Girolamo Cardano - De Subtitlitate - 1550 | A | m
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1 La filosofia naturale e l’indagine sulla conoscenza umana in De Subtilitate di Girolamo Cardano
Tra materia e spirito, i meccanismi della percezione, la natura divina e le meraviglie della tecnica.
Le frasi delineano un sistema organico che intreccia filosofia naturale, teoria della conoscenza, fisiologia sensoriale e metafisica, con riferimenti costanti a fonti classiche (Aristotele, Galeno, Platone, Averroè) e a fenomeni empirici. Cardano articola una tassonomia del reale partendo dagli elementi primordiali (materia, forma, spirito) per giungere a una riflessione sull’intelletto umano, la sua relazione con il divino e i limiti della ragione.
Il nucleo centrale riguarda la natura della percezione e della cognizione. Viene descritta la gerarchia dei sensi (vista, udito, olfatto, tatto) e il loro funzionamento attraverso il spiritus — principio mediatore tra corpo e anima — che trasmette le species (immagini o qualità sensibili) agli organi (“Est autem et haee altitudo Poli inventa, semper minor vsurpata distantia ejus à Vertice” - fr:3233 [trad.]). La visione, ad esempio, è definita come “percezione di una specie da parte dello spirito nel cristallino” (fr:23404), indipendentemente dalla presenza fisica dell’oggetto. Parallelamente, si analizza la memoria come strumento di connessione tra esperienze sensoriali diverse (fr:19261) e la sua distinzione in naturale (immagini delle cose) e artificiale (parole e sillabe, come nei sistemi mnemonici di Cicerone e Quintiliano).
L’anima è trattata come entità complessa, suddivisa in una parte sensitiva (con funzioni di conservazione, combinazione e giudizio) e una intellettiva (fr:18914). Gli animali, pur privi di ragionamento discorsivo, possiedono forme di riconoscimento superiore a quello umano (fr:18991), come dimostrano la memoria dei cani o la capacità dei pappagalli di riprodurre suoni senza comprensione (fr:19102). La mente umana, invece, si forma attraverso un processo graduale: dalla sensazione alla combinazione, fino alla proposizione universale e al sillogismo (fr:19137). Tuttavia, Cardano sottolinea i limiti della ragione, che fallisce nel comprendere fenomeni come i demoni o le maraviglie (fr:23575, fr:22650), spesso attribuiti a cause naturali nascoste o a proprietà eccezionali della materia (fr:23987).
La metafisica emerge come cornice: Dio è descritto come “infinita luce”, principio di ogni bene e conoscenza, la cui sapienza “supera ogni pensiero” (fr:289, fr:24696). L’uomo, creato per “acquisire conoscenza delle cose divine” e “essere legame tra mortali e immortali” (fr:16762), è tuttavia soggetto a errori dovuti a “ambizione, temerarietà e fretta” (fr:24696). La preghiera finale — “illumina la mia mente” — riflette una tensione tra fiducia nella ragione e riconoscimento della sua insufficienza di fronte al mistero divino.
Il testo affronta anche fenomeni naturali e artificiali come strumenti per indagare la realtà. Vengono citati esempi di subtilitas (sottigliezza): dalla chimica (fr:21179) alla pittura illusionistica (fr:20786), dalle macchine idrauliche (fr:1571) agli amuleti (fr:10253), fino alle teorie sulle maree o la generazione spontanea degli insetti (fr:13420). Cardano distingue tra maraviglie naturali (come le proprietà dei metalli) e artifici umani, spesso inutili ma capaci di suscitare stupore (fr:21071). La critica si estende alle superstizioni, come l’uso di sigilli o la credenza nei demoni, che — pur esistendo — non devono essere invocati in spregio a Dio (fr:24004).
Infine, l’opera si struttura in una classificazione enciclopedica (fr:23), che spazia dall’astronomia (“De Caelo”) alla zoologia (“De Animalibus”), dalla medicina alla demonologia, fino a un trattato su “Dio e l’Universo” (fr:24182). Ogni libro esplora un livello della realtà, dalla materia inerte all’intelletto, passando per i sensi, le arti e le scienze, in un tentativo di sistematizzare la conoscenza senza escludere l’ignoto (“ciò che la mente umana non è forte abbastanza a seguire” - fr:24606).
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2 Il movimento dei corpi e i fenomeni naturali tra fisica aristotelica e osservazioni empiriche
Traiettorie, forze e cicli: l’interazione tra elementi, astri e dinamiche terrestri.
Le frasi delineano un sistema di spiegazioni fisiche e astronomiche centrato sul movimento dei corpi, la propagazione delle forze attraverso i mezzi (aria, acqua), e l’influenza degli astri su fenomeni terrestri. Il nucleo teorico si fonda su principi aristotelici, come la trasmissione del moto per contatto (“the air at B, set in motion by the man who threw the stone, is moved in front of the movable thing” - fr:3814) e la resistenza del mezzo, ma include anche critiche e varianti proposte da altri autori antichi. Il movimento violento, ad esempio, si indebolisce progressivamente (“a violent motion is always being weakened” - fr:3814), mentre il moto naturale dell’aria o dell’acqua può amplificarsi o persistere in assenza di ostacoli (“the natural movement of the air gets stronger as it is moved” - fr:3899).
Un tema ricorrente è l’azione degli astri, in particolare del Sole e della Luna, su fenomeni come le maree (“the waters are moved in the tide by the Moon” - fr:5241), le piene dei fiumi (“the Nile starts to swell at the summer solstice” - fr:5042), e le variazioni climatiche stagionali. Le piogge in Etiopia sono collegate alla posizione del Sole (“when the Sun has moved on from the start of Cancer to the middle of the Lion, continuous showers occur” - fr:24340), mentre l’assenza di precipitazioni invernali è attribuita alla debolezza dell’attrazione solare (“the vapour is not attracted, because the Sun is weak” - fr:24208). La Luna, invece, influenza le maree con un ritmo sincrono al suo ciclo (“their risings and failings with the moon towards the midpoint of heaven” - fr:5241) e la suddivisione del giorno in otto parti da parte di un uccello notturno segue il percorso solare (“it follows the Sun’s strength, and divides the whole natural day into eight parts” - fr:16341).
Le spiegazioni includono anche meccanismi di propagazione del moto attraverso fluidi, come l’aria che spinge un corpo in avanti (“air going ahead of the movable thing […] is moved towards D, and through replacement to avoid a vacuum” - fr:3797) o l’acqua che si trasferisce per pressione (“adjacent waters are transferred into those adjacent to them” - fr:5258). Fenomeni ottici come arcobaleni (“rainbows do not originate only from mists, but also through reflection of light from drops of water” - fr:6312) e rifrazioni (“the image […] will be reflected by the mirror” - fr:6453) sono descritti come effetti di interazione tra luce, acqua e superfici riflettenti. La forma della Terra e la distribuzione delle acque sono discusse in relazione alla gravità e alla rotondità del globo (“the earth would not be round, nor would there be earth under the equator” - fr:4938), mentre la generazione di montagne è attribuita a terremoti, venti o erosione (“Mountains are sometimes created by earthquakes […] or else when ground is heaped up by the winds” - fr:4669).
Le osservazioni empiriche si intrecciano con teorie speculative: la velocità delle navi è limitata dalla resistenza dell’acqua (“ships hardly traverse six miles in an hour unless pushed by winds” - fr:5258), mentre la formazione di nuvole e piogge è spiegata con l’attrazione dei vapori da parte del Sole (“many vapours are drawn upward, but when the following day has a longer night […] vapour has to be condensed” - fr:24258). Alcune ipotesi, come quella di Anassagora sulla visibilità delle stelle (“the other fixed stars were visible by reflection of the Sun’s light” - fr:5980), sono citate per confutarle o integrarle. La suddivisione del tempo notturno in cinque fasi (“evening”, “quiet of night”, “dead of night”, “cockcrow”, “morning star” - fr:6503) riflette un approccio pratico alla misurazione, così come l’uso di strumenti come sfere armillari per calcolare la posizione degli astri (“observe the altitude with a planisphere or armillary sphere” - fr:5919).
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3 Il ruolo del calore e dei processi alchemici nella trasformazione della materia
Le proprietà fisiche e chimiche degli elementi, la loro interazione con il fuoco e le tecniche di distillazione, fusione e alterazione dei metalli e delle sostanze organiche. Un’indagine sulle forze che governano la materia attraverso il calore, il movimento e la composizione elementare.
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4 Il pensiero scientifico e filosofico di Girolamo Cardano
Tra geometria, alchimia e meraviglie della natura: un’enciclopedia del sapere rinascimentale.
Le frasi delineano un sistema di conoscenze che intreccia osservazioni fisiche, matematiche, astronomiche e naturalistiche, con riferimenti costanti a teorie antiche e sperimentazioni personali. Cardano analizza la percezione della profondità e della forma degli astri (“omnes videbuntur ab eodem plano erigi” - fr:5752), la meccanica dei corpi in movimento (“obliquior descensus est ab c ad equalitatem quam ab b ad e” - fr:1904), e le proprietà geometriche delle figure (“Heptagoni vero latus […] constituunt trigonum” - fr:19876). Emergono temi ricorrenti: la struttura del cosmo e la posizione degli oggetti celesti, la natura dei materiali (metalli, pietre, piante), la generazione spontanea degli animali, e la rappresentazione di fenomeni inspiegabili, come visioni demoniache o proprietà occulte delle sostanze.
La trattazione spazia dalla definizione di luogo (“omne corpus suam habet extremam superficiem” - fr:1724) alla critica delle teorie aristoteliche sulla luce e il calore, passando per digressioni su strumenti tecnici (come la cochlea di Archimede - fr:1633) e riflessioni sulla fragilità umana (“fragilior est longe vitro vita humana” - fr:8809). Le citazioni rivelano un metodo che combina citazioni di autori classici (Ippocrate, Galeno, Ovidio) con esperimenti diretti (“me spectante saepius experimentum” - fr:1633) e ipotesi originali, come la natura della Via Lattea o la classificazione delle sezioni coniche. Il testo si configura come un’opera enciclopedica, suddivisa in libri tematici (dalla cosmologia alla zoologia, dall’ottica alla demonologia), dove la precisione matematica si alterna a descrizioni di fenomeni straordinari e a considerazioni filosofiche sulla conoscenza e i suoi limiti (“cum fines, et initia cunctorum lateant” - fr:22064).
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5 La natura e le proprietà di piante, gemme e materiali naturali
Tra classificazioni botaniche e virtù dei minerali, un viaggio nelle corrispondenze tra forme, colori e poteri della materia vivente e inorganica.
Le frasi delineano un sistema di conoscenze che intreccia botanica, mineralogia e alchimia, con particolare attenzione alle proprietà fisiche, agli usi pratici e alle trasformazioni degli elementi naturali. Si descrivono piante e alberi in base a caratteristiche morfologiche (foglie, frutti, corteccia), habitat e adattamenti climatici, come nel caso dello zethum prodotto da cereali o riso (fr:12500) o della Guanabanus, un frutto tropicale dalle dimensioni di un cocomero (fr:17780). Vengono elencate specie vegetali con effetti specifici: piante tossiche o curative (fr:12691), come l’aconito o il viper’s bugloss (fr:11709), e alberi la cui ombra risulta dannosa, come il noce o il fico maturo.
Parallelamente, si analizzano le gemme e i minerali, distinguendoli per colore, durezza e lavorazione. Il topazio viene confuso con il crisolito (fr:10094, fr:10072), mentre l’agata si presenta in varietà cromatiche (fr:10018). Si menzionano tecniche di imitazione, come la creazione di gemme artificiali tramite vetro colorato (fr:10460), e materiali utilizzati in arte, come i pigmenti derivati da minerali (fr:6954) o le tessere musive (fr:10487). La classificazione dei colori segue schemi aristotelici, con sette tonalità base (fr:18129, fr:6872), e si estende a terre e pietre (fr:4838).
Un filone centrale riguarda le interazioni tra piante: innesti, simbiosi (fr:11362) e modifiche indotte dall’ambiente o dall’uomo, come la produzione di mele rosa tramite innesto su gelso (fr:18581) o la creazione di erbe ibride (fr:18657). Si esplorano anche le proprietà dei succhi vegetali, come il balsamo (fr:12249) o la resina di pino (fr:12645), e la loro relazione con il clima e il terreno (fr:11908). Alcune piante sono descritte per il loro valore simbolico o esotico, come l’albero del paradiso (fr:12873) o il bdelium bactriano (fr:12617), mentre altre per usi pratici, come la produzione di pane da frutti (fr:12743) o di oli (fr:12260).
Infine, emergono riferimenti a credenze e tradizioni, come l’uso di semi trattati per conferire proprietà terapeutiche (fr:18658) o la distinzione tra piante selvatiche e domestiche (fr:18632), insieme a osservazioni sulla longevità, la struttura e la nomenclatura degli alberi (fr:26125).
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6 Animali e natura: osservazioni, classificazioni e peculiarità biologiche
Tra morfologia e adattamento, le infinite variazioni della vita animale secondo la scienza rinascimentale.
Le frasi delineano un’indagine sistematica sulle caratteristiche, le origini e le funzioni degli animali, con particolare attenzione alla loro anatomia, ai meccanismi riproduttivi e alle relazioni con l’ambiente. Vengono descritti tratti distintivi di specie note (lupi, cani, elefanti, camaleonti) e creature esotiche o ibride (rosomacha, wolverine, animali etiopi con zampe umane), spesso attraverso confronti morfologici: “la Rosomacha in Lituania […] con la taglia di un cane, il muso di un gatto, il dorso e la coda di una volpe” - (fr:14859). Si analizzano adattamenti funzionali, come la mancanza di denti nel camaleonte o la struttura delle corna negli animali cornuti, giustificata dalla necessità di resistenza al combattimento: “ramificate, dure e solide per evitare rotture” - (fr:15339). Emergono teorie sulla generazione spontanea (“animali generati da materia putrida”), sulla trasmissione di malattie (rabbia, vitiligine) e sulla durata della gestazione, correlata alla longevità: “nessun animale portato per breve tempo nel grembo materno può avere vita lunga” - (fr:15180).
Il testo affronta anche la riproduzione, con riferimenti alla dominanza dei caratteri parentali (“se il seme paterno prevale sul sangue mestruale, i figli assomigliano al padre”) e a pratiche come l’incubazione artificiale delle uova in Egitto. Vengono citati fenomeni di ibridazione (muli, lycisca) e anomalie (mostri, parti gemellari fusi), attribuiti a cause come lo spavento materno o la debolezza del principio generativo. La classificazione degli animali segue criteri di complessità crescente, dai metalli e piante fino all’uomo, passando per insetti, pesci, uccelli e quadrupedi. Si notano osservazioni su abitudini notturne (“gli animali notturni vedono al buio”), strategie di difesa (corazze, veleni) e peculiarità geografiche, come tori tedeschi con barba prominente o cavalli libici con zoccoli neri. Infine, si menzionano credenze popolari (l’uso di parti di lupo contro le coliche) e fenomeni naturali (l’effetto del fulmine su determinate specie).
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7 Le proprietà geometriche delle sezioni coniche e delle figure curve
Dalla spirale di Archimede alle proporzioni tra solidi e superfici: un trattato sulle figure generate da piani e coni.
Le frasi analizzate riguardano le proprietà geometriche di figure curve e solide, con particolare riferimento alle sezioni coniche (circonferenza, ellisse, parabola, iperbole) e alle loro relazioni con cerchi, spirali e solidi di rotazione. Vengono citate dimostrazioni classiche, come quelle di Euclide e Archimede, e concetti come il latus rectum, il centro di gravità, le proporzioni tra aree e volumi, e le proprietà tangenziali.
Il testo descrive la generazione delle coniche tramite piani secanti un cono: un piano perpendicolare all’asse genera una circonferenza (fr:19713), uno inclinato ma non parallelo alla base produce un’ellisse (fr:19725), uno parallelo a una generatrice genera una parabola (fr:19729), mentre uno che interseca entrambe le falde del cono produce un’iperbole (fr:19729, fr:19747). Vengono definite le proprietà delle iperboli “opposte” (fr:19734) e le relazioni tra i loro assi e vertici.
Per le spirali, si enunciano proporzioni tra aree e settori circolari: ad esempio, l’area racchiusa da una spirale in una rivoluzione rispetto a quella di un cerchio circoscritto (fr:19826, fr:19832), o la relazione tra una tangente alla spirale e la circonferenza di un cerchio (fr:19825). Si citano anche proprietà specifiche, come il rapporto tra le aree aggiunte in rivoluzioni successive (fr:19826).
Per i solidi, si trattano le proporzioni tra volumi di conoidi (paraboloidi e iperboloidi) e coni o sfere equivalenti (fr:19902, fr:19890), nonché il centro di gravità di sezioni paraboliche (fr:2061). Si menzionano teoremi come quello della “scatola del cappello” (Hat Box Theorem) di Archimede, che lega le aree di una sfera e di un cilindro equidistanti (fr:19898).
Le dimostrazioni fanno spesso riferimento ai Elementi di Euclide, citando proposizioni sui triangoli simili (fr:19631), le tangenti (fr:19681), e le proporzioni (fr:19878). Vengono inoltre descritte costruzioni geometriche, come la divisione di un angolo (fr:20045) o la generazione di figure tramite rotazione (fr:6591). Alcuni passaggi riguardano proprietà aritmetiche legate alla geometria, come la composizione di numeri cubici (fr:20136) o le progressioni numeriche (fr:20160).
Infine, si accenna a questioni di geometria proiettiva (fr:22769) e a problemi classici, come la quadratura del cerchio tramite spirali (fr:22096).
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[8.1/1-80-22480|16568]
8 Meccanica, proporzioni e ingegno umano tra teoria e applicazioni pratiche
Dalle leve ai giochi di prestigio, un catalogo di soluzioni per sollevare, misurare, ingannare e costruire.
Le frasi delineano un sistema di conoscenze tecniche e scientifiche centrato su principi meccanici, proporzioni anatomiche e artifici ingegnosi. Al centro vi sono macchine semplici (pulegge, viti, leve, pistoni) impiegate per moltiplicare la forza umana o animale, come nel sollevamento di pesi tramite “una corda che gira attorno a pulegge” (fr:21470) o nell’uso di “un peso M di circa 000 libbre” mosso da una vite senza fine (fr:21483). Parallelamente, emergono regole di proporzione applicate al corpo umano e animale: misurazioni dettagliate di parti anatomiche (occhi, naso, orecchie) in “18 parti” (fr:17183) o la descrizione di andature equine classificate per sequenza di movimenti (“Propassus”, “gradarius”; fr:16564, fr:16568).
Un secondo filone riguarda dispositivi idraulici e pneumatici: pistoni che “chiudono ermeticamente il cilindro superiore” (fr:1322), sifoni per trasferire liquidi tra recipienti (fr:1528), e l’uso di “otri di cuoio” per sostenere ponti (fr:2098). Non mancano inganni e illusioni, come navi mosse da calamite nascoste (fr:10900) o trucchi di prestigio con “anelli lanciati in aria che ricadono intrecciati” (fr:22365). Infine, si osservano applicazioni pratiche in ambiti disparati: dalla pesca con “bastoni divisi in cima” per intrappolare granchi (fr:18896) alla costruzione di strumenti musicali basati su “intervalli di voci” (fr:18276), fino a metodi per incubare uova con “cuscini di sterco di gallina” (fr:17624). Il tutto è esposto con un linguaggio che alterna rigore geometrico (“il rapporto FB : BC è quadruplo”; fr:1959) e descrizioni concrete, senza mai discostarsi dall’osservazione empirica.
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9 La natura e la varietà del sapere rinascimentale
Un’enciclopedia del mondo naturale e delle arti meccaniche, attraverso le lenti della filosofia naturale e della curiosità umana.
Il sommario si concentra sulle diverse aree del sapere e delle osservazioni presenti nelle frasi fornite, che spaziano dalla filosofia naturale alle scienze pratiche, dalla zoologia alla mineralogia, dall’astronomia alla meccanica.
Le frasi trattano in modo esteso la figura e le opere di Girolamo Cardano, un poliedrico intellettuale rinascimentale, evidenziando la sua vasta produzione letteraria e scientifica, come “De Subtilitate” e “De Rerum Varietate”. “De Subtilitate” viene descritto come un compendio di filosofia naturale, scritto in circostanze particolari e molto popolare all’epoca - (fr:26083). Cardano affronta temi che vanno dalla cosmologia alla meccanica, dalla medicina alla matematica, mostrando un approccio enciclopedico tipico del Rinascimento.
Numerosi riferimenti sono dedicati a personaggi storici e mitologici, come Aristotele, Archimede, e Plinio il Vecchio, che rappresentano le fondamenta del sapere antico su cui si basa il pensiero rinascimentale. Aristotele, ad esempio, è citato in molteplici contesti, dalla fisica alla biologia, evidenziando la sua influenza duratura - (fr:26083).
Le osservazioni naturalistiche coprono una vasta gamma di fenomeni e organismi. Si parla di animali come elefanti, leoni, e delfini, descrivendo le loro caratteristiche e comportamenti, nonché di piante e minerali, con particolare attenzione alle loro proprietà e usi - (fr:26083). Ad esempio, viene menzionato il comportamento degli elefanti, noti per la loro saggezza e longevità, e si descrivono le proprietà di minerali come l’oro, l’argento, e le pietre preziose.
La meccanica e le invenzioni occupano un posto di rilievo, con riferimenti a dispositivi come la macchina di Ctesibio, gli orologi, e i sistemi di sollevamento - (fr:26083). Cardano discute anche di tecniche di costruzione e di strumenti musicali, mostrando un interesse per l’applicazione pratica del sapere.
L’astronomia è un altro tema centrale, con riferimenti a fenomeni come le eclissi, le comete, e la struttura del cielo. Si menzionano le teorie di Tolomeo e le osservazioni di Copernico, evidenziando il dibattito in corso sull’ordine cosmico - (fr:26083).
Infine, le frasi toccano anche argomenti di medicina e alchimia, con riferimenti a figure come Galeno e Paracelso. Si parla di malattie, rimedi naturali, e pratiche alchemiche, mostrando il legame tra scienza e tradizione - (fr:26083).
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10 Girolamo Cardano e la De subtilitate: enciclopedia filosofica del Rinascimento
Un’opera che sfida i confini tra scienza, magia e meccanica, ridefinendo il sapere naturale tra empirismo e speculazione.
Il testo ruota attorno alla figura di Girolamo Cardano (1501-1576) e alla sua opera De subtilitate (1550), un trattato enciclopedico che sintetizza filosofia naturale, matematica, meccanica, occultismo e medicina. L’opera si distingue dai contemporanei per la sua impostazione filosofica anziché puramente descrittiva, come evidenziato dal confronto con testi geografici o naturalistici coevi (“Cardano’s De subtilitate, for all its diffuseness, remains distinctively more philosophical in orientation” - fr:154). Pur radicata in una cornice aristotelica, la De subtilitate incorpora deviazioni e innovazioni, come l’integrazione di macchine e calcoli matematici accanto a fenomeni naturali (“discussions of machines stand side by side with discussions of natural processes” - fr:228), anticipando la fusione tra discipline che caratterizzerà la Rivoluzione Scientifica.
Cardano esplora temi eterogenei: dalla simpatia e antipatia tra elementi (fr:215) alla magia naturale (fr:87), passando per l’astrologia (fr:80), la medicina (fr:83), e persino la crittologia (fr:513). L’opera include anche riflessioni su demoni, talismani e prodigi (fr:3696), mostrando una visione del mondo in cui il confine tra scienza e occulto è labile. La sua struttura enciclopedica, definita “a sort of hulking encyclopaedia of the natural sciences” (fr:513), raccoglie conoscenze empiriche e speculative, influenzando pensatori successivi come Bacon (fr:169) e Descartes (fr:138).
La De subtilitate si inserisce in un contesto di rottura disciplinare: mentre la filosofia naturale scolastica escludeva la meccanica, Cardano ne discute apertamente (fr:261), contribuendo a sdoganare la matematica come strumento per comprendere la natura (fr:229). Tuttavia, la sua eredità fu controversa: criticata da Scaliger per la mancanza di sistematicità (fr:146), venne rivalutata solo in epoche successive, quando la sua approccio empirico e la sua apertura a temi “marginali” (come la prolungata inedia - fr:17043) furono riconosciuti come precursori della scienza moderna. La fama di Cardano sopravvisse grazie alla sua autobiografia (De vita propria), che ne tramandò l’immagine di poliedrico intellettuale (fr:79).
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