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A. Ramelli - Le diverse et artificiose machine - 1588 | A


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[1.1-40-1848|988]

1 Artificiose Macchine

Descrizioni e istruzioni per la costruzione di congegni meccanici, fontane, strumenti bellici e dispositivi d’utilità.

Le frasi costituiscono un’opera che descrive macchine artificiose, con dettagliate istruzioni costruttive e operative. Il contenuto principale riguarda fontane idrauliche complesse, come quella con otto canoni che gettano acqua in modo continuo: “i bella, & pacemle forte di fontana,laqualehaotto canoni,che fono piegati nel modo, chefuede,& fono fatti perdi- fuori informa diferpi , ^ eh’ entrano dalla parte uerfo la coda nel uafo notato A, defeendendo fino apprejfoal fondo del detto uafo” - (fr:1757). Il loro funzionamento si basa sulla circolazione dell’acqua e dell’aria tra serbatoi e cannoni: “l’acqua, difcendendo poi di effo bacino netti appartamento G peni cannone F, col fuo pondo per forz^a caccierà fuor a quella aria, che in effo appartamento firinchiudeua” - (fr:1814). Sono inclusi meccanismi per effetti sonori, con uccelli artificiali che, mossi dall’aria, producono canti. In ambito militare, sono presentate macchine per la difesa di città, come una balestra a tre archi “liquali fino fatti di bonifimo acciaio,^ bene temperati” - (fr:1981) e congegni per lanciare pietre, fuochi artificiati e dardi. Appare anche una ruota per libri che consente di “uedere & riuoltare una gran quantità di libri , fnZjd moucrfi d un luogo” - (fr:1872) e dispositivi per sollevare pesi mediante travi e contrappesi. L’opera poggia sulla considerazione della scienza matematica come fondamento di tutte le arti liberali e meccaniche: “l’unico fondamento ,& la f cura bafe di tutte le altre arti liberali et meca- niche con fife nella nera intelligenza ded’ honorât e Alathematiche” - (fr:82), citando figure come Archimede. Alcune frasi contengono dediche a sovrani e riferimenti all’esperienza dell’autore in ambito militare.


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[2.1-40-148|1971]

2 Delle macchine artificiose

Trattato di meccanica applicata alla costruzione di fontane, macchine da guerra e altri congegni, fondato sui principi delle scienze matematiche.

Il testo colloca le scienze matematiche all’origine di tutte le cose create e come fondamento di ogni arte liberale. “Que toutes les chofes créées deriuent,comme furg eons de leur propre fontaine, des nombres ÔC principes des Mathématiques” - (fr:145) [Che tutte le cose create derivino, come germogli dalla loro propria fonte, dai numeri e principi delle Matematiche]. Esse furono tenute in grande onore dagli antichi filosofi e, secondo Platone, vanno apprese prima di ogni altra scienza perché facilitano la comprensione delle altre discipline e insegnano a ben amministrare la Repubblica - (fr:124). Da queste scienze derivano le Mechaniques, che forniscono i principi per le arti manuali e per la realizzazione di macchine e strumenti di infinita utilità in tempo di pace e di guerra - (fr:146). L’autore dichiara di voler rendere di pubblica utilità questa conoscenza, a beneficio di re, principi e di ogni sorta di operai, presentando le macchine e gli strumenti artificiali contenuti nella sua opera - (fr:148). L’opera è dedicata a un sovrano, nella speranza che i suoi contenuti possano essere di comodo per capitani e soldati - (fr:26). Il testo fornisce descrizioni tecniche dettagliate per la costruzione e il funzionamento di varie macchine. Tra queste, fontane con più canali che ruotano su un perno e gettano acqua in un bacino - (fr:1761), il cui movimento può essere prolungato con artifici per il ricircolo dell’aria e dell’acqua - (fr:1805, 1842). Vengono descritti anche congegnii musicali automatizzati, dove il passaggio dell’aria in condotti fa muovere uccelli artificiali e suonare flauti - (fr:1844, 1860). Per l’ambito militare, sono presenti macchine da difesa e assedio. Si descrivono macchine per lanciare barili, sacchi di terra, pietre o palle di lana dentro un fossato o per difendere una città - (fr:1900), e una grande balestra a tre archi per scagliare dardi, pietre o fuoco artificiale - (fr:1989). Altre macchine servono per trasportare e posizionare l’artiglieria - (fr:1886), per determinarne con precisione la direzione e l’elevazione di tiro notturno usando squadre, fili a piombo e quadranti - (fr:2016, 2017, 2018), e un ponte a forma di battello per attraversare rapidamente un fossato durante un assedio - (fr:2032). Il testo include anche istruzioni per la realizzazione di macchine da lancio a contrappeso - (fr:1933, 1939) e di altre per la difesa di una breccia - (fr:1971). L’autore avverte di aver subito plagio di suoi disegni su fortificazioni e macchine - (fr:148, 149) e raccomanda di osservare diligentemente le proporzioni di ogni parte delle macchine per costruirle correttamente - (fr:1879).


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[3.1-40-370|345]

3 Macchine artificiose per il sollevamento dell’acqua

Descrizioni meccaniche di dispositivi idraulici mossi da forza animata, fluviale o manuale.

Il testo presenta una serie di macchine concepite per sollevare acqua da un luogo basso a uno più alto. L’azionamento avviene principalmente mediante la forza di un fiume o di un canale, come indicato in “facendo il detto fiume tornare la ruota” - (fr:317), o tramite la forza umana, con “un huomo facendo tornare con la manuella la ruota” - (fr:246). Il meccanismo di base comune a tutti i dispositivi implica un sistema di trasmissione del moto. Una ruota principale, messa in movimento, fa girare ruote dentate più piccole o rocchetti. Questi, spesso dentati “al contrario l’una dell’altra” - (fr:317), imprimono un moto alternato a vari componenti. Il moto viene convertito in movimento verticale attraverso viti, madreviti, barre, bracci o catene. L’elemento attivo finale è costituito da masticoli o palette che, muovendosi all’interno di recipienti cilindrici detti modioli, aspirano e spingono l’acqua. I modioli sono “posti sotto l’acqua” - (fr:353) per permetterne l’ingresso. I masticoli sono descritti con un “tal artificio” - (fr:317) per cui, alzandosi, lasciano entrare l’acqua nel modiolo e, abbassandosi, la spingono verso l’alto. Il sistema di valvole è essenziale: sia i modioli che le trombe (tubi di risalita) sono dotati di “sopate” (valvole o sportelli) che “s’aprono, & si chiudono, secondo che’l bisogno richiede” - (fr:317), trattenendo l’acqua e impedendone il riflusso. L’acqua, così convogliata, viene spinta dentro casse o ricettacoli e fatta salire attraverso trombe o cannoni. Infine, viene condotta “dove più aggrada, a chi l’ha da usare” - (fr:370) mediante condotti. Alcune descrizioni si riferiscono specificamente a macchine per “cauar l’acqua d’un pozzo” - (fr:345), mentre altre sono più generiche. I materiali menzionati includono legno, ottone, cuoio e metallo.


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[4.1-40-359|596]

4 Macchine per sollevare l’acqua

Descrizione di vari congegni meccanici, azionati da ruote idrauliche o da forza umana, per il trasporto verticale dell’acqua.

Le frasi descrivono specifiche invenzioni meccaniche per sollevare l’acqua da luoghi bassi, come fiumi, canali, stagni, paludi o pozzi, a un’altezza ragionevole o proporzionata. I meccanismi utilizzano ruote dentate, lanterne, viti, eliche, manicotti, bracci, secchi (malles o ballons) e pompe. Molti dispositivi includono valvole (fopate) che si aprono e chiudono secondo necessità per impedire il riflusso. Le macchine sono azionate dalla forza di un corso d’acqua che fa girare una ruota principale, oppure, nel caso dei pozzi, dalla forza di un uomo che usa una manovella. “Inuention de celle autre façon de machine a esté trouuée pour faire pareillement monter l’eau d’vn lieu bas à quelle quelle soit proportionnée hauteur, auec l’ayde d’vne riuiere, ou canal” - (fr:279) [L’invenzione di quest’altro tipo di macchina è stata trovata per far salire similmente l’acqua da un luogo basso a un’altezza proporzionata, con l’aiuto di un fiume o canale.] Il movimento viene trasmesso attraverso ingranaggi contrapposti che fanno alzare e abbassare alternativamente bracci o stantuffi dentro cilindri (modiolles) o pompe. L’acqua, una volta sollevata, viene convogliata in un serbatoio (réceptacle) e poi indirizzata, tramite condotti o altre pompe, al luogo desiderato. “Vec le mefme ordre de la precedente machine, l’on peut facilement tirer l’eau d’vn puys auec l’ayde d’vn homme” - (fr:272) [Con lo stesso ordine della macchina precedente, si può facilmente trarre l’acqua da un pozzo con l’aiuto di un uomo.] Alcune varianti descrivono l’uso di catene, pulegge, bilancieri o soffietti. Le descrizioni fanno costante riferimento a disegni che illustrano i dettagli costruttivi.


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[5.1-40-713|1178]

5 Macchine per il sollevamento dell’acqua da pozzi

Descrizione di dispositivi meccanici azionati manualmente per estrarre acqua da pozzi profondi.

Le frasi descrivono varie macchine per sollevare acqua da pozzi profondi con l’aiuto di un solo uomo. I componenti ricorrenti includono ruote, lanterne, corde, secchi, tamburini, girelle e contrappesi. L’uomo aziona una manovella che fa girare una ruota o un rocchetto, provocando l’avvolgimento e lo svolgimento alternato di corde su lanterne o tamburini, così da calare e sollevare secchi nel pozzo. Ad esempio, nella frase (713) si spiega: “F ercioche quan- do l’huomo Jùdetto fa tornare la fopradetta ruota , una dede dette ’ due corde auolgendofi intorno ada lanterna F,ch’ e fitto terra-, fi fuolge da una parte deda ruota fìfegnata R, & nel medefino tempo fa ca- lare nel polfo un capo deda corda, eh’ è auolta ada lanterna fifra- notataL,ch’ e fopra la bocca del poz^, conuno de ifudettifecchi,co’l  quale tira poi laequa ada cima del poz^, quando tl dett huomo fa ritornar ad’ altra banda la fudettaruota,& che [altra corda saml- i ge intorno ad’ altra lanterna fufegnata G, laquai e parimente fitto terra , &fi fuolge aF altra parte deda ruota fopranotata R, facendo ’ medefmamente calare nel pozjz/) I altro capo dicorda infiemeconlaU 1 tro fecchio,qual fi ritira poi pieno F acqua, quando il detto tornare la ruota fopradetta.” - (fr:713) [Perché quando l’uomo suddetto fa girare la suddetta ruota, una di quelle due corde avvolgendosi intorno alla lanterna F, che è fissa a terra, si svolge da una parte della ruota segnata R, e nel medesimo tempo fa calare nel pozzo un capo della corda, che è avvolta alla lanterna sopranotata L, che è sopra la bocca del pozzo, con uno dei suddetti secchi, con il quale tira poi l’acqua alla cima del pozzo, quando il detto uomo fa ritornare dall’altra banda la suddetta ruota, e che l’altra corda si avvolge intorno ad un’altra lanterna segnata G, la quale è parimenti fissa a terra, e si svolge dall’altra parte della ruota sopranotata R, facendo medesimamente calare nel pozzo l’altro capo di corda insieme con l’altro secchio, il quale si ritira poi pieno d’acqua, quando il detto fa girare la ruota sopradetta.] Altre frasi descrivono macchine simili con tamburini e contrappesi. Ad esempio, (751) menziona: “FTor a quefia lanterna è auolta una corda, c’ha ne’ i  fuoi capi duoi uncini, doue fono appefi duoi fecchi , che fi fanno aui- cenda ealare nel poz^o, & ritornando la detta ruota per uia della catena Judetta, tirano laequa alla cima d’ejfo poffo, come per il fec- chio fegnato C beni fimo fi può comprendere.” - (fr:751) [Però a questa lanterna è avvolta una corda, che ha nei suoi capi due uncini, dove sono appesi due secchi, che si fanno a vicenda calare nel pozzo, e ritornando la detta ruota per via della catena suddetta, tirano l’acqua alla cima di questo pozzo, come per il secchio segnato C benissimo si può comprendere.] Alcune frasi riguardano macchine per sollevare pesi, come (1674): “per uia d’huommt, ouerocauaUi,o d’altri fimtli animali tornare con le barrerò fianghe il rocchetto notato A, f fa con il fuo tornare uoltare la ruota fegnata T, prendendo con i fuoifuf Udenti d’e/fa ruota inferno con il rocchetto C, eh’ e fitto fopradi quella nel Juo arbore, ilqual rocchetto prenden- do nel uoltarfi con i fuoifufi U denti della ruota notata T), la fa pari- menti tornar infieme co’ l tamburino, eh’ e fittonel fuo a/fe,tlqual tam- burino auolgendofi fopra di fi unde’i capi della corda, eh’ è attaccata al pefo, & ^e pafa fopra la girella, eh’ è dentro alla taiuola,che fiuede attaccata al trauiceUo notato E, tira per cotai riuolgimenti , & con I aiuto d’ejfa girella il pefo in alto con grandifiima facilità , come piu chiaramente fi comprenderà confiderando bene il prefinte difegno.” - (fr:1674) [Per via di uomini, o cavalli, o altri simili animali far girare con le barre stanghe il rocchetto notato A, si fa con il suo girare voltare la ruota segnata T, prendendo con i suoi fusi i denti di essa ruota insieme con il rocchetto C, che è fisso sopra di quella nel suo albero, il quale rocchetto prendendo nel voltarsi con i suoi fusi i denti della ruota notata D, la fa parimenti girare insieme col tamburino, che è fisso nel suo albero, il quale tamburino avvolgendosi sopra di sé uno dei capi della corda, che è attaccata al peso, e che passa sopra la girella, che è dentro alla tavola, che si vede attaccata al travicello notato E, tira per tali rivolgimenti, e con l’aiuto di essa girella il peso in alto con grandissima facilità, come più chiaramente si comprenderà considerando bene il presente disegno.] Altre ancora descrivono macchine per operazioni militari, come (1493) che parla di un ponte mobile: “eu IL 251 ha {corne fer tldifegno fi uede)à canto tlfuo f unione certe alet- ti àt firro , lequali quando ejfa frefifia, e/endo tirata dà una bale- fiaiagliarda & forte mtranellaterra,Jifiringonotnfiieme,&quan- kââ fi mol cauare-,fiaüargano,& fanno f orla contra la terra-, & tfindo lajudetta freifa fitta nella terra nella maniera, che per il dà ft^no fi uede-,fi tira bellamente un capo della corda, che pajfa fopra la ÿrâa fopraâetta, & perquefla uia fifa (quando U tempo & bocca- fine il richiede) accofiare Ü ponte alla muraglta,papmdoui aü’hora oFifoldati molto facilmente.” - (fr:1493) [E il 251 ha (come per il disegno si vede) accanto al suo fine certe alette di ferro, le quali quando essa freccia, essendo tirata da una balestra gagliarda e forte entra nella terra, si stringono insieme, e quando si vuol cavare, si allargano, e fanno forza contro la terra; ed essendo la suddetta freccia fitta nella terra nella maniera, che per il disegno si vede, si tira bellamente un capo della corda, che passa sopra la girella sopraddetta, e per questa via si fa (quando il tempo e l’occasione il richiede) accostare il ponte alla muraglia, passandovi all’ora i soldati molto facilmente.] Le descrizioni fanno spesso riferimento a disegni che illustrano le macchine. Il funzionamento si basa sulla trasmissione del moto attraverso ingranaggi e sull’uso di corde avvolte su tamburi o lanterne. L’obiettivo principale è ridurre lo sforzo umano nel sollevamento di acqua da pozzi profondi.


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[6.1-40-488|847]

6 Descrizione di Macchine Artificiose

Meccanismi per il sollevamento d’acqua, la macinazione e altre operazioni mediante ruote, ingranaggi e forza animale o idraulica.

Il testo descrive il funzionamento di diverse macchine. Diversi meccanismi sono utilizzati per sollevare acqua da pozzi, canali o fiumi verso ricettacoli più alti, spesso utilizzando la forza di un uomo, di un animale o della corrente. “facendo il detto huomo tornare la ruota… fa uoltare la ruota… dentata” - (fr:488). Un altro sistema impiega una ruota a cassette che preleva acqua da un canale e, attraverso una serie di recipienti e viti, la innalza. “la ruota… piglia l’acqua da’ quello, & la porta nel primiero ricettacolo” - (fr:433). Sono descritti vari tipi di mulini per macinare il grano. Questi possono essere azionati dalla forza dell’acqua che cade su una ruota a palette. “l acqua che corre per il canale… cadendo soralaruota… la fa tornare” - (fr:1056). Altri mulini sono mossi da un cavallo o da uomini che fanno girare una grande ruota dentata. “facendo il detto cauallo tornare la ruota dentata” - (fr:1064). Il moto viene trasmesso attraverso rocchetti e ingranaggi fino alla macina superiore. “fa per cotai riuolgimenti uoltare macinando il grano” - (fr:1075). Alcune macchine combinano più funzioni, come macinare e segare assi contemporaneamente. “una forte di molino, col quale si macina il grano, & si segano li marmi in un tempo istesso” - (fr:1205). Altre invenzioni sono adibite ad operazioni meccaniche specifiche: sollevare o sfilare porte dai gangheri, “un huomo solo leverà con questa una porta da i gangheri” - (fr:1525); allargare o rompere le sbarre di una grata o inferriata, “per allargare i ferri d’una ferrata” - (fr:1585); e segare legname mediante l’azione di una sega mossa da un bracciuolo collegato a una ruota idraulica. “una forte di machina per segare li legni… per via d’un canale” - (fr:1218). I meccanismi descritti coinvolgono sistematicamente ruote dentate, rocchetti, viti senza fine, manovelle, catene e contrappesi.


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[7.1-40-729|1655]

7 Macchine Meccaniche per il Sollevamento e la Macinazione

Trattato sulle invenzioni per sollevare acqua, macinare grano e movimentare pesi mediante ingranaggi, corde e contrappesi.

Le frasi descrivono il funzionamento di varie macchine mosse da forza umana, animale, idraulica o eolica. Le macchine per tirare acqua da pozzi profondi utilizzano sistemi di ruote dentate, lanterne e corde con secchi: “l’on peut encore fort facilement tirer l’eau d’vn puis fort profond auec l’ayde d’vn seul homme” - (fr:728) [Si può ancora tirare facilmente l’acqua da un pozzo molto profondo con l’aiuto di un solo uomo]. Un meccanismo comune prevede due secchi che salgono e scendono alternativamente: “aux bouts de laquelle font attachez deux feaux, que l’on faict par tels retournemens descendre l’vn apres l’autre dans le puis” - (fr:770) [ai cui capi sono attaccati due secchi, che si fanno scendere nel pozzo uno dopo l’altro con tali movimenti alternati]. I mulini macinano grano. Alcuni sono azionati da cavalli: “on faict pareillement moudre auec vn cheual, ou autre semblable animal fort facilement” - (fr:1071) [si fa macinare similmente con un cavallo, o altro animale simile, molto facilmente]. Altri utilizzano l’acqua di un canale o di un fiume: “on faict moul dre auec l’eau qui court par le canal” - (fr:1015) [si fa macinare con l’acqua che scorre per il canale], o il vento: “on faict pareillement moul dre auec le vent par le moyen des quatre ailes” - (fr:1185) [si fa similmente macinare con il vento per mezzo di quattro pale]. Alcune macchine sollevano acqua a grande altezza usando una serie di coclee (viti) che la trasportano da un recipiente all’altro: “prend l’eau du premier réceptacle… & la porte dedans le second” - (fr:440) [prende l’acqua dal primo recipiente… e la porta dentro il secondo]. Altre servono per muovere grandi pesi con argani e paranchi: “pour tirer & conduire de tref-grands poids où on veut fort aisé ment” - (fr:1725) [per tirare e condurre grandissimi pesi dove si vuole molto facilmente], o per segare legname con un movimento alternato azionato da una ruota idraulica: “la rouë faict tourner la manivelle… laquelle haulsant & abaissant la scie” (implicito da fr:1219). I meccanismi sono dettagliati, con nomi di componenti come roue (ruota), lanterne (lanterna), poulies (pulegge), tabourins (tamburi), contrepoids (contrappesi) e cordes (corde).


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[8.1-40-1385|1651]

8 Macchine d’assedio e ponti mobili

Trattato sulle macchine per l’assedio e la traversata di fossati.

Le frasi descrivono la costruzione, il funzionamento e l’uso di varie macchine e ponti mobili per operazioni d’assedio militare. Il processo inizia tipicamente con lo scavo dello spalto della controscarpa per preparare il terreno e coprire gli operatori. Si descrive nel dettaglio il trasporto e il posizionamento di queste macchine sopra un “Pie-fermo” o una base, spesso utilizzando carri e ruote. Un elemento centrale è il ponte, che viene fatto avanzare o ritrarre sopra il fosso tramite sistemi di corde, rocchetti, ruote dentate e barre di ferro. L’avanzamento è controllato da meccanismi come “i riuolgimenti de’ i quattro rocchetti, che co’ i loro fusi pigliano li denti delle barre di ferro” - (fr:1332). Per la stabilità, il ponte è sostenuto da legni calati con corde, spesso ricoperti di barre di ferro per protezione, “accioche’l nemico facendo una ufcita all’ improuifo, non li possa tagliare, ne rompere” - (fr:1352). Molte macchine impiegano viti (“uite”) e madreviti (“madreuite”) per trasmettere il movimento, come in un meccanismo dove “facendo un huomo con la manuella uoltare il rocchetto… fa per uia di quello uoltare la ruota… infieme con la uite” - (fr:1700). Questi ingranaggi azionano tamburini che avvolgono corde, le quali, passando su girelle, sollevano o muovono carichi. L’applicazione è chiaramente militare: le macchine permettono di gettare ponti sulle mura nemiche, “s’appoggia alla detta muraglia” - (fr:1315), e sono dotate di mantelletti e feritoie per proteggere i soldati dai colpi di archibugio e moschetto, come nel ponte che “ha… certi buchi, per doue li soldati possino co’ gli archibugi & co i moschetti offendere il nemico” - (fr:1389). Alcune descrizioni si estendono a macchine per il sollevamento e il trasporto di pesi molto gravi con poca forza umana, sfruttando combinazioni di ruote, viti, corde e currolotti. Viene anche accennato all’uso di queste macchine per attraversare corsi d’acqua, con ponti che si piegano e si adattano a battelli. L’intero trattato è caratterizzato da istruzioni metodiche per l’assemblaggio, l’uso e lo smontaggio di questi congegni, con una costante attenzione alla difesa attiva e passiva degli operatori durante le operazioni.


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[9.1-40-1325|1430]

9 Ponti mobili da assedio per l’attraversamento di fossati

Tecniche costruttive e procedure operative per superare ostacoli d’acqua durante gli assedi.

Le frasi descrivono macchine, prevalentemente ponti mobili, impiegate per attraversare il fossato di una città o fortezza durante operazioni d’assedio. I dispositivi sono costruiti in legno e metallo, con componenti come barre di ferro, corde, pulegge, ruote, lanterne dentate e viti. “il a au bout de deuant deux pièces de bois conioindes à iceluy immobilement… tous couuerts de barres defer, afin que l’en nemy faifantvne fortieà l’impourueu ne les puiife couper ou rompre” - (fr:1292) [ha all’estremità anteriore due pezzi di legno congiunti ad esso immobilmente… tutti coperti di barre di ferro, affinché il nemico facendo una sortita all’improvviso non possa tagliarli o romperli]. La preparazione prevede lo scavo della controscarpa e la posizione di protezioni per gli operatori. “l’on caue premieremét pourcefairelaterraffedelacotrcfcarpeleplusauant qu’il eftpoffible… remparant aulTi le deuantauecles gabbions, ou facs de terre, ou baies de laine” - (fr:1345) [si scava prima per questo la terrazza della controscarpa il più avanti possibile… riparando anche il davanti con gabbioni, o sacchi di terra, o balle di lana]. Il movimento del ponte sul fossato è ottenuto mediante meccanismi a corde e ingranaggi. “on faid tourner en mefme temps les quatre roues… par le moyen des cheuilles quelles ont autour de leur circonference… l’on faid aller ledid pont auant 6c arriere félon que le befoin le requiert” - (fr:1321) [si fanno girare nello stesso tempo le quattro ruote… per mezzo delle chiavette che hanno attorno alla loro circonferenza… si fa andare il detto ponte avanti e indietro secondo che il bisogno lo richiede]. Alcuni modelli sono ponti-barca, chiusi e impermeabili, dotati di timone e ruote a pale per la propulsione. “Ce pont eft faisft enla façon que l’on voit par le deifein , clos & bien fermé , comme vn bateau… il a par derrière a la façon des barques vn timon , auec lequel on le gouuerne , & a fes collés deçà& delà deux roues notées S T,lefquelles feruent de rames” - (fr:1479) [Questo ponte è fatto nel modo che si vede dal disegno, chiuso e ben serrato, come una barca… ha dietro a modo di barche un timone, con il quale lo si governa, e ai suoi lati di qua e di là due ruote notate S T, le quali servono da remi]. L’azione finale è il getto del ponte sulla muratura nemica, spesso nascosto fino al momento opportuno e sollevato con appositi strumenti. “on iette fur la muraille le pont noté I, par le moyen des deux demi-roues dentées… lequel pont fepofe sur le flifdiét pont afin qu il n’apparoifTe” - (fr:1363) [si getta sulla muratura il ponte notato I, per mezzo delle due semi-ruote dentate… quale ponte si posa sul suddetto ponte affinché non appaia]. Le macchine incorporano anche difese per i soldati, come mantelletti con feritoie per il tiro.


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[10.1-40-1738|659]

10 Macchine artificiali

Progetti di dispositivi meccanici per sollevamento, estrazione e rottura.

Le frasi descrivono diverse macchine artificiali utilizzate per moltiplicare la forza umana in compiti come sollevamento di pesi, estrazione di acqua, rottura di sbarre e scarico di merci. “Ceste autre forte de machine, sert pareillement comme les precedentes, pour leuer en hault avec très grande facilité, des poids fort pesans, moyennant l’ayde de peu d’hommes” - (fr:1638) [Questa altra macchina serve come le precedenti per sollevare con grande facilità pesi molto pesanti, con l’aiuto di pochi uomini.] Le macchine per il sollevamento impiegano ruote, ingranaggi, viti, madreviti, tamburi, corde e pulegge. Alcune sono specifiche per l’edilizia, come sollevare pietre e calce. Altre servono per estrarre acqua da pozzi o fondazioni: “Ceste cy est une autre artificieuse façon de machine, moyennant laquelle un homme seul tirera l’eau d’un puis fort profond très-facilement” - (fr:746) [Questa è un altro tipo di macchina ingegnosa, mediante la quale un uomo solo tirerà l’acqua da un pozzo molto profondo molto facilmente.] Altre ancora rompono sbarre di grate: “machine, par laquelle un homme seul eslargira ou rompra facilement & avec peu de bruit les barreaux d’un treillis” - (fr:1607) [macchina con la quale un uomo solo allargherà o romperà facilmente e con poco rumore le sbarre di una grata.] Una macchina scarica merci da navi: “L’autre forte de machine sert pour descharger diverses marchandises, comme sont tonneaux, bales, & autres choses semblables, d’un navire, ou d’autre lieu” - (fr:1626) [L’altra macchina serve per scaricare diverse merci, come botti, balle e altre cose simili, da una nave o da un altro luogo.] Le descrizioni includono dettagli costruttivi e di funzionamento, come l’uso di contrappesi, rulli e meccanismi a leva.


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