Harvey, 1628 - Exercitatio Anatomica de Motu Cordis et Sanguinis in Animalibus | L | ds
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[1.1-20-7|26]
1 Prefazioni e introduzione all’opera di William Harvey sul moto del cuore (1628)
Testo che raccoglie le dediche ufficiali e la premessa metodologica della prima pubblicazione scientifica che dimostra l’esistenza della circolazione sanguigna, datata 1628, nella traduzione inglese del 1847 di Robert Willis.
Il testo si apre con la dedica al sovrano d’Inghilterra, in cui William Harvey paragona esplicitamente la funzione del cuore come motore primo del corpo umano al ruolo del principe come vertice del potere politico, definendo il primo un emblema divino delle funzioni del secondo:
“The knowledge of his heart, therefore, will not be useless to a Prince, as embracing a kind of Divine example of his functions,—and it has still been usual with men to compare small things with great.” - (fr:7/p.103) [La conoscenza del cuore, perciò, non sarà inutile a un Principe, in quanto racchiude una sorta di esempio divino delle sue funzioni, — ed è sempre stato usuale per gli uomini confrontare le cose piccole con quelle grandi.]
“Here, at all events, best of Princes, placed as you are on the pinnacle of human affairs, you may at once contemplate the prime mover in the body of man, and the emblem of your own sovereign power.” - (fr:8/p.103) [In questo caso, in ogni modo, migliore dei Principi, posto come sei sul pinnacolo degli affari umani, puoi contemplare al contempo il motore primo nel corpo dell’uomo, e l’emblema del tuo stesso potere sovrano.]
La seconda parte del testo è la dedica ai colleghi del Royal College of Physicians, in particolare al suo presidente Doctor Argent. Harvey spiega che le sue tesi sul moto e la funzione del cuore sono state testate e verificate nel corso di oltre nove anni di lezioni anatomiche e dimostrazioni pubbliche di fronte ai colleghi, che hanno fatto da testimoni della validità delle sue osservazioni, e che solo adesso cede alle loro suppliche di pubblicare il trattato per la comunità scientifica:
“I have already and repeatedly presented you, my learned friends, with my new views of the motion and function of the heart, in my anatomical lectures; but having now for nine years and more confirmed these views by multiplied demonstrations in your presence, illustrated them by arguments, and freed them from the objections of the most learned and skilful anatomists, I at length yield to the requests, I might say entreaties, of many, and here present them for general consideration in this treatise.” - (fr:12/p.103) [Ho già presentato ripetutamente a voi, miei dotti amici, le mie nuove vedute sul moto e la funzione del cuore, nelle mie lezioni anatomiche; ma avendo ormai da oltre nove anni confermato queste vedute con molteplici dimostrazioni in vostra presenza, illustratele con argomenti, e liberatele dalle obiezioni dei più dotti e abili anatomisti, infine cedo alle richieste, potrei dire suppliche, di molti, e qui le presento per la considerazione generale in questo trattato.]
Harvey motiva la sua cautela nella pubblicazione con la radicale novità della sua tesi, che afferma che il sangue circola per una via completamente diversa da quella descritta dalla tradizione anatomica galenica, accettata per millenni da tutti gli studiosi: teme di essere accusato di presunzione senza il sostegno preventivo dei suoi colleghi più accreditati:
“And as this book alone declares the blood to course and revolve by a new route, very different from the ancient and beaten pathway trodden for so many ages, and illustrated by such a host of learned and distinguished men, I was greatly afraid lest I might be charged with presumption did I lay my work before the public at home, or send it beyond seas for impression, unless I had first proposed its subject to you, had confirmed its conclusions by ocular demonstrations in your presence, had replied to your doubts and objections, and secured the assent and support of our distinguished President.” - (fr:14/p.104) [E poiché questo libro afferma che il sangue scorre e ruota per una nuova via, molto diversa dall’antica e battuta strada percorsa per così tanti secoli, e illustrata da una schiera così numerosa di uomini dotti e illustri, avevo grande paura di essere accusato di presunzione se avessi presentato il mio lavoro al pubblico nel paese, o l’avessi mandato oltre mare per la stampa, a meno che non avessi prima proposto il suo argomento a voi, avessi confermato le sue conclusioni con dimostrazioni oculari in vostra presenza, avessi risposto ai vostri dubbi e obiezioni, e ottenuto l’assenso e il sostegno del nostro illustre Presidente.]
Segue la definizione della posizione epistemologica di Harvey, che si schiera a favore di una filosofia della natura orientata alla ricerca della verità a prescindere dalla sua fonte: i veri scienziati non considerano le conoscenze antiche come complete e immodificabili, sanno che quanto si conosce è infinitamente inferiore a quanto rimane da scoprire, e sono pronti a cambiare idea di fronte a dimostrazioni evidenti anche se contraddicono la tradizione:
“For true philosophers, who are only eager for truth and knowledge, never regard themselves as already so thoroughly informed, but that they welcome further information from whomsoever and from whencesoever it may come; nor are they so narrow-minded as to imagine any of the arts or sciences transmitted to us by the ancients, in such a state of forwardness or completeness, that nothing is left for the ingenuity and industry of others; very many, on the contrary, maintain that all we know is still infinitely less than all that still remains unknown;” - (fr:16/p.105) [Perché i veri filosofi, che bramano solo verità e conoscenza, non si considerano mai così completamente informati da non accogliere ulteriori informazioni da chiunque e da ovunque esse possano venire; non sono nemmeno così di mentalità ristretta da immaginare che una qualsiasi delle arti o scienze trasmesseci dagli antichi sia in uno stato di avanzamento o completezza tale che non rimanga nulla per l’ingegno e l’industria di altri; moltissimi, al contrario, sostengono che tutto quello che sappiamo è ancora infinitamente meno di tutto quello che rimane sconosciuto;]
La metodologia di ricerca di Harvey è esplicitamente empirica: afferma di insegnare e apprendere anatomia non dai libri ma dalle dissezioni, non dalle teorie dei filosofi ma dall’osservazione diretta della struttura della natura:
“because I profess both to learn and to teach anatomy, not from books but from dissections; not from the positions of philosophers but from the fabric of nature;” - (fr:21/p.105) [perché professo sia di imparare che di insegnare anatomia, non dai libri ma dalle dissezioni; non dalle posizioni dei filosofi ma dalla struttura della natura;]
Il testo si chiude con l’introduzione al corpo del trattato, in cui Harvey annuncia che prima di esporre le sue conclusioni analizzerà le opinioni tradizionali sul moto di cuore e arterie, per confermare quanto è corretto e correggere gli errori attraverso studi anatomici, esperimenti ripetuti e osservazione attenta:
“IN DISCUSSING the movements and functions of the heart and arteries, we should first consider what others have said on these matters, and what the common and traditional viewpoint is. Then by anatomical study, repeated experiment, and careful observation, we may confirm what is correctly stated, but what is false make right.” - (fr:25/p.106, 26) [Nel discutere i movimenti e le funzioni del cuore e delle arterie, dobbiamo prima considerare cosa hanno detto gli altri su questi argomenti, e quale è il punto di vista comune e tradizionale. Poi attraverso lo studio anatomico, l’esperimento ripetuto e l’osservazione attenta, potremo confermare quello che è affermato correttamente, e correggere quello che è falso.]
1.1 Significato storico
Il testo è la premessa a una delle opere più importanti della storia della medicina e della biologia, che ha rivoluzionato le conoscenze sull’apparato circolatorio rompendo con una tradizione durata oltre 1500 anni. Esso restituisce anche il contesto accademico e politico dell’Europa del Seicento, in cui le novità scientifiche dovevano ottenere la protezione di sovrani e l’approvazione delle corporazioni accademiche per poter essere diffuse senza rischi di accuse di eresia o presunzione.
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2 Confutazione della dottrina sulla presenza di aria o spiriti nelle arterie da parte di William Harvey
Resoconto delle argomentazioni logiche e sperimentali a sostegno della tesi che le arterie contengono solo sangue, con riferimenti storici alle teorie precedenti e note editoriali.
Il testo apre enunciando la tesi centrale dell’autore: le arterie per natura contengono esclusivamente sangue, e non aria o spiriti, come dimostrabile tramite esperimenti specifici esposti nel suo studio:
“He declared that the arteries by nature contain blood and blood alone, neither air nor spirits, as may easily be determined by experiments and explanations found in his report.” - (fr:33/p.108) [Egli dichiarò che le arterie per natura contengono sangue e solo sangue, né aria né spiriti, come si può facilmente stabilire tramite esperimenti e spiegazioni presenti nel suo studio.]
Vengono poi esposte diverse controargomentazioni alla teoria, diffusa da epoca classica, che le arterie si riempiono di aria in diastole e la emettono in sistole attraverso i pori di pelle e carne:
Se la teoria fosse corretta, un corpo immerso in un bagno di olio o acqua presenterebbe un polso molto più debole o lento, dal momento che l’acqua o l’olio intorno al corpo ostacolerebbero l’ingresso di aria nelle arterie:
“If in diastole the arteries are filled by air drawn in, the greater the pulse the greater being the amount drawn in, then when the whole body is immersed in a bath of oil or water, a previously strong pulse should either become much weaker or slower, for the bath surrounding the body will make it difficult if not impossible for the air to enter the arteries.” - (fr:34/p.108) [Se in diastole le arterie sono riempite dall’aria aspirata, tanto maggiore è il polso quanto maggiore è la quantità di aria aspirata, allora quando tutto il corpo è immerso in un bagno di olio o acqua, un polso precedentemente forte dovrebbe diventare molto più debole o più lento, poiché il bagno che circonda il corpo renderà difficile se non impossibile all’aria entrare nelle arterie.]
Se tutte le arterie, profonde e superficiali, si dilatano contemporaneamente e alla stessa velocità, non è possibile che l’aria raggiunga le arterie profonde attraverso la massa di carne e pelle alla stessa velocità con cui raggiunge quelle superficiali:
“Likewise, when all the arteries, the deep as well as” - (fr:35/p.108) [Allo stesso modo, quando tutte le arterie, quelle profonde così come]
“superficial, are distended at the same time and with equal speed, how is it possible for the air to penetrate as easily and quickly through the skin, flesh, and bulk of the body to the deeper parts as through the skin alone?” - (fr:40/p.109) [superficiali, si dilatano contemporaneamente e con velocità uguale, come è possibile che l’aria penetri così facilmente e velocemente attraverso pelle, carne e massa del corpo fino alle parti profonde come attraverso la sola pelle?]
Non si spiegherebbe come le arterie del feto possano aspirare aria attraverso l’addome materno e la massa uterina:
“How may the arteries of the fetus draw air into their cavities through the mother’s abdomen and the uterine mass?” - (fr:41/p.109) [Come potrebbero le arterie del feto aspirare aria nelle loro cavità attraverso l’addome della madre e la massa uterina?]
Non si spiegherebbe come cetacei e pesci che vivono nelle profondità marine possano aspirare e emettere aria attraverso la massa di acqua circostante: l’ipotesi che assorbano aria disciolta nell’acqua e vi emettano vapori di scarto è definita una pura finzione:
“How may seals, whales, dolphins, other species of cetaceans, and all kinds of fish in the depths of the sea draw in and give off air through the great mass of water by the pulsing systole and diastole of their arteries?” - (fr:42/p.109) [Come potrebbero foche, balene, delfini, altre specie di cetacei, e tutti i tipi di pesci nelle profondità del mare aspirare ed emettere aria attraverso l’enorme massa di acqua tramite la sistole e diastole pulsanti delle loro arterie?]
“To say that they absorb air fixed in the water and give off their waste vapors to the water is pure fiction.” - (fr:43/p.109) [Affermare che essi assorbono aria fissata nell’acqua ed emettono i loro vapori di scarto nell’acqua è pura finzione.]
Se le arterie emettono vapori di scarto durante la sistole, dovrebbero emettere anche i presunti spiriti che si dice contengano, dal momento che sono molto più volatili dei rifiuti fuligginosi:
“If the arteries during systole exhale waste vapors from their cavities through the pores of the flesh and skin, why not at the same time the spirits said to be contained within them, for spirits are much more volatile than sooty wastes.” - (fr:44/p.109) [Se le arterie durante la sistole espirano vapori di scarto dalle loro cavità attraverso i pori della carne e della pelle, perché non anche contemporaneamente gli spiriti che si dice siano contenuti al loro interno, poiché gli spiriti sono molto più volatili dei rifiuti fuligginosi.]
Se le arterie aspirano ed emettono aria come i polmoni, aprirne una tramite arteriotomia dovrebbe causare un flusso di aria in entrata e uscita, come succede quando si taglia la trachea:
“Again, if the arteries receive and pour out air in diastole and systole, as the lungs in respiration, why not the same if cut open as in arteriotomy?” - (fr:45/p.109) [Ancora, se le arterie ricevono ed emettono aria in diastole e sistole, come i polmoni nella respirazione, perché non succede lo stesso se vengono aperte come nell’arteriotomia?]
“In cutting open the trachea it is clear that the air goes in and comes out of the 2 Of course this is just what they do.” - (fr:46/p.109) [Aprendo la trachea è chiaro che l’aria entra ed esce dalla 2 Naturalmente questo è proprio quello che fanno.]
Sul piano storico, si specifica che la teoria del flusso di aria nelle arterie attraverso i pori risale a Empedocle, V secolo a.C., e che questo è il primo dei luoghi comuni sul cuore e i vasi sanguigni confutato da Harvey:
“The intake and output of air to and from the arteries through pores in flesh and skin goes right back to Empedocles (5th Cent.” - (fr:37/p.108) [L’ingresso e l’uscita di aria da e verso le arterie attraverso i pori nella carne e nella pelle risale direttamente a Empedocle (V sec.]
“B.C.).” - (fr:38/p.108) [a.C.)]
“Interesting that this should be involved in the first aspect of current opinion about the heart and blood-vessels to be refuted by Harvey.” - (fr:39/p.108) [È interessante che questo sia coinvolto nel primo aspetto delle opinioni correnti sul cuore e i vasi sanguigni confutato da Harvey.]
Sono presenti anche note editoriali: la parola fuligines è tradotta con “vapori di scarto”, e l’idea del materiale fuligginoso di scarto avrebbe avuto origine dalla tonalità più scura del sangue venoso:
“^ The word fuligines is translated waste-vapors.” - (fr:35/p.108) [Nota: la parola fuligines è tradotta con vapori di scarto.]
“The idea of this supposed sooty material may have developed from the duskier hue of venous blood.” - (fr:36/p.108) [L’idea di questo presunto materiale fuligginoso potrebbe essersi sviluppata dalla tonalità più scura del sangue venoso.]
Infine si riporta che i fatti fondamentali sulla respirazione sono stati stabiliti da Antoine-Laurent Lavoisier nel 1784, mentre quelli sulla respirazione interna da G. Magnus:
“The fundamental facts about respiration were established by A-L. Lavoisier (Hist.” - (fr:47/p.109) [I fatti fondamentali sulla respirazione sono stati stabiliti da A-L. Lavoisier (Hist.]
“Acad.” - (fr:48/p.109) [Acad.]
“roy.” - (fr:49/p.109) [roy.]
“d. Sci., Paris, 1784, p. 355) and, for internal respiration, by G. Magnus (Ann.” - (fr:50/p.109) [d. Sci., Parigi, 1784, p. 355) e, per la respirazione interna, da G. Magnus (Ann.]
“Phys.” - (fr:51/p.109) [Phys.]
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3 Teorie sul contenuto delle arterie e osservazioni sulla circolazione polmonare nel XVI secolo
Il testo raccoglie i punti di contrasto tra correnti anatomiche antiche e osservazioni empiriche sui vasi sanguigni, testimoniando il dibattito pre-harveiano sul funzionamento dell’apparato circolatorio.
Si apre la trattazione con la menzione della prima descrizione corretta della circolazione polmonare nel trattato De Re Anatomica pubblicato nel 1559, il cui autore non ne comprese tuttavia l’importanza della scoperta:
“In his De Re Anatomica (1559), he correctly described the pulmonary circulation, but failed to realize the significance of what he did.” - (fr:67/p.110) [Nel suo De Re Anatomica (1559), egli descrisse correttamente la circolazione polmonare, ma non riuscì a cogliere l’importanza di quanto aveva realizzato.]
Lo stesso autore si discostava nettamente dalla tradizione galenista per l’ipotesi che il sangue diventasse “spiritoso” per azione dell’aria, anche se la frase è incompleta per un errore di trascrizione del testo originale:
“He made a distinct advance over the Galenists, however, in thinking that blood was rendered”spiritous” by air in [lol MOTION OF THE HEART AND BLOOD spirits.” - (fr:68/p.110) [Egli tuttavia compì un progresso evidente rispetto ai galenisti, nel pensare che il sangue diventasse “spiritoso” per azione dell’aria in [errore di trascrizione: MOTION OF THE HEART AND BLOOD spiriti.]
Successivamente viene esposto il contrasto tra la corrente galenista, che sosteneva che le arterie contengono sangue e non spiriti, e la posizione di Erasistrato, che affermava il contrario:
“Then they declare with Galen that blood is contained in the arteries, and not spirits, contrary to Erasistratus.” - (fr:69/p.111) [Poi essi affermano con Galeno che il sangue è contenuto nelle arterie, e non gli spiriti, contrariamente a Erasistrato.]
L’evidente contraddizione tra queste posizioni rende tutte le teorie sul contenuto delle arterie dubbie:
“It is clear that these opinions are so contradictory and irreconcilable that all are doubtful.” - (fr:70/p.111) [È chiaro che queste opinioni sono così contraddittorie e inconciliabili che tutte sono dubbie.]
A sostegno della tesi per cui le arterie contengono solo sangue vengono riportate prove empiriche: l’esperimento di Galeno, l’arteriotomia e l’osservazione delle ferite:
“Blood is to be found in arteries, and blood alone, as is plain from the experiment of Galen, from arteriotomy, and from wounds.” - (fr:71/p.111) [Il sangue si trova nelle arterie, e solo sangue, come è evidente dall’esperimento di Galeno, dall’arteriotomia e dalle ferite.]
Viene riportato anche il dato secondo cui l’apertura di una singola arteria permette di drenare tutto il sangue dell’organismo in un intervallo di tempo di mezz’ora:
“By cutting open a single artery, as Galen states more than once, all the blood may easily be drained from the whole body in a half hour’s time.” - (fr:72/p.111) [Aprendo una singola arteria, come Galeno afferma più di una volta, tutto il sangue può essere facilmente drenato da tutto il corpo in mezz’ora.]
L’esperimento di Galeno a supporto della tesi è descritto nel dettaglio:
“The experiment of Galen referred to is this:”If you will place two ligatures around an artery and make a longitudinal incision in the portion of the artery between them, nothing but blood will be found.“ - (fr:73/p.111) [L’esperimento di Galeno a cui si fa riferimento è questo: “Se applicherai due legature intorno a un’arteria e praticherai un’incisione longitudinale nella porzione di arteria tra di esse, non si troverà altro che sangue.”]
“Thus does he prove the arteries contain blood alone.” - (fr:74/p.111) [In questo modo egli dimostra che le arterie contengono solo sangue.]
L’autore del testo propone infine un ragionamento analogo basato sulle proprie osservazioni dirette su animali morti e vivi, anche se la frase è incompleta per un taglio del testo originale:
“We may reason similarly.” - (fr:75/p.111) [Noi possiamo ragionare in modo simile.]
“Finding the same blood in veins, tied off in a similar manner, that is found in arteries (as I have frequently noted in dead and living animals), we may the lungs instead of in the heart.” - (fr:76/p.111) [Trovando lo stesso sangue nelle vene, legate in modo simile, a quello che si trova nelle arterie (come ho frequentemente notato in animali morti e vivi), noi possiamo [testo tagliato] i polmoni invece che nel cuore.]
Dal punto di vista storico, il testo è testimonianza del passaggio da una tradizione anatomica basata sull’autorità di testi antichi a un approccio empirico, che anticipa le ricerche successive sulla circolazione sanguigna di William Harvey.
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4 Argomentazioni harveyane sulla natura del contenuto arterioso e sul meccanismo della pulsazione vascolare
Estratto dal trattato Moto del cuore e del sangue di William Harvey, corredato di annotazioni editoriali di contesto storico e scientifico.
Il nucleo centrale delle argomentazioni riportate è la confutazione delle teorie tradizionali di origine galenica, secondo cui le arterie contengono “spiriti” o aria oltre al sangue, e la pulsazione è dovuta a un’espansione attiva delle pareti vascolari simile al funzionamento di un mantice.
Harvey afferma in primo luogo che il fluido contenuto nelle arterie è sangue in tutto e per tutto, senza distinzione tra sangue e spiriti concepiti come sostanze separate:
“The blood and spirits comprise a single fluid (as whey and cream in milk, or heat in hot water) with which the arteries are filled, and for the distributing of which from the heart the arteries exist.” - (fr:87/p.112) [Sangue e spiriti costituiscono un unico fluido (come siero e panna nel latte, o calore nell’acqua calda) di cui sono riempite le arterie, e per la distribuzione del quale dal cuore le arterie esistono.]
“This is nothing else than blood.” - (fr:88/p.112) [Questo non è nient’altro che sangue.]
L’autore non riesce a trovare traccia di “spiriti” nelle indagini anatomiche, per cui cerca di dimostrare che arterie e vene contengono lo stesso fluido fondamentale, senza differenze “vitali” tra sangue arterioso e venoso:
“Not being able to find”spirits” anywhere, he is apparently trying to show that arteries as well as veins contain the same fundamental fluid, blood,—and that there is no “vital” difference between arterial or venous blood.” - (fr:91/p.112) [Non riuscendo a trovare gli “spiriti” da nessuna parte, egli sta apparentemente cercando di dimostrare che sia le arterie sia le vene contengono lo stesso fluido fondamentale, il sangue, e che non c’è alcuna differenza “vitale” tra sangue arterioso e venoso.]
Una nota editoriale specifica che la differenza chimica tra sangue arterioso e venoso sarà dimostrata solo nel 1668 da John Mayow, ma le sue scoperte furono trascurate a causa della teoria del flogisto di Stahl, per essere poi riprese e sviluppate da Lavoisier e Magnus:
“The chemical difference between arterial and venous blood was demonstrated in 1668 by John Mayow (1643-1679), but due to Stahl’s phlogiston theory, his ideas were neglected until they developed through Lavoisier and Magnus, note” - (fr:93/p.112) [La differenza chimica tra sangue arterioso e venoso fu dimostrata nel 1668 da John Mayow (1643-1679), ma a causa della teoria del flogisto di Stahl, le sue idee furono trascurate finché non furono sviluppate da Lavoisier e Magnus, nota ]
Harvey confuta poi la tesi che le arterie siano riempite di aria oltre che di sangue, e che la loro distensione sia un processo attivo: dimostra l’inconsistenza temporale della teoria, dato che il riempimento non può avvenire durante la sistole arteriosa (le arterie sarebbero contratte, non possono riempirsi) né durante la diastole (dovrebbero ricevere contemporaneamente sangue e aria, caldo e freddo, funzioni contrarie):
“During systole is impossible: the arteries would have to fill while contracted, or to fill and not become distended.” - (fr:95/p.113) [Durante la sistole è impossibile: le arterie dovrebbero riempirsi mentre sono contratte, o riempirsi senza distendersi.]
“During diastole is improbable: they would then receive for two contrary purposes both blood and air, and heat and cold.” - (fr:96/p.113) [Durante la diastole è improbabile: riceverebbero allora per due scopi contrari sia sangue sia aria, sia caldo sia freddo.]
Ulteriore contraddizione deriva dalla tesi di contemporaneità tra diastole cardiaca e arteriosa: due organi connessi non possono attingere fluido l’uno dall’altro se si distendono o si contraggono simultaneamente, e la distensione non può essere un processo attivo di attrazione, dato che è per sua natura passiva, come il gonfiaggio di una sacca:
“Further, when it is stated that the diastole of the heart and arteries is simultaneous, and the systole likewise, there is another inconsistency.” - (fr:97/p.113) [Inoltre, quando si afferma che la diastole del cuore e delle arterie è simultanea, e altrettanto la sistole, c’è un’altra contraddizione.]
“The arteries distend because they are filled like bladders or pouches and they are not filled because they expand like a bellows, as I have easily and clearly shown, and proved, I think, ere this.” - (fr:102/p.113) [Le arterie si distendono perché sono riempite come vesciche o sacche e non sono riempite perché si espandono come un mantice, come ho facilmente e chiaramente mostrato, e provato, penso, prima d’ora.]
L’autore si confronta poi con un esperimento di Galen, usato per dimostrare che la pulsazione è una proprietà delle pareti arteriose: Galen inseriva una cannula di canna in un’arteria aperta, per isolare il flusso sanguigno dalle pareti, e osservava che la pulsazione persisteva oltre la cannula se non veniva legata l’arteria attorno ad essa. Harvey afferma di non essere riuscito a replicare l’esperimento in vivo per l’eccessiva emorragia, e che è improbabile che la cannula riesca a chiudere la ferita senza perdite di sangue:
“I have neither made this experiment of Galen’s, nor do I believe it can be done easily in the living body because of the excessive loss of blood from the artery.” - (fr:107/p.114) [Io non ho mai realizzato questo esperimento di Galeno, né credo che si possa fare facilmente nel corpo vivo per l’eccessiva perdita di sangue dall’arteria.]
Una nota editoriale rileva che la critica di Harvey a Galen è in parte ingiusta, dato che non ha replicato l’esperimento e attribuisce a Galeno conclusioni non giustificate:
“^ A little unfair to Galen (131-201 A.D.). Not only was the experi ment not tried, but unwarranted conclusions are unjustly ascribed to him.” - (fr:112/p.114) [Un po’ ingiusto verso Galeno (131-201 d.C.). Non solo l’esperimento non è stato provato, ma conclusioni non motivate gli sono ingiustamente attribuite.]
Harvey riporta come prova contraria l’osservazione delle arteriotomie: il sangue fuoriesce a getti sincroni con la distensione arteriosa, cosa impossibile se l’arteria si espandesse attivamente (dovrebbe invece attirare aria dalla ferita):
“The contrary, however, Is apparent in arteriotomy and wounds, the blood leaping from the artery rushes out with force, first farther, then nearer, alternately in spurts, the spurt being always during the distention of the artery, never during its contracture.” - (fr:110/p.114) [Il contrario, però, è evidente nell’arteriotomia e nelle ferite: il sangue che schizza dall’arteria esce con forza, prima più lontano, poi più vicino, alternativamente a getti, e il getto è sempre durante la distensione dell’arteria, mai durante la sua contrazione.]
Infine, Harvey riporta ulteriori prove contro l’idea che la pulsazione sia una proprietà delle pareti arteriose: nelle parti distali del corpo, come cervello e mano, le tonache di arterie e vene sono identiche e indistinguibili; gli aneurismi, privi della tonaca arteriosa sana, pulsano comunque come le altre arterie; la sua tesi è supportata dal noto anatomico Riolan nel suo settimo libro:
“In some animals the arteries do not differ from the veins, and in the distant parts of the body where the arteries are finely divided, as in the brain and hand, no-one can tell arteries from veins by their walls, for the tunics are the same in both.” - (fr:114/p.114) [In alcuni animali le arterie non differiscono dalle vene, e nelle parti distali del corpo dove le arterie sono finemente divise, come nel cervello e nella mano, nessuno può distinguere le arterie dalle vene dalle loro pareti, perché le tonache sono uguali in entrambe.]
“In an aneurysm arising from an injured or eroded artery, the pulse is just the same as in the other arteries, but it has no arterial tunic.” - (fr:115/p.115) [In un aneurisma che deriva da un’arteria ferita o erosa, il polso è esattamente lo stesso che nelle altre arterie, ma non ha la tonaca arteriosa.]
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[5.1-35-137|171]
5 Obiezioni di Harvey alle teorie tradizionali sulle funzioni cardiache e polmonari e note sull’evoluzione della nomenclatura anatomica
Il testo è estratto dal trattato di William Harvey sul movimento del cuore e del sangue, e riporta una serie di confutazioni delle teorie fisiologiche galeniche ancora diffuse nel XVII secolo, oltre a note terminologiche sulle denominazioni delle strutture cardiache e dei vasi polmonari.
Harvey mette in luce per primo le contraddizioni della teoria che attribuisce funzioni differenti a strutture cardiache simili nei ventricoli destro e sinistro:
“When the size, shape, and position of these structures are almost the same in the left ventricle as in the right, why say they are for the purpose of impeding the escape and reflux of spirits in the left ventricle but of blood in the right?” - (fr:137/p.41) [Quando dimensioni, forma e posizione di queste strutture sono quasi uguali nel ventricolo sinistro e in quello destro, perché sostenere che hanno lo scopo di impedire la fuga e il reflusso di spiriti nel ventricolo sinistro e di sangue nel destro?]
La contraddizione è evidente perché “The same arrangement cannot be suited to hinder in a similar way blood as well as spirits.” - (fr:138/p.41) [La stessa conformazione non può essere adatta a ostacolare in modo simile sia il sangue sia gli spiriti.]
Successivamente contesta la tesi per cui l’arteria polmonare ha la sola funzione di nutrire i polmoni, mentre la vena polmonare ha una funzione generale: “When the openings and vessels mutually correspond in size, as is clear in the pulmonary artery and pulmonary vein, why should one have a particular function, viz., of nourishing the lungs, but the other a general function?” - (fr:140/p.97) [Quando orifizi e vasi corrispondono reciprocamente per dimensione, come è evidente nell’arteria polmonare e nella vena polmonare, perché uno dovrebbe avere una funzione specifica, cioè nutrire i polmoni, e l’altro una funzione generale?]
Obietta anche che la dimensione dell’arteria polmonare è incompatibile con una funzione di solo nutrimento dei polmoni, citando Realdus Columbus: “How is it possible (as Realdus Columbus notes) that so much blood is needed for the nourishment of the lungs, with the pulmonary artery leading to them exceeding in size both iliac veins?” - (fr:142/p.38) [Come è possibile (come nota Realdus Columbus) che sia necessaria così tanta quantità di sangue per il nutrimento dei polmoni, se l’arteria polmonare che li raggiunge è più grande di entrambe le vene iliache?]
A questa obiezione si aggiunge la domanda sulla necessità stessa del ventricolo destro per nutrire organi così vicini come i polmoni: “Again I ask, when the lungs are so near, the blood vessel to them of such size, and themselves in continual motion, what is the object of the beat of the right ventricle? And why did Nature have to add this other ventricle to the heart for the sake of nourishing the lungs?” - (fr:144/p.117, 145) [Ancora chiedo, se i polmoni sono così vicini, il vaso sanguigno che li raggiunge di dimensioni così grandi, e gli stessi polmoni in movimento continuo, qual è lo scopo del battito del ventricolo destro? E perché la Natura avrebbe dovuto aggiungere questo altro ventricolo al cuore per il solo scopo di nutrire i polmoni?]
Harvey contesta anche la teoria della produzione di spiriti nel ventricolo sinistro e dei passaggi di sostanze tra cuore e polmoni, mettendo in luce le contraddizioni sul funzionamento delle valvole mitrali: “Above all, how can it be said that the pulmonary vein distributes the spiritous blood from the left ventricle to the lungs without hindrance from the mitral valves, having asserted that air enters the left ventricle from the lungs by this same vessel and is prevented from going back to the lungs by these same mitrals?” - (fr:161/p.118) [Soprattutto, come si può sostenere che la vena polmonare distribuisca il sangue spiritoso dal ventricolo sinistro ai polmoni senza essere ostacolata dalle valvole mitrali, dopo aver affermato che l’aria entra nel ventricolo sinistro dai polmoni attraverso lo stesso vaso ed è impedita dal ritornare nei polmoni dalle stesse valvole mitrali?]
La contraddizione è riassunta nella domanda retorica: “How do the mitral valves prevent escape of air and not of blood?” - (fr:163/p.118) [Come fanno le valvole mitrali a impedire la fuga dell’aria e non quella del sangue?]
La seconda sezione del testo riporta note terminologiche sulla nomenclatura anatomica in evoluzione tra XVI e XVIII secolo: prima di tutto la denominazione antica dei vasi polmonari, legata alla teoria galenica degli spiriti:
“The pulmonary artery was called vena arteriosa,”the vein similar to an artery. A “vein,” because it carried “natural spirits” to nourish the lung, but its structure was recognized to be like that of the aorta, or great artery. The pulmonary vein was called arteria venosa, “the artery similar to a vein. An”artery” because it carried “vital spirits” (and many other things, as Harvey shows, in opposite directions!), but its structure was admittedly venous.” - (fr:147/p.117, 148, 149, 150) [L’arteria polmonare era chiamata vena arteriosa, “la vena simile a un’arteria”. Una “vena” perché trasportava “spiriti naturali” per nutrire il polmone, ma la sua struttura era riconosciuta simile a quella dell’aorta, o grande arteria. La vena polmonare era chiamata arteria venosa, “l’arteria simile a una vena”. Un’“arteria” perché trasportava “spiriti vitali” (e molte altre sostanze, come dimostra Harvey, in direzioni opposte!), ma la sua struttura era riconosciuta come venosa.]
Per quanto riguarda le valvole atrioventricolari, la terminologia specifica (tricuspide per la valvola destra, mitrale per la sinistra) si consolidò solo nel secolo successivo a Harvey: “The specific terminology became established within the next century. Thus William Cheselden (1688-1752), in his Anatomy of the Human Body, says,”Over the entrance of the auricles in each ventricle, are placed valves to hinder a return of blood when the heart contracts. Those in the right ventricle are named Tricuspides, those in the left Mitrales.“ - (fr:166/p.118, 167, 168) [La terminologia specifica si consolidò nel secolo successivo. Così William Cheselden (1688-1752), nella sua Anatomy of the Human Body, scrive: “All’ingresso delle orecchiette in ogni ventricolo sono poste valvole per impedire il ritorno del sangue quando il cuore si contrae. Quelle nel ventricolo destro sono chiamate Tricuspidi, quelle nel sinistro Mitrali.”]
Si specifica che Vesalio fu il primo a paragonare la valvola sinistra alla mitra vescovile, origine del termine “mitrale”: “Vesalius(1514-1564)was apparently the first to compare the left auriculoventricular valves to an episcopal miter.” - (fr:170/p.118) [Vesalio (1514-1564) fu apparentemente il primo a paragonare la valvola atrioventricolare sinistra alla mitra vescovile.]
Storicamente il testo testimonia il percorso di confutazione delle teorie galeniche che portò Harvey a definire la circolazione polmonare e poi generale del sangue, oltre a documentare l’evoluzione della nomenclatura anatomica in epoca moderna.
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[6.1-21-181|201]
6 Critica harveyana delle teorie galeniche e fabriziane sul funzionamento del cuore e dei vasi polmonari
Estratto da Sul moto del cuore e del sangue, trattato fondamentale di fisiologia di William Harvey, nel quale l’autore confuta le ipotesi tradizionali sulla trasmissione del sangue tra i ventricoli cardiaci e la funzione della vena polmonare.
Il testo apre contestando l’ipotesi di Hieronymus Fabricius di Acquapendente, maestro di Harvey, secondo cui la vena polmonare ha la funzione di trasportare aria dai polmoni al cuore, e i polmoni stessi sono creati appositamente per questo vaso, considerato la loro struttura più importante:
“This function of the pulmonary vein, the transmission of air from the lungs to the heart, is considered so significant that Hieronymus Fabricius of Aquapendente insists the lungs were made for the sake of this vessel’ and that it is their most important structure.” - (fr:182/p.120) [Questa funzione della vena polmonare, la trasmissione di aria dai polmoni al cuore, è considerata così rilevante che Hieronymus Fabricius di Acquapendente sostiene che i polmoni sono stati creati per questo vaso e che si tratta della loro struttura più importante.]
Harvey obietta che una struttura destinata al passaggio di aria dovrebbe avere la forma di tubi anellati come i bronchi, per evitare il collasso e l’ostruzione da parte di liquidi, e non quella di una vena come invece è:
“I would like to know why the pulmonary vein is built like a vein if it is destined for the transmission of air.” - (fr:183/p.120) [Vorrei sapere perché la vena polmonare è costruita come una vena se è destinata alla trasmissione di aria.]
“It would be more natural for it to be made of ringed tubes such as those of the bronchi, in order always to be open and not liable to collapse.” - (fr:184/p.120) [Sarebbe più naturale che fosse costituita da tubi anellati come quelli dei bronchi, per essere sempre aperta e non soggetta a collasso.]
“Thus it might remain free from blood with no liquid to hinder the passage of air, as may sometimes be noted in the lungs when they labor under more or less phlegm in the bronchi, when breathing is sibilant or strepitous.” - (fr:185/p.120) [In questo modo rimarrebbe libera dal sangue, senza liquidi che ostacolano il passaggio dell’aria, come si può notare a volte nei polmoni quando sono affetti da più o meno catarro nei bronchi, e la respirazione è sibilante o rumorosa.]
Successivamente Harvey attacca la teoria galenica secondo cui gli spiriti vitali si formano dalla miscela di aria e sangue, con il sangue che passa dal ventricolo destro al sinistro attraverso pori invisibili nel setto cardiaco:
“Even less tolerable is the opinion which supposes two materials, air and blood, necessary for the formation of vital spirits.” - (fr:186/p.120) [Ancor meno tollerabile è l’opinione che suppone due materiali, aria e sangue, necessari per la formazione degli spiriti vitali.]
“The blood is supposed to ooze through tiny pores in the septum of the heart from the right to the left ventricle, while the air is drawn from the lungs by the large pulmonary vein.” - (fr:187/p.120) [Si suppone che il sangue trasudi attraverso piccoli pori nel setto del cuore dal ventricolo destro a quello sinistro, mentre l’aria è attirata dai polmoni dalla grande vena polmonare.]
La prima confutazione è di tipo anatomico: i pori non esistono, né possono essere dimostrati, dato che il setto cardiaco è una struttura estremamente densa, seconda solo a ossa e tendini:
“But, damn it, no such pores exist, nor can they be demonstrated!” - (fr:191/p.120) [Ma, dannazione, non esistono pori di questo tipo, né possono essere dimostrati!]
“The septum of the heart is of denser and more compact material than any part of the body except bones and tendons.” - (fr:192/p.121) [Il setto del cuore è fatto di un materiale più denso e compatto di qualsiasi parte del corpo tranne ossa e tendini.]
Harvey aggiunge poi argomenti logici contro l’ipotesi:
- I due ventricoli si contraggono e si dilatano contemporaneamente, quindi non è possibile che il ventricolo sinistro attiri sangue dal destro attraverso i pori:
“Even so, supposing the pores are there, how could the left ventricle draw blood from the right when both ventricles contract and dilate at the same time?” - (fr:193/p.121) [Anche ammesso che i pori ci siano, come potrebbe il ventricolo sinistro attirare sangue dal destro quando entrambi i ventricoli si contraggono e si dilatano nello stesso momento?]
- Esiste già un passaggio ampio e aperto per il sangue verso il ventricolo sinistro attraverso i polmoni e la vena polmonare, quindi non c’è bisogno di ipotizzare canali invisibili nel setto:
“Why require invisible pores and obscure uncertain channels to get the blood to the left ventricle when there is such a wide open passage through the pulmonary vein?” - (fr:196/p.121) [Perché ricorrere a pori invisibili e canali oscuri e incerti per portare il sangue al ventricolo sinistro, quando esiste un passaggio così largo e aperto attraverso la vena polmonare?]
- Se il sangue potesse passare attraverso il setto, non ci sarebbe bisogno di vasi coronari destinati al nutrimento della struttura settale:
“If the blood can permeate the material of the septum, or be imbibed from the ventricles, what is the use of the coronary arteries and veins, branches of which go to the septum itself, for its nourishment?” - (fr:198/p.121) [Se il sangue può permeare il materiale del setto, o essere assorbito dai ventricoli, a cosa servono le arterie e le vene coronarie, cui rami arrivano allo stesso setto, per il suo nutrimento?]
- Nel feto, dove tutti i tessuti sono più morbidi e lassi, la natura usa il forame ovale per far passare il sangue al ventricolo sinistro, quindi è improbabile che nell’adulto, con il setto diventato più duro per l’età, il sangue passi attraverso di esso:
“Specially noteworthy is this: if in the fetus, where everything is softer and more lax. Nature had to bring the blood to the left ventricle by the foramen ovale, from the vena cava through the pulmonary vein, how is it likely in the adult to pass so plentiously and with no effort through the cardiac septum, now denser with age?” - (fr:199/p.121, fr:200/p.121) [Particolarmente degno di nota è questo: se nel feto, dove tutto è più morbido e lasso, la natura ha dovuto portare il sangue al ventricolo sinistro attraverso il forame ovale, dalla vena cava attraverso la vena polmonare, com’è possibile che nell’adulto passi così abbondantemente e senza sforzo attraverso il setto cardiaco, ormai più denso per l’età?]
Il testo presenta anche note editoriali: la prima sottolinea la critica poco rispettosa di Harvey verso il proprio maestro Fabricius, la seconda rimanda all’opera di Fabricius De Respiratione (1602) e a un lavoro storiografico successivo sulla storia della fisiologia:
“Not quite as respectful of Fabricius (i 537-1619) as one would expect in a devoted pupil.” - (fr:188/p.120) [Non è abbastanza rispettoso nei confronti di Fabricius (1537-1619) come ci si aspetterebbe da un allievo devoto.]
“For a translation of the passage referred to (De Respirationeyi6o2), see M. Foster’s famous History of Physiology, Cambridge, 1901, p. ” - (fr:189/p.120) [Per una traduzione del passaggio citato (De Respiratione 1602), si veda la famosa Storia della Fisiologia di M. Foster, Cambridge, 1901, pag. ]
Il passaggio si interrompe bruscamente con un riferimento all’autorità di Galeno rimasto incompiuto:
“On the authority of Galen {de loc.” - (fr:201/p.122) [Sull’autorità di Galeno {de loc.]
6.1 Significato storico
Questo estratto è un esempio paradigmatico della metodologia empirica di Harvey, che rifiuta l’autorità apodittica dei maestri antichi e moderni per basare le proprie conclusioni su osservazioni anatomiche dirette. La confutazione dei pori settali e della funzione pneumatica della vena polmonare è un passaggio fondante per la dimostrazione della circolazione polmonare e poi sistemica, che ha rivoluzionato la fisiologia e la medicina moderne, superando la dottrina galenica che aveva dominato per oltre 1500 anni.
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[7.1-13-296|308]
7 Osservazioni anatomiche sul cuore tra sistema galenico, descrizioni vesaliane e studi sulla contrazione muscolare cardiaca
Analisi di passaggi di un trattato scientifico di fisiologia anatomica che descrive le osservazioni di Vesalio sul cuore e le meccaniche di contrazione dei ventricoli cardiaci.
Il testo apre con un’annotazione di valore storico sulla produzione di Andrea Vesalio, padre dell’anatomia moderna: si sottolinea come pur avendo descritto con precisione le strutture macroscopiche del cuore, egli cercò comunque di adattare queste osservazioni al modello interpretativo del sistema galenico, dominante nel campo della medicina fino all’epoca moderna (“It is interesting to note how Vesalius described fairly well the gross structures of the heart, and then fitted them as best he could into the Galenical system.” - (fr:297/p.131) [È interessante notare come Vesalio descrisse abbastanza bene le strutture macroscopiche del cuore, per poi adattarle al meglio nel sistema galenico]).
Nella parte successiva, il testo confuta la teoria allora diffusa secondo cui durante la funzione cardiaca le pareti dei ventricoli si gonfiano verso l’esterno, le cavità si dilatano e i ventricoli assumono forma di bicchiere a ventosa per aspirare il sangue al loro interno (“the bulge outward, the cavities dilate, the ventricles take the shape of cupping glasses, and suck the blood into them.” - (fr:298/p.131) [si gonfiano verso l’esterno, le cavità si dilatano, i ventricoli assumono la forma di bicchieri a ventosa, e aspirano il sangue al loro interno]). La confutazione si basa sull’analisi della funzione delle fibre muscolari cardiache: durante la contrazione, le fibre tendono a stringere il cuore e renderlo teso, ispessendo le pareti invece di ingrandire le cavità ventricolari (“But all the fibers constrict the heart at the same time that they make it tense, thus thickening the walls and substance rather than enlarging the ventricles.” - (fr:299/p.132) [Ma tutte le fibre stringono il cuore nello stesso momento in cui lo rendono teso, ispessendo quindi le pareti e la sostanza invece di ingrandire i ventricoli]).
Questa proprietà è spiegata dalla disposizione spirale delle fibre cardiache, che si estendono dall’apice alla base del cuore: durante la contrazione si raddrizzano, tirando l’apice verso la base e non facendo gonfiare le pareti verso l’esterno (“As the fibers stretch from the apex to the base of the heart, drawing the apex toward the base, they do not tend to make the walls bulge outwards, but rather the reverse, for all fibers spirally arranged become straight on contraction.” - (fr:300/p.132) [Poiché le fibre si estendono dall’apice alla base del cuore, tirando l’apice verso la base, non tendono a far gonfiare le pareti verso l’esterno, ma anzi il contrario, perché tutte le fibre disposte a spirale si raddrizzano durante la contrazione]). Si specifica che si tratta di una proprietà generale di tutte le fibre muscolari, che durante la contrazione si accorciano longitudinalmente, si ispessiscono e si distendono lateralmente, come osservabile nei ventri di tutti i muscoli (“This is true of all muscular fibers.” - (fr:301/p.132) [Questo vale per tutte le fibre muscolari]; “When they contract they shorten longitudinally and distend sidewise as they thicken, as noted in the bellies of muscles generally.” - (fr:302/p.132) [Quando si contraggono si accorciano longitudinalmente e si distendono lateralmente mentre si ispessiscono, come osservato generalmente nei ventri muscolari]).
Oltre alla direzione delle fibre e al loro ispessimento, esiste un secondo meccanismo che permette la contrazione ventricolare: accanto alle fibre circolari presenti nelle pareti, ci sono fasci di fibre diritte (chiamate nervi da Aristotele, osservate soprattutto nei ventricoli di animali di grandi dimensioni) che contraendosi tirano le superfici interne dei ventricoli l’una contro l’altra, come corde, permettendo di espellere il sangue con maggiore forza (“To this may be added that the ventricles are not constricted only by virtue of the direction and thickening of their walls.” - (fr:303/p.132) [A questo si può aggiungere che i ventricoli non sono ristretti solo in virtù della direzione e dell’ispessimento delle loro pareti]; “The walls contain solely circular fibers, but there are also bands containing only straight fibers, which are noted in the ventricles of larger animals and which are called nerves by Aristotle.^ When they contract together an excellent system is present to pull the internal surfaces closely together, as with cords, in order to eject the blood with greater force.” - (fr:304/p.132) [Le pareti contengono solo fibre circolari, ma ci sono anche fasci che contengono solo fibre diritte, che si osservano nei ventricoli di animali di grandi dimensioni e che Aristotele chiama nervi. Quando si contraggono insieme si ottiene un sistema eccellente per tirare le superfici interne strettamente l’una contro l’altra, come con corde, per espellere il sangue con maggiore forza]).
Una nota a piè di pagina classifica le strutture muscolari delle pareti interne dei ventricoli in tre categorie: 1) fili separati tesi attraverso la cavità (corde moderatrici, tipiche del ventricolo destro), 2) colonne sulle pareti (columnae carnae, a cui si fa riferimento nel passo precedente), 3) muscoli papillari, che si prolungano nelle corde tendinee collegate alle valvole cardiache, la cui funzione è aiutare la chiusura ermetica dei lembi valvolari (“^ The inside walls of the ventricles are ridged with many projecting bands of muscle tissue, arranged as (i) separate threads stretched across the cavity, the moderator bands especially noted in the right ventricle; (2) columns on the walls, the columnae carmae, which are probably referred to here, and (3) small elevations on the walls, papillary muscles^ which are prolonged in the chordae tendineae extending to the valves.” - (fr:305/p.132) [^ Le pareti interne dei ventricoli sono solcate da molti fasci sporgenti di tessuto muscolare, disposti come (1) fili separati tesi attraverso la cavità, le corde moderatrici osservate soprattutto nel ventricolo destro; (2) colonne sulle pareti, le columnae carnae, a cui si fa probabilmente riferimento qui, e (3) piccole elevazioni sulle pareti, i muscoli papillari che si prolungano nelle corde tendinee che si estendono alle valvole]; “The latter probably aid inclosing more exactly the valve flaps.” - (fr:306/p.132) [Questi ultimi probabilmente aiutano a chiudere più esattamente i lembi valvolari]).
Nel testo sono presenti anche riferimenti bibliografici: un riferimento parziale (fr:296/p.131) che riporta solo l’abbreviazione “zo” e la pagina 587 di una pubblicazione non specificata, e un riferimento completo al trattato Physiology di R. Burton-Opitz, edito nel 1920 a Filadelfia e Londra, consultato per le pagine 267-270 (fr:307/p.132, 308).
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[8.1-12-317|328]
8 Relazione tra sistole cardiaca e pulsazioni arteriose nel trattato sul moto del cuore e del sangue
Evidenze empiriche a sostegno della tesi della genesi cardiaca del polso arterioso, in contrasto con le dottrine mediche tradizionali.
Il testo, estratto dal capitolo 34 del trattato dedicato al moto del cuore e del sangue, riporta una serie di osservazioni sperimentali volte a dimostrare che le pulsazioni arteriose non sono un fenomeno attivo dei vasi, ma sono causate dall’eiezione di sangue da parte dei ventricoli cardiaci durante la loro fase di contrazione (sistole).
Tra le prime prove presentate vi è la corrispondenza tra l’arresto della funzione ventricolare e la cessazione del polso nel rispettivo distretto vascolare:
“A similar cessation of the pulse in the pulmonary artery occurs when the right ventricle stops.” - (fr:317/p.134) [Una simile cessazione del polso nell’arteria polmonare si verifica quando il ventricolo destro si arresta.]
Ulteriori conferme derivano da osservazioni di lesioni arteriose sperimentali: se un’arteria sistemica viene tagliata o perforata, il sangue schizza fuori in sincronia con la contrazione del ventricolo sinistro
“If any artery be cut or punctured, the blood spurts forcibly from the wound when the left ventricle contracts.” - (fr:319/p.134) [Se una qualsiasi arteria viene tagliata o perforata, il sangue schizza fuori con forza dalla ferita quando il ventricolo sinistro si contrae.]
mentre la stessa dinamica si osserva per l’arteria polmonare in corrispondenza della contrazione del ventricolo destro:
“Likewise, if the pulmonary artery is cut, blood vigorously squirts out when the right ventricle contracts.” - (fr:320/p.134) [Allo stesso modo, se l’arteria polmonare viene tagliata, il sangue schizza fuori vigorosamente quando il ventricolo destro si contrae.]
L’osservazione è valida anche per organismi non mammiferi, come dimostrato dal test sui pesci:
“In fishes, also, if the blood vessel leading from the heart to the gills is cut open, the blood will be seen to spurt out when the heart contracts.” - (fr:321/p.134) [Anche nei pesci, se il vaso sanguigno che porta dal cuore alle branchie viene aperto con un taglio, si osserva che il sangue schizza fuori quando il cuore si contrae.]
Anche l’arteriotomia praticata sull’uomo conferma la dinamica:
“Finally, in arteriotomy, the blood is seen squirted alternately far and near, the greater spurt coming with the distention of the artery, at the time the heart strikes the ribs.” - (fr:322/p.134) [Infine, nell’arteriotomia, si osserva che il sangue schizza alternativamente più lontano e più vicino, la spruzzata più ampia corrisponde alla distensione dell’arteria, nel momento in cui il cuore batte contro le costole.]
Questo intervallo di tempo corrisponde esattamente alla sistole cardiaca, fase in cui avviene l’espulsione del sangue dai ventricoli:
“This is the moment the heart contracts and is in systole, and it is by this motion that the blood is ejected.” - (fr:323/p.135) [Questo è il momento in cui il cuore si contrae ed è in sistole, ed è tramite questo movimento che il sangue viene espulso.]
Il dato contraddice in modo netto la dottrina medica diffusa prima delle ricerche in oggetto:
“Contrary to the usual teaching, it is clear from the facts, that the diastole of the arteries corresponds to the systole of the heart, and that the arteries are filled and distended by the blood forced into them by the contraction of the ventricles.” - (fr:324/p.135) [Contrariamente a quanto insegnato di solito, dai fatti è chiaro che la diastole delle arterie corrisponde alla sistole del cuore, e che le arterie sono riempite e distese dal sangue spinto al loro interno dalla contrazione dei ventricoli.]
Viene specificato che la distensione arteriosa è un fenomeno passivo, dovuto al riempimento del vaso come di un sacco, non a una espansione attiva simile a quella di un mantice:
“The arteries are distended because they are filled like sacs, not because they expand like bellows.” - (fr:325/p.135) [Le arterie si distendono perché sono riempite come sacche, non perché si espandono come mantici per il fuoco.]
Generalizzando i risultati, tutte le arterie del sistema circolatorio sistemico pulsano per la contrazione del ventricolo sinistro, mentre l’arteria polmonare pulsa per la contrazione del ventricolo destro:
“All the arteries of the body pulsate because of the same cause, the contraction of the left ventricle.” - (fr:326/p.135) [Tutte le arterie del corpo pulsano per la stessa causa, la contrazione del ventricolo sinistro.]
“Likewise the pulmonary artery pulsates because of the contraction of the right ventricle.” - (fr:327/p.135) [Allo stesso modo l’arteria polmonare pulsa per la contrazione del ventricolo destro.]
Per illustrare in modo semplice la dinamica della genesi del polso, viene proposta l’analogia del guanto che viene gonfiato soffiando al suo interno, per cui tutte le dita si distendono nello stesso momento, come accade per le arterie con l’onda di sangue generata dalla sistole:
“To illustrate how the beat in the arteries is due to the impulse of blood from the left ventricle, one may blow into a glove, distending all the fingers at one and the same time, like the pulse.” - (fr:328/p.135) [Per illustrare come il battito nelle arterie derivi dall’impulso del sangue dal ventricolo sinistro, si può soffiare in un guanto, distendendo tutte le dita nello stesso momento, come accade con il polso.]
Storicamente il testo fa parte del De Motu Cordis di William Harvey, pubblicato nel 1628: si tratta di uno dei passaggi chiave che hanno dimostrato per la prima volta in modo empirico la dinamica della circolazione sanguigna, confutando le teorie galeniche che dominavano la medicina occidentale da oltre 1500 anni.
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9 Analisi del capitolo sul movimento cardiaco e delle auricole: osservazioni sperimentali e contesto anatomico seicentesco
Estratto dal capitolo 4 di un trattato scientifico sul funzionamento del cuore, che riporta dati di osservazione su animali vivi e riferimenti al dibattito anatomico del XVII secolo legato alle scoperte di William Harvey sulla circolazione sanguigna.
Il testo si inserisce all’interno di un’opera dedicata alla fisiologia cardiaca, e apre il capitolo 4 specificando che, oltre ai movimenti del cuore già analizzati in precedenza, l’oggetto della trattazione sono anche i movimenti delle auricole, rilevati tramite sperimentazione animale:
“37 Chapter IV The Motion of the Heart and its Auricles as Noted in Animal Experimentation IN ADDITION to the motions of the heart alreadyconsidered, those of the auricles are also to be discussed.” - (fr:367/p.137) [37 Capitolo IV Il movimento del cuore e delle sue auricole come osservato nella sperimentazione animale Oltre ai movimenti del cuore già considerati, vanno discussi anche quelli delle auricole.]
Viene poi riportata la tesi di due anatomisti esperti del periodo, Caspar Bauhin e John Riolan, i quali hanno rilevato che nel cuore di un animale vivo si possono distinguere quattro movimenti differenziati per tempo e posizione: due relativi alle auricole e due ai ventricoli:
“It has been reported by two skilled anatomists, Caspar Bauhin {lib.” - (fr:368/p.138) [È stato riportato da due esperti anatomisti, Caspar Bauhin (lib.]
“2, cap.” - (fr:369/p.138) [2, cap.]
“21) and John Riolan^ {lib.” - (fr:370/p.138) [21) e John Riolan (lib.]
“8, cap.” - (fr:371/p.138) [8, cap.]
“7), that if the motions of the heart of a living animal are carefully watched, four movements distinct in time and place are to be seen, of which two belong to the auricles and two to the ventricles.” - (fr:372/p.138) [7), che se si osservano attentamente i movimenti del cuore di un animale vivo, si possono notare quattro movimenti distinti per tempo e posizione, di cui due appartengono alle auricole e due ai ventricoli.]
Seguono le note biografiche e di contesto sui due anatomisti citati:
Caspar Bauhin (1560-1624), professore di Botanica e Anatomia a Basilea, autore di Theatrum Anatomicum (1605), testo definito non originale ma affidabile:
“In spite of these authorities, there are ^ Caspar Bauhin (1560-1624) was Professor of Botany and Anatomy in Basle.” - (fr:373/p.138) [Nonostante queste autorità, c’è ^ Caspar Bauhin (1560-1624) era professore di Botanica e Anatomia a Basilea.]
“His Theatrum Anatomicum (1605) is an unoriginal but reliable text.” - (fr:374/p.138) [Il suo Theatrum Anatomicum (1605) è un testo non originale ma affidabile.]
John Riolan (1577-1657), considerato il principale anatomista del suo periodo, professore di Anatomia e Farmacia e decano della Facoltà di Medicina dell’Università di Parigi, figura conservatrice molto influente. Si oppose alle tesi di Harvey sulla circolazione sanguigna con le opere Encheiridium Anatomicum (1648) e Opuscula Anatomica Nova (1649), e fu l’unico critico a cui Harvey degnò di rispondere ufficialmente, pubblicando nel 1649 le Exercitationes duae anatomicae de circulatione sanguinis ad Jo. Riolanum:
“John Riolan (1577-1657) was generally regarded as the leading anatomist of his day.” - (fr:375/p.138) [John Riolan (1577-1657) era considerato generalmente il principale anatomista del suo tempo.]
“As Professor of Anatomy and Pharmacy, and Dean of the Medical Faculty of the University of Paris, he was an extremely influential conservative.” - (fr:376/p.138) [In qualità di professore di Anatomia e Farmacia, e decano della Facoltà di Medicina dell’Università di Parigi, era un conservatore estremamente influente.]
“On the basis of fairly reasonable arguments, he opposed Harvey’s views on the circulation in his Encheiridium Anatomicum (1648), and Opuscula Anatomica Nova (1649).” - (fr:377/p.138) [Sulla base di argomentazioni abbastanza ragionevoli, si oppose alle tesi di Harvey sulla circolazione nel suo Encheiridium Anatomicum (1648) e in Opuscula Anatomica Nova (1649).]
“This was the only criticism against which Harvey deigned to reply, in his Exercitationes duae anatomicae de circulatione sanguinis ad Jo.” - (fr:378/p.138) [Questa fu l’unica critica a cui Harvey degnò di rispondere, nel suo Exercitationes duae anatomicae de circulatione sanguinis ad Jo.]
“Riolanum (1649).” - (fr:379/p.138) [Riolanum (1649).]
Chiudono il testo i riferimenti bibliografici per approfondimenti: le opere di Harvey sono disponibili nella traduzione inglese curata da Robert Willis nel 1847 per la Sydenham Society, mentre per un resoconto accurato delle posizioni di Riolan si rimanda all’opera accademica di J.C. Dalton Doctrines of the Circulation, pubblicata a Filadelfia nel 1884:
“These are available in the beautiful English of Robert Willis’ 1847 translations of Harvey’s works for the Sydenham Society.” - (fr:380/p.138) [Queste opere sono disponibili nella bella traduzione inglese di Robert Willis del 1847 delle opere di Harvey per la Sydenham Society.]
“For an admirable account of Riolan’s views, see J. C. Dalton’s scholarly Doctrines of the Circulation, Phila.,” - (fr:381/p.138) [Per un eccellente resoconto delle posizioni di Riolan, si veda l’opera accademica di J.C. Dalton Doctrines of the Circulation, Filadelfia, ]
9.1 Significato storico
L’estratto testimonia il dibattito scientifico nel campo dell’anatomia e fisiologia cardiaca del XVII secolo, in particolare il confronto tra la teoria della circolazione sanguigna di Harvey, punto di svolta della medicina moderna, e le posizioni delle autorità anatomiche conservatrici del periodo. Conferma inoltre l’uso della sperimentazione animale come metodo di indagine anatomica già consolidato nel Seicento, e fornisce riferimenti bibliografici specifici per approfondire le diverse posizioni in campo.
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10 Osservazioni anatomiche ed embriologiche di William Harvey sul funzionamento del cuore e l’origine della vita
Estratto da un trattato sul moto del cuore e del sangue di William Harvey, corredato da riferimenti a osservazioni empiriche, confronti con la tradizione aristotelica e note di contesto storico e scientifico.
Il testo si apre con un riferimento al contesto storico del periodo in cui Harvey svolgeva le sue ricerche: “Galileo was forced to renounce his scientific ideas before a Papal tribunal in 1632, and in Germany the horrible Thirty Years War was in full swing.” - (fr:439/p.142) [Galileo fu costretto a rinnegare le sue idee scientifiche davanti a un tribunale papale nel 1632, e in Germania l’orribile Guerra dei Trent’anni era nel pieno del suo corso.]
La prima osservazione anatomica di Harvey riguarda un battito residuo che permane nel sangue contenuto nell’orecchietta destra anche dopo che il cuore e la stessa orecchietta hanno smesso di battere, finché il sangue resta impregnato di calore e spirito: “Besides this I have sometimes noticed, after the heart and even the right auricle had completely stopped beating, that a slight motion or palpitation remained in the blood in the right auricle, as long as it seemed imbued with heat and spirit.” - (fr:440/p.142) [Oltre a ciò ho talvolta notato che, dopo che il cuore e anche l’orecchietta destra avevano completamente smesso di battere, un leggero moto o palpitazione restava nel sangue nell’orecchietta destra, finché questo appariva impregnato di calore e spirito.]
Un fenomeno analogo viene riscontrato da Harvey nelle osservazioni embriologiche, in particolare sulle uova di gallina durante i primi sette giorni di cova: “Something similar is very apparent in embryology, as may be seen during the first seven days of the hatching of a hen’s egg.” - (fr:441/p.143) [Qualcosa di simile è molto evidente in embriologia, come si può osservare durante i primi sette giorni di cova di un uovo di gallina.] Come già notato da Aristotele, il primo segno di vita è una goccia di sangue pulsante: “First, before anything else, a drop of blood appears, which throbs, as Aristotle had noted.” - (fr:442/p.143) [Per prima cosa, prima di ogni altra cosa, appare una goccia di sangue che pulsa, come aveva notato Aristotele.] Con lo sviluppo dell’embrione si formano prima le orecchiette del cuore, che pulsano fin da subito, solo dopo alcuni giorni si forma il resto del cuore, che inizialmente è pallido, privo di sangue e non pulsa. La stessa dinamica viene rilevata anche in un embrione umano di tre mesi: “I have seen a similar condition in a human embryo about the beginning of the third month, the ventricles being pale and bloodless, but the auricles containing some purple blood.” - (fr:445/p.143) [Ho osservato una condizione simile in un embrione umano intorno all’inizio del terzo mese, i ventricoli erano pallidi e privi di sangue, ma le orecchiette contenevano un po’ di sangue viola.]
Sulla base di queste osservazioni Harvey confuta l’idea che il cuore intero sia il primo organo a vivere e l’ultimo a morire: “Whoever examines this matter closely will not say that the heart entirely is the first to live and the last to die, but rather the auricles (or that part corresponding to the auricles in serpents, fishes, and such animals) which live before the rest of the heart, and die after it.” - (fr:447/p.143) [Chiunque esamini questa questione attentamente non dirà che l’intero cuore è il primo a vivere e l’ultimo a morire, ma piuttosto le orecchiette (o la parte corrispondente alle orecchiette in serpenti, pesci e animali simili) che vivono prima del resto del cuore e muoiono dopo di esso.] Lo studioso esprime anche un dubbio sul fatto che la vita inizi con la palpitazione cardiaca, rilevando che anche il sangue o lo spirito hanno una palpitazione residua dopo la morte e che il fluido seminale ha un moto proprio come già notato da Aristotele.
Harvey collega queste dinamiche al principio aristotelico per cui la natura nel processo di morte torna indietro sui suoi passi verso il punto di partenza della generazione: “Nature in death turns back, retracing her steps, as Aristotle says (De Motu Animal., Cap. 8), and comes again to the place from which she started.” - (fr:449/p.144, fr:450/p.144) [La natura nella morte torna indietro, ripercorrendo i suoi passi, come dice Aristotele (De Motu Animal., cap. 8), e torna di nuovo nel luogo da cui era partita.] Ne deriva che ciò che si forma per ultimo nel processo di generazione muore per primo, e ciò che si forma per primo muore per ultimo.
Il testo riporta anche un’osservazione che supera la tradizione aristotelica: Harvey afferma di aver rilevato la presenza del cuore non solo negli animali più grandi con sangue, come affermato da Aristotele, ma anche in piccoli animali privi di sangue come lumache, granchi, gamberi, e anche in vespe, calabroni e mosche, dove ha osservato il cuore pulsare con l’ausilio di una lente: “I have observed that there is a heart in almost all animals, not only in the larger ones with blood, as Aristotle claims, but in the smaller bloodless ones also, as snails, slugs, crabs, shrimps, and many others. Even in wasps, hornets, and flies, have I seen with a lens a beating heart at the upper part of” - (fr:453/p.144, fr:454/p.144) [Ho osservato che c’è un cuore in quasi tutti gli animali, non solo in quelli più grandi con sangue, come sostiene Aristotele, ma anche in quelli più piccoli privi di sangue, come lumache, limacce, granchi, gamberi e molti altri. Anche in vespe, calabroni e mosche, ho visto con una lente un cuore pulsante nella parte superiore di]
Le note editoriali chiariscono il valore del lavoro di Harvey: pur essendo aristotelico negli aspetti filosofici, il suo lavoro non mira a individuare la sede anatomica dell’anima, anzi le sue dimostrazioni hanno posto fine a questa ricerca vana, come sottolineato da H. M. Brown nel Si evidenzia anche che le osservazioni embriologiche riportate nel testo saranno poi sviluppate nel trattato Exercitationes de generatione animalium pubblicato da Harvey nel 1651, e sono particolarmente rilevanti anche le sue osservazioni su anatomia e fisiologia degli invertebrati: “Note through here not only the remarkable embryological observations (later developed in his Exercitationes de generatione animalium, 1651), but also the extraordinary remarks on invertebrate anatomy and physiology.” - (fr:458/p.144) [Si noti qui non solo le notevoli osservazioni embriologiche (poi sviluppate nel suo Exercitationes de generatione animalium, 1651), ma anche le straordinarie considerazioni su anatomia e fisiologia degli invertebrati.]
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11 Osservazioni fisiologiche comparative e sul movimento cardiaco da trattato di anatomia moderna
Il testo è un estratto del trattato fondazionale sulla circolazione sanguigna di William Harvey, punto di svolta per la fisiologia moderna del XVII secolo.
Le prime osservazioni riguardano l’assenza di pulsazione in animali privi di sangue durante le stagioni fredde:
“It is to be noted that in winter and cold seasons, the bloodless animals, as the snail, show no pulsation.” - (fr:466/p.145) [Si nota che in inverno e nelle stagioni fredde, gli animali privi di sangue, come la lumaca, non mostrano alcuna pulsazione.]
“They seem to live like vegetables or those things called plant-animals.” - (fr:467/p.145) [Essi sembrano vivere come vegetali o quelle entità chiamate animali vegetali.]
Segue un principio di anatomia comparata sulla struttura cardiaca:
“It is also to be noted that an auricle or its analogue is present in all animals possessing a heart, and where there is a double ventricle, there are always two auricles, but not the reverse.” - (fr:468/p.145) [Si nota inoltre che un padiglione cardiaco o il suo analogo è presente in tutti gli animali dotati di cuore, e dove c’è un ventricolo doppio, ci sono sempre due padiglioni, ma non viceversa.]
Vengono poi presentate osservazioni sullo sviluppo embrionale del pulcino e sulla fisiologia di animali con organizzazione anatomica meno complessa:
“But turning to the development of the chick in the egg, there is, as I said, only a vesicle or auricle, at first, or a throbbing drop of blood, which, as growth progresses, becomes the heart.” - (fr:469/p.145) [Passando allo sviluppo del pulcino nell’uovo, inizialmente c’è, come ho detto, solo una vescicola o padiglione cardiaco, o una goccia di sangue pulsante, che, con il procedere della crescita, diventa il cuore.]
“So in some animals, not reaching the highest organization, as bees, wasps, snails, shrimps, and craw-fish, there is a throbbing vesicle or an alternately red and white point, as the mainstay of life.” - (fr:470/p.145) [Quindi in alcuni animali che non raggiungono il massimo livello di organizzazione, come api, vespe, lumache, gamberi e astici, c’è una vescicola pulsante o un punto alternativamente rosso e bianco, come sostegno della vita.]
Particolarmente innovativa per l’epoca è l’osservazione diretta del movimento cardiaco grazie a un piccolo calamaro trasparente:
“There is a small squid, called a shrimp in English, een gerneel in Flemish, which is caught at sea and in the Thames, whose entire body is transparent.” - (fr:471/p.145) [C’è un piccolo calamaro, chiamato shrimp in inglese, een gerneel in fiammingo, che viene pescato in mare e nel Tamigi, il cui intero corpo è trasparente.]
“Placing this creature in water, I have often shown some of my friends the movements of its heart with great clearness.” - (fr:472/p.145) [Mettendo questa creatura in acqua, ho spesso mostrato ad alcuni dei miei amici i movimenti del suo cuore con grande chiarezza.]
“Since the outside of the body did not block our view, we could observe the least tremor of the heart, as through a window.” - (fr:473/p.146) [Poiché l’esterno del corpo non ostacolava la vista, potevamo osservare il minimo tremore del cuore, come attraverso una finestra.]
È poi descritta l’osservazione dei rudimenti cardiaci nell’embrione di pulcino al quarto-quinto giorno di incubazione:
“I have seen the first rudiments of the chick as a little cloud in the hen’s egg about the fourth or fifth day of incubation, with the shell removed and the egg placed in clear warm water.” - (fr:474/p.146) [Ho visto i primi rudimenti del pulcino come una piccola nuvola nell’uovo di gallina intorno al quarto o quinto giorno di incubazione, dopo aver rimosso il guscio e immerso l’uovo in acqua tiepida limpida.]
“In the center of the cloud there was a throbbing point of blood, so trifling that it disappeared on contraction and was lost to sight, while on relaxation it appeared again like a red pin-point.” - (fr:475/p.146) [Al centro della nuvola c’era un punto di sangue pulsante, così minuscolo che scompariva durante la contrazione e si perdeva alla vista, mentre durante il rilassamento riappariva come un punto rosso delle dimensioni della punta di uno spillo.]
“Throbbing between existence and non-existence, now visible, now invisible, it was the beginning of life.” - (fr:476/p.146) [Pulsando tra esistenza e non esistenza, ora visibile ora invisibile, quello era l’inizio della vita.]
Infine, all’inizio del Capitolo V dedicato alle azioni e funzioni del cuore, viene esposta la sequenza della contrazione cardiaca derivata dalle osservazioni raccolte:
“FROM these and other observations I am convinced that the motion of the heart is as follows: First, the auricle contracts, and this forces the abundant blood it contains as the cistern and reservoir of the veins, into the ventricle.” - (fr:477/p.146) [Da queste e altre osservazioni sono convinto che il movimento del cuore sia il seguente: per prima cosa, il padiglione cardiaco si contrae, e questo spinge l’abbondante sangue che contiene, in quanto serbatoio e riserva delle vene, nel ventricolo.]
“This being filled, the heart raises itself, makes its fibers tense, contracts, and beats.” - (fr:478/p.147) [Una volta che questo è pieno, il cuore si solleva, tende le sue fibre, si contrae e batte.]
Storicamente il testo testimonia il passaggio dalla fisiologia tradizionale basata su autorità antiche alla fisiologia empirica moderna, fondata su osservazioni sistematiche su specie diverse, fasi di sviluppo embrionale e modelli animali adatti a visualizzare direttamente processi fisiologici altrimenti invisibili.
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12 Osservazioni sul passaggio sanguigno tra vene e arterie e sulla circolazione fetale nel trattato sul moto del cuore di William Harvey
Passaggio del trattato scientifico di William Harvey che dimostra l’esistenza di percorsi diretti per il trasferimento del sangue dalle vene alle arterie in animali senza polmoni e negli embrioni di animali con polmoni, confutando teorie anatomiche precedenti.
Il testo si apre con la scelta dell’autore di non riportare le sue osservazioni sulla struttura dei polmoni, non pertinenti al contesto:
“I have made notes on the excellent structure of their lungs, but they are not appropriate here.” - (fr:538/p.154) [Ho preso appunti sull’eccellente struttura dei loro polmoni, ma non sono pertinenti in questa sede.]
Il concetto cardine presentato inizialmente è che dall’anatomia degli animali si evidenzia come il sangue venga trasferito dalle vene alle arterie dal battito cardiaco, per una via completamente aperta, paragonabile a quella che si avrebbe nell’uomo se il setto interventricolare cardiaco fosse rimosso, rendendo i due ventricoli un’unica cavità:
“It is obvious in opening these animals that the blood is transferred from the veins to the arteries by the heart beat.” - (fr:539/p.154) [È evidente, aprendo questi animali, che il sangue viene trasferito dalle vene alle arterie dal battito cardiaco.]
“The way is wide open; there is no difficulty or hesitancy about it; it is the same as it would be in man were the septum of the heart perforated or removed, making one ventricle of the two.” - (fr:540/p.154) [La via è completamente aperta; non c’è difficoltà o incertezza al riguardo; è la stessa cosa che si avrebbe nell’uomo se il setto del cuore fosse perforato o rimosso, rendendo un unico ventricolo dei due.]
Dato che esistono più animali senza polmoni che con, e più animali con ventricolo cardiaco singolo che doppio, Harvey conclude che per la maggior parte delle specie esiste una via diretta per il passaggio del sangue dalla vene alle arterie attraverso la cavità cardiaca:
“Since there really are more animals without lungs than with them, and also more with a single ventricle in the heart than with two, it may be concluded that for the majority of animals, an open way exists for blood to pass through the cavity of the heart from the veins to the arteries.” - (fr:542/p.154) [Dato che in realtà ci sono più animali senza polmoni che con, e anche più con un ventricolo singolo nel cuore che con due, si può concludere che per la maggior parte degli animali esiste una via aperta per il passaggio del sangue attraverso la cavità del cuore dalle vene alle arterie.]
Lo stesso meccanismo si osserva anche negli embrioni di animali provvisti di polmoni, dove i vasi cardiaci hanno una connessione differente rispetto all’individuo adulto, come risaputo da tutti gli anatomisti:
“It is well known by all anatomists that the four blood vessels belonging to the heart, the vena cava, pulmonary artery, pulmonary vein, and aorta, are connected differently in the fetus than in the adult.” - (fr:544/p.154) [È risaputo da tutti gli anatomisti che i quattro vasi sanguigni appartenenti al cuore, la vena cava, l’arteria polmonare, la vena polmonare e l’aorta, sono collegati diversamente nel feto rispetto all’adulto.]
Harvey descrive per primo il forame ovale: un’anastomosi di forma ovale di dimensioni rilevanti che collega la vena cava alla vena polmonare, situata prima dell’ingresso della vena cava nel ventricolo destro, sopra l’uscita dal fegato. Questa apertura permette al sangue di fluire liberamente dalla vena cava alla vena polmonare, poi all’atrio sinistro e infine al ventricolo sinistro. Una membrana sottile e resistente, nel feto, pende in modo lasco dal lato della vena polmonare, permettendo il passaggio del sangue in una sola direzione e impedendo il reflusso, mentre nell’adulto aderisce ai bordi del forame chiudendolo e obliterandolo completamente:
“This is a good-sized oval-shaped hole opening a passage from the vena cava to the pulmonary vein, so that blood may freely flow from the one to the other, then into the left auricle of the heart, and then to the left ventricle.” - (fr:547/p.155) [Si tratta di un foro di forma ovale di dimensioni considerevoli che apre un passaggio dalla vena cava alla vena polmonare, così che il sangue possa fluire liberamente da una all’altra, poi nell’atrio sinistro del cuore, e poi nel ventricolo sinistro.]
“In the adult this blocks the foramen, and adhering on all sides, finally closes and obliterates it. In the fetus, however, this membrane hangs loosely, opening an easy way to the lungs and heart for the blood flowing from the vena cava, but at the same time blocking any passage back into that vein.” - (fr:549/p.155, 550) [Nell’adulto questa blocca il forame, e aderendo su tutti i lati, finisce per chiuderlo e obliterarlo. Nel feto però questa membrana pende in modo lasco, aprendo una via facile ai polmoni e al cuore per il sangue che fluisce dalla vena cava, ma al contempo bloccando ogni passaggio indietro nella vena.]
Il secondo passaggio fetale descritto è il dotto arterioso: un canale arterioso che si origina dall’arteria polmonare, dopo la sua uscita dal ventricolo destro e la sua divisione in due rami, e perfora l’aorta in senso obliquo. Nel feto questa struttura dà l’impressione dell’esistenza di due aorte che si originano dal cuore; dopo la nascita il dotto arterioso si restringe progressivamente fino a essere obliterato come i vasi ombelicali. All’interno del canale non ci sono membrane che impediscano il flusso in entrambe le direzioni, ma all’entrata dell’arteria polmonare ci sono tre valvole sigmoidee che si aprono verso l’esterno, permettendo il passaggio del sangue dal ventricolo destro all’aorta e impedendo il reflusso:
“It is like a third trunk added to these two, a sort of arterial canal passing obliquely toward and perforating the aorta.” - (fr:554/p.155) [È come un terzo tronco aggiunto a questi due, una sorta di canale arterioso che passa in modo obliquo verso l’aorta e la perfora.]
“At the entrance of the pulmonary artery, from which this canal extends, there are three sigmoid valves opening outwards, so the blood flows easily from the right ventricle into this vessel and the aorta, but by closing tightly they prevent any back flow from the arteries or lungs into the right ventricle.” - (fr:558/p.156) [All’entrata dell’arteria polmonare, da cui si estende questo canale, ci sono tre valvole sigmoidee che si aprono verso l’esterno, così che il sangue fluisce facilmente dal ventricolo destro in questo vaso e nell’aorta, ma chiudendosi ermeticamente impediscono ogni reflusso dalle arterie o dai polmoni nel ventricolo destro.]
Harvey confuta due teorie comunemente accettate al suo tempo relative a queste strutture fetali:
La tesi che i due passaggi servano a nutrire i polmoni, definita improbabile e incoerente dato che le strutture vengono obliterate nell’adulto, quando i polmoni sono più attivi e necessitano di più nutrimento:
“This is improbable and inconsistent, since they are closed up and obliterated in the adult, although the lungs then, because of their heat and motion, must be thought to require more nourishment.” - (fr:561/p.156) [Questo è improbabile e incoerente, dato che sono chiuse e obliterate nell’adulto, nonostante i polmoni allora, per il loro calore e movimento, si debba pensare che richiedano più nutrimento.]
La tesi che la natura avrebbe creato questi passaggi perché il cuore non batte negli embrioni, confutata dall’osservazione diretta del battito cardiaco in uova in schiusa e embrioni umani estratti dall’utero, confermata anche da Aristotele:
“Nature feels no such need, for in the hatching egg, and in the human embryo, removed quickly from the uterus at an autopsy, the heart beats just as in an adult.” - (fr:563/p.156) [La natura non sente alcun bisogno del genere, perché nell’uovo in schiusa, e nell’embrione umano rimosso velocemente dall’utero durante un’autopsia, il cuore batte proprio come nell’adulto.]
“Being part of the constitution of the heart, the pulse appears at its very beginning, as may be seen in animal experiments, and in the formation of the chick.” - (fr:566/p.156) [Facendo parte della costituzione del cuore, il polso appare al suo stesso inizio, come si può vedere negli esperimenti animali e nella formazione del pulcino.]
Viene poi segnalato che questi passaggi non si chiudono alla nascita in tutte le specie: in alcuni animali (oca, beccaccino, molti uccelli e piccoli mammiferi) rimangono aperti per mesi, anni o per tutta la vita, circostanza che ha fatto credere all’anatomista Botallo di aver scoperto un nuovo passaggio sanguigno dalla vena cava al ventricolo sinistro, convincendo per poco anche lo stesso Harvey quando ha osservato la struttura in topi adulti di grandi dimensioni.
Harvey riassume quindi che negli embrioni, finché i polmoni sono inattivi, la natura usa i due ventricoli cardiaci come se fossero uno solo, esattamente come avviene negli animali privi di polmoni:
“In embryos, then, while the lungs are as inert and motionless as though not present, Nature uses for transmitting blood the two ventricles of the heart as if they were one.” - (fr:572/p.157) [Negli embrioni, quindi, mentre i polmoni sono inerti e immobili come se non fossero presenti, la Natura usa per trasmettere il sangue i due ventricoli del cuore come se fossero uno solo.]
“The situation is the same in embryos of animals with lungs, while the lungs are not used, as in those animals themselves without lungs.” - (fr:579/p.157) [La situazione è la stessa negli embrioni di animali con polmoni, finché i polmoni non sono usati, come in quegli animali stessi che sono privi di polmoni.]
Una nota editoriale finale segnala che chiamare il dotto arterioso “dotto di Botallo” è un anacronismo, dato che la struttura era già conosciuta da Galeno, e sottolinea la grande precisione e abilità della descrizione della circolazione fetale fatta da Harvey:
“To call the structure ductus Botalli is an anachronism, as it was in fact well known to Galen.” - (fr:575/p.157) [Chiamare questa struttura dotto di Botallo è un anacronismo, dato che era in effetti già ben conosciuto da Galeno.]
“With what skill and precision Harvey describes the fetal circulation!” - (fr:578/p.157) [Con quanta abilità e precisione Harvey descrive la circolazione fetale!]
Storicamente questo passaggio costituisce una delle prove chiave della teoria della circolazione sanguigna presentata da Harvey nel 1628 nel suo trattato Exercitatio Anatomica de Motu Cordis et Sanguinis in Animalibus, opera che ha rivoluzionato l’anatomia e la medicina moderne, confutando le teorie galeniche che avevano dominato il campo per oltre 1500 anni. La descrizione dei passaggi fetali permetteva a Harvey di dimostrare l’esistenza di un passaggio diretto di sangue tra vene e arterie anche in specie provviste di setto interventricolare integro, prima della scoperta dei capillari sanguigni da parte di Marcello Malpighi.
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13 Evidenze empiriche e testimonianze galeniche sulla circolazione polmonare e la funzione delle valvole cardiache (trattato anatomico del 1631)
Estratto di trattato scientifico anatomico che dimostra il funzionamento della circolazione polmonare, fondando le sue tesi sia su osservazioni dirette da dissezione sia su riferimenti all’autorità di Galeno, per legittimare le sue conclusioni anche di fronte a pubblici scettici che accettano solo dati supportati da fonti autorevoli.
Gli autori fondano le loro conclusioni iniziali su evidenze empiriche derivate da dissezioni anatomiche e ragionamenti precedentemente esposti:
“He and I consider it evident from dissections and other reasons given previously.” - (fr:627/p.163) [Io e lui consideriamo che ciò sia evidente dalle dissezioni e da altre ragioni presentate in precedenza.]
Per convincere il pubblico che accredita solo tesi supportate da autorità scientifiche, viene riportata la testimonianza di Galeno, che conferma come il sangue passi dall’arteria polmonare alla vena polmonare, per poi entrare nel ventricolo sinistro e da qui nel resto delle arterie del corpo, grazie al battito cardiaco e al movimento dei polmoni durante la respirazione:
“Those who will agree to nothing unless supported by authority, may learn that this truth may be confirmed by the words of Galen himself, that not only may blood be transmitted from the pulmonary artery to the pulmonary vein, then into the left ventricle, and from there to the arteries, but that this is accomplished by the continual beat of the heart and the motion of the lungs in breathing.” - (fr:628/p.163) [Coloro che non accettano nulla se non supportato da autorità, possono apprendere che questa verità può essere confermata dalle parole di Galeno stesso: non solo il sangue può essere trasmesso dall’arteria polmonare alla vena polmonare, poi nel ventricolo sinistro, e da qui alle arterie, ma che questo avviene grazie al battito continuo del cuore e al movimento dei polmoni durante la respirazione.]
Un elemento anatomico chiave alla base di questo meccanismo è la presenza di valvole sigmoidee o semilunari all’orifizio dell’arteria polmonare, che impediscono al sangue pompato in quest’arteria di rifluire nel cuore:
“There are three sigmoid or semilunar valves at the opening of the pulmonary artery, which prevent blood forced into this pulmonary artery from flowing back into the heart.” - (fr:629/p.163) [Ci sono tre valvole sigmoidee o semilunari all’orifizio dell’arteria polmonare, che impediscono al sangue pompato in questa arteria polmonare di rifluire nel cuore.]
Le citazioni da Galeno, tratte dal De Usu Partium libro 6, esplicitano nel dettaglio la funzione di queste valvole: viene prima confermata l’esistenza di anastomosi, cioè giunzioni tra arterie e vene con passaggi piccolissimi e invisibili che permettono il passaggio di sangue e spirito:
“There is generally a mutual anastomosis or joining of the arteries and veins, and they transfer blood and spirit equally from each other by invisible and very small passages.” - (fr:633/p.163) [C’è generalmente un’anastomosi reciproca o unione tra arterie e vene, e trasferiscono sangue e spirito equamente l’uno dall’altra per passaggi invisibili e molto piccoli.]
Senza le valvole a sigmoide, il sangue non potrebbe passare attraverso questi pori durante la contrazione del torace, perché rifluirebbe nel cuore invece di essere spinto nei passaggi più piccoli:
“This could never happen if blood could flow back into the heart through the large opening of the pulmonary artery. Thus, its return through this great hole being blocked, and being compressed on every side, some of it filters into the arteries through these small pores.” - (fr:639/p.164, 640) [Questo non potrebbe mai accadere se il sangue potesse rifluire nel cuore attraverso l’ampio orifizio dell’arteria polmonare. Così, bloccato il suo ritorno attraverso questo grande foro, e compresso da tutte le parti, una parte di esso filtra nelle arterie attraverso questi piccoli pori.]
Galeno sottolinea anche che più forte è la contrazione del torace che spreme il sangue, più le valvole sigmoidee chiudono ermeticamente l’orifizio per evitare il riflusso:
“The more powerfully the thorax contracts, squeezing the blood, the more tightly do these membranes, the sigmoid valves, close the opening, so that nothing flows back.” - (fr:641/p.164) [Più potentemente il torace si contrae, spremendo il sangue, più strettamente queste membrane, le valvole sigmoidee, chiudono l’orifizio, così che nulla rifluisce.]
In assenza di queste valvole, il sangue compirebbe un percorso inutile, oscillando come la marea nel canale dell’Euripo durante le fasi di distensione e contrazione dei polmoni, con un grave danno alla funzione respiratoria:
“Unless the valves be present, much difficulty would follow. The blood would follow this long course in vain, flowing in during the distention of the lungs and filling all the vessels in it, outwards during the constrictions, and tide-like, as Euripus, flow back and forth in a way not suited to the blood. This may not seem of much importance. Respiratory function, however, would suffer, and this would be of no little significance […] Another serious inconvenience would follow if our Maker had not provided these valves, the blood would move backwards during expirations” - (fr:642/p.164, 643, 644, 645) [Se non ci fossero le valvole, seguirebbero molte difficoltà. Il sangue compirebbe questo lungo percorso invano, affluendo durante la distensione dei polmoni e riempiendo tutti i vasi in essi contenuti, uscendo durante le contrazioni, e come la marea, come l’Euripo, fluirebbe avanti e indietro in un modo non adatto al sangue. Questo potrebbe non sembrare molto importante. La funzione respiratoria, comunque, ne risentirebbe, e questo non sarebbe di poca importanza […] Seguirebbe un altro grave inconveniente se il nostro Creatore non avesse previsto queste valvole: il sangue si muoverebbe all’indietro durante le espirazioni.]
Galeno conferma infine la struttura generale del cuore, con quattro orifizi, due per ventricolo, uno in ingresso e uno in uscita, concepita per evitare al cuore lavoro inutile:
“Nature never wished to fatigue the heart with useless work, neither bringing anything unnecessarily to it, nor taking anything unnecessarily from it. Thus there are four openings, two in each ventricle, one of which leads into the heart, the other out of it.” - (fr:646/p.165, 647) [La Natura non ha mai voluto affaticare il cuore con lavoro inutile, né portandogli nulla di non necessario, né togliendogli nulla di non necessario. Così ci sono quattro orifizi, due per ogni ventricolo, uno dei quali conduce dentro il cuore, l’altro fuori.]
Viene anche segnalata la differenza anatomica tra i vasi collegati al cuore: quelli che entrano nel cuore hanno una tonaca semplice, quelli che escono hanno una tonaca doppia:
“One of the blood-vessels fastened on the heart has a simple tunic, the other leading from it has a double tunic.” - (fr:648/p.165) [Uno dei vasi sanguigni attaccati al cuore ha una tonaca semplice, l’altro che esce da esso ha una tonaca doppia.]
Il testo, datato 1631, rappresenta una testimonianza chiave del periodo di transizione tra la tradizione scientifica galenica ancora dominante e la nuova anatomia empirica: gli autori affiancano alle evidenze da dissezione i riferimenti all’autorità di Galeno per legittimare la tesi della circolazione polmonare, che sarebbe stata poi formalizzata compiutamente da William Harvey pochi anni dopo. Non si rilevano ambiguità o contraddizioni nel testo, né riferimenti a figure o illustrazioni.
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[14.1-13-719|731]
14 La dimostrazione quantitativa della circolazione sanguigna nell’opera di William Harvey
Estratto dall’edizione del 1741 del trattato sul moto del cuore e del sangue di William Harvey, riporta il passaggio chiave dell’argomentazione a sostegno della circolazione sanguigna, prima applicazione del metodo quantitativo nella storia della fisiologia.
L’argomentazione di Harvey si fonda su calcoli di frequenza cardiaca e volume di sangue pompato ad ogni battito, effettuati sia sull’uomo che su animali da esperimento. Per l’uomo viene osservato che la frequenza cardiaca è superiore a mille battiti ogni mezz’ora, con punte di fino a quattromila:
“The heart makes more than a thousand beats in a half hour, in some two, three, or even four thousand.” - (fr:719/p.174) [Il cuore compie più di mille battiti in mezz’ora, in alcuni casi due, tre o persino quattromila.]
Moltiplicando la frequenza per il volume di sangue pompato ad ogni contrazione (espresso in unità del sistema di pesi apotecario o di Troy, usato in Europa all’epoca), si ottiene che in mezz’ora il cuore immette nelle arterie una quantità di sangue sempre maggiore di quella presente nell’intero organismo:
“Multiplying by the drams, there will be in half an hour either 3,000 drams, 2,000 drams, five hundred ounces, or some other such proportionate amount of blood forced into the arteries by the heart, but always a greater quantity than is present in the whole body.” - (fr:720/p.174) [Moltiplicando per le dramme, in mezz’ora ci saranno 3000 dramme, 2000 dramme, cinquecento once, o un’altra quantità proporzionale di sangue pompata nelle arterie dal cuore, ma sempre una quantità maggiore di quella presente nell’intero corpo.]
Lo stesso calcolo viene ripetuto per animali come pecore e cani: ipotizzando che ad ogni battito vengano pompati uno scrupolo di sangue, in mezz’ora si raggiungono circa tre libbre e mezzo di sangue pompato, a fronte di un contenuto totale di sangue nella pecora di massimo quattro libbre:
“Likewise in a sheep or dog, suppose one scruple goes out with each stroke of the heart, then in half an hour 1,000 scruples or about three and a half pounds of blood^ would be ^ The Apothecaries or Troy weight is used: 3 scruples equal i dram; 8 drams equal i ounce; 12 ounces equal i pound.” - (fr:721/p.174) [Allo stesso modo in una pecora o un cane, supponendo che uno scrupolo esca ad ogni battito del cuore, in mezz’ora vengono pompati 1000 scrupoli o circa tre libbre e mezzo di sangue. Si usa il peso apotecario o di Troy: 3 scrupoli equivalgono a 1 dramma; 8 dramme equivalgono a 1 oncia; 12 once equivalgono a 1 libbra.]
“This was in I74I MOTION OF THE HEART AND BLOOD pumped out.” - (fr:722/p.174) [Il passo appartiene all’edizione del 1741 del trattato Moto del cuore e del sangue, in merito alla quantità di sangue pompata dal cuore.]
“But as I have determined in the sheep, the whole body does not contain more than four pounds of blood.” - (fr:723/p.175) [Ma come ho determinato per la pecora, l’intero corpo non contiene più di quattro libbre di sangue.]
Sulla base di questi dati, Harvey conclude che l’intera quantità di sangue deve per forza passare dalle vene alle arterie attraverso il cuore e i polmoni: anche allungando i tempi di passaggio a un’ora o a un giorno, la quantità di sangue che scorre per il cuore è comunque superiore a quella che può essere fornita dal cibo digerito o contenuta staticamente nelle vene:
“On this assumption of the passage of blood, made as a basis for argument, and from the estimation of the pulse rate, it is apparent that the entire quantity of blood passes from the veins to the arteries through the heart, and likewise through the lungs.” - (fr:724/p.175) [Sulla base di questa ipotesi di passaggio del sangue, posta come base dell’argomentazione, e dalla stima della frequenza del polso, è evidente che l’intera quantità di sangue passa dalle vene alle arterie attraverso il cuore, e allo stesso modo attraverso i polmoni.]
“But suppose this would not occur in half an hour, but rather in an hour, or even in a day, it is still clear that more blood continually flows through the heart than can be supplied by the digested food or be held in the veins at any one time.” - (fr:725/p.175) [Ma anche supponendo che questo non accada in mezz’ora, ma in un’ora, o persino in un giorno, rimane evidente che una quantità maggiore di sangue scorre continuamente attraverso il cuore di quanto possa essere fornita dal cibo digerito o contenuta nelle vene in un dato momento.]
Viene anche confutata l’obiezione che il cuore pompi quantità irrisorie di sangue o non pompi affatto in alcune contrazioni:
“It cannot be said that the heart in contracting sometimes pumps and sometimes doesn’t, or that it propels a mere nothing or something imaginary.” - (fr:726/p.175) [Non si può dire che il cuore in contrazione pompi a volte e a volte no, o che spinga solo niente o qualcosa di immaginario.]
“This point has been settled previously, and besides, it is contrary to common sense.” - (fr:727/p.175) [Questo punto è stato già dimostrato in precedenza, e inoltre è contrario al buon senso.]
Dato che i ventricoli si riempiono di sangue in diastole, per forza una quantità corrispondente (pari a un terzo, un sesto o un ottavo del volume ventricolare) viene espulsa in sistole, dal momento che i vasi non sono di dimensioni ridotte e le contrazioni sono frequenti:
“If the ventricles must be filled with blood in cardiac dilatation, something must always be pushed out in contraction, and not a little amount either, since the passages are not small nor the contractions few.” - (fr:728/p.175) [Se i ventricoli devono essere riempiti di sangue nella dilatazione cardiaca, qualcosa deve sempre essere spinto fuori nella contrazione, e neanche una quantità piccola, dato che i passaggi non sono piccoli e le contrazioni non sono poche.]
“This quantity expelled is some proportion of the contents of the ventricle, a third, a sixth, or an eighth, and an equivalent amount of blood must fill it up in diastole, general use in Europe.” - (fr:729/p.175) [Questa quantità espulsa è una proporzione del contenuto del ventricolo, un terzo, un sesto o un ottavo, e una quantità equivalente di sangue deve riempirlo in diastole, unità di misura di uso comune in Europa.]
Da un punto di vista storico, questo capitolo rappresenta il punto chiave dell’argomentazione di Harvey e la prima applicazione del metodo quantitativo nella fisiologia, introducendo un modello di ragionamento scientifico che diventerà centrale per la disciplina:
“This chapter is the crucial point in Harvey’s argument, and the first instance of the quantitive method in physiology.” - (fr:730/p.175) [Questo capitolo è il punto cruciale dell’argomentazione di Harvey, e la prima applicazione del metodo quantitativo nella fisiologia.]
“It introduced the most important method of reasoning in the science and demonstrated its most significant truth.” - (fr:731/p.175) [Ha introdotto il metodo di ragionamento più importante nella scienza e dimostrato la sua verità più significativa.]
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[15.1-17-735|751]
15 Gittata cardiaca e metodiche di misurazione: basi teoriche e studi scientifici dei primi anni ’20 del Novecento
Testo estratto da un trattato di fisiologia che combina i concetti fondanti della teoria della circolazione sanguigna con dati e ricerche aggiornate al 1925 sulla misurazione del volume di sangue pompato dal cuore.
Il volume di sangue pompato dal cuore per singolo battito viene presentato come un tema di massima rilevanza scientifica, per cui sono previsti approfondimenti futuri sulla base di osservazioni specifiche, come si legge nella frase:
“The amount pumped at a single beat, and the factors involved in increasing or diminishing it, may perhaps be more carefully studied later from many observations of mine.^ 2 This has remained a most important question ever since.” - (fr:735/p.176) [La quantità di sangue pompata per singolo battito, e i fattori coinvolti nel suo aumento o diminuzione, potranno forse essere studiati più accuratamente in seguito a partire da molte mie osservazioni. Questa è rimasta da allora una questione di massima importanza.]
Una review generale aggiornata al 1923 sul tema viene indicata nella pubblicazione di Y. Henderson:
“An excellent general review of the subject is Y. Henderson’s Volume Changes of the Heart, Physiol. Rev., 3: 165,” - (fr:736,737) [Un’ottima rassegna generale sul tema è Volume Changes of the Heart di Y. Henderson, Physiol. Rev., 3: 165, ]
Dati sperimentali indicano un valore standard di gittata sistolica abbastanza costante:
“Various types of experiments indicate a”stroke volume” of the heart of 5 to 2 cc. per kilo body weight, maintained with a fair degree of constancy.” - (fr:738,739) [Varie tipologie di esperimento indicano una “gittata sistolica” del cuore compresa tra 5 e 2 cc per chilo di peso corporeo, mantenuta con un buon grado di costanza.]
Viene poi riportato il concetto fondante della teoria della circolazione sanguigna, secondo cui il flusso di sangue è variabile in base a fattori diversi, e non può essere generato esclusivamente dall’assunzione di cibo, quindi deve necessariamente compiere un circuito chiuso:
“Meanwhile I know and state to all that the blood is transmitted sometimes in a larger amount, other times in a smaller, and that the blood circulates sometimes rapidly, sometimes slowly, according to temperament, age, external or internal causes, normal or abnormal factors, sleep, rest, food, exercise, mental condition, and such like.” - (fr:742/p.176) [Nel frattempo so e dichiaro a tutti che il sangue viene trasmesso talvolta in quantità maggiore, talvolta minore, e che circola talvolta velocemente, talvolta lentamente, in base a temperamento, età, cause esterne o interne, fattori normali o patologici, sonno, riposo, alimentazione, esercizio fisico, condizione mentale e simili.]
“But suppose even the smallest amount of blood be transmitted through the lungs and heart at a single beat, a greater quantity would eventually be pumped into the arteries and the body than could be furnished by the food consumed,^ unless by constantly making a circuit and returning.” - (fr:743/p.177) [Ma anche supponendo che la quantità minima di sangue sia trasmessa attraverso polmoni e cuore a ogni battito, una quantità maggiore verrebbe comunque pompata nelle arterie e nel corpo rispetto a quella che può essere fornita dal cibo consumato, a meno che non compia costantemente un circuito e ritorni.]
Sono poi presentate due metodiche di misurazione della gittata cardiaca, la prima sviluppata nel 1925 da Y. Henderson e H. Haggard basata sull’assorbimento di ioduro di etile, un gas leggermente solubile:
“In the effort to find a simple satisfactory method to measure cardiac output, Y. Henderson and H. Haggard (Amer, J. Physiol., 73: 193, 1925) propose the determination of the rate of absorption of a slightly soluble gas, suggesting ethyl iodide.” - (fr:740/p.176) [Nel tentativo di trovare un metodo semplice e soddisfacente per misurare la gittata cardiaca, Y. Henderson e H. Haggard (Amer, J. Physiol., 73: 193, 1925) propongono la determinazione della velocità di assorbimento di un gas leggermente solubile, suggerendo lo ioduro di etile.]
“The difference between the ethyl iodide content of inspired and expired air times the minute-volume of respiration gives the minute-volume of the gas absorbed.” - (fr:741/p.176) [La differenza tra il contenuto di ioduro di etile nell’aria inspirata e espirata per il volume minuto di respirazione restituisce il volume minuto di gas assorbito.]
“amount in arterial blood.” - (fr:744/p.177) [quantità nel sangue arterioso.]
“The minute-volume absorbed divided by the arterial concentration gives the volume flow per minute through the lungs, which divided by the pulse-rate gives the”stroke-volume” of the heart.” - (fr:745/p.177) [Il volume minuto assorbito diviso per la concentrazione arteriosa restituisce il flusso volumetrico minuto attraverso i polmoni, che diviso per la frequenza cardiaca restituisce la “gittata sistolica” del cuore.]
Per questa metodica viene anche indicato un riferimento supplementare su The Lancet dello stesso anno:
“See also the Lancet, 2: 1265 and 1317, Dec. 19 and 26,” - (fr:746/p.177) [Si veda anche The Lancet, 2: 1265 e 1317, 19 e 26 dicembre ]
La seconda metodica, di tipo radiologico, si basa su radiografie del cuore nelle fasi di sistole e diastole, sviluppata tra il 1920 e il 1923:
“The problem may also be solved in a relatively simple mechanical way, by x-ray pictures of the heart at systole and diastole (W. J. Meek and J. A. E. Eyster, Amer. J. Roentgenol., 7: 471, 1920; Amer. J. Physiol., 62: 400, 1923; P. Hodges and J. Eyster, Amer.” - (fr:747,748,749,750,751) [Il problema può anche essere risolto in un modo meccanico relativamente semplice, tramite radiografie del cuore in sistole e diastole (W. J. Meek e J. A. E. Eyster, Amer. J. Roentgenol., 7: 471, 1920; Amer. J. Physiol., 62: 400, 1923; P. Hodges e J. Eyster, Amer.]
[16]
[16.1-12-825|836]
16 Osservazioni sperimentali sugli effetti delle legature per flebotomia e sulla pressione sanguigna
Testo estratto da un trattato anatomico che descrive le procedure di applicazione delle legature per salasso, i risultati di esperimenti sul flusso sanguigno e il contributo del ricercatore Stephen Hales allo studio della pressione sanguigna.
Il testo si inserisce nel contesto degli studi sperimentali sul sistema circolatorio, coniugando la descrizione di pratiche mediche tradizionali (il salasso, o flebotomia) con l’osservazione quantitativa dei fenomeni emodinamici.
In primo luogo viene specificato l’ambito di utilizzo della tipologia di legatura analizzata:
“This type is used for”drawing,” in bloodletting.” - (fr:825/p.185) [Questa tipologia è usata per il “prelievo”, durante il salasso.]
Viene poi riportata la modalità corretta di applicazione della legatura per flebotomia:
“The proper ligature for phlebotomy is applied above the elbow in such a manner that the artery at the wrist may still be felt beating slightly.” - (fr:826/p.185) [La legatura adatta per la flebotomia viene applicata sopra il gomito in modo tale che l’arteria al polso possa ancora essere percepita mentre batte leggermente.]
Il testo presenta poi un protocollo sperimentale per osservare gli effetti delle legature sul flusso sanguigno, specificando che questi esperimenti permettono di evidenziare alcuni fattori coinvolti nella pressione sanguigna arteriosa e venosa, discusse in modo più approfondito nel capitolo XIII dell’opera:
“,^ Now, let an experiment be made on a man’s arm, using a bandage as in blood-letting, or grasping tightly with the hand.^ The best subject is one ’ These interesting experiments, discussed in a quantitative way in Chapter XIII, imply some of the factors involved in arterial and venous blood pressure.” - (fr:827/p.185) [Ora, si faccia un esperimento sul braccio di un uomo, usando una benda come nel salasso, o stringendo forte con la mano. Il soggetto migliore è uno Questi interessanti esperimenti, discussi in modo quantitativo nel Capitolo XIII, implicano alcuni dei fattori coinvolti nella pressione sanguigna arteriosa e venosa.]
Viene esplicitamente citato il primo studioso che ha attirato l’attenzione sulle relazioni meccaniche della pressione sanguigna, il reverendo Stephen Hales (1677-1761), figura chiave della fisiologia sperimentale moderna:
“Attention was sharply drawn to the mechanical relations of blood-pressure by the Rev.” - (fr:828/p.185) [L’attenzione è stata fortemente richiamata sulle relazioni meccaniche della pressione sanguigna dal reverendo.]
La frase successiva presenta una discontinuità dovuta a un errore di estrazione del testo, che fonde il riferimento al titolo dell’opera (“AN ANATOMICAL STUDY ON THE”) con la continuazione della descrizione del soggetto ideale per l’esperimento:
“Stephen Hales (1677-1761) and [fr:85/p.112] AN ANATOMICAL STUDY ON THE who is lean, with large veins, warm after exercise when more blood is going to the extremities and the pulse is stronger, for then all will be more apparent.” - (fr:829/p.185) [Stephen Hales (1677-1761) e [fr:85/p.112] UNO STUDIO ANATOMICO SU il soggetto è magro, con vene grandi, caldo dopo l’esercizio fisico quando più sangue affluisce alle estremità e il polso è più forte, perché in questo caso tutti gli effetti saranno più evidenti.]
Il protocollo sperimentale prosegue con l’applicazione della legatura alla massima tensione sopportabile dal soggetto:
“Under these conditions, place on a ligature as tightly as the subject can stand.” - (fr:830/p.186) [In queste condizioni, applica una legatura tanto forte quanto il soggetto può sopportare.]
Vengono riportate tre osservazioni correlate a questa condizione:
Assenza di pulsazione arteriosa nelle zone a valle della legatura: “Then it may be observed that the artery does not pulsate beyond the bandage, in the wrist or elsewhere.” - (fr:831/p.186) [A questo punto si può osservare che l’arteria non pulsa oltre la benda, al polso o in qualsiasi altra zona.]
Aumento della pulsazione e della pienezza dell’arteria subito sopra la legatura, dovuti all’accumulo di sangue bloccato dalla barriera: “Next, just above the ligature the artery is higher in diastole and beats more strongly, swelling near the ligature as if trying to break through and flood past the barrier.” - (fr:832/p.186) [Poi, appena sopra la legatura, l’arteria è più sollevata in diastole e batte più forte, gonfiandosi vicino alla legatura come se stesse cercando di sfondare e di scorrere oltre la barriera.] “The artery at this place seems abnormally full.” - (fr:833/p.186) [L’arteria in questa zona sembra anormalmente piena.]
Condizioni della mano a valle della legatura: “The hand, however, retains its natural color and appearance.” - (fr:834/p.186) [La mano, invece, mantiene il suo colore e il suo aspetto naturale.] “In a little time it begins to cool a bit, but nothing is”drawn” into it.” - (fr:835/p.186) [In poco tempo inizia a raffreddarsi leggermente, ma niente viene “attirato” al suo interno.]
Il protocollo si conclude con l’allentamento della legatura fino alla tensione media standard utilizzata per i salassi:
“After this bandage has been on for some time, loosen it to the medium tightness used, as I said, in blood-letting.” - (fr:836/p.186) [Dopo che questa benda è stata applicata per un po’ di tempo, allentala fino alla tensione media usata, come ho detto, nel salasso.]
Da un punto di vista storico, il testo costituisce una testimonianza del passaggio da una medicina basata su pratiche tradizionali a una fondata su sperimentazione sistematica, con particolare riferimento agli studi di fisiologia circolatoria del XVIII secolo. L’indicazione delle caratteristiche specifiche del soggetto ideale per l’esperimento dimostra inoltre la precoce attenzione alla standardizzazione dei protocolli di ricerca nel campo anatomico.
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17 Esperimenti con legature e dimostrazione della circolazione sanguigna nel trattato sul movimento del cuore e del sangue di William Harvey
Estratto da un trattato anatomico del XVII secolo, contenente le prove sperimentali alla base della teoria della circolazione sanguigna, basate sull’osservazione degli effetti di legature di diversa tensione applicate agli arti.
Il testo presenta una serie di osservazioni sperimentali condotte applicando legature al braccio di soggetti umani, da cui derivano conclusioni fondamentali sul funzionamento del sistema circolatorio.
Prima di tutto si descrive la differenza tra legatura stretta e legatura di media tensione:
“In the case of the tight bandage, the artery is distended and pulsates above it, not below; in the mediumly tight one, however, the veins become turgid and the arteries shrink below the ligature, never above it.” - (fr:855/p.187) [Nel caso di una benda stretta, l’arteria è distesa e pulsa al di sopra di essa, non al di sotto; in quella di media tensione invece, le vene diventano turgide e le arterie si restringono al di sotto della legatura, mai al di sopra.]
La distinzione è sintetizzata in seguito:
“This is the difference between a tight and medium bandage, the former not only blocks the flow of blood in the veins but also in the arteries, the latter does not impede the pulsating force from spreading beyond the ligature and carrying blood to the extremities of the body.” - (fr:865/p.188) [Questa è la differenza tra una benda stretta e una di media tensione: la prima blocca il flusso di sangue sia nelle vene che nelle arterie, la seconda non impedisce alla forza pulsatile di diffondersi oltre la legatura e di portare sangue alle estremità del corpo.]
Sia l’osservatore che il soggetto percepiscono il flusso sanguigno nel momento dell’allentamento della legatura:
“If one will place a finger on the artery as it beats at the edge of the bandage, the blood may be felt to flow under it at the moment of loosening.” - (fr:852/p.187) [Se si appoggia un dito sull’arteria che pulsa al margine della benda, si può sentire il sangue scorrere sotto di essa nel momento in cui viene allentata.]
“The subject, also, on whose arm the experiment is made, clearly feels, as the ligature is slackened, warmth and blood pulsing through, as though an obstacle has been removed.” - (fr:853/p.187) [Anche il soggetto sul cui braccio si svolge l’esperimento percepisce chiaramente, quando la legatura viene allentata, calore e sangue che pulsano attraverso, come se un ostacolo fosse stato rimosso.]
Da queste osservazioni si deriva la prima conclusione sulla direzione del flusso sanguigno: il sangue entra negli arti attraverso le arterie e ritorna al cuore attraverso le vene:
“From these facts any careful observer may easily understand that blood enters a limb through the arteries.” - (fr:857/p.187) [Da questi fatti ogni osservatore attento può facilmente capire che il sangue entra in un arto attraverso le arterie.]
“So it is clear that the bandage prevents the return of blood through the veins to the parts above it and keeps those below it engorged.” - (fr:863/p.188) [Quindi è chiaro che la benda impedisce il ritorno del sangue attraverso le vene alle parti al di sopra di essa e mantiene quelle al di sotto ingorgate.]
Si dimostra inoltre che il flusso avviene dalle arterie alle vene, non viceversa, e che esistono o anastomosi tra i due tipi di vasi o pori nei tessuti permeabili al sangue:
“This indicates that blood passes from arteries to veins, not the reverse, and that there is either an anastomosis of these vessels or pores in the flesh and solid parts permeable to blood.” - (fr:875/p.189) [Questo indica che il sangue passa dalle arterie alle vene, non il contrario, e che esiste o un’anastomosi di questi vasi o pori nella carne e nelle parti solide permeabili al sangue.]
Successivamente si spiega il cosiddetto potere “attrattivo” delle legature, che non è dovuto a calore, dolore o aspirazione da vuoto, ma semplicemente all’afflusso di sangue spinto dal cuore che non può tornare indietro per il blocco delle vene:
“The obvious cause of the”drawing” or abnormal swelling in the hand and fingers below the bandage is the forceful and copious influx of blood which cannot escape.” - (fr:885/p.190) [La causa ovvia del potere “attrattivo” o del gonfiore anomalo nella mano e nelle dita al di sotto della benda è l’afflusso forte e copioso di sangue che non può fuoriuscire.]
Questa spiegazione viene estesa anche ai gonfiori patologici e ai tumori, citando la dottrina di Avicenna per cui i gonfiori derivano da via di ingresso aperta e via di uscita chiusa, e viene riportato un episodio personale di tumore post traumatico alla testa come conferma:
“Immediately I felt, in the space of about twenty pulsations, a tumor the size of an egg but without either heat or great pain. It seems the blood was pushed out with an unusual amount and speed because of the nearness of the artery to the place of injury.” - (fr:892-893/p.191) [Immediatamente ho percepito, nello spazio di circa venti pulsazioni, un tumore grande come un uovo ma senza né calore né grande dolore. Sembra che il sangue sia stato spinto fuori in quantità e velocità insolite per la vicinanza dell’arteria al punto della ferita.]
Si applicano poi queste conclusioni alla pratica della flebotomia (salasso), spiegando perché si applica la legatura sopra il taglio e non sotto:
“Now it also appears why, in phlebotomy, if we wish the blood to flow longer and with greater force, we ligate above the cut, not below.” - (fr:894/p.191) [Ora appare anche perché nella flebotomia, se si vuole che il sangue scorra più a lungo e con maggiore forza, si lega sopra il taglio, non sotto.]
poiché la legatura blocca il ritorno venoso, gonfiando le vene che quindi espellono il sangue con forza quando vengono aperte.
Infine, le osservazioni servono come prova della circolazione sanguigna: si calcola che la quantità di sangue che fuoriesce da una singola vena in mezz’ora è maggiore di quella che può essere prodotta dal cibo consumato o di quella presente nell’intero corpo, per cui il sangue non può che fare un circuito attraverso il cuore:
“Since all these are continually supplied with fresh blood, which must flow through the lungs and ventricles of the heart, from the veins, it must be accomplished in a circuit, since the amount involved is much more than can be furnished from the food consumed, or than is needed for the nourishment of the parts.” - (fr:908/p.194) [Poiché tutti questi sono continuamente riforniti di sangue fresco, che deve scorrere attraverso i polmoni e i ventricoli del cuore, dalle vene, deve essere realizzato in un circuito, poiché la quantità coinvolta è molto maggiore di quella che può essere fornita dal cibo consumato, o di quella necessaria per il nutrimento delle parti.]
Ulteriore conferma viene dal fatto che in caso di svenimento, con battito cardiaco rallentato, il sangue non fuoriesce quasi per niente dalla vena aperta, perché la forza propulsiva del cuore è insufficiente a spingerlo sotto la legatura.
Significato storico: Il testo è un estratto chiave del De Motu Cordis di William Harvey, pubblicato nel 1628, l’opera che per prima dimostrò sperimentalmente l’esistenza della circolazione sanguigna, rovesciando oltre 1500 anni di dottrina galenica che riteneva il sangue prodotto dal fegato a partire dal cibo e consumato direttamente nei tessuti. Gli esperimenti con le legature sono uno dei fondamenti empirici della teoria di Harvey, poiché permettono di osservare direttamente la direzione del flusso sanguigno su soggetti vivi senza procedure invasive.
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[18.1-12-957|968]
18 Descrizione anatomica e funzione delle valvole venose
Trattato che riporta osservazioni dirette di dissezione e deduzioni sulla funzione delle valvole venose, con riferimento a un esperimento dimostrativo supportato da illustrazione.
Il testo inizia confutando l’ipotesi che le valvole venose abbiano la funzione di rallentare il flusso sanguigno proveniente dal centro del corpo, motivando che il flusso sarebbe comunque sufficientemente lento per via del passaggio da vasi di calibro maggiore a minore, dell’allontanamento dalla fonte di produzione e dello spostamento da zone più calde a più fredde:
“Nor are they present for slowing the flow of blood from the center of the body, for it seems likely it would flow slowly enough anyway, as it would then be passed from larger to smaller branches, become separated from the source and mass, and be moved from warmer to cooler places.” - (fr:957/p.199) [Esse non hanno neanche la funzione di rallentare il flusso di sangue dal centro del corpo, poiché è probabile che comunque scorrerebbe abbastanza lentamente, dato che passerebbe da rami più grandi a più piccoli, si separerebbe dalla fonte e dalla massa, e si sposterebbe da luoghi più caldi a più freddi.]
La funzione esclusiva delle valvole è invece identificata nella prevenzione del passaggio di sangue dalle vene più grandi a quelle più piccole (per evitare rotture o formazione di varici) e nell’impedimento del flusso centrifugo dal centro del corpo alla periferia, per favorire invece il flusso centripeto dalle estremità al centro:
“The valves are present solely that blood may not move from the larger veins into the smaller ones lest it rupture or varicose them, and that it may not advance from the center of the body into the periphery through them, but rather from the extremities to the center.” - (fr:958/p.199) [Le valvole esistono unicamente affinché il sangue non si muova dalle vene più grandi a quelle più piccoli per evitare di romperle o di causare varici, e affinché non proceda dal centro del corpo alla periferia attraverso di esse, ma piuttosto dalle estremità al centro.]
Questo meccanismo è garantito dal fatto che le valvole facilitano solo il movimento centripeto, bloccando completamente quello contrario:
“This latter movement is facilitated by these delicate valves, the contrary completely prevented.” - (fr:959/p.199) [Quest’ultimo movimento è facilitato da queste delicate valvole, mentre quello contrario è completamente impedito.]
Viene poi descritta la disposizione strutturale che permette il funzionamento: le valvole sono collocate in sequenza, in modo che il sangue che eventualmente superi le cuspidi di una valvola superiore viene bloccato dalla convessità della valvola immediatamente successiva:
“They are so situated that what may pass the horns of a set above is checked by those below, for whatever may slip past the edges of one set is caught on the convexity of those beyond, so it may not pass farther.” - (fr:960/p.199) [Esse sono disposte in modo che ciò che può passare dalle cuspidi di una valvola situata più in alto viene bloccato da quelle più in basso, poiché tutto ciò che può scivolare oltre i bordi di un gruppo di valvole viene catturato dalla convessità di quelle successive, in modo che non possa passare oltre.]
A supporto delle deduzioni vengono riportate le osservazioni dirette effettuate durante le dissezioni: è impossibile far passare una sonda dai tronchi venosi principali ai rami periferici per l’ostruzione delle valvole, mentre è molto semplice farlo nella direzione opposta:
“I have often noticed in dissecting veins, that no matter how much саге I take, it is impossible to pass a probe from the main venous trunks very far into the smaller branches on account of the valvular obstructions.” - (fr:961/p.199) [Ho spesso notato durante la dissezione delle vene che, per quanta cura ne impieghi, è impossibile far passare una sonda dai tronchi venosi principali molto in là nei rami più piccoli a causa delle ostruzioni valvolari.]
“On the contrary it is very easy to push it in the opposite direction, from the branches toward the larger trunks.” - (fr:962/p.199) [Al contrario è molto facile spingerla nella direzione opposta, dai rami verso i tronchi più grandi.]
La struttura delle valvole è descritta nel dettaglio: in molti punti sono presenti in coppia, e quando sono chiuse si congiungono perfettamente al centro della vena senza fessure, mentre cedono facilmente alla pressione di una sonda introdotta dalla periferia, aprendosi come chiuse di un fiume:
“In many places a pair of valves are so placed that when raised they join in the middle of the vein, and their edges are so nicely united that one cannot perceive any crack along their junction.” - (fr:963/p.199) [In molti punti una coppia di valvole è disposta in modo che, quando si sollevano, si congiungono al centro della vena, e i loro bordi sono uniti così perfettamente che non si può percepire nessuna fessura lungo la loro giunzione.]
“On the other hand, they yield to a probe introduced from without inwards and are easily released in the manner of flood-gates opposing a river flow.” - (fr:964/p.200) [D’altra parte, cedono a una sonda introdotta dall’esterno verso l’interno e si aprono facilmente alla maniera di chiuse che si oppongono al flusso di un fiume.]
Viene poi ribadito che la struttura delle valvole impedisce qualsiasi riflusso di sangue dal cuore e dalla vena cava verso la periferia, in qualsiasi direzione (verso testa, piedi o braccia), e favorisce esclusivamente il passaggio dalle vene piccole a quelle grandi:
“So they intercept, and when tightly closed, completely prevent in many places a flow of blood back from the heart and vena cava.” - (fr:965/p.200) [Quindi esse intercettano, e quando sono chiuse ermeticamente, impediscono completamente in molti punti il flusso di sangue di ritorno dal cuore e dalla vena cava.]
“They are so constituted that they can never permit blood to move in the veins from the heart upwards to the head, downwards toward the feet, or sidewise to the arms.” - (fr:966/p.200) [Esse sono costituite in modo da non permettere mai al sangue di muoversi nelle vene dal cuore verso l’alto alla testa, verso il basso ai piedi, o lateralmente verso le braccia.]
“They oppose any movement of blood from the larger veins toward the smaller ones, but they favor and facilitate a free and open route starting from the small veins and ending in the larger ones.” - (fr:967/p.200) [Esse si oppongono a qualsiasi movimento di sangue dalle vene più grandi verso quelle più piccole, ma favoriscono e facilitano una via libera e aperta che inizia dalle vene piccole e finisce in quelle più grandi.]
Infine, viene annunciata una dimostrazione sperimentale più chiara delle funzioni descritte, tramite la legatura di un braccio di un soggetto come per l’operazione di salasso, con un riferimento a un’illustrazione esplicativa, la cui citazione è interrotta nel testo pervenuto:
“This fact may be more clearly shown by tying off an arm of a subject as if for blood-letting (^, yf, fig.” - (fr:968/p.200) [Questo fatto può essere mostrato più chiaramente legando un braccio di un soggetto come per il salasso (^, yf, fig.]
Si tratta di una testimonianza chiave della ricerca anatomica del XVII secolo, attribuibile all’ambito degli studi di William Harvey sulla circolazione sanguigna: le osservazioni empiriche riportate confutano le teorie galeniche precedenti sul flusso alternante del sangue nelle vene, confermando il senso di percorrenza centripeto alla base della teoria della circolazione.
[19]
[19.1-19-970|988]
19 Esperimenti sulle valvole venose e direzione del flusso sanguigno dal trattato sul moto del cuore e del sangue
Descrizione di prove sperimentali ripetibili su braccio bendato, volte a dimostrare la funzione delle valvole delle vene e la direzione del flusso sanguigno verso il cuore.
Il testo riporta una serie di osservazioni e esperimenti condotti per analizzare la struttura e il funzionamento delle valvole venose, prima di tutto descrivendo la loro manifestazione esterna:
“There will appear at intervals (especially in rustics) knots, or swellings, like nodules (B, C, D, E, F), not only where there is branching (E, F), but also where none occurs (C, D), These are caused by the valves, appearing thus on the surface of the hand and arm.” - (fr:970/p.200) [Appaiono a intervalli (soprattutto nelle persone che svolgono lavori manuali) nodi o gonfiori simili a noduli (B, C, D, E, F), non solo dove ci sono biforcazioni delle vene (E, F), ma anche dove non ce ne sono (C, D). Questi sono causati dalle valvole, che appaiono così sulla superficie della mano e del braccio.]
Tutti gli esperimenti sono corredati da riferimenti a figure illustrative che riportano le posizioni delle dita e le porzioni di vena interessate, come indicato nel testo.
La prima prova consiste nel premere sotto un nodulo per allontanare il sangue dalla zona:
“If you will clear the blood away from a nodule or valve by pressing a thumb or finger below it, flow back is entirely prevented by the valve, and that the part of the vein between the swelling and the finger (H, O, fig. 2), disappears, while above the swelling or valve it is well distended (0, G).” - (fr:971/p.200, 972) [Se si allontana il sangue da un nodulo o valvola premendo con un pollice o un dito sotto di esso, il reflusso è completamente impedito dalla valvola, e la parte di vena tra il gonfiore e il dito (H, O, fig.2) scompare, mentre sopra il gonfiore o valvola è ben distesa (O, G).]
Una successiva prova conferma l’impossibilità di far passare il sangue attraverso la valvola in direzione opposta a quella di flusso naturale:
“Keeping the vein thus empty of blood, if you will press downwards against the valve, (O, fig. 3) by a finger of the other hand on the distended upper portion (K, fig. 3), you will note that nothing can be forced through the valve. The greater effort you make the more the vein is distended toward the valve, but you will observe that it stays empty below it” - (fr:973/p.200, 974, 975) [Mantenendo la vena così vuota di sangue, se si preme verso il basso contro la valvola (O, fig.3) con un dito dell’altra mano sulla porzione superiore distesa (K, fig.3), si noterà che non si può far passare nulla attraverso la valvola. Più forza si applica più la vena si distende verso la valvola, ma si osserverà che rimane vuota sotto di essa.]
Da queste prime prove si deduce che la funzione delle valvole venose è identica a quella delle valvole semilunari dell’aorta e dell’arteria polmonare: impedire il reflusso del sangue.
Una terza prova conferma la direzione del flusso sanguigno nelle vene:
“Further, with the arm bound as before and the veins swollen, if you will press on a vein a little below a swelling or valve (L, fig. 4) and then squeeze the blood upwards beyond the valve (N) with another finger (M), you will see that this part of the vein stays empty, and that no back flow can occur through the valve […] as soon as the finger […] filled from below (as in D, C, fig. i).” - (fr:976/p.203, 977, 978) [Inoltre, con il braccio bendato come prima e le vene gonfie, se si preme su una vena poco sotto un gonfiore o valvola (L, fig.4) e poi si spinge il sangue verso l’alto oltre la valvola (N) con un altro dito (M), si vedrà che questa parte della vena rimane vuota, e che non può avvenire alcun reflusso attraverso la valvola […] non appena si rimuove il dito […] si riempie dal basso (come in D, C, fig.1).]
La conclusione principale riportata è la seguente:
“Thus it is clearly evident that blood moves through the veins toward the heart, from the periphery inwards, and not in the opposite direction.” - (fr:979/p.203) [Quindi è chiaramente evidente che il sangue si muove attraverso le vene verso il cuore, dalla periferia verso l’interno, e non nella direzione opposta.]
Viene anche specificato che alcune valvole potrebbero non chiudersi perfettamente o essere presenti singolarmente, quindi non bloccare adeguatamente il flusso dal cuore, ma la maggior parte svolge correttamente la sua funzione, e le valvole meno efficaci sono compensate da una maggiore frequenza o da un funzionamento migliore delle valvole successive:
“The valves in some places, either because they do not completely close, or because they occur singly, do not seem adequate to block a flow of blood from the center, but the majority certainly do. At any rate, wherever they seem poorly made, they appear to be compensated […] for in some way, by the greater frequency or better action of the succeeding valves. So, as the veins are the wide open passages for returning blood to the heart, they are adequately prevented from distributing it from the heart.” - (fr:980/p.203, 981, 982) [Le valvole in alcuni punti, o perché non si chiudono completamente, o perché sono presenti singolarmente, non sembrano adeguate a bloccare un flusso di sangue dal centro, ma la maggior parte certamente lo fa. In ogni caso, dove sembrano meno funzionali, appaiono compensate in qualche modo, dalla maggiore frequenza o dal funzionamento migliore delle valvole successive. Quindi, poiché le vene sono i passaggi ampi per il ritorno del sangue al cuore, sono adeguatamente impedite dal distribuirlo dal cuore.]
Infine viene riportata un’ultima prova di conferma ripetibile velocemente più volte:
“Above all, note this. With the arm of your subject bound, the veins distended, and the nodes or valves prominent, apply your thumb to a vein a little below a valve so as to stop the blood coming up from the hand, and then with your finger press the blood from that part of the vein up past the valve (L, N, fig.4), as was said before. Remove your thumb (L), and the vein at once fills up from below (as in D, C, fig. i). Again compress with your thumb, and squeeze the blood out in the same way as before (L, N, repeat times as quickly as possible.” - (fr:983/p.204, 984, 985, 986, 987, 988) [Soprattutto, nota questo. Con il braccio del soggetto bendato, le vene distese e i nodi o valvole prominenti, applica il pollice su una vena poco sotto una valvola in modo da bloccare il sangue che sale dalla mano, e poi con il dito spingi il sangue da quella parte della vena verso l’alto oltre la valvola (L, N, fig.4), come detto prima. Rimuovi il pollice (L), e la vena si riempie immediatamente dal basso (come in D, C, fig.1). Comprimi di nuovo con il pollice, e spingi fuori il sangue nello stesso modo di prima (L, N, ripeti tutte le volte che vuoi il più velocemente possibile.)
19.1 Significato storico
Il testo è un estratto del trattato De Motu Cordis di William Harvey, pubblicato nel Queste prove sperimentali rappresentano una delle basi empiriche che hanno permesso di confutare la teoria millenaria di Galeno sul movimento del sangue, dimostrando per la prima volta in modo dimostrabile l’esistenza della circolazione sanguigna e la funzione specifica delle valvole venose, fino a quel momento sconosciuta o mal interpretata.
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[20.1-20-1007|1026]
20 Il ruolo del cuore come sorgente di calore vitale e centro della circolazione sanguigna
Estratto dal trattato Sul moto del cuore e del sangue di William Harvey, che illustra la funzione rigenerativa del cuore per il sangue periferico e la sua centralità per la sopravvivenza dell’organismo.
Il testo si apre con la conclusione di una citazione dell’opera De Animalibus di Aristotele (libro 2), che afferma che il sangue si trova “in the periphery of the body, far from its source” - (fr:1007/p.206, fr:1008/p.206) [nella periferia del corpo, lontano dalla sua sorgente]. Viene poi enunciato il principio generale che lega movimento, calore e spirito vitale, base delle argomentazioni successive:
“We note that motion always generates and preserves heat and spirit, while in quietness they disappear.” - (fr:1009/p.206) [Si nota che il movimento genera e preserva sempre calore e spirito, mentre con la quiete questi scompaiono.]
Su base di questo principio, si spiega che il sangue che raggiunge le estremità del corpo tende a raffreddarsi, perdere spirito e addensarsi, come si osserva empiricamente nei casi di esposizione a temperature molto basse:
“So the blood, in the extremities, thickens from the cold and loses its spirit, as in death.” - (fr:1010/p.206) [Quindi il sangue, nelle estremità, si addensa per il freddo e perde il suo spirito, come nella morte.]
“We often see the extremities so chilled by a cold atmosphere that the hands, nose, and cheeks seem deathly blue.” - (fr:1012/p.207) [Spesso si vede le estremità così raffreddate da un’atmosfera fredda che mani, naso e guance appaiono di un blu cadaverico.]
“The blood in them, stagnating as in the lower parts of a corpse, become livid.” - (fr:1013/p.207) [Il sangue al loro interno, stagnante come nelle parti inferiori di un cadavere, diventa livido.]
“The limbs are sluggish and are moved with difficulty, so that they seem almost deprived of life.” - (fr:1014/p.207) [Gli arti sono intorpiditi e si muovono con difficoltà, tanto da sembrare quasi privi di vita.]
Per ripristinare le condizioni vitali del sangue e delle estremità, è quindi necessario che il sangue raffreddato torni alla sua sorgente, il cuore, per ricevere nuovo calore e spirito:
“Thus it must come back to its source and origin to take up heat or spirit or whatever else it needs to be refreshened.” - (fr:1011/p.207) [Quindi deve tornare alla sua sorgente e origine per ricevere calore o spirito o qualunque altra cosa di cui ha bisogno per essere rinfrescato.]
“Thus the heart really is the center where this exhausted blood recovers life and heat, as Aristotle says {De Respirat., lib. 2).” - (fr:1018/p.207, fr:1019/p.207) [Quindi il cuore è veramente il centro dove questo sangue esaurito recupera vita e calore, come dice Aristotele (De Respirat., libro 2).]
Il sangue rigenerato dal cuore, inviato attraverso le arterie, spinge il sangue stagnante e raffreddato nelle estremità, ripristinando la vitalità di tutte le parti del corpo. Viene quindi affermata la centralità assoluta del cuore per la salute dell’organismo:
“New blood imbued with heat and spirit by it and sent out through the arteries, forces onwards the chilled and stagnant stuff, and the failing warmth and vitality is restored in all parts of the body.” - (fr:1020/p.207) [Il nuovo sangue impregnato di calore e spirito dal cuore e inviato attraverso le arterie, spinge in avanti la materia raffreddata e stagnante, e il calore e la vitalità in calo vengono ripristinati in tutte le parti del corpo.]
“Hence as long as the heart is uninjured, life and health can be restored to the body generally, but if it is exhausted or harmed by any severe affliction, the whole body must suffer and be injured.” - (fr:1021/p.207) [Quindi finché il cuore è intatto, la vita e la salute possono essere ripristinate nell’intero corpo, ma se è esaurito o danneggiato da una qualunque affezione grave, l’intero corpo deve soffrire e essere danneggiato.]
Una nota editoriale inserita nel testo specifica che questa affermazione è l’unico punto chiaro in un capitolo per il resto influenzato da speculazioni della filosofia naturale tradizionale.
“when the source is damaged, nothing, as Aristotle says {De Pari. Animal. lib. ), can help it or anything depending on it.” - (fr:1022/p.207, fr:1023, fr:1024, fr:1025/p.208) [quando la sorgente è danneggiata, niente, come dice Aristotele (De Partibus Animalium, libro [non indicato]), può aiutare essa o qualunque cosa dipenda da essa.]
Infine, si ipotizza che questa dipendenza di tutto l’organismo dallo stato del cuore sia la causa dei disturbi corporei legati a stati emotivi negativi:
“Perhaps, by the way, this is the reason why anguish, love, jealousy, worry, and similar mental states are accompanied by emaciation, wasting away, and other bodily changes predisposing to disease and consumption in men.” - (fr:1026/p.208) [Forse, tra l’altro, questa è la ragione per cui angoscia, amore, gelosia, preoccupazione e stati mentali simili sono accompagnati da dimagrimento, deperimento e altri cambiamenti corporei che predispongono a malattie e tisi negli uomini.]
20.1 Significato storico
Il brano è un passaggio chiave del trattato fondativo della teoria della circolazione sanguigna di William Harvey (1628): anche se mantiene riferimenti alla tradizione aristotelica (concetto di spirito vitale, calore come principio vitale, citazioni delle opere del filosofo greco), per la prima volta si lega l’osservazione empirica del comportamento del sangue nelle estremità alla necessità di un movimento circolare continuo centrato sul cuore, superando le teorie galeniche precedenti che ritenevano il sangue prodotto dal fegato e consumato direttamente nelle periferie del corpo.
[21]
[21.1-17-1072|1088]
21 Funzione epatica e sviluppo fetale nel trattato sul moto del cuore e del sangue
Il testo espone osservazioni anatomiche sulle differenze di funzionamento del fegato tra organismi adulti e feti, corredate da prove empiriche su feti umani e embrioni di uccello.
Il discorso si apre con un’analogia aristotelica per spiegare la non rilevabilità del chimo nelle vene mesenteriche: “it is more comparable, as Aristotle says, to adding a single drop of water to a cask of wine, or the reverse.” - (fr:1073/p.212) [è più simile, come dice Aristotele, all’aggiunta di una singola goccia d’acqua a una botte di vino, o viceversa]. La miscela di quantità così sproporzionate non produce un composto nuovo, per cui “Then the total is not a mixture, but remains either wine or water.” - (fr:1074/p.213) [In tal caso l’insieme non è una miscela, ma rimane o vino o acqua]. È per questo motivo che nelle dissezioni delle vene mesenteriche non si rileva chimo separato o mescolato al sangue: “So in dissecting the mesenteric veins, chyme and blood are not found either separately or mixed, but only the same blood in color and consistency as appears in the other veins.” - (fr:1075/p.213) [Perciò nella dissezione delle vene mesenteriche, chimo e sangue non si trovano né separati né mescolati, ma solo lo stesso sangue per colore e consistenza che compare nelle altre vene].
Negli organismi adulti il fegato ha la funzione di processare le piccole quantità di materiale non digerito presenti nel sangue proveniente dall’intestino per evitare danni al cuore: “Still, since there is some chyle or unconcocted material, however small, in this.” - (fr:1076/p.213) [Ciononostante, poiché c’è del chilo o materiale non digerito, per quanto piccolo, in questo] e “Nature has interposed the liver, in whose winding passages it delays and undergoes more change, lest coming too quickly in the rough to the heart, it suppress vitality.” - (fr:1077/p.213) [La natura ha interposto il fegato, nelle cui vie tortuose esso rimane e subisce ulteriori trasformazioni, per evitare che arrivi troppo velocemente allo stato grezzo al cuore, sopprimendone la vitalità].
Una delle osservazioni più rilevanti è l’assenza di funzionalità epatica nei feti: “Hence there is almost no use for the liver in the embryo.” - (fr:1078/p.213) [Da qui deriva che nel feto il fegato non ha quasi alcuna funzione]. La motivazione risiede nella struttura della vena ombelicale, che bypassa il fegato tramite anastomosi con la vena porta, permettendo al sangue fetale proveniente dall’intestino, mescolato a quello materno della placenta, di arrivare direttamente al cuore senza passare per i tessuti epatici: “The umbilical vein clearly passes right through the liver, with an opening or anastomosis to the portal vein, so that fetal blood returning from the intestines does not flow through the liver, but mixed with maternal blood from the placenta goes to the heart through this umbilical vein.” - (fr:1079/p.213) [La vena ombelicale chiaramente attraversa direttamente il fegato, con un’apertura o anastomosi con la vena porta, per cui il sangue fetale che ritorna dall’intestino non scorre attraverso il fegato, ma mescolato con il sangue materno della placenta va al cuore attraverso questa vena ombelicale].
A conferma della non priorità del fegato nello sviluppo embrionale, viene riportato che si tratta di uno degli ultimi organi a formarsi: “So in the development of the fetus, the liver is among the last parts formed.” - (fr:1080/p.213) [Perciò nello sviluppo del feto, il fegato è tra le ultime parti a formarsi]. Nel feto umano, anche quando tutti gli altri organi, compresi i genitali, sono già delineati, il fegato è ancora presente solo come macchia di sangue irregolare: “In the human fetus we often see all the organs fully marked out, even the genitals, while there is still almost no trace of the liver.” - (fr:1081/p.213) [Nel feto umano si vedono spesso tutti gli organi completamente delineati, anche i genitali, mentre non c’è ancora quasi traccia del fegato] e “At the time when all the organs, even the heart, appear white, and there is no sign of redness anywhere except in the veins, you will see nothing where the liver should be except an irregular spot like blood spilled out of a ruptured vein.” - (fr:1082/p.213) [Nel periodo in cui tutti gli organi, anche il cuore, appaiono bianchi, e non c’è segno di rossore da nessuna parte tranne che nelle vene, non si vedrà nulla dove dovrebbe essere il fegato tranne una macchia irregolare come sangue versato da una vena rotta].
Osservazioni analoghe sono riportate per gli embrioni di uccello: nell’uovo in sviluppo sono presenti due vene ombelicali, una che bypassa il fegato portando il nutrimento dall’albume al cuore, l’altra che dal tuorlo arriva alla vena porta: “In the developing egg there are two umbilical veins, one passing through the liver directly to the heart from the white of the egg, the other from the yolk ending in the portal vein.” - (fr:1083/p.213) [Nell’uovo in sviluppo ci sono due vene ombelicali, una che attraversa il fegato direttamente fino al cuore proveniente dall’albume dell’uovo, l’altra dal tuorlo che termina nella vena porta]. Il pulcino viene nutrito prima dall’albume, poi dopo la schiusa dal tuorlo, che rimane nello stomaco per giorni come sostituto del latte dei mammiferi: “The chick is developed and nourished first by the white, then after it is formed and leaves the shell, from the yolk.” - (fr:1084/p.214) [Il pulcino si sviluppa e viene nutrito prima dall’albume, poi dopo che si è formato e esce dal guscio, dal tuorlo] e “One may find the yolk in the stomach of a chick many days after hatching, for it serves instead of the milk in other animals.” - (fr:1085/p.214) [Si può trovare il tuorlo nello stomaco di un pulcino molti giorni dopo la schiusa, poiché serve al posto del latte presente in altri animali].
L’autore infine specifica che questi argomenti sono trattati in modo più approfondito nelle note dedicate alla formazione fetale, in cui si discutono questioni legate all’ordine di formazione degli organi, alla loro origine causale e alle funzioni cardiache: “These matters, however, may be more appropriate to notes on the formation of the fetus, where many problems of the following sort can be discussed.” - (fr:1086/p.214) [Questi argomenti, tuttavia, sono più appropriati per note sulla formazione del feto, dove si possono discutere molti problemi del tipo seguente], “Why is one part formed first, another later?” - (fr:1087/p.214) [Perché una parte si forma prima, un’altra dopo?], “Concerning the origin of organs, whether one may be a cause of another, and much about the heart.” - (fr:1088/p.214) [Riguardo all’origine degli organi, se uno possa essere causa di un altro, e molto sul cuore].
Sul piano storico, il testo testimonia la svolta empirica della ricerca anatomica del XVII secolo, basata su dissezione diretta di campioni sia umani sia animali, che ha permesso di confutare le teorie galeniche secolari sul ruolo centrale del fegato come sede di produzione del sangue, fornendo osservazioni decisive per la definizione della circolazione sanguigna generale e fetale.
[22]
[22.1-22-1127|1148]
22 Osservazioni comparative sulla funzione degli organi pulsanti e del cuore nel trattato harveyano sul moto del cuore e del sangue
Il testo raccoglie osservazioni anatomiche di William Harvey su apparati circolatori di specie animali diverse, integrate da note del traduttore e commenti curatoriali sulle conoscenze fisiologiche successive.
Il testo si apre con le osservazioni effettuate da Harvey tramite lente d’ingrandimento su piccoli artropodi:
“In bees, flies, hornets, and the like, one can see with a magnifying glass something pulsate.” - (fr:1127/p.218) [Nelle api, nelle mosche, nei calabroni e simili, si può osservare con una lente d’ingrandimento un elemento che pulsa.]
“Likewise in lice, in which, since they are translucent, you can easily watch, with a magnifying glass for enlarging, the passage of food like a black spot through the intestines.” - (fr:1128/p.218) [Allo stesso modo nei pidocchi, nei quali, essendo traslucidi, è possibile osservare facilmente con una lente d’ingrandimento per ingrandire il passaggio del cibo, visibile come una macchia nera, attraverso l’intestino.]
Harvey descrive poi la struttura pulsante presente negli animali a sangue freddo privi di cuore:
“In bloodless and colder animals as snails, shrimps, and shell-fish there is a pulsating place like a vesicle or auricle without a heart.” - (fr:1129/p.218) [Negli animali privi di sangue e più freddi, come lumache, gamberi e molluschi, è presente una zona pulsante simile a una vescicola o a un orecchietto, priva di cuore.]
Il battito di questa struttura è lento e stagionale, visibile solo nei periodi caldi, e la sua funzione è distribuire il nutrimento ai diversi organi dell’organismo:
“This may be seen beating and contracting, slowly indeed, and only in the summer or warmer seasons.” - (fr:1130/p.218) [Questa struttura si osserva battere e contrarsi, molto lentamente, e solo d’estate o nelle stagioni più calde.]
“In these this part is fashioned because there is need for some impulse to distribute nutriment on account of the variety of separate organs or the denseness of their substance.” - (fr:1131/p.218) [In questi animali questa parte è formata perché è necessario un impulso per distribuire il nutrimento, a causa della varietà di organi separati o della densità della loro sostanza.]
Con il freddo i battiti diminuiscono fino a cessare, adattandosi alla vitalità variabile di questi organismi, che sembrano alternare stati di vita animale, vegetativa o di morte apparente, dinamica che si riscontra anche negli insetti che ibernano d’inverno:
“But the beats are seldom and sometimes entirely fail through cold.” - (fr:1132/p.218) [Ma i battiti sono rari e a volte cessano completamente a causa del freddo.]
“This is appropriate to their doubtful nature as they sometimes seem living, sometimes dying, sometimes showing the vitality of animals, sometimes of plants.” - (fr:1133/p.218, fr:1136/p.218) [Questo è adatto alla loro natura ambigua, dato che a volte sembrano vivi, a volte morenti, a volte mostrano la vitalità degli animali, a volte quella delle piante.]
“This seems also to occur in insects which hide away in winter and appear dead or show a vegetative vitality.” - (fr:1137/p.219) [Questo sembra succedere anche negli insetti che si nascondono d’inverno e appaiono morti o mostrano una vitalità vegetativa.]
Harvey esprime dubbi che una struttura pulsante priva di cuore sia presente anche in animali a sangue rosso a sangue freddo come rane, tartarughe o serpenti:
“But that it happens in redblooded animals as frogs, turtles, or serpents may justly be doubted.” - (fr:1138/p.219) [Ma che questo succeda negli animali a sangue rosso come rane, tartarughe o serpenti si può giustamente dubitare.]
Egli definisce una gerarchia di complessità degli organi cardiaci in base alla dimensione, temperatura corporea e complessità dell’organismo: gli animali a sangue rosso più grandi e caldi necessitano di un cuore più potente per distribuire il nutrimento, e anche gli animali a sangue rosso a sangue freddo come pesci, serpenti, lucertole e rane dispongono di un cuore completo di orecchietto e ventricolo, come sostenuto già da Aristotele:
“In larger, warmer, red-blooded animals there is need for something with greater power to distribute nourishment.” - (fr:1139/p.219) [Negli animali più grandi, più caldi, a sangue rosso è necessario un organo con maggiore potenza per distribuire il nutrimento.]
“So, to fishes, serpents, lizards, turtles, frogs and such like, a heart is granted with both an auricle and ventricle.” - (fr:1140/p.219) [Perciò, a pesci, serpenti, lucertole, tartarughe, rane e simili, è dato un cuore provvisto sia di orecchietto che di ventricolo.]
“Thus it is very true, as Aristotle contended (De Part. Animal., Lib. j), that no red-blooded animal lacks a heart, by whose beat the nourishing liquid is not only stirred up more vigorously than by an auricle, but is propelled farther and more quickly.” - (fr:1141/p.219, fr:1142, fr:1143/p.219) [Quindi è molto vero, come sosteneva Aristotele (Sulle Parti degli Animali, Libro 3), che nessun animale a sangue rosso è privo di cuore, con il cui battito il liquido nutritivo non è solo agitato più vigorosamente che da un orecchietto, ma è anche spinto più lontano e più velocemente.]
Gli animali ancora più grandi, caldi e perfetti, con sangue più fervido, necessitano di un cuore più robusto e carnoso per pompare il fluido nutritivo a maggiore velocità e forza, e di più calore interno per elaborare il nutrimento:
“In still bigger, warmer, and more perfect animals with more fervent and spiritous blood, a more robust and fleshy heart is needed to pump the nutritive fluid with greater force and speed, on account of the size and density of their bodies.” - (fr:1144/p.219) [Negli animali ancora più grandi, più caldi e più perfetti, con sangue più fervido e ricco di spirito, è necessario un cuore più robusto e carnoso per pompare il fluido nutritivo con maggiore forza e velocità, a causa della dimensione e della densità dei loro corpi.]
“Further, because the more perfect animals need more perfect nourishment and more native heat, that the aliment may be better concocted and delivered, Harvey just says”blooded animals.“ - (fr:1145/p.219) [Inoltre, poiché gli animali più perfetti hanno bisogno di un nutrimento più perfetto e di più calore nativo, affinché l’alimento possa essere meglio elaborato e distribuito, Harvey indica semplicemente “animali a sangue”.]
Le note curatoriali integrano il testo con conoscenze fisiologiche successive: viene specificato che il pigmento trasportatore di ossigeno negli invertebrati è l’emocianina, a base di rame e non di colore rosso, e si evidenzia come le osservazioni di Harvey costituiscano una prima ricerca verso la comprensione dei processi di ossigenazione del sangue, che all’epoca era spiegata come un processo di riscaldamento del nutrimento nel fegato favorito dall’aria:
“The oxygen carrying pigment in invertebrates is not the iron containing hemoglobin but a copper containing hemocyanin, which is not red colored.” - (fr:1146/p.219) [Il pigmento che trasporta l’ossigeno negli invertebrati non è l’emoglobina a base di ferro, ma l’emocianina a base di rame, che non è di colore rosso.]
“It is interesting to watch the valiant groping towards the facts regarding the oxygenation of blood in the lungs. The idea expressed is that in order better to”perfect” blood from the food, more heat is needed for the process in the liver, and, as was generally recognized, a draft of air promoted burning and heating.” - (fr:1147/p.219, fr:1148/p.219) [È interessante osservare la valida ricerca verso i dati riguardanti l’ossigenazione del sangue nei polmoni. L’idea espressa è che per “perfezionare” meglio il sangue ottenuto dal cibo, sia necessario più calore per il processo nel fegato, e, come era generalmente riconosciuto, una corrente d’aria favoriva la combustione e il riscaldamento.]
Infine, la nota del traduttore riporta i problemi riscontrati nella trasmissione del testo: l’edizione Longhine del 1697 conteneva l’inserimento errato del termine “microscopia”, non presente nell’edizione originale, che ha richiesto una revisione completa della traduzione dopo aver ricevuto un facsimile dell’originale:
“In the miserable little Longhine edition, Bonn, 1697, with the Archbishop’s imprimatur, the word microscopia is inserted. I was using this edition for translating, and was greatly puzzled that Harvey should have employed such a term. When Dr. John F. Fulton kindly sent me a facsimile of the original edition, my difficulties were not over, but just beginning, for I then had to check over my whole translation, to avoid any other such errors!” - (fr:1133/p.218, fr:1134, fr:1135/p.218) [Nella misera piccola edizione Longhine, Bonn, 1697, con l’imprimatur dell’Arcivescovo, è inserita la parola microscopia. Stavo usando questa edizione per tradurre, e sono stato molto perplesso dal fatto che Harvey avesse usato un termine del genere. Quando il dottor John F. Fulton mi ha gentilmente inviato un facsimile dell’edizione originale, le mie difficoltà non erano finite, ma appena iniziate, perché ho dovuto controllare tutta la mia traduzione, per evitare altri errori di questo tipo!]
[23]
[23.1-18-1171|1188]
23 Analisi anatomica della struttura cardiaca e della sua correlazione con la funzione di pompaggio sanguigno
Estratto dal trattato Sul moto del cuore e del sangue di William Harvey, descrive la distribuzione differenziata delle fibre contrattili cardiache tra specie e gruppi di popolazioni, collegandola alle necessità funzionali dell’organismo.
Il testo apre definendo la funzione principale delle fibre muscolari presenti all’interno dei ventricoli cardiaci: queste permettono la contrazione del cuore in ogni direzione, per espellere il sangue con maggiore forza:
“Like the clever and elaborate arrangement of ropes on a ship, they help the heart to contract in every direction, driving blood more fully and forcibly from the ventricles.” - (fr:1171/p.221) [Come l’ingegnosa e elaborata disposizione delle corde su una nave, queste aiutano il cuore a contrarsi in ogni direzione, spingendo il sangue in modo più completo e forte dai ventricoli.]
Viene poi presentata la variabilità di queste fibre, prima tra le diverse specie:
“It may be shown, however, that some animals have less than others, that in all animals with them, they are more numerous and stronger in the left than in the right ventricle, and in some animals where papillary muscles, elongated into the chordae tendinae which extend to the valves, seem to aid in closing the valves more exactly.” - (fr:1172/p.221) [Si può tuttavia dimostrare che alcuni animali ne hanno meno di altri, che in tutti gli animali che le possiedono, sono più numerose e forti nel ventricolo sinistro che nel destro, e in alcuni animali dove i muscoli papillari, allungati in corde tendinee che si estendono fino alle valvole, sembrano aiutare a chiudere le valvole più esattamente.]
“they are present in the left, none are found in the right chamber.” - (fr:1174/p.221) [sono presenti nel sinistro, non se ne trova nessuna nella camera destra.]
Ci sono anche specie prive di queste fibre interamente:
“In some animals the ventricles of the heart are smooth inside, entirely without fibers or bands.” - (fr:1177/p.222) [In alcuni animali i ventricoli del cuore sono lisci all’interno, del tutto privi di fibre o fasce.]
“In almost all small birds, serpents, frogs, turtles, and such like, e in most all fishes, neither fibers, or so-called nerves, nor tricuspid valves are found in the ventricles.” - (fr:1178/p.222) [In quasi tutti i piccoli uccelli, serpenti, rane, tartarughe e simili, e in quasi tutti i pesci, non si trovano nei ventricoli né fibre, o le cosiddette nervature, né valvole tricuspide.]
In altri casi, come gli uccelli di grandi dimensioni, le fibre sono presenti solo nel ventricolo sinistro:
“In some animals the right ventricle is smooth inside while the left has these fibrous bands, as in the goose, swan, and heavier birds.” - (fr:1179/p.222) [In alcuni animali il ventricolo destro è liscio all’interno mentre il sinistro ha queste fasce fibrose, come nell’oca, nel cigno e negli uccelli più pesanti.]
Viene poi descritta la variabilità nell’uomo:
“In man there are more in the left than in the right ventricle, and more in the ventricles than in the auricles, and in some subjects it seems there are none in the auricles.” - (fr:1175/p.222) [Nell’uomo ce ne sono di più nel ventricolo sinistro che nel destro, e di più nei ventricoli che negli atri, e in alcuni soggetti sembra che non ce ne siano nessuno negli atri.]
“In large, muscular, peasant-type individuals there are many, in more slender frames, and in women, few.” - (fr:1176/p.222) [Negli individui di grandi dimensioni, muscolosi, di tipo contadino ce ne sono molte, nelle costituzioni più esili, e nelle donne, poche.]
La differenza nella quantità di fibre tra ventricolo destro e sinistro è spiegata dalla differente forza di pompaggio necessaria:
“Since the lungs are spongy, loose, and soft, not so great a force is needed to pump blood through them.” - (fr:1181/p.222) [Poiché i polmoni sono spugnosi, lassi e molli, non serve una forza così grande per pompare il sangue attraverso di essi.]
“Therefore the right ventricle either has none of these fibers or they are few and weak, not fleshy or muscular.” - (fr:1182/p.222) [Perciò il ventricolo destro o non ha nessuna di queste fibre o ne ha poche e deboli, non carnose o muscolari.]
“Those of the left ventricle, however, are stronger, more numerous, and more muscular because this chamber needs to be more powerful since it must propel blood farther through the whole body.” - (fr:1183/p.222) [Quelle del ventricolo sinistro, invece, sono più forti, più numerose e più muscolari perché questa camera deve essere più potente dato che deve spingere il sangue più lontano in tutto il corpo.]
Questa differenza funzionale spiega anche lo spessore differente delle pareti ventricolari:
“This is also why the left ventricle is placed in the middle of the heart, and has walls three times as thick and strong as the right.” - (fr:1184/p.222) [È anche per questo che il ventricolo sinistro è posto nel mezzo del cuore, e ha pareti tre volte più spesse e forti di quello destro.]
La stessa correlazione struttura-funzione vale per la costituzione generale di animali e uomini:
“So all animals, man included, that have a stronger and more sturdy frame, with large, brawny limbs some distance from the heart, have a more thick, powerful, and muscular heart, as is obvious and necessary.” - (fr:1185/p.222) [Perciò tutti gli animali, uomo compreso, che hanno una costituzione più forte e robusta, con arti grandi e muscolosi a una certa distanza dal cuore, hanno un cuore più spesso, potente e muscoloso, come è ovvio e necessario.]
“On the contrary, those whose structure is more slender and soft have a more flaccid, less massive, and weaker heart, with few or no fibers internally.” - (fr:1186/p.223) [Al contrario, quelli la cui struttura è più esile e molle hanno un cuore più flaccido, meno massiccio e più debole, con poche o nessuna fibra all’interno.]
Infine viene accennata la funzione delle valvole sigmoidee, che impediscono il reflusso sanguigno:
“Consider likewise the function of the sigmoid valves.” - (fr:1187/p.223) [Si consideri allo stesso modo la funzione delle valvole sigmoidee.]
“These are so made that blood once received into the ventricles of the heart, or sent into the pulmonary artery or aorta, can not regurgitate.” - (fr:1188/p.223) [Queste sono fatte in modo tale che il sangue una volta ricevuto nei ventricoli del cuore, o mandato nell’arteria polmonare o nell’aorta, non possa refluire.]
Il testo include anche un riferimento a materiale supplementare:
“See Note 5, Chapter II.” - (fr:1173/p.221) [Vedi Nota 5, Capitolo II.]
Si tratta di un passo di grande rilevanza storica: si inserisce nel contesto della prima dimostrazione scientifica della circolazione sanguigna, basata su osservazioni anatomiche comparative e sul legame tra struttura e funzione organica, concetto fondante della fisiologia moderna.
[24]
[24.1-12-1327|1338]
24 Realizzazione della nuova traduzione dell’opera di William Harvey per l’edizione del trecentenario
Il testo illustra le motivazioni alla base della nuova versione tradotta dell’opera di Harvey, le fasi di lavorazione e le scelte redazionali adottate.
La necessità di una nuova traduzione deriva dalle criticità della versione precedente: sebbene valida dal punto di vista contenutistico, la sua fraseologia artificiosa rende la lettura complessa per il pubblico moderno, come sottolineato da “Although an excellent translation, its stilted and involved phraseology makes it rather difficult reading for those more accustomed to present diction.” - (fr:1327/p.237) [Nonostante si tratti di un’ottima traduzione, la sua fraseologia artificiosa e complessa rende la lettura piuttosto difficile per chi è più abituato alla lingua attuale.]. Questa difficoltà è un ostacolo alla corretta valorizzazione dei classici scientifici, come già rilevato da Mencken per opere simili: “As Mencken has intimated in connection with similar classics, this greatly interferes with their proper appreciation.” - (fr:1328/p.237) [Come ha fatto notare Mencken riferendosi a classici simili, questo ostacola notevolmente la loro corretta comprensione e valorizzazione.]. L’autore conferma sulla base della propria esperienza con studenti di medicina e medici che questi ultimi sarebbero interessati a leggere le opere dei padri della medicina se disponibili in una forma accessibile: “From my rather limited experience with medical students and physicians, I am confident that they would welcome the chance to study the works of the great contributors to their profession were these to be offered to them in an attractive and easily readable form.” - (fr:1329/p.237) [Sulla base della mia esperienza piuttosto limitata con studenti di medicina e medici, sono convinto che accoglierebbero con favore l’opportunità di studiare le opere dei grandi contributori alla loro professione, se queste fossero offerte in una forma accattivante e di facile lettura.].
L’occasione per sviluppare il progetto è stata l’ipotesi di un’edizione dell’opera di Harvey per il trecentenario della sua pubblicazione, per cui il signor Thomas ha proposto di realizzare una nuova traduzione aderente alla lingua e allo spirito contemporanei: “This prompted Mr. Thomas to suggest, when we discussed a tercentennial edition of Harvey’s great book, that a new translation in the language and spirit of our times be attempted.” - (fr:1330/p.237) [Questo ha spinto il signor Thomas a suggerire, quando abbiamo discusso di un’edizione per il trecentenario del grande libro di Harvey, di tentare una nuova traduzione nella lingua e nello spirito dei nostri tempi.]. La lavorazione è stata facilitata dall’utilizzo della precedente traduzione di Willis come supporto: “Using Willis as a”pony,” this has been an easy and delightful task.” - (fr:1331/p.237) [Utilizzando la traduzione di Willis come supporto, questo è stato un compito facile e piacevole.]. L’autore rileva inoltre che lo stile di Harvey è già conciso e inciso nei passaggi a contenuto strettamente scientifico, vicino allo stile attuale, mentre diventa più vago e prolisso nelle parti di carattere filosofico: “In his more scientific passages, Harvey is remarkably terse and snappy, in the current style.” - (fr:1332/p.237) [Nei suoi passaggi più scientifici, Harvey è notevolmente conciso e incisivo, in linea con lo stile attuale.], “In his philosophical discussions he becomes vague and his sentences grow beyond control, but whose do not?” - (fr:1333/p.237) [Nelle sue discussioni filosofiche diventa invece vago e le sue frasi diventano ingestibili, ma lo stesso non accade a tutti?].
Per quanto riguarda le fonti utilizzate per la traduzione, in assenza di una copia della prima edizione dell’opera di Harvey, l’autore ha inizialmente usato come base l’edizione Longhine del 1697, caratterizzata da una stampa di scarsa qualità e priva della dedica originale: “Not possessing a copy of the first edition, the basis of my translation was the miserably printed Longhine edition of 1697, which omits the dedication.” - (fr:1334/p.237) [Non disponendo di una copia della prima edizione, la base della mia traduzione è stata la malissima edizione Longhine del 1697, che omette la dedica.]. Per sopperire alla mancanza della dedica, è stata inserita la versione tradotta da Willis, testimonianza della grazia del suo stile di ispirazione cavalieresca: “Willis’s translation of the dedication has been included here: from it one may get some idea of the Cavalierian grace of his style.” - (fr:1335/p.237) [La traduzione della dedica di Willis è stata inclusa qui: da essa è possibile farsi un’idea della grazia cavalieresca del suo stile.]. Successivamente, il dottor John Fulton ha inviato all’autore un fac-simile dell’edizione originale stampato privatamente da Moreton, che ha permesso di rilevare diversi errori nel testo inizialmente utilizzato: “After my friend, Dr. John Fulton, kindly sent me a copy of Moreton’s privately printed facsimile of the original edition, I found several errors in the text I had used.” - (fr:1336/p.238) [Dopo che il mio amico, il dottor John Fulton, mi ha gentilmente inviato una copia del fac-simile stampato privatamente da Moreton dell’edizione originale, ho trovato diversi errori nel testo che avevo utilizzato.]. Questa scoperta ha portato a una collazione accurata dei testi e a successive correzioni della versione inglese: “This fortunately necessitated careful collation, resulting in some corrections in the English version.” - (fr:1337/p.238) [Questo ha fortunatamente richiesto un’attenta collazione, che ha portato ad alcune correzioni nella versione inglese.].
Infine, è dichiarato che la traduzione adotta un approccio libero, con l’obiettivo preciso di rendere il pensiero di Harvey con il linguaggio fisiologico contemporaneo: “The translation is admittedly free, in the deliberate attempt to present Harvey’s thought in the current physiological manner.” - (fr:1338/p.238) [La traduzione è notoriamente libera, nel tentativo deliberato di presentare il pensiero di Harvey nel linguaggio fisiologico attuale.].
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[25.1-12-1347|1358]
25 Analisi della struttura metodologica e della cronologia di composizione del trattato fisiologico di Harvey
Studio delle caratteristiche del metodo scientifico di Harvey, delle differenze tra le parti della sua opera e del contesto storico del suo approccio alle ricerche sulla circolazione.
La trattazione analizza in primo luogo la cronologia di stesura dell’opera di Harvey: la parte finale del volume sarebbe stata redatta in un momento successivo a quello della composizione della parte principale, dopo che una riflessione prolungata sull’argomento aveva consolidato le sue opinioni:
“The last of the book seems to have been written some time after the main part of it, when long reflection on the subject had crystalized his opinion.” - (fr:1349/p.238) [L’ultima parte del libro sembra essere stata scritta diverso tempo dopo la parte principale, quando una riflessione prolungata sull’argomento aveva cristallizzato la sua opinione.]
Anche il capitolo otto ha stile e contesto sovrapponibili ai capitoli quindici e sedici, e si ritiene sia stato scritto all’incirca nello stesso periodo:
“The eighth chapter is similar in style and context to the fifteenth and sixteenth, and was, I think, written at about the same time.” - (fr:1350/p.238) [L’ottavo capitolo è simile per stile e contesto al quindicesimo e sedicesimo, e ritengo sia stato scritto all’incirca nello stesso periodo.]
Per quanto riguarda l’approccio scientifico, i capitoli dal due al quattordici introducono un metodo totalmente nuovo per lo studio dei problemi fisiologici:
“The argument in the other chapters from two to fourteen proceeds with certain characteristics that introduced an entirely new method of approach in physiological problems.” - (fr:1351/p.238) [La trattazione negli altri capitoli da due a quattordici procede con certe caratteristiche che hanno introdotto un metodo di approccio totalmente nuovo nei problemi fisiologici.]
Tale metodo si fonda su tre pilastri: l’analisi accurata dei fenomeni osservati (capitoli da due a cinque), la progettazione di procedure sperimentali per testare le ipotesi proposte (capitoli dieci, undici e tredici), e l’innovazione sorprendente per l’epoca del ragionamento quantitativo per dimostrare le teorie esposte (capitoli nove, dieci e tredici):
“These are (i) the careful analysis of phenomena observed (chapters two to five); (2) the devising of experimental procedures to test a proposed hypothesis (chapters ten, eleven, and thirteen), and (3) the startling innovation of quantitative reasoning to prove a proposed theory (chapters nine, ten, and thirteen).” - (fr:1352/p.239) [Questi sono (1) l’analisi accurata dei fenomeni osservati (capitoli da due a cinque); (2) la progettazione di procedure sperimentali per testare un’ipotesi proposta (capitoli dieci, undici e tredici), e (3) l’innovazione sorprendente del ragionamento quantitativo per dimostrare una teoria proposta (capitoli nove, dieci e tredici).]
Harvey è stato tra i primi a usare i metodi pratici della scienza come li intendiamo oggi (osservazione, ipotesi, deduzione e esperimento), un approccio diverso sia dallo scolasticesimo aristotelico sia dall’accumulo laborioso di dati proposto da Bacone nel Novum Organum, con la sua manipolazione per mezzo di complesse tabelle:
“Harvey was among the first to use the practical methods of science as we do now: observation, hypothesis, deduction, and experiment. This is neither scholastic Aristotelianism nor Bacon’s laborious accumulation of data and its manipulation by the cumbersome tables of the Novum Organum.” - (fr:1353/p.239, fr:1354/p.239) [Harvey è stato tra i primi a usare i metodi pratici della scienza come li usiamo oggi: osservazione, ipotesi, deduzione e esperimento. Questo non è né lo scolasticesimo aristotelico né l’accumulo laborioso di dati di Bacone e la sua manipolazione per mezzo delle macchinose tabelle del Novum Organum.]
Si riscontrano però anche elementi non allineati con il metodo moderno: nella parte finale della sua opera, Harvey tenta di completare le sue dimostrazioni con argomenti metafisici basati sulla teleologia tradizionale, una scelta che costituisce l’antitesi del metodo con cui aveva ottenuto successi brillanti nei capitoli precedenti:
“At the time, he tried to complete his demonstrations by metaphysical arguments based on the traditional teleology. This was the antithesis of the method by which he had achieved such brilliant success in the preceding chapters.” - (fr:1347/p.238, fr:1348/p.238) [Nel periodo, cercò di completare le sue dimostrazioni con argomenti metafisici basati sulla teleologia tradizionale. Questa era l’antitesi del metodo con cui aveva ottenuto un successo così brillante nei capitoli precedenti.]
Anche i capitoli sei e sette, dedicati alla circolazione polmonare, sono problematici: contengono una buona discussione degli aspetti comparativi ed embriologici dell’argomento, ma fanno anche un uso peculiare dell’autorità tradizionale di Galeno come prova:
“The sixth and seventh chapters, on the pulmonary circulation, are puzzling. There is a good discussion of the comparative and embryological aspects of the subject, and then a peculiar use of the traditional authority of Galen as evidence.” - (fr:1355/p.239, fr:1356/p.239) [I capitoli sei e sette, sulla circolazione polmonare, sono sconcertanti. C’è una buona discussione degli aspetti comparativi ed embriologici dell’argomento, e poi un uso peculiare dell’autorità tradizionale di Galeno come prova.]
Si nota quindi che Harvey usa una grande varietà di approcci logici nella sua trattazione:
“One may find almost all kinds of logic in Harvey.” - (fr:1357/p.239) [Si può trovare quasi ogni tipo di logica in Harvey.]
Infine, nella traduzione del testo sono state aggiunte delle note a piè di pagina per evidenziare il significato del lavoro di Harvey rispetto alla conoscenza moderna della funzione cardiaca e per collegarlo al lento sviluppo di questa conoscenza:
“In order to bring out the significance of Harvey’s work in regard to our modern knowledge of cardiac function, and to relate it to the slow development of this knowledge, footnotes have been added to the translation.” - (fr:1358/p.239) [Per evidenziare il significato del lavoro di Harvey rispetto alla nostra conoscenza moderna della funzione cardiaca, e per collegarlo al lento sviluppo di questa conoscenza, sono state aggiunte delle note a piè di pagina alla traduzione.]
[26]
[26.1-28-1361|1388]
26 Volume dedicato a William Harvey per il terzo centenario della sua opera fondamentale (1928)
Il testo costituisce la prefazione e l’inizio delle appendici di un volume pubblicato nel giugno 1928 da C.D.L. a Madison, Wisconsin, in occasione delle celebrazioni per il trecentesimo anniversario dell’uscita dell’opera scientifica di William Harvey sulla circolazione sanguigna.
“Most of the information in them has been culled from the standard authorities in physiology and its history.” - (fr:1361/p.239) [La maggior parte delle informazioni in essi contenute è stata raccolta dalle autorità standard nel campo della fisiologia e della sua storia.]
L’autore specifica che era prevista l’aggiunta di un resoconto sullo sviluppo delle dimostrazioni di Harvey e della sua influenza, poi posticipata, mentre è stata inserita una cronologia della vita dello scienziato:
“A running account of the development of Harvey’s demonstration and its influence was to have been appended, but will have to wait till later. A chronology of his life has been added.” - (fr:1362/p.239, 1363) [Un resoconto continuo dello sviluppo delle dimostrazioni di Harvey e della sua influenza doveva essere aggiunto in appendice, ma dovrà attendere una data successiva. È stata invece aggiunta una cronologia della sua vita.]
Seguono i ringraziamenti: l’autore cita come fonti una serie di studiosi di Harvey, ringrazia per l’ispirazione accademica i dottori George Sarton, Percy Dawson e William Snow Miller, per il supporto sua moglie e i membri del Dick Marshall Dining Club, e la Oxford University Press per l’autorizzazione a riprodurre illustrazioni da Portraits of Dr. William Harvey (1913):
“For my information and point of view I am indebted to a host of Harvey enthusiasts, Haeser, Willis, Munk, Foster, Dalton, Curtis, Osier, D’Arcy Power, Hemmeter, Garrison, and Singer. For scholarly inspiration I am grateful to Dr. George Sarton, Dr. Percy Dawson, and Dr. William Snow Miller. For cheerful support in this and similar fancies I owe much to my wife’s interest, and to that of the genial members of the Dick Marshall Dining Club. I am especially thankful to the Oxford University Press for kind permission to reproduce several of the splendid illustrations from Portraits of Dr. William Harvey (1913).” - (fr:1364/p.239, 1365, 1366, 1367) [Per le informazioni e il punto di vista adottato sono in debito con una schiera di appassionati di Harvey, Haeser, Willis, Munk, Foster, Dalton, Curtis, Osier, D’Arcy Power, Hemmeter, Garrison e Singer. Per l’ispirazione accademica sono grato al dottor George Sarton, al dottor Percy Dawson e al dottor William Snow Miller. Per l’allegro supporto in questo e progetti simili devo molto all’interesse di mia moglie, e a quello dei simpatici membri del Dick Marshall Dining Club. Sono particolarmente grato alla Oxford University Press per la gentile autorizzazione a riprodurre numerose splendide illustrazioni da Portraits of Dr. William Harvey (1913).]
Il volume si inserisce nel contesto delle celebrazioni internazionali per il trecentenario:
“Many efforts are being made this year to celebrate appropriately the tercentennial of the appearance of Harvey’s great book. The Royal Society of Physicians of London and the Harvey Society of New York held special festivals. R. Lier and Co. of Florence and the Nonesuch Press are issuing facsimiles of the original work. While these challenge the attention of connoiseurs, this volume has been prepared chiefly in the hope that it may interest medical and advanced zoological students, by offering in a dignified but inexpensive way an opportunity to become acquainted, intellectually, with one of the greatest contributors to their subjects.” - (fr:1368/p.240, 1369, 1370, 1371) [Molti sforzi sono stati fatti quest’anno per celebrare adeguatamente il terzo centenario della pubblicazione della grande opera di Harvey. La Royal Society of Physicians di Londra e la Harvey Society di New York hanno organizzato festival speciali. R. Lier e Co. di Firenze e la Nonesuch Press stanno pubblicando facsimili dell’opera originale. Mentre questi ultimi attirano l’attenzione dei conoscitori, questo volume è stato preparato principalmente nella speranza di interessare gli studenti di medicina e di zoologia avanzata, offrendo in modo dignitoso ma economico l’opportunità di conoscere, a livello intellettuale, uno dei maggiori contributori alle loro discipline.]
L’autore ringrazia anche editore e tipografi, in particolare il signor Thomas, per il supporto nella realizzazione del volume:
“To that end the publisher and printers have done more than their share to make my little part easy. It has been a delight to work with Mr. Thomas in the preparation of this volume, and I appreciate his continued courtesy and enthusiasm.” - (fr:1372/p.240, 1373) [Per questo scopo editore e tipografi hanno fatto più della loro parte per rendere facile il mio piccolo contributo. È stato un piacere lavorare con il signor Thomas nella preparazione di questo volume, e apprezzo la sua continua cortesia e il suo entusiasmo.]
La prefazione si chiude con la firma e la data:
“C. D. L. Madison, Wisconsin June 13,” - (fr:1374/p.240) [C. D. L. Madison, Wisconsin, 13 giugno ]
Segue l’Appendice I, dedicata a un ritratto di Harvey attribuito a Sir Anthony Van Dyck, di proprietà degli eredi del medico Richard Bright:
“Usually attributed to Sir Anthony Van Dyck (1599-1641), this dignified painting is in the possession of the heirs of Richard Bright (1789-1858), the celebrated physician to Guy’s Hospital. Note the crest similar to the”steninia” to Harvey at Padua, and the motto, not found elsewhere.” - (fr:1375/p.240, 1376) [Solitamente attribuito a Sir Anthony Van Dyck (1599-1641), questo dignitoso dipinto è in possesso degli eredi di Richard Bright (1789-1858), il celebre medico del Guy’s Hospital. Si noti lo stemma simile alla “steninia” conferita a Harvey a Padova, e il motto, non riscontrato altrove.]
Il ritratto è riprodotto per gentile concessione della Oxford University Press.
L’Appendice II riporta la cronologia della vita di William Harvey, con i primi eventi documentati:
- 1578: nasce il 1° aprile a Folkestone (Kent), figlio di Thomas Harvey (funzionario comunale) e Joane Hawke, primo di 7 figli maschi: lui intraprenderà gli studi, gli altri diventeranno mercanti a Londra (fonte: Fuller):
“Born (April 1) at Folkestone, Kent, of Thomas (a town official) and Joane Hawke Harvey, eldest of”a week of sons, whereof this William was bred to learning, his other brethren being bound apprentices in London, and all at last ended in effect in merchants. (Fuller).“ - (fr:1378/p.245, 1379) [Nato (1° aprile) a Folkestone, Kent, da Thomas (funzionario comunale) e Joane Hawke Harvey, maggiore di “una settimana di figli maschi, tra cui questo William fu avviato agli studi, i suoi altri fratelli furono mandati come apprendisti a Londra, e tutti alla fine finirono per fare i mercanti. (Fuller).]
- 1588: anno della sconfitta dell’Invincibile Armata spagnola, Harvey entra nella Canterbury Grammar School:
“Excitement over and defeat of the Spanish Armada. How thrilled was Harvey entering Canterbury Grammar School this year.?” - (fr:1381/p.245, 1382) [Grande eccitazione per la sconfitta dell’Invincibile Armata spagnola. Quanto sarà stato entusiasta Harvey che quest’anno entra nella Canterbury Grammar School?]
- 1593: entra al Caius College di Cambridge, scegliendo la carriera medica; nello stesso anno Caesalpinus pubblica le Questiones Medicae, in cui tratta della circolazione polmonare e sistemica:
“Entered Caius College, Cambridge, implying choice of medical career. Caesalpinus (1524-1603) publishes Questiones Medicae, incidentally discussing pulmonary and systemic circulation.” - (fr:1384/p.245, 1385) [Entra al Caius College di Cambridge, a indicare la scelta della carriera medica. Caesalpinus (1524-1603) pubblica Questiones Medicae, trattando anche della circolazione polmonare e sistemica.]
- 1597: consegue la laurea triennale a Cambridge; nello stesso anno ha luogo la spedizione del Conte di Essex e di Sir Walter Raleigh contro gli spagnoli:
“Receives Bachelor’s degree from Cambridge. Expedition of Earl of Essex and Sir Walter Raleigh against the Spaniards.” - (fr:1387/p.245, 1388) [Consegue la laurea triennale a Cambridge. Spedizione del Conte di Essex e di Sir Walter Raleigh contro gli spagnoli.]
[27]
[27.1-15-1427|1441]
27 Cronologia biografica di William Harvey e contesto storico inglese, anni 1611-1618
Elenco di avvenimenti relativi alla carriera del medico William Harvey, scopritore della circolazione sanguigna, affiancati ai principali fatti sociali e culturali dell’Inghilterra del primo Seicento.
La cronologia si apre con la data del “161” - (fr:1427/p.246) [1611.], anno di pubblicazione della “King James’ Authorized Version of the English Bible” - (fr:1428/p.246) [Versione autorizzata della Bibbia inglese commissionata da re Giacomo.].
Nel “1613.” - (fr:1429/p.246) [1613.] William Harvey viene “Elected Censor of the Royal College of Physicians” - (fr:1430/p.246) [Eletto Censore del Royal College of Physicians.]. Nello stesso periodo, il contesto inglese è caratterizzato da “High cost of living; increasing friction between King and Parliament; religious squabbles” - (fr:1431/p.246) [Alto costo della vita; crescente frizione tra re e Parlamento; dispute religiose.] e dal “Rise of Puritanism” - (fr:1432/p.246) [Ascesa del puritanesimo.].
Nel “1615.” - (fr:1433/p.246) [1615.] Harvey viene “Appointed (August 4) Lumleian lecturer” - (fr:1434/p.246) [Nominato (4 agosto) docente Lumleian.] presso il “Royal College of Physicians” - (fr:1435/p.246) [Royal College of Physicians.], una carica con “Detailed duties and salary equivalent to Regius Professorship of Physic at Oxford [fr:142/p.38] or Cambridge (see D’Arcy Power’s biography, London, 1897, P- 39)’ 161” - (fr:1436/p.246) [Compiti dettagliati e stipendio equivalente a quello della Regius Professorship di Medicina a Oxford [fr:142/p.38] o Cambridge (si veda la biografia di D’Arcy Power, Londra, 1897, pag. 39) ]. Nell’aprile del 1616 Harvey tiene la sua prima conferenza sui visceri presso l’istituzione: le note manoscritte di questa lezione contengono la sua prima descrizione della circolazione sanguigna, come riportato in “Delivered (April) first”visceral lecture” at Royal College of Physicians, in manuscript notes in which is his first account of the circulation of the blood” - (fr:1437/p.247) [Tenuta (aprile) prima “conferenza sui visceri” al Royal College of Physicians, nelle cui note manoscritte si trova la sua prima descrizione della circolazione sanguigna.]. Nello stesso anno si registra la “Death of Shakespeare and Cervantes” - (fr:1438/p.247) [Morte di Shakespeare e Cervantes.].
Nel “1618.” - (fr:1439/p.247) [1618.] Harvey viene “Appointed (February 3) Physician Extraordinary to James I, and promised post of Physician in Ordinary as soon as it became vacant” - (fr:1440/p.247) [Nominato (3 febbraio) Medico Straordinario di Giacomo I, e promessa della carica di Medico Ordinario non appena si fosse liberata.]. In questo periodo ha come paziente il Lord Cancelliere Francis Bacon, anche se non c’era sintonia tra i due, come specificato in “The Lord Chancellor, Francis Bacon, his patient, but no sympathy between them” - (fr:1441/p.247) [Il Lord Cancelliere, Francis Bacon, era suo paziente, ma non c’era sintonia tra di loro.].
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[28.1-24-1517|1540]
28 Cronologia biografica di William Harvey e contesto storico-scientifico del XVII secolo
Sequenza di eventi legati alla vita, alle opere e al lascito di William Harvey, incrociati con fatti politici coevi, avvenimenti scientifici e riconoscimenti pubblici.
Il testo raccoglie eventi datati dal 1649 al 1883, iniziando con due avvenimenti del 1649: la laurea triennale in medicina a Oxford di Sydenham (1624-1689)
“Sydenham (1624-1689) made bachelor of medicine at Oxford.” - (fr:1517/p.249) [Sydenham (1624-1689) ottiene la laurea triennale in medicina a Oxford.]
e la risposta di William Harvey agli attacchi alle sue dimostrazioni scientifiche, tramite due lettere inviate a Riolan da Cambridge
“Harvey from Cambridge writes two letters to Riolan answering the attack on his demonstration.” - (fr:1519/p.249) [Harvey, proveniente da Cambridge, scrive due lettere a Riolan rispondendo all’attacco alla sua dimostrazione.]. Nello stesso anno si registra anche l’evento politico dell’esecuzione di Carlo I e la sottomissione di Gran Bretagna e Irlanda da parte di Cromwell
“Execution of Charles I. Cromwell subdues Great Britain and Ireland.” - (fr:1520/p.249) [Esecuzione di Carlo I. Cromwell sottomette Gran Bretagna e Irlanda.].
Nel 1650, durante le festività natalizie, Harvey viene visitato dal suo amico Dr. George Ent, che ottiene il manoscritto del suo saggio sulla generazione animale
“Visited at Christmas time by his friend Dr. George Ent, who obtained manuscript of essay on generation.” - (fr:1522/p.249) [Harvey viene visitato nel periodo natalizio dal suo amico Dr. George Ent, che ottiene il manoscritto del saggio sulla generazione.]. L’opera viene pubblicata l’anno successivo, 1651, con il titolo Exercitationes de generatione animalium
“Publication of Exercitationes de generatione animalium.” - (fr:1524/p.249) [Pubblicazione di Exercitationes de generatione animalium.]. Nello stesso 1651 Harvey offre anonimamente di finanziare la costruzione della biblioteca del Royal College of Physicians
“Offered anonymously to build library for Royal College of Physicians.” - (fr:1525/p.249) [Harvey offre anonimamente di costruire la biblioteca per il Royal College of Physicians.], Pecquet pubblica la prima descrizione scientifica del dotto toracico
“Pecquet publishes account of thoracic duct.” - (fr:1526/p.249) [Pecquet pubblica una descrizione del dotto toracico.], Harvey ringrazia il Dr. Paul M. Slegel di Amburgo per aver difeso il suo lavoro contro le critiche di Riolan
“Harvey writes to Dr. Paul M. Slegel, of Hamburg, thanking him for defending his work against Riolan.” - (fr:1527/p.249) [Harvey scrive al Dr. Paul M. Slegel, di Amburgo, ringraziandolo per aver difeso il suo lavoro contro Riolan.] e incontra John Aubrey, che sarà il suo primo biografo
“Meets John Aubrey, his first biographer.” - (fr:1528/p.249) [Harvey incontra John Aubrey, il suo primo biografo.].
Nel 1652 Harvey critica le conclusioni di Pecquet in una lettera inviata al Dr. R. Morison di Parigi
“Letter to Dr. R. Morison of Paris criticizing Pecquet’s conclusions.” - (fr:1530/p.249) [Harvey scrive una lettera al Dr. R. Morison di Parigi criticando le conclusioni di Pecquet.], mentre il Royal College of Physicians colloca il suo busto nella nuova biblioteca da lui finanziata
“Royal College of Physicians placed bust of Harvey in new library.” - (fr:1531/p.249) [Il Royal College of Physicians colloca il busto di Harvey nella nuova biblioteca.].
L’anno 1653 vede l’uscita della prima edizione inglese della sua opera più famosa, De motu cordis
“First English edition of the De motu cordis.” - (fr:1533/p.249) [Prima edizione inglese del De motu cordis.], oltre allo scioglimento del Parlamento inglese
“Parliament disbanded.” - (fr:1534/p.249) [Il Parlamento viene sciolto.].
Nel 1654 Harvey rifiuta la nomina a Presidente del Royal College of Physicians
“Refuses to accept Presidency of Royal College of Physicians.” - (fr:1536/p.249) [Harvey rifiuta di accettare la carica di Presidente del Royal College of Physicians.].
La morte di Harvey avviene il 3 giugno 1657, e viene sepolto nella Chiesa di Hempstead
“Died on June” - (fr:1538/p.249) [Muore il 3 giugno.]
“Buried in Hempstead Church.” - (fr:1539/p.249) [Viene sepolto nella Chiesa di Hempstead.].
Nel 1883, nel giorno di San Luca, il Royal College of Physicians di Londra deposita la sua salma “avvolta in piombo” in un sarcofago di marmo nella stessa Chiesa di Hempstead, come riconoscimento postumo del suo contributo alla scienza medica
“[fr:145/p.117] THE BODY OF WILLIAM HARVEY”LAPT IN LEAD’ Deposited in a marble sarcophagus in the Hempstead Church by the Royal College of Physicians of London, St. Luke’s Day, “ - (fr:1540/p.249) [La salma di William Harvey “avvolta in piombo” viene depositata in un sarcofago di marmo nella Chiesa di Hempstead dal Royal College of Physicians di Londra, il giorno di San Luca, ].
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