wind than is requifite, that the perfpiration of that part which is not well cloath’d is obftructed… that night or the next day, most of them are fubject to a great aking of the head” - (fr:502, 503, 504) [Accade a coloro che, dopo cena, desiderano una brezza più fresca del necessario, che la traspirazione della parte che non è ben coperta è ostruita… quella notte o il giorno successivo, molti di loro sono soggetti a un gran mal di testa].
Il testo stabilisce una regola generale sugli sbalzi di temperatura: “If bodies be fuddenly shifted out of a warm air into a cool, they are injur’d; because they are rendred of greater weight than is requifite. If remov’d out of a cold air into a warm, they are also endammag’d, because they become less strong” - (fr:506, 507) [Se i corpi sono spostati improvvisamente da un’aria calda a una fresca, sono danneggiati; perché sono resi di peso maggiore del necessario. Se rimossi da un’aria fredda in una calda, sono altresì danneggiati, perché diventano meno forti]. Qui emergono concetti fisiologici dell’epoca, come l’idea che il raffreddamento renda il corpo più “pesante” e il riscaldamento lo indebolisca.
Un’altra osservazione fisiologica distingue tra costituzioni robuste e deboli nella gestione dei fluidi corporei (la “materia perspirabile”): “Perfons of weak constitutions make a greater conversion of the perspirable matter retain’d, into Urine, in the winter; times robust persons do the same in the summer” - (fr:508, 509) [Le persone di costituzione debole operano una maggiore conversione della materia perspirabile trattenuta, in Urina, d’inverno; le persone robuste fanno lo stesso d’estate]. Infine, viene condannata anche l’azione meccanica di ventilarsi, poiché “Fanning obftructs perfpiration, and makes the head more ponderous, and more hot” - (fr:511) [Il far vento ostruisce la perspirazione, e rende la testa più pesante e più calda].
Storicamente, il testo testimonia una fase della medicina pre-moderna che attribuisce un’importanza primaria all’equilibrio termico e alla libera traspirazione cutanea come fondamenti della salute. La “perspirazione” ostacolata è vista come causa diretta di disturbi localizzati (come il mal di testa) e di uno squilibrio generale degli umori. Il linguaggio, con termini come “acrimony” (acrimonia) e riferimenti alla conversione in urina, è saldamente ancorato alla teoria umorale. L’opera si configura quindi come un manuale di prevenzione basato sull’osservazione empirica di sequenze causali tra eventi ambientali e reazioni fisiche, pur nell’assenza di una comprensione microbiologica o immunologica delle malattie.
[12]
[12.1-25]
12 Osservazioni sul calore estivo e i suoi effetti sul corpo umano
Un trattato che esamina le variazioni stagionali del peso corporeo, della forza e del calore interno, collegandole ai processi di perspirazione.
Il testo analizza gli effetti fisiologici dell’estate sul corpo umano, partendo dall’osservazione che “In the fummer time, temperate bodies are lefs ponderous, than they are in winter, by about three pounds” - (fr:517) [Nel periodo estivo, i corpi temperati sono meno pesanti di quanto non siano in inverno, di circa tre libbre]. Questa diminuzione del peso è associata a una sensazione di affaticamento, ma l’autore precisa che ciò non è dovuto a un aumento della pesantezza, bensì a una diminuzione della forza: “In the fummer time men are: fubject to wearinels; not. becaufe the body is more ponderous, but becaufe it is lefs ftrong” - (fr:519-520) [In estate gli uomini sono soggetti a spossatezza; non perché il corpo sia più pesante, ma perché è meno forte].
La causa di questa minore forza è attribuita all’aria calda. Si spiega che “In a warm air, the body:is:. of lefs {trength” - (fr:521-522) [In un’aria calda, il corpo è di minore forza], per due ragioni principali. La prima è che con la perspirazione si disperdono anche gli spiriti vitali: “with, the perfpiratiom there is fomewhat of the better fpirits exhal’d” - (fr:523) [con la perspirazione viene esalato anche qualcosa dei migliori spiriti]. La seconda è che “There is alwayes by a warm air fomewhat.difperfed through the whole skin, which, carries away withit fomewhat of the internal good humour” - (fr:524) [C’è sempre, a causa dell’aria calda, qualcosa di disperso attraverso tutta la pelle, che porta via con sé qualcosa dell’umore interno buono].
Il trattato distingue poi chiaramente tra il calore dell’aria e la sensazione di caldo soffocante. Si afferma che il disagio estivo “not principally proceeding from. the warmth of the air, for every part of the body is warmer than the fummer-air” - (fr:526-527) [non procede principalmente dal calore dell’aria, poiché ogni parte del corpo è più calda dell’aria estiva]. La causa è piuttosto l’incapacità dell’aria di raffreddare sufficientemente il corpo, impedendo la concentrazione del calore naturale: “becaufe there is not fo. much. coldnefs in the fummer-air, as that the natural heat may be fufficiently concentrated” - (fr:527-529) [perché non c’è tanto freddo nell’aria estiva, da far sì che il calore naturale possa essere sufficientemente concentrato]. Ciò porta alla ritenzione di “that pepfpirable matter which, is. of its own nature hot” - (fr:530-531) [quella materia perspirabile che è, per sua natura, calda], materia che, trattenuta, diventa acre e causa la sensazione di gran calore.
La soluzione a questo stato di disagio è identificata nella sudorazione abbondante. Si nota infatti che “When mens bodies in the hotteft feafons, upon fleeping in the night or day-time perfpire abundantly, or fweat, they become lighter, and are not that day troubled with any heat” - (fr:534) [Quando i corpi degli uomini, nelle stagioni più calde, durante il sonno notturno o diurno, perspirano abbondantemente, o sudano, diventano più leggeri e non sono infastiditi da alcun calore quel giorno]. Il passaggio improvviso dal caldo al freddo può invece causare problemi, come “the retention of about a pound of the infenfible excrements” - (fr:536) [la ritenzione di circa una libbra degli escrementi insensibili].
Infine, si descrive l’impatto dell’inizio dell’estate: “if intenfe heat.come of a fudden, wearinefs and faintnefs enfue, which do not continue long though the fultrinefs be encreas d for fome daies after, becaufe the weight of the perfpirable body is abated” - (fr:541) [se un calore intenso sopraggiunge all’improvviso, ne conseguono spossatezza e svenimento, che non durano a lungo sebbene l’afa aumenti per alcuni giorni dopo, perché il peso del corpo perspirabile è diminuito]. Il raggiungimento del peso tipico estivo è indicato come “the effec. of Sweat: ing” - (fr:537-538) [l’effetto del sudare].
[13]
[13.1-10]
13 Resoconto sulle regole stagionali della salute in un trattato scientifico antico
Osservazioni sulle differenze fisiologiche e igieniche tra estate e inverno, con particolare attenzione alla traspirazione e ai rischi di putrefazione.
Il testo analizzato è un estratto da un trattato scientifico, probabilmente di ambito medico o igienico, che stabilisce una serie di regole pratiche basate sull’osservazione degli effetti delle stagioni sul corpo umano. Il nucleo concettuale ruota intorno al principio della perspirazione (o traspirazione), considerata un processo fisiologico cruciale per la salute. L’opera organizza le sue osservazioni in paragrafi numerati in numeri romani (XXXIV, XXXV, XXXVI, XXXVII), suggerendo una struttura metodica e didattica.
Un elemento peculiare è la differenziazione stagionale netta nella risposta del corpo. Si afferma che “Robust bodies perspire more: : in: the Rules of Health, 63: in the Summer time, by day, in the Winter, by night” - (fr:551). Questa regola non solo quantifica il fenomeno (corpi robusti che traspirano di più), ma ne specifica il ritmo circadiano variabile a seconda della stagione: di giorno d’estate, di notte d’inverno. Il testo introduce poi una distinzione qualitativa nel “materia perspirabile”: “in the summer, mens bodies are fill’d with a perspirable matter of a sharper nature, than they are in winter” - (fr:553). Questa “natura più acuta” del sudore estivo è collegata alla patogenesi delle febbri maligne, spiegando perché un impedimento della respirazione (o traspirazione) in estate può introdurre una “malignant Feaver”, mentre in inverno “does hardly cause the least alteration” - (fr:553).
La regola successiva stabilisce una pratica igienica di vitale importanza, basata sulla teoria umorale della putrefazione. Avverte che “To sleep in the Summer-time with the body uncover’d, or abroad in the open Air, does for the most part dispose it to putrefaction, by hindring the perspiration” - (fr:555, 556). Il sonno all’aperto o a corpo scoperto non è quindi condannato per il raffreddamento, ma per l’ostacolo che pone alla traspirazione, processo ritenuto essenziale per espellere gli umori dannosi e prevenire la decomposizione interna. Il testo sembra presupporre che il corpo coperto favorisca una traspirazione corretta.
Storicamente, il frammento testimonia una fase pre-moderna della medicina, dove l’igiene e la dietetica si fondano su teorie galeniche degli umori e sulla fisiologia della traspirazione. La numerazione dei paragrafi e il tono prescrittivo indicano un’opera destinata a un pubblico colto o forse a medici praticanti, con l’intento di fornire regole chiare e derivate dall’esperienza. La grafia arcaica (come l’uso della ‘f’ lunga per la ‘s’ in “fummer”, “perfpire”, “fleep”) e l’antico formato di citazione (“Rules of Health, 63”) collocano il testo probabilmente tra il XVII e il XVIII secolo. La sua rilevanza risiede nel mostrare come la comprensione del corpo e della malattia fosse profondamente intrecciata con l’osservazione dei cicli naturali e di processi fisiologici fondamentali come la sudorazione, prima dell’avvento della microbiologia e della medicina di laboratorio.
[14]
[14.1-10]
14 Sulle conseguenze stagionali e ambientali dell’eccesso venereo
Un estratto di carattere medico-fisiologico che analizza gli effetti del clima e della stagione sulla percezione dei danni causati dall’eccesso sessuale.
Il testo, di natura scientifico-medica, esamina la relazione tra le condizioni ambientali (in particolare il caldo e il freddo) e la percezione fisica delle conseguenze negative derivanti dall’eccesso nell’attività venerea. Un concetto peculiare è che il danno non è percepito in modo costante, ma la sua manifestazione è modulata dal clima. Si afferma che “nel periodo estivo, quando il freddo succede improvvisamente al caldo, l’inconveniente di un’eccessiva Venere è difficilmente percepito” - (fr:564). Tuttavia, il danno diventa evidente solo con il ritorno del calore: “ma se l’Aria riassume il suo precedente calore, gli uomini sono molto consapevoli del danno che hanno ricevuto dal precedente malanno” - (fr:564). Questo passaggio introduce una dinamica temporale tra causa (l’eccesso) ed effetto percepito (il danno), mediata da una variabile esterna (la temperatura dell’aria).
Il testo presenta anche una regola di compensazione o bilanciamento. Viene proposto che un esercizio non immoderato della Venere possa avere un esito neutro o addirittura positivo in specifiche condizioni ambientali: “Il danno che gli uomini… ricevono dal non-immoderato esercizio della Venere è comunemente bilanciato da un uguale beneficio, se il calore è concentrato dall’aria calda” - (fr:567). Qui il termine chiave “concentrato” suggerisce un’azione dell’aria calda che intensifica o focalizza il calore corporeo, forse mitigando così gli effetti di dispersione o indebolimento legati all’attività sessuale. Il frammento “la materia perspirabile sia… acuta per via della sua ritenzione, o a causa del calore esterno, o del moto violento” - (fr:561, 562) fornisce un principio fisiologico di fondo, legando l’acutezza di una sostanza corporea (la “materia perspirabile”) a fattori come ritenzione, calore esterno e movimento violento, che potrebbe essere il quadro teorico per spiegare le osservazioni successive.
L’estratto ha valore di testimonianza storica di un pensiero medico umorale o ambientale, dove la salute è vista in stretta interazione con le condizioni atmosferiche e stagionali. Le “Regole della Morte” menzionate (fr:561) e la struttura in paragrafi numerati (XXXVII, XXXIX, XL) indicano un trattato sistematico, probabilmente volto a fornire precetti pratici per la conservazione della salute. Una possibile ambiguità risiede nel termine “mifcarriage” (fr:564), che in questo contesto non sembra riferirsi all’aborto spontaneo, ma a un generico “malanno” o “azione sbagliata”, cioè l’eccesso venereo stesso.
[15]
[15.1-15]
15 Regole stagionali per il mantenimento del peso e la prevenzione delle malattie
Precetti igienici basati sull’equilibrio umorale e la risposta del corpo al clima.
Il testo presenta una serie di regole di salute che legano la gestione del peso corporeo e la prevenzione delle malattie alle stagioni, secondo una logica umorale. Il principio cardine è che il freddo esterno concentra il calore interno, rafforzando la natura: “External cold, by concentrating the heat, makes nature so much the stronger” - (fr:591). Questa forza si misura nella capacità di sopportare un eccesso di materia perspirabile, quantificato in “about 70 pounds of perspirable matter unevacuated over and above its ordinary weight” - (fr:591).
La gestione del peso e la purificazione del corpo devono seguire un calendario stagionale preciso. Il dimagrimento non va praticato in primavera ma in autunno, perché “the cold air then coming in is a greater enemy to the weight” - (fr:578). Allo stesso modo, chi è soggetto a malattie da abbondanza di umori deve essere purgato in autunno e riportato “to the weight they were of at the beginning of Summer” - (fr:584). Al contrario, se le malattie “proceed from some malignant quality, the bodies are to be purg’d in the Spring, and not in Autumn” - (fr:586), poiché la malignità si aggrava d’estate.
Un tema peculiare è l’importanza cruciale dell’abbigliamento, che media la relazione tra il corpo e il clima. Vestirsi bene favorisce la perspirazione e riduce il peso: “He who is well cloath’d perspires the better for it, and is rendered of less weight” - (fr:582). Sbagliare i tempi di vestizione ha conseguenze patologiche: chi in primavera “divest themselves too soon, and in Autumn are backward in putting on their winter-garments” - (fr:588), incorre in febbri d’estate e distillazioni (catarri) d’inverno.
La ritenzione della materia perspirabile è identificata come causa diretta di malattie specifiche: la sua qualità acuta causa “Feavers, and Erysipelas’s” - (fr:590), mentre la sua semplice ridondanza causa “Apostems, Distillations, or an evil habit of the body” - (fr:590). L’approccio complessivo testimonia una medicina pre-moderna che interpreta la salute come un equilibrio dinamico tra l’organismo e l’ambiente, regolato attraverso pratiche di governo del corpo stagionali e quantitative.
[16]
[16.1-16]
16 Resoconto sull’analisi di un frammento di trattato fisiologico settecentesco
Osservazioni sperimentali sulla correlazione tra dieta, digestione e quantità di perspiratio insensibilis.
Il testo analizzato è un frammento di un trattato scientifico, verosimilmente del XVIII secolo, che indaga il fenomeno della traspirazione insensibile (perfpire) in relazione alla quantità e al tipo di cibo ingerito. Il metodo è quello dell’osservazione e della misurazione quantitativa, tipico della scienza moderna nascente. L’unità di misura utilizzata per la traspirazione è l’oncia, mentre la salute è misurata in “Bules of pealth” (fr:621), termine peculiare e forse una resa ortografica antica o un refuso per “rules of health”.
Il concetto centrale è che la quantità di traspirazione è inversamente proporzionale alla “bontà” della digestione. Un corpo ben nutrito ma non sovraccarico traspira di meno: “A full body, that… does, not … perfpires much about… the fame rate as one in a manner fasting” - (fr:625, 626, 627) [Un corpo pieno, quello… non… traspira pressappoco… nella stessa misura di uno in un certo modo a digiuno]. I cibi molto nutrienti, ad eccezione del montone, se consumati a cena, portano a una traspirazione non superiore a diciotto ore la notte successiva: “Meats that are very nourishing, mutton only excepted… do not usually perfpire above eighteen ounces” - (fr:629) [Le carni che sono molto nutrienti, solo il montone eccettuato… di solito non traspirano più di diciotto once].
Emergono gerarchie tra gli alimenti. Il montone (mutton) è presentato come un’eccezione significativa, menzionato separatamente (fr:629) e oggetto di un aforisma autonomo: “Mutton is.” - (fr:636) [Il montone è.]. Questa incompletezza suggerisce che il testo originale proseguisse elogiandone le proprietà o specificandone il comportamento digestivo, indicandolo forse come un alimento nutriente ma non ostacolante la traspirazione. Al contrario, i cibi che causano “obftinate crudities” (fr:632) [ostinate crudità], cioè indigestioni persistenti, sono implicitamente sconsigliati.
Il testo ha valore storico come testimonianza della fisiologia umorale in transizione verso modelli quantitativi. La “perspiratio insensibilis” era un concetto cardine nella medicina del tempo (respiro attraverso la pelle) e la sua misurazione era ritenuta un indicatore cruciale dell’equilibrio salutare. L’attenzione alla dieta e alla digestione come regolatori di questo processo colloca il frammento nel solco della tradizione ippocratico-galenaica, ma l’insistenza sulla misura in once ne segnala l’appartenenza a un’epoca di sperimentalismo. L’ortografia irregolare (es. “perfpire”, “nourifhment”, “obftinate”) e l’uso dell’long s (ſ) sono peculiari del periodo e della stampa dell’epoca.
[17]
[17.1-10]
17 Regole dietetiche per la salute e la longevità: un estratto secentesco
Precetti per una dieta equilibrata e critica alle abitudini irregolari.
Il testo propone regole precise per il mantenimento della salute attraverso la dieta, stabilendo una quantità ideale di cibo giornaliera. Il nucleo del consiglio è riassunto nella frase: “That proportion therefore of meat; which… will bring thee to two and twenty ounces, which is the mean between the other two, will promife thee… infallible health and long life” - (fr:727, 728, 729) [Quella proporzione di cibo, dunque, che… ti porterà a ventidue once, che è la media tra le altre due, ti prometterà… salute infallibile e lunga vita.]. Viene quindi indicata una misura precisa (22 once) come punto di equilibrio salutare.
L’autore si confronta criticamente con opinioni mediche precedenti, giudicando non universalmente valido il consiglio di Celso sulla variabilità nell’uso delle “sei cose non naturali”: “The opinion of Celfys is not safe for all persons, to wit, that in the use of the six not natural things, men ought sometimes to be sparing, and sometimes to exceed” - (fr:730, 731) [L’opinione di Celso non è sicura per tutte le persone, cioè che nell’uso delle sei cose non naturali, gli uomini a volte dovrebbero essere moderati, e a volte eccedere.]. Il testo preferisce invece regole fisse e distributive.
Viene enfatizzata l’importanza della ripartizione regolare del cibo durante la giornata. Si afferma che è più facile mantenere il peso abituale con due pasti uguali che con una distribuzione squilibrata: “Bodies are with less trouble reduc’d to their usual weight, if men take four pounds of meat at dinner, and four at supper, observing a convenient interval, than if they take six at dinner and two at supper” - (fr:733, 734) [I corpi sono ridotti al loro peso usuale con meno difficoltà, se gli uomini prendono quattro libbre di cibo a pranzo, e quattro a cena, osservando un conveniente intervallo, che se prendono sei a pranzo e due a cena.].
Infine, viene condannata con severità la pratica di consumare pasti extra fuori dall’ordinario, considerata dannosa indipendentemente dalla quantità: “That person destroys himself by degrees, who eats once a day besides his ordinary meals; whether he eat little or much” - (fr:735) [Quella persona distrugge sé stesso a poco a poco, che mangia una volta al giorno oltre i suoi pasti ordinari; che mangi poco o molto.]. Questo passaggio sottolinea il valore della rigorosa regolarità più che della sola moderazione quantitativa.
[18]
[18.1-15]
18 Resoconto su un frammento di trattato dietetico-seicentesco
Analisi di principi fisiologici e dietetici basati sulle teorie umorali e della concozione.
Il testo estratto, strutturato in brevi capitoli o aforismi numerati in stile tardo-rinascimentale o seicentesco, tratta di fisiologia della digestione e di igiene alimentare secondo la teoria galenica degli “umori” e della “concozione”. Il concetto centrale è la distinzione tra cibi di “little nourifhment” (fr:741, 743) [scarso nutrimento] e di “much nutriment” (fr:747, 748) [molto nutrimento], e i loro effetti opposti sul corpo. I cibi di scarso nutrimento “mot- tens and loofens the belly, 1s foon digefted, and readily promotes the perfpiration” (fr:744) [muovono e rilassano il ventre, sono presto digeriti, e promuovono prontamente la perspirazione]. Al contrario, i cibi ricchi di nutrimento “binds the belly, … is of difficult concoction, and perfpires little” (fr:748) [costringono il ventre, … è di difficile concozione, e perspira poco].
La “concoction” (digestione intesa come cottura degli umori) è il processo fisiologico chiave. Una sua difficoltà, tipica dei cibi nutrienti, ha conseguenze sistemiche: “Where there is a difficulty of concoction, there is but a flow per{spiration” (fr:750) [Dove c’è una difficoltà di concozione, c’è solo una lenta perspirazione]. La perspirazione (qui probabilmente intesa come traspirazione insensibile o esalazione generale) è vista come processo vitale di eliminazione, ostacolato da una digestione laboriosa. Un passaggio anatomico peculiare corregge un’idea errata: “the Pylorus, or Stomach-gut, is not at the bottom, in men, as it is in Dogs” (fr:750) [il Piloro, o budello dello stomaco, non è in fondo, negli uomini, come lo è nei Cani], mostrando un tentativo di basare le regole dietetiche su una conoscenza anatomica specifica, seppur elementare.
Il testo mette in guardia dai pasti complessi. Mangiare “variety of meats” (fr:751) [varietà di carni] causa tre inconvenienti: “an excefs of eating, the concoction is lefs, and the per{spiration lefs” (fr:751) [un eccesso nel mangiare, la concozione è minore, e la perspirazione è minore]. Il momento di minima perspirazione coincide con la pienezza dello stomaco, “especially with variety of meats” (fr:753) [specialmente con varietà di carni]. Il frammento testimonia la medicina pre-scientifica, dove salute e malattia sono governate dall’equilibrio di processi qualitativi (digestione, traspirazione) e dove le regole dietetiche hanno un ruolo terapeutico e preventivo primario, come indicato dal titolo generale “Rules of health” (fr:748, 754). La grafia arcaica (come “f” per “s” in “perfpiration”) e l’uso di termini come “concoction” e “juice” (succo umorale) sono elementi peculiari che collocano il testo nella tradizione medica umorale tra il XVI e il XVII secolo.
[19]
[19.1-11]
19 Resoconto sul trattato di dietetica e fisiologia seicentesco
Osservazioni sugli effetti degli alimenti sulla complessione e sul peso del corpo.
Il testo analizzato è un estratto da un trattato scientifico, probabilmente del XVII secolo, incentrato sulle relazioni tra dieta, processi corporei e benessere fisico. Il nucleo tematico riguarda la concozione (digestione) e come la natura dei cibi influisca sullo stato del corpo. Un concetto cardine è espresso nella frase: “Then is a living creature in the worst condition, when all the concoction is compleated” - (fr:776) [Allora una creatura vivente è nella peggiore condizione, quando tutta la concozione è completata]. Ciò suggerisce che il completamento della digestione, piuttosto che il suo svolgersi, rappresenti un momento di particolare gravosità per l’organismo.
Il testo distingue gli effetti dei cibi solidi e liquidi, e di quelli più o meno deperibili. Le carni non prone alla putrefazione sono collegate a stati negativi: “Meats not apt to perish are wont to cause obstructions, corruptions, lassitude, pensiveness, and ponderosity” - (fr:774) [Le carni non prone a perire sono solite causare ostruzioni, corruzioni, lassitudine, pensosità e ponderosità]. Viene inoltre stabilito un principio apparentemente paradossale sul peso: “the body seems to be more burthensome than ordinary, while yet it is of less weight” - (fr:777) [il corpo sembra essere più gravoso del normale, mentre tuttavia è di minor peso]. Questo paradosso si chiarisce con l’osservazione successiva: un eccesso alimentare seguito da grandi evacuazioni rende il corpo, il giorno dopo, più leggero del solito (“the body is, next day, lighter than usual” - fr:780).
Un passaggio peculiare riguarda il confronto tra cibi liquidi e solidi, con un’affermazione che contraddice l’intuizione comune: “Liquid meats, supposing an equality as to quantity, are more ponderous than the solid” - (fr:782) [I cibi liquidi, supposta un’uguaglianza riguardo alla quantità, sono più ponderosi del solido]. La prova addotta è empirica: i liquidi vanno a fondo, i solidi stanno a galla; una tazza di vino o brodo pesa più di un intero pane. Questo evidenzia un metodo basato sull’osservazione sensibile, sebbene applicato in modo non sistematico.
Il significato storico del testo risiede nella sua testimonianza del pensiero medico-dietetico pre-moderno, dove concetti come “concoction”, “obstructions” e “corruptions” riflettono una teoria umorale o galenica della salute. L’attenzione agli effetti “sensibili” (come il peso e la sensazione di gravosità) e l’uso di esempi concreti (la tazza di vino, il pane) mostrano un tentativo di ancorare le teorie a dati osservativi, pur all’interno di un quadro concettuale oggi superato. La struttura in brevi paragrafi numerati (LXII, LXIII, LXIV) e il titolo finale “Rules of Health” - (fr:783) [Regole della Salute] lo inquadrano come un manuale di precetti pratici.
[20]
[20.1-15]
20 Regole di salute sul sonno e le sue alterazioni
Precetti igienici del XVII secolo sulle conseguenze del digiuno notturno, sulla perspirazione come indicatore e sugli effetti del cambio di letto.
Il testo, un trattato di medicina antica, stabilisce una serie di regole empiriche che collegano le abitudini pre-sonno, le condizioni fisiologiche e l’ambiente ai disturbi del riposo e alla salute. Il primo concetto cardine è il pericolo di coricarsi a stomaco vuoto per le persone di costituzione “cholerick” (biliosa o collerica). Questa pratica causa una serie di “inconveniencies”: “the belly and head are fill’d with crudities, their temples beat, their flefh wattes” - (fr:952) [la pancia e la testa si riempiono di crudità, le loro tempie battono, la loro carne deperisce]. I sintomi descritti sono vividi e includono spasmi, bruciori e gravi disturbi neurologici: “vehement ftretchings about the armes and hands, fometimes a heart-burning, or corrofion of the mouth of the Stomach, vertigo’s and epileplies” - (fr:953) [stiramenti violenti circa le braccia e le mani, talvolta un bruciore di stomaco, o corrosione dell’orificio dello stomaco, vertigini ed epilessie].
Un secondo pilare del ragionamento è il ruolo della perspirazione (traspirazione) come segno prognostico. Una traspirazione più abbondante del solito prima di dormire è benefica: “a more plentiful fupper promifes a longer and {founder {leep” - (fr:955) [una cena più abbondante promette un sonno più lungo e più sano]. Al contrario, una traspirazione ridotta è un presagio negativo: “the foreteller of difturbed fleep , and a troublefom night” - (fr:957) [l’annunciatore di un sonno disturbato, e di una notte tormentosa]. La valutazione prosegue al risveglio: se dopo un sonno breve e agitato il corpo è freddo e sopraggiunge la febbre, la prognosi è infausta per i deboli (“it commonly prefignifies death” - (fr:959)) e grave per i forti.
Infine, l’analisi si sposta sull’ambiente, notando gli effetti negativi del cambio di letto. Questo disturba il sonno e riduce la perspirazione, perché “unwonted things, though better, are prejudicial to body and mind” - (fr:963) [le cose non consuete, sebbene migliori, sono pregiudizievoli per il corpo e la mente]. Una peculiare osservazione psicofisiologica conclude il brano: “Men dream more in a bed they are not accuftom’d to, than in that they conftantly ly in” - (fr:965) [Gli uomini sognano di più in un letto al quale non sono abituati, che in quello in cui giacciono costantemente].
Il significato storico del testo risiede nella sua testimonianza della medicina umorale e della sua attenzione ai dettagli della vita quotidiana come indicatori di salute. Il metodo è puramente osservazionale e deduttivo, basato su aneddoti (come il caso di Diodoro) e sull’idea che la stabilità delle abitudini e l’equilibrio dei fluidi corporei siano fondamentali per il benessere. I termini specifici (“cholerick con{titution}”, “crudities”, “perfpiration”) e la struttura in brevi aforismi numerati (da XXII a XXVII) lo caratterizzano come un manuale pratico di igiene del periodo pre-scientifico.
[21]
[21.1-31]
21 Sulla Perfrizione e i Segni del Sonno nella Fisiologia Seicentesca
Un trattato sulle regole della salute che indaga il ruolo critico della perfrizione, i suoi segni fisici e le conseguenze patologiche della sua ostruzione.
Il testo, estratto da un trattato scientifico del XVII secolo, espone una serie di regole igienico-fisiologiche incentrate sul concetto di “perfrizione”, ovvero la traspirazione o evaporazione insensibile dei fluidi corporei. Questo processo è considerato fondamentale per il mantenimento della salute, e la sua alterazione è vista come causa diretta di malattia. La teoria medica sottostante, di stampo umorale e iatrochimico, lega strettamente l’equilibrio degli “escrementi … insensibilmente perspirabili” alla prevenzione di stati febbrili e altri disturbi.
Un elemento peculiare è l’attenzione diagnostica riservata ai fenomeni che accompagnano il sonno e il risveglio. Lo stiramento degli arti e lo sbadiglio non sono gesti casuali, ma segni fisiologici precisi: “Lo stiramento, e l’allungamento delle giunture dopo il sonno denotano che il corpo ha perspirato molto bene” - (fr:979). Questi movimenti sono anzi descritti come mezzi efficaci di evacuazione, poiché “I corpi degli uomini perspirano di più in mezz’ora, sbadigliando, spalancando la bocca, e stirando il corpo, che in tre ore di qualsiasi altro tempo” - (fr:983-984). Il paragone con il comportamento animale (“dei Galli, percuotendosi con le loro ali prima di cantare” - fr:980) rafforza l’idea di un meccanismo naturale e universale.
La regolazione della perfrizione governa anche la durata del sonno. Un sonno più breve del solito indica un’ostruzione della perfrizione, e se non compensata “c’è qualche pericolo di una Febbre” - (fr:973). Al contrario, un bisogno di sonno prolungato o diurno segnala una ritenzione di perfritibili, che il corpo tenta di correggere: “il nostro sonno è tanto più lungo, quanto più era necessario che noi perspirassimo più del solito” - (fr:978). Il sonno post-prandiale pomeridiano è quantificato come un momento di intensa evacuazione, che può raggiungere “talvolta 1 libbra, talvolta mezza libbra di escrementi insensibilmente perspirabili” - (fr:991), a seconda della perfrizione del giorno precedente.
Le conseguenze di un’ostruzione sono severe e sistematiche. La ritenzione può causare sonnolenza, ma se non evacuata con il sonno di mezzogiorno, provoca “una grande pesantezza della testa, e un dolore molto afflittivo” - (fr:997). In contesti patologici acuti, come le parossismi, sbadigli e stiramenti indicano sia “la concentrazione del calore” che “l’evacuazione di una grande quantità di materia perspirabile acrimoniosa che era stata trattenuta” - (fr:988). L’ostruzione e l’insonnia diventano un circolo vizioso: “immediatamente questi due inconvenienti mutuamente conseguenti l’uno all’altro seguiranno, cioè, un’ostruzione della Perfrizione, e la Veglia” - (fr:1000).
Il testo ha valore storico come testimonianza di una medicina pre-moderna, dove l’osservazione empirica di segni corporei (durata del sonno, sbadigli) si intreccia a una teoria fisiologica umorale. La quantificazione della perfrizione in libbre e la ricerca di regole generali riflettono un tentativo di rendere sistematica e quasi meccanicistica la cura della salute. Un’ambiguità risiede nel riferimento alternato a “Rules of Health” e “Rules of Wealth” (fr:976, 977, 983), che potrebbe essere un errore di stampa o un curioso giunto lessicale. La prescrizione di non somministrare medicine “durante il tempo della loro migliore perfrizione, che è comunemente per lo spazio di due ore dopo il sonno” - (fr:986) illustra il principio terapeutico di non interferire con i processi naturali di evacuazione ritenuti salutari.
[22]
[22.1-11]
22 Analisi di un frammento fisiologico seicentesco sulle virtù del sonno e della veglia
Un trattato medico che stabilisce regole di salute attraverso gli effetti fisiologici opposti del sonno e della veglia.
Il testo, estratto da un trattato scientifico del XVII secolo, presenta una serie di aforismi numerati (XLVII, XLVIII, XLIX, LI) che delineano in modo sistematico e contrapposto gli effetti del sonno e della veglia sugli “spiriti” e sulle parti del corpo. Il quadro teorico si fonda sulla dottrina umorale e sulla fisiologia degli spiriti (animali, vitali e naturali), tipica della medicina pre-moderna.
Un concetto cardine è la distinzione tripartita degli spiriti e la loro reazione opposta al sonno e alla veglia. Il sonno rafforza gli spiriti vitali e naturali ma indebolisce quelli animali: “By Sleep the animal fpirits languith” - (fr:1024) [Con il sonno, gli spiriti animali languiscono]. Al contrario, la veglia corrobora gli spiriti animali ma indebolisce gli altri: “By Vigilance the animal {pirits are corroborated, -but the vital ‘and natural languith.” - (fr:1026) [Con la veglia, gli spiriti animali sono corroborati, ma quelli vitali e naturali languiscono].
Il trattato procede poi a un’analisi degli effetti sul calore e sulla leggerezza delle parti interne ed esterne del corpo. Assegna al sonno il potere di riscaldare e alleggerire gli organi interni: “By Sleep the internal parts are more heated, and are alfo |, made more light.” - (fr:1028) [Con il sonno, le parti interne sono più riscaldate, e sono anche rese più leggere]. La veglia, invece, produce lo stesso effetto sulle parti esterne: “By Vigilance the external more hot, and alfo more light.” - (fr:1029) [Con la veglia, le parti esterne [sono rese] più calde, e anche più leggere].
Un passaggio peculiare e rilevante è l’avvertimento sugli eccessi, in particolare del sonno. L’autore descrive un esito patologico del dormire troppo: “By too much {leep the internal and external parts grow cold, the humours are forcibly ‘crowded in, and made imperG {pi… fpirable, and the bodies are rendred more ponderous.” - (fr:1030, 1031) [Con troppo sonno le parti interne ed esterne si raffreddano, gli umori sono forzatamente compressi all’interno, e resi imperfettamente spirali, e i corpi sono resi più pesanti]. Qui emergono dati fisiologici specifici (freddo, pesantezza) e un termine tecnico centrale come “humours” (umori), la cui compressione e alterazione diventa causa di malattia.
Storicamente, il frammento è una testimonianza della pratica medica deduttiva e qualitativa precedente al metodo sperimentale. Le “Regole di salute” (Rules of health) sono formulate come precetti basati su un sistema teorico coerente (spiriti, umori, calore), piuttosto che su osservazioni cliniche quantitative. La struttura aforistica e la numerazione rivelano un intento didattico e mnemonico, volto a fornire uno strumento pratico per la preservazione della salute secondo i canoni scientifici dell’epoca.
[23]
[23.1-20]
23 Resoconto sulle regole igienico-dietetiche per il sonno e la digestione
Un estratto di un trattato scientifico del XVII secolo che espone le correlazioni tra sonno, digestione, esercizio e salute, riflettendo la teoria umorale.
Il testo, strutturato come una serie di aforismi o leggi (denominate “LEX”), delinea una serie di regole pratiche per preservare la salute e raggiungere longevità, incentrandosi sui concetti di concoction (concozione/digestione prima) e digestion (digestione dopo), nonché sulla perspiration (traspirazione) come processo chiave. Il principio fondamentale è che la salute deriva dall’equilibrio tra riposo e attività: “concoction is caus’d by fleep and re{t; digeftion by vigilance and exercife” - (fr:1067) [la concozione è causata dal sonno e dal riposo; la digestione dalla veglia e dall’esercizio].
Un elemento peculiare è l’attenzione agli effetti specifici di cibi e bevande assunti in momenti precisi del ciclo sonno-veglia. Si afferma che il “Diacydonium, or Marmalet” - (fr:1060) [Diacodion, o Marmellata], se preso dopo il primo sonno e senza bere dopo, induce il sonno. Allo stesso modo, “A {mall quantity of Generous Wine and Garlick caufe fleep and perfpiration” - (fr:1065) [Una piccola quantità di Vino Generoso e Aglio causa sonno e perspirazione], mentre una dose eccessiva ostruisce entrambi i processi. Queste prescrizioni illustrano una farmacopea e una dietetica umorale, dove le sostanze hanno qualità attive sull’equilibrio corporeo.
La perspiration è identificata come il fine ottimale dei processi corporei: “after concoation, tranfpiration is beft” - (fr:1059) [dopo la concozione, la traspirazione è la migliore]. Gli stati di malessere, come la pesantezza al risveglio, sono diagnosticati in base alla risposta all’esercizio. Se l’affaticamento scompare con l’esercizio consueto, il difetto era nella digestione; se persiste “it fignifies an accumulation of crudities, corruption of meat, or immoderate coition” - (fr:1072) [significa un accumulo di crudità, corruzione del cibo, o un coito immoderato]. Per rimuovere questa pesantezza sono raccomandati “thofe things which facilitate perfpiration: Thefe are abftinence, exercife, vigilance, and anger” - (fr:1076) [quelle cose che facilitano la perspirazione: queste sono astinenza, esercizio, veglia e rabbia], includendo uno stato emotivo come la rabbia tra i rimedi fisiologici.
Viene anche data importanza alla postura durante il sonno: “If the body lie loofe and flat, fleep is hurtful; if it be contracted, it is good” - (fr:1078) [Se il corpo giace libero e disteso, il sonno è dannoso; se è contratto, è buono]. La ragione fornita è che una posizione raccolta compatta le viscere, facilitando la concozione, mentre una posizione distesa le lascia “loofe” [sciolte], rendendo la concozione difficile. Un altro divieto assoluto riguarda il “Unnfual fleeping at noon” - (fr:1074) [Il dormire insolito a mezzogiorno], ritenuto dannoso per tutte le viscere e inibitore della perspirazione.
Il significato storico del testo è quello di una testimonianza della medicina galenica pre-moderna, dove la salute è gestita attraverso un rigoroso regime di vita (dieta, sonno, esercizio) volto a governare i processi fisiologici umorali. La promessa di longevità (“come to a great age” - (fr:1067)) è vincolata alla corretta esecuzione quotidiana di queste regole. La struttura in leggi numerate e lo stile assertivo, tipici dei canoni medici dell’epoca, riflettono un sapere che si presenta come dogmatico e derivante dall’osservazione sistematica, sebbene basato su un paradigma teorico ormai superato. L’uso del termine “Rules of Health” e “Rules of Death” - (fr:1071) nel titolo di una sezione sottolinea la visione binaria e moraleggiante del comportamento igienico.
[24]
[24.1-28]
24 Regole di salute: effetti dell’esercizio fisico sul corpo umano
Trattato sulle conseguenze fisiologiche dell’attività fisica violenta e moderata.
Il testo, strutturato in regole numerate, analizza gli effetti dell’esercizio sul corpo umano, distinguendo tra attività moderata e violenta, e collegandoli a concetti fisiologici come la “concozione” (digestione) e la “perspirazione” (traspirazione insensibile). L’esercizio moderato, eseguito a digestione completata, è presentato come salutare: “Allora l’esercizio è più salutare; quando, dopo il completamento della prima e seconda concozione, il corpo è ridotto due volte al giorno, prima del pasto, al suo peso consueto” - (fr:1138). Al contrario, l’esercizio violento è sistematicamente associato a effetti dannosi: indurisce il ventre disperdendo gli umori, rende il corpo più leggero accelerando l’evacuazione “insensibile”, affretta la vecchiaia e minaccia una morte prematura. La prova è citata dall’autorità del “Filosofo”: “quelle persone che sono esercitate muoiono prima di quelle che non lo sono” - (fr:1130).
Un concetto centrale è il bilancio tra escrezione “sensibile” (feci) e “insensibile” (traspirazione). L’esercizio violento altera questo equilibrio: “perché l’evacuazione insensibile è molto maggiore dell’escrezione degli escrementi sensibili fatta dal ventre” - (fr:1127). La perspirazione è considerata un processo cruciale, che può essere ostacolato da pratiche come il nuoto dopo lo sforzo, “poiché ostruisce moltissimo la perspirazione” - (fr:1141-1142), o dall’uso di frizioni e coppette su corpi pieni di crudità. Anche l’esercizio in un luogo ventoso è dannoso, poiché il vente causa “una difficoltà di respirazione” - (fr:1145).
Il testo fornisce anche valutazioni comparative su diverse attività. Il camminare è superiore ai mezzi di trasporto passivi nel promuovere una “dovuta perspirazione” - (fr:1149-1150). Per l’equitazione, si specifica che agisce maggiormente sulla parte superiore del corpo e che “l’ambio è l’andatura più salutare, il trotto il passo più malsano” - (fr:1147). Emerge una gerarchia di valori: la tranquillità della mente unita a un moto violento del corpo (come nel tennis) è preferibile al contrario, e il peso del corpo, misurato due volte al giorno, funge da indicatore oggettivo dello stato di salute.
[25]
[25.1-19]
25 Effetti fisiologici e regole per la moderazione nel coito secondo un trattato di salute del XVIII secolo
Un’analisi delle conseguenze dell’attività sessuale immoderata e dei segni della sua pratica salubre, basata sui principi umorali.
Il testo, estratto da un trattato di regole per la salute, esamina sistematicamente gli effetti dell’attività sessuale (“Coition”) sull’equilibrio fisiologico dell’organismo, interpretato attraverso concetti medici classici come la “Perfpiration” (Perspirazione o traspirazione insensibile) e le facoltà concottive (digestive). Il significato storico risiede nella testimonianza di una medicina pre-scientifica, dove i processi corporei sono descritti in termini di bilanciamento di fluidi, forze e calore, e dove il benessere psicologico (“satisfaction of the mind”) è riconosciuto come fattore fisiologicamente rilevante.
L’elemento peculiare e centrale è la teoria secondo cui i danni principali del coito immoderato derivano immediatamente dall’ostruzione della perspirazione e dal danno alle facoltà digestive. Come si afferma: “The mifchiefs occafion’d by immoderate Coition do mediately depend on the hindrance of Perfpiration, immediately on the hurt done to the concottive faculties” - (fr:1182) [I danni causati dal coito immodero dipendono mediatamente dall’ostruzione della Perspirazione, immediatamente dal danno arrecato alle facoltà concottive]. Una conseguenza diretta di questo è il raffreddamento dello stomaco: “The prefent inconvenience of immoderate Coition is the Refrigeration of the Stomach” - (fr:1195) [L’inconveniente immediato del coito immodero è il Raffreddamento dello Stomaco].
Il testo stabilisce criteri precisi per distinguere un atto sessuale benefico da uno dannoso. Il coito non è dannoso se, dopo il sonno successivo, non si avverte stanchezza e non cambia la percezione del peso corporeo: “We find that.Coition hath done good, if after the fubfequent fleep, there be no wearinefs felt, nor any alteration be made of the body, as to Gravity or Levity” - (fr:1184). I segni di un coito non nocivo sono ulteriormente specificati: urina ben digerita, agilità, respirazione facile e peso stabile a parità di dieta (“Urine equally concocted as before; Agility of body; a more eafy Refpiration, and-the fame weight of the body ftill conttnuings” - fr:1194).
Viene inoltre analizzato l’impatto del desiderio e dell’astinenza. Il pensiero venereo continuo può alterare il peso corporeo, rendendolo maggiore a stomaco pieno e minore a stomaco vuoto (fr:1186-1187). L’astinenza forzata in chi ha una forte inclinazione alla venere produce un’“agility of body” perché migliora la perspirazione (fr:1190). D’altra parte, la realizzazione di un desiderio a lungo accarezzato mitiga gli effetti negativi, poiché la soddisfazione mentale promuove la perspirazione del cuore e ne aumenta la forza, facilitando il recupero (“the fatisfaction of the mind does then promote the Perfpiration of the heart, and augments its ftrength” - fr:1188).
Tra le conseguenze patologiche dell’eccesso, il testo menziona l’ostruzione della perspirazione abituale (“the fourth part of the ufual per-fpiration is commonly obftructed in moft perfons” - fr:1178-1179), la perspirazione di crudità (umori non digeriti) che causa brividi (“occasions the Perfpiration of Crudities, which afterwards caufes a Chilnefs over the whole body” - fr:1191), e, a lungo termine, palpitazioni nelle sopracciglia, nelle articolazioni e infine negli organi principali (fr:1195). Un dato quantitativo rilevante è la menzione della quarta parte della perspirazione abituale come comunemente ostruita (fr:1178).
[26]
[26.1-30]
26 Regole di salute sull’eccesso nel coito
Un trattato fisiologico seicentesco sui danni fisici dell’eccesso venereo, basato sulla teoria umorale.
Il testo esamina gli effetti fisiologici dannosi del coito immoderato, spiegandoli attraverso la dinamica degli umori e degli spiriti vitali. Il principio causale centrale è che l’eccesso venereo diminuisce il calore naturale: “By immoderate Coition, the’ natural heat is diminifh’d” - (fr:1222). Da questa diminuzione primaria ne consegue una riduzione della traspirazione: “by the diminution of the heat, there comes a diminution of the Perfpiration” - (fr:1222, 1223). La catena patologica prosegue con la generazione di flatulenza e palpitazioni cardiache.
L’analisi si sofferma sugli effetti specifici su diversi organi. Il coito riscalda fegato e reni perché il calore ivi eccitato non si disperde, ma raffredda stomaco, cervello e cuore, poiché il calore innato viene dissipato attraverso i passaggi resi più aperti: “Coition heats the liver and~ reins, becaufe the excited heat exhales not: but it cools the {tomach,the brain,and the heart, becaufe-it is-wholly excited through the more open paflages, and the innate heat is thereupon in fome part diflolved” - (fr:1226). Questa alterazione termica produce sintomi precisi: bile nel fegato, dolore ai reni, umori crudi nello stomaco, catarro nel cervello e sincope nel cuore.
Un passaggio peculiare descrive il meccanismo della vista indebolita con l’età, per introdurre l’utilità degli occhiali. Si afferma che le fibre degli occhi diventano opache “Upon the diminution of perfpiration” - (fr:1218), e la visione avviene attraverso spazi minuscoli, come in una grata. Gli occhiali servono a unire i raggi in un punto per vederli distintamente: “Speihe | Ctacles unite the objedts iato a jhe |point, that they may be diftin@- vie [ly feen through one fingle yer | fpace” - (fr:1218). Questo collega indirettamente la diminuita traspirazione (causata anche dal coito) all’indebolimento generale.
L’atto è definito un movimento violento di corpo e mente: “it isa ychement motion of the body and mind” - (fr:1235, 1237). Il corpo è scosso da una concussione di tutte le membra, mentre nella mente si allenta il legame con il corpo, cioè lo spirito vitale. L’effetto immediato è un alleggerimento, seguito però dall’ostruzione della traspirazione. Il sonno dopo il coito può essere dannoso se attira crudità al cuore, causando languore e aumento di peso.
Si forniscono regole dietetiche e comparative. Dopo l’eccesso, il cibo che genera flatulenza (come ostriche e vino nuovo) è pericoloso perché impedisce al corpo di tornare al suo peso usuale. Le persone magre sono più danneggiate perché si riscaldano e raffreddano di più. Gli effetti sono diversi per età: “Old men by the ufe of moderate coition become moie ponderous and more cold ; but young menmorelight, and more hot” - (fr:1242, 1243). Nei giovani, il coito moderato corrobora i tre calori (animale, vitale e naturale) attraverso il movimento, l’evacuazione del superfluo e l’alacrità.
[27]
[27.1-16]
27 Resoconto sulle connessioni tra passioni, perspirazione e salute
Un estratto di un trattato scientifico antico che esplora l’influenza degli stati emotivi sui processi fisiologici, in particolare sulla perspirazione, e le conseguenze patologiche.
Il testo analizza la relazione causale tra gli stati emotivi dell’animo e la salute fisica, concentrandosi sul meccanismo della perspirazione. L’idea centrale è che le passioni della mente influenzino direttamente l’equilibrio fisiologico, specialmente l’espulsione dei “materia perspirabile” dal corpo.
Viene stabilita una gerarchia tra emozioni in base ai loro effetti corporei. Da un lato, le emozioni negative come la paura e il dolore sono costantemente associate a effetti dannosi: “Hence it comes to pafs that fuch as are fubjec&t to Fear and Grief are apt to be troubled with obftructions, ‘hardnefs of the parts, ‘and hypochondriacal affections” - (fr:1288) [Ne consegue che coloro che sono soggetti a Paura e Dolore sono inclini a essere afflitti da ostruzioni, indurimenti delle parti, e affezioni ipocondriache.]. Queste emozioni ostacolano la perspirazione, trattenendo gli escrementi grossolani nel corpo: “Grief and fear obftruc& the perfpiration of the grofs perfpirable excrements” - (fr:1298) [Il dolore e la paura ostruiscono la perspirazione dei grossolani escrementi perspirabili.]. Questa ritenzione ha conseguenze specifiche: “By fadnefs and fear the members moft full of moifture are, eafily indurated” - (fr:1296) [Per la tristezza e la paura, i membri più pieni di umidità sono facilmente induriti.] e “Grief, if it continue long, brings a coldnefs on the flefh” - (fr:1303) [Il dolore, se continua a lungo, porta un freddo sulla carne.].
Dall’altro lato, emozioni come la gioia e la rabbia hanno un effetto opposto, benefico: “Such as are angry or joyful feel no wearinefs in travelling for their ‘bodies -eafily perfpire” - (fr:1290) [Coloro che sono arrabbiati o gioiosi non sentono stanchezza nel viaggiare poiché i loro corpi facilmente perspirano.]. La libertà della respirazione e della perspirazione è quindi presentata come uno stato ideale, fortemente favorito da uno stato mentale positivo: “Nothing contributes more to freedom of refpiration, than {atisfaction and confolation of mind” - (fr:1293, 1294) [Niente contribuisce più alla libertà di respirazione, della soddisfazione e consolazione della mente.].
Il testo introduce una distinzione qualitativa all’interno della materia perspirabile, collegandola a stati emotivi specifici: “The ponderous part Of perfpirable matter being more than ufually retain’d in the body, difpofes a man to fadnefs and fear; but the light part: difpofes him to gladnefs and anger” - (fr:1291, 1292) [La parte ponderosa della materia perspirabile, essendo più del solito trattenuta nel corpo, dispone un uomo alla tristezza e alla paura; ma la parte leggera lo dispone alla gioia e alla rabbia.]. Viene inoltre notato un circolo vizioso tra ostruzione ed emozione: “and the obftruction of perfpiration, from: what caufe foever it, proceeds, caufes grief and fear” - (fr:1300) [e l’ostruzione della perspirazione, da qualsiasi causa proceda, causa dolore e paura.].
Il significato storico del testo risiede nella sua testimonianza di una fisiologia umorale e psicofisica pre-moderna, dove non esiste una netta separazione tra psiche e soma. Le emozioni sono forze attive che alterano direttamente gli equilibri materiali del corpo, e la loro gestione è parte integrante delle “Regole della salute”. Il linguaggio, con termini come “obftructions”, “hardnefs”, “hypochondriacal affections” e “grofs perfpirable excrements”, riflette la concettualizzazione medica dell’epoca, incentrata su flussi, ostruzioni e qualità (freddo, umido, pesante, leggero) dei componenti corporei.
[28]
[28.1-13]
28 Sull’Influenza degli Affetti sulla Salute e la Ritenzione della Materia Perspirabile
Analisi di estratti seicenteschi sulla teoria umorale e il potere terapeutico delle passioni contrarie.
Il testo, strutturato in regole numerate, tratta del rapporto tra stati emotivi, fisiologia umorale e l’insorgenza di malattie, riflettendo la persistente teoria galenica degli umori nel pensiero scientifico del XVII secolo. Il concetto centrale è la materia perspirabile (o perfpirable matter), un effluvio corporeo la cui corretta escrezione è fondamentale per la salute. La sua ritenzione, causata da specifiche passioni, genera squilibri.
La tristezza (grief) è identificata come causa intrinseca di malattia. Essa trattiene la materia perspirabile, rendendola acre e pesante, come si evince dalla frase: “for pleafant humours are thereby diffus’d through the body, and thereupon ponderofity and acrimony are taken off from it” - (fr:1310) [poiché umori piacevoli sono così diffusi attraverso il corpo, e pertanto la pesantezza e l’acre qualità sono rimosse da esso]. La sua ritenzione può portare a esiti letali: “that feaver which a man falls into after much grief difcovers it felf in cold fweats, and thofe many times mortal” - (fr:1307) [quella febbre nella quale un uomo cade dopo molta tristezza si manifesta in sudori freddi, e quelli molte volte mortali].
Il principio terapeutico proposto è quello delle passioni contrarie, secondo una logica di bilanciamento umorale tipica dell’epoca. Non si usano medicine, ma emozioni opposte: “fora paffion of the.mind is overcome, not by Medicines, but by fome contrary paffion : for contraries.are under the fame genus” - (fr:1312) [poiché una passione della mente è vinta, non da Medicine, ma da qualche passione contraria: poiché i contrari sono sotto lo stesso genere]. In particolare, “Anger and hope take away fear, and joy taketh away fadnefs” - (fr:1312) [L’ira e la speranza tolgono la paura, e la gioia toglie la tristezza].
Un passaggio peculiare affronta una possibile contraddizione nella qualificazione della materia ritenuta, ammettendo una complessità nella diagnosi umorale. Si afferma che “It does not imply any contradiction, to affirm, that the retention of the perfpirable matter ta melancholy perfons, is cold and acrimonious, or hot” - (fr:1316) [Non implica alcuna contraddizione, affermare che la ritenzione della materia perspirabile nelle persone malinconiche, è fredda e acre, o calda], spiegando che un fegato può essere “cold in refpe& of the natural heat, and’hot, in refpect of the-adventitious” - (fr:1316) [freddo rispetto al calore naturale, e caldo, rispetto a quello avventizio].
Infine, il testo stabilisce un’analogia tra la causa interna (l’emozione) e quella esterna (l’ambiente) delle malattie. Sia la malinconia che “a clofe muddy air” (fr:1318) [una chiusa e fangosa aria] causano malattia attraverso lo stesso meccanismo: “they are immediately occafion’d by the grofinefs of the perfpirable matter which is retain’d” - (fr:1318) [esse sono immediatamente provocate dalla grossolanità della materia perspirabile che è trattenuta]. La differenza è nel tipo di ostruzione: “For grief does intrinfecally obftru& the excretion of the grofs matter, ’and the muddy air does it extrinfecally” - (fr:1318) [Poiché la tristezza ostruisce intrinsecamente l’escrezione della materia grossolana, e l’aria fangosa lo fa estrinsecamente].
[29]
[29.1-25]
29 Resoconto sull’estratto dalle “Regole della Salute” di Santorio Santorio
Analisi di un testo seicentesco sulla fisiologia umana che indaga la relazione tra passioni della mente, moto corporeo e perspirazione insensibile.
Il testo, estratto dalle Regole della Salute di Santorio Santorio, tratta della complessa interazione tra attività fisica, moto della mente (cioè le passioni e i pensieri) e i processi fisiologici del corpo, in particolare l’evacuazione e il riempimento dei “passaggi” interni e la perspirazione. Il pensiero di Ippocrate viene citato come autorità di riferimento.
Un concetto centrale è che le passioni violente della mente hanno un effetto diretto e dannoso sulla fisiologia. Si afferma che quando i passaggi del corpo “sono evacuati, e subito dopo riempiti”, si genera il male delle passioni della mente: “cavities of the: paffages be evacuated, and afterwards prefently fill’d, it was rightly faid of Hippocrates, that evil paffions of the mind are generated” - (fr:1363) [le cavità dei passaggi vengono evacuate, e subito dopo riempite, fu giustamente detto da Ippocrate che sono generate cattive passioni della mente]. Questo processo è particolarmente pericoloso per i collerici, per i quali un esercizio immoderato è dannoso perché i loro passaggi “are immediately empty’d, and with much violence are fill’d up again” - (fr:1365) [sono immediatamente svuotati, e con molta violenza sono riempiti di nuovo].
Viene stabilita una gerarchia tra l’azione del corpo e quella della mente. L’affezione immoderata della mente è dichiarata più dannosa di un moto immoderato del corpo: “An immoderate affection of the mind is more hurtful, than an immoderate motion of the body” - (fr:1380). La differenza fondamentale risiede nel rimedio: mentre il moto violento del corpo “is taken off by reft and fleep” - (fr:1386) [viene rimosso dal riposo e dal sonno], quello della mente non lo è “by neither reft nor fleep” - (fr:1386). La mente è descritta come il soggetto interno attivo, “which rather moves, than is moved” - (fr:1375) [che piuttosto muove, che è mossa], paragonata allo sperma dell’uomo per la sua potenza in piccolo volume.
Il testo esamina anche il fenomeno della perspirazione insensibile, cardine delle ricerche di Santorio. Si osserva che un corpo disteso “does perfpire more, and becomes of lefs weight, if the mind be vehemently active, than if the body were ina véry {wift motion, and the mind were idle” - (fr:1371) [traspira di più, e diventa di minor peso, se la mente è veementemente attiva, che se il corpo fosse in un moto molto veloce, e la mente fosse inattiva]. Tuttavia, una perspirazione eccessiva causata da un’agitazione della mente, e non dal moto corporeo, è più difficile da normalizzare: “are with greater difficulty: reduc’d~ te their ufual and healthy Perfpitation” - (fr:1378) [sono ridotte con maggiore difficoltà alla loro solita e salutare Perspirazione].
Infine, si nota uno stato di equilibrio in chi non fa esercizio, dove “the paflages are not empty d, nor are there any evil paflions of the mind contracted” - (fr:1369) [i passaggi non sono svuotati, né si contraggono cattive passioni della mente], suggerendo una visione di moderazione.
[30]
[30.1-16]
30 Confutazione di erronee credenze sui fluidi corporei e sul peso
Replica seicentesca a teorie fisiologiche popolari, basata sull’osservazione e la misura.
Il testo costituisce una critica metodica a una serie di affermazioni, probabilmente di un interlocutore non nominato, riguardanti la natura degli spiriti animali, la fisiologia del sonno e la percezione del peso nei corpi viventi. L’autore contesta puntualmente ogni punto, evidenziando l’assenza di osservazione empirica e la confusione tra percezione soggettiva e misura oggettiva.
Una prima serie di obiezioni riguarda la fisiologia. L’autore rigetta l’idea che gli “spiriti” siano inanimati e più pesanti dell’aria: “affirms, | that the fpirits are; imanimate; and that they gravitate more than ait” - (fr:1428). Contesta anche la tesi secondo cui i corpi umani sono più freddi di notte perché “they perfpire little, or nothing” - (fr:1431), negando di aver mai osservato che “the pulfe and nocturnal! perlpiration are figns of a more hot body” - (fr:1432-1433). La confutazione si basa sull’esperienza comune e sulla mancata verifica sperimentale delle affermazioni avversarie.
Un secondo nucleo concettuale affronta la questione del peso dei corpi viventi rispetto a quelli morti, smontando una credenza popolare con un dato pratico del commercio. L’autore definisce “folle” chi pensa che “living: bodies are lighter than the dead” - (fr:1435), portando come prova l’usanza dei macellai e dei pescivendoli di fare “a deduction of ten pounds in the hundred weight” - (fr:1437) quando vendono animali vivi, evidentemente per il minor peso.
Infine, l’autore introduce una distinzione cruciale tra la sensazione soggettiva di leggerezza e il peso misurato oggettivamente. Rimprovera a chi non considera “the difference there is between ones being Jight, if weigh’d in: the ballance, and the fame perfon’s feeling himfelf lighter” - (fr:1439). Spiega infatti che “A man may be fenfibleof his being very ponderous, and yet be lighter in the ballance” - (fr:1440-1441), separando nettamente la fenomenologia percettiva dai dati della fisica meccanica. Il testo si conclude con un riferimento alle “Mules of tealth” - (fr:1443), forse un errore di stampa per “Muses of health” o un termine tecnico non comune, che rimane ambiguo.
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[31.1-15]
31 Resoconto sullo scontro dottrinale nella medicina statica del XVII secolo
Replica alle critiche contro la medicina statica e difesa del suo metodo sperimentale.
Il testo, un estratto polemico di un trattato scientifico del XVII secolo, costituisce una vivace difesa della cosiddetta “Statick Medicine” (Medicina Statica) contro le obiezioni sollevate da un critico, sprezzantemente definito “Staticomaftix” (fr:1469) e “trifling Anfwerer” (fr:1476). L’autore ribatte punto per punto, evidenziando il valore della scoperta empirica moderna rispetto all’autorità degli antichi.
La prima argomentazione confuta l’idea che la dottrina sia “vain” (vana) solo perché “Galen made no mention of Statick Medicine” (fr:1463) [Galeno non fece menzione della Medicina Statica]. Si sostiene che questa assenza nelle fonti classiche non sia rilevante, poiché “we have found out many inftruments, and thofe not contemptible, which were not known before our times” (fr:1464) [abbiamo scoperto molti strumenti, e quelli non disprezzabili, che non erano conosciuti prima dei nostri tempi]. Questo passaggio è centrale, poiché rivendica il progresso scientifico al di là dell’autorità galenica.
Un altro punto di attrito riguarda la quantificazione della dieta. L’autore cita un commentatore di Ippocrate il quale “affirms, that the meat is proportionated to the difflation” (fr:1466) [afferma che il cibo è proporzionato alla distillazione (cioè alla traspirazione insensibile)]. Da questo principio, applicato alla maggiore traspirazione invernale, si deduce la necessità di mangiare di più in quella stagione e, di conseguenza, l’utilità di conoscere il peso preciso del cibo, cosa che invece “the trifling Staticomaftix denies” (fr:1469) [il futile Staticomaftix nega]. La critica al detrattore è feroce: “The fool, making no expertments himfelf, denies thofe things, that others have found true by experience” (fr:1471) [Lo sciocco, non facendo egli stesso esperimenti, nega quelle cose che altri hanno trovato vere per esperienza]. Qui emerge il nucleo metodologico: la validità della conoscenza è basata sull’esperimento, non sulla mera disputa.
Il testo riporta infine un esempio concreto della precisione quantitativa perseguita dalla medicina statica: “If thirty fix ounces be perfpir’d in the {pace of one night, there will be thirty two of flefh, and four of excrements” (fr:1473-1474) [Se trentasei once vengono perse per traspirazione nello spazio di una notte, ne risulteranno trentadue di carne e quattro di escrementi]. Questa asserzione, presentata come un dato sperimentale, viene categoricamente rifiutata dal critico, che “puts the lie on all” (fr:1476) [dà del bugiardo a tutto].
Storicamente, il frammento testimonia l’aspro dibattito nella medicina del Seicento tra i sostenitori di un nuovo approccio quantitativo e sperimentale (la “statica medica”, che misurava input e output del corpo) e i difensori di un metodo più tradizionale e qualitativo basato sull’esegesi dei testi antichi. La veemenza del tono e gli epiteti ingiuriosi sottolineano l’alta posta in gioco nella ridefinizione dei criteri di validità del sapere scientifico.
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