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Croiset - Les Démocraties antiques - 1911 | A | =


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1 Dalle riforme di Solone all’età di Pericle: genesi, sviluppi e limiti del governo democratico ad Atene.

La democrazia ateniese nacque gradualmente, non come un’importazione straniera: “preparata prima dalle riforme di Solone, aiutata nella sua crescita dal governo intelligente di Pisistrato, giungendo infine a maturità con Clistene e Pericle” - (fr:2707). La costituzione di Solone ne fu “la carta fondamentale” - (fr:448), ma i suoi principi produssero tutte le conseguenze solo molto tempo dopo (fr:170). Dopo il rovesciamento dei Pisistratidi, “le riforme francamente democratiche di Clistene divennero possibili, e solo allora comincia il governo della democrazia” - (fr:2205). Atene passò “da re, poi dagli Eupatridi, dalla costituzione di Solone a quella di Clistene” e si stabilizzò in un regime democratico (fr:710). Alle vicende ateniesi sono accostate le classificazioni antiche delle forme di governo: Platone riduce la successione a aristocrazia, timocrazia, oligarchia, democrazia e tirannide (fr:3334); Polibio propone un ciclo di regno, aristocrazia, democrazia e tirannide (fr:3341). La democrazia antica era intesa come “governo diretto della città da parte dell’insieme del popolo”, senza rappresentanza (fr:3310), e “limitata a un territorio di estensione modesta” (fr:3312). Il confronto con Sparta mostra una costituzione interamente orientata alla guerra (fr:2459); Roma non fu mai democratica e passò da re a senato aristocratico a imperatori (fr:3031). Isocrate “dichiara più volte di non essere nemico della democrazia”, ma ne critica i dettagli di condotta (fr:1338). Il giudizio complessivo, “secondo la regola di giudizio indicata da Aristotele”, è che il governo interno di Atene “non fu cattivo” (fr:2190).


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2 Dalla preminenza della nascita alla sovranità del numero: classi, conflitti e istituzioni nelle città antiche.

Il potere passa dal privilegio della nascita a quello della ricchezza e infine all’universalità dei cittadini: “Ce qu’on voit partout, c’est le transfert du pouvoir de la naissance à la richesse, puis de la richesse à l’universalité des citoyens, sauf quelques réserves variables selon les temps et les lieux.” - (fr:2717) [Quello che si vede ovunque è il trasferimento del potere dalla nascita alla ricchezza, poi dalla ricchezza all’universalità dei cittadini, salvo alcune riserve variabili secondo i tempi e i luoghi.] La cittadinanza resta però un perimetro ristretto: “La cité (πόλις) ne comprend pas tous les habitants de l’Attique : elle ne comprend que les citoyens proprement dits (πολῖται).” - (fr:762) [La città (polis) non comprende tutti gli abitanti dell’Attica: comprende solo i cittadini propriamente detti.] Accanto ai cittadini stanno meteci, affrancati e schiavi, in numero considerevole: “Les citoyens, il est vrai, ne formaient qu’une partie de la cité : à côté d’eux il y avait les métèques, les affranchis, les esclaves, et le nombre en était considérable.” - (fr:776) [I cittadini, è vero, formavano solo una parte della città: accanto a loro c’erano i meteci, gli affrancati, gli schiavi, e il loro numero era considerevole.] La schiavitù, assegnando ai non cittadini una parte dei lavori penosi, solleva i poveri e ne riduce il numero: “D’abord l’existence de l’esclavage, en assignant à des hommes, qui ne faisaient pas partie de la cité, une forte part des travaux pénibles attribués dans nos sociétés modernes aux citoyens pauvres, déchargeait ceux-ci d’autant et en réduisait le nombre.” - (fr:2302) [In primo luogo l’esistenza della schiavitù, assegnando a uomini che non facevano parte della città una gran parte dei lavori penosi attribuiti nelle nostre società moderne ai cittadini poveri, sollevava questi ultimi di altrettanto e ne riduceva il numero.] Ma non elimina la presenza di una classe povera più numerosa di quella ricca: “L’esclavage n’a pas empêché qu’il n’y eût dans toutes les cités, à côté d’une classe riche, une classe pauvre beaucoup plus nombreuse.” - (fr:3307) [La schiavitù non ha impedito che in tutte le città ci fosse, accanto a una classe ricca, una classe povera molto più numerosa.] Atene si distingue dagli Stati moderni per la piccola estensione della città e il numero ristretto dei cittadini: “Une différence beaucoup plus importante entre Athènes et les États modernes est celle qui vient du peu d’étendue de la cité et du nombre restreint des citoyens.” - (fr:796) [Una differenza molto più importante tra Atene e gli Stati moderni è quella che deriva dalla piccola estensione della città e dal numero ristretto dei cittadini.] Il suolo attico non basta al grano necessario, mentre la posizione e il commercio marittimo vi fanno affluire i prodotti di tutta la terra: “Le sol de l’Attique, trop maigre, ne suffisait pas à produire le blé nécessaire à une population relativement considérable.” - (fr:1791) [Il suolo dell’Attica, troppo magro, non bastava a produrre il grano necessario a una popolazione relativamente considerevole.] “La situation d’Athènes et l’étendue de son commerce maritime y font affluer les produits de la terre entière, pour la plus grande commodité de l’existence.” - (fr:1170) [La posizione di Atene e l’estensione del suo commercio marittimo vi fanno affluire i prodotti di tutta la terra, per la massima comodità dell’esistenza.] Sul piano militare, l’esercito può schierare circa trentamila opliti: “L’armée athénienne pouvait mettre en ligne, au milieu du V’ siècle, 000 hoplites. Il va de soi que les effectifs ne comprenaient pas, d’ordinaire, un chiffre d’hommes aussi considérable, et que les armées étaient complétées par des troupes légères et par des alliés.” - (fr:1014) [L’esercito ateniese poteva schierare, verso la metà del V secolo, 000 opliti. È evidente che gli effettivi non comprendevano di solito un numero di uomini così considerevole, e che gli eserciti erano completati da truppe leggere e da alleati.] Le triremi imbarcano rematori presi dall’ultima classe, dai meteci e talvolta dagli schiavi: “Sur chaque trière, on embarquait de nombreux rameurs (environ cent quatre-vingts), pris parmi les citoyens de la dernière classe et les métèques, quelquefois parmi les esclaves.” - (fr:1041) [Su ogni trireme si imbarcavano numerosi rematori (circa centottanta), presi tra i cittadini dell’ultima classe e i meteci, qualche volta tra gli schiavi.] I ricchi sono organizzati in symmetrie per anticipare le somme necessarie: “Les citoyens riches étaient répartis en 20 symmories, à raison de 120 par tribu; les 300 plus riches (15 par symmorie) faisaient l’avance de la somme nécessaire, et se faisaient ensuite rembourser en partie par les moins riches.” - (fr:1072) [I cittadini ricchi erano ripartiti in 20 symmetrie, in ragione di 120 per tribù; i 300 più ricchi (15 per symmetria) anticipavano la somma necessaria, e si facevano poi rimborsare in parte dai meno ricchi.] L’imposta diretta sui cittadini è considerata un attentato alla proprietà: “Car c’était un principe que les citoyens devaient être libres dans leurs propriétés comme dans leurs personnes : l’impôt direct leur semblait une atteinte à la propriété.” - (fr:1051) [Poiché era un principio che i cittadini dovessero essere liberi nelle loro proprietà come nelle loro persone: l’imposta diretta sembrava loro un attentato alla proprietà.] La costituzione assume un carattere ultra-democratico: “On voit le caractère ultra-démocratique de cette constitution : la souveraineté appartient au nombre ; toutes les mesures sont prises pour paralyser l’influence de l’aristocratie; la richesse, malgré les privilèges théoriques accordés aux trois premières classes, subit plus de charges qu’elle ne possède de droits réels; une égalité jalouse règne partout.” - (fr:1132) [Si vede il carattere ultra-democratico di questa costituzione: la sovranità appartiene al numero; tutte le misure sono prese per paralizzare l’influenza dell’aristocrazia; la ricchezza, malgrado i privilegi teorici accordati alle prime tre classi, subisce più oneri di quanti diritti reali possieda; un’uguaglianza gelosa regna ovunque.] Il fenomeno non è solo ateniese: a Roma una distribuzione delle centurie per censo assicura ai ricchi, cioè ai patrizi, una preponderanza schiacciante: “Il est vrai que son droit est plus nominal que réel ; car une savante distribution des centuries en classes, distinguées par le cens, et l’ordre dans lequel sont recueillis les suffrages, assure aux riches, c’est-à-dire aux patriciens, une prépondérance écrasante.” - (fr:3091) [È vero che il suo diritto è più nominale che reale; perché un’abile distribuzione delle centurie in classi, distinte dal censo, e l’ordine in cui sono raccolti i suffragi assicurano ai ricchi, cioè ai patrizi, una preponderanza schiacciante.]


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3 Il governo del popolo tra sorteggio, elezione e rendiconto.

Al centro delle frasi c’è il funzionamento delle istituzioni democratiche nell’antichità, con particolare spazio al caso ateniese. L’Assemblea del popolo delibera sui progetti presentati dal Consiglio e non può uscire dall’ordine del giorno: “Elle ne pouvait délibérer que sur les projets de décrets qui lui étaient soumis par le Conseil…” - (fr:886) [Non poteva deliberare se non sui progetti di decreti che le erano sottoposti dal Consiglio…]. Le sue decisioni sono sottoposte al controllo di legalità: “Toute mesure illégale votée par l’Assemblée pouvait entraîner contre l’auteur de la proposition une accusation d’illégalité” - (fr:889) [Ogni misura illegale votata dall’Assemblea poteva comportare contro l’autore della proposta un’accusa di illegalità]. Il tribunale degli Eliasti, designato ogni anno per sorteggio, è presentato come l’istituzione giudiziaria più democratica: “Les Héliastes, au nombre de six mille, étaient désignés chaque année par le sort…” - (fr:928) [Gli Eliasti, in numero di seimila, erano designati ogni anno dalla sorte…]. Le magistrature sono per lo più sorteggiate, mentre il comando militare è elettivo: “on tira au sort les archontes… mais on élut toujours les stratèges” - (fr:849) [si tirarono a sorte gli arconti… ma si elessero sempre gli strateghi]. Le cariche pubbliche sono retribuite, con aumenti successivi dei salari: “Cléophon… porte le salaire des juges à deux oboles” - (fr:697) [Cleofonte… porta il salario dei giudici a due oboli]. È anche previsto l’obbligo di rendiconto: “tout détenteur d’une parcelle quelconque de l’autorité publique doit, en sortant de charge, rendre compte au peuple” - (fr:872) [ogni titolare di una qualsiasi parte dell’autorità pubblica, uscendo di carica, deve rendere conto al popolo]. L’Areopago viene ridotto a vantaggio dell’Assemblea e dei tribunali: “Il s’agit, pour la démocratie, de réduire la puissance de l’Aréopage au profit de l’Assemblée et des tribunaux” - (fr:2212) [Si tratta, per la democrazia, di ridurre la potenza dell’Areopago a favore dell’Assemblea e dei tribunali]. La partecipazione non è universale: molti cittadini preferiscono dedicarsi ai propri interessi (fr:2024). Il quadro si allarga ad altre città: a Mantinea le cariche sono elettive, non sorteggiate come ad Atene (fr:2850), e il Consiglio funziona come sezione permanente dell’Assemblea (fr:2856); su Cartagine e Roma si ricordano suffeti, senato, consoli e proconsoli (fr:3020, 3224). La democrazia è collocata come fenomeno nato in Grecia e sviluppatosi in molte città: “C’est en Grèce que la démocratie est née : elle y a librement et complètement évolué, dans un grand nombre de cités diverses” - (fr:6) [È in Grecia che è nata la democrazia: essa vi si è evoluta liberamente e completamente, in un gran numero di città diverse].


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[4.1/1-100-1878|235]

4 Un popolo di oratori e artisti, tra ideali civili, abuso della parola e giudizi degli antichi.

La democrazia ateniese è presentata come una forma di vita pubblica dominata dalla parola. L’Ateniese appare “ragionatore, individualista, profondamente egualitario, abbastanza libero verso le tradizioni” - (fr:729) [Era ragionatore, individualista, profondamente egualitario, abbastanza libero verso le tradizioni]. Gli affari si discutono in pubblico, davanti alla folla, e “il talento della parola” vi prende “un valore alquanto sproporzionato” - (fr:1918) [il talento della parola vi prendeva necessariamente un valore alquanto sproporzionato]. In questo quadro “l’anima dell’assemblea fu l’oratore” - (fr:985) [L’anima dell’assemblea fu l’oratore]. L’eloquenza diffonde valori civili: “il rispetto della legge, l’amore della patria, l’elogio delle virtù pubbliche e private sono il fondo comune di tutta l’eloquenza ateniese” - (fr:2091) [Il rispetto della legge, l’amore della patria, l’elogio delle virtù pubbliche e private sono il fondo comune di tutta l’eloquenza ateniese]. Ma la stessa parola produce effetti ambivalenti: “a forza di parlare, si dimentica di agire” - (fr:1950) [a forza di parlare, si dimentica di agire]. Lo spirito ateniese alimenta anche le arti: l’artista si rivolge “alla folla, all’anima collettiva del popolo, e non a una cerchia” - (fr:2588) [l’artista si rivolge sempre alla folla, all’anima collettiva del popolo, e non a una cerchia]. Il testo registra inoltre i limiti del sistema: “molti dei difetti della democrazia ateniese derivano dal fatto che essa è spesso mancata di direzione” - (fr:1986) [In somma, molti dei difetti della democrazia ateniese derivano dal fatto che essa è spesso mancata di direzione]. I giudizi degli antichi collocano questo ideale nel confronto con Sparta: “in una Grecia così formata al rispetto dell’ideale spartano” l’ideale ateniese appariva “così profondamente diverso e nuovo” - (fr:1244) [in una Grecia così formata al rispetto dell’ideale spartano, gli spettatori disinteressati erano urtati da un ideale così profondamente diverso e nuovo]. La riflessione si estende infine alle democrazie in generale: esse presentano “le qualità e i difetti naturali propri delle razze che hanno adottato questa forma di governo” - (fr:3382) [Ovunque vediamo le democrazie presentare, in somma, le qualità e i difetti naturali propri delle razze che hanno adottato questa forma di governo]; “combattere l’esistenza della democrazia” dove le circostanze l’hanno resa inevitabile è una chimera, mentre “cercare di illuminarla e correggerla dai suoi difetti” è un dovere - (fr:3385) [combattere l’esistenza della democrazia, là dove le circostanze l’hanno resa inevitabile, è una chimera; cercare di illuminarla e correggerla dai suoi difetti è il dovere di ogni uomo che pensa].


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[5.1/1-100-1963|1717]

5 La città che educa il cittadino, discute nell’Agorà e misura la virtù con la vita pubblica.

Le frasi delineano lo spirito della democrazia ateniese: un popolo sovrano, padrone assoluto dei propri affari, ma esposto ai vizi dell’onnipotenza senza contrappesi morali: “Un autre défaut plus grave, chez ce peuple souverain, maître absolu de ses affaires, fut de se laisser aller peu à peu aux vices” - (fr:1963) [Un altro difetto più grave, in questo popolo sovrano, padrone assoluto dei suoi affari, fu quello di abbandonarsi a poco a poco ai vizi]. La sua storia è segnata da squilibri continui: “On trouve sans cesse, dans son histoire, le même défaut d’équilibre” - (fr:1962) [Si trova continuamente, nella sua storia, lo stesso difetto di equilibrio]. L’educazione è il fondamento del cittadino: “il faut aussi que l’éducation développe de bonne heure chez l’enfant, c’est-à-dire chez le futur citoyen, les germes d’intelligence et de moralité” - (fr:3380) [occorre anche che l’educazione sviluppi presto nel bambino, cioè nel futuro cittadino, i germi di intelligenza e di moralità]. Accanto alla scuola conta il contatto con tutti: “c’est l’espèce d’éducation qui résulte pour chacun du frottement avec tous, l’éducation du monde et celle de l’Agora” - (fr:1859) [è il tipo di educazione che deriva a ciascuno dal contatto con tutti, l’educazione del mondo e quella dell’Agorà]. La piazza mette alla prova le idee: “Cette publicité au grand jour de l’Agora est une redoutable épreuve pour les idées” - (fr:1900) [Questa pubblicità in piena luce dell’Agorà è una temibile prova per le idee]. La moralità ateniese appare più legata al temperamento che alla disciplina: “La vertu athénienne semble avoir été plutôt affaire d’heureux tempérament, de bon sens avisé, de sentiment délicat de la beauté, que forte et vigoureuse discipline morale” - (fr:1507) [La virtù ateniese sembra essere stata più un fatto di felice temperamento, di buon senso avveduto, di delicato sentimento della bellezza, che di forte e vigorosa disciplina morale]. L’eccesso di individualismo produce egoismo e oblio del bene pubblico: “L’excès d’individualisme aboutit facilement à l’égoïsme personnel et collectif, à l’ambition effrénée des hommes, à l’oubli du bien public” - (fr:3359) [L’eccesso di individualismo conduce facilmente all’egoismo personale e collettivo, all’ambizione sfrenata degli uomini, all’oblio del bene pubblico]. Gli oratori formano una categoria politica che vive del proprio mestiere: “Ainsi se forma une catégorie de politiciens qui vécurent de leur métier : ce furent les orateurs” - (fr:914) [Così si formò una categoria di politici che vivevano del loro mestiere: furono gli oratori]. Anche la religione si trasforma: “Ils sont les fondateurs d’une religion nouvelle, greffée sur l’ancienne” - (fr:1660) [Essi sono i fondatori di una religione nuova, innestata sull’antica]. Il giudizio complessivo riconosce il valore dell’esperienza democratica: “Quand on examine les faits sans parti pris, on est amené à reconnaître que la démocratie athénienne a été une des plus grandes créations du génie grec” - (fr:2633) [Quando si esaminano i fatti senza pregiudizi, si è portati a riconoscere che la democrazia ateniese è stata una delle più grandi creazioni del genio greco].


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[6.1/1-100-2634|3345]

6 Libertà, legge, religione e critica filosofica nella città democratica.

Le frasi hanno per oggetto la democrazia antica, con particolare attenzione ad Atene: ne delineano l’ideale, gli istituti, i valori e il giudizio storico. L’idea greca della democrazia è presentata come realizzata da Atene con splendore e grandezza, pur tra manchevolezze: “Nous verrons quelles circonstances particulières, intérieures ou extérieures, lui ont permis de réaliser l’idée grecque de la démocratie avec un éclat et une grandeur incomparable, non sans défaillances assurément, mais au total avec le minimum de défauts que comportât sans doute la nature de la civilisation et de l’esprit grecs” - (fr:131) [Vedremo quali circostanze particolari, interiori o esteriori, le permisero di realizzare l’idea greca della democrazia con uno splendore e una grandezza incomparabili, non senza manchevolezze, certo, ma tutto sommato con il minimo di difetti che comportava senza dubbio la natura della civiltà e dello spirito greci]. Sul piano del diritto, la legge subentra alla giustizia regale come espressione della ragione collettiva: “L’idée du bien public, celle de la loi considérée comme l’expression de la raison collective, se substituent dans la vie des nations à la vieille conception de la justice royale, arbitraire et souvent capricieuse” - (fr:1653) [L’idea del bene pubblico, quella della legge considerata come espressione della ragione collettiva, si sostituiscono nella vita delle nazioni alla vecchia concezione della giustizia regale, arbitraria e spesso capricciosa]. L’organizzazione politica è ricondotta a una logica razionalista e astratta finalizzata alla sovranità del gran numero: “Il semble qu’une logique inflexible, rationaliste et abstraite, ait tout réglé en vue d’une fin nettement conçue, la souveraineté du grand nombre” - (fr:1138) [Sembra che una logica inflessibile, razionalista e astratta, abbia regolato tutto in vista di un fine chiaramente concepito: la sovranità del gran numero]. L’uguaglianza è definita individualista e liberale, limitata all’obbedienza delle leggi nei doveri civici necessari alla collettività: “L’égalité athénienne, dans la pensée des fondateurs de la démocratie, est essentiellement individualiste et libérale : elle implique la soumission aux lois, mais seulement dans le domaine où la loi doit s’exercer, c’est-à-dire dans l’accomplissement des devoirs civiques indispensables à la vie collective de la cité” - (fr:1193) [L’uguaglianza ateniese, nel pensiero dei fondatori della democrazia, è essenzialmente individualista e liberale: implica la sottomissione alle leggi, ma solo nel campo in cui la legge deve esercitarsi, cioè nell’adempimento dei doveri civici indispensabili alla vita collettiva della città]. Il quadro comprende anche la religione, che pur occupando uno spazio pubblico non si imponeva come regola di pensiero o di costumi: “Bref, toute cette vieille religion traditionnelle n’était une règle ni pour la pensée ni pour les mœurs, et la vie religieuse s’y réduisait à la pompe des cérémonies, d’ailleurs émouvantes et poétiques dans bien des cas” - (fr:1676) [Insomma, tutta questa vecchia religione tradizionale non era una regola né per il pensiero né per i costumi, e la vita religiosa si riduceva allo sfarzo delle cerimonie, del resto commoventi e poetiche in molti casi]. La filosofia compare come fonte di critiche alla democrazia, giudicate insufficienti davanti alla libertà concreta della vita ateniese: “Quels que soient les défauts de la démocratie athénienne, on l’a trop souvent jugée, dans l’ensemble, d’après les critiques portées contre elle par les philosophes, c’est-à-dire par des hommes dont l’idéal rationnel était inconciliable avec la liberté exubérante et féconde de la vie réelle” - (fr:2620) [Quali che siano i difetti della democrazia ateniese, la si è troppo spesso giudicata, nell’insieme, in base alle critiche mosse contro di essa dai filosofi, cioè da uomini il cui ideale razionale era inconciliabile con la libertà esuberante e feconda della vita reale]. La conclusione storica lega la fine delle democrazie antiche alla formazione dei grandi Stati: “De là vient, comme nous l’avons vu, que la formation des grands États, produite par les modifications nécessaires de la vie antique, a entraîné, d’une manière ou d’une autre, la ruine des démocraties déjà existantes, comme en Grèce, ou empêché leur achèvement, comme à Rome” - (fr:3311) [Di qui viene, come abbiamo visto, che la formazione dei grandi Stati, prodotta dalle necessarie modificazioni della vita antica, ha comportato, in un modo o nell’altro, la rovina delle democrazie già esistenti, come in Grecia, o ne ha impedito il compimento, come a Roma].


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7 Dalla Grecia delle poleis alla Repubblica romana: forme, conflitti e trasformazioni della democrazia antica.

Le frasi fornite convergono sulla storia delle democrazie antiche, dall’origine greca del termine alla sua realizzazione nelle città greche e nel mondo romano. La premessa è che “Le mot démocratie est grec, comme la chose qu’il signifie” - (fr:5) [La parola democrazia è greca, come la cosa che significa], ma le altre città greche sono meno documentate di Atene: “D’autres cités grecques ont établi la démocratie; mais nous n’avons sur elles que des informations trop fragmentaires pour être en état d’en suivre l’histoire d’un bout à l’autre et d’en retracer une image précise” - (fr:10) [Altre città greche hanno stabilito la democrazia; ma su di esse non abbiamo che informazioni troppo frammentarie per poterne seguire la storia da un capo all’altro e per tracciarne un’immagine precisa]. Il quadro comprende la politica estera greca, divisa tra rapporti tra città e rapporti col mondo non ellenico: “Les problèmes de politique extérieure, dans la Grèce antique, étaient de deux sortes : les uns concernaient les relations des cités grecques entre elles ; les autres, les relations de chacune d’elles avec le monde non hellénique (les « barbares »), plus tard avec les nations à demi-helléniques du Nord de la Péninsule” - (fr:2363) [I problemi di politica estera nella Grecia antica erano di due tipi: alcuni riguardavano le relazioni delle città greche tra loro; gli altri, le relazioni di ciascuna di esse con il mondo non ellenico (i «barbari»), più tardi con le nazioni semi-elleniche del Nord della Penisola]. Atene occupa il centro: “Athènes devenait peu à peu la capitale d’un empire maritime” - (fr:659) [Atene diveniva a poco a poco la capitale di un impero marittimo], e il trionfo sulla Persia apre per la democrazia ateniese un’era di egemonia e di difficoltà: “Le triomphe de la Grèce sur la Perse ouvrait pour la démocratie athénienne une ère d’hégémonie glorieuse, mais aussi de difficultés extrêmement graves” - (fr:2414) [Il trionfo della Grecia sulla Persia apriva per la democrazia ateniese un’era di egemonia gloriosa, ma anche di difficoltà estremamente gravi]. La nuova potenza ateniese non manca di inquietare Sparta, “la capitale de la Grèce dorienne et longtemps la première cité du monde hellénique” - (fr:2421) [la capitale della Grecia dorica e a lungo la prima città del mondo ellenico], mentre Atene diffonde la democrazia presso alleati e sudditi: “Athènes, capitale du monde gréco-ionien, devenait de jour en jour plus démocratique : par une tendance naturelle, elle développa de toutes ses forces la démocratie chez ses alliés et ses sujets” - (fr:2678) [Atene, capitale del mondo greco-ionico, diventava di giorno in giorno più democratica: per una tendenza naturale, sviluppò con tutte le sue forze la democrazia presso i suoi alleati e i suoi sudditi]. Sul piano interno, il funzionamento dell’Assemblea mostra tensioni rispetto ai vincoli di legge: “On voit pourtant, à plus d’une reprise, l’Assemblée outrepasser son droit strict, par exemple dans le procès des généraux qui avaient combattu aux Arginuses” - (fr:891) [Si vede tuttavia, più di una volta, l’Assemblea oltrepassare il suo stretto diritto, per esempio nel processo dei generali che avevano combattuto alle Arginuse]. Accanto ad Atene, il materiale considera altre esperienze: Argo, città dorica in cui la democrazia si sviluppò spontaneamente, “L’exemple d’Argos offre ceci de particulièrement intéressant que c’était une cité dorienne, et que la démocratie pourtant s’y développa spontanément” - (fr:2755) [L’esempio di Argo offre questo di particolarmente interessante: era una città dorica, eppure la democrazia vi si sviluppò spontaneamente]; Cartagine, con una costituzione mista lodata per equilibrio e forza, “Ce qu’ils louent tous deux, dans la Constitution carthaginoise, c’est un mélange harmonieux d’éléments monarchiques, aristocratiques et démocratiques qui lui donnaient de l’équilibre et de la force” - (fr:3016) [Ciò che entrambi lodano nella costituzione cartaginese è un miscuglio armonioso di elementi monarchici, aristocratici e democratici che le davano equilibrio e forza]. Il testo accenna anche alla debolezza delle città greche nella lega achea: “on put voir combien la Grèce tout entière était malade et combien les meilleures intentions étaient impuissantes à réaliser quoi que ce fût de solide et d’efficace pour la paix publique” - (fr:2976) [si poté vedere quanto tutta la Grecia fosse malata e quanto le migliori intenzioni fossero impotenti a realizzare qualcosa di solido ed efficace per la pace pubblica], e al problema macedone che domina l’ultima fase: “Dans la troisième, enfin, c’est le problème macédonien qui domine toute la politique” - (fr:2371) [Nella terza, infine, è il problema macedone che domina tutta la politica]. La storia romana è presentata come controprova dell’evoluzione greca: “il est intéressant d’y chercher une sorte de contre-épreuve des faits similaires que présente l’évolution des cités grecques” - (fr:3034) [è interessante cercarvi una sorta di controprova dei fatti simili che presenta l’evoluzione delle città greche], fino al passaggio dalla Repubblica all’impero: “Pendant un siècle, le dernier de la République, Rome s’achemine rapidement vers l’empire” - (fr:3123) [Per un secolo, l’ultimo della Repubblica, Roma si avvia rapidamente verso l’impero], e “la république est morte, et l’empire, sous le nom plus modeste de principat, s’installe définitivement” - (fr:3294) [la repubblica è morta, e l’impero, sotto il nome più modesto di principato, si installa definitivamente]. Un tema secondario ricorrente è il ruolo della religione: Fustel de Coulanges ne ha messo in luce l’importanza, ma nella fase democratica i fatti religiosi non hanno più il peso predominante delle origini: “La théorie de Fustel de Coulanges est vraie surtout pour les origines des sociétés antiques […] mais ces faits, en réalité, ne sont que des survivances d’un âge plus ancien” - (fr:3317) [La teoria di Fustel de Coulanges è vera soprattutto per le origini delle società antiche […] ma questi fatti, in realtà, non sono che sopravvivenze di un’epoca più antica]. La prospettiva complessiva è dichiaratamente imparziale: “J’essaie de montrer les uns et les autres dans les démocraties antiques avec une impartialité résolument objective, et de les expliquer autant que possible par l’ensemble des faits qui nous sont connus” - (fr:147) [Cerco di mostrare gli uni e gli altri nelle democrazie antiche con un’imparzialità risolutamente obiettiva, e di spiegarli quanto più possibile con l’insieme dei fatti che ci sono noti].


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8 Dal governo dei clan alla città organizzata: aristocrazie, plebi e ordinamenti politici in Grecia e a Roma.

I capi di famiglia dei primi tempi sono capi di clan e re ereditari. “Il faut se représenter ces pères de famille des premiers temps comme des chefs de clans : ce sont eux qui sont vraiment des rois héréditaires, au sens religieux et primitif du mot.” - (fr:3064) [Bisogna rappresentarsi questi padri di famiglia dei primi tempi come capi di clan: sono loro i veri re ereditari, nel senso religioso e primitivo della parola.] La formazione della città dissolve il sistema patriarcale: il sinecismo è distruttivo del regime dei clan e la massa che ne resta forma la plebe. “N’oublions pas, en effet, que cette organisation primitive des gentes, deux ou trois siècles après l’expulsion des rois, n’était plus qu’un souvenir, et que la dissolution de ce système patriarcal a dû commencer presque dès l’origine de Rome, miné qu’il était par l’établissement de la cité, c’est-à-dire d’un organisme supérieur à celui des clans ; le synœcisme, en tout pays, est destructif du régime des clans ; les grandes villes le réduisent forcément en poussière, et cette poussière forme la plèbe, qui cherche à son tour à s’organiser.” - (fr:3081) [Non dimentichiamo, infatti, che questa organizzazione primitiva delle gentes, due o tre secoli dopo l’espulsione dei re, non era più che un ricordo, e che la dissoluzione di questo sistema patriarcale dovette cominciare quasi dall’origine di Roma, minato com’era dall’istituzione della città, cioè di un organismo superiore a quello dei clan; il sinecismo, in ogni paese, è distruttivo del regime dei clan; le grandi città lo riducono forzatamente in polvere, e questa polvere forma la plebe, che cerca a sua volta di organizzarsi.]

Ad Atene il sinecismo è attribuito a Teseo, che concentra i clan attici intorno all’Acropoli. “Le Thésée de la légende, l’auteur du synécisme athénien, c’est-à-dire de la concentration des clans attiques en une cité principale autour de l’Acropole d’Athènes, est un « roi des rois » du même genre ; Agamemnon, roi de Mycènes, groupe autour de lui, pour une expédition temporaire, il est vrai, les chefs de la Grèce.” - (fr:201) [Il Teseo della leggenda, autore del sinecismo ateniese, cioè della concentrazione dei clan attici in una città principale intorno all’Acropoli di Atene, è un «re dei re» dello stesso genere; Agamennone, re di Micene, raggruppa intorno a sé, per una spedizione temporanea, è vero, i capi della Grecia.] Le fratrie e le famiglie, come le tribù, hanno culti propri, simbolo di una pretesa filiazione comune; queste divisioni mantengono il potere degli Eupatridi. “Les phratries et les familles, comme les tribus elles-mêmes, avaient leurs cultes propres, symbole d’une prétendue filiation naturelle qui rattachait chacune d’elles à un ancêtre commun plus ou moins éloigné.” - (fr:318) [Le fratrie e le famiglie, come le tribù stesse, avevano i loro culti propri, simbolo di una pretesa filiazione naturale che ricollegava ciascuna a un antenato comune più o meno lontano.] “Il est aisé de s’imaginer combien ces vieilles divisions traditionnelles, à la fois religieuses et politiques, devaient contribuer à maintenir le pouvoir des Eupatrides, que l’on considérait unanimement comme les descendants des héros, pères de la race, et qui avaient la charge héréditaire de leur rendre le culte obligatoire, ainsi qu’aux dieux protecteurs.” - (fr:327) [È facile immaginare quanto queste vecchie divisioni tradizionali, insieme religiose e politiche, dovessero contribuire a mantenere il potere degli Eupatridi, che erano unanimemente considerati i discendenti degli eroi, padri della stirpe, e che avevano l’incarico ereditario di rendere loro il culto obbligatorio, così come agli dèi protettori.]

Le vecchie monarchie achee, per la maggior parte, scompaiono nell’VIII e VII secolo; le lotte intestine conducono alla tirannide. “Ces vieilles royautés achéennes, qui caractérisent la société homérique, disparaissent pour la plupart durant le viii^ et le vu* siècles.” - (fr:253) [Queste vecchie monarchie achee, che caratterizzano la società omerica, scompaiono per la maggior parte durante l’VIII e il VII secolo.] “Ces luttes intestines, après avoir duré un ou deux siècles, aboutirent en général à la tyrannie, c’est-à-dire à l’établissement de pouvoirs despotiques fondés sur la force et visant à devenir héréditaires.” - (fr:2659) [Queste lotte intestine, dopo essere durate uno o due secoli, sfociarono in generale nella tirannide, cioè nell’instaurazione di poteri dispotici fondati sulla forza e tendenti a diventare ereditari.] Ad Atene gli Eupatridi cadono rapidamente; la riorganizzazione in dèmi e trittie rompe i vecchi raggruppamenti ereditari. “La chute rapide des Eupatrides, tout-puissants, au vii* siècle, est un phénomène frappant, surtout si on le compare à la longue résistance de l’aristocratie romaine.” - (fr:715) [La rapida caduta degli Eupatridi, onnipotenti, nel VII secolo, è un fenomeno sorprendente, soprattutto se la si confronta con la lunga resistenza dell’aristocrazia romana.] “Les dèmes furent groupés en nouvelles trittyes au nombre de trente : dix pour la ville, dix pour le rivage, dix pour l’intérieur du pays.” - (fr:600) [I dèmi furono raggruppati in nuove trittie, in numero di trenta: dieci per la città, dieci per la costa, dieci per l’interno del paese.]

A Roma, sotto il re c’è un senato di capi famiglia; la plebe è la folla esterna ai clan patrizi. “Au-dessous du roi, on trouve un sénat, c’est-à-dire un grand conseil de la cité, formé de chefs de famille ou patres.” - (fr:3056) [Sotto il re si trova un senato, cioè un grande consiglio della città, formato da capi di famiglia o patres.] “C’était la foule confuse, inorganisée, de ceux qui restaient en dehors des clans patriciens : anciens habitants du sol, nouveaux immigrés, populations vaincues et amenées de force sur le territoire romain, manœuvres, petits marchands attirés par l’espoir du gain ; à quoi il faut sans doute ajouter un appoint assez fort d’anciens clients des patriciens.” - (fr:3080) [Era la folla confusa, inorganizzata, di coloro che restavano fuori dai clan patrizi: antichi abitanti del suolo, nuovi immigrati, popolazioni vinte e condotte con la forza sul territorio romano, manovali, piccoli commercianti attratti dalla speranza di guadagno; a cui bisogna senza dubbio aggiungere un apporto abbastanza forte di antichi clienti dei patrizi.] Le tribù territoriali includono patrizi e plebei; dopo due secoli di lotte la plebe accede alle cariche e i plebisciti hanno forza di legge. “La tribu comprend tous les habitants du district, patriciens ou plébéiens, et l’on voit ainsi apparaître un nouveau système d’organisation distinct de la gens traditionnelle, un système qui l’englobe et qui la domine.” - (fr:3096) [La tribù comprende tutti gli abitanti del distretto, patrizi o plebei, e così si vede apparire un nuovo sistema di organizzazione distinto dalla gens tradizionale, un sistema che la include e la domina.] “Et c’est ainsi que, peu à peu, après deux siècles de luttes intérieures qui n’avaient cependant guère ralenti l’action extérieure de Rome, la plèbe se trouva investie du droit d’accéder à toutes les charges, même purement religieuses, et que ses plébiscites eurent force de loi.” - (fr:3207) [E così, poco a poco, dopo due secoli di lotte interne che non avevano però quasi rallentato l’azione esterna di Roma, la plebe si trovò investita del diritto di accedere a tutte le cariche, anche puramente religiose, e i suoi plebisciti ebbero forza di legge.]

Roma non ebbe mai una costituzione democratica; la conquista del mondo muta le condizioni del governo repubblicano. “Ce n’est pas que la Constitution de la cité romaine ait jamais été démocratique : d’abord soumise à des rois, puis gouvernée pendant cinq siècles par un sénat aristocratique, Rome a fini par obéir à des empereurs.” - (fr:3031) [Non che la costituzione della città romana sia mai stata democratica: prima soggetta a re, poi governata per cinque secoli da un senato aristocratico, Roma finì per obbedire a imperatori.] “C’était la conséquence inévitable d’un ensemble de circonstances qui se rattachait à ce fait capital : la prodigieuse fortune militaire de Rome, qui lui avait soumis le monde, faussant ainsi toutes les conditions du gouvernement républicain tel que l’antiquité l’avait conçu, et obligeant tous les partis à disparaître devant une nouvelle forme de gouvernement, à la fois militaire et administratif, mieux adaptée à l’état de choses créé par la conquête.” - (fr:3297) [Era la conseguenza inevitabile di un insieme di circostanze che si ricollegava a questo fatto capitale: la prodigiosa fortuna militare di Roma, che le aveva sottomesso il mondo, falsando così tutte le condizioni del governo repubblicano come l’antichità l’aveva concepito, e obbligando tutti i partiti a sparire davanti a una nuova forma di governo, insieme militare e amministrativa, meglio adattata allo stato di cose creato dalla conquista.] A Cartagine, suffeti, senato, magistrature elettive e voto popolare compongono l’ordinamento. “On nous dit que les suffètes ressemblaient aux rois de Sparte ou aux consuls romains ; que l’élément aristocratique était représenté par un sénat ; que les magistratures étaient conférées à l’élection ; que le peuple avait le droit de vote ; que le sénat prévenait l’accroissement excessif du nombre des pauvres en multipliant les fondations de colonies.” - (fr:3020) [Ci si dice che i suffeti somigliavano ai re di Sparta o ai consoli romani; che l’elemento aristocratico era rappresentato da un senato; che le magistrature erano conferite per elezione; che il popolo aveva diritto di voto; che il senato preveniva l’eccessivo aumento del numero dei poveri moltiplicando le fondazioni di colonie.]


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[10.1/1-100-33|2556]

9 La Bibliothèque de Philosophie scientifique

Una collana di opere scientifiche, storiche e filosofiche diretta da Gustave Le Bon.

Le frasi presentano i volumi della «Bibliothèque de Philosophie scientifique». “BIBLIOTHÈQUE DE PHILOSOPHIE SCIENTIFIQUE Publiée sous la direction du D r Gustave Le Bon Collection.” - (fr:3449) [Biblioteca di filosofia scientifica, pubblicata sotto la direzione del dottor Gustave Le Bon. Collezione.] Il frontespizio di Les Démocraties antiques di Alfred Croiset riporta la stessa collana e l’editore Ernest Flammarion (fr:1). Le opere descritte hanno finalità diverse: “Le but de cet ouvrage est d’étudier le rôle industriel, économique, social et politique de la richesse minérale dans l’histoire, en indiquant l’évolution subie, dans son mode de découverte, d’extraction et d’application dans l’industrie.” - (fr:3503) [Lo scopo di quest’opera è studiare il ruolo industriale, economico, sociale e politico della ricchezza minerale nella storia, indicando l’evoluzione subita nel suo modo di scoperta, estrazione e applicazione nell’industria.] Una parte delle citazioni, tratta dal volume sulle democrazie antiche, espone il metodo dello storico rispetto alla sociologia: “Mais l’historien n’en a pas le droit : il est obligé de tenir compte, dans les choses particulières qu’il étudie, du « coefficient personnel » qui leur a donné leur physionomie originale et unique.” - (fr:93) [Ma lo storico non ne ha il diritto: è obbligato a tenere conto, nelle cose particolari che studia, del «coefficiente personale» che ha dato loro la loro fisionomia originale e unica.]


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