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Atoms, Corpuscles and Minima in the Renaissance | A


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1 Atomismo, Corpuscoli e Minima nel Rinascimento: Intersezioni tra Medicina, Filosofia e Alchimia

Studi sulle teorie della materia nel primo periodo moderno, dalla fisiologia galenica alle riletture aristoteliche.

Il volume Atoms, Corpuscles and Minima in the Renaissance raccoglie contributi su un progetto di ricerca olandese sui “Misteri dei Corpuscoli Viventi” “Mysteries of Living Corpuscles: The Humanist Revival of Presocratic Philosophy and Atomism in Philosophy, Science and Medicine” - (fr:1) [Misteri dei Corpuscoli Viventi: La Rinascita Umanistica della Filosofia Presocratica e dell’Atomismo in Filosofia, Scienza e Medicina]. L’atomismo rinascimentale è eterogeneo, stimolato dalla riscoperta del poema di Lucrezio e da nuove interpretazioni della filosofia naturale aristotelica, senza un’adesione necessaria a Democrito “this ‘atomist revival’ was also built upon novel interpretations of Aristotelian natural philosophy as developed since the late Middle Ages” - (fr:829) [questa “rinascita atomista” fu anche costruita su nuove interpretazioni della filosofia naturale aristotelica sviluppatesi dal tardo Medioevo]. La medicina galenica interseca la teoria della materia, ridefinendo gli elementi come particelle nella fisiologia “by considering the atomistic redefinition of the element in Galenic physiology, a medical field that directly intersects with matter theory” - (fr:838) [considerando la ridefinizione atomistica dell’elemento nella fisiologia galenica, un campo medico che interseca direttamente la teoria della materia]. Figure come Jean Fernel, Andreas Libavius e Daniel Sennert ridefiniscono gli elementi come particelle, minimi o atomi in un contesto medico, sintetizzando aristotelismo, galenismo e chimica paracelsiana “Following their various philosophical inclinations, Fernel, Libavius and Sennert redefined the elements as discontinuous particles, minima or atoms, in a medical context that was pervaded by Galenic philosophy” - (fr:860) [Seguendo le loro varie inclinazioni filosofiche, Fernel, Libavius e Sennert ridefinirono gli elementi come particelle discontinue, minimi o atomi, in un contesto medico pervaso dalla filosofia galenica]. Il libro IV dei Meteorologica di Aristotele ha un’eredità nella teoria corpuscolare, specialmente in alchimia e medicina “book IV’s consideration of material properties, its description of corpuscles and pores, … have given the book a distinct legacy in the Middle Ages and the early modern period, particularly in relation to medicine and alchemy” - (fr:1346) [la considerazione delle proprietà materiali del libro IV, la sua descrizione di corpuscoli e pori, … hanno dato al libro un’eredità distinta nel Medioevo e nel primo periodo moderno, in particolare in relazione alla medicina e all’alchimia]. L’alchimia, o “chymistry”, rappresenta una transizione tra alchimia medievale e chimica moderna ed è influente per le teorie atomistiche “The term ‘chymistry’ and its derivatives here refer to the post-Paracelsian transition, from the late Renaissance to the eighteenth century, between medieval alchemy and Lavoisier’s modern chemistry” - (fr:865) [Il termine “chymistry” e i suoi derivati qui si riferiscono alla transizione post-paracelsiana, dal tardo Rinascimento al diciottesimo secolo, tra l’alchimia medievale e la chimica moderna di Lavoisier]. La fisiologia, come parte della medicina teorica dedicata al corpo sano, studia le “cose naturali” “physiology as the part of theoretical medicine that was dedicated to the healthy body” - (fr:838) [la fisiologia come parte della medicina teorica dedicata al corpo sano]. Il volume include casi di studio su figure specifiche: Nicolaus Biesius, esaminato per l’invocazione di atomi senza un’adesione dottrinale all’atomismo “why a sixteenth-century author should have ended up invoking atoms without thereby being ‘an atomist’” - (fr:1731) [perché un autore del XVI secolo avrebbe finito per invocare atomi senza essere per questo “un atomista”]; Walter Warner, per l’intreccio di atomismo, meccanicismo e chimica “Atomism, Mechanism, and Chymistry in the Natural Philosophy of Walter Warner” - (fr:3682) [Atomismo, Meccanicismo e Chimica nella Filosofia Naturale di Walter Warner]; e le fonti atomistiche di Isaac Newton, come Bernhard Varenius “Isaac Newton’s Atomist Sources: The Case of Bernhard Varenius” - (fr:3989) [Le Fonti Atomistiche di Isaac Newton: Il Caso di Bernhard Varenius]. Temi ricorrenti sono l’influenza dei commenti rinascimentali a Meteorologica IV, la scuola di Salerno nella definizione di elementi come particelle minime, e le polemiche tra tradizione galenica e paracelsiani sulla teoria degli elementi e la terapia.


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2 L’atomismo nei commentari italiani del Cinquecento su Lucrezio

Primi tentativi esegetici tra censura, dibattiti sull’anima e reinterpretazioni filosofiche.

L’analisi si concentra sui primi commentari stampati nel XVI secolo in Italia riguardanti il De rerum natura di Lucrezio. I testi esaminati sono la Paraphrasis di Raphael Francus (1504), il commentario di Johannes Baptista Pius (1511) e la Spositione in volgare di Girolamo Frachetta (1589). Questi lavori nacquero in un contesto di censura, dove l’Inquisizione Romana impediva traduzioni in volgare dell’opera lucreziana “In fact, the Roman Inquisition made sure that no translation into the vernacular was published” - (fr:369) [Infatti, l’Inquisizione Romana si assicurò che nessuna traduzione in volgare fosse pubblicata]. I commentari non furono meri esercizi filologici, ma si focalizzarono sui contenuti dottrinali e filosofici del poema, in particolare sulla teoria atomica e la questione dell’anima. “this assessment seems misplaced for Francus’s Paraphrasis, which focuses exclusively on the doctrinal contents of the poem” - (fr:494). La controversia contemporanea sull’immortalità dell’anima, alimentata dalle traduzioni di commentatori aristotelici come Alessandro di Afrodisia e Temistio, costituì lo sfondo principale del primo impegno filosofico con Lucretio. “the initial philosophical engagement with this work took place within the context of the heated contemporary debates over the possibility of proving the immortality of the soul” - (fr:369). Francus aggiunse un’Appendix de animi immortalitate per confutare la dottrina epicurea, pur difendendo Alessandro di Afrodisia dalle accuse di Averroè. Il commentario di Pius, il primo sistematico su tutti e sei i libri, reinterpretò i concetti lucreziani come i semina rerum in una chiave vitalistica e in sintonia con tradizioni platoniche e scolastiche. “Pius grasped the ambiguity and polyvalence of Lucretius’ concept of semina rerum, and chose to enhance the generative and vitalistic power of his “seeds” - (fr:683). La Spositione di Frachetta, unica opera esegetica in volgare del periodo, cercò invece di confrontare sistematicamente la dottrina di Lucrezio con quella di Aristotele, tentando una conciliazione e paragonando gli atomi alla materia prima aristotelica. “Frachetta’s work is neither a translation nor an ordinary commentary, but rather an exegetical work, the goal of which is to explain the contents of De rerum natura in Italian” - (fr:694) e “Frachetta first establishes a connection between Lucretius’ atoms and Aristotle’s concept of matter” - (fr:804). L’interesse per Lucrezio e le idee atomistiche circolava ampiamente negli ambienti accademici padovani nella seconda metà del Cinquecento.


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3 La reinterpretazione rinascimentale di Meteorologica IV

Dibattiti medici e filosofici sulla mescolanza, le particelle minime e le qualità dei corpi.

Il testo esamina le interpretazioni rinascimentali del libro IV dei Meteorologica di Aristotele, concentrandosi sulla teoria della mescolanza (mixis) e la struttura dei corpi omogenei. La discussione centrale riguarda se gli elementi mantengano la loro forma sostanziale all’interno di un composto o vengano completamente corrotti in una nuova sostanza. La posizione di Avicenna, secondo cui le forme elementari rimangono “fisse” nell’effettività all’interno del composto, generata da un “datore di forme” celeste, è un punto di riferimento contrastato “But instead of following Aristotle in postulating a presence of the elements merely in potency, he supposed the persistence of their substances as ‘firm’ or ‘fixed’ forms that were united in the compound” - (fr:911). Questo concetto di mescolanza comporta la riduzione degli elementi in parti contigue minime. Galeno, pur rifiutando l’atomismo, afferma che la mescolanza implica la riduzione dei corpi “nelle loro più piccole parti elementari” “Along these lines, Galen suggested that mixture entailed the reduction of bodies to their smallest elemental parts” - (fr:896). Questa visione, tramandata attraverso testi medici come il Pantegni di Haly Abbas, influenza la definizione di temperamento o complessione come risultato di una mescolanza che opera per minima. Nel XVI secolo, autori come Fernel, pur non essendo atomisti, descrivono gli elementi come “porzioni minute contigue” all’interno del composto, dove viene introdotta una forma superiore di origine esterna “In Fernel’s theory, the mistum is in fact achieved by the introduction of a superior form once mixing has occurred” - (fr:1015). La discussione si estende allo statuto delle parti omogenee (come carne, ossa, sangue) che, sebbene appaiano uniformi, sono considerate eterogenee nella loro composizione elementare. Vimercato suggerisce che “tutte le ‘sostanze omogenee sono in realtà completamente eterogenee’ a causa degli elementi che vi permangono” “all ‘homogeneous substances are in fact completely heterogeneous’ because of the elements that remain in them” - (fr:1564). Un tema secondario ma rilevante è il ruolo attribuito ai pori nella struttura corporea e nelle trasformazioni qualitative, come spiegato in Meteorologica IV. I pori non sono cause attive, ma facilitano l’azione degli agenti sui corpi passivi “nevertheless they contribute much to the dissolution of bodies and the reception of action” - (fr:1566). Vengono citati per spiegare fenomeni come la combustibilità, la putrefazione e le proprietà tattili “Pores help explain the process of the aging of fruit, as mature fruit possess many pores, while the pores of unripe fruit are constricted and block air from entering” - (fr:1520). La controversia coinvolge anche i principi chimici (tria prima) di Paracelso, che autori come Libavius e Sennert tentano di conciliare con la fisica aristotelica, considerandoli come “primi composti” dotati di una forma sostanziale superiore e di potenze seminali. La questione del calore vitale e dello spiritus come entità sopraelementale e legame (vinculum) tra il celeste e il terrestre è un altro aspetto connesso. Pomponazzi, nei suoi Dubitationes, ridimensiona il ruolo delle forze celesti a favore di un’analisi delle mescolanze elementari e del calore come agente preparatore della materia “he theorized about the transformations of earthly matter in terms of mixtures of elements and their manifest qualities” - (fr:1401). Il sommario riflette le principali posizioni discusse senza estrapolazioni esterne alle frasi fornite.


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4 La composizione atomica della materia e la presenza divina nella filosofia naturale

Teorie corpuscolari, mistione degli elementi e infinità di Dio nelle fonti filosofiche e mediche.

Le frasi trattano della struttura della materia, descritta attraverso particelle minime o atomi. La mistione degli elementi avviene quando i miscibili sono ridotti in parti minime: “miscibilia in minimas partes redigi” - (fr:1279). Esistono minimi naturali e matematici “Est autem hoc duplex, partim naturale, minimum, partim mathematicum” - (fr:2023). Tali minimi non sono solo elementari, ma anche di ordine superiore, come nei metalli “in metallis minima quaedam sunt ex minimis elementorum constituta” - (fr:2049). La teoria atomica è associata a Democrito e Lucrezio, ma è discussa criticamente; alcuni autori non rifiutano completamente gli atomi “atomos simpliciter reiicere non potest” - (fr:1313). Si considera la possibilità che i principi materiali siano corpi semplici o misti primi “principia […] non corpora quaedam ante elementa simplicia, sed vel prima mista” - (fr:1253). La presenza divina è esaminata in relazione all’immensità: Dio è presente ovunque senza quantità “deum tota sua essentia, sed absque magnitudine seu quantitate, ubique praesentem esse” - (fr:3438). La potenza divina è considerata infinita, ma non assoluta rispetto agli impossibili “non ita absolute infinitam esse dei potentiam” - (fr:3391). Si discute la pluralità dei mondi e la posizione dell’uomo in un universo infinito “dubitatur utrum opinio concepta de infinito mondo hominem non reddat homunculum” - (fr:3084). Emergono temi secondari come la natura eterogenea del latte “lac est quasi corpus etherogeneum” - (fr:1666), la corruzione causata dall’aria “parum aeris in vas vini ingressum vinum corrumpit” - (fr:1512) e le condizioni per la diafanità dei corpi “corporum diaphanitas seu transpicuitas […] ex ordinata et aequabili singulorum compositione interna” - (fr:3824).


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5 La filosofia meccanica paracelsiana di Petrus Severinus nell’Idea medicinæ philosophicæ

Una reinterpretazione vitale del “meccanico” nel Cinquecento attraverso la metafora del palcoscenico mondiale.

Il medico danese Petrus Severinus, nella sua opera Idea medicinæ philosophicæ (1571), sviluppa una filosofia naturale paracelsiana incentrata sullo sviluppo organico dei semina (semi). Il processo di generazione è descritto come “meccanico”, intendendo con questo un’azione ordinata, regolare e vitale, svolta da agenti efficienti spirituali dotati di scientia mechanica. “In the Idea medicinæ, when he used the terms ‘mechanical process’ (mechanicus processus) and ‘mechanical knowledge’ (scientia mechanica) to describe seminal development, we can assume that he had in mind an analogy between the human craftsman with artisanal knowledge and his own version of Paracelsus’ archeus” - (fr:2147). Severinus impiega il neologismo lithurgia mechanica per descrivere questa attività, un termine che evoca sia l’arte della lavorazione della pietra sia i rituali liturgici, sottolineandone il carattere programmato e provvidenziale. “He made an explicit reference to the comedies of Terence, indicating a Renaissance dramatic context for his allusion to the mundane stage as the site where the world comedy is played out” - (fr:2207). La metafora centrale è quella del mundana scena (palcoscenico mondiale), su cui i semi, come attori, appaiono, recitano la loro parte vestendosi di materia e infine scompaiono, in un ciclo comico prestabilito. “Generation is the development of seeds, in which these protect the continuity of species through the ordained unfolding of bodies from their sources, abysses, and vital principles, with the renewal of individuals stepping forth onto this world stage [in mundanam scenam] at determined times” - (fr:2183). Questa visione integra la tradizione medievale che considerava il teatro un’ars mechanica e la liturgia una forma di dramma. La concezione severiniana del “meccanico” è quindi essenzialmente vitale e agenziale, distante dall’idea successiva di meccanicismo inorganico. “What became the devitalized mechanical philosophy of the early Enlightenment required not only a rejection of … Severinus’ ‘vital philosophy,’ but a narrowing of the meaning of the term ‘mechanical’ so as to remove its earlier connotation of agency” - (fr:2436). La sua filosofia rappresenta così un momento di transizione, dove la meccanizzazione dell’immagine del mondo non è l’imposizione di un quadro deterministico, ma una restrizione del significato originario, più ampio e spirituale, del termine “meccanico”.


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6 L’atomismo nel Rinascimento: sincretismo filosofico e rivisitazioni

La rinascita sincretica dell’atomismo antico nel pensiero rinascimentale.

Il testo esamina la ricezione e la trasformazione delle dottrine atomistiche di Democrito ed Epicuro da parte di filosofi rinascimentali, definiti novatores. Questi pensieri non propongono un semplice recupero, ma un sincretismo che combina fonti antiche con altre tradizioni. “It is therefore always interesting to watch out for the role played by the concepts of atoms, corpuscles or minima […] in these alternative natural philosophies of the novatores” - (fr:2801) [È quindi sempre interessante osservare il ruolo svolto dai concetti di atomi, corpuscoli o minima […] in queste filosofie naturali alternative dei novatores]. Figure centrali sono Francesco Patrizi e Giordano Bruno. Patrizi, nelle Discussiones peripateticae, difese i filosofi presocratici, incluso Democrito, da quelle che considerava appropriazioni indebite di Aristotele, presentandolo come un fisico e una fonte per la fisica peripatetica. “For Patrizi, Democritus is basically a physicist, or more precisely, the first Greek naturalist philosopher” - (fr:2518) [Per Patrizi, Democrito è fondamentalmente un fisico, o più precisamente, il primo filosofo naturalista greco]. Bruno attinse ampiamente a Democrito, in particolare per le teorie sulla pluralità dei mondi e sulla composizione atomica della realtà, sebbene la sua fosse una forma vitalistica e non meccanicistica di atomismo. “While Democritean atomism was materialistic, mechanistic, and deterministic, many Renaissance proponents of atomism reconciled the ancient particle theory with a vitalistic theory of the universe” - (fr:2645) [Mentre l’atomismo democriteo era materialistico, meccanicistico e deterministico, molti sostenitori rinascimentali dell’atomismo riconciliarono l’antica teoria particellare con una teoria vitalistica dell’universo]. Un caso emblematico di questo sincretismo è Nicholas Hill. La sua Philosophia Epicurea, Democritiana, Theophrastica è presentata come un’espressione di una “philosophy neither new nor old” - (fr:2761) [filosofia né nuova né vecchia], che unisce atomismo democriteo ed epicureo con idee di Bruno, Patrizi e temi alchemici o paracelsiani. “Aggregate titles such as Nicholas Hill’s De philosophia Epicurea, Democritiana, Theophrastica, proposita simpliciter, non edocta […] are indicative of the combinatorial and syncretistic nature of the alleged revival of ancient atomist ideas” - (fr:257) [Titoli aggregativi come quello di Nicholas Hill […] sono indicativi della natura combinatoria e sincretica della presunta rinascita delle idee atomiche antiche]. L’analisi mostra che l’uso del termine ‘atomi’ nel Rinascimento non implica necessariamente un’adesione settaria o ontologica all’atomismo antico, ma spesso un suo impiego in spiegazioni naturalistiche ibride. “a Renaissance thinker could use the term ‘atoms’ without therefore being ‘an atomist,’ either in the sectarian sense of the word […] or in the ontological sense” - (fr:2110) [un pensatore rinascimentale poteva usare il termine ‘atomi’ senza essere per questo ‘un atomista’, né in senso settario […] né in senso ontologico]. Temi secondari toccati includono le teorie della percezione in Democrito e le connessioni tra atomismo e alchimia.


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7 Dibattiti rinascimentali su minimi naturali, atomismo e infinito

La riflessione filosofica sulla struttura della materia tra fisica, metafisica e teologia.

La discussione si concentra sulla natura e la divisibilità della materia, esaminando concetti come minima naturalia e atomi. Nicolaus Biesius tenta di conciliare un minimo fisico indivisibile con la divisibilità matematica infinita, affermando che i minimi naturali “sono numerati come uno, quando continui, e come molti, quando divisi, e sono tuttavia indivisibili quando liberati dalle dimensioni” - (fr:1810). La sua preoccupazione centrale è evitare la frammentazione infinita, poiché “la natura divisibile è la grande ragione della varietà delle opinioni” e “in una divisione infinita, non c’è nulla in cui la mente possa trovare riposo” - (fr:2101). Per Biesius, l’atomo fisico esteso rappresenta un’unità che arresta questa degenerazione. La riflessione coinvolge anche la natura di Dio e dello spazio. Conrad Vorstius, affrontando l’onnipresenza divina, rifiuta l’idea che Dio sia “sostanzialmente intero anche nelle cose più piccole come la tana di un coleottero o la punta di una lancia” - (fr:430), attribuendogli invece una quantità finita. David Gorlaeus sviluppa un atomismo in cui gli atomi estesi ma indivisibili sono le unità fondamentali, e la sua ontologia, condivisa con Taurellus e Vorstius, arriva a concepire Dio come “un’entità fisica indivisibile, un atomo” - (fr:3318). L’infinità dell’universo è un altro tema cardine, specialmente in Giordano Bruno e Nicholas Hill. Bruno, unendo atomismo e coincidenza degli opposti, vede nel punto-cerchio-sfera una rappresentazione sia del minimo che del massimo, proiettando “immagini pitagoriche nel cielo e poi trasformandole fino al livello del minimo fisico” - (fr:2711). Hill, ispirato da Bruno, descrive un universo infinito dove “ogni pianeta è un’unità complessa circondata da spazio vuoto” - (fr:3124) e la cui estensione risulta “dall’aggregazione senza fine delle sue parti costituenti minime” - (fr:3133). In questo contesto, cade la distinzione tradizionale tra alto e basso, poiché “in uno spazio infinito, longitudine, latitudine e profondità coincidono” - (fr:3074). Il confronto con le tradizioni aristotelica e platonica è costante. Mentre Aristotele sosteneva la divisibilità potenzialmente infinita dei continui, alcuni autori rinascimentali trasformano i minima naturalia in unità costitutive attuali, entrando in contraddizione con quella visione. Biesius, ad esempio, combina il concetto aristotelico con “una concezione atomistica della materia, sostenendo questa costruzione con una spiegazione platonica dei solidi regolari elementari” - (fr:1997). La questione del vuoto divide gli pensatori: Gorlaeus ammette la possibilità del vuoto attuale tra gli atomi, mentre Scaliger la nega. La teoria dello “spazio immaginario” infinito oltre il mondo offre un possibile fondamento per queste speculazioni cosmologiche.


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8 La filosofia naturale atomista nel Seicento: Warner, Newton e le fonti chimiche

Teorie corpuscolari sul fuoco, spiriti ignei e processi chimici.

Le note di Walter Warner esplorano le cause materiali del calore in termini atomistici, sostenendo che l’alterazione termica avviene per “ingressione di qualche spirito materiale che passa dall’agente” nel paziente (fr:3739). Questo “spirito igneo” è caratterizzato dalla sottigliezza delle sue parti indivisibili, ridotte alla “massima possibile atomizzazione” e dalla loro densità o “prossimità degli indivisibili” (fr:3760). La sua terza condizione è un “potere estensivo o impetuosità” che si diffonde sfericamente (fr:3760). Warner discute lungamente le facoltà di questo spirito, attingendo a esempi chimici come la calcinazione, dove lo “spirito di fuoco” puro “pervade tutto e non aderisce a nulla” (fr:3798). Una condizione chiave è la rotondità o poliedricità esatta degli atomi, argomentata con prove ottiche e chimiche (fr:3798). La diafanità dei corpi, ad esempio, richiede una composizione interna ordinata e uniforme di “singoli”, per cui solo atomi rotondi o poliedri ugualmente rotondi sono adatti (fr:3823). Dalle esperienze comuni e chimiche, Warner deduce che liquidi oleosi o bituminosi puri coagulano raramente, mentre lo zolfo, contenente parti eterogenee, produce molti tipi di cristalli salini (fr:3814). La sua indagine è tipicamente equivoca: lo “spirito igneo” risolto “nei suoi singoli” subisce un cambiamento “virtuale e non materiale”, e la “singolarità è la distruzione della spiritualità” (fr:3786). L’enfasi è sulla commistione atomica. La consolidazione o coerenza delle sostanze combustibili “sorge e dipende dalla composizione o commistione degli atomi o elementi volatili con i terrei e fissi” (fr:3938). Processi come l’infiammazione graduale sono spiegati con l’“interpolazione” atomica, la distanza tra la parte accesa e quella non accesa (fr:3930). Warner distingue tra “elementi primi” o “semplici” e “elementi secondari” o “minimi”, notando che tutti i corpi continui in natura hanno una “doppia elementazione”, essendo i semplici combinati con atomi di altro genere (fr:3910). Queste riflessioni chimiche lo portano verso spiegazioni corpuscolari e meccaniche per una vasta gamma di fenomeni, compresi l’intellezione e la cognizione, viste come interazioni fisiche di spiriti fluidi (fr:3954, 3958, 3970). Le sue teorie si intersecano con quelle di altri autori. Isaac Newton, influenzato dalla Geographia generalis di Varenius, riprende l’affermazione che l’acqua di mare “non può essere liberata da un gusto salino per distillazione, poiché quel sale sorge con l’acqua che non è ancora indurita concretata in un corpo più grossolano” (fr:4194). Varenius, a sua volta, attinge a fonti chimiche come Leonhart Thurneisser, la cui teoria della generazione metallica spiega la formazione di acque minerali: vapori metallici immaturi si condensano e, se l’acqua li attraversa, ne sono impregnati (fr:4172). Varenius classifica le acque metalliche in “corporee” (con particelle fisse e solide), “chimiche” (con particelle minuscole in soluzione acida) e “spiritose” (contenenti solo uno spirito volatile) (fr:4162, 4167, 4165). La discussione sui sali, in Thurneisser e Varenius, distingue tra un “sale fisso” e un “sale volatile” o “spirito di sale” (fr:4133). Newton, nel contesto dei suoi Humores minerales, descrive un ciclo sotterraneo dove fumi metallici immaturi volatili possono rendere nuovamente volatili i sali fissi nelle soluzioni acide, permettendo la rigenerazione dei minerali in superficie (fr:4191). Il quadro generale che emerge è un atomismo eclettico, dove concetti scolastici coesistono con spiegazioni meccaniche e corpuscolari, sostenute da osservazioni ed esperimenti chimici.


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9 L’atomismo nel Rinascimento: Giordano Bruno e le sue fonti

Ricezione e rielaborazione delle dottrine di Democrito, Epicuro e Lucrezio nella filosofia naturale del XVI secolo.

Il dibattito filosofico del XVI secolo vide un rinnovato interesse per le dottrine atomistiche antiche, spesso in dialogo critico con la fisica aristotelica. Giordano Bruno sostenne un universo infinito ed eterno contenente una pluralità di mondi, concetti che associava agli antichi filosofi come Democrito ed Epicuro: “conobbero un spacio infinito, regione infinita, selva infinita, capacità infinita di mondi innumerabili simili a questo” - (fr:2686). La sua concezione poggiava su una duplice sostanza, forma e materia, dove “è necessario che sia un atto sustanzialissimo, nel quale è la potenza attiva di tutto; et ancora una potenza et un soggetto, nel quale non sia minor potenza passiva di tutto” - (fr:2700). Bruno identificava il minimo fisico, l’atomo, con il minimo geometrico, utilizzando la figura dell’“Area Democriti” per collegare la struttura atomica alla cosmologia, sostenendo che gli atomi sferici si toccano solo in un punto creando il vuoto e che “il vacuo è nudo, & capevol de corpi, & luogo di essi” - (fr:797). Contro la fisica peripatetica, Bruno affermava che “dall’infinito sempre nova copia di materia sottonasce” - (fr:2821) e che “megliormente intese Democrito ed Epicuro che vogliono tutto per infinito rinnovarsi e restituirsi” - (fr:2822). Autori come Girolamo Frachetta tentarono mediazioni, mostrando affinità tra atomi e materia prima aristotelica: “la materia prima, con cui hanno corrispondenza, non solamente gli atomi […] ma anco il vacuo” - (fr:797) e notando che, secondo alcuni, la teoria atomica “esser poco differente dall’opinione di Aristotile della materia prima” - (fr:757). La discussione coinvolse anche figure come Nicolaus Biesius, che scrisse di cosmologia, e Francesco Patrizi, altro oppositore di Aristotele. Il contesto includeva riferimenti a Lucrezio e la condanna dantesca di Epicuro: “con Epicuro tutti suoi seguaci/ che l’anima col corpo morta fanno” - (fr:514).


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10 Medicina paracelsiana e filosofia naturale meccanicista tra Rinascimento e prima età moderna

Concezioni alchemiche, teorie corpuscolari e le loro traiettorie nella scienza del Seicento.

Il testo affronta il pensiero medico e filosofico-naturale di Paracelsus e dei suoi seguaci, incentrato sul concetto di astrum mechanicum. Questo principio unisce l’influenza astrale a un’operatività meccanica all’interno del corpo, come illustrato nella descrizione dei processi fisiologici: “zu gleicherweiss als ein regen / des tropffen fallen / wenn sie sich generieren” - (fr:2281) [Allo stesso modo di una pioggia, le cui gocce cadono quando si generano] e “also sol der artz in der arznei astrum mechanicum verstehen” - (fr:2263) [così il medico deve intendere l’astro meccanico nella medicina]. L’azione curativa è descritta in termini meccanici, distinta dalla teoria umorale: “Nun also auf mechanisch art sollen ir verstehen die cur solcher krankheiten und nicht aus humoralischer complexischer &c natur oder eigenschaft. Dan der himel in solcher operation ist mechanicum und nicht complexionatum.” - (fr:2254, 2255) [Ora dovete intendere la cura di tali malattie in modo meccanico e non per natura o proprietà umorale complessionale. Poiché il cielo in tale operazione è meccanico e non complessionato]. Il fondamento è l’idea che “der himel, das ist das astrum und der mensch seind beide mechanici” - (fr:2223) [il cielo, cioè l’astro, e l’uomo sono entrambi meccanici]. Questa visione si collega a dibattiti più ampi sulla struttura della materia. La storiografia ha esaminato la longue durée dell’atomismo, come in “Lasswitz, Geschichte der Atomistik; Mabilleau, Histoire de la philosophie atomistique; Hannequin, Essai critique sur l’hypothèse des atomes” - (fr:118). Figure come Walter Warner svilupparono teorie corpuscolari, postulando ad esempio che “the singles of diaphanous bodies are round” - (fr:3823). Tali idee confluiscono nella formazione del pensiero di Isaac Newton. Le sue fonti includono sia testi alchemici paracelsiani, menzionati in un “thesaurus obscurorum virorum” - (fr:4000), sia autori meccanicisti come Descartes e Boyle, che furono “instrumental in Newton’s framing of his fundamental, early optical theory” - (fr:3991). Il contesto intellettuale include anche la ricezione di Descartes e dell’atomismo nei Paesi Bassi, come riportato da Bernhard Varenius riguardo a Joachim Jungius: “frustra Cartesio vacabulum atomi in scriptis suis vitante” - (fr:88, 452) [invano Cartesio, che evita il termine atomo nei suoi scritti]. Il tema si intreccia con questioni teologiche, come l’ontologia protestante.


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