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Humboldt - Kosmos - 1845 | A


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1 L’idea di “Kosmos” e lo studio della natura come totalità ordinata

Un’indagine sul concetto di natura come sistema unitario, esaminato attraverso la descrizione fisica del mondo, la storia della visione del mondo e l’influenza sullo spirito umano.

Il testo definisce lo scopo e i confini di una disciplina scientifica dedicata alla “descrizione fisica del mondo” o “dottrina del Cosmo” (fr:677, fr:682). Il suo obiettivo è presentare una visione empirica e olistica della natura come un tutto armonioso, un “Natur-Ganzen” (fr:682, fr:1007), evitando che la conoscenza fisica si riduca a un mero accumulo di dettagli sconnessi (fr:846). Questo studio si articola in diversi ambiti: l’analisi del contenuto oggettivo della natura nella forma di un “quadro della natura”; la riflessione sull’influenza della natura sull’immaginazione e sul sentimento, anche attraverso la poesia e la pittura di paesaggio; e la storia della visione del mondo, ovvero dello sviluppo graduale del concetto di cosmo (fr:682, fr:158). Il metodo si basa sulla “descrizione fisica del mondo”, che ritrae la coesistenza nello spazio e l’azione simultanea delle forze naturali, in contrasto con una “storia fisica del mondo” che ne descriverebbe i cambiamenti nel tempo (fr:778). Un risultato fondamentale della ricerca fisica è riconoscere l’unità nella molteplicità, cogliendo lo spirito della natura che giace nascosto sotto il velo dei fenomeni (fr:251). Questo approccio, che ricerca leggi empiriche e connessioni necessarie (fr:835, fr:454), mira ad elevare la dignità dello studio della natura, offrendo allo spirito una visione più ampia e armoniosa (fr:389, fr:1000). L’indagine include anche il genere umano, considerato nelle sue gradazioni fisiche, nella sua distribuzione geografica e nell’influenza reciproca con le forze terrestri (fr:3639). La conoscenza della natura, quando conduce alla chiarezza e alla scoperta di leggi (fr:455), è presentata come un bene comune dell’umanità (fr:865), capace di rafforzare i legami tra i popoli attraverso il contatto con il mondo (fr:3268) e di promuovere l’idea di umanità al di là di pregiudizi di religione, nazione e colore (fr:3703). L’obiettivo finale è accrescere e nobilitare il godimento della natura attraverso una più profonda comprensione della connessione dei fenomeni (fr:234, fr:354).


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2 La struttura e i fenomeni del sistema solare

Osservazioni sul sistema planetario, comete, asteroidi e questioni cosmologiche.

Il testo tratta del sistema solare e dei corpi celesti che lo compongono. Sono descritti i pianeti principali e secondari, i loro satelliti, le comete e gli asteroidi. Viene menzionata la varietà di orbite, come quelle ellittiche delle comete “in ihren geſchloſſenen elliptiſchen Bahnen” - (fr:1329), e la presenza di corpi le cui traiettorie intersecano l’orbita terrestre, come “die unſere Erdbahn ſchnei— dende Bahn von Biela’s Cometen” - (fr:1359) [l’orbita della cometa di Biela che interseca la nostra orbita terrestre]. Si discute dell’influenza gravitazionale dei pianeti, in particolare di Giove e Saturno, che possono perturbare queste orbite. Vengono analizzate le caratteristiche fisiche dei corpi, come le dimensioni, le masse, la densità e la rotazione. Ad esempio, si nota che “Uranus die ſtärkſte aller planetariſchen Abplattungen” - (fr:1185) [Urano ha il più forte schiacciamento tra tutti i pianeti] e che i satelliti di Urano hanno un moto retrogrado “bewegen ſich aber … rückläufig von Oſten nach Weſten” - (fr:1213) [si muovono però… retrogradi da est a ovest]. Si esamina la natura delle comete, dei loro nuclei e delle code, e si ipotizza l’esistenza di “eine in den Welträumen verbreiteten Widerſtand leiſtenden dunſtförmigen Materie” - (fr:1304) [una materia nebulosa diffusa negli spazi celesti che offre resistenza]. Il testo si occupa anche di meteore, meteoriti e bolidi, considerandone la velocità, la composizione e l’origine. Viene menzionato lo zodiacale “leuchtenden Nebelring, welcher der Erdbahn nahe um die Sonne kreiſt” - (fr:1623) [un anello nebuloso luminoso che orbita vicino all’orbita terrestre attorno al Sole] e la fascia di asteroidi. Un tema secondario riguarda le stelle e la struttura della Via Lattea, descritta come “Der ſchmale und in Zweige getheilte Gürtel” - (fr:1126) [La stretta cintura divisa in rami]. Si accenna alla misura delle distanze stellari attraverso la parallasse e al moto del sistema solare nello spazio “die Translation des ganzen Sonnenſyſtems im Weltraume” - (fr:1637). Viene infine toccato il tema della luce delle stelle e delle nebulose come testimonianza di eventi passati, poiché “das Licht der fernen Weltkörper das älteſte ſinnliche Zeug— niß von dem Daſein der Materie darbietet” - (fr:1739) [la luce dei corpi celesti lontani offre la più antica testimonianza sensibile dell’esistenza della materia].


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3 Meteorologia, fisica terrestre e fenomeni atmosferici

Osservazioni sui processi atmosferici, i fenomeni luminosi, le perturbazioni magnetiche e i loro reciproci legami.

La meteorologia deve cercare le sue radici nella zona tropicale, dove fenomeni come i venti, la pressione atmosferica, gli idrometeori e le esplosioni elettriche sono periodici. “Weil alſo Unzugänglichkeit der Erſcheinungen ſich zu der Vervielfältigung und Complication der Störungen geſellt, hat es mir immer geſchienen, daß die Meteorologie ihr Heil und ihre Wurzel wohl zuerſt in der heißen Zone ſuchen müſſe” - (fr:3539) [Poiché l’inaccessibilità dei fenomeni si unisce alla moltiplicazione e complicazione dei disturbi, mi è sempre sembrato che la meteorologia debba cercare la sua salvezza e la sua radice proprio prima nella zona tropicale.] I fenomeni meteorologici hanno cause remote, spesso in alte regioni dell’atmosfera, e portano cambiamenti nella trasparenza dell’aria e nella forma delle nubi. “Wichtige Witterungsveränderungen haben nicht eine örtliche Urſach an dem Beobachtungsorte ſelbſt; ſie ſind Folgen einer Begebenheit, die in weiter Ferne durch Störung des Gleichgewichts in den Luftſtrömungen begonnen hat” - (fr:3538) [Importanti cambiamenti meteorologici non hanno una causa locale nel luogo di osservazione stesso; sono conseguenze di un evento iniziato in lontananza attraverso il disturbo dell’equilibrio nelle correnti d’aria.] L’elettricità atmosferica, nel suo corso periodico e nelle esplosioni dei temporali, è in rapporto con la distribuzione del calore, la pressione atmosferica, gli idrometeori e probabilmente con il magnetismo. “Die Electricität des Luftkreiſes… ſteht in vielfachem Verkehr mit allen Erſcheinungen der Wärmevertheilung, des Drucks der Atmoſphäre und ihrer Störungen, der Hydrometeore, wahrſcheinlich auch des Magnetismus” - (fr:3497) [L’elettricità dell’atmosfera… è in molteplice relazione con tutti i fenomeni della distribuzione del calore, della pressione dell’atmosfera e dei suoi disturbi, degli idrometeori, probabilmente anche del magnetismo.] Le sue fonti sono discusse e attribuite all’evaporazione, alla crescita delle piante, a decomposizioni chimiche, alla distribuzione disuguale del calore o a un’influenza della carica negativa della Terra. La pressione barometrica mostra oscillazioni orarie, con massimi e minimi a ore fisse del giorno. “Die ſtündlichen Schwankungen des Barometers, in welchen daſſelbe unter den Tropen zweimal… am höchſten und zweimal… am niedrigſten fteht” - (fr:3301) [Le oscillazioni orarie del barometro, nelle quali esso ai tropici due volte… è più alto e due volte… più basso.] L’effetto dell’attrazione lunare su questa oscillazione è minimo rispetto alle variazioni osservate. Fattori geografici come catene montuose, foreste, paludi e la serenità del cielo influenzano il clima locale, agendo sull’insolazione, l’evaporazione e l’irraggiamento. “Gebirgsketten, deren mauerartige Form und Richtung den Zutritt warmer Winde verhindert… ausgedehnte Wälder, welche die Inſolation des Bodens hindern… häufiges Vorkommen von Sümpfen” - (fr:3360) [Catene montuose, la cui forma e direzione a muraglia impediscono l’accesso di venti caldi… vaste foreste, che ostacolano l’insolazione del suolo… frequente presenza di paludi.] Anche la qualità del vino dipende non solo dalla temperatura media, ma dalle temperature primaverili, dal periodo di fioritura e dall’effetto della luce diretta. Il raffreddamento dell’atmosfera per via della pioggia è causato dalle gocce che trascinano giù aria fredda e provocano evaporazione. Le nubi isolate, la grandine, la pioggia e la neve possono a volte essere viste luminose senza tuoni precedenti. L’aurora polare è l’atto di scarica di un temporale magnetico, analogamente al lampo in un temporale elettrico. “Die prachtvolle Erſcheinung des farbigen Polarlichtes iſt der Act der Entladung, das Ende eines magnetiſchen Ungewitters” - (fr:2075) [Il magnifico fenomeno dell’aurora polare colorata è l’atto della scarica, la fine di un temporale magnetico.] La credenza che produca un crepitio è messa in dubbio da molte osservazioni autorevoli e potrebbe essere nata da un pregiudizio. “Parry, Franklin und Richardſon am Nordpol… haben zuſammen an tauſend Nordlichter geſehen, und nie irgend ein Geräuſch vernommen” - (fr:2141) [Parry, Franklin e Richardson al Polo Nord… hanno visto insieme mille aurore boreali, e non hanno mai udito alcun rumore.] Un disturbo nel corso orario dell’ago magnetico annuncia un temporale magnetico, ma la sede della causa perturbatrice, se nella crosta terrestre o nell’alta atmosfera, è incerta. “Wenn die plötzlich in ihrem ſtündlichen Gange geſtörte Nadel das Daſein eines magnetiſchen Ungewitters verkündigt, ſo bleibt der Sitz der Perturbations-Urſach… noch unentſchieden” - (fr:1967) [Quando l’ago, improvvisamente disturbato nel suo corso orario, annuncia l’esistenza di un temporale magnetico, la sede della causa della perturbazione… rimane indecisa.] Le osservazioni simultanee della declinazione magnetica in luoghi diversi sono essenziali per distinguere i fenomeni tellurici generali da quelli locali. Il magnetismo terrestre è condizionato dal tempo, dallo spazio, dal corso solare e dalla posizione. I terremoti possono essere influenzati dalle stagioni, dalle piogge e dal cambio dei monsoni, anche se il nesso con i processi meteorologici non è chiaro. Una teoria li definisce “temporali sotterranei”, poiché forze elastiche si accumulano all’interno della Terra. “Theorie die ganze furchtbare Erſcheinung ein unterirdiſches Gewitter nennt… weil die elaſtiſchen, durch Spannung erſchütternden Kräfte ſich in inneren Erdräumen anhäufen” - (fr:4874) [Una teoria chiama l’intero terribile fenomeno un temporale sotterraneo… perché le forze elastiche, che scuotono per tensione, si accumulano negli spazi interni della Terra.] Il barometro indica i cambiamenti di pressione in tutti gli strati atmosferici, mentre termometro e psicrometro informano solo sugli strati inferiori. La luce zodiacale, ornamento delle notti tropicali, è forse un grande anello di nebbia tra la Terra e Marte o lo strato più esterno dell’atmosfera solare. “Das Zodiacallicht, das pyramidenförmig aufſteigt… iſt entweder ein großer zwiſchen der Erde und Mars rotirender Nebelring oder… die äußerſte Schicht der Sonnen—Atmoſphäre ſelbſt” - (fr:1093) [La luce zodiacale, che si innalza a forma di piramide… è o un grande anello di nebbia rotante tra la Terra e Marte o… lo strato più esterno dell’atmosfera solare stessa.]


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4 Vulcanismo, formazione e trasformazione delle rocce

Fenomeni eruttivi, processi di sedimentazione e alterazioni metamorfiche nella crosta terrestre.

Le frasi descrivono i processi di formazione e trasformazione delle rocce, con particolare attenzione al vulcanismo e alle sue manifestazioni. Si distinguono tre tipi principali di rocce: “Eruptions-Geſtein aus dem Innern der Erde, vulkaniſch geſchmolzen, oder in weichem, mehr oder minder zähem Zuſtande plutoniſch ausgebrochen” - (fr:2647) [Rocce eruttive dall’interno della terra, fuse vulcanicamente, o eruttate in stato molle, più o meno viscoso, in modo plutonico]; “Sediment-Geſtein, aus einer Flüſſigkeit, in der die kleinſten Theile aufgelöſt waren oder ſchwebten, an der Oberfläche der Erdrinde niedergeſchlagen und abgeſetzt” - (fr:2647) [Rocce sedimentarie, precipitate e depositate da un fluido, in cui le particelle più piccole erano disciolte o sospese, sulla superficie della crosta terrestre]; e “umgewandeltes (metamorphoſirtes) Geſtein, verändert in ſeinem inneren Gewebe und ſeiner Schichtenlage entweder durch Contact und Nähe eines plutonifchen oder vulkaniſchen (endogenen) Ausbruchs—Geſteins” - (fr:2647) [Rocce trasformate (metamorfiche), alterate nella loro struttura interna e nella stratificazione sia per contatto e vicinanza di una roccia eruttiva plutonica o vulcanica (endogena)]. L’attività vulcanica produce diversi prodotti in fasi successive: “zuerſt durch feurige Schlacken, durch Trachyt-, Pyrorxen- und Obſidian-Laven in Strömen, durch Rapilli und Tuffaſche unter Entwickelung vieler, meiſt reiner Waſſerdämpfe; ſpäter, als Solfatare, durch Waſſerdämpfe gemiſcht mit Schwefelwaſſerſtoffgas und mit Kohlenſäure; endlich bei völligem Erkalten durch kohlenſaure Exhalationen allein” - (fr:2632). L’acqua, in forma di vapore o di acqua di mare, gioca un ruolo cruciale nell’attività vulcanica, come oggetto di dibattito scientifico sulla sua origine e sul suo influsso. Le eruzioni possono anche “verheerende heiße Waſſerſtröme , angeſchwängert mit brennendem Schwefel und zu Pulver zerfallenem Geſtein, ausſtoßen” - (fr:2636) [emettere devastanti torrenti di acqua calda, saturi di zolfo ardente e roccia polverizzata]. Il vulcanismo sottomarino è attestato, ad esempio, dall’isola che “erhebt ſich ſteil, wie ein großer Zapfen, aus dem Meeresgrund; und die fortdauernde unterirdiſche Thätigkeit des unterſeeiſchen Kraters offenbart ſich auch dadurch, daß, wie bei Methana zu Wro—molimni, hier in der öſtlichen Bucht von Neo-Kammeni ſchwefel—ſaure Dämpfe ſich dem Meerwaſſer beimiſchen” - (fr:5112) [si innalza ripida, come un grande tappo, dal fondo marino; e la continua attività sotterranea del cratere sottomarino si rivela anche per il fatto che, come a Methana a Vromolimni, qui nella baia orientale di Nea Kameni vapori solforici si mescolano all’acqua di mare]. Le rocce eruttive non agiscono solo dinamicamente, ma il loro contatto provoca alterazioni chimiche e strutturali nelle rocce adiacenti, un fenomeno detto metamorfismo di contatto. Esempi includono la formazione di granati nel calcare a contatto con il basalto, o la trasformazione di scisti argillosi in masse granitoidi per l’azione del granito. Processi di silicizzazione possono produrre materiali come il diaspro. La composizione delle rocce è data dall’associazione di un numero limitato di minerali. Le rocce sedimentarie più antiche mostrano segni di un’azione plutonica, ma sembrano essersi indurite in uno stato fangoso e scistoso sotto alta pressione, non per raffreddamento come le rocce eruttive. La formazione di vene rocciose e minerali è paragonata ai processi vulcanici osservabili. Gli studi sperimentali dimostrano che le masse vulcaniche, a seconda della pressione e della velocità di raffreddamento, possono formare vetro nero o masse cristalline. L’osservazione dei prodotti vulcanici nelle catene montuose, come le Ande, permette di individuare la vicinanza di vulcani attivi. La varietà dei materiali coinvolti include metalli, terre alcaline, zolfo, fosforo e carbonio. La discussione si estende anche ai meteoriti, la cui composizione mineralogica è analoga a quella di alcune rocce terrestri, e ai fenomeni magnetici legati al ferro e al nichel.


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5 La stratificazione geologica e lo sviluppo della vita nella storia della Terra

Una sequenza di formazioni rocciose e la successione dei loro organismi fossili.

Le frasi descrivono la successione cronologica delle formazioni geologiche, dalla più antica alla più recente. Si parte dalle formazioni “siluriche e devoniane” (fr:2711), definite anche “paläozoisch” (fr:5378), passando per il “Kohlenkalk oder Bergkalk” (fr:5378). Seguono le formazioni “secundären”, che iniziano con la “oberen Trias” (fr:5378), comprendenti “bunter Sandstein, Muschelkalk und Keuper” (fr:2923), poi il “Jurakalk (Lias und Oolithen)” (fr:2923) e infine la “Kreide” (fr:2905). Le “tertiären Schichten” (fr:2911) sono le più recenti. Ogni formazione è caratterizzata da specifici fossili guida. “Durch die scharfsinnige Auffindung der Gesetze der Lobenstellung hat Leopold von Buch die Unzahl der Ammoniten in wohl gesonderte Familien getheilt, und erwiesen, wie die Ceratiten dem Muschelkalk, die Widder (Arietes) dem Lias, die Goniatiten dem Transitions-Kalkstein und der Grauwacke angehören” - (fr:2916). La distribuzione spaziale di terre e mari è cambiata nel tempo: “in den frühesten Zeiten… der continentale… Boden auf einzelne Inseln beschränkt war” e solo con l’orogenesi di catene come i Pirenei “große Continente fast schon in ihrer jetzigen Größe erschienen” (fr:3015). La vita fossile mostra una chiara progressione. Nelle formazioni più antiche, come quelle siluriche, compaiono insieme organismi marini come “Crustaceen (Trilobiten…), Brachiopoden… Cephalopoden, Stein-Corallen” e i primi pesci (fr:2885). I pesci fossili appartengono in gran parte a generi estinti; “unter der Kreide sei kein einziges Fischgeschlecht der heutigen Zeit mehr zu finden” (fr:2905). Le prime piante terrestri nelle formazioni più antiche includono “Seetang, Lycopodiaceen… Equisetaceen und tropische Farn” (fr:2885). La flora della “Steinkohlen-Formation” è ricca e include “Farn… Monocotylen… auch gymnosperme Dicotyledonen (Coniferen und Cycadeen)” (fr:2940), con una distribuzione uniforme in tutto il mondo (fr:2946). La formazione carbonifera testimonia una vegetazione lussureggiante, con fino a 120 strati di carbone sovrapposti (fr:2955). Le Cycadacee raggiungono il loro massimo sviluppo nel “Keuperschichten und dem Lias” (fr:2972), mentre le Conifere sono abbondanti già nel “bunten Sandsteins” (fr:2972). I primi rettili giganti (Saurier) compaiono nel “Zechstein” (fr:2911). I primi mammiferi, simili a marsupiali, si trovano nella “Juraformation” e il primo uccello negli “älteren Kreidegebilden” (fr:2911). Nelle formazioni terziarie si trovano i primi mammiferi moderni, mentre sopravvivono specie di uccelli giganti in Australia e Nuova Zelanda (fr:3022). Il processo di formazione dei continenti è avvenuto attraverso “mannigfaltigen oscillirenden Hebungen und Senkungen des Bodens” (fr:3097), un processo che potrebbe continuare ancora oggi (fr:3124). Alcune rocce, come la creta, sono composte da microscopici organismi, i “microscopischen Polythalamien” (fr:2905).


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6 La descrizione fisica della Terra e i suoi fenomeni

Un’analisi integrata della superficie terrestre, dell’atmosfera e delle forze sotterranee.

La descrizione fisica della Terra analizza la struttura dei continenti e la distribuzione delle loro masse, fattori che influenzano i climi e i processi meteorologici. Esamina il carattere delle catene montuose, la loro altezza media e la relazione tra le vette più alte e la vicinanza al mare o la natura mineralogica delle rocce. Studia la disposizione o l’isolamento dei vulcani e i limiti delle loro aree di scosse sismiche. Indaga il comportamento dei grandi fiumi, la loro capacità di biforcazione e il modo in cui attraversano le catene montuose. Un quadro generale dell’atmosfera riconosce come elementi principali le variazioni regolari della pressione atmosferica, la distribuzione climatica del calore influenzata dalla configurazione iposometrica dei continenti, la distribuzione dell’umidità dell’aria in relazione alle superfici solide e oceaniche, e i rapporti dell’elettricità atmosferica. I fatti suggeriscono che la vicinanza al mare e l’infiltrazione di acqua marina nel focolare dei vulcani non siano condizioni assolutamente necessarie per le eruzioni. L’obiettivo è unificare in una sola visione i rapporti della superficie terrestre in estensione orizzontale e altezza, il tipo geognostico delle formazioni, l’area dei mari e dell’atmosfera con i suoi processi meteorologici, la distribuzione geografica di piante e animali e le gradazioni fisiche del genere umano. La conoscenza è arricchita dallo studio della diffusione delle forme organiche in funzione della profondità e dell’altezza. In ogni sistema di uguale curvatura delle isoterme esiste una connessione necessaria tra la diminuzione del calore in direzione verticale, la differenza di temperatura per un cambio di 1° di latitudine e l’uguaglianza della temperatura media di una stazione di montagna con la distanza polare di un punto a livello del mare. Le relazioni spaziali e le forze della materia portano alla reazione dell’interno contro l’esterno del pianeta, considerando una forza naturale diffusa, il calore sotterraneo, e i fenomeni dinamici dei terremoti, l’eruzione di sorgenti calde e gli effetti più potenti dei processi vulcanici. Il termine “clima” indica una specifica condizione dell’atmosfera, dipendente dall’interazione perpetua tra la superficie marina, solcata da correnti di temperatura opposta, e la terraferma asciutta che irradia calore. Le catene montuose, come testimoni di grandi rivoluzioni terrestri, confini climatici e distributori d’acqua, occupano una quantità di massa sollevata piccola rispetto all’area delle regioni. Si osserva la deviazione dell’ago magnetico su tutta la Terra e si spiegano le curvature delle linee isogoniche con la conformazione dei continenti e la relativa posizione dei bacini marini. Le considerazioni generali per un quadro naturale danno priorità alla quantità di terraferma sollevata sopra il livello del mare, seguendo la determinazione della misura spaziale con l’esame della forma individuale in estensione orizzontale o in elevazione verticale. Il magnetismo tellurico e le forze elettrodinamiche sono in connessione con l’aurora polare e con il calore interno ed esterno del pianeta. Un progresso secolare molto lento o una invariabilità locale della declinazione magnetica risolve la confusione nella misurazione della proprietà fondiaria. La sostanza chimica più diffusa nella crosta terrestre è l’acido silicico, per lo più in stato opaco. Le oscillazioni del pendolo e il filo a piombo servono a determinare la densità media della Terra. Le rivoluzioni telluriche che hanno causato l’innalzamento di grandi catene montuose hanno poi conferito alle terreferme una ricchezza di formazioni individuali. Fattori come l’altezza di un luogo, la vicinanza a una costa orientale, la conformazione compatta di un continente, la vasta estensione della terraferma verso i poli e una longitudine in cui l’equatore e la regione tropicale appartengono al mare, influenzano il clima. La misura e l’effetto delle oscillazioni causate dai corpi celesti sono minori rispetto alle più potenti forze interne responsabili dei tremori della superficie terrestre. Si distingue tra descrizione terrestre generale e speciale, e la prima si divide in tellurica assoluta e planetaria, a seconda che si considerino i rapporti della superficie terrestre nelle diverse zone o la vita solare-lunare della Terra. Per scoprire le leggi del magnetismo tellurico è un vantaggio che l’equatore magnetico, per un notevole rapporto spaziale tra mare e terra, sia in gran parte oceanico e quindi accessibile. Nella considerazione della graduale agglutinazione delle terre emerse, si nota che prima delle rivoluzioni del periodo diluviale, parte delle attuali masse continentali erano già completamente separate. Si cerca di determinare se il cambiamento secolare relativo dell’altezza di mare e terra sia un fenomeno generale o locale e se si possa riconoscere una legge di direzione nei punti che salgono o scendono simultaneamente. La parte tellurica della descrizione fisica del mondo insegna la distribuzione del magnetismo sul pianeta secondo rapporti di intensità e direzione. Il raggruppamento delle montagne in catene divide la superficie terrestre in diversi bacini, individualizzando il clima localmente. Al pendio di un vulcano attivo si osservano sollevamenti parziali del suolo, la cui forma dipende da fattori casuali dell’intensità della forza dei vapori sotterranei. È probabile che nel giovane pianeta i movimenti oscillatori del suolo fossero più intensi, il che spiega la presenza, all’interno dei continenti, di parti della superficie terrestre più basse dell’attuale livello del mare. L’oceano, laddove non è solcato da correnti pelagiche, mostra nella zona tropicale una notevole uniformità e costanza di temperatura. La distribuzione dei vulcani è ricondotta a due classi: vulcani centrali e vulcani in serie. L’indipendenza dei tipi di roccia dalle relazioni geografiche spaziali è così grande che le stesse formazioni si ripetono nelle zone più lontane. Se la superficie terrestre fosse uniforme, le linee isoterme seguirebbero l’equatore. Gli involucri fluido e gassoso del pianeta presentano, oltre ai contrasti, analogie per le loro correnti e rapporti di temperatura. Rivoluzioni terrestri estese e l’innalzamento di grandi catene montuose segnano la scomparsa di antichi organismi e la comparsa di nuovi. Esistono gruppi di fenomeni la cui esistenza è utile evidenziare per denotare l’universalità dell’influenza dell’attrazione di Sole e Luna, sebbene non se ne possa determinare numericamente la grandezza. Le relazioni geognostiche del pendolo, che come un piombo scandaglia la profondità invisibile, rendono difficile ottenere un risultato generale sulla figura della Terra. L’Europa deve il suo clima più mite all’esistenza e posizione dell’Africa, alla sua articolazione e vicinanza al mare sulla costa occidentale, e al mare libero dai ghiacci a nord. Le forze più potenti all’opera sono state: la forza dei vapori elastici racchiusi all’interno della Terra; il cambiamento improvviso di temperatura di potenti strati montuosi; la disuguale perdita secolare di calore della crosta e del nucleo terrestre, che causa una corrugazione della superficie rigida; modificazioni locali della forza di attrazione e la conseguente curvatura alterata di una porzione dell’elemento fluido. L’opinione che il calore terrestre interno sia il risultato dell’azione chimica continua di un nucleo di metalli alcalini contro la crosta ossidante esterna è considerata improbabile. Presso il Mar Morto si cammina su strati rocciosi che giacciono a una profondità verticale di 1300 piedi sotto il livello del Mediterraneo.


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7 Caratteristiche fisiche e fenomeni geografici della Terra

Osservazioni sui continenti, gli oceani, il magnetismo terrestre e il clima, con misurazioni e confronti tra diverse regioni del globo.

Il testo tratta della conformazione dei continenti e delle coste, notando come le grandi masse continentali terminino a forma piramidale, caratteristica che si ripete anche in piccola scala, ad esempio nelle penisole dell’Oceano Indiano e del Mediterraneo. “So wie die großen Ländermaſſen pyramidal enden, ſo wiederholt ſich dieſe Geſtaltung auch mannigfaltig im Kleinen” - (fr:3071). Viene descritta la direzione prevalente degli assi continentali: da est a ovest nella parte orientale del globo e da sud a nord, in senso meridiano, in quella occidentale. “In der öſtlichen Feſte iſt die vorherrſchende Richtung […] von Oſten gegen Weſten […] in der weſtlichen Feſte aber von Süden nach Norden, meridianartig” - (fr:3055). Si menzionano specifiche formazioni costiere, come l’insenatura a forma di baia della costa africana presso Fernando Po, che si ripete nella costa del Pacifico presso Arica. “Die buſenförmige Einbeugung des afrikaniſchen Geſtades bei Fernando Po […] wiederholt ſich in dem Südſee-Geſtade unter 18° […] bei Arica” - (fr:3084). Si discute dell’Oceano, non solo popolato di vita microscopica vicino alle coste, ma anche in acque aperte e trasparenti. “Der Ocean iſt aber nicht bloß an einzelnen Punkten und in Binnen— meeren, oder den Küſten nahe, mit unſichtbaren […] Lebens-Atomen dicht bevölkert” - (fr:3569). Un fenomeno oceanico principale è la corrente del Golfo atlantica, il cui impulso iniziale è a sud del Capo di Buona Speranza e che compie un ampio circuito attraverso il Mare delle Antille e il Golfo del Messico. “Zu der erſten Claſſe gehört der berühmte […] atlantiſche Golfſtrom” - (fr:3230). Vengono analizzate le differenze climatiche, in particolare le temperature tra la costa orientale americana e l’Europa occidentale alle stesse latitudini. “Unter gleichen Breitengraden die Unterſchiede der mittleren Jahrestemperatur zwiſchen Oſt-Amerika und Weſt-Europa” - (fr:3346). Si riporta lo stupore dei primi coloni del Nord America per il freddo invernale, paragonato a quello di regioni europee alla stessa latitudine. “Mußten die Anſiedler […] über die Winterkälte erſtaunen, die ſie erlitten, wenn ſie dieſelbe mit der von Italien, Frankreich und Schottland unter denſelben Breitengraden verglichen” - (fr:3344). Viene descritto l’andamento dell’isoterma della neve perpetua, che in Sudamerica sotto l’equatore raggiunge un’altezza pari a quella del Monte Bianco, mentre è più bassa in Messico e più alta nella catena delle Ande cilene. “Die Schneegrenze in Südamerika unter dem Aequator eine Höhe erreicht, welche der des Gipfels des Montblanc […] gleich iſt” - (fr:3462). Si afferma che sull’Himalaya il limite della neve perpetua è più alto sul versante settentrionale (tibetano) che su quello meridionale (indiano). “In dem Himalaya die Grenze des ewigen Schnees an dem nördlichen (tübetiſchen) Abhange höher liegt als an dem ſüdlichen (indiſchen) Abhange” - (fr:5739). Un tema centrale è il magnetismo terrestre. Si descrive il percorso dell’equatore magnetico, che entra nell’emisfero nord presso l’arcipelago indiano, tocca le estremità meridionali dell’Asia e attraversa l’Africa. “Er geht erſt in die nördliche Halbkugel über kurz vor dem indiſchen Archipelagus, berührt nur die Südſpitzen von Aſien, und tritt in das afrikaniſche Feſtland ein” - (fr:2009). Attraversando l’Africa, rientra nell’emisfero sud nel Golfo di Guinea, allontanandosi notevolmente dall’equatore geografico. “Das unbekannte Land von Inner-Afrika durchſchneidend […] kehrt der magnetiſche Aequator in dem Golf von Guinea in die ſüdliche Tropen-Zone zurück, und entfernt ſich vom terreſtriſchen Aequator ſo ſehr” - (fr:2010). Si menziona l’esistenza di una rete globale di osservatori magnetici istituita dal “Von Toronto […] an bis zum Vorgebirge der guten Hoffnung […] iſt die Erde ſeit dem Jahre 1828 mit magnetiſchen Wartens be deckt worden” - (fr:2060). Vengono riportate misurazioni comparative dell’intensità della forza magnetica totale in diverse località, usando come unità di riferimento quella misurata sull’equatore magnetico in Perù. “Ich fand alſo in den Jahren 1799 bis 1803, daß die Totalkraft, wenn man dieſelbe auf dem magnetiſchen Aequator in der peruaniſchen Andeskette […] S 1,0000 ſetzt, in Paris durch 1,3482; in Mexico durch 1,3155 […] ausgedrückt werde” - (fr:4685). Si notano differenze nell’intensità tra i poli magnetici nord e sud. “Wenn die Intenſität nahe bei dem magnetiſchen Südpol durch 2,052 ausgedrückt wird […] ſo fand ſie Sabine dem magnetiſchen Nordpol nahe […] nur 1,624” - (fr:2033). Si citano osservazioni di anomalie magnetiche nell’emisfero australe. “Beide Erſcheinungen gehören der ſüdlichen Hemiſphäre an” - (fr:4723). Si menziona l’importante spedizione antartica magnetica comandata da James Clark Ross. “Im Junius 1839 wurde die magnetiſche antarctiſche Expedition unter dem Befehle des Capitäns James Clark Roß beſchloſſen” - (fr:4781). Viene ricordato l’uso antico della bussola magnetica da parte dei cinesi, secoli prima della sua introduzione in Europa. “Tauſend und mehr Jahre vor unſerer Zeit— rechnung […] hatten die Chineſen ſchon magnetiſche Wagen […] im dritten Jahrhundert nach un— ſerer Zeitrechnung, alſo wenigſtens 700 Jahre vor der Ein— führung des Schiffscompaſſes in den europäiſchen Meeren, ſegelten ſchon chineſiſche Fahrzeuge […] nach magnetifcher Süd-Weiſung” - (fr:1975). Altri argomenti includono la descrizione di correnti oceaniche lungo la costa africana occidentale “Die Richtungen der Strömung längs der weſt-afrikaniſchen Küſte […] werden äußerſt genau beſchrieben” - (fr:915), la teoria di due poli del freddo nell’emisfero nord “Dieſer berühmte Phyſiker nimmt in der nörd— lichen Erdhälfte zwei Kältepole an” - (fr:4787), lo studio della periodicità delle piogge di meteoriti “Der ungeheure Sternſchnuppen— ſchwarm […] leitete […] auf die Periodicität der Erſcheinung” - (fr:1461), e osservazioni su fossili identici trovati in regioni molto distanti tra loro “Leopold von Buch hat aus der ſüblichen Hemiſphäre […] Exogyren und Trigonien […] der Art nach genau identiſch mit denen, welche aus dem alten Jurameer in Deutſchland und Frankreich abgeſetzt worden ſind” - (fr:2921).


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8 La storia delle scienze della Terra e dell’astronomia nel XVIII e XIX secolo

Ricerche, dibattiti e scoperte nella geognosia, paleontologia, meteoritica e magnetismo terrestre.

Il testo tratta dello sviluppo storico delle scienze naturali tra il XVIII e il XIX secolo, concentrandosi su geografia fisica, geologia e astronomia. Vengono presentate le controversie sulla misurazione delle altezze montuose, in particolare dell’Himalaya, dove diversi esperti come Colebrooke, Webb, Hodgson, Jacquemont, Royle, von Hügel e Vigne sostenevano l’altezza maggiore del limite delle nevi sul versante tibetano, mentre altri, come John Gerard, Mac Clelland e il tenente Thomas Hutton, la mettevano in dubbio. “Während in Indien ſelbſt die gründlichſten und erfahrenften Reiſenden, Colebrooke, Webb und Hodgſon, Victor Jacquemont, Forbes Royle, Carl von Hügel und Vigne, welche alle den Hima— laya aus eigener Anſchauung kannten, die größere Höhe der Schnee— grenze am tübetiſchen Abfall bekräftigt hatten; wurde die Thatfache von John Gerard, von dem Geognoſten Mac Clelland, Herausgeber des Calcutta Journal, und vom Lieutenant Thomas Hutton (Assistant Surveyor of the Agra Division) in Zweifel geſtellt.” - (fr:5720). Viene criticato il metodo di Hutton, che “verunstaltet das Problem” e combatte un’immagine fantastica da lui stesso creata (fr:5740). Si discute dell’errata confusione tra stime e misurazioni reali delle altezze (fr:618) e si respingono come infondate le speculazioni su picchi di 000 piedi nella catena del Kuen-lün (fr:561). Viene descritto il contributo di Varenius alla geografia comparata, che attirò l’attenzione di Newton, ma che fu limitato dallo stato delle conoscenze ausiliarie del suo tempo (fr:752). Un tema centrale è lo studio dei meteoriti e delle “stelle cadenti”. Si nota come questo fenomeno cosmico sia rimasto largamente inosservato fino a Chladni, nonostante testimonianze storiche di cadute di pietre dal cielo riportate negli annali di vari popoli, utilizzate persino per fabbricare spade o citate dai compagni di Cortés (fr:1548). Viene affermata la difficoltà di comprendere come un fenomeno così evidente abbia attirato l’attenzione degli scienziati solo a metà del XVII secolo (fr:1586). Si menziona il lavoro di Muschenbroek sulla frequenza delle meteore in agosto, ma si attribuisce a Quetelet, Olbers e Benzenberg la prova della loro periodicità annuale (fr:1469). Si citano le osservazioni di Brandes sulla pioggia di meteore del dicembre 1798 e la possibile caduta di un aerolite in Brasile nel 1836 come evidenza per flussi meteorici periodici (fr:4125). Vengono discussi i dubbi di Olbers sulle determinazioni di altezza delle stelle cadenti superiori a 30 miglia, nonostante alcune osservazioni suggerissero altezze fino a 100 miglia (fr:4032). Un altro argomento è il progresso della paleontologia e della geologia (geognosia). Si riconosce il merito di Peter Camper, Sömmering e Blumenbach nell’applicare l’anatomia comparata ai grandi vertebrati fossili, ma si attribuisce a Georges Cuvier e Alexandre Brongniart il merito di aver unito i caratteri zoologici alla sequenza stratigrafica (fr:2883). L’applicazione di indicatori botanici e zoologici per determinare l’età degli strati rocciosi è definita una delle epoche più brillanti della nuova geognosia (fr:2863). Si discute dell’idea, avanzata prima di Leopold von Buch da Playfair e Jessen, che la terraferma si sollevi invece che il mare si abbassi, idea che rimase sconosciuta al geognosta tedesco (fr:5506). Viene menzionata la scoperta di una nota medievale su un aerolite nel fiume presso Narni, risalente al X secolo (fr:3950), e una cronaca praghese che riporta un’altra notizia simile (fr:4008). Si parla di vulcani nelle catene montuose asiatiche interne, come il Thian-schan e il Kuen-lün, invece che nell’Himalaya più vicino all’oceano (fr:2620). Si confronta la profondità delle miniere di Kuttenberg con l’altezza delle piramidi (fr:4457) e si citano le profondità delle miniere di carbone di Liegi e Mons sotto il livello del mare (fr:4465). Il testo tratta anche del magnetismo terrestre. Si descrive la prima proposta per una rete di osservatori magnetici e la sua realizzazione grazie al supporto dei governi russo e britannico (fr:4752). Si osserva che la Gran Bretagna, nonostante la sua vasta marina, inizialmente non partecipò a questi sforzi (fr:4773). Viene citata l’affermazione di Gauss sull’intensa magnetizzazione media della crosta terrestre (fr:1968) e si nota l’alta precisione raggiunta nella misurazione della forza magnetica orizzontale (fr:2021). Altri temi includono: le osservazioni di Biot sul crepuscolo che riducono il limite stimato dell’atmosfera, e l’idea di Poisson sull’accensione degli aeroliti al di fuori di essa (fr:1430); la teoria di Laplace secondo cui un astronomo avrebbe potuto determinare la forma e la distanza della Terra solo dalla teoria lunare (fr:1866); la caratteristica dei cometidi di avere la coda sempre opposta al sole, nota ai cinesi nell’837 e in Europa a Fracastoro e Apian (fr:1252); le indagini numeriche che collegano i terremoti agli equinozi (fr:4872); la mancanza di prove dirette di un cambiamento permanente nel livello del mare o della pressione atmosferica media (fr:3139); l’importanza dell’enciclopedia di Reich per la storia della matematica medievale (fr:875); le osservazioni magnetiche di Lamanon durante la spedizione di Lapérouse e la loro probabile presentazione all’Accademia delle Scienze di Parigi da parte di Condorcet (fr:4704, 4716); la discussione sull’etimologia del nome Etna (fr:5013); la costanza di fenomeni naturali come la fontana di Lillers dal 1126 e la fiamma della Chimera in Licia, osservata sia da Plinio che dal capitano Beaufort (fr:2400); la distinzione tra caratteristiche fisiche nelle popolazioni africane e del Pacifico, dove colore della pelle, capelli e tratti del viso non sono sempre correlati (fr:3654); e la definizione della geografia comparata di Carl Ritter, che richiede una visione d’insieme dei fatti raccolti in diverse regioni (fr:353).


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9 Osservazioni scientifiche sulla Terra e sul sistema solare

Raccolta di studi e ipotesi su fenomeni celesti, terrestri e climatici.

Il testo tratta di osservazioni e teorie scientifiche storiche e contemporanee. Si menzionano studi sulla distribuzione geografica delle piante in relazione al clima e all’altitudine, con riferimento a misurazioni specifiche sull’Himalaya che confermano differenze nel limite delle nevi perenni tra i versanti nord e sud “Les neiges perpetuelles descendent plus bas sur la pente méridionale de l’Himalaya, que sur les pentes Septentrionales” - (fr:626). Viene discussa la diminuzione della temperatura con l’altezza. Si affronta la questione della costanza delle temperature terrestri, proponendo lo studio della temperatura dell’oceano sotto i tropici come metodo per indagarla, evitando influenze locali “On pourra (par la temperature de l’Ocean sous les tropiques) attaquer avec succes une question capitale restée jusqu’ici indecise, la question de la constance des températures terrestres” - (fr:5560). Un tema rilevante è l’origine e la natura dei corpi celesti minori. Si ipotizza che le meteore si incendino nell’atfera terrestre per attrito “la difference entre leur vitesse et celle de notre planète est assez grande pour que le frottement … les Echauffe au point de les rendre incandescents” - (fr:4167). Viene citata l’idea di una zona di milioni di piccoli corpi le cui orbite intersecano l’eclittica “l’existence d’une zone composée de millions de petits corps dont les orbites rencontrent le plan de l’écliptique” - (fr:4105). Si discute l’ipotesi dell’origine lunare degli aeroliti, avanzata con cautela da Laplace, e l’ipotesi alternativa che la luce zodiacale possa essere causata da molecole volatili nello spazio interplanetario “Si dans les zones abandonnées par l’atmosphère du soleil il s’est trouvé des molécules trop volatiles … elles doivent … offrir toutes les apparences de la lumière zodiacale” - (fr:3749). Sono presenti osservazioni storiche su comete e sulla luce zodiacale. Si riportano scoperte sulla forma dei pianeti, come l’appiattimento di Giove osservato da Cassini prima di Newton “Cassini bereits vor 1666, also 21 Jahre vor dem Erscheinen von Newton’s Principia, die Abplattung des Jupiter kannte” - (fr:4488), e si nota l’assenza di menzione dell’appiattimento terrestre in un’opera precedente ai Principia. Il testo include studi sul magnetismo terrestre, affermando che l’intensità magnetica aumenta con la latitudine “l’intensité magnétique … augmente avec la latitude” - (fr:4710), e menziona l’ipotesi di correnti elettro-magnetiche all’interno del globo come causa del suo calore proprio. Si citano teorie sul calore terrestre, tra cui l’ipotesi di Poisson, diversa da quella di Fourier. Vengono menzionate osservazioni sulla luminosità stellare e sulla distanza delle nebulose. Si accenna a studi geologici sulla struttura degli strati e delle rocce. L’obiettivo generale è il perfezionamento della conoscenza scientifica attraverso osservazioni sistematiche e comparate, come nel caso delle stazioni magnetiche.


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10 La classificazione delle scienze naturali e i fenomeni della Terra

Distinzioni terminologiche, osservazioni geologiche e forze naturali in testi dal XVI al XIX secolo.

La discussione distingue tra Geognosia, che studia lo stato primitivo della Terra, e discipline come la Zoognosia e la Phytognosia, che esaminano forme e anatomia di singoli esseri. “Igitur Historia zoologica, Historia plantarum et Historia oryctologica, quae non nisi pristinum orbis terrae statum indicant, a Geognosia probe distinguendae.” - (fr:5789). La Geografia delle piante ne analizza le relazioni e la distribuzione. “Geographia plantarum vincula et cognationem tradit, quibus omnia vegetabilia inter se connexa sint, terrae tractus quos teneant” - (fr:5786). Si menziona una Historia Telluris non ancora tentata, che dovrebbe trattare le migrazioni degli esseri viventi, l’origine dei monti e i cambiamenti climatici. “Historia Telluris, Geognosiae magis quam Physiographiae affinis, nemini adhuc tentata, plantarum animaliumque genera orbem inhabitantia primaevum, migrationes eorum compluriumque interitum […] commemorat.” - (fr:5788). Diversi fenomeni terrestri sono descritti: i terremoti, paragonati a tuoni nelle nubi, avvengono soprattutto in zone marine. “Neque aliud est in terra tremor, quam in nube tonitruum” - (fr:4877) e “loca quaeque maritima maxime terraemotibus subjecta sint” - (fr:5139). L’azione erosiva del mare crea cavità nella terra. “In omni tellure nuspiam majores fistulae aut meatus ampliores sunt quam in locis, quae vel mari vicina sunt” - (fr:5138). Si riportano esempi specifici come l’Etna, la cui attività è alimentata dall’umidità, e fenomeni come le Macalubi, dove la terra erutta fango. “Accedunt vicini et perpetui Aetnae montis ignes […] nisi humoris nutrimentis aleretur.” - (fr:5120) e “idem ager Agrigentinus eructat limosas scaturigines […] aeterna rejectatione terram terra evomit.” - (fr:5000). Viene discussa l’influenza del calore solare e della luce sulla crescita delle piante. “Egent enim stirpes non solum caloris stimulo, sed et luci s” - (fr:5671). Si accenna a questioni di linguistica e terminologia scientifica, come l’origine del termine greco Kosmos. “hat Pythagoras zuerft das Wort Kosmos fur Weltordnung, Welt und Himmelsraum gebraucht.” - (fr:770).


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