Humboldt - Kosmos vol.4 | A
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[1.1-40-101|99]
1 La sfera tellurica
Studio dei fenomeni fisici e dinamici del pianeta Terra, dalla struttura interna ai processi superficiali.
Le frasi descrivono la Terra nella sua configurazione fisica, affrontando forma, dimensioni e densità. La misura della gravità con il pendolo rivela anomalie locali e lo schiacciamento polare: “Die Pendel-Messungen … geben für den ganzen nördlichen Quadranten allerdings die Abplattung von 1/289” - (fr:107) [Le misurazioni del pendolo … danno per l’intero quadrante settentrionale l’appiattimento di 1/289]. La densità media è stimata attraverso esperimenti con il filo a piombo, sebbene le variazioni nelle rocce superficiali introducano incertezze: “Wenn die oberen Erdschichten = 1,83 gesetzt wird : was wenig von 1,5 oder 1,6 als totale Erdrinden-Dichtigkeit abweicht” - (fr:127) [Se si pongono gli strati superiori terrestri = 1,83: ciò si discosta poco da 1,5 o 1,6 come densità totale della crosta terrestre]. L’interno del pianeta è caratterizzato da un aumento di temperatura con la profondità: “In den festen Theilen des Erdkörpers wächst die Temperatur mit der Tiefe” - (fr:2134) [Nelle parti solide del corpo terrestre la temperatura cresce con la profondità]. Questo calore interno è all’origine di fenomeni dinamici come terremoti e vulcanismo. I terremoti si propagano con velocità variabili a seconda della densità degli strati rocciosi: “Die Fortpflanzungs-Geschwindigkeit des Erdbebens auf der Oberfläche der Erde muß ihrer Natur nach durch die so verschiedenen Dichtigkeiten der festen Gebirgsschichten … mannigfach modifiziert werden” - (fr:2114) [La velocità di propagazione del terremoto sulla superficie della Terra deve per sua natura essere modificata in modo vario dalle così diverse densità degli strati rocciosi solidi]. Eventi distruttivi, come il terremoto di Riobamba, mostrano effetti come fessure che si aprono e chiudono, spostamenti del suolo e scomparsa di masse: “Bei dem Erdbeben von Riobamba … verdienen noch folgende Erscheinungen eine besondere Aufmerksamkeit: Klüfte, die sich abwechselnd öffneten und wiederum schlossen” - (fr:2075) [Nel terremoto di Riobamba … meritano particolare attenzione ancora i seguenti fenomeni: fessure che si aprivano e si richiudevano alternativamente]. Il vulcanismo è un’altra manifestazione dell’attività interna, con eruzioni che formano coni e colate laviche: “Die vulkanische Thätigkeit wirkt dann formgebend, gestaltend durch Erhebung des Bodens” - (fr:2276) [L’attività vulcanica agisce quindi modellando, configurando attraverso l’innalzamento del suolo]. Si distinguono diversi tipi di eruzioni, da quelle lineari su fessure a quelle centrali. I vulcani di fango ed emissioni gassose presentano fenomeni combustibili: “Die Gas-Ausströmungen, welche man ihrer leichtesten Entzündbarkeit und ihrer Lichtfarbe wegen Ausströmungen von reinem und geholtem Wasserstoff zu nennen pflegt” - (fr:2251) [Le emissioni gassose, che per la loro facilissima infiammabilità e il loro colore luminoso si suole chiamare emissioni di idrogeno puro e raffinato]. Il magnetismo terrestre è analizzato nelle sue variazioni periodiche e nell’influenza solare: “Das sicherste Mittel, zur Erschöpfung des veränderlich Vielfältigen im Raume, wie zu der Erweiterung und Vervollständigung der, von Gauß so großartig entworfenen, mathematischen Theorie des Erdmagnetismus zu gelangen, ist das Mittel der gleichzeitig an vielen gut ausgewählten Punkten der Erde fortgesetzten Beobachtung aller drei Elemente der magnetischen Thätigkeit” - (fr:701) [Il mezzo più sicuro per esaurire il mutevole molteplice nello spazio, e per ottenere l’ampliamento e il completamento della teoria matematica del magnetismo terrestre, così grandiosamente abbozzata da Gauss, è il mezzo dell’osservazione continuata simultaneamente in molti punti ben scelti della Terra di tutti e tre gli elementi dell’attività magnetica]. Le aurore polari sono correlate ai fenomeni magnetici: “Der, schon so lange von mir behauptete, wahrscheinliche Zusammenhang des Polarlichts mit der Bildung ‘der kleinsten und feinsten Cirrus-Wölkchen (von den Landleuten Schäfchen genannt)’” - (fr:991) [La probabile connessione, da me asserita da molto tempo, dell’aurora polare con la formazione ‘dei minutissimi e finissimi cirri (chiamati dagli abitanti pecorelle)’]. I processi superficiali includono la circolazione di acque sotterranee e sorgenti, con temperature che riflettono condizioni meteorologiche e geologiche: “Die reinsten Quellwasser, welche ich in der Gegend der Cataracten von Atures und Mapures … getrunken, hatten eine Temperatur von mehr als 26°” - (fr:2130) [Le più pure acque di sorgente, che ho bevuto nella regione delle cascate di Atures e Mapures, avevano una temperatura di più di 26°]. La classificazione delle sorgenti distingue quelle meteorologiche, geologiche e anormalmente fredde. Le frasi pongono infine la sfera tellurica in relazione con l’uranologia, sottolineando l’unità dei fenomeni naturali: “Die tellurische Sphäre der uranologischen entgegengesetzt, verfällt in zwei Abteilungen, in das anorganische und organische Gebiet” - (fr:79) [La sfera tellurica, contrapposta a quella uranologica, si divide in due reparti, nel regno inorganico e organico]. L’approccio si basa sull’osservazione e sulla ricerca di leggi quantitative, pur nella complessità dei fenomeni.
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2 Il magnetismo terrestre: osservazioni, elementi e variazioni
Studio sistematico delle manifestazioni della forza magnetica terrestre attraverso osservazioni storiche, spedizioni scientifiche e analisi delle sue componenti fondamentali.
Il magnetismo terrestre si manifesta attraverso tre elementi: la declinazione (deviazione dell’ago dall’asse nord-sud geografico), l’inclinazione (angolo rispetto al piano orizzontale) e l’intensità della forza totale. La conoscenza di questi fenomeni ha radici antiche; i Cinesi nel XII secolo non solo conoscevano la declinazione di un ago orizzontale sospeso, “ma sapevano anche determinare la quantità di questa deviazione” - (fr:859). Successivamente, Colombo determinò una linea senza declinazione nell’Atlantico il 13 settembre 1492, notando che la conoscenza della declinazione poteva servire alla determinazione della longitudine. La prima misurazione dell’inclinazione è attribuita a Robert Norman nel 1576, mentre William Gilbert, alla fine del XVI secolo, formulò la prima grande teoria sul magnetismo terrestre, distinguendolo dall’elettricità. Il terzo elemento, l’intensità, iniziò a essere misurato sistematicamente solo alla fine del XVIII secolo.
Le determinazioni numeriche di questi elementi progredirono nel XIX secolo grazie al perfezionamento degli strumenti e a spedizioni scientifiche sponsorizzate dai governi, che condussero a una “quasi simultanea progressione in tutte le parti della dottrina del magnetismo tellurico” - (fr:272). Friedrich Gauss gettò le basi per una teoria matematica del fenomeno. Le osservazioni estese rivelarono la complessa distribuzione spaziale della forza magnetica. Esistono due poli magnetici, distinti dai poli di rotazione, dove l’inclinazione è di 90°; l’equatore magnetico, dove l’inclinazione è zero; e quattro punti di massima intensità (foci), due in ogni emisfero, di forza disuguale. “Nell’emisfero settentrionale il più forte (americano) si trova a Lat. 52° N, Long. 93° O; il più debole (asiatico) a Lat. 50° N, Long. 150° E circa” - (fr:721) [Nell’emisfero settentrionale il più forte (americano) si trova a Lat. 52° N, Long. 93° O; il più debole (asiatico) a Lat. 50° N, Long. 150° E circa]. I poli magnetici furono localizzati dalle spedizioni di James Clark Ross: il polo nord a circa 70°5’N, 99°5’W sulla Boothia Felix, il polo sud a circa 75°5’S, 151°48’E nel Victoria Land. Un’altra linea significativa è l’equatore dinamico, o linea della minima intensità, che “corre in molteplici ondulazioni attorno al globo terrestre” e segna il confine tra le due emisfere magnetiche in modo più decisivo dell’equatore magnetico. Il rapporto tra l’intensità minima e quella massima osservate si colloca tra 1:2,5 e quasi 1:3.
Tutti gli elementi subiscono variazioni temporali. Si osservano variazioni orarie, diurne, stagionali e secolari. Le variazioni orarie dell’intensità e dell’inclinazione mostrano pattern complessi, con massimi e minimi principali e secondari che differiscono tra stazioni come Toronto e Hobart. Le variazioni stagionali dell’intensità sembrano legate alla distanza della Terra dal Sole, risultando maggiori nell’inverno dell’emisfero corrispondente, piuttosto che alla temperatura atmosferica. Una scoperta cruciale fu l’identificazione di una periodicità di circa dieci anni nelle variazioni della declinazione, dell’inclinazione e dell’intensità. Il generale Edward Sabine, confrontando osservazioni in emisferi opposti, “fu condotto all’esistenza di una causa di disturbo periodica” - (fr:702), causa che identificò come cosmica, legata ai cambiamenti periodici nell’atmosfera solare. Questa correlazione fu supportata dalle contemporanee scoperte dell’astronomo Schwabe sulla periodicità decennale della frequenza delle macchie solari. “Se quindi nelle variazioni magnetiche periodiche si trova un periodo di dieci anni, e se lo stesso periodo esiste anche nell’attività delle macchie solari, questa coincidenza è troppo notevole per non essere considerata come espressione di una connessione interna” - (fr:956). Le variazioni secolari, come il movimento dell’equatore magnetico o lente alterazioni dei valori medi, furono registrate in diverse località, mostrando a volte un andamento irregolare.
I fenomeni magnetici sono anche soggetti a disturbi improvvisi, spesso associati alle aurore polari. Humboldt descrisse l’aurora non come causa esterna di disturbo, “ma piuttosto come un’attività tellurica portata fino al fenomeno luminoso” - (fr:984). Eventi geologici come terremoti possono influenzare localmente il magnetismo; a Cumana nel 1799, un forte sisma alterò permanentemente il valore dell’inclinazione senza cambiare l’intensità. La ricerca si avvalse di misure geodetiche e di gravità (pendolo) per studiare la figura della Terra, poiché le misurazioni magnetiche richiedevano una precisa determinazione delle posizioni. L’analisi congiunta di osservazioni simultanee in molteplici punti della Terra, l’indagine sulle influenze solari e lo sviluppo teorico rappresentano, come sottolinea una frase, “il mezzo più sicuro per esaurire il mutevole e mobile nello spazio” e per espandere la teoria matematica del magnetismo terrestre - (fr:701).
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3 Il magnetismo terrestre nel XIX secolo: osservazioni e teorie
Indagine sperimentale sulla distribuzione globale del campo magnetico terrestre, con particolare riferimento all’equatore magnetico, alle sue variazioni e alle stazioni di osservazione.
Lo studio si concentra sulla determinazione e descrizione dell’equatore magnetico, definito come la linea di inclinazione magnetica nulla, e della linea di minima intensità della forza magnetica terrestre. La sua traiettoria è tracciata attraverso diversi continenti e oceani: dall’Africa occidentale, passando per l’Atlantico e il Brasile, fino al Pacifico meridionale. “(750) - Die frühefte Beflimmung beS afrifanifchen Knotens (ber Durchfreu$ung beS geographifchen unb magnetifchen SlequatorS) gefdjah tum 6a* bine 26 in bem Anfang feiner £ßenbelVrhebition 1822; fpater (1840) f)at berfelbe ©eiehrte, bie Beobachtungen oon 2)u:per rety, Sitten, 2)unlo:p unb 6ulioan äufammenftettenb, eine $arte be6 magnetifchen SlequatorS 27 oon ber afrifanifchen SBejHüfte oon Biafra an (Br* + 4°, Sg* 7° 10’ öftl) , burd) bas atlantifche ÜJfteer unb Braftlien (Br — 16 ° / jtoifchen ßorto 6eguro unb $io ©ranbe) bis $u bem fünfte entworfen, too ich, ber 6übfee nahe, auf ben Verbitteren bie nörbliche Neigung in eine fübliche übergehen feigen” - (fr:750) [La prima determinazione del nodo africano (l’intersezione dell’equatore geografico e magnetico) fu eseguita da Sabine all’inizio della sua spedizione di pendolo del 1822; più tardi (1840) lo stesso scienziato, mettendo insieme le osservazioni di Duperrey, Sabine, Dunlop e Julien, disegnò una carta dell’equatore magnetico dalla costa occidentale africana del Biafra (Lat. +4°, Long. 7°10’ E), attraverso l’Oceano Atlantico e il Brasile (Lat. –16°, tra Porto Seguro e Rio Grande) fino al punto, vicino al Pacifico del Sud, dove sui vascelli l’inclinazione settentrionale passa a meridionale.]. La posizione di questo equatore non è fissa ma subisce una variazione secolare, come dimostra lo spostamento verso ovest del nodo africano tra il 1825 e il ”(750) - 5)ie feculare Belegung beS Knotens , jt<h entfernenb oon ber 7000 gujj h°h en bafaltifchen Snfel 6t £homaö / war alfo etrnaS weniger als ein ©nb i m 3nhre 9 e 9 ett SCBefien” - (fr:750) [Lo spostamento secolare del nodo, allontanandosi dall’alta isola basaltica di St. Thomas (7000 piedi), fu quindi di poco meno di un grado in 12 anni verso Ovest.]. Viene delineato anche l’andamento della linea di minima intensità (equatore dinamico), che corre quasi parallela all’equatore magnetico nell’Oceano Atlantico ma se ne allontana notevolmente in altre regioni, come presso St. Helena. ”(737) - Sabine 8 hat baS große Berbienft, guerft auf bie SSichtigfeit beS btynamifchenSiequatorS (Surre ber fd)wächften Snten jttät) aufmerffain gemacht au haben. „S)iefe Surre rerbinbet 93 bte fünfte jebeS geograph^en MeribianS, in betten bie ©rb* fraft am geringften ift”“* - (fr:737) [Sabine ha il grande merito di aver per primo richiamato l’attenzione sull’importanza dell’equatore dinamico (linea della minima intensità). ”Questa linea unisce i punti di ogni meridiano geografico in cui la forza terrestre è minima”.]. Le osservazioni sono condotte in stazioni fisse distribuite in entrambe le emisfere, come Toronto e Hobarton, i cui dati orari rivelano variazioni diurne e stagionali dell’inclinazione e dell’intensità. ”(743) - Die Errichtung oon magnetifchen (Stationen in ber norblichen unb füblichen ^emifyhdre hat ben großen Bortheil gewahrt bie allerzahlreichften unb zugleich aud) bie aHerftd^erften 9iefultate zu liefern. E6 genügt hier zwei Erb fünfte 18 au^uwahlen, „bie, beibe außerhalb ber Dropen, bteffeitö unb jenfeitS be$ SlequatorS faft in gleicher Breite liegen: Doronto in Eanaba + 43° 39’, ^obarton auf Ban Diemen — 42° 53’” - (fr:743) [L’istituzione di stazioni magnetiche nell’emisfero settentrionale e meridionale ha portato il grande vantaggio di fornire risultati più numerosi e allo stesso tempo più sicuri. Qui basta scegliere due punti sulla Terra, “che, entrambi fuori dai tropici, da questa parte e al di là dell’equatore giacciono pressappoco alla stessa latitudine: Toronto in Canada +43°39’, Hobarton a Van Diemen –42°53’.]. Tali variazioni mostrano andamenti opposti nei due emisferi e sembrano correlate alla posizione del Sole. “(748) - Durch bie Sßergletchung bet SnclinationS* Variationen mit benen bet ^otijontaten $raft ift ergtünbet toorben, ba£ in ßanaba in ben SBintermonaten, toenn bie ©onne in ben fü blichen Seichen ftef)t, bie ganae ©rbfraft ftarfer ift als tn ben (Sommermonaten betfelben «§emifphdte”“* - (fr:748) [Dal confronto delle variazioni d’inclinazione con quelle della forza orizzontale è stato fondato che in Canada, nei mesi invernali, quando il Sole si trova nei segni meridionali, l’intera forza terrestre è più forte che nei mesi estivi dello stesso emisfero.]. Vengono discussi i poli magnetici, la cui posizione è stata determinata dalle spedizioni di Sir James Clark Ross: il polo nord magnetico a 70°5’ N, 99°5’ O e il polo sud magnetico a 75°5’ S, 151°48’ E. ”(749) - 3)er nbrbliche Magnetpol (Br + 70° 5’, % 99° 5’ SB) ift fünf Breitengrabe entfernter oon bem 9iotationS#$olber Srbe als ber fübliche (Br — 75° 5’, £g* 151° 48’ 0)” - (fr:749) [Il polo magnetico settentrionale (Lat. +70°5’, Long. 99°5’ O) è cinque gradi di latitudine più lontano dal polo di rotazione della Terra di quello meridionale (Lat. –75°5’, Long. 151°48’ E).]. Il testo esamina inoltre le linee isogoniche, in particolare la linea di declinazione nulla (linea agonica), descrivendone il percorso complesso e il movimento storico verso ovest in alcune regioni. ”(966) - Der weft lichfte unb ber oftlidßfte %fybiefer aftatifcßen ©ume ohne Abweichung finb gleich ber atlantifdßen BullSinie non ©üben 136 nacty korben, unb in bem $aume nom cafpifctyen S3ecfen big Sap Ianb fogar non ©©£) nadty 9?9?Ü83 gerietet” - (fr:966) [Il ramo più occidentale e quello più orientale di questa linea asiatica senza deviazione sono diretti come la linea atlantica da sud a nord, e nello spazio dal Mar Caspio alla penisola di Sachalin persino da SSE a NNW.]. Un tema ricorrente è lo studio delle perturbazioni magnetiche (tempeste magnetiche), la loro periodicità e la propagazione globale o locale. “(957) - Von ber ©lei^eitigfeit »ieler magnetifcher Ungewitter, wie ftdh biefelben auf »ele taufenb teilen fortgepflanat , Ja faft um ben ganzen (Erbball gehen (fo am 25 ©ept 1841 »on (Eanaba unb »on Böhmen bis ^um Vorgebirge ber guten Hoffnung, Van £)temen’S £anb unb Vfacao), h^e i<h f^n in betn SKaturgemälbe 83 gehanbelt” - (fr:957) [Della simultaneità di molti temporali magnetici, come questi si propagano su molte migliaia di miglia, anzi quasi intorno all’intero globo (ad esempio il 25 settembre 1841 dal Canada e dalla Boemia fino al Capo di Buona Speranza, Terra di Van Diemen e Macao), ne ho trattato nella mia opera “Kosmos”.]. Si menzionano osservazioni geografiche collaterali, come quelle sul permafrost in Siberia. “(202) - 2luf meiner fibirifchen Erpebition mit Eljrenberg unb ©uftao 3^ofe liefen mir bei 23ogoflomff (23r* 59° 440/ an bem Sßege nadf ben Turjin’fdjen ©ruben 49 , im Ural einen 6d?urf in einem torfigen 33oben graben. 3n 5 guf Tiefe traf man fd)on auf EiSftücfe, bie breccienartig 46 mit gefrorener ©rbe gemengt waren; bann begann bkhteg ©ig, bag in 10 guß ^iefe noch nicht burcfifenft würbe” - (fr:202) [Durante la mia spedizione siberiana con Ehrenberg e Gustav Rose, a Bogolovsk sul percorso verso le miniere di Turinsk, negli Urali, facemmo scavare un pozzo in un terreno torboso. A 5 piedi di profondità si incontravano già pezzi di ghiaccio, mescolati a terra gelata in modo breccioso; poi iniziava il ghiaccio denso, che a 10 piedi di profondità non era ancora stato perforato.].
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4 Ricerche sul magnetismo terrestre e fenomeni vulcanici
Compilazione di dati e teorie da spedizioni scientifiche ottocentesche.
Le frasi contengono osservazioni sulle variazioni magnetiche diurne e sui disturbi magnetici. “At tropical stations the influence of what have been hitherto called the irregulär disturbances ümagnetic storms is comparatively feeble; but it is otherwise at stations situated as are Toronto (Canada) and Hobarton (Van Diemen-Island), where their influence is bolh really and proportionally greater, and amounts to a clearly recognizable part of the whole diurnal Variation.” - (fr:1549) [Nelle stazioni tropicali l’influenza di ciò che è stato finora chiamato disturbi irregolari o tempeste magnetiche è relativamente debole; ma è diverso nelle stazioni situate come Toronto (Canada) e Hobarton (Isola di Van Diemen), dove la loro influenza è sia reale che proporzionalmente maggiore, e costituisce una parte chiaramente riconoscibile dell’intera variazione diurna.] La variazione è costituita da due componenti sovrapposte. “The diurnal Variation observed is in fact constituted by two variations superposed upon each other, having different laws and bearing different proportions to each other in different parts of the globe.” - (fr:1548) [La variazione diurna osservata è in realtà costituita da due variazioni sovrapposte l’una all’altra, aventi leggi diverse e che hanno proporzioni diverse tra loro in diverse parti del globo.] Vengono esaminate l’influenza solare e lunare. “that the lunar-diurnal Variation corresponding to different years shows no conformity to the inequality mani fested in those of the solar-diurnal Variation.” - (fr:5361) [che la variazione lunare-diurna corrispondente a diversi anni non mostra conformità con la disuguaglianza manifestata in quelle della variazione solare-diurna.] “The earth’fl inductive action , reflected from the moon , must be of a very little amount.” - (fr:5362) [L’azione induttiva della Terra, riflessa dalla Luna, deve essere di entità molto piccola.]
Le frasi descrivono fenomeni vulcanici. “A Solfatara is an area with steaming fissures and escaping sulphur vapours, and wilhout proper lava ejections; while Kilauea is a vast crater with extensive lava ejections and no sulphur, except that of the sulphur banks, beyond what neces sarily accompanies, as at Vesuvius, violent volcanic action.” - (fr:3597) [Una solfatara è un’area con fessure fumanti e vapori di zolfo che fuoriescono, e senza vere e proprie eiezioni di lava; mentre il Kilauea è un vasto cratere con estese eiezioni di lava e senza zolfo, eccetto quello delle banche di zolfo, oltre a ciò che necessariamente accompagna, come al Vesuvio, una violenta azione vulcanica.] White Island è citata come esempio. “Sieffenbach nennt White Island: a smoking solfatara, but still in volcanic activity” - (fr:3639) [Sieffenbach chiama White Island: una solfatara fumante, ma ancora in attività vulcanica.] Altre frasi menzionano eruzioni sottomarine e la loro connessione con terremoti e la formazione di catene montuose. “einseine unterfeeifcpe Eruptionen, welche bisweilen ben mächtigen Erbflößen gefolgt ober benfelben vor= hergegangen ftnb, fcheinen auf ba$ ©afetn biefer weflltchen ©palte SU beuten” - (fr:2371) [alcune eruzioni sottomarine, che a volte hanno seguito o preceduto i potenti terremoti, sembrano indicare l’esistenza di questa fessura occidentale.]
Sono presenti descrizioni geologiche e geografiche. “There is a System in their arrangement as regulär as in the mountain heights of a continent, and ranges of elevations are indicated, as grand and extensive, as any continent presents.” - (fr:3564) [C’è un sistema nella loro disposizione regolare come nelle altezze montuose di un continente, e si indicano catene di elevazioni, grandi ed estese come quelle di qualsiasi continente.] Le frasi includono riferimenti a mappe, esplorazioni e rilevamenti, come quelli del Territorio del New Mexico, dell’Istmo centroamericano e di varie isole oceaniche. Citano frequentemente lavori scientifici di autori come Sabine, Darwin e Dana.
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5 Distribuzione del calore terrestre e fenomeni geotermici
Osservazioni sulla temperatura del sottosuolo, sulle sorgenti termali e sull’attività vulcanica in diverse regioni del mondo.
La determinazione della temperatura media di un luogo nelle regioni tropicali può avvenire seppellendo un termometro a 8-12 pollici di profondità, dove le variazioni sono minime. “(163) - 3)a bie (Srbfdict , in ber man anfängt feine TemperaturBeränberung mehr ben ganzen 3ahreS(£pc(uS f>inburch au be* merfen, nach ber Theorie ^er 2ßärmeBertheilung utn fo weniger oon ber Oberfläche entfernt liegt, als bie Biarima unb Bii nima ber 3ahreSTemperatur weniger oon einanber oerfchieben ftnb; fo fyat biefe Betrachtung meinen greunb, £errn Bouffin gault, auf bie fcharfftnnige unb bequeme Biethobe geleitet, in ber Tropengegenb, befonberS 10 ©rab nbrblich unb füblich oont Slequator, bie mittlere Temperatur eines Orts burch bie Beobachtung eines Thermometers beftimmen, baS 8 bis 12 3oÜ einem bebecften S’iaume etngegraben ift” - (fr:163) [Lo strato terrestre, in cui si comincia a non percepire più alcuna variazione di temperatura durante tutto il corso dell’anno, secondo la teoria della distribuzione del calore, è tanto meno distante dalla superficie, quanto minore è la differenza tra il massimo e il minimo della temperatura annuale; questa considerazione ha condotto il mio amico, il signor Boussingault, all’acuta e comoda metodologia di determinare la temperatura media di un luogo nelle regioni tropicali, specialmente 10 gradi a nord e a sud dell’equatore, mediante l’osservazione di un termometro sepolto da 8 a 12 pollici in uno spazio coperto.] In miniere poste a grandi altezze, come a Micuipampa (Perù) e a Guanajuato (Messico), l’aria interna risulta più calda di quella esterna. “(168) - 3)aS tfalfgeftein mar oollfommen troefen, unb fehr menige Bergleute arbeiteten bork 3n ber Mina de Guadalupe , bie in berfelben §öhe liegt, fanb ich bie innere SufG Temperatur 14°, 4: alfo 2)ifferen$ gegen bie äußere £uft 8°, 7* T)ie SBaffer, melcpe tytx auS ber fehr naffen ©rube heroorftromten , hatten 11 °, 3» 5)ie mittlere jährliche Suft^ Temperatur non SJiicuipampa ift mahr* fcpeinlich nicht über 7° % 3n Sflerico, in ben reifen ©ilberberg* werfen non ©uanaruato , fanb ich in ber Mina de Yalenciana 43 bie äußere 2uft * Temperatur in ber 9lähe beS Tiro Nuevo (7122 guß über bem ÜJieere) 21 °, 2 ; unb bie ©rubenluft im Tiefften, in ben Planes de San Bernardo (1530 guß unter ber Deffnung beS ©(hartes Tiro Nuevo), oolle 27°: ohngefdhr bie 42 Mittel Temperatur be£ £ittoral$ am mcrtcantfcfyeii Vteerbufen.” - (fr:168) [La roccia di scarto era completamente asciutta e pochissimi minatori lavoravano lì. Nella Mina de Guadalupe, che si trova alla stessa altezza, trovai la temperatura dell’aria interna 14°,4: quindi una differenza di 8°,7 rispetto all’aria esterna. Le acque che sgorgavano dalla galleria molto umida avevano 11°,3. La temperatura media annuale dell’aria di Micuipampa è probabilmente non superiore a 7°. In Messico, nelle ricche miniere d’argento di Guanajuato, trovai nella Mina de Valenciana la temperatura dell’aria esterna vicino al Tiro Nuevo (7122 tese sopra il mare) 21°,2; e l’aria della mina nel punto più profondo, nei Planes de San Bernardo (1530 tese sotto l’apertura del pozzo Tiro Nuevo), esattamente 27°: circa la temperatura media del litorale sulla costa messicana.] L’aumento della temperatura con la profondità presenta valori simili in luoghi distanti, come a Grenelle, Neu-Salzwerk e Mont-Bearmont. “(152) - 3$ pabe fd)on oben 35 barauf aufmerffam gemalt, tote ein bon Slugufte be la 9tibe unb startet ju 33r#gnp bei ©enf 37 unterste# Bohrloch Oon nur 680 gup Stefe ein ganz gleiches 9iefultat gegeben hat , obgleich baffelbe in einer ^g>6f)e oon mef)r als 1500 gup über bem mittellänbifchen SOieere liegt SBenn man ben brei eben genannten Duellen, meldje zmifchen 680 unb 2144 gup abfolute Siefe erreichen, noch eine: bie oon 9D?ont SÖBearmont bei 9^en>caftle (bie ©ruben* maffer be$ £ohlenbergtt>er!S , in meinem nach $^iüib6 1404 gup unter bem 9fleereSfyiegel gearbeitet ttnrb) , hinzufügt; fo finbet man baS merftoürbige Sftefultat, bap an oier non einanber fo entfernten Drten bie 2Bärme3unah me für 1° cent.” - (fr:152) [Ho già attirato l’attenzione su come un pozzo artesiano, perforato da Auguste de la Rive e Soret a Ginevra, di soli 680 tese di profondità, abbia dato un risultato del tutto simile, sebbene si trovi a un’altezza di più di 1500 tese sopra il livello del Mediterraneo. Se alle tre sorgenti menzionate, che raggiungono tra 680 e 2144 tese di profondità assoluta, se ne aggiunge un’altra: quella di Mont-Bearmont presso Newcastle (le acque di miniera della miniera di carbone, che secondo Hibbert si lavora a 1404 tese sotto il livello del mare), si trova il notevole risultato che in quattro luoghi così distanti l’aumento di temperatura per 1° cent.] Le variazioni giornaliere della temperatura cessano a poche decine di tese di profondità, mentre quelle annuali si percepiscono più in profondità. ”(156) - Sltiwefen t>eit oon Fialen, Vhtfcheltt unb ^flanjenreften einen 3ufantmen* ^ang mit ber ©rboberfldche oerrdtf)* SBte nun auö ben oben bejeic^neten Uriacfyen bte auffteigenben £luetten bisweilen warntet ftnb, al$ nach ber geringen Tiefe beS Bohrlochs ju erwarten wäre; fo wirfett in entgegengefe^tem ©inne faltete SBaffet, welche aus feitwdrts $uführenben Dueerflüften eroorbrecem ©S ifi bereite bemerft worben, bajj fünfte, welche im Snnereit ber ©rbe bei geringer Tiefe in berfelben Berticallime liegen, ju fetyr oerfchiebenen 3^iten baS SVarimum unb Minimum ber burch ©onitenftanb unb Safyre^etten oerdnberten Temperatur ber Sltmofphdre empfangen» Vach ben, immer feljt genauen Beobachtungen oon duetelet 37 ftnb bie täglichen Variationen fchon in ber Tiefe oon 3% gufj nicht mehr bemerfbar; unb $u Brüffel trat bie höchfte Temperatur in 24 gujj tief einge* fenften Thermometern erft am 10 December, bie niebrigfte am 15 Sunt ein»” - (fr:156) [L’assenza di conchiglie, pettini e resti vegetali prova una connessione con la superficie terrestre. Poiché dalle cause sopra indicate le sorgenti ascendenti sono talvolta più calde di quanto ci si aspetterebbe dalla modesta profondità del pozzo; così agiscono in senso contrario acque fredde che sgorgano da corsi d’acqua laterali. È già stato osservato che punti che si trovano all’interno della terra a modesta profondità sulla stessa verticale, ricevono in tempi molto diversi il massimo e il minimo della temperatura atmosferica alterata da circostanze e stagioni. Secondo le osservazioni sempre molto precise di Quetelet, le variazioni giornaliere non sono più percepibili già alla profondità di 3 tese; e a Bruxelles la temperatura più alta in termometri infissi a 24 tese di profondità si ebbe solo il 10 dicembre, la più bassa il 15 giugno.] La distribuzione del calore in un rilievo montuoso non dipende semplicemente dall’altezza verticale, ma da forma, massa, conducibilità, insolazione, irradiazione e correnti d’aria. “(2164) - 2)aS ©efep ber junepmenben unb abnepmettben BSdrme, tnenn man ein niebrigeS glacplanb mit einem prallig niele taufenb guß auffteigenben ©ebirgSriicfen ober ©ebirgSplateau nergleicpt, pdngt niept einfaep non bem nerticalen ^öpenner* pdltniß stneier fünfte ber (Erboberflddpe (in bem glacplanbe unb auf bem ©ebtrgSgipfel) ab» BSenn man naep ber BorauS* fefcung eines beftimmten BtaaßeS ber TemperaturBeranberung in einer gemiffen 3apl »on gußen non ber (Ebene aufmdrts jum ©ipfel ober nom ©ipfel abmdrtS ju ber (Erbfdpidßt im Snneren ber Bergmaffe reepnen mottle, melcpe mit ber Dberfldcpe ber (Ebene in bemfelben Bineau liegt; fo mürbe man in bem einen gaU ben ©ipfel $u fall, in bem anbren bie in bem Snneren beS Berges bejeidpnete ©dpidpt niel §u peiß finben» 3)ie Bertpeilung ber BSarme in einem auffteigenben ©ebirge (in einer Unbulation ber (Erboberflddpe) ift abpangig, mie fepon oben bemerft, non gorm, Blaffe unb SeitungSfdpigfeit; non 244 3n[olation unb 2lu$ftrahlung ber Sßdrnie gegen reine ober mit Sßolfen erfüllte ^uftfchicpten ; Don betn ©ontact unb (Spiele ber auf unb nieberfteigenben £uftftromungen»” - (fr:2164) [La legge dell’aumento e della diminuzione del calore, quando si paragona una bassa pianura glaciale con una catena montuosa o un altopiano che si innalza ripido per molte migliaia di tese, non dipende semplicemente dal rapporto di altezza verticale di due punti della superficie terrestre (nella pianura glaciale e sulla vetta della montagna). Se si volesse calcolare, in base all’ipotesi di un determinato grado di variazione di temperatura in un certo numero di tese dalla pianura verso l’alto fino alla vetta o dalla vetta verso il basso fino allo strato terrestre all’interno della massa montuosa che si trova allo stesso livello della superficie della pianura, si troverebbe in un caso la vetta troppo fredda, nell’altro lo strato designato all’interno della montagna troppo caldo. La distribuzione del calore in una montagna ascendente (in un’ondulazione della superficie terrestre) dipende, come già notato sopra, da forma, massa e conducibilità; dall’insolazione e dall’irradiazione del calore verso strati d’aria puri o pieni di nuvole; dal contatto e dal gioco delle correnti d’aria ascendenti e discendenti.] Le sorgenti calde sono alimentate da acque meteoriche e contengono spesso azoto e sostanze organiche. “(2190) - Bon ben heißen Duellen ftnb einige wenige ber abfoluten Feinheit nahe, anbere enthalten $ugleich £öfungen oon 8 bis 12 feften ober gasartigen ©toffem ben erfteren gehören bie Heilquellen öojt £urueil, $fefferS unb ©aftein: beren 2lrt ber BSirffamfeit wegen ihrer Feinheit 51 fo räthfelhaft fdpeinen fanm £>a alle Duellen h^uptfächlich burch Bfeteor* waffer gefpeift werben, fo enthalten fte ©ticfftoff: wie Bouf* ftngault in ber, bem ©ranit entftrömenben, fehr reinen 52 Duelle in las Trincheras de Portocabello , unb Bnnfen 53 in ber EonteliuS^Duelle $u Slawen unb in bem iSlänbifchen ©epftr erliefen h^en” - (fr:2190) [Delle sorgenti calde, alcune poche si avvicinano all’assoluta purezza, altre contengono simultaneamente soluzioni di 8 a 12 sostanze solide o gassose. Alle prime appartengono le acque termali di Loeche, Pfäfers e Gastein: il cui modo di azione, a causa della loro purezza, può sembrare così enigmatico. Poiché tutte le sorgenti sono alimentate principalmente da acque meteoriche, contengono azoto: come Boussingault ha dimostrato nella sorgente molto pura che sgorga dal granito a Las Trincheras de Portocabello, e Bunsen in quella di Conthey a Aquisgrana e nella fonte islandese Geyser.] L’attività vulcanica si manifesta in vari modi: terremoti, sorgenti termali, emissioni di gas e fango, eruzioni di lava. ”(2015) - <£$ ift fchtver bie Veranlagung eined fo fonberbaren Volf£glauben$ ju errathen u. Beactiou fcrs inneren T>er GErfce t>te (ßbrrflädje ; ftd) offenbaren« : a) Mop btjnantifd), tJurd) (ßrfdjütterungsrueUen (ttErbbeben) ; — b) burd) bie, beu <ß)ueUtDa|[ern mitgetfyeilte, ert)ol)te Temperatur, tuie burd) bie §tojf-’Uerfd)iebenl)eit ber beigemifdjten ^alje unb ®ae-, 5 lrten (itljermalqudUn); — c) burd) ben ^luobrud) etaßifdjer ,flü|[i0keiten, ju Seiten uon €rfd)etnutt0en brr ^elbftent3Ünbuii0 be0leitet (<&as- unb ^djlamm-liuikanr , t!tapl)tl)a-,£euer, Ralfen); — d) burd) bie 0roparti0en unb mäd)ti0en Wrkun0en et0entlid)er Vulkane, meld)e (bei permanenter tflerbinbung burd) Spalten unb Krater mit bem fuftkreife) aus bem tiefflen Jnneren 0e|d)mol3ene €rben, tljeils nur als 0lüt)rnbe &d)ladteu ausßopen; tljeils 0leid)3eiti0, rord) felnbrit J)rocr|[en krpftallinifdjer (Defteinbilbung unterworfen, in langen, fdjmalen Strömen ergiepen.” - (fr:2015) [È difficile indovinare la predisposizione di una così singolare credenza popolare. La reazione dell’interno della Terra contro la superficie si manifesta: a) Meccanicamente, attraverso onde di scosse (terremoti); — b) attraverso l’elevata temperatura comunicata alle acque sorgive, come attraverso la grande diversità dei sali e dei tipi di gas mescolati (sorgenti termali); — c) attraverso l’eruzione di materie fluide, a volte accompagnate da fenomeni di autoaccensione (vulcani di gas e di fango, fuochi di naphtha, salse); — d) attraverso le proporzioni e le potenti operazioni di veri vulcani, i quali (in permanente connessione attraverso fessure e crateri con l’atmosfera) vomitano dal più profondo interno terre fuse, in parte solo come scorie ardenti; in parte simultaneamente, sottoposte a precedenti processi di formazione cristallina, si riversano in lunghi, stretti flussi.] I terremoti spesso precedono o accompagnano le eruzioni vulcaniche, ma possono anche verificarsi indipendentemente in regioni non vulcaniche. ”(2124) - (Sine zmeite, unenblt mistigere ©attung oon ©rbbeben ift bie feljr bduftge, meiere grofe SfaSbrüdje oon Vulfanen $u begleiten ober ihnen ooranzugeljen pflegt: fei es, baf bie Vulfane, mie unfere europdifeben, 2aoaftrome ergießen; ober, mie ©otopari, ßietne^a unb Sitnguragua ber 2lnbeSfette, nur oertlacfte Staffen, 2tfdj)e unb IDdmpfe auSftofem gür biefe ©attung ftnb oorzugSmeife bie Vulfane als ©id)et fyeitfc Ventile zu betrauten, ftyon nad) bem 2luSfprud)e ©trabo’S über bie laoaergiefenbe ©palte bei Melanie auf ©ubba* 2)ie ©rbbeben hören auf, menn ber große 2luSbut erfolgt ift* 2 lm meiteften 29 oerbreitet ftnb aber bie Verheerungen Oon ©rfcbütterungSmetten , melc^e theils ganz untrad)ptite, unoutt fanite £dnber; theils tradß^tifd)e, tmlfanifd)e, mie bie ©or* bitteren oon ©übamerifa unb -äfterico: burchziehen, ohne irgenb einen ©inßuß auf bie nahen Vulfane auSzuüben” - (fr:2124) [Una seconda, infinitamente più importante categoria di terremoti è quella molto frequente che tende ad accompagnare o precedere le grandi eruzioni di vulcani: sia che i vulcani, come i nostri europei, effondano flussi di lava; sia che, come Cotopaxi, Pichincha e Tunguragua della catena delle Ande, emettano solo scorie, ceneri e vapori. Per questa categoria i vulcani sono da considerarsi preferibilmente come sicure valvole di sicurezza, già secondo l’affermazione di Strabone sulla fessura effusiva di lava a Melania in Siria. I terremoti cessano quando avviene la grande eruzione. Ma le devastazioni delle onde sismiche si diffondono molto più ampiamente, le quali attraversano in parte paesi del tutto non vulcanici, non soggetti a vulcani; in parte regioni trachitiche, vulcaniche, come i territori del Sudamerica e del Messico, senza esercitare alcuna influenza sui vicini vulcani.] Fenomeni geotermici minori includono salse, vulcani di fango ed emissioni di naphtha, spesso allineati lungo faglie. ”(2225) - Ü)ie ©röpe unb ben 254 3ufammenfyang biefeS ^3f)anomen6 f)at aber erft ber tiefe Lettner tiefes £f)ei(S oon Sßorber Elften , Slbicfy, erforfcßt $acb if)m ftnb bie <Sd?lamm Juliane unb 9iapf)ta5euer beS (SaucafuS auf eine beftimmt $u erfennenbe 2Beife an gen>iffe Linien ge» fnüpft, treidle mit ben (SrljebungSEr en unb S)iSloca< tionS^icfytungen ber ©efteinfciten in unoerfennbarem SSerfeljr fte^em S)en größten $aum, von faft 240 Duabrat meilen, füllen bie, in genetifcßem 3ufammenl)ang ftef)enben (Schlamm 9Sulfane, 9ia))l)tf)a Emanationen unb 0aljbrunnett im fuböftlic^en $f)eile beS ßaucafuS aus : in einem gleidß fcßenfligen ‘Dreietf, beffen 23afiS baS ßittoral beS cafpifd^en leeres bet 23alacßani (nörblicb oon 23afu), unb eine ber SJiünbungen beS £ur (2lrareS) naf)e bei ben Reißen Duellen oon ©allian ift 3)ie <5:pi£e eines folgen 2)reiecfS liegt bei Dem ©dßagbagb im §odjtf)al oon J?inalugf)ü” - (fr:2225) [L’ampiezza e la connessione di questo fenomeno sono state però investigate per la prima volta dal profondo conoscitore del Caucaso, Abich. Secondo lui, i vulcani di fango e i fuochi di naphtha del Caucaso sono legati in modo determinabile e riconoscibile a certe linee, che stanno in rapporto inconfondibile con le direzioni di sollevamento e di dislocazione degli strati rocciosi. Lo spazio maggiore, di quasi 240 miglia quadrate, è riempito nel settore sud-orientale del Caucaso dai vulcani di fango, dalle emanazioni di naphtha e dalle sorgenti salate in connessione genetica: in un triangolo equilatero, la cui base è il litorale del mar Caspio presso Balakhani (a nord di Baku), e una delle foci del Kur (Araxes) vicino alle calde sorgenti di Gallian. L’apice di un tale triangolo si trova presso lo Schagbagh nell’alta valle di Ninalugh.] Le emissioni gassose, come quelle delle salse o dei vulcani di fango, possono variare nella composizione (idrogeno, azoto, acido carbonico) e nell’infiammabilità. “(2263) - Die 9iaphtf)a färbt bort einen Ztyxi ber Dberflädje beS 5D2eere^ auf mehr als taufenb guß Sänge gelb, unb ihren ©eruch fanb id) oerbreitet bis in baS Snnere ber ^albinfel Arapa* 80 28enn mir nun einen lebten 25ltd auf bie Art outfant fd)er ätigfeit merfen, meld)e jt<h burd) ^eroorbringen von Dämpfen unb ©aS* Arten, halb mit, halb o^ne geiler * Krfd)et nungen, offenbart ; fo ftnben mir barin halb große Sßermanbtfchaft, halb auffallenbe $erfd)iebenl)ett ber auS ben Krbfpalten auS* brec^enben ©toffe : Je nac^bem bie h<>h e Temperatur beS Snneren, DaS ©piel ber Affinitäten mobiftcirenb, auf gleichartige ober fe^r äufammengefejjte Materien gemirft hat Die ©toffe, melcße bei tiefem geringeren ©rabe oulfanifcher Dl)ätigfeit an bie £)bet* fläche getrieben merben, ftnb: SBajferbampf in großem 9ttaaße, Khlor^atrium, ©c^mefel, gefohlter unb gefd)mefelter Safferftoff, 267 ^otjlenfäure unb ©ticfftoff; apha (farblos, gelblich ober als braunes Krböl); 93orfäure unb ^onerbe ber ©chlamm* SBulfane, 2)ie große 3Serfc^iebenb)ett btefer ©toffe, oon beiten jeboch einige (ifr>chfal$, ©chmefel* SBafferftoffgaS unb Krböl) ftd) faft immer begleiten, bezeugt baS ltnpaffenbe ber 23enen* nung ©alfen: welche aus Stalien ftammt, m ©pa(lan$ani baS große SSerbienft gehabt b;at juerft bie Slufmerffamfeit Der ©eognoften auf baS, lange für fo unwichtig gehaltene Phänomen im 5D?obeneftfc^en ju leiten, 2)er SRarne £)ampf* unb ©aS* Duellen briicft mel)r baS ©enteinfante aus, 2ßenn oiele berfelben als gu mar ölen zweifelsohne in Beziehung ju er* lofchenen SSulfanen fielen, ja befonberS als Duellen oon fohlen* faurem ®aS ein lefctee ©iabiunt folcf)er 33ulfane dmrafteri* ftren ; fo freuten bagegen anbere, bie $apl)tlja* Duellen, ganz unabhängig oon ben wirtlichen, gefcfmtolzene (Erben auSftoßen* ben geuerbergcn zu fein, ©ie folgen bann, wie fchon 5lbicb am KaueafuS gezeigt f)at, in weiten ©trecfen beftimmten $ich* tun gen, auSbrechenb auf ©ebirgSfpalten : fowoljl in ber (Ebene, felbft im tiefen Werfen beS cafpifc^en SföeereS , als in ©ebirgS* höl)en oon faft 8000 guß, ©leid) ben eigentlichen Julianen, oermehren fte bisweilen plofclich ihre fchetnbar fcblumnternbe 5thctttgfeit buvch SluSbrud) oon geuerfdulen, bie weit um* her ©d)recfen oerbreiten, 3 n beiben Kontinenten, in weit oon einanber entfernten SBelrgegenben, geigen fte biefelben auf einanber folgenben 3uftätbe; aber feine (Erfahrung fyat uns bisher berechtigt gu glauben, baß fte Vorboten ber Kntftehung wirflicher, Saoa unb ©d)lacfen auSwerfenber SSulfane ftnb, 3hre 59 $ anberer 2lri: otelletch t in minberer Siefe tour^elnb unb burch anbere dßemifthe ^rocejfe bebingt.” - (fr:2263) [Il naphtha colora di giallo lì un tratto della superficie del mare per più di mille tese di lunghezza, e il suo odore lo trovai diffuso fin nell’interno della penisola di Apšeron. Se ora gettiamo un ultimo sguardo sul tipo di attività tellurica, che si manifesta attraverso l’emissione di vapori e tipi di gas, in parte con, in parte senza fenomeni di fuoco; troviamo in esso in parte grande affinità, in parte notevole diversità delle materie che irrompono dalle fessure terrestri: a seconda che l’alta temperatura dell’interno, modificando il gioco delle affinità, abbia agito su materie uniformi o molto composte. Le sostanze che sono spinte in superficie a un grado inferiore di attività vulcanica sono: vapore acqueo in grande quantità, cloruro di sodio, zolfo, idrogeno solforato e infiammato, acido carbonico e azoto; naphtha (incolore, giallastro o come olio terrestre bruno); acido borico e fango dei vulcani di fango. La grande diversità di queste sostanze, di cui però alcune (cloruro di sodio, gas idrogeno solforato e olio terrestre) quasi sempre si accompagnano, dimostra l’inadeguatezza della denominazione “salse”: che proviene dall’Italia. Spallanzani ha il grande merito di aver diretto per primo l’attenzione dei geologi su questo fenomeno a lungo ritenuto così insignificante nel Modenese. Il nome “sorgenti di vapore e gas” esprime meglio il comune. Mentre molte di esse senza dubbio stanno in relazione con vulcani estinti, anzi particolarmente come sorgenti di gas acido carbonico caratterizzano un ultimo stadio di tali vulcani; altre invece, le sorgenti di naphtha, sembrano essere del tutto indipendenti da veri monti che espellono terre fuse. Esse seguono poi, come ha già mostrato Abich nel Caucaso, in ampi tratti determinate direzioni, erompendo su fessure montuose: sia in pianura, persino nel profondo bacino del mar Caspio, sia in altezze montuose di quasi 8000 tese. Simili ai veri vulcani, accrescono talvolta improvvisamente la loro attività apparentemente sopita attraverso eruzioni di fiamme, che spargono terrore tutt’intorno. In entrambi i continenti, in regioni mondiali molto distanti tra loro, mostrano gli stessi stati successivi; ma nessuna esperienza ci ha finora autorizzato a credere che siano precursori della nascita di veri vulcani, che espellono lava e scorie. La loro attività è di altro genere: forse turbinando a minore profondità e condizionata da altri processi chimici.] Si osservano anche anomalie magnetiche, sia in mare che in miniere profonde. “(914) - £>urch ermeiterte ©chtfffahrt unb 2lnmenbung beg (Som* paffeg bei geobätifchen Aufnahmen ift fehr früh su gemiffen Seiten eine aufjerordinäöe ©tbrung ber Stiftung, oft Derbunben mit einem ©chtoanfen, Beben unb ä^lern ber an* gemanbten Bfagnetnabel , bemerft morben* 9D?an gemöhnte ftch biefe (Srfcheinung einem gemiffen S^ftanbe ber 9tabel felbft $u* gufchreibertj man nannte fte in ber fran$öftfchen ©eefprache fehr charafteriftifch ein Ber narrt* ©ein ber Sftabel, l’affole ment de l’aiguille, unb fchrieb oor, eine aiguiüe affolge Don neuem unb ftdrfer ju magnetifiren.” - (fr:914) [Attraverso la navigazione estesa e l’applicazione della bussola nei rilevamenti geodetici, molto presto in certe regioni è stata notata un disturbo straordinario della direzione, spesso associato a un oscillare, tremare e vacillare dell’ago magnetico impiegato. Ci si abituò ad attribuire questo fenomeno a un certo stato dell’ago stesso; lo si chiamò nella lingua marinara francese molto caratteristicamente “essere sconvolto dell’ago”, l’affolement de l’aiguille, e si prescrisse di magnetizzare di nuovo e più fortemente un ago sconvolto.] “(848) - Um $u prüfen, ob mohl, voie bie £öhen, fo auch bie tiefen, inneren $äume beS (SrbförperS auf bie Snclination mirfen, habe it h bei einem Aufenthalte in greiberg im Suli 1828 mit aller (Sorgfalt, beren ich fähig bin, unb mit j [ebeS* maliger Umfehrung ber $ole einen SBerfucß in einem 23ergmerfe angeftellt, in meinem nach genauer Prüfung baS ©eftein, ber ©nei$, feine 2ßtrfung auf bie SDtagnetnabel äußerte* 2)ie (Saigerteufe unter ber Oberfläche mar 802 guß, unb ber Unter* fchieb jmifchen ber unterirbifchen Snclination unb ber an einem fünfte, melcher genau „am Sage” barüber lag, freilich nur 2’, 06; aber bei ber Umftcht, mit ber ich öerfuhv, taffen mich bie in ber 9tote 45 angeführten $efultate jeber einzelnen 9tabel bod) glauben, baß in ber ©rube (bem (ShurprinO bie Snclination großer ift als auf ber Oberfläche beS ©ebtrgeS”* - (fr:848) [Per verificare se, come le altezze, anche gli spazi profondi, interni del corpo terrestre influiscano sull’inclinazione, ho eseguito durante un soggiorno a Freiberg nel luglio 1828, con tutta la cura di cui sono capace, e con ogni volta l’inversione del polo, un esperimento in una miniera, in cui dopo accurato esame la roccia, il gneiss, non esercitava alcun effetto sull’ago magnetico. La profondità verticale sotto la superficie era di 802 tese, e la differenza tra l’inclinazione sotterranea e quella in un punto esattamente “in superficie” sopra di essa, era certamente solo di 2’,06; ma data la prudenza con cui ho sperimentato, i risultati di ogni singolo ago citati nella nota 45 mi fanno comunque credere che nella galleria (il pozzo principale) l’inclinazione è maggiore che sulla superficie della montagna.]
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[6.1-40-3869|4201]
6 Catene montuose e vulcani: distribuzione e caratteristiche nelle Americhe e in Asia
Descrizione geografica e vulcanologica di regioni montuose e sistemi vulcanici, con riferimenti a misurazioni e esplorazioni del XIX secolo.
Le frasi trattano della distribuzione e delle caratteristiche delle principali catene montuose e dei sistemi vulcanici, in particolare nelle Americhe e in Asia. Viene effettuato un confronto tra gli Urali e le Rocky Mountains riguardo a direzione ed estensione “teilen lange Biertbtanfette be3 Ural mit ben Rocky Mountains Dergleichen ju fbniten; erinnere ich hier baran, baji bie le^tere ^ette swtfchen ben parallelen ron Pike’s Peak unb Stewte unb ©larfe’ö paß ron 107°y in ll4°y Stange übergeht, ©er Ural, welcher in bem eben genannten Slbftanbe ooit 17 Breitengraben wenig ron bem parifer Bieribtan von 56° 40’ abweicht, reränbert ebenfalls feine Oiichtung unter bem parallel ron 65°, unb erlangt unter lat.” - (fr:3869) [Condividono lunghe catene degli Urali con le Rocky Mountains simili da trovare; ricordo qui che quest’ultima catena tra i paralleli di Pike’s Peak e Stewte e Clarf’s pass da 107° a 114° cambia direzione, l’Ural, che nella suddetta distanza con 17 gradi di latitudine differisce poco dal meridiano di Parigi di 56°40’, cambia anch’esso la sua direzione sotto il parallelo di 65°, e raggiunge sotto la lat.]. Viene descritta una catena montuosa continua dal Messico all’Oregon, caratterizzata da un vasto altopiano rialzato: “Ununterbrochene ®ebirg$fetren: wie in ben Slpenninen, bem fchweijer 3ura, in ben ^premten unb einem großen £bUle unferer 5llpenfette, giebt e$ allerbingä vom 19«« biä jum 44«« Breitengrabe, vom ^)opocatepetl in Olnahuac bt$ norblich von Fremont’s Peak in ben Rocky Mountains, in ber Dichtung von ©iib-’©üd–£)ft gen 9?orb = 9torb=2ße|i: nicht: aber bie ungeheure, gegen 9torb unb ^orbtveft in ber Brette immer mehr junehmenbe 2ln= fchwellung be$ Boben$ i(b vom tropifchen Mexico bt$ Öregon conti= nuirlich; unb auf biefer Slnfchwellung (Dochebene), welche ba$ geo= gnoftifche ^>auptpl?anomen ift, erheben ftch auf fpät unb ju fehr ungleicher £eit entftanbenen ©palten in oft abivetchenber OUchtung etn= Seine ©ebirgägruppen” - (fr:3853) [Catene montuose ininterrotte: come negli Appennini, nel Giura svizzero, nei Pirenei e in una grande parte della nostra catena alpina, ce ne sono dal 19° al 44° grado di latitudine, dal Popocatepetl in Anahuac a nord del Fremont’s Peak nelle Rocky Mountains, nella direzione da sud-sud-est a nord-nord-ovest: non: ma l’enorme rigonfiamento del suolo, che aumenta sempre più in larghezza verso nord e nord-ovest, è continuo dal Messico tropicale all’Oregon; e su questo rigonfiamento (altopiano), che è il fenomeno principale geognostico, si ergono su fessure formatesi tardi e in tempi molto disuguali in direzione spesso divergente alcuni gruppi montuosi].
Sono elencati numerosi gruppi vulcanici specifici in Sud e Centro America, come in Perù e Bolivia, in Messico e in Cile, con nomi di vulcani. “©ie ©ruppe bed föMid^ett ^)eru unb 33olt= pia’d enthalt pon 97orben nach ©üben folgenbe 14 bulfane: 93ulfatt pon ©hacatti (nach ©urjon uttb 9)iepen auch ©bflt; catti genannt)” - (fr:2303) [Il gruppo del Perù e della Bolivia contiene da nord a sud i seguenti 14 vulcani: vulcano di Shacatti (secondo Surjon e Diepen anche chiamato Sbflt; catti)]; “©ie ©ruppe ber Sultane pon 9)?erico umfaßt bie bulfane pou ßrijaba, spopocatcpetl, Doluca (o)er Cerro de San Miguel de Tutucuitlapilco), 3Pfttllo, ©olima* ttnb ©urtla“ - (fr:2293) [Il gruppo dei vulcani del Messico comprende i vulcani di Orizaba, Popocatepetl, Colima e Jurla]. L’attività vulcanica è presente anche nelle Piccole Antille, con vulcani ancora attivi su una fessura arcuata ”3» ben anttllifchen 3nfeln ift bie vulfantfche ©hßs tigfeit auf bie fogenannten kleinen Antillen eingefchränkt: ba brei ober vier noch tätige Bulfane auf einer etwas bogenförmigen ©palte von ©üben nach Sorbett, ben Sultan –©palten Zentral = 2f mental Stemlich parallel, auSgebrochen ftnb.” - (fr:3959) [Nelle isole antillane l’attività vulcanica è limitata alle cosiddette Piccole Antille: lì tre o quattro vulcani ancora attivi su una fessura leggermente arcuata da sud a nord, quasi parallela alle fessure vulcaniche dell’America Centrale, sono eruttati].
Per l’Asia, le frasi si concentrano sulla catena dell’Himalaya, citando il Monte Everest e altre alte vette secondo rapporti del 1856 “97ach bem lebten offt– ciellett Berichte be$ Colonel 2Baugl) vom 1 $ma”rs 1856 finb bie vier höchften 3?erge ber ^imalapa = Äettc: ber Mount Everest (®auri= fchanfa) in 970 von ßatmanbu 27210 <par.“ - (fr:2339) [Secondo l’ultimo rapporto ufficiale del Colonnello Waugh del 1 marzo 1856, le quattro montagne più alte della catena dell’Himalaya sono: il Mount Everest (Gaurisankar) a 970 da Katmandu 27210 <par.]. Viene menzionata anche la relazione tra l’Hindu Kush e l’Himalaya “p. 431), Dr. £boma$ £bomfon, ber gelehrte 53otanifer be3 weltlichen Sibetd, (Flora Indica 1855 p. 253) für eine gortfefeung be$ $inbu=Äbo erflärt, an welchen von ©üboft her ftcb bie jjnmalapa=äette anfebart” - (fr:4255) [p. 431, il Dr. Thomas Thomson, il dotto botanista del dominio occidentale, (Flora Indica 1855 p. 253) dichiara per una continuazione dell’Hindu-Kho, alla quale da sud-est si avvicina la catena dell’Himalaya].
Sono inclusi riferimenti a misurazioni scientifiche, come determinazioni astronomiche di posizione e dati sull’ellissoide terrestre “1804 mit aftrono ntifchen £>rt$befiimmungen in bem tropifchen St^eile von Dteufpanteit befchäfttgt war, unb nach allen Materialien, bie ich aufftnben unb btecuttren fonnte, eine @eneral = -Starte rott ^eufpanien ju entwerfen wagte” - (fr:3774) [1804 si occupò di determinazioni astronomiche di luoghi nella parte tropicale della Nuova Spagna, e dopo tutti i materiali che potei trovare e discutere, osai disegnare una carta generale della Nuova Spagna]; “(£albe polar=Ad)fe 20853810 feet = 3261163,7 £oifen, halbe AequatoriaUAcbfe 20923713 feet = 3272095,2 £oifen, V?eribian= üuabrant 32811980 feet = 5131208,0 £oifett, Abplattung —33 •)” - (fr:1070) [Semiasse polare 20853810 piedi = 3261163,7 tese, semiasse equatoriale 20923713 piedi = 3272095,2 tese, quadrante meridiano 32811980 piedi = 5131208,0 tese, schiacciamento —33 •)]. Vengono spiegati termini geografici come “barranco” e citati antichi geografi come Strabone “Barranco unb barranca, beibe gleichbebeittenb unb beibe genugfam im fpantfehen 9lmertfa gebraucht, bezeichnen 560 alleibingä eigentlich eine ööaffer furche, einen 2 Baflerrtß” - (fr:2660) [Barranco e barranca, entrambi ugualmente significativi e entrambi sufficientemente usati nell’America spagnola, designano propriamente un solco d’acqua, una fessura d’acqua]; “Dtefe faitnte ©trabo, tnbem er fagt: „bie Hellenen nennen bie gegen Sorbett netgettbe jpdlfte be$ 2öelt= tbeil$ Slfta bteffeitä be3 DattritS, bie gegen ©üben jenfeit䔓 - (fr:4197) [Questo stesso Strabone, dicendo: “i Greci chiamano la metà del continente asiatico che si estende verso nord al di qua del fiume Pattolo, quella verso sud al di là”]. Sono menzionate anche altre regioni montuose come la Sierra Nevada de Santa Marta, la Sierra Nevada de Mérida, e le Ande.
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[7.1-40-237|5010]
7 Storia del magnetismo terrestre e osservazioni geofisiche correlate
Dalle bussole cinesi alle reti globali di stazioni magnetiche.
Le frasi trattano dello studio del magnetismo terrestre, della storia della bussola e di fenomeni naturali correlati osservati durante viaggi scientifici. L’uso dell’ago magnetico ha origine in Cina, inizialmente per orientamento terrestre. “4 50 burd) auf bem Saffer fchwimntenbe Magnetnadeln bi3 ju einet (Specke hinauffteigen” - (fr:237) [Aghi magnetici galleggianti sull’acqua salgono fino a un certo punto] menziona un antico “indicatore del sud” utilizzato già 1100 anni prima dell’era volgare. La navigazione con bussola è attestata per le navi cinesi nel IV secolo d.C. “Unter ber 2)pnaftie ber $ftn im 4ten 3al)rhunbert unferer 3etochnung befugen chineftfche Schiffe, oom ©ompaft geleitet, inbifche §dfen unb bie Oft* !üfte oon Afrifa” - (fr:238) [Sotto la dinastia Chin nel IV secolo della nostra era, navi cinesi, guidate dalla bussola, raggiungevano porti indiani e la costa orientale dell’Africa]. La conoscenza dello strumento si diffuse nel mondo arabo e fu introdotta in Europa nel XII secolo, come confermano testi europei del 1199 e del periodo 1204-1215. “, baß menigstenö fdjon 60 biö 70 3nf)re nor ber Slbreife beS SBarco $olo nad) bem Kompaß in europätfd)en Leeren gefd)ifft mürbe” - (fr:239) [che almeno già 60-70 anni prima della partenza di Marco Polo si navigava con la bussola nelle flotte europee]. Piloti mauri, genovesi, veneziani e catalani ebbero un ruolo cruciale nella sua diffusione nel Mediterraneo e oltre.
Sul piano scientifico, si descrivono proprietà magnetiche delle sostanze, come il diamagnetismo scoperto da Faraday. “SBettn and) bureß bie Arbeiten ton (Soulomb unb 2lrago erliefen ift, baß in ben terfeßiebenartigften ©toffen ber electro^magnetifcße Q3roceß erweect werben fann” - (fr:232) [Poiché attraverso le opere di Coulomb e Arago si è appreso che nelle sostanze più diverse il processo elettromagnetico può essere eccitato]. Si documentano misurazioni sistematiche dell’inclinazione e della declinazione magnetica in varie località, come Tenerife, e si indagano le variazioni durante terremoti. “9?adb einem ftarlen (Erbbeben in (Eumana am 4 November 1799 fanb ich bie Snclination um 90 (Eenteftmal9Ddnuten (faft einen »ollen ©rab) verringert” - (fr:849) [Dopo un forte terremoto a Cumaná il 4 novembre 1799, trovai l’inclinazione diminuita di 90 centesimi di minuto (quasi un grado intero)]. Viene istituita una rete globale di osservatori magnetici e meteorologici. ”Diefe magnetifchen unb zugleich meteorologifchen Dbfervatorien hüben gleichfam ein Refc über bie Krbfläche”* - (fr:273) [Questi osservatori magnetici e contemporaneamente meteorologici formano come una rete sulla superficie terrestre].
Si riportano osservazioni su altri fenomeni naturali: eruzioni vulcaniche e loro suoni sotterranei, vulcani di fango che emettono petrolio, un fiume di acqua acidula, la presenza di argento nell’acqua marina e le proprietà magnetiche delle rocce. L’aurora boreale è classificata come fenomeno magnetico. “§allep ift allerbingg ber (Srfte gemefen, ber baß Polarlicht für eine magnetifche (£r* fcheinung erflärte” - (fr:915) [Halley fu certo il primo che spiegò l’aurora boreale come un fenomeno magnetico]. Il testo accenna anche a questioni geodetiche per determinare la figura della Terra.
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[8.1-40-1658|4628]
8 Osservazioni geofisiche e naturalistiche nelle Americhe
Documentazione di misurazioni, fenomeni vulcanici e proprietà litologiche raccolte durante spedizioni scientifiche.
Il testo raccoglie osservazioni su diversi elementi del magnetismo terrestre, come declinazione, inclinazione e intensità, e sull’utilità di tracciare le linee senza declinazione per la navigazione: “Suivre les traces de l’equateur magnetique ou celles des lignes sans declinaison, c’est gouverner (diriger la route du vaisseau) de maniere a couper les iignes zero dans les intervalles les plus petits” - (fr:1657). Vengono riportate oscillazioni dell’ago magnetico, anche durante aurore boreali (fr:1505, 1507). Un tema centrale è lo studio dei vulcani, in particolare nella regione di Quito e nelle Ande, con note sulla rarità delle colate di lava osservabili: “I1 y a peu de volcans dans la chainc des Andes … qui aient ofterl des courants de laves, et jamais on n’en a vu autour des volcans de Quito” - (fr:3003). Si descrivono eruzioni, come quella del Jorullo nel 1759 (fr:2805), e la composizione delle rocce vulcaniche, riscontrando frammenti di sienite nelle lave (fr:2855) e la presenza di feldspati specifici come l’oligoclasio (fr:4612). Vengono analizzate le proprietà delle rocce, con particolare attenzione al contenuto di silice nella pasta rispetto al feldspath (fr:4725). Sono presenti resoconti di misurazioni barometriche ripetute, ad esempio per determinare l’altezza di Mexico (fr:4674), e considerazioni sui metodi di misura (fr:4677). Si accenna a teorie sulla formazione delle montagne per contrazione o raffreddamento del globo (fr:3176) e sulla forma della Terra, citando calcoli astronomici che ne determinarono l’appiattimento (fr:1120). Viene menzionato il comportamento di una specie di formica che costruisce con piccole pietre e gemme (fr:4964, 4965).
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[9.1-40-3128|4432]
9 Vulcanologia storica e osservazioni sismiche nelle Ande e in Europa
Documenti d’archivio, misurazioni altimetriche e analisi petrografiche tra Settecento e Ottocento.
Fonti documentarie riportano eventi sismici e vulcanici in anni specifici, come il 1703, 1736, 1742, 1744, 1757, 1766 e 1768, e la distruzione della città di Riobamba a seguito del grande terremoto del 4 febbraio 1797 - (fr:3128) [Da antichi documenti, che mi furono comunicati durante la mia assenza da vecchie trascrizioni o da documenti più recenti in parte salvati, dell’archivio della città, risultarono le seguenti apparizioni: negli anni 1703, 1736, 9 dicembre 1742, 30 novembre 1744, 22 febbraio 1757, 10 febbraio 1766 e 4 aprile 1768: quindi sette volte in 65 anni. Nell’anno 1802 trovai ancora la città in rovina, a causa del grande terremoto di Riobamba del 4 febbraio ]. Quel sisma deformò il cono del vulcano Tungurahua attraverso fenditure e crolli - (fr:3071) [Solo la parte superiore del Tungurahua si era in passato livellata per simmetria della formazione; ma il terribile terremoto del 4 febbraio 1797, chiamato la catastrofe di Riobamba, ha deformato il cono del Tungurahua attraverso fenditure, crolli e scivolamenti di grandi superfici boscose in frammenti, nonché attraverso l’accumulo di detriti.]. Vengono registrate misurazioni altimetriche precise: il limite inferiore della foresta in una pianura andina è a 1187 tese sul mare, mentre il limite superiore sul pendio del Cofre è a 1309 tese - (fr:2931) [Il limite inferiore della foresta nella pianura tra Cerro e Otro Cerro è di 1187 tese sopra il livello del mare, il limite superiore sul pendio settentrionale del Cofre è di 1309 tese; da lì attraverso il spinabuaft, l’Alto de los Caxones (1954 •)/ dove ho potuto determinare la latitudine per culminazione del sole, fino alla vetta stessa non si vedeva traccia di foresta.]. L’altezza del Chimborazo fu misurata trigonometrically da Humboldt nel 1803, risultando in 6530 metri, valore confrontato con altre misurazioni di 6543 metri - (fr:4735) [Egli trovò infatti che era alto 6543 metri: quindi a un’altezza che si discosta solo di 40 piedi dall’altezza (6530 metri) che la mia misurazione trigonometrica a Riobamba nuevo nell’altopiano di Tapia nel giugno 1803 aveva dato per la vetta del Chimborazo.]. Un profilo delle Cordigliere del 1802 raffigurava i gruppi vulcanici di Popayán, Pasto e Quito, suggerendo l’idea che tutti i vulcani andini poggino su un basamento di porfido, un’ipotesi poi attribuita a Leopold von Buch - (fr:4446) [Se nel testo del disegno ricordo un profilo approssimativo delle Cordigliere, che è contenuto nel mio diario di viaggio del mese di luglio 1802 e si estende dal 4° grado di latitudine nord al 4° sud sotto il titolo ‘affinité entre le feu volcanique et les porphyres’ (affinità tra il fuoco vulcanico e i porfidi), è solo per ricordare che questo profilo, che rappresenta i tre passaggi attraverso i gruppi vulcanici di Popayán, di Pasto e di Quito, nonché l’eruzione dei trappi-porfidi nel granito e scisto micaceo del Paramo de Assuay (sulla grande strada da Cajabamba, a 14568 piedi di altezza), ha stimolato Leopold von Buch solo a determinare e ad attribuire a me la prima conoscenza: ‘che tutti i vulcani della catena delle Ande hanno in un porfido la loro sede, che è un tipo di montagna peculiare e appartiene essenzialmente alle formazioni vulcaniche’.]. Si discute l’origine vulcanica di rocce come la trachite e i porfidi milleriani, nonostante l’apparente antagonismo con la presenza di quarzo - (fr:4381) [Nonostante questo apparente antagonismo di quarzo e trachite nei vulcani accesi, non sono in alcun modo incline a negare l’origine vulcanica delle trachiti e porfidi milleriani (trachiti a pietra da mulino), su cui Beudant per primo ha attirato l’attenzione.]. Il termine “trachite” per la roccia di eruzione fu introdotto da Haüy nel 1822 - (fr:4432) [Il nome poco caratteristico e indeterminato di trachite (pietra ruvida), che ora è dato così generalmente alla roccia in cui i vulcani eruttano, fu dato per la prima volta nel 1822 da Haüy nella seconda edizione del suo Traité de Minéralogie Vol.]. Scoperte petrografiche, come quelle di Gustav Rose sul feldspato, gettarono nuova luce sulla composizione delle rocce vulcaniche - (fr:4833) [Le scoperte di Gustav Rose sul feldspato hanno diffuso una nuova luce sui vulcani e sulla geognosia, e le rocce dei vulcani hanno così ottenuto una nuova prospettiva del tutto inaspettata.]. Per i vulcani europei, si riporta un’eruzione insolita della Solfatara di Pozzuoli nel 1766, potenzialmente collegata all’attività del vicino Vesuvio - (fr:3984) [Nell’anno 1766 si dovrebbe osservare un’espulsione di scorie e cenere, il che è certamente un fenomeno insolito per una solfatara; poiché anche se (secondo le indagini approfondite di Hamilton e di altri) non c’è dubbio di un’eruzione della Solfatara di Pozzuoli nell’anno 1198, si potrebbe essere inclini a considerare questo evento come un effetto collaterale del vulcano principale vicino, il Vesuvio.]. Misurazioni dettagliate del Vesuvio e del Somma furono condotte dall’astronomo Julius Schmidt nel 1855 - (fr:4094) [Secondo il grande eccellente lavoro altimetrico dell’attivo e distintissimo astronomo di Monaco Julius Schmidt dell’anno 1855, la Punta del Nasone del Somma ha 590 tese, l’Atrio del Cavallo ai piedi della Punta del Nasone 417 tese, la Punta o Rocca del Palo (il bordo craterico più settentrionale del Vesuvio) 624 tese.]. Il lavoro di Schmidt su Vesuvio, Solfatara e altri vulcani italiani è considerato particolarmente completo e basato su misurazioni dirette - (fr:4391) [Il più completo che abbiamo, basato su misurazioni reali delle condizioni di altezza, angoli di pendenza e viste di profilo, libero da qualsiasi pregiudizio vulcanico, è il bellissimo lavoro dell’astronomo di Monaco Julius Schmidt sul Vesuvio, la Solfatara, Monte Nuovo, gli Astroni, Rocca Monfina e gli antichi vulcani dello Stato Pontificio (nei monti Albani, Lago Bracciano e Lago di Bolsena); vedi la sua opera altimetrica: le rovine del Vesuvio nel mese di maggio 1855, con atlante tavola III, IV e IX.]. Le pubblicazioni di Leopold von Buch sul porfido trappoide del Somma appaiono dopo il 1809 - (fr:4445) [L’intera lunghezza del libro alterna sigilli da Somma con sigilli da battaglia. Il secondo volume dei Viaggi, che contiene le lettere dall’Alvernia, fu stampato nel 1806, ma fu pubblicato solo nel 1809, così che la pubblicazione del nome Somma appartiene effettivamente a quest’anno. È strano che 4 anni dopo, nel trattato di Leopold von Buch sul porfido trappoide del Somma, non se ne faccia più menzione.]. Un trattato sui vulcani spenti di Guettard fu letto all’Accademia nel 1752 e stampato nel 1756 - (fr:2999) [Il trattato di Guettard sui vulcani spenti fu letto nel 1752, quindi tre anni prima del viaggio di La Condamine in Ecuador, nell’Accademia; ma fu stampato solo nel 1756, quindi durante il viaggio italiano dell’astronomo.]. Si menzionano anche spedizioni scientifiche più ampie, come quella di James Clark Ross al Polo Sud (1838-1843), importante per le conoscenze sul magnetismo terrestre - (fr:578) [1838-1843 Il grande viaggio di scoperta di Sir James Clark Ross (salpò verso il Polo Sud, altrettanto ammirabile per il guadagno per la conoscenza delle tanto contestate terre polari come per la nuova luce che il viaggio ha diffuso sullo stato magnetico di grandi spazi terrestri.].
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[10.1-40-4858|4699]
10 Studi geologici e geofisici: vulcani, rocce e magnetismo nella Terra e sulla Luna
Analisi compositiva delle formazioni vulcaniche e osservazioni sul magnetismo terrestre, con riferimenti alla topografia lunare.
Le frasi trattano di osservazioni sulle rocce vulcaniche, in particolare trachiti, basalti e feldspati, e della loro distribuzione in vulcani come l’Etna, Stromboli, il Chimborazo e quelli delle Ande. “Da un lato sono vere trachiti… come all’Etna, Stromboli e Chimborazo” - (fr:4858). Si afferma che nessun vulcano delle Ande è di sola trachite, ma contiene albite. “È certo che nessuno degli innumerevoli vulcani delle Ande consiste di trachite, ma che tutti contengono albite” - (fr:4839) [È certo che nessuno degli innumerevoli vulcani delle Ande consiste di trachite, ma che tutti contengono albite]. Studi specifici sull’Etna confermano l’assenza di feldspato. “Dopo molti accurati esami nella regione di Catania e all’Etna, noi, Élie de Beaumont e io, siamo convinti che il feldspato non si trovi affatto all’Etna, quindi nemmeno trachite” - (fr:4834) [Dopo molti accurati esami nella regione di Catania e all’Etna, noi, Élie de Beaumont e io, siamo convinti che il feldspato non si trovi affatto all’Etna, quindi nemmeno trachite]. La formazione basaltica è spesso più giovane di quella trachitica. “La formazione basaltica si estende sicuramente in un periodo più recente di quella trachitica, e la massa principale del basalto qui è più giovane della trachite” - (fr:4544) [La formazione basaltica si estende sicuramente in un periodo più recente di quella trachitica, e la massa principale del basalto qui è più giovane della trachite]. Si osservano minerali come olivina, augite e orneblenda. “Nella formazione basaltica spesso compaiono orneblenda e augite con uguale frequenza; questo non è affatto il caso nelle trachiti” - (fr:4900) [Nella formazione basaltica spesso compaiono orneblenda e augite con uguale frequenza; questo non è affatto il caso nelle trachiti]. Eruzioni simultanee possono avvenire in crateri diversi. “È anche molto notevole per la costituzione interna di questo singolare vulcano Hawaii, che nel giugno 1832 entrambi i crateri, quello della cima e quello di Kilauea, versarono colate laviche e furono attivi simultaneamente” - (fr:3608) [È anche molto notevole per la costituzione interna di questo singolare vulcano Hawaii, che nel giugno 1832 entrambi i crateri, quello della cima e quello di Kilauea, versarono colate laviche e furono attivi simultaneamente].
Altre frasi riguardano l’influenza dell’altitudine e del suolo sull’inclinazione e intensità magnetica. “La soluzione della questione se l’innalzamento del suolo come tale eserciti un’influenza percettibile con sicurezza sull’inclinazione magnetica e sull’intensità è stata durante i miei viaggi di montagna nella catena delle Ande, in Altai e negli Urali un oggetto di accurato esame” - (fr:820) [La soluzione della questione se l’innalzamento del suolo come tale eserciti un’influenza percettibile con sicurezza sull’inclinazione magnetica e sull’intensità è stata durante i miei viaggi di montagna nella catena delle Ande, in Altai e negli Urali un oggetto di accurato esame]. Risultati mostrano l’effetto riducente dell’altezza. “Mi limiterò a indicare 4 risultati principali, dei quali già sul posto credetti che con maggiore decisione, rispetto alle osservazioni di intensità, mostrassero l’influenza riducente dell’altezza del luogo sull’inclinazione dell’ago magnetico” - (fr:821) [Mi limiterò a indicare 4 risultati principali, dei quali già sul posto credetti che con maggiore decisione, rispetto alle osservazioni di intensità, mostrassero l’influenza riducente dell’altezza del luogo sull’inclinazione dell’ago magnetico]. L’ago magnetico può mostrare oscillazioni minime. “Nel corso orario ordinario dell’ago abbiamo trovato questo così calmo, che su 1500 risultati, tratti da 6000 osservazioni, l’oscillazione passava solo da una mezza parte all’altra, quindi ammontava solo a 1’12”; in singoli casi, e spesso con tempo molto tempestoso, l’ago sembrava o del tutto fermo o oscillava solo di 0,2 o 0,3 parti“ - (fr:923) [Nel corso orario ordinario dell’ago abbiamo trovato questo così calmo, che su 1500 risultati, tratti da 6000 osservazioni, l’oscillazione passava solo da una mezza parte all’altra, quindi ammontava solo a 1’12”; in singoli casi, e spesso con tempo molto tempestoso, l’ago sembrava o del tutto fermo o oscillava solo di 0,2 o 0,3 parti].
Si descrivono misurazioni geodetiche per la forma e densità della Terra. “Il corpo terrestre è stato misurato e pesato: per determinare la sua forma, la sua densità e massa. L’accuratezza, con cui si è costantemente cercato in queste determinazioni geodetiche, ha contribuito non meno della risoluzione dei problemi astronomici al perfezionamento degli strumenti di misura e dei metodi analitici” - (fr:99) [Il corpo terrestre è stato misurato e pesato: per determinare la sua forma, la sua densità e massa. L’accuratezza, con cui si è costantemente cercato in queste determinazioni geodetiche, ha contribuito non meno della risoluzione dei problemi astronomici al perfezionamento degli strumenti di misura e dei metodi analitici]. Osservazioni con il pendolo forniscono dati sulla gravità. “Biot ha continuato la serie di osservazioni del pendolo da Formentera… fino a Unst… e l’ha estesa con Mathieu…” - (fr:107) [Biot ha continuato la serie di osservazioni del pendolo da Formentera… fino a Unst… e l’ha estesa con Mathieu…].
Per la Luna, si discutono analogie con i fenomeni vulcanici terrestri. “Con il progredire del perfezionamento delle nostre conoscenze sulla configurazione della superficie della Luna… in generale la fede nelle grandi analogie tra i fenomeni vulcanici della Terra e della Luna è diminuita piuttosto che aumentata” - (fr:4394) [Con il progredire del perfezionamento delle nostre conoscenze sulla configurazione della superficie della Luna… in generale la fede nelle grandi analogie tra i fenomeni vulcanici della Terra e della Luna è diminuita piuttosto che aumentata]. Viene esaminato il rapporto tra altezze dei monti centrali e bordi dei crateri lunari. “Per le montagne anulari della Luna, nei tempi recenti il rapporto tra l’altezza delle montagne centrali e l’altezza della cinta craterica o dei bordi del cratere… ha suscitato vivo interesse” - (fr:4402) [Per le montagne anulari della Luna, nei tempi recenti il rapporto tra l’altezza delle montagne centrali e l’altezza della cinta craterica o dei bordi del cratere… ha suscitato vivo interesse]. Osservazioni dettagliate mostrano che i monti centrali non raggiungono l’altezza dei bordi. “Il risultato di tutte le attente osservazioni di Julius Schmidt… stabilisce: ‘che nessuna montagna centrale raggiunge l’altezza del bordo del suo cratere’” - (fr:4403) [Il risultato di tutte le attente osservazioni di Julius Schmidt… stabilisce: ‘che nessuna montagna centrale raggiunge l’altezza del bordo del suo cratere’].
Si menzionano catene montuose continue e altipiani. “Catene montuose ininterrotte… ma l’enorme rigonfiamento del suolo… è continuo dal Messico tropicale all’Oregon; e su questo rigonfiamento (altopiano)… si elevano… singoli gruppi montuosi” - (fr:3853) [Catene montuose ininterrotte… ma l’enorme rigonfiamento del suolo… è continuo dal Messico tropicale all’Oregon; e su questo rigonfiamento (altopiano)… si elevano… singoli gruppi montuosi]. Affermazioni erronee possono stimolare ricerche più accurate. “La storia dell’andesite, che qui ho trattato solo in modo dettagliato, insegna nuovamente, come molti altri esempi dalla storia dello sviluppo della nostra conoscenza fisica, che affermazioni errate o non sufficientemente fondate spesso diventano utili per le scienze descrittive stimolando osservazioni più accurate” - (fr:4890) [La storia dell’andesite, che qui ho trattato solo in modo dettagliato, insegna nuovamente, come molti altri esempi dalla storia dello sviluppo della nostra conoscenza fisica, che affermazioni errate o non sufficientemente fondate spesso diventano utili per le scienze descrittive stimolando osservazioni più accurate].
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