Priestley - The history and present state of discoveries relating to vision, light, and colours | A | 10x
0.1 Storia e stato attuale delle scoperte relative a visione, luce e colori
Elenco di sottoscrittori e riferimenti bibliografici per l’opera di Joseph Priestley sulla filosofia sperimentale.
Sommario
L’opera raccoglie nomi di sottoscrittori, prevalentemente studiosi, mercanti e membri della Royal Society, tra cui “William Edwards, Efq; Ditto Edward Edwards, Efq; Ditto Bryan Edwards, Efq; St. Mary’s, Jamaica” e “Richard Watfon, D. D. F R.S. Profeffor of Divinity in Trinity College, Cambridge”, che supportano la compilazione della storia della filosofia sperimentale. Include biblioteche universitarie come “The Library of Queen’s College, Cambridge” e figure accademiche da Cambridge, Leeds e Londra, con copie multiple per alcuni, come “John Lee, Efq; Lincoln’s-Inn, 5 Copies”. Emergono temi minori su ottica e visione, con sezioni quali “SECTION I. Discoveries in opticks independent of telescopes AND MICROSCOPES, AND BEFORE THOSE OF KEPLER” e “CHAPTER I. Discoveries relating to the STRUCTURE OF THE EYE”, che trattano scoperte su rifrazione, inflessione e colori di lastre sottili.
Riferimenti bibliografici dominano, elencando opere come “Birch’s Hiftory of the Royal Society, 4 Vols.” e “Smith’s Opticks, Vols. Cambridge, 1738”, oltre a testi francesi e latini tradotti, ad esempio “Hiftoire de l’Academie Royale des Sciences from 1699” diventa “Storia dell’Accademia Reale delle Scienze dal 1699”. Citazioni puntano a osservazioni sperimentali, come “Boyle’s Works by Shaw, Vol.” per esperimenti su luce e moti vitali, e correzioni tipografiche quali “Page 414, 415, b. for Theoria, read Traite d’ Optique”. L’introduzione dedica l’opera al Duca di Northumberland, con prefazione che prega per il sostegno alla scienza, e menziona macchine teatrali e calcoli su arcobaleni, delimitando l’argomento a progressi in ottica dal XVII secolo, inclusi contributi di Descartes e Huygens.
0.2 Storia delle scoperte in ottica 2
Avanzamenti nella filosofia naturale della luce, dei colori e della visione attraverso esperimenti e controversie dal Rinascimento al Settecento.
Il testo raccoglie un resoconto storico delle scoperte in ottica, focalizzandosi su osservazioni e esperimenti che hanno illuminato le proprietà della luce e dei colori. Si parte da figure antiche come Aristotele, passando per Alhazen e Vitellio, fino ai contributi di Descartes, Kepler e Newton, che rivoluzionarono la comprensione della rifrazione e della rifrangibilità differenziale dei raggi luminosi. Si evidenziano controversie, come quelle tra Newton e Hooke sulla teoria dei colori, e scoperte indipendenti, ad esempio l’inflessione della luce osservata da Grimaldi e Hooke. Il narratore mira a condensare conoscenze disperse in libri e lingue diverse, offrendo un metodo storico per tracciare progressi: “la conoscenza filosofica è così dispersa in vari libri e lingue, che la lettura di ciò che è assolutamente necessario… richiederebbe più tempo e attenzione di quanto qualsiasi persona… dedicherebbe ad essa”. Si sottolineano esperimenti cruciali, come quelli di Newton sui prismi che dimostrarono “la diversa rifrangibilità dei raggi di luce”, e miglioramenti in strumenti ottici, inclusi telescopi e microscopi, attribuiti a Dollond e altri.
Temi minori emergono nelle discussioni su visione e illusioni, come la camera obscura di Porta e Maurolico, o l’anatomia dell’occhio studiata da Petit e Kepler, che posero la retina come sede della visione. Si citano obiezioni a ipotesi cartesiane e newtoniane, risolte da esperimenti di Defaguliers e Clairaut, e si esplorano fenomeni naturali come l’arcobaleno e i colori delle lastre sottili, spiegati da Newton ma affinati da successivi osservatori. Il progresso è visto come accelerato dalla filosofia sperimentale baconiana, superando deduzioni a priori: “nonostante il tentativo di Descartes di filosofare alla maniera degli antichi… la superiorità manifesta di questo metodo [sperimentale] lo raccomandò presto a tutti gli amanti della vera scienza”. Il sommario promette di colmare lacune, fornendo indizi per future indagini su aree ignote, come la natura della luce e le sue interazioni con i corpi, enfatizzando il valore di ogni scoperta per l’avanzamento umano.
0.3 La rifrazione della luce 3
Fenomeni di deviazione e divisione dei raggi luminosi nei prismi, cristalli e mezzi densi.
La rifrazione della luce avviene quando un raggio incidente su un mezzo denso devia verso la perpendicolare, con il rapporto tra i seni degli angoli di incidenza e rifrazione costante per un dato mezzo. Nei prismi di vetro, i raggi subiscono rifrazione doppia, all’ingresso e all’uscita, producendo immagini allungate e colorate a causa della diversa rifrangibilità dei raggi. Ad esempio, Newton osservò che “il raggio che tendeva a quell’estremità dell’immagine verso cui la rifrazione del primo prisma era fatta, subiva, nel secondo prisma, una rifrazione considerevolmente maggiore della luce che tendeva all’altra estremità”. In cristalli islandesi, si verifica rifrazione doppia: un raggio si divide in due parti, una senza deviazione e l’altra rifratta in modo insolito, mantenendo il piano di propagazione. Huygens determinò che il rapporto per la rifrazione usuale è come cinque a tre, mentre quella insolita varia con l’inclinazione del raggio incidente. Temi minori includono la riflessione totale interna, dove angoli di incidenza elevati causano riflessione completa senza trasmissione, e la formazione di immagini multiple in cristalli sovrapposti.
Raggi paralleli convergono o divergono attraverso lenti convesse o concave, con il fuoco determinato dalla curvatura delle superfici. Esperimenti con gocce d’acqua spiegano gli arcobaleni: un raggio entra nella goccia, si riflette internamente e esce rifratto, producendo colori per diversa rifrangibilità, con angoli di 42 gradi per l’arco primario. “Il raggio SA, cadendo perpendicolarmente sulla goccia, passa attraverso di essa senza deviare dal suo corso; ma ogni altro raggio, cadendo più obliquamente, converge verso il raggio SA”. In mezzi fluidi come acqua e mercurio, la riflessione aumenta con la diminuzione dell’angolo di incidenza, con acqua che riflette circa un terzo della luce rispetto al mercurio a 50 gradi. Caustiche si formano da intersezioni di raggi rifratti o riflessi, creando curve focali. Per cristalli, la rifrazione dipende dall’orientamento rispetto ai piani principali, producendo fino a sei immagini. L’attrazione dei mezzi causa curvature nei percorsi dei raggi vicino alle superfici, spiegando rifrazioni graduali.
Note Riferimenti derivano da osservazioni di Newton, Huygens e altri su prismi e cristalli, con calcoli di angoli come 73°20’ per raggi non rifratti in cristalli.
0.4 Fenomeni Ottici dei Colori nella Rifrazione e Riflessione 4
Osservazioni su anelli colorati, spettri prismatici e ombre tinte in esperimenti con prismi, lenti e superfici sottili.
Sommario
Le frasi descrivono esperimenti su anelli colorati osservati tra lastre di vetro compresse, dove i colori emergono progressivamente dal centro. Inizialmente appare un “spot di colore rosso” al centro, seguito da anelli che circondano il punto, fino a quando i colori svaniscono e il centro diventa bianco, per poi trasformarsi in nero con ulteriore pressione. I colori seguono sequenze irregolari o regolari, come “blu, giallo, porpora, blu, verde, porpora”, variando con l’illuminazione prismatica. In proiezioni dirette, la luce sui spazi scuri tra gli anelli passa attraverso i vetri senza alterazione cromatica. Tabelle numeriche indicano spessori per colori specifici, ad esempio “giallo 74 5t 4t”, “arancione <-Red° 8 6 54”, associati a ordini crescenti di riflessione.
Sequenze di colori appaiono su acciaio riscaldato, passando da “giallo luminoso a un giallo più profondo e rossastro”, poi a blu tenue e profondo, indicando cambiamenti nella struttura del metallo. Polveri colorate miste producono grigio o bianco intenso sotto luce forte, con proporzioni di colori prismatici che generano tinte composte. La luce solare, inclinata al giallo, mescola con blu tenue per formare verde fioco negli spettri. In profondità marine, l’acqua riflette violetti e blu più facilmente, lasciando rossi penetrare, rendendo la luce solare rossa in profondità e verde dove i raggi blu, verdi e gialli prevalgono.
Ombreggiature mostrano frange colorate: un “gleam di luce” su penombra produce “cielo blu”, mentre su ombre più profonde genera rosso. Su acciaio, i colori cambiano con l’obliquità: un “blu profondo o viola” visto obliquamente diventa rosso profondo. Bolle di sapone e piastre sottili esibiscono anelli simili, con bianco centrale più intenso di quello esterno. In miscelazioni, giallo su bianco produce blu pallido, verde su bianco viola tenue, blu su bianco rosso pallido. Suoli colorati alterano tinte accidentali: verde da rosso naturale su rosso diventa giallo, blu da giallo vivo su giallo si fa verde.
Luce prismatico su piastre colorate riflette anelli bianchi e rossi luminosi, mentre verdi e blu sono fioche, con macchie scure. Ombre diurne sono nere senza luce, ma in controluce appaiono blu per raggi atmosferici dominanti. Nuvole rosse al tramonto derivano da rossi e arancioni che raggiungono altezze dopo deplezione di blu. In eclissi, la luna appare rossa vicino alla terra, tendendo a verde in profondità per riflessione differenziale. Miscugli di primari opposti non producono bianco perfetto, ma tinte anonime.
Spessori di aria tra lenti seguono progressioni aritmetiche per anelli: quadrati dei diametri in 1, 3, 5, 7, 9, Acqua tra lenti contrae anelli, riducendo rifrazione rispetto all’aria. Oro foglia riflette gialli, trasmette blu per apparire verde-blu. Lastre di ghiaccio sottile intorno alla luna creano aloni colorati. Infusi come lignum nephriticum trasmettono e riflettono colori diversi per posizione oculare. Frange da capelli in luce colorata variano dimensione: rosse più larghe, viole più strette.
In prismi multipli, blu e violetti riflettono totalmente prima di rossi e gialli. Bolle di resina o sapone mostrano ovali colorati con centro dorato e macchia scura che assorbe tranne violetti. Cristallino oculare ingiallisce con l’età, da trasparente a 25 anni. Aloni lunari da grandine appaiono rossi interni, blu esterni. Infusioni di vitriolo ungherese con tinture producono blu, rossi, verdi, violetti. Frecce vibratorie retiniche proporzionali a distanze cromatiche, rossi a violetti come 1 a
Ombre azzurre mattutine su carta bianca derivano da luce obliqua. Rubando lastre, frizione genera ovali rossi con centri verdi, espandendosi in greens con rossi centrali. Riflessioni da specchi concavi creano anelli simili a piastre sottili, con raggi che attraversano e ritornano. In glory solari, corone concentriche mostrano arcobaleni primari, rossi esterni. Miscugli fini di blu e giallo appaiono verdi al nudo occhio, ma microscopio rivela componenti.
Luce attraverso vetri blu multipli tinge il sole di porpora da sei in su. Atmosfera assorbe blu, rendendo sole e luna rossi all’orizzonte. Polvere di fosforo illuminato emette rossi, bianchi pallidi in luce debole. Tinture di rose virano da rosse a verdi con spiriti, rossi con olio di vitriolo. In frizione circolare, candela appare circondata da greens concentrici, rossi giallastri, verdi smeraldo.
0.5 Ipotesi sulla natura e propagazione della luce
Esplorazione delle teorie corpuscolari e ondulatorie della luce, con analisi di riflessione, rifrazione e fenomeni cromatici.
Sommario
Le frasi delineano dibattiti storici sulla natura della luce, contrapponendo l’ipotesi corpuscolare di Newton a quella ondulatoria di Huygens ed Euler. Si discute la propagazione come emissione di particelle materiali dal corpo luminoso, soggette a attrazione e repulsione, che determinano riflessione e rifrazione. Ad esempio, “i raggi di luce sono trasmessi dal sole, con una disposizione uniforme, per essere riflessi o rifratti secondo le circostanze dei corpi su cui impingono” (rays of light are transmitted from the sun, with an uniform disposition, to be reflected or refracted according to the circumstances of the bodies on which they impinge). Si esaminano i “fits of easy reflection and transmission”, intervalli alterni in cui i raggi sono disposti a riflettere o trasmettere, dipendenti dalla distanza dal corpo luminoso e non dallo spessore del mezzo. Temi minori includono la velocità della luce, uguale da sole e stelle fisse, e la sua materialità, contestata per la rarità delle particelle che non disturbano i moti celesti: “tale quantità di materia, che riempie tutte le regioni eteree e agitata con un moto così prodigioso, non potrebbe mancare di disturbare i pianeti e le comete nelle loro rivoluzioni intorno al sole” (such a quantity of matter, filling all the ethereal regions, and agitated with such a prodigious motion, could not fail to disturb the planets and comets, in their revolutions about the sun).
Si approfondiscono i fenomeni cromatici, con i colori derivanti da raggi diversamente rifrangibili, riflessi o trasmessi selettivamente dalle superfici dei corpi. Newton postula che i corpi opachi riflettano per impatti sulle particelle solide, mentre Bouguer attribuisce l’assorbimento alla potenza delle superfici: “la luce è assorbita, o estinta, in conseguenza della sua caduta con un certo angolo di incidenza sulle superfici dei corpi” (light is absorbed, or extinguished, in consequence of its falling with a certain angle of incidence on the surfaces of bodies). La rifrazione segue il rapporto dei seni, proporzionale alla densità dei mezzi, eccetto per corpi untuosi che refrangono di più. Temi secondari riguardano l’inflessione dei raggi vicino ai corpi, producendo strisce colorate ai bordi delle ombre, e l’assorbimento in mezzi trasparenti, dove più superfici causano maggiore estinzione che lo spessore. Si calcola la velocità della luce, paragonata al moto terrestre, e la forza di emissione, immensa rispetto alla gravità: “la forza che produce la velocità della luce dev’essere maggiore dell’area che rappresenta la forza che produrrebbe una velocità uguale a quella acquisita cadendo da un’altezza infinita alla superficie del sole” (the force which produces the velocity of light, must be greater than the area representing the force, which would produce a velocity equal to that acquired by falling from an infinite height to the surface of the sun). Infine, si nota come il calore derivi da vibrazioni indotte nei corpi opachi, senza riflessione interna, e come la porosità dei corpi spieghi la trasparenza.
0.6 Esperimenti ottici su ombre, frange e diffrazione della luce
Osservazioni e misurazioni di fenomeni luminosi in stanze oscurate attraverso fori e oggetti opachi.
0.6.1 Esperimenti con coltelli e lame
In una camera oscurata, un fascio di luce solare entra attraverso un foro di un quarantesimo di pollice e colpisce due coltelli fissati con bordi paralleli, distanti un terzo di pollice, proiettando ombre su un righello bianco a un pollice di distanza. Le frange scure tra la prima e la seconda frangia delle ombre si incontrano a un quinto di pollice dalla fine della luce passata tra i coltelli, dove i bordi distano un centosessantesimo di pollice; metà della luce passa a non più di un trecentoventesimo di pollice da un bordo, l’altra metà dall’altro, formando le frange. “Quando i raggi cadevano molto obliquamente sul righello, a un terzo di pollice dalle lame, la linea scura tra la prima e la seconda frangia dell’ombra di una lama, e la linea scura tra la prima e la seconda frangia dell’ombra dell’altra lama si incontravano, a un quinto di pollice dalla fine della luce passata tra le lame, dove i loro bordi si incontravano”. Se il foglio è oltre un terzo di pollice dai coltelli, le linee scure si incontrano più lontano, con bordi distanti oltre un centosessantesimo di pollice. Le frange corrono parallele ai bordi delle ombre senza allargarsi fino a incontrarsi in angoli uguali all’angolo dei bordi dei coltelli, terminando senza incrociarsi. Con un solo coltello, le frange colorate non appaiono ma si fondono in luce continua; con due coltelli che si avvicinano, frange interne emergono, tre per lato, prima che l’ombra appaia tra i flussi. L’ombra è nera, con luce deviata ai lati; mentre i coltelli si avvicinano, l’ombra si allarga e i flussi si accorciano fino a sparire al contatto. La luce meno deviata passa ai bordi interni dei flussi a circa un ottocentesimo di pollice; luci più vicine ai bordi sono più deboli e raggiungono parti lontane dai flussi diretti. La luce della prima frangia passa oltre un ottocentesimo di pollice dal bordo, la seconda oltre la prima, la terza oltre la seconda; i flussi passano a distanze minori. Le frange sono più distinte con coltelli lontani dal foro e foro piccolo, mostrando talvolta una quarta frangia; si allargano e svaniscono con l’avvicinamento, l’esterno prima, l’interno dopo. Dopo la scomparsa, una linea centrale si allarga nei flussi, poi un’ombra la divide in due linee fino a sparire. Una linea di luce appare contigua al bordo del coltello, più stretta della frangia interna, passando tra frangia e bordo; quella più vicina al bordo è più deviata.
0.6.2 Diffrazione e penombre con oggetti opachi
Un rasoio divide il cono di luce in due parti, con foro invariato e foglio che riceve solo l’ombra; appare una radiazione vivida perpendicolare dalla linea d’ombra, larga quanto il diametro del cerchio luminoso, estesa oltre dieci volte la larghezza del cerchio residuo, fino a un quadrante, più debole con deviazioni maggiori. Iperboli simili definiscono ombre e frange, terminando le ombre e distinguendole dalle frange luminose con linee scure; al crocevia, linee scure terminano frange interne, illuminando uno spazio triangolare. La distanza tra frange interne in luce rossa è un millesettesettesimo di pollice, in viola un millenovantatreesimo; tra seconde frange, in rossa un millesettesettesimo, in viola un millenovantatreesimo; proporzioni costanti a tutte le distanze. Cilindri opachi proiettano ombre nere fino a 38-45 diametri, poi la penombra centrale si illumina; linee nere ai bordi persistono, penombra si restringe fino a coincidere a 60 pollici, svanendo al centro. A distanze maggiori, penombra esterna fioca si allarga; luce esterna si espande ma si affievolisce. Una piastra di 2 pollici per mezzo pollice, a 9 piedi dal foro, mostra luce uniforme fioca sull’ombra vicina; a 5 piedi, quattro strisce nere separate da intervalli chiari; a 72 piedi, due strisce nere più larghe con penombra rossa più ampia. Una setola e una piastra di ferro obliqui mostrano strisce luminose e scure della setola visibili a metà dell’ombra della piastra sul lato acuto, non su quello ottuso. Due piastre vicine formano ombra continua con strisce viola, separate da nere, e strisce verdi gialle fioche. Una setola più spessa di un capello, a 9 piedi dal foro, proietta strisce luminose e ombrose a 5-6 piedi. Capelli o aghi producono strisce meno distinte di piastre sottili; più strisce a distanze maggiori, più larghe se poche, strette se molte, più distinte oblique. Strisce colorate dentro l’ombra si curvano attorno agli angoli acuti, incontrandosi; più strisce con larghezza maggiore dell’oggetto. L’ombra di capelli sovrapposti si dipinge reciprocamente, oscurità su oscurità. In luce solare attraverso foro stretto, immagine del sole si estende con strisce arancioni, poi colorate, e alone fioco che svanisce.
0.6.3 Forme geometriche e immagini colorate
Fori circolari e triangolari vicino a una candela, tra fiamma e occhio, con matita di un centesimo di pollice, rendono immagini indistinte; a un millesimo, triangolo e cerchio indistinguibili. Pendolo oscillante diventa invisibile in punti ellittici sul pavimento, dimensioni OC 23, AC 10, BD 3, DH 13, EG 14; ellisse con asse maggiore su minore 8:7; nel occhio, circolo di diametro un settimo del diametro oculare, centro a 27 parti dal punto opposto alla pupilla. Carta con fori copre foro in persiana, illuminata da candela; dopo fissazione, segni visibili su carta bianca con colori variabili, anche con foro chiuso. Cilindro di legno 3 piedi per 5 linee proietta ombra nera uniforme fino a 23 pollici. Lenti raccolgono raggi da carta colorata avvolta in fili neri, formando immagine su carta bianca a 6 piedi. Due fori rotondi di 12-15 linee, separati da 4-5, uno bordato rosso, uno bianco; oggetto appare in un cerchio per occhio, mai in entrambi o nell’intervallo. Circoli si riducono con corpo opaco lontano dal prisma con foro centrale, rispondendo solo alla parte centrale del disco solare. Specchio concavo riflette fascio attraverso foro in carta al centro della sfera, 5 piedi 11 pollici, mostrando 4-5 anelli concentrici colorati come arcobaleni, più grandi e fioche; diametri proporzionali; prisma rivela più cerchi. Colori in ordine attorno a macchia bianca più larga del fascio riflesso; centro bianco se inclinato. Anelli visibili a 3 piedi con superficie piana verso cartone, non a Prisma rifrange luce colorata; ombre di corpi in luce colorata bordate da frange dello stesso colore, più grandi in rosso, medie in verde, minori in viola. Carta divisa da linea perpendicolare, illuminata da luce rossa e viola; metà viola rifratta di più da terzo prisma, separata dall’altra ritirandosi.
0.6.4 Visioni binocularie e limiti percettivi
Occhio chiuso, pendolo oscilla in linea AO; punti di invisibilità C, H, N, P, G, B formano ellisse; punti di visibilità M, L, E, A. Due carte bianche a 3 piedi su fondo scuro; pollice a 8 pollici nasconde sinistra all’occhio destro, destra al sinistro a 12-13 piedi. Tre carte a 2 piedi; occhio obliquo verso carta coperta, a cinque volte la distanza, centrale scompare, laterali visibili; raggi da B colpiscono nervo ottico a D. Pollice copre segni laterali; a 10 piedi, secondo scompare. Due fori in cartone per occhi; oggetto doppio, coprendo foro, immagine stessa lato svanisce se distanza maggiore dell’accomodazione, contrario se minore. Pin di mezzo pollice in asse perpendicolare a tavola C; raggio attraverso fessura verticale proietta immagine sole e ombra pin a A. Compasso aperto oltre intervallo occhi, punti equidistanti; gambe parallele appaiono più vicine al centro. Anello sospeso, asta curva; occhio coperto, passa punta attraverso anello a 2-3 passi. Due candele uguali distanti appaiono eguali; rimuovendone una, sostituendone con minore più vicina, appare uguale. Pinolo in carta contro luce; vicino, radiale come stella senza cerchi luminosi. Due pin contro cielo, spazio uguale a diametro; distanza indistinguibile sotto 40 secondi, pin singolo sotto meno. Macchia nera su bianco visibile a 34 minuti; spazio tra due macchie nere su bianco non distinguibile sotto minuto come singola. Linea larga quanto macchia circolare visibile più lontano; linea lunga più di corta stessa larghezza. Oggetto con due occhi più luminoso di uno di un tredicesimo; carta illuminata da candela a 3 piedi con due occhi uguale a due candele, una a 3 piedi una a 11 con un occhio. Libro vicino a occhio illuminato da candela; a 24 piedi dal riflesso in specchio, lettere distinguibili; ombra da una candela impercettibile su altra a otto volte distanza, 64 volte meno.
0.6.5 Proprietà della luce e ombre complesse
Capelli in fascio attraverso foro di un terzo pollice; ombre più larghe di linee rette, agendo su raggi a distanza, più forte vicini, più debole lontani; ombra più larga proporzionalmente vicina. Carta con fori triangolari; immagini triangolari tra linee parallele, intermingiate alle basi, luce composta sul lato luminoso, semplice su oscuro. Prisma forma immagine allungata del foro, 9-10 pollici a 18 piedi; con lente, immagine distinta senza penombra. Due prismi vicino; immagini colorate oblique, blu più distanti di rossi; raggi blu più rifratte nel secondo prisma. Due prismi lanciano immagini colorate coincidenti invertite; attraverso terzo prisma, separate, viola rifratte più di rosso. Rasoio dietro cartone con foro quadrato di un quarto pollice; flussi luminosi fioci escono dall’ombra come code di comete, lunghezza 6-8 pollici a 3 piedi, angolo 10-14 gradi. Carta tra prisma e muro; segni persistono su carta bianca dopo fissazione. Nebbia su vetro; fiamma candela forma alone colorato. Graffi su metallo lucidato riflettono raggi striati di colori nella direzione dei graffi su carta bianca. Due fasci da fori vicini coincidono; confini scuri visibili nel fondo luminoso dell’altro. Piastra con fili d’argento paralleli a tre quarti di linea; anelli sostituiti da strisce. Muflina tesa; pori formano strisce. Specchio inclinato riflette fascio a distanza; centro anelli a metà tra incidente e riflesso. Talco in cornice; anelli distinti a 10 piedi, diametri variano con distanza talco-specchio. Globo d’acqua 500° pollice; raggi rossi formano anelli concentrici su carta. Gocce d’acqua transmtono raggi con fits; cerchi concentrici formano anelli colorati.
0.7 Fenomeni di luminescenza e fosforescenza 7
Osservazioni sperimentali su luci emesse da sostanze putrefatte, pesci marini e fosforo artificiale.
Il testo raccoglie esperimenti storici su luminescenza prodotta da putrefazione in pesci e carne, come quando “tre giovani romani… videro pezzi di agnello rimanenti brillare come candele” (da 6965, tradotto), o in acqua marina agitata che genera particelle luminose, osservate da navigatori che notano “piccole particelle… che rotolano sulla superficie del mare… con l’aspetto di fuoco” (da 7134). Si esaminano effetti del calore: la luce aumenta fino a 45 gradi Réaumur ma si estingue oltre, come in acqua resa luminosa da pesci che “aumenta in luce fino al calore di 45 gradi, ma poi si estingue improvvisamente” (da 7029). Il fosforo di Bologna, calcinato, assorbe e emette luce; Beccarius classifica sostanze naturali in fosfori preparati o no, trovando che quasi tutto “assorbe più o meno luce e la emette nel buio” (da 4853). Esperimenti con vuoto mostrano che l’aria è necessaria per alcune luci, come nel fosforo che brilla di più in ricevitore esausto (da 7288), mentre per legno putrido si estingue in vuoto ma revive con aria (da 6977).
Rifrazione della luce in fluidi e solidi è misurata con termometri e prismi; oli e spiriti variano il potere rifrattivo, con olio di trementina massimo tra i liquidi (da 6105), e soluzioni saline tra 1,34 e 1,35 (da 6096). Calore altera la rifrazione: 66 gradi Réaumur accorciano il fuoco focale di lenti (da 6108). Fosforo artificiale da urina o sudore emette luce senza calore eccessivo, come pillole di Kunckel che “descrive lettere leggibili nel buio” (da 7273), o liquido che illumina mani e volti (da 7273). Putrefazione marina favorisce luminescenza con sale, ma eccesso la riduce (da 7186); ignis fatuus deriva da vapori volatili simili (da 7197). Esperimenti confutano idee errate, come calore solo causa di luce, mostrando esposizione alla luce essenziale (da 4943).
0.8 Fenomeni ottici atmosferici e illusioni celesti 8
Osservazioni storiche su aloni, parhelioni, arcobaleni e apparenze orizzontali.
Sommario
Le frasi delineano fenomeni ottici legati a rifrazioni luminose in atmosfera, vapori e particelle ghiacciate. Si discute la formazione di aloni intorno a sole e luna mediante cilindri di neve o gocce d’acqua, come quando “M. Huygens fuppofé che i parhelioni fossero prodotti da raggi di luce rifratti attraverso cilindri di neve sospesi nell’aria”. Parhelioni appaiono come soli finti con code luminose, spesso in circoli bianchi orizzontali, confermati da osservazioni di Hevelius nel 1661 e Scheiner nel 1630, dove “più soli e più circoli furono osservati”. Arcobaleni e aloni colorati derivano da rifrazioni doppie e riflessioni in gocce di pioggia o grandine, con diametri variabili: l’arcobaleno interno misura 42 gradi, l’esterno 52, e aloni raggiungono 45 gradi quando “formati non in grandi gocce di pioggia, ma in vapore molto piccolo”. Temi minori includono corone intorno a candele attribuite a umidità oculare, e code luminose al sorgere del sole in regioni nordiche, come a Churchill dove “due lunghi flussi di luce rossa precedono l’alba”.
Illusioni visive alterano percezioni di distanze celesti: la luna orizzontale sembra più grande per concavità apparente del cielo, inferiore a un emisfero, dove “la distanza apparente della luna dall’orizzonte è tra tre e quattro volte maggiore della distanza apparente delle sue parti sopra la testa”. Rifrazioni atmosferiche elevano corpi celesti, rendendoli visibili oltre l’orizzonte; velocità della luce si stima da ritardi in eclissi di satelliti gioviani, con 14 minuti per il diametro orbitale terrestre, implicando 90 milioni di miglia dal sole. Stelle e pianeti mostrano moti apparenti sud/nord legati a ore del giorno, e ombre blu derivano da cieli chiari visibili in penombre. Osservazioni storiche da Aristotele a Newton coprono aloni completi intorno a stelle, arcobaleni semicerchio al tramonto, e parhelioni duraturi in America del Nord, con nevicate oblunghe successive. Temi secondari: apparenze di meteore come archi concavi, e stime di luminosità lunare ridotta a 1/45000 della solare per distanza quadrata.
Note Citazioni da frasi (8718), (7764), (7530), (8735), (7804), (7594), (7694), (7759), (7758), (903), (7781), (5561), (8752), (8727), (7760), (7749), (6797), (7684), (5699), (7683), (1888), (7583), (7747), (8744), (6230), (7226), (1134), (7798), (7522), (7423), (1880), (1878), (8561), (1042), (8696), (8728), (8769), (6525), (7822), (2348), (7766), (1120), (5696), (7443), (5203), (7797), (7680), (6765), (1577), (7391), (7817), (7824), (7403), (7248), (7008), (8736), (1544), (7841), (8669), (7771), (7791), (7673), (7653), (8671), (8705), (8709), (6207), (7732), (7558), (6575), (1168), (7825), (7748), (8614), (9471), (7464), (3595), (9713), (8760), (8726), (7574), (5726), (5172), (1135), (1064), (7818), (7510), (7463), (7233), (7559), (8710), (7802), (7753), (7341), (8717), (8529), (7645), (5552), (5700), (1589), (7785), (7422), (8326), (7660), (1833), (3417), (7582), (8733), (7765), (7567), (7606), (919), (7795), (7562), (7450), (8327), (7629), (7364), (7566), (7842), (7411), (6590), (7481), (5204), (8694), (8762), (7569), (7465), (2196), (5737), (5727), (2433), (2439), (2335), (7830), (7668), (7656), (5730), (6764), (5721), (7652), (6208), (2350), (6774), (7655), (7584), (7420), (7325), (5634), (1506), (7816), (7373), (5736), (7796), (1503), (8152), (8229), (7756), (7700), (6273), (5351), (1102), (7831), (7775), (5697), (3942), (7672), (7393), (9510), (8553), (7541), (7339), (5549), (1444), (8967), (7777), (7772), (7665), (7408), (1841), (8551), (8709), (7757), (5644), (5350), (7628), (6245), (6273).
0.9 Teorie sulla Visione e Accommodazione Oculare
Esplorazione delle strutture oculari e dei processi percettivi nella visione distinta a diverse distanze.
Sommario
Le frasi delineano dibattiti su anatomia e funzioni dell’occhio, focalizzandosi su accomodazione per visione distinta. Autori come Porterfield e Marriotte discutono il ruolo del cristallino e della pupilla. Il cristallino si adatta spostandosi o cambiando forma tramite legamenti ciliari. “Il legamento ciliare è un organo, la struttura e la disposizione del quale lo qualificano eccellentemente per cambiare la posizione del cristallino e rimuoverlo a maggiore distanza dalla retina quando gli oggetti sono troppo vicini”. La pupilla si contrae per limitare la divergenza dei raggi, riducendo l’indistinctness. “La contrazione della pupilla tende a diminuire tutta l’indistinctness della visione, sia che gli oggetti siano troppo remoti o troppo vicini”. La retina e la coroide competono come sedi della visione; la retina riceve l’impressione luminosa, ma la coroide assorbe riflessi per chiarezza. “La retina riceve l’impressione della luce, la modera e la prepara per il suo organo proprio, ma non è essa stessa sensibile ad essa”. Temi minori includono visione binoculare e strabismo: oggetti appaiono singoli quando assi ottici convergono, ma doppi in disallineamento. “Quando un oggetto visto con entrambi gli occhi appare doppio, perché la sua distanza è minore di quella a cui gli occhi sono diretti, coprendo uno degli occhi, l’apparenza sul lato contrario svanirà”. Lo strabismo deriva da disuguaglianza oculare, curabile esercitando l’occhio debole. “Un occhio debole acquisisce forza con l’esercizio, e molte persone, il cui strabismo pensavo incurabile, a causa della grande disuguaglianza nella bontà dei loro occhi, avendo coperto il buon occhio per pochi minuti, furono sorprese dalla forza che aveva acquisito”. Età influenza accomodazione: cornea si irrigidisce, estendendo limiti di visione distinta. “Negli anziani la cornea è più rigida, così che non vedono bene a piccole distanze come i giovani”. Esperimenti con fessure o lenti confermano adattamento oculare. “Abbiamo il potere di cambiare la conformazione dei nostri occhi e di adattarli a varie distanze”. Percezione di distanza usa grandezza apparente, parallasse e distinctness. “Giudichiamo della distanza degli oggetti dalla loro grandezza apparente solo, o principalmente”. Visioni ingannevoli derivano da moto oculare o illusioni. “Se una persona gira rapidamente intorno, senza cambiare posto, tutti gli oggetti sembreranno muoversi in cerchio nel modo contrario”.
0.10 Strumenti ottici: telescopi e microscopi 10
Evoluzione storica delle invenzioni e dei perfezionamenti nelle lenti, specchi e configurazioni per l’osservazione di oggetti remoti e minuti.
0.10.1
Le prime osservazioni con strumenti riflettenti confermarono l’efficacia del telescopio di Hadley su Giove e Saturno, dove “altre osservazioni furono fatte con questo eccellente strumento su Giove e Saturno, che confermarono la loro buona opinione di esso”. Hadley produsse telescopi newtoniani, poi gregoriani con specchio perforato, superando inconvenienti. Newton, trascurando miglioramenti parabolici ed ellittici di Gregory, usò specchi sferici per un “infstrumento veramente ammirevole”, mentre Hooke costruì un riflettente perforato nel Dollond, dopo trials, realizzò telescopi rifranti con aperture e ingrandimenti superiori, rappresentando oggetti con “grande distinzione e nei loro veri colori”. Clairaut elaborò una teoria completa sulla dispersione dei raggi, considerando la delicatezza dei calcoli.
Dollond migliorò nel 1748 con due lenti di crown glass e una di flint, completata dal figlio Peter per un obiettivo di cinque piedi con apertura di 3,25 pollici. Michell notò che specchi concavi tendono alla forma parabolica o iperbolica, permettendo telescopi più distinti con aperture maggiori: “è praticamente possibile fare telescopi riflettenti più distinti, con un’apertura di una certa dimensione… che se quell’apertura fosse più piccola”. Confronti con il telescopio olandese di Huygens mostrarono il riflettente di 54 piedi magnificante tre volte di più, ma meno luminoso per macchie nel metallo. Janssen inventò il primo telescopio di 15-16 pollici, applicato a scopi filosofici, passato per suo da Metius e Drebbel nel 1620, e da Galileo.
Fenomeni ottici inclusero oggetti piani visti concavi attraverso lenti concave, più remoti più concavi, e convessi attraverso convessi spessi. Euler estese a microscopi con sei lenti, una come diaframma: “l’introduzione in essi di sei lenti, una delle quali ammette un’apertura così piccola da servire invece di un diaframma”. Disuguaglianze nel vetro ostacolano miglioramenti dioptrici. Il potere magnificante del telescopio galileiano si stima come l’altro, con matite divergenti all’occhio. Uno strumento misura angoli per altezze e distanze inaccessibili, divide il campo in quadrati per prospettive.
Errori sferici sono cubi delle aperture, richiedendo proporzioni per uguale distinzione, non corrispondenti all’esperienza; errori da rifrangibilità sono lineari con aperture, proporzionali alle radici quadrate delle lunghezze, confermati. Leeuwenhoek usò un microscopio avvitato a un tubo per anguille, con piatto di ottone riflettente. Il telescopio di Drebbel fu composto, intermedio tra telescopio e microscopio, forse megaloscopio; lenti singole magnificarono prima. Dollond fece un obiettivo di 3,5 piedi con stessa apertura. Gravità specifica di vetri: crown 52, flint 29, proporzionali a poteri rifrattivi.
Newton, disperando della rifrazione, usò riflessione con specchi sferici, magnificando 30-40 volte, ma polimento metallico insufficiente lo portò a specchi di vetro concavo-convesso argentato. Apparati includevano pulegge per alzare l’obiettivo. Epinus propose tubi piegati a 90 gradi con specchio piano per zenit. Wolfe ipotizzò specchi parabolici di Archimede. Ricerche su calore da specchi ustori variarono distanze dal focus. Errori sferici in telescopi di 100 piedi con 4 pollici di apertura sono 1:1200 rispetto a rifrangibilità, quest’ultima il vero ostacolo.
Spettacoli precedettero telescopi, implicando microscopi convessi per oggetti minuti. Esperimenti con prismi dimostrarono flint glass superiore: “quella prodotta dal flint glass inglese era un po’ più alta sul muro dell’altra, e più lunga di più di metà”. Clairaut trovò dispersione in vetro e acqua come 3:2. Auzout usò poli per obiettivi di grande lunghezza senza tubo. Archimede forse usò specchi parabolici per bruciare flotte. Dollond mancò metodi esatti per misurare poteri rifrattivi e dispersivi dei vetri.
Michell notò difficoltà nel correggere errori del piccolo specchio alterando il grande, richiedendo curvature minori della parabola. Dollond ampliò il campo con più oculari, correggendo aberrazioni senza perdere distinzione. In un setup, uno specchio sostituisce una lente per immagine riflessa. Campo ampio nel telescopio per matite convergenti nel pupillo. Microscopio solare proietta su schermo; miglioramenti di Zeiher per opachi. Lente fissa converte strumento in telescopio o microscopio con micrometro comune.
Oggetti attraverso convesso appaiono più vicini senza, diminuiti ma più vicini con concavo. Microscopio composto simile a telescopio astronomico, con obiettivo e oculare. Dollond unì lenti immerse in fluidi per misurare rifrazione. Immagine invertita attraverso concavo grosso appare più grande e vicina se vicino, poi più piccola ma vicina. Vetro con triplo minium ha rifrazione 2:1, dispersione quintupla del crown. Auzout tabulò aperture proporzionali a sub-duplicate delle lunghezze.
Particelle eterogenee in vetri microscopici magnificate; Leeuwenhoek usò acqua con animalculi. Telescopi gregoriani lessero Transactions a 500 piedi, videro satelliti di Saturno. Campo grande nel gregoriano corregge errori se variazioni paraboloidi appropriate. Dollond migliorò con flint triplo dispersivo. Hartsoeker fece obiettivi oltre 100 piedi, usati senza tubo su alberi. Janssen concepì ingrandire/distinguere oggetti remoti infinitamente.
Leeuwenhoek ingrandì 160 volte massimo. Immagine da specchio concavo perforato vista parallela come in telescopio comune. Lenti sferiche curvano immagini piani; coniche le planificano. Vantaggio del microscopio: lente grande illumina, vite regola distanza. Hooke usò doppio microscopio con vetro largo per campi ampi. Clairaut dubitò principi di Dollond, attribuendo successo a crown opaco o curvature casuali.
Borellus attribuì microscopio composto a Janssen. Cristalli di rocca antichi, sferici o lenticolari, magnificarono o ustoriarono. Microscopio di Smith con specchi concavo-convesso, immagine per lente. Aberrazioni corrette con un vetro extra in telescopi diurni. Apertura e carica proporzionali a duplicato del potere magnificante per luce uguale. Buffon usò piani multipli per ustione a 100 piedi.
Focus dei raggi più rifrangibili più vicino all’obiettivo di 1/274 della distanza media. Microscopio da immagine spostata dal focus. Rheita inventò telescopio binoculare. Distanza apparente aumenta con potere rifrattivo. Newton osservò colori da aria sottile tra obiettivi. Rifrazione uguale implica perfezione se non per rifrangibilità; miglioramento solo allungando.
Luce media stella Orsa Maggiore 16-20 volte quella vicina; Bouguer distinse 1/66. Telescopio unisce immagine lontana, vista vicina dall’occhio. Hooke inventò convessi per presbiti, vedendo invertito naturale; camera obscura portatile. Rifrazioni inverse proporzionali a foci; proporzioni correggono rifrangibilità. Due oculari erigono immagine invertita.
Forme ideali: parabolico grande, ellittico piccolo nel gregoriano; iperbolico nel Cassegrain. Terzo oculare rimuove colori in diurni. Short fece Cassegrain, ma luce scarsa per distinzione. Posizione oggetto invertita in riflesso. Foci proporzionati a densità vetri variabili. Esperimenti con fasci colorati da sali.
Apertura ridotta contrae fascio senza attrazione. Micrometro a microscopio con linee parallele su vetro. Facile avvicinarsi a coniche nei riflettenti. Leeuwenhoek usò singole convesso in piastre forate, oggetto su ago. Curvatura immagini piani da specchi sferici insignificante in obiettivi piccoli.
Poche matite divergenti intercettate dal pupillo in telescopi corti; meraviglia scoperte di Galileo. Marmo nero concavo riflette sole senza abbagliare, ustione lenta. Iperbolici tentati ma inutili post-Newton per rifrangibilità. Chaulnes misurò curvature achromatiche. Luci eguagliate rimuovendo tavoletta.
Aperture variabili per oggetti: piccole per sole, grandi per pianeti. Hartsoeker migliorò singole con globuli fusi. Telescopio 1000 piedi magnifica 1000 volte; riflettente 10 piedi Immagine in focus oculare. Newton obiettò a Cassegrain, ma Gregory funzionò bene; calcoli di Smith.
Hooke criticò Divini e Campani per Saturno. Dollond superò Newton in achromatici, ma non in luminosità. Dollond combinò concavo-convesso per convergenza. Galileo magnificò da 3 a 33 volte, scoprendo satelliti e macchie solari. Specchio concavo illumina in microscopio.
Rete micrometrica misura stelle, pianeti, macchie lunari. Due immagini distinte da due obiettivi per misurazioni accurate. Franklin usò singoli obiettivi senza oculare. Emisfero ustorio possibile oltre sfera. Vetro St. Gobain vs flint: focus rossi differiscono.
Parabolico di Lanis per chimica. Short inventò telescopio equatoriale portatile. Kircher proiettò immagini in stanze oscure con lente e specchio. Separazione prismi mostra colori emergenti. Dollond corresse aberrazioni sferiche con più oculari.
Specchio dietro candela aumenta vividezza. Segmento minore magnifica se concavo verso occhio. Reti per prospettive parallele. Singoli microscopi con specchi illuminano senza ingrandire. Possibile maggiore magnificazione con specchi.
Netto per eclissi con due obiettivi. Oggetto magnificato per immagine più grande e vista più vicina. Kepler costruì telescopio astronomico. Grandi oggetti ingannano distanze. Campo misurato da semidiametro lunare 15-16 minuti.
Globuli acquosi magnificarono meno di vetrosi. Dollond misurò rifrazione immergendo. Campani e Divini primi grinder; Campani superiore. Cuff fece microscopio solare con tubo, specchio, lente, Wilson. Specchi perforati in ottone.
Metodo Huygens: polo per obiettivi lunghi. Archimede ustoriò con specchi; antichi accesero fuochi sacri. Convesso sposta immagine parallela. Microscopio Cuff: tubo, specchio, lente, Wilson. Concavo interpone paralleli al pupillo.
Kraft confermò luogo immagine da raggi vicini. Bouguer confrontò sole-luna-candela: sole 300000 volte luna. Due obiettivi eguali per micrometro. Euler dedusse teoremi achromatici. Microscopio: lenti/specchi ingrandiscono piccoli.
Dollond corresse aberrazioni rifrangibili. Baker misurò curvature achromatiche. Auzout 600 piedi inutilizzabile. Concavo oculare accorcia galileiano. Rheita migliorò con tre oculari. Eccesso distanza oggetto sopra focus proporzionale a convergenza oltre.
Bacon speculò senza trials; aspettativa ingrandimento 100 volte errata. Leeuwenhoek preferì distinzione a potere. Tubo allungato richiede angolo > apertura. Cassegrain理論 vantaggioso ma corto. Singole globuli fusi Hartsoeker.
Dollond triplo flint. Newton ustori ustori. Microscopio da immagine microscopia spostata. Reti filigrana per eclipssi. Concavo riflette senza ustione. Singoli Leeuwenhoek chiari ma non massimi. Regola immagine distanza oltre focus.
Paralleli da specchi piani 314:2474 vs sferico. Oggetto tra specchi opachi impedisce riflessione. Aberrazioni corrette con uno vetro. Magnificazioni duplicano luce quadruplica lunghezza. Buffon ustori a 100 piedi con cinque piani.
Raggi da punto lucido focus più vicino per refrangibili. Microscopio da immagine grande vicino occhio. Binoculare Rheita. Rifrazione media proporzionale distanza. Newton colori da contatto obiettivi. Rifrangibilità ostacola; allungare per migliorare.
Stella Orsa 16-20 volte vicina. Telescopio immagine lontana vista vicina. Hooke convessi presbiti; obscura portatile. Proporzioni refrazioni eguagliano rifrangibilità. Due oculari invertiti. Parabolico grande, ellittico piccolo gregoriano.
Terzo oculare colori diurni. Cassegrain Short luce scarsa. Immagine riflessa invertita. Foci densità vetri. Fasci colorati sali. Apertura ridotta fascio piccolo. Micrometro linee vetro. Coniche riflettenti facili.
Leeuwenhoek singole convesso. Curvatura specchi piani insignificante. Pupillo intercetta poche divergenti; meraviglia Galileo. Marmo nero riflette debole. Iperbolici inutili post rifrangibilità. Chaulnes curvatura achromatica. Luci eguagliate distanze quadre.
Aperture variabili oggetti. Globuli fusi singole. 1000 piedi 1000x; 10 piedi 1200x. Focus oculare immagine. Obiezioni Cassegrain; Gregory bene. Hooke criticò Divini/Campani. Dollond achromatici < newtoniani luminosità.
Concavo-convesso convergenza. Galileo 3-33x scoperte. Specchio concavo illumina. Rete micrometrica misure. Due immagini distinte accurate. Franklin singoli. Emisfero ustorio. Vetro focus rossi.
Parabolico chimico. Equatoriale Short. Kircher proiezioni. Colori separazione prismi. Aberrazioni più oculari. Specchio candela vividezza. Segmento concavo magnifica. Reti parallele. Singoli illuminano.
Maggiore magnificazione specchi. Netto eclissi. Magnificato immagine+vista. Kepler astronomico. Oggetti grandi ingannano. Campo semidiametro. Globuli acquosi. Immergendo rifrazione. Grinder Campani/Divini.
Solare Cuff. Specchi perforati. Polo Huygens. Antichi fuochi. Convesso parallela. Cuff tubo. Concavo pupillo. Kraft immagine raggi. Bouguer 300000x. Due eguali micrometro.
Euler achromatici. Microscopio ingrandisce. Aberrazioni rifrangibili. Baker curvature. Auzout Concavo accorcia. Tre oculari Rheita. Proporzionale eccesso convergenza.
Bacon speculò. Leeuwenhoek distinzione. Angolo >apertura. Cassegrain vantaggioso. Globuli Hartsoeker. Triplo flint. Ustorii Newton. Immagine microscopia. Reti eclipssi. Riflette debole.
Distanza regola. Piani vs sferico. Opachi impediscono. Uno vetro aberrazioni. Duplicato quadruplica. Cinque piani 100 piedi. Più vicino refrangibili. Grande vicino occhio. Binoculare. Rifrazione distanza.
Rifrangibilità ostacola. Stella 16-20. Immagine lontana. Convessi presbiti. Proporzioni eguagliano. Due invertiti. Ellittico gregoriano. Colori terzo. Luce Cassegrain. Invertita riflessa.
Densità foci. Colorati sali. Fascio ridotto. Linee micrometro. Coniche facili. Convesso singole. Piani curvature. Pochi divergenti. Nero debole. Iperbolici rifrangibilità.
Curvatura achromatica. Eguagliate quadre. Variabili aperture. Fusi singole. 1000x 1200x. Oculare focus. Obiezioni Gregory. Criticò Divini. Achromatici luminosità. Convergenza concavo.
3-33x Galileo. Concavo illumina. Micrometrica rete. Distinte immagini. Singoli Franklin. Ustorio emisfero. Rossi focus. Chimico parabolico. Equatoriale. Proiezioni Kircher.
Prismi colori. Oculari aberrazioni. Candela specchio. Concavo segmento. Parallele reti. Illuminano singoli. Specchi magnificazione. Eclissi netto. Immagine+vista. Astronomico Kepler.
Ingannano grandi. Semidiametro campo. Acquosi globuli. Rifrazione immergendo. Divini grinder. Perforati specchi. Huygens polo. Fuochi antichi. Parallela convesso. Tubo Cuff.
Pupillo concavo. Raggi immagine. 300000x Bouguer. Micrometro eguali. Achromatici Euler. Ingrandisce microscopio. Rifrangibili aberrazioni. Curvature Baker. 600 Auzout. Accorcia concavo.
Oculari tre. Convergenza eccesso. Speculò Bacon. Distinzione Leeuwenhoek. Apertura angolo. Vantaggioso Cassegrain. Hartsoeker globuli. Flint triplo. Newton ustorii. Microscopia immagine.
Eclipssi reti. Debole riflette. Regola distanza. Sferico piani. Impediscono opachi. Aberrazioni vetro. Quadruplica duplicato. Piedi piani. Refrangibili vicino. Occhio grande.
Distanza binoculare. Distanza rifrazione. Ostacola rifrangibilità. 20-16 stella. Lontana immagine. Presbiti convessi. Eguagliano proporzioni. Invertiti due. Gregoriano ellittico. Terzo colori.
Cassegrain luce. Riflessa invertita. Foci densità. Sali colorati. Ridotto fascio. Micrometro linee. Facili coniche. Singole convesso. Curvature piani. Divergenti pochi.
Debole nero. Rifrangibilità iperbolici. Achromatica curvatura. Quadre eguagliate. Aperture variabili. Singole fusi. 1200x 1000x. Focus oculare. Gregory obiezioni. Divini criticò.
Luminosità achromatici. Concavo convergenza. Galileo 33x. Illumina concavo. Rete micrometrica. Immagini distinte. Franklin singoli. Emisfero ustorio. Focus rossi. Parabolico chimico.
Short equatoriale. Kircher proiezioni. Colori prismi. Aberrazioni oculari. Vividezza specchio. Segmento concavo. Reti parallele. Singoli illuminano. Magnificazione specchi. Netto eclissi.
Vista+immagine. Kepler astronomico. Grandi ingannano. Campo semidiametro. Globuli acquosi. Immergendo rifrazione. Grinder Divini. Specchi perforati. Polo Huygens. Antichi fuochi.
Convesso parallela. Cuff tubo. Concavo pupillo. Immagine raggi. Bouguer 300000x. Eguali micrometro. Euler achromatici. Microscopio ingrandisce. Aberrazioni rifrangibili. Baker curvature.
Auzout Concavo accorcia. Rheita oculari. Eccesso convergenza. Bacon speculò. Leeuwenhoek distinzione. Angolo apertura. Cassegrain vantaggioso. Globuli Hartsoeker. Triplo flint.
Ustorii Newton. Immagine microscopia. Reti eclipssi. Riflette debole. Distanza regola. Piani sferico. Opachi impediscono. Vetro aberrazioni. Duplicato quadruplica. Piani piedi.
Vicino refrangibili. Grande occhio. Binoculare distanza. Rifrazione distanza. Rifrangibilità ostacola. Stella 16-20. Immagine lontana. Convessi presbiti. Proporzioni eguagliano. Due invertiti.
Ellittico gregoriano. Colori terzo. Luce Cassegrain. Invertita riflessa. Densità foci. Colorati sali. Fascio ridotto. Linee micrometro. Coniche facili. Convesso singole.
Piani curvature. Pochi divergenti. Nero debole. Iperbolici rifrangibilità. Curvatura achromatica. Eguagliate quadre. Variabili aperture. Fusi singole. 1000x 1200x. Oculare focus.
Obiezioni Gregory. Criticò Divini. Achromatici luminosità. Convergenza concavo. 33x Galileo. Concavo illumina. Micrometrica rete. Distinte immagini. Singoli Franklin. Ustorio emisfero.
Rossi focus. Chimico parabolico. Equatoriale Short. Proiezioni Kircher. Prism i colori. Oculari aberrazioni. Specchio candela. Concavo segmento. Parallele reti. Illuminano singoli.
Specchi magnificazione. Eclissi netto. Immagine+vista. Astronomico Kepler. Ingannano grandi. Semidiametro campo. Acquosi globuli. Rifrazione immergendo. Divini grinder. Perforati specchi.
Huygens polo. Fuochi antichi. Parallela convesso
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