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Galeno - Op. Scelte | A


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1 Le opere e gli scritti di Galeno

Un elenco ragionato della produzione letteraria e scientifica del medico-filosofo.

Il testo presenta un catalogo esteso degli scritti di Galeno, elencati per materia e origine. La lista include commentari alle opere di Ippocrate, come “commentari alle opere ippocratiche” - (fr:904) e “commentari agli Aforismi” - (fr:913), e a quelle di filosofi come Platone e Aristotele, ad esempio “quattro libri di commento Sulle espressioni mediche nel Timeo di Platone” - (fr:998) e “Tre libri di commento al libro Sull’interpretazione” - (fr:1001). Galeno distingue tra scritti destinati alla pubblicazione e altri nati come appunti per lezioni, come precisa “una espressamente destinata alla pubblicazione, l’altra risultante da appunti presi da studenti durante le sue lezioni” - (fr:696). La sua produzione spazia dall’anatomia, con opere come “Sull’anatomia di Erasistrato” - (fr:927) e “il primo libro Sull’utilità delle parti” - (fr:793), alla logica e alla dimostrazione, con titoli quali “un libro Sulla scoperta apodittica” - (fr:981) e “il trattato Sulla dimostrazione” - (fr:13644). Scrisse anche su temi di etica, come nei “due Sulla diagnosi delle passioni e degli errori propri di ciascuno” - (fr:989), e di linguistica, come “Quarantotto libri di Parole che st trovano presso gli scrittori attici” - (fr:1014). L’opera De libris propriis costituisce una bibliografia autobiografica, “l’unica bibliografia ragionata che un autore antico abbia fatto dei propri scritti” - (fr:701), compilata per contrastare falsificazioni. La tradizione e lo studio dei suoi testi sono segnati dalla ricerca di edizioni critiche, come “La prima edizione critica dell’opera è da considerarsi quella stampata… di Prantl” - (fr:13959), e dalla loro traduzione, ad esempio “quella, condotta sul testo greco, di Nicola di Reggio, nel 1378” - (fr:12060).


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2 Il pensiero e l’opera di Galeno: tra medicina, logica e filosofia

Un’indagine sulla sintesi galenica del sapere antico.

La riflessione di Galeno si colloca al crocevia tra medicina, filosofia e logica, con l’obiettivo di ricostruire un sapere razionale e sistematico. Egli opera una sintesi della tradizione classica, attingendo a Platone, Aristotele e Ippocrate, mentre rifiuta le filosofie ellenistiche e le scuole mediche come quella metodica, da lui considerate scientificamente e ideologicamente devastanti “Per Galeno, gli effetti della medicina metodica appaiono scientificamente e ideologicamente devastanti” - (fr:171). Il suo progetto è fondare una medicina teorica e pratica in grado di riappropriarsi dei fondamenti anatomici e fisiologici, contro la deriva del mestierante ignorante “il medico tende ad ignorare sempre di più la teoria anatomica … e con ciò si riduce al rango di semplice mestierante” - (fr:120). Questo sapere medico ambisce a un’egemonia culturale, proponendosi come una forma di teologia razionale che spiega l’ordine provvidenziale della natura “la scienza di Galeno era … in grado di esibire questa sua valenza teologica, di presentarsi anzi come la forma migliore di teologia” - (fr:419). La natura è divina in quanto legalità regolare imposta a una materia increata, e ammettere un principio causale autonomo della materia significherebbe vanificare la scienza “Se la natura è divina in quanto legalità sovrimposta alla materia, l’ordinamento che essa impone … non consente trasgressioni” - (fr:394). Centrali sono i suoi interessi logici, documentati nel Manuale di logica, con un’analisi dettagliata delle figure sillogistiche, delle protasi e dei metodi di riduzione “Nella prima figura, se la protasi al termine maggiore è affermativa, particolare o universale, e quella al termine minore universale privativa non ne risulta direttamente una conclusione” - (fr:14292). La sua indagine si estende anche agli assiomi ipotetici e disgiunti “Il discorso: « se è giorno, il sole è sulla terra » si chiama … « protasi ipotetica per connessione » - (fr:14064). Il contesto sociale e culturale dell’Impero, in particolare sotto Adriano e Marco Aurelio, è lo scenario in cui Galeno promuove il suo discorso, rivolgendosi al polites colto dell’aristocrazia imperiale “Lo stesso uso del greco invece che del latino è indice della scelta di Galeno di assumere come destinatario del proprio discorso il polites della società imperiale” - (fr:104). La sua attività evolve dalla pratica terapeutica alla conferenza e infine alla scrittura, nel ruolo di teorico e intellettuale “L’attività romana di Galeno segue le fasi di questa sua promozione: la pratica terapeutica … cede progressivamente il posto all’attività di conferenziere … per essere soprattutto scrittore” - (fr:102). Temi secondari rilevanti includono la critica alle altre scuole filosofiche e mediche, la difesa della teleologia, e l’analisi della struttura logica del discorso scientifico.


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3 Anatomia e fisiologia del torace nella respirazione e nella fonazione

Procedimenti di dissezione e osservazione sul meccanismo del respiro e della voce.

L’argomento concerne i metodi di dissezione per esporre e studiare le strutture del torace e i principi della loro funzione. Le descrizioni includono le tecniche per asportare costole e mettere a nudo organi senza danneggiare le membrane sottostanti, come la pleura. “Bisogna dunque mettere a nudo il corpo pineale allo stesso modo in cui si spoglia il cuore della tunica che lo circonda” - (fr:3551). Si osserva la relazione tra il torace e il polmone, che segue passivamente i movimenti della gabbia toracica. “Mostrammo infatti nell’opera Sul movimento del polmone e del torace che il polmone, che non possiede nessun movimento di per sé, viene sempre mosso dal torace” - (fr:5949). Il movimento respiratorio è prodotto dall’azione combinata del diaframma e dei muscoli intercostali. “L’intero movimento del torace è manifestamente governato in basso dal diaframma” - (fr:3157). L’uso differenziale di questi muscoli modifica il pattern respiratorio: “Ogni animale infatti, nelle piccole respirazioni, usa soltanto il diaframma, ma quando si trovi nella necessità di una maggiore respirazione… viene costretto ad aggiungere all’azione del diaframma quella degli intercostali” - (fr:3275). La fonazione dipende dall’integrità di queste strutture. Lesioni o paralisi dei muscoli intercostali e del diaframma compromettono il respiro e la voce. “Se si taglia con un grosso taglio la membrana che riveste le costole in un qualsiasi intercostale, l’animale immediatamente si trova con metà respiro e metà voce” - (fr:3205). La paralisi dei nervi che controllano questi muscoli porta alla perdita della voce. “l’animale infatti colpito in questo modo grida, poi all’improvviso, divenuto senza voce, appena si stringono i nervi col filo di lino” - (fr:3233). Vengono descritti anche gli effetti della pressione intratoracica e la presenza di uno spazio potenziale tra polmone e torace. “dopo la morte moltissimo distante da questo: il polmone indica chiaramente che lo pneuma in esso contenuto viene evacuato nello spazio fra esso stesso e il torace” - (fr:3419). Temi secondari includono la struttura e la funzione delle tuniche muscolari nell’esofago e nello stomaco per la deglutizione, e l’anatomia della laringe e della trachea.


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4 Anatomia del sistema vascolare e degli organi interni

Struttura, denominazione e distribuzione delle vene, delle arterie e dei visceri principali.

Il testo descrive minuziosamente l’anatomia dei vasi sanguigni e dei principali organi. Vene e arterie sono distinte per struttura, origine e funzione. Il cuore ha due ventricoli: dal sinistro nasce l’arteria grande o aorta, che distribuisce il sangue a tutto il corpo; dal destro nasce la vena arteriosa, che va al polmone. “Dal ventricolo destro del cuore nasce un vaso che si ramifica in tutto il polmone, del tipo delle arterie… dal sinistro, del tipo delle vene” - (fr:2795). Esistono vasi con caratteristiche miste: l’arteria venosa, che nasce dal ventricolo sinistro, e la vena arteriosa, che nasce dal destro. “Il vaso che nasce dal ventricolo sinistro del cuore «arteria venosa» e quello che nasce dal destro «vena arteriosa» - (fr:2785). La vena cava funge da tronco principale delle vene. “Dalla vena cava nascono le vene di tutto il corpo, come rami da un tronco” - (fr:10322). La distribuzione dei vasi è spesso accoppiata: arterie e vene decorrono vicine e si inseriscono insieme negli organi. “In tutte queste parti i vasi sono così vicini che si toccano fra loro e una vena si trova sempre sovrapposta lungo l’arteria” - (fr:7466). Questo accoppiamento è osservato nel polmone, nel fegato, nei reni, nella milza, nello stomaco e nell’utero. “Anche tutta la distribuzione delle vene negli intestini… è fatta assieme alle arterie” - (fr:10346). Il fegato è centrale per il sistema venoso, ricevendo sangue dalla vena porta e inviandolo alla cava. “La natura… ridusse tutti [i vasi] nell’unica vena che si trova alla porta, e da questa si stacca la vena che muove allo stomaco e alla milza” - (fr:5176). I reni ricevono vasi di grande calibro dalla cava e dall’aorta; la loro posizione asimmetrica influisce sull’origine dei vasi che li irrorano. “I vasi che si inseriscono nei reni… nella misura in cui il rene destro è più elevato dell’altro, anche la diramazione dei vasi che va ad esso è più alto” - (fr:9370). Il polmone è intessuto da tre tipi di vasi: l’arteria venosa, la vena arteriosa e la trachea (arteria ruvida). Un quinto lobo polmonare serve da appoggio alla vena cava. “Il quinto lobo del polmone esiste al fine che la vena cava abbia un appoggio” - (fr:6071). Vengono menzionati temi secondari come la struttura a tronco-rami del sistema vascolare, la differenziazione delle tuniche vasali, la presenza di membrane valvolari negli orifizi cardiaci e la connessione tra i vasi e le membrane di sostegno come il peritoneo e il mesenterio.


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5 L’utilità delle parti nell’anatomia galenica

Principi strutturali e funzionali di nervi, organi di senso e loro protezioni.

La distinzione fondamentale è tra nervi molli, adatti alla sensazione, e nervi duri, adatti al movimento. “i nervi duri hanno una struttura ottima per i movimenti, ma sono per natura disadattissimi per le sensazioni, mentre, al contrario, i nervi molli sono naturalmente adatti per la precisione del senso” - (fr:7646). La natura assegna nervi molli alle parti che necessitano di sensibilità accurata, nervi duri a quelle che devono eccitare il movimento, e entrambi dove servono ambedue le facoltà “nervi molli in quelle parti che avevan bisogno di sensibilità accurata, sempre duri in quelle parti che ne avevan bisogno per eccitare il movimento, gli uni e gli altri a quelle parti che avevano bisogno di entrambe le facoltà” - (fr:9944). Questa differenza ha origine nel cervello, dove la parte anteriore, più molle, è principio dei nervi molli per i sensi, e quella posteriore, più dura, è principio dei nervi duri per il corpo “era necessario che la parte anteriore… fosse più molle, mentre la parte posteriore occorreva che fosse più dura” - (fr:7081). Il cervello mostra una progressione dalla mollezza alla durezza “il cervello a cominciare dalle sue parti molli anteriori diventa sempre più duro” - (fr:7562).

Il cervello e il midollo spinale sono protetti da involucri progressivamente più duri. Il cervello è avvolto dalla meninge sottile e poi da quella spessa, la quale “è tanto più molle dell’osso quanto è più dura della membrana sottile” - (fr:7210). Esternamente, il cranio osseo funge da elmo “mise attorno al cervello prima una specie di elmo, l’osso” - (fr:7368). Le suture del cranio servono per la traspirazione, per legare la meninge all’osso e per il passaggio dei vasi “le suture furono utilmente costruite per la traspirazione dei residui fuligginosi, perché attraverso di esse la meninge spessa potesse essere legata all’osso della testa e perché potessero passare i vasi” - (fr:7697). Il midollo spinale è analogamente protetto all’interno della colonna vertebrale scavata “non era forse meglio scavare e rendere cava internamente quella sorta di chiglia… in modo che si formasse una via e allo stesso tempo una sicura protezione per il midollo?” - (fr:9072).

L’occhio è un esempio complesso di adattamento strutturale. La tunica cornea è una barriera compatta e sottile contro i danni esterni “una adattissima barriera dell’organo della vista contro i danni provenienti dall’esterno” - (fr:7837). Dietro di essa, l’uvea è scura “perché specie questi colori consolano la vista sofferente a causa di luce splendente” - (fr:13706). Le tuniche e gli umori (cristallino, vitreo) sono uniti tra loro per sicurezza “l’umore vitreo è unito attraverso i corpi intermedi alla tunica più esterna di tutte” - (fr:7795). La visione avviene secondo linee rette, i raggi visivi, che dalla pupilla vanno all’oggetto “Chiama dunque queste linee raggi visivi” - (fr:8090). La forma del cristallino è ottimale per il contatto con gli oggetti “ciò che è perfettamente sferico verrà in contatto con i sensibili con una sua parte più piccola, mentre ciò che è piano verrà in contatto con una sua parte più grande” - (fr:8209).

Il principio generale è che la natura assegna a ogni parte una struttura conforme alla sua funzione. Le parti sporgenti e vulnerabili devono essere dure per non spezzarsi “tutte le parti prominenti e scoperte… abbisognano d’una sostanza tale da non venire schiacciata o spezzata facilmente” - (fr:8535). La struttura ossea a spugna del cranio protegge dai traumi e dal freddo diretto “allo scopo che nessun corpo vi battesse sopra e in particolare che il freddo… non entrasse direttamente nei ventricoli del cervello” - (fr:7156). Il pancreas sostiene e ammortizza i vasi “riposando tutti su di un corpo molle e moderatamente cedevole… a poco a poco smorzano la violenza del movimento” - (fr:5215). La cute palpebrale più dura produce ciglia rigide per proteggere l’occhio “La pelle delle palpebre, essendo alquanto più dura di quella del resto del corpo, produce i peli delle ciglia, di particolare durezza” - (fr:3853). Gli organi come la lingua richiedono una sostanza di media durezza per essere sensibili ma non troppo vulnerabili “si trova a un punto medio fra mollezza e durezza al fine che non diventi né insensibile né poco sensibile… né soffra facilmente venendo ferita” - (fr:8507).


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6 L’utilità delle parti del corpo e l’arte della natura

Anatomia comparata e finalismo fisiologico negli scritti galenici.

Le frasi trattano dello studio delle parti degli animali e della loro funziona, dimostrando come la natura le abbia costruite con arte e saggezza per una specifica utilità. Viene ripetutamente affermato che la natura opera come un artefice intelligente, scegliendo sempre la struttura migliore per lo scopo, come nell’assegnare la lunghezza della mascella in base alla presenza di mani “quelli che non hanno mani, come i cavalli, hanno la mascella più lunga per la stessa ragione per la quale hanno il collo più grande” - (fr:8255). L’analisi si fonda sul confronto tra diverse specie, come uomo, scimmie e altri mammiferi, per evidenziare l’adattamento delle parti: le scimmie sono “una ridicola imitazione dell’uomo” - (fr:8258) e la loro struttura è intermedia. L’obiettivo della natura è duplice, “la durezza in vista della sicurezza particolare, la leggerezza in vista del movimento dell’animale” - (fr:8721), e quando due esigenze confliggono, viene scelta la più utile. L’arte si manifesta nell’aver dotato gli animali di organi adatti alle loro facoltà psichiche e di vita, come per il cavallo, il leone o il cervo “Tutti gli animali hanno il corpo adatto ai costumi e alle facoltà dell’anima” - (fr:4108). La perfezione si osserva anche nelle parti più piccole, ciascuna con la posizione, dimensione e forma migliore. Lo studio richiede la dissezione, per cui “quando ti vuoi esercitare su di un esempio” è meglio usare le scimmie, altrimenti altri animali con cinque dita - (fr:2333). La natura non è casuale ma giusta, poiché “non sceglie l’uguale secondo la superficiale apparenza, ma quello che è tale per efficacia (4ynamis) e utilità” - (fr:8251). Viene criticata la visione di chi, come Erasistrato, riduce le funzioni naturali a “qualche altra ipotesi ugualmente ridicola” - (fr:11175). L’opera della natura è superiore a qualsiasi arte umana, e osservarla conduce a una forma di teologia, poiché “tutti portano il segno del sapiente artefice” - (fr:10436).


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7 Anatomia descrittiva e funzionale dei sistemi muscolare, nervoso e vascolare

Sistematica esposizione della struttura, dell’innervazione e della vascolarizzazione degli arti e del tronco, con indagine sulle cause della conformazione delle parti.

Le frasi costituiscono una trattazione anatomica che descrive minuziosamente la disposizione, il percorso e le diramazioni dei nervi, delle vene e delle arterie negli arti superiori e inferiori, nel collo e nel tronco. L’analisi si estende all’origine e all’inserzione dei muscoli, con costante riferimento alla loro azione meccanica nel produrre flessione, estensione, rotazione e inclinazione delle diverse articolazioni. Un principio cardine emerge dalla correlazione tra la direzione delle fibre muscolari e l’origine dei nervi che le comandano: “Era giusto, io penso, ‘che ai muscoli che vanno in direzione alto-basso il nervo fosse inviato dall’alto” - (fr:9990). L’osservazione procedurale indica il metodo di dissezione, come nell’evidenziare i nervi “appena usciti ciascuno dal midollo spinale” dopo aver rimosso i muscoli superficiali (fr:10106). La descrizione è funzionale, volendo dimostrare la ragione d’essere di ogni struttura: la conformazione delle ossa, l’inserzione dei tendini e la profondità dei vasi sanguigni sono spiegate in relazione al movimento da compiere e alla necessità di protezione. Ad esempio, si spiega che i grandi vasi “in nessun punto degli arti, braccia o piedi, sono in superficie, bensì in profondità… in quanto sono più importanti e causano pericoli maggiori” (fr:10260). L’opera corregge presunte ignoranze, affermando che “I medici infatti ignorano che tre coppie di muscoli inclinano all’indietro il collo e la testa… la natura non ha compiuto nulla di tutto ciò approssimativamente” (fr:10113). L’esposizione è organizzata per regioni corporee, passando in rassegna i muscoli e la loro innervazione per il braccio, l’avambraccio, la coscia, la gamba, il collo e la testa, soffermandosi sulle articolazioni principali come la spalla, il gomito, l’anca e il ginocchio.


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8 Il dibattito metodologico tra le scuole mediche antiche

Polemiche sull’esperienza e la ragione nell’anatomia e nella terapia.

Le scuole mediche, principalmente empirici e dogmatici, disputano sul metodo corretto per la medicina. I dogmatici accusano l’esperienza di essere incoerente, incompleta e priva di tecnica, mentre gli empirici accusano la ragione di essere solo plausibile e non vera, portando a un discorso prolungato di accuse e difese “Per questo motivo le due scuole hanno un duplice discorso e questo va per le lunghe quando a turno accusano e si difendono” - (fr:1357). Gli empirici difendono l’esperienza come coerente, autosufficiente e tecnica, e attaccano l’analogia “Difendendosi contro gli attacchi di questi argomenti gli empirici cercano di presentare l’esperienza coerente, autosufficiente e « tecnica » - (fr:1361). L’anatomia e le dissezioni sono ritenute fondamentali per la conoscenza medica e la pratica, in particolare per la chirurgia e la prognosi “Vedendo dunque che la conoscenza degli arti è necessarissima, come lo è l’anatomia di tutte le parti esterne” - (fr:1893). Tuttavia, alcune scuole negano che la dissezione scopra alcunché di necessario “gli empirici invece non ammettono che la dissezione scopra alcunché, né che, se qualcosa si scopre, ciò sia necessario alla medicina” - (fr:1372). Erasistrato e Asclepiade sono criticati per aver trascurato osservazioni anatomiche essenziali o per aver formulato ipotesi in contrasto con l’evidenza “Erasistrato non avrebbe dovuto ignorare questi fatti se egli fosse stato veramente in rapporti con i filosofi del Peripato” - (fr:11354) e “Asclepiade tuttavia anche a questo riguardo è attento alla coerenza colle ipotesi da lui fatte, non ha però avuto vergogna di contraddire l’evidenza” - (fr:10954). I seguaci di queste scuole sono accusati di aver costruito scuse svergognate per difendere gli errori dei loro maestri “anche loro hanno impiegato un gran tempo a costruire scuse svergognate, gli uni per evitare che le menzogne di Asclepiade fossero confutate” - (fr:11100). Il metodo corretto combina dimostrazioni basate sui fatti evidenti con il ragionamento “Poiché tuttavia non è nostra abitudine usare solo questo genere di dimostrazione ma aggiungiamo ad esso anche le prove che derivando dai fatti evidenti sono cogenti” - (fr:11563). Prima di indagare l’utilità di una parte, è necessario conoscerne pienamente la funzione “non è possibile scoprire bene l’utilità di alcuna parte prima di venire a conoscere la funzione di ogni organo” - (fr:4982). Molte dimostrazioni sono state fornite in opere separate, come “Sull’utilità delle parti”, e vengono assunte come ipotesi in trattazioni successive “Abbiamo dato le dimostrazioni di tutti questi fatti altrove e fra l’altro nei libri Sull’utilità della respirazione e Sull’utilità delle pulsazioni” - (fr:10317). Sono elencate numerose opere dell’autore su logica, etica e medicina, indicando l’ampiezza del suo impegno scrittorio “Un libro Sugl elementi essenziali per le dimostrazioni; un libro Sulle proposizioni tralasciate nella dizione delle dimostrazioni…” - (fr:981). L’obiettivo è spesso quello di completare o correggere le dottrine degli antichi, come Ippocrate e Aristotele, basandosi sui fatti evidenti “piuttosto riteniamo opportuno scoprire e dimostrare i fatti che essi hanno enunciato senza dimostrarli perché evidenti” - (fr:11409). I sofisti che muovono obiezioni contro l’evidenza sono condannati “non sospettando neppure che sarebbero esistiti taluni sofisti talmente impudenti da tentare di muovere obiezioni ai fatti evidenti” - (fr:11739). La conoscenza delle parti interne richiede anatomia e teoria della natura per diagnosticare le affezioni profonde “a una persona che voglia conseguire bene tale scopo occorrono anche l’anatomia che insegni a fondo la natura di ciascuna delle parti interne e non роса teoria della natura” - (fr:1483).


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9 Le Facoltà Naturali e l’Utilità delle Parti del Corpo

Il processo digestivo e le funzioni degli organi nella fisiologia galenica.

L’argomento verte sul processo di nutrizione e sulle funzioni degli organi deputati alla digestione, assimilazione ed escrezione. Lo stomaco possiede diverse facoltà: attrae, trattiene, altera ed espelle il cibo. “Lo stomaco, come è stato dimostrato nei commentari Sulle facoltà naturali, possiede una facoltà che attrae la qualità appropriata; possiede inoltre una facoltà che trattiene i cibi presi e poi una che elimina i residui” - (fr:4764). Il nutrimento, una volta concotto, è consegnato dalle viscere alle vene. “Che gli intestini siano stati costruiti non al fine del trasporto dei residui… ma affinché il nutrimento chilificato nello stomaco sia consegnato tutto alle vene” - (fr:5088). Il fegato trasforma questo nutrimento in sangue, separandone i residui. “Utilizzando il paragone con questo esempio immagina che il chilo consegnato dallo stomaco al fegato bolle, cuoce e viene alterato fino alla formazione di buon sangue” - (fr:4737). La milza attira la parte più densa e terrosa sfuggita alla trasformazione epatica. “Infatti è la parte parecchio densa e terrosa, sfuggita completamente alla trasformazione operata nel fegato, che la milza attira a sé” - (fr:11532). I reni attirano l’urina per una specifica facoltà. “È chiaro che anche il residuo acquoso e sieroso fluirà per primo dentro i vasi conduttori di bile” - (fr:11162). La bile gialla è secreta dal fegato e raccolta nella vescica biliare, mentre la bile nera o atrabile è attratta dalla milza. L’atto dell’attrazione non avviene solo per il riempimento di un vuoto, ma anche per appropriatezza di qualità. “bisogna sapere che vi sono due specie di attrazione, una dovuta alla necessità del riempimento del vuoto, l’altra dovuta alla appropriatezza della qualità” - (fr:11907). Ogni parte del corpo attira a sé l’umore a lei appropriato. “Dopo che abbiamo dimostrato che ciascuna delle parti dell’animale attira a sé l’umore appropriato e che questa è, si può dire, la prima delle facoltà naturali” - (fr:11762). Vengono menzionati temi secondari come le differenze tra i sessi nella riproduzione, la formazione del feto e del latte, e l’azione di farmaci o cibi specifici.


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10 Teoria dei temperamenti nella fisiologia e patologia antica

La dottrina delle quattro qualità e delle discrasie nel governo del corpo, dell’anima e della terapia.

La sostanza delle parti omogenee del corpo è definita dal temperamento delle quattro qualità: caldo, freddo, secco, umido “La sostanza di una parte omogenea è definita dal temperamento delle quattro qualità, caldo, freddo, secco, umido” - (fr:3820). Il buon temperamento (eukrasia) rappresenta il punto medio tra gli estremi; un corpo si dice caldo, freddo, secco o umido in relazione a quanto si discosta da questo equilibrio “La qualità di ogni corpo va infatti riferita al buon temperamento (eukrasia) ossia al punto medio fra estremamente caldo e estremamente freddo, oppure fra secco e umido” - (fr:10544). Le otto discrasie fondamentali sono l’eccesso delle quattro qualità semplici e delle quattro combinazioni composte (caldo-secco, caldo-umido, freddo-secco, freddo-umido) “Le otto discrasie sono: le quattro semplici (dovute all’eccesso delle quattro qualità) e le quattro composte” - (fr:13667). L’anima è concepita come forma di un corpo omogeneo e la sua essenza è un temperamento “l’essenza dell’anima è in un certo modo un temperamento, se vuoi, delle quattro qualità” - (fr:12178); lo pneuma vitale è una mescolanza temperata di elementi aereo e igneo “lo pneuma è una certa materia propria dell’anima, e la forma della materia è un certo temperamento della sostanza aerea e ignea” - (fr:12234). Il temperamento del corpo influenza direttamente le facoltà dell’anima: l’umidità procura insensatezza, la secchezza intelligenza “l’umidità procura insensatezza e la secchezza procura intelligenza” - (fr:12220), e i cattivi umori o un calore innaturale possono danneggiare l’attività razionale, portando a perdita di memoria, delirio o follia “l’anima è signoreggiata e schiava del corpo a causa dell’irragionevolezza… per certi cattivi umori che si generano nel corpo” - (fr:12260). Platone riconosce che l’anima subisce disagio per i cattivi umori del corpo “Platone chiaramente ammette che l’anima viene a trovarsi in certo disagio per i cattivi umori del corpo” - (fr:12292). I caratteri dell’anima, come vivacità, intelligenza o fierezza, dipendono dal temperamento corporeo, a sua volta influenzato dal clima, dalle acque, dall’alimentazione e dal regime di vita “dai temperamenti dipendono nel più e nel meno l’intelligenza e la stupidità” - (fr:12474); “i caratteri sono dipendenti dai temperamenti della regione” - (fr:12393). La diagnosi si fonda sull’osservazione dei segni del temperamento nelle parti del corpo, come la sensibilità al freddo o al caldo, la qualità dei capelli o la prontezza intellettuale “se la parte è sensibile al freddo, o di freddezza o di scarsa compattezza” - (fr:13092); “la prontezza intellettuale è indizio di sostanza cerebrale fine” - (fr:12919). La terapia è indicata dalla malattia, dal luogo affetto, dalle caratteristiche del paziente e dalle cause esterne “L’indicazione terapeutica viene in primo luogo dalla diagnosi della malattia stessa; in secondo luogo dal luogo affetto… in terzo luogo dalle caratteristiche individuali del malato” - (fr:12631). Il trattamento conserva o corregge il temperamento mediante l’uso appropriato di aria, cibi, bevande, esercizio e riposo, applicando cause simili a casi simili “chi conosca la materia e le facoltà di tutto ciò che riguarda il corpo potrà servirsi delle cause salutari, adoperando le cause simili per i casi simili” - (fr:13303). Le stesse sostanze possono essere salutari o morbose a seconda della misura e del temperamento individuale a cui sono applicate “le stesse sostanze sono ora salutari ora morbose in relazione a qualcosa” - (fr:13260).


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